Castello Erranti chierici rito armi infuocate

4 dicembre 2025 · 21:33 · Castello Erranti
Doxia Doxia Estasi della Luce Sacra Elfi (F)
Cormoran Cormoran Stridio Umani (M)
Managerace Managerace Pellegrino Umani (M)
Gabriael Gabriael Ardore della Luce Umani (M)
Ehinetor Ehinetor Griso Angeli (M)
LaRossa LaRossa Griso Mezzelfi (F)
Isilwenna Isilwenna Pellegrino Mezzelfi (F)
Sianodel Sianodel Pellegrino Elfi (M)
Maniakesh Maniakesh Innominato Mezzelfi (M)
https://maniakesh.altervista.org/wp-content/uploads/2025/03/mappa1.jpg
D
Doxia21:33
[PonteLevatoio] (È una figura snella e alta centottanta centimetri, che si accompagna a quella più statuaria di GABRIAEL, mentre passeggia in direzione del Castello che si staglia quasi minaccioso oltre il fossato, in quella notte tempestosa. È avvolta da un completo comodo, in cotone nero, composto da casacca a manica corta, ampie braghe, e un alto cinturone con il simbolo dei Chierici ivi ricamato. Neri sono anche gli stivali in cuoio consunto che le fasciano le gambe fino a metà polpaccio. C’è una sola nota di colore, definita da quella fusciacca blu intenso che dalla spalla sinistra discende fino al fianco opposto, rimanendo silente a svolazzare o quasi nel vento notturno. ) Rimani lì, torniamo presto. ( Si allontanano dalla figura di una PANTERA NERA alata che siede in perniciosa e infastidita sotto una coltre di fronde ben fitte, intente a proteggerla dalla pioggia. L’animale sbuffa, ma non si muove, osservando i due Chierici allontanarsi verso il Ponte levatoio. ) Ah Madre, ho come l’impressione che Zeugma sia stata un Hi’gren. ( Chiacchiera morbida con GABRIAEL al suo fianco, mentre i suoi occhi si volgono verso il loro percorso e la loro meta. Non ha con sé grandi orpelli che non siano due anelli all’anulare sinistro, una saccoccia al fianco opposto e un bracciale, il SACRO SIGILLO che custodisce silente il suo polso mancino e anche l’AURA mistica, ora completamente assopita. Avanza ancora, lasciando scendere un breve silenzio, prima di lanciare un’occhiata verso di lui. ) È una mia impressione o stasera siete più silenzioso del solito? ( Gli pone quel quesito, mentre oramai iniziano a superare il fossato, lasciando che i loro passi rimbombino nei vuoti. Lo osserva, silenziosa, alzando di contro una mano verso la struttura. ) Ehi di là. Vita ex Fide. ( Saluta chiunque sia all’INGRESSO delle MURA e al suo VARCO, avvicinandocisi pedissequamente. )
***La Sala principale del Castello degli Erranti, detta "Sala della Rosa e della Spada", accoglie gli invitati con un piacevole tepore che dona loro un senso di "custodia", di "casa e famigliarità". Decisamente un salone sontuoso, maestoso, di circa 35 metri di lunghezza e 18 di larghezza; i tappeti raffinati e di preziosa stoffa nel pavimento ne coprono gran parte della superficie, adornata ulteriormente da pregiate sedute e divani sparsi sia ai lati che al centro del loco. Due tavoli per studio o semplice colloquiare caratterizzano ulteriormente l`ambiente, segno che tale sala non sia solo un posto nobile e raffinato, ma anche di importanti incontri o studi. Al centro della parete a sud, il vivacissimo e scoppiettante focolare in un grande camino ravviva l`ambiente, anzi quasi ne é l`anima, con le sue danze ed i suoi colori sgargianti. Sopra il camino torreggia un quadro del Barone Pan con il suo grande nasone. ***
C
Cormoran21:35
[piazzale] <i suoi occhi persistono a guardare il cielo ricambiarlo con gocce di pioggia sul volto. Tra esse scorge l`arrivo di Ehinetor. Un cenno del capo che si abbassa in suo favore. L`arrivo di LaRossa e Managerace non passa inosservato, il rumore di fango calpestato lo fa girare con tutto il corpo verso il Griso e il Pellegrino> Pravus! <si sofferma di più sul vestiario e l`armamentario de LaRossa> Splendida giornata! <poi concede un sorriso cordiale a Managerace> Lieto di vedervi tra i vivi.
M
Managerace21:41
[Piazzale|Mastio] Termina il suo incedere in prossimità delle Torri secondarie, facendo cenno ai piantoni di abbassare il ponte levatoio per rendere possibile il transito dei Chierici <Pravus> nel frattempo ai due Griso e allo stridìo <l`Innominato ci attende nella Sala Principale del Castello> facendo per muoversi ancora verso Doxia <Pravus in Tenebris Estasi> la fronte si abbassa di un poco <vi prego di seguirci all`interno> e il saluto dura fino a quando non raggiunge anche il suo seguito. Quindi resta immobile nell`attesa che tutti procedano verso l`interno, per muoversi a sua volta cercando di chiudere il gruppo
G
Gabriael21:44
[PonteLevatoio] [sì, è decisamente silenzioso: al contrario di Doxia, lui a SOWELU -la sua pantera- lascia una pacca ricamata con le dita sulla groppa, prima di allontanarsi ed avanzare con l`Estasi verso il ponte levatoio. Ha gli occhi d’ambra e cenere avviluppati alla sagoma del castello. Le pupille sfidano la pioggia ed il buio della notte: se lo sta ammirando tutto, ogni torrione, ogni mattone di cemento, ogni venatura del legno di quel passaggio che li attende. Alto cento novanta cannelle, l’Ardore di Luce, è florido di una muscolatura armoniosa: ha spalle larghe, imbastite di dorsali e collinette turgide di deltoidi, inasprite da clavicole sporgenti, i pettorali sono definiti, gli addominali cesellati e gli arti allenati, tronfie le braccia di tricipiti e bicipiti, e le gambe nei quadricipiti ed i polpacci. Gli è fradicia addosso, ed aderente alla stazza, una giacca lunga fin sopra il ginocchio, di velluto e seta nera: il tema damascato dell’indumento s’alterna a dettagli cuciti in oro, che richiamano gli orli nelle maniche e sul bordo laterale della giubba e gli inserti -simili a piccoli focolai di fiamme dorate- cuciti sulle spalle e sulle tasche. Vi ha abbinato pantaloni aderenti, di cotone nero, che finiscono dentro stivali alti, di pelle color della pece, opachi, impreziositi da bottoni di piombo ed oro fuso ed una sottilissima corda che va ad incrociarsi nella parte posteriore. La barba è folta e scura: ma ne ha dettato l’ordine, delimitandola lungo mandibola, mascella e mento, a tagliare in obliquo e a metà le guance ed ad occupare il lembo di carne tra naso e bocca. E’ puntellata di pioggia anche quella, quando ha premura di schiuderla per anteporre un respiro alle parole che dedica a Doxia.] ..sono felice che stasera io debba solo assistervi, Corallo. [formicolano le dita della mancina adesa al rispettivo fianco: al polso rifulge il metallo del BRACCIALE del SACRO SIGILLO.] Ho la testa altrove. [confessa, leggerissimo.] ..sono tutto altrove.
E
Ehinetor21:46
[Piazzale] <Pravus> replica al saluto di Cormoran e LaRossa con tono deciso e melodioso, sono poi i suoni che provengono dal ponte ad attirare l`attenzione dell`angelo. <Alleati, venite avanti, la Madre sia con voi> dice verso i CHIERICI, poi annuendo verso Managerace. Attendo poi che il gruppo faccia il suo ingresso.
L
LaRossa21:52
[Piazzale-Mastio] Il rumore sordo dei passi nel fango accompagna l’avanzare della mezzelfa. Lo sguardo nero di khol, affilato, scivola per un solo battito su Managerace, breve, fermo, inamovibile. Poi si solleva oltre lui, al ponte levatoio. «È il tempo che prediligo.»Il tono è basso, roco di pioggia e pazienza limitata. «L’acqua… cancella i peccati.» Un sorriso tagliente, senza mostrare denti. Bastarda quanto basta. Quando le figure bianche avanzano nel piazzale, la mezzelfa accenna il capo in segno di rispetto, e al passaggio di Doxia le labbra si incurvano in un sorriso più caldo, sottile. «Pravus in Tenebris.» Solo quello. Quando Managerace li invita ad entrare, lei avanza verso le scalinate senza una parola in più, e attende che i Chierici la seguano verso l`interno del castello.
C
Cormoran21:52
[piazzale] <porge un cenno del capo a Doxia per primo e Gabriael per secondo> Pravus in Tenebris, siate i benvenuti. <poi annuisce al dire di Managerace e si incammina di nuovo all`interno subito dietro LaRossa. La testa si volta verso Ehinetor chiedendogli con voce serena e divertita> Voi usate le scale come noi o userete le vostre ali? <una volta al coperto, si abbassa il cappuccio del mantello con la sinistra e la destra si friziona vigorosamente i capelli, perennemente spettinati>
I
Isilwenna21:53
[Sala R&S] <Entra nella sala trovando Maniakesh vicino il camino e si blocca all`ingresso. Lo sguardo è puntato sulla figura del mezzelfo sondando la sua presenza e con il piede sinistro varca la soglia> Pravus in Tenebris <la voce spezza il silenzio e lentamente si addentra nella sala, riducendo le distanze dall`Innominato. Lo sguardo si abbassa e carica i polmoni che si espandono prima di rilasciare un lungo respiro che vuol preannunciar una calma e pazienza in cui sembra sostare, adesso, fermandosi di qualche passo dalla figura del Falco di fronte a lei, le braccia lungo i fianchi, ben dritta in quella posa marziale e fiera che la contraddistingue. La mascella è tesa e seppur non lo da a vedere la tensione si percepisce nell`aria, in lei e attorno animata dal crepitar del fuoco che resta caldo e accogliente nelle sue rosse punte di fiamma>
S
Sianodel21:55
[Piazzale > Interno Castello] [Il pollice destro alla fronte, solleva un lembo del cappuccio sistemando l`orlo poco sopra l`attaccatura dei capelli. Il viso emerge dalla stoffa ed il campo visivo viene pulito dalle pieghe] Pravus! [Spazia sui presenti, lo sguardo ed il tono; il secondo magari non basta a superare lo scroscio della pioggia, ma sicuramente a fare la sua parte senza inutili slanci. Li guarda un po` tutti senza soffermarsi su nessuno in particolare. Il viso orienta a favore della venuta dei Chierici, cui riserva un breve cenno della testa. Educato quanto basta da non farlo attardare ulteriormente sotto l`acqua. Nel silenzio che lo contraddistingue supererebbe il gruppetto, avviandosi verso i gradini antistanti il portone, per cercare di salirli al fine di varcare la soglia e portarsi all`asciutto]
D
Doxia21:58
[Piazzale] ( Mano a mano le Mura del Maniero si stagliano minacciose sopra di loro, offrendo un breve squarcio nella tempesta di quella notte. Una breve pausa in cui i suoi occhi, privi del periglio della pioggia, si possono posare sulla figura di GABRIAEL. Studia la vacuità della sua espressione, il silenzio che arranca sulle sue labbra. E poi quella risposta. Qualcosa che le fa arcuare le sopracciglia e la fronte tutta. Lancia uno sguardo avanti, breve, per tornare su di lui. ) È accaduto qualcosa, Gab? ( Parla piano, in modo sottile, quasi a voler condividere con lui quel segreto, mentre lo sguardo smeraldo continua quello studio certosino del suo viso e ogni dettaglio che ne traspare. Solo quando raggiungono il Piazzale, la voce di MANAGERACE la distrae, scardinando i suoi occhi che incontrano piuttosto la figura del pellegrino, il primo a venirle incontro. ) Ah, Sir Managerace. Come state nella vostra rinata pelle? Vi siete ripreso? ( Domanda verso lo stesso, prima che rivolga un sorriso su tutti coloro che si avvicinano: EHINETOR, LAROSSA, ISILWENNA, CORMORAN, SIANODEL. ) Vita ex Fide a Voi tutti. Possa la Madre proteggervi anche in questa notte scura. E al mio fianco, vi è Gabriael Mancrauder, Ardore della Luce. ( È con quelle parole che presenta GABRIAEL al suo fianco, sebbene il suo sguardo non lesini dal tornare sul suo volto, ancora e ancora. Ora che l’invito è stato colto, lei stessa apre le braccia. ) Allora entriamo? Mi pare un’ottima idea, visto la pioggia incessante. Fate pure strada. ( Dichiara verso i presenti, procedendo all’interno del CASTELLO, risalendo la scalinata fino a quando supera l’ingresso insieme al resto del gruppo. )
M
Managerace22:00
[Sala] Quando tutti saranno entrati lo farà a sua volta seguendoli a debita distanza. Si affaccia così nella sala <Pravus Innominato> facendo per slacciare le fibule del sottomento e sfilare l`elmo e tutto quello che c`è al di sotto, apparendo con i capelli arruffati <bel posto...> passando in rassegna la sala con lo sguardo chiaro <il camino, i divani...> tra sé <se l`avessi saputo avrei indossato qualcosa di più congeniale per la serata...> sotterraneo <non so, un bel completo in seta...> abbozzando un breve sorriso svogliato che svanisce nell`istante esatto in cui nasce <mi toccherà restare in piedi...>fintamente, in un pensiero ad alta voce <sapete, l`armatura non è molto confortevole in poltrona, ovviamente per il deretano>
G
Gabriael22:07
[Piazzale] [ tiene sempre il mento leggermente sollevato: le pupille si stagliano in obliquo, a rimirare l’immagine del castello. Non lo turba la tempesta, piuttosto distrattamente ne beve, infliggendo la morsa dell’arcata superiore dei denti, addosso al labbro inferiore, raschiando da lì gli zampilli d’acqua che il cielo gli cede. Della fortezza subisce il richiamo che gli tiene l’attenzione incollata, fino a quando le presenze di LaRossa e Cormoran si manifestano, insieme alle loro voci che ne approntano i rispettivi saluti. Non ha slanci la testa, che lentissima -e grondante di pioggia- traccia la visuale fino ai Bravi di Esperia, esibendo l’innaturale strabordìo di luce che nutre dentro lo sguardo, dagli screzi inneggianti l’oro. Un inchino del capo, facilmente leggibile anche quello, perché mosso con estrema misura ed estremo riguardo. Non una parola, solo fiumi di fiati che lascia sgorgare via dalle narici, aria rovente che gli si compatta innanzi al muso, per condensa del ponente. Il pomo si scuote: è per la codifica della domanda che Doxia gli pone. Le ciglia bagnate di pioggia come rugiada, battono un paio di volte: il volto rimane in avanti, poi -quando ancora cammina seguendo la scia dei Bravi- torce il collo, ed il mento, il volto tutto. Leva il sigillo alla chiusa delle labbra, impasta un:] il miracolo. [sussurra in risposta, e pare che gli occhi abbiano incrementato maggiore lucore nel dirlo, cercando la morsa con le pupille di Doxia. O forse sono le torce, le fonti di calore sparse tutt’attorno nel piazzale, che di nuovo accarezza con la vista, insieme alle altre presenze.] Vita ex Fide. [subito dopo esser stato presentato: adocchia Ehinetor, Isilwenna e Sianodel. In ultimo Managerace; salvo poi seguire il passo di Doxia, a cui si è legato come sua ombra verso l’interno.]
L
LaRossa22:10
[Ingresso>Sala R&S]La sala accoglie con il tepore del camino e l’odore di legna arsa. Il passo della mezzelfa riecheggia sul pavimento lucidato, deciso, cadenzato. Supera la soglia. Lo sguardo affilato alza un taglio rapido verso Maniakesh. Nessun cenno. Solo riconoscimento. Poi scivola verso Isilwenna, altrettanto breve, altrettanto controllato, un filo di rispetto tra soldati che non spreca fiato. Si sposta a destra della sala, tre passi dal muro, posizione perfetta per vedere tutto e non essere al centro di nulla. Le braccia si incrociano sotto il mantello, la Morning Star nascosta al fianco, il cuoio del fodero che tocca appena la stoffa fradicia. Attende i chierici. Conta l’ingresso dei presenti senza muovere la testa, solo gli occhi. Il mormorio dei passi, il fuoco che scoppietta, mani che asciugano acqua da capelli e mantelli, e lei resta immobile. Le parole di Managerace arrivano chiare e lei non lo guarda subito, lascia che la frase resti sospesa un battito nell’aria. Poi, appena l’ombra di un sorriso sghembo si piega sull’angolo sinistro della bocca, quasi impercettibile, ma non dice nulla. Restano solo gli occhi che tornano fissi verso l’ingresso, ad attendere l’arrivo dei Chierici, mentre il mantello continua a gocciolare.
C
Cormoran22:11
[sala R&S] <raggiunge infine la sala, oltrepassa l`entrata e le sue iridi blu si posano su Maniakesh per primo e poi Isilwenna con espressione incuriosita. Accenna un inchino verso l`innominato e la pellegrina> Pravus in Tenebris! E anche a voi, mia signora! <Le mani scostano il mantello umido, portando alla luce la SPADA LUNGA che porta alla cintura. Poi fa alcuni passi di lato per lasciare libero il passaggio. Uno sguardo fugace alle finestre per osservare la pioggia scrosciare, poi si avvicina al camino e accenna un sorriso famigliare mentre osserva il quadro del Barone Pan per un istante e le parole di Managerace sul vestiario gli giungono alle orecchie. Non può fare a meno di passare la mano sinistra sul petto, lisciandosi il suo completo blu notte.>
M
Maniakesh22:12
[Sala S&R] Dalla sua posizione, davanti al grande camino, dopo un cenno con la mano a Isilwenna, Maniakesh vede finalmente entrare i Chierici e i Bravi. Con un immediato cambio di espressione che sostituisce la tensione con l`accoglienza, allarga le braccia in un gesto ampio, come a volerli abbracciare tutti. La sua voce, roca e potente, risuona calorosamente nella sala per salutarli: "Pravus in Tenebris!" Quindi, il suo sguardo si sofferma su Doxia, e le dedica un cenno della testa. "Corallo," la saluta, con un tono che esprime sincero rispetto, "che piacere e onore avervi qui.".
S
Sianodel22:13
[Solo una volta dentro il castello le mani salgono al cappuccio per poterlo abbassare sulle spalle. La zazzera lunare umida ed appesantita, in ciocche sulla fronte, ravviva blandamente con una passata delle dita, adoperandole in flemmatica successione per sollevare la correggia della faretra, sfilandola da sopra la testa. Operazione necessaria per arrivare a slacciare il mantello, levandosi quel pezzo di stoffa appesantito dall`acqua piovana. Un giro d`avambraccio mosso a mezz`aria se lo fa` avvolgere attorno all`arto, schizzando un po` qua e là, mentre l`altra mano inforca di nuovo sulle spalle frecce ed arco. E` un palese sospiro di sollievo quello che passa dalle labbra socchiuse mentre continua a muoversi attraversando il salone, raggiungendo la sala dove attende l`Innominato e la Pellegrina] Pravus in Tenebris. [Un cenno della testa al Mezzo. Uno altrettanto ossequioso ad Isilwenna. Solo dopo si sposterebbe alla propria destra, togliendosi dalla porta. Ritagliandosi uno spazietto dove diventare un pezzo d`arredamento]
I
Isilwenna22:13
[Sala R&S] <L`ingresso di Managerace, il rumore della sua armatura e i suoi passi la fanno voltare, ne riconosce la voce e lo sguardo azzurrino punta dritto al volto dell`umano quando si slaccia e sfila l`elmo> Pravus <breve il saluto che rivolge con voce chiara all`umano e si sposta verso la parete dando il fianco destro a Managerace e il sinistro a Maniakesh così da averli entrambi nella sua visuale e un ghigno incrina le labbra a quel commentar dell`umano e lo sguardo abbassa trattenendo un sorriso che in men che non si dica svanisce, lasciando posto alla serietà nell`espressione del viso dal candido colore della pelle, salvo le gote appena arrossate e nota chi entra, Ehinetor, LaRossa e li guarda puntando le iridi cristalline ai loro volti e poi Cormoran al quale dedica un cenno del capo in risposta al suo inchino prima di rivolger attenzione a Maniakesh che accoglie gli ospiti e i Bravi>
D
Doxia22:22
[SalaR&S] ( Procede all’interno seguendo il gruppo. Il suo passo rintocca appena sui pavimento, quanto piuttosto sono più rumorose le gocce d’acqua che grondano qui e lì dal suo corpo e dai suoi vestiti, appesantiti dalla pioggia. I suoi capelli, raccolti in una treccia, riescono a rimanere tutt’al più in ordine, mentre passeggia al fianco di GABRIAEL tra quei corridoi. Lo tiene d’occhio, con cura, ma è quando all’ingresso della SALA della ROSA e della SPADA che quella parola percola dalle sue labbra, che lei volge lo sguardo sull’Ardore. ) Dopo. Dovete raccontarmi. Assolutamente. ( Dichiara in uno scandire ben teso, ma ciò che si palesa sulla sua bocca non è un’ordine perentorio, bensì un sorriso soddisfatto e accogliente, mentre entra nella Sala con un passo maggiormente deciso. ) Innominato. Mi ringrazierete meno quando vi avrò inzaccherato tutti i Tappeti. ( Sottolinea verso MANIAKESH con quel suo solito modo ironico e divertito, mentre si fa avanti, guadagnando il centro della stanza insieme a GABRIAEL. ) Ordunque apriamo le danze: sono qui tutti i guerrieri con le loro affilate lame e non? ( Chiede, sempre a MANIAKESH, sebbene il suo sguardo navighi su OGNUNO dei presenti, mentre le mani si portano sui fianchi. Un istante solo perché quello successivo, CERCA di poggiare la sinistra sulla spalla opposta di GABRIAEL e lasciare per lui solo poche parole. )
M
Managerace22:26
[Sala] Infila come capita la cuffia all`interno dell`elmo gocciolante e lo porta sottobraccio. Il profilo si volta lentamente verso sinistra e lo sguardo acuto e vagamente sorridente si ferma in quello di Isilwenna. E` una trasmissione tacita ed eloquente, poi si distoglie virando su Maniakesh <l`elmo purtroppo gocciola...> a fior di labbra <chiedo venia per i tappeti...> a labbra schiuse, la fronte si corruga <e che dire degli ignobili calzari...quanto fango è dilagato all`interno… sono sinceramente costernato> fissandolo, poi va su Sianodel <Pravus in Tenebris>
G
Gabriael22:33
[SalaR&S] [ non che abbia sgrovigliato granché la questione: eppure, formulando quelle poche sillabe per Doxia, gli si è accorciata la cadenza dei respiri, di chi è sfiancato da una corsa, curioso ossimoro dei suoi passi, che sono invece gravi, flemmatici, ordinati. Cerca allora appiglio altrove, risollevando la testa che aveva dapprima optato per una panoramica del pavimento e delle scale. Con un moto scattoso quanto disciplinato del collo, trascina via una ciocca bruna da innanzi gli occhi, ed ancora ripercorre gli spazi del Castello, come qualcosa di profondamente caro. Quando varca la soglia della sala della rosa e della spada, un pensiero muove le fila dell’angolo sinistro della bocca: gli si inarca in un pendio intimo, fugace, che coincide straordinariamente col sorriso imbastito da Doxia. E allora, glielo regala: insieme ad un annuire sicuro del capo. La bocca torna distesa placida ed illeggibile, gli occhi vagano fino a Maniakesh all’interno della sala. Attenderà d’aver addosso il suo sguardo, prima di relegargli l’encomio di una riverenza della testa e della voce, sfibrata in più parti da accenni di raucedine mista ad afonia.] E’ un onore ed un privilegio esser tra queste mura. [Risolleva il capo, quando si ritrova la mano di Doxia a cingergli la spalla. Una virata lenta del mento verso l’arto che lo tocca, poi a lei e al suo profilo, alle parole che gli dice.] sono con voi, Corallo. E’ ora vostro, il mio potere. [salvo poi tornare vigile in avanti, laddove vi sono i bravi e le loro armi.]
S
Sianodel22:33
[Sala R&S] [Una finestra ed il suo davanzale vanno benissimo per il sedere dell`elfo, che ce lo parcheggi sopra sempre troppi complimenti. Il movimento misurato quanto basta da non apparire volgare, approfitta della breve parentesi di quiete, in un posto asciutto, per srotolare il mantello che s`era avvolto attorno all`avambraccio destro, appendendolo ad un cardine della finestra, affinché resti steso, a perdere sul pavimento l`eccesso di pioggia trattenuta nella trama. Tira su col naso, tornando con lo sguardo su tutti i presenti. Se Managerace ed il suo cambiamento l`avevano depistato all`inizio, ora non lo inganna oltre. La linea delle sopracciglia manifesta una curiosità immediata ma trattenuta. Il modo che ha di guardarlo dalla testa ai piedi tradisce la nuova consapevolezza riscontrabile nella marcatura somatica] ... [Sposta le labbra di lato. Un pizzico di delusione quella? Non lo nasconde ma prova a dissimularlo con un cenno della testa in risposta al saluto] Se posso dare una domanda. [La voce s`alza di poco per superare quelle degli altri. La lancia per coprire la distanza dal punto dov`è lui, fino a Doxia] Potete operare solo su lame ed altre armi da mischia, o anche su archi e frecce? [...] Chiedo per curiosità e conoscenza.
I
Isilwenna22:34
[Sala R&S] <Attenta a tutti, lo sguardo della mezzelfa scivola sui presenti, i loro volti e le loro espressioni. Doxia cattura la sua attenzione, la osserva con calma nella sua posizione defilata fin quando incontra il suo sguardo quand`ella nel suo navigar su lei arriva. Un leggero sorriso appena accennato si delinea sulle sue labbra accogliendo silenziosamente quelle figure che affollano la sala dapprima così silenziosa, dove il fuoco e la sua danza erano gli unici protagonisti> Si cominicia...<biascica a fil di voce liberando un respiro con tutto il peso che si porta dietro e lì resta ferma, accogliendo lo sguardo di Managerace e quando lo distoglie si muove, di uno, due passi per affrontar con gli occhi il volto di Gabriael, quella figura che parla accanto la chierica>
M
Maniakesh22:35
[Sala R&S] accetta la battuta di Doxia con un lampo di divertimento nei suoi occhi indaco. Ritrae leggermente le braccia allargate e fa un leggero inchino, un gesto formale ma scherzoso. "Corallo, i tappeti della Compagnia accolgono il fango della fatica come l`oro accoglie la luce," risponde Maniakesh, la sua voce roca che si addolcisce per l`ironia. "Li faremo cambiare domani. Ciò che conta è che siate qui, voi e l`Ardore." Ascolta la sua domanda, lasciando che il suo sguardo segua il suo mentre naviga tra i presenti. Il suo tono si fa più solenne, indicando che la priorità è la preparazione. "Ordunque, sì. Siamo pronti per il rituale sulle armi dei Bravi." Con un gesto ampio della mano verso il centro della sala, incoraggia i suoi uomini a prepararsi. "Che la Luce benedica l`acciaio e che la festa possa seguire il rito, come si conviene tra amici che hanno affrontato l`ombra."
C
Cormoran22:35
[sala R&S] <accenna un sorriso alla menzione di Doxia sui tappeti inzaccherati, ma non si permette di replicare. Alla domanda del chierico, sulle armi, la mano mancina si sposta istintivamente all`elsa della sua spada quando lo sguardo dell`Estasi si posa anche su di lui, poi scivola sul fodero, accarezzandolo, e le sue dita iniziando a muoversi per slacciare il fodero dalla cintura. volta la testa verso LaRossa cercando la conferma nel suo sguardo>
D
Doxia22:43
[SalaR&S] ( Osserva i BRAVI sguainare le spade, e annuisce leggera. L’espressione di GABRIAEL in qualche modo rischiara anche il suo di sguardo, come se qualcosa glielo alleggerisse e ora che lui le offre anche quella conferma, lei stessa gli dà voce. ) Molto bene, statemi affianco. ( Dichiara e scivola verso il CENTRO della SALA, spostando la sua attenzione su MANIAKESH, lasciandosi sfuggire una risata. ) Alla peggio vi manderò qualcuno che possa rimediare al danno. ( Concede, per poi osservare i diversi BRAVI ancora. Apre la bocca ma la domanda di SIANODEL soggiunge distraendola. ) Beh, in realtà non vi è limitazioni sul tipo di arma, se personale, quando ovviamente non è possibile benedire una faretra di quaranta frecce. In quel caso dovreste contarne un numero esiguo. E l’arco… sì è possibile. Ma poi dovreste usarlo per picchiare qualcuno. ( Afferma all’Elfo, mantenendo quell’espressione lieve. Li osserva, ancora, quindi con il gesto della mano destra indica loro il PAVIMENTO di fronte ai suoi piedi. ) Dunque disponete le armi da benedire qui, di fronte a me, al suolo. E al resto ci penseremo Noi.
M
Managerace22:44
[Sala] v
22:45
[Sala] Ascolta i vari discorsi passando in rassegna i vari presenti con lo sguardo. Si sofferma poi con l`attenzione sui Chierici e li ascolta. Quindi tocca ai discorsi sui tappeti, poi alle armi e retrocede di un passo per comprendere bene le distanze tra sé e i presenti. Il gomito libero, quello destro, si solleva e la mano guantata si ferma sul codolo della bastarda adiacente al fianco sinistro, CERCANDO di sfilarla con il pomolo quasi in verticale e la punta della lama fissa verso il basso, onde evitare di far saltare la testa a qualcuno nella sguainata casalinga. A intento terminato si muove per raggiungere Doxia e piegarsi sul ginocchio destro per lasciare la spada a un metro circa dai suoi piedi
M
Maniakesh22:48
[Sala R&S] Alle parole di Doxia, la mano destra di Maniakesh scende con naturalezza lungo il fianco destro. Il movimento è fluido e abituato, la mano si porta sul costato fin quando non afferra saldamente l`impugnatura della mazza ferrata (o chiodata).Con un gesto preciso e un leggero stridio del metallo contro la custodia, cerca di estrarre l`arma dalla sua guaina fissata al fianco. L`intenzione è quella di presentarla a Doxia, offrendo la sua arma da guerra, un simbolo della sua forza e della sua prontezza, alla benedizione del rito.
S
Sianodel22:50
[Sala R&S] [Lo sguardo sulla Chierica, annuisce di tanto in tanto alla spiegazione fornitagli, lasciando intendere l`apertura con cui assorbe le parole, giungendo ad un cenno più deciso a conclusione] Grazie. [Vibra gentile, staccandosi dal davanzale con un colpo di reni all`invito finale. La destra trova l`impugnatura della lunga al fianco opposto, facendola scivolare via dal fodero. Traccia il movimento senza fretta alcuna, accarezzando l`aria davanti a se, fino ad abbassarla sull`esterno dove la impugna. Attento a come si muove nel cercare di passare tra gli altri, rispettando l`ordine, arriverebbe a deporre la SPADA LUNGA ai piedi di Doxia. Il palmo sinistro sotto al piatto del Medio. Entrambe allungano l`arma sul pavimento, piegandosi sulle ginocchia e curvando le spalle. Il metallo emette un borbottio impercettibile quando viene lasciato sul terreno, lasciandolo libero di tornare in piedi, indietreggiando di quattro passi]
I
Isilwenna22:50
[Sala R&S] <Le armi dormono nei foderi agganciati alla cintura. Seguendo il gesto di Cormoran entrambe le mani si stringono sulle impugnature pronta a sfilarle, svegliare le lame mostrando l`acciaio di cui sono composte. Le mantiene sguainate, con la punta verso il basso, verticali ai suoi fianchi e con calma si avvicina a Doxia, posizionando le armi sul terreno, distese una vicino l`altra. Si rialza e indietreggia senza perder di vista le armi e seguendo le dinamiche della scena>
G
Gabriael22:52
[SalaR&S] [ non deve ripeterlo due volte l’estasi: così com’ella si sposta, anche lui traccia sul terreno l’incombenza marziale dei propri passi. E si ferma dunque, nella porzione di sala scelta da Doxia, divenendo con lei il punto focale della stanza. Ha sciolto la contrazione delle dita mancine, rilassando la mano e quel braccio ingioiellato del SIGILLO SACRO. La bocca, velluto pastoso di labbra piene, gli si schiude a racimolare un fiotto d’aria grande, tanto da fargli sollevare il torace e stridere i bottoni umidi della giacca pesante, ora madida di pioggia. Lo libera più lentamente, per riassestare il flusso tachicardico che gli fa rullare il cuore: e imbrigliatosi nello sguardo di Isilwenna che trova di fronte, ha il tempo di consegnarle la malìa che fa abbacinante l’oro dell’iride, e poi gliela priva, per rovistare addosso alle di lei armi, e così anche le armi degli altri bravi, quando queste vengono affidate al terreno. Ne fa una perlustrazione minuziosa, ciclica, con le palpebre che si assottigliano facendo degli occhi come feritoie, e piegando il capo, tendendo l’asse verticale leggermente in obliquo, come farebbe una bestiola in ricognizione, di tanto scatta occhiate verso Doxia per apprenderne il messaggio dalle parole, mobilitando solo le pupille in una gittata laterale, poi torna zelante sui Bravi, e Maniakesh dirimpetto.]
D
Doxia23:07
[SalaR&S] ( Osserva i BRAVI disporre mano a mano le diverse ARMI sul pavimento di fronte a sé, rimanendo ferma nella sua posizione anche quando osserva l’ASCIA di NURAK strisciare verso di sé. La sua attenzione va a GABRIAEL a cui offre un cenno deciso, mentre ora, inspirando, ESPANDE l’AURA mistica per un raggio di due metri intorno a sè, palesando una pioggia VISIBILE di luce che inizia a caderle intorno. Cerca dunque di distaccarsi da ciò che la circonda, osservando un punto poco distante da sé, compiendo profondi respiri, così da CERCARE di trovare la CONCENTRAZIONE. La stessa che mantiene alta e salda, come l’AURA, mentre la mano destra si smuove a sfiorare il bracciale adeso al polso opposto, cercando di attivare il Sacro Sigillo, mentre una preghiera fluisce dalle sue labbra.) Madre, accogli le nostre preghiere stanotte, che ci aiutino a combattere l’Oscurità anche quando ogni altra Luce si estingue( Ed è con quelle parole che CERCA di RICHIAMARE il POTERE di THEMIS.)
G
Gabriael23:12
[SalaR&S] [sonda il volto di Doxia, ne capta il cenno, ne asseconda la serietà e la preparazione, con gli occhi carichi di connivenza e la sua più intima partecipazione. E’ per lei supporto fisico e morale: non le dista mai più di misero passo, e ne fruga i lineamenti con la voracità di chi vorrebbe rimestarle anche i pensieri. Coglie la sua concentrazione: torna frontale ai bravi e cala in basso il sipario delle palpebre, carezzando con le ciglia l’altra rima cigliare e chinando piano il mento, proiettandolo al terreno. Coincide con quel gesto l’attimo in cui si ESPANDE la SUA AURA e si fa VISIBILE A TUTTI: sorgono allora dal basso, aldilà dei mattoni del pavimento, virgulti di fiamme vermiglie, che brulicanti -come nutriti da piccoli vortici d’aria che li elevano verso l’alto-, s’arrampicano sulla vesti dell’Ardore per DUE METRI DI RAGGIO, risalendogli le gambe, i fianchi, i gomiti, le spalle, fino ad ingabbiargli il volto e la testa. Il rogo gli scuote le vesti ed i capelli: dalle lingue di fuoco sfrigolano scintille dorate. Toccano Doxia, così che la possa sostenere.] Madre, tu che i prodigi li sai fare, esaudisci le nostre preghiere. [e risolleva le palpebre, dopo aver recitato quelle parole, con voce ferma, solenne e sicura.]
C
Cormoran23:18
[sala RS] <osserva l`ascia di Nurak scivolare sul pavimento verso Doxia, ruota la testa verso il nano e lo squadra in malo modo, si inclina lievemente verso di lui, con voce appena sussurrata> Vi siete fatto riconoscere. Dovreste portare più rispetto alla vostra arma. Quando abbiamo finito qui, seguitemi nell`arena, non si sa mai che riesca a inculcarvi un po` di rispetto in un modo o nell`altro. <un lieve sorriso estremamente finto appare sul suo volto. Poi ritorna in silenzio e osserva il fare di Doxia e Gabriael per un istante, prima di chinare il capo e fissare le armi sul pavimento.
I
Isilwenna23:21
[Sala R&S] < Dal pavimento e le armi disposte al centro, lo sguardo celeste della mezzelfa si sofferma sul proprio FALCIONE disposto tra le altre armi. I volti dei presenti catturano la sua attenzione su cui lo sguardo si posa, ad uno ad uno li osserva, concentrati finchè Nurak non spezza l`incantesimo entrando con tutta la sua presenza. Un sorriso gli rivolge, seguendolo nel suo dirigersi al centro. Lì, dove le lame sono disposte. Un concentrato di metallo affilato. Socchiude gli occhi un istante accompagnando un lungo respiro e le braccia lungo i fianchi terminano in due mani chiuse a pugno, che si stringono volendo trattenere, qualcosa che è solo lei a conoscere ed esprime con quel gesto di tensione trattenuta. Il controllo e l`imperscrutabile figura si palesano in assetto di fermezza imperturbabile e quando Doxia espande la sua aura lo sguardo si apre alla vista della pioggia di luce attorno a lei, seguita poi dall`altro chierico a cui dedica lo stesso sguardo, attento e sorpreso allo stesso tempo come qualcosa che si vede per la prima volta e desta sorpresa e meraviglia esponendo il viso ad un`espressione stupita e meravigliata>
D
Doxia23:27
[SalaR&S] ( Mantiene la sua AURA mistica ESPANSA e VISIBILE. ) Madre, nella Vostra Luce, concedetemi il dono dell’*IRA DELLA TEMPESTA*. ( Il rituale deve essere officiato da almeno due Chierici, di cui uno di livello III appartenente alla via di Alèthea, i quali, attraverso il potere delle folgori, infonderanno nei bersagli il potere della Luce che verrà assorbito istantaneamente. ) [Effetto: il rituale permette di amplificare il potere generato dal Maelstorm andando a infondere il potere delle folgori in un’arma, conferendole la capacità di infliggere danni aggiuntivi da folgorazione di entità MEDIA. Perché questo potere si attivi, il possessore dovrà PICCHIETTARE UNA VOLTA sull’ARMA e pronunciare le parole “Per Themis”.] [ Durata: fino a 15 giorni o fino a dissolvenza. ] [Bersagli: fino a 8 ARMI ( SPADA LUNGA di CORMORAN, SPADA LUNGA di EHINETOR, FALCIONE ELFICO di ISILWENNA, SPADA BASTARDA di MANAGERACE, MAZZA FERRATA di MANIAKESH, MORNINGSTAR di LAROSSA, ASCIA BIPENNE di NURAK, SPADA LUNGA di SIANODEL )] [Specifiche: il Fato può decurtare 5 punti mente all’Officiante. L’effetto del Rituale dura 15 giorni, nell’arco dei quali l’arma andrà attivata, secondo modalità espresse in fase di lancio, e manifesterà gli effetti per 3 turni, dopodiché, tornerà ad essere una normale arma per le successive 12 ore, prima di poter essere nuovamente attivata, fino al termine della durata del Rituale. Non si auto-rigenera mai in nessun caso.] [Malus: A causa dell`enorme dispendio di energia i due chierici coinvolti saranno completamente debilitati al punto che non potranno invocare altro per almeno 24h. ] [ Cast di riferimento: MAELSTORM ] [Lvl. Chierico: V | Parametri Rituale: V]
G
Gabriael23:31
[SalaR&S] [si cala del tutto nel dominio della sua AURA che MANTIENE costante: espone il pomo d’adamo sollevando la testa e così gli s’INNALZANO anche le fiamme, ESPANDENDO ora l’AURA nel raggio complessivo dei TRE METRI, sempre VISIBILE ai presenti TUTTI. Sono mulinelli di fuoco più fervidi e mai immoti, avvampano attorno alla figura sua adonica, inglobando anche Doxia, perché le sia rinvigorita la potenza, veicolata dal divino. Brucia e non si placa, i lembi della giacca fremono verso l’alto, immerso com’è nella padronanza del suo stesso rogo sacro. E’ fuoco dentro e tutt’attorno: il riflesso della pira irradia le pareti della sala d’un gioco di ombre e di luce e gli si inietta nello sguardo, ostinato, sulle armi che i Bravi hanno adagiato per terra. La voce di Doxia, la sua invocazione, fa fremere le palpebre dell’Ardore, e quand’è silenzio, da dentro il furore della sua AURA ESPANSA, parla a Themis.] Madre onnipotente, diffondi la tua benedizione su queste armi, perché sia Luce anche nel sangue, anche nella Guerra. [Ancora prega, sostenendo Doxia, nella sua venerabile missione.]
M
Maniakesh23:44
[Sala R&S] Compiuta la benedizione sulle armi, Maniakesh inizia a passare in rassegna i Bravi e gli Alleati che sono confluiti nella Sala, muovendosi con un`andatura lenta e misurata. I suoi occhi indaco si soffermano su ciascuno in una ricognizione silenziosa e intensa: Prima si concentra sui suoi Bravi, incrociando lo sguardo di LaRossa, Ehinetor e poi Cormoran. Prosegue la sua ispezione sui Pellegrini: Isilwenna, Managerace e Sianodel. Infine, il suo sguardo si posa su Nurak, e sulle labbra di Maniakesh si disegna un ghigno sottile. Il nano lo fissa intensamente, e il mezzelfo risponde a quell`occhiata carica di sfida o cameratismo. Dopo questa ricognizione, Maniakesh fissa per un istante la sua mazza chiodata, ora benedetta, prima di prorompere con la sua voce roca. "LaRossa," ordina con tono pratico e autorevole, "fate aiutare e ristorate i nostri Fratelli Chierici."
D
Doxia23:47
[SalaR&S] ( Ogni preghiera ha un suo prezzo e anche questa ne richiede lo scotto: dopo che quelle parole hanno lasciato le sue labbra, viene pervasa da una profonda STANCHEZZA, mentre l’AURA mistica ora torna a SOPIRSI. Si flette, cedendo alla debilitazione che ne affanna il respiro e la lascia lì, flessa, le mani appoggiate sulle ginocchia e lo sguardo pregno di Fede, quella Fede decisa che, nonostante il dazio, brilla nel suo sguardo. ) Attendete qualche giorno. ( Afferma, a stento, con una voce che cerca punti fermi per poter riprendere il respiro, mentre i suoi occhi salgono fino a MANIAKESH e ai BRAVI tutti.) E se ha funzionato… dovete. ( Su quella parola è costretta a fermarsi, mentre sembra che si possa riavere per un istante. Uno solo, quanto basta per rialzare appena il busto. ) ...una volta al dì, picchiettare sull’arma, inneggiando alla Madre con un… (Il fiato, di nuovo, la trova impreparata, impedendole di andare oltre, mentre la mano sinistra scende a reggersi il fianco. ) “Per Themis”. (Chiude e si dedica al proprio respiro, in lenta ripresa e il suo sguardo ora si muove verso GABRIAEL, offrendogli un sorriso, sebbene stanco. Si riprenderà insieme a lui da quella spossatezza, rimanendo con GABRIAEL e i BRAVI fino al momento di congedarsi. ) //
G
Gabriael23:56
[SalaR&S] [ quando il volere della Dea s’è compiuto, gli si spegne di colpo l’AURA che viene SOPITA. Torna a celarsi nei meandri del suo cuore ed il maschio chiude gli occhi, col capo che -con un movimento così minuscolo da esser quasi intangibile- rotea appena, pagando lo scompenso che -strappatogli il rogo di dosso- gli s’è venuto a creare. Tronca un fiato, direttamente dalla bocca le cui labbra debellano un respiro occluso, pagando con la stanchezza il pegno del suo potere. Ma non smette d’esser sostegno per Doxia: con la coda dell’occhio avverte il suo flettersi, e l’elfa troverà il BRACCIO destro del maschio, mosso dal TENTATIVO di cingerle velocemente la schiena, aprendo tutte e cinque le dita al centro della colonna sua vertebrale. Uno spasmo di premura e preoccupazione: glielo si legge in viso, crucciato dalla fatica e dall’apprensione, prima di poterla debellare, innanzi al sorriso con cui l’altra lo rassicura. Annuisce una volta non celandole l’ammirazione per il gesto compiuto, che gli brilla nel riflesso della pupilla dilatata assai e che ora svirgola verso i BRAVI e le armi ufficialmente benedette.] ..estirpate le radici del male. Themis vi sostiene. [con voce ancor più baritonale, e rughe a sfiorire la stesura altrimenti placida della fronte. Rimarrà lì, fin quando Doxia non avrà forza di andare; a godere del Castello, dei ricordi che serba per lui ogni parete e dell’ospitalità di chi lo risiede.]
M
Maniakesh23:57
[Sala R&S] osserva con attenzione e preoccupazione Doxia che cede alla profonda stanchezza successiva al rituale. La vede flettersi, affannata, ma con la Fede ancora visibile nello sguardo. Ascolta attentamente le sue istruzioni, il suo volto si fa serio per l`importanza della procedura. Mentre Doxia si riprende a stento e comunica il comando rituale di picchiettare l`arma inneggiando a Themis, Maniakesh annuisce lentamente, memorizzando le parole. Fa una pausa per enfatizzare l`importanza. "riprendete le armi, ms non usatele se non tra qualche giorno, quando il potere del rito sarà pienamente consolidato e le armi pronte a compiere il loro dovere. Nessuno dovrà interrompere il riposo sacro dell`acciaio benedetto." Poi resta a guardare i suoi Compagni recuperare le armi, prima di prendere la sua mazza chiodata ed uscire, prima di farlo lui a sua volta//
L
LaRossa23:57
[Sala R&S] «Certo, Innominato.» La risposta arriva netta, ferma, senza esitazioni. La mezzelfa si muove in avanti con passo misurato. Passa gli sguardi dei presenti uno dopo l’altro con freddezza marziale. Quando gli occhi ambra incrociano quelle di Cormoran si fermano un battito, senza sorriso. Poi scende sulle armi, inclina il busto con un movimento fluido e raccoglie la Morning Star dal pavimento. La mano avvolge l’impugnatura con naturalezza, sollevando l’arma in verticale, e gli aculei dorati catturano la luce del camino e brillano appena. Gli occhi della mezzelfa restano su quei denti di metallo un secondo più del necessario. «Le stanze sono già pronte all’interno delle mura» annuncia alla volta dei due Chierici con voce bassa ma salda «le stesse dell’ultima volta. Troverete frutta fresca e tutto ciò che serve al riposo. Sarete scortati fin lì.» Un lieve cenno del capo a Doxia . Poi un altro a Gabriael, rapido, professionale e si volta in direzione del corridoio, spostando il mantello e facendo tintinnare appena i ciondoli nascosti sotto la stoffa. Solleva il braccio libero e con un gesto fermo invita i due a seguirla. Avanza nei corridoi del castello aprendo la strada ai due Chierici, la Morning Star oscillante al suo fianco.La figura della mezzelfa sparisce oltre l’arco di pietra, inghiottita dal buio del castello.//