Mele, Biscotti e Ordini
Nella Sala della Rosa e della Spada, LaRossa impone ronde congiunte tra Bravi e Corte, mentre Cormoran e Debra stemperano la tensione tra mele, biscotti e battute. Dietro l’ironia emergono disciplina, prudenza e vecchie questioni irrisolte.
Sala R&S scende le scale con passo cauto fino a raggiungere l`arco della sala. Lui si ritrova nell`atmosfera austera dell`ambiente. Il suo sguardo dal colore azzurro scuro si posa rapidamente sui vari oggetti che compongono il locale, scrutando ogni angolo con attenzione. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch`esso blu come la notte e su di esso brilla il simbolo dei Bravi, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro, un piccolo pendente in argento al collo e una fede al dito. I suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. La luce delle candele danza sulle pieghe del suo mantello mentre i suoi piedi che calzano lunghi stivali in pelle nera si muovono verso il tavolo imbandito.
Sala R&S scende le scale con passo cauto fino a raggiungere l`arco della sala. Lui si ritrova nell`atmosfera austera dell`ambiente. Il suo sguardo dal colore azzurro scuro si posa rapidamente sui vari oggetti che compongono il locale, scrutando ogni angolo con attenzione. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch`esso blu come la notte e su di esso brilla il simbolo dei Bravi, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro, un piccolo pendente in argento al collo e una fede al dito. I suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. La luce delle candele danza sulle pieghe del suo mantello mentre i suoi piedi che calzano lunghi stivali in pelle nera si muovono verso il tavolo imbandito.
Studio La mezzelfa percorre il corridoio con passi misurati, senza voltarsi né rallentare. Indossa il corpetto in cuoio borchiato che fascia il busto, i pantaloni neri infilati negli stivali e il mantello scuro che le cade ordinatamente sulle spalle. La mazza ferrata è assicurata al fianco sinistro, e il volto è impassibile, con lo sguardo serio, diretto in avanti. Raggiunta la porta dello studio dell’Innominato, la apre lentamente senza bussare. Una volta dentro, si guarda intorno per un istante e, constatando l’assenza di Maniakesh, si avvicina alla scrivania, ed estrae una pergamena arrotolata, sistemandola in posizione centrale, allineandola con attenzione. Accanto a essa, con lo stesso rigore, piega i suoi guanti rossi, sfilati dal fianco, ponendoli uno sopra l’altro, lasciandoli ben visibili accanto alla pergamena. Li osserva per un momento, in silenzio. Poi si volta e torna indietro senza fretta. Chiude la porta dietro di sé con un gesto deciso, lasciando la stanza esattamente come l’ha trovata. Non lascia tracce oltre quelle intenzionalmente posate.
Sala R&S afferra una mela dalla tavolata, se la gira tra le mani osservandola. Poi la struscia un paio di volte sulla manica e ci fa un sonoro morso. Osserva la sala mentre mastica soddisfatto.
Scalinata-Sala R&S Il suono dei passi si propaga netto lungo la scalinata in pietra, scandito dalla suola degli stivali che colpisce il gradino. Lei discende i gradini con postura diritta, lo sguardo dritto davanti a sé, le mani incrociate dietro la schiena. Il mantello scuro si muove lento, accompagnando la discesa con onde misurate, senza fronzoli. Non indossa i guanti rossi e le mani sono scoperte mettendo in mostra il mignolo della mano sinistra mancante, la pelle chiara contrasta con il cuoio scuro del corpetto borchiato. Ogni gesto, ogni passo, ha il peso di una decisione irrevocabile. Appare sul limitare della sala e si ferma, dominando lo spazio con la sola presenza. Gli occhi d’ambra, segnati dal khol, si spostano a scorrere la sala con la calma glaciale. Vede Cormoran, e lo sguardo si ferma su di lui, senza una parola, ma con tutta l’intensità di chi, anche nel silenzio, sta dicendo qualcosa. Solo allora muove di nuovo il passo, lenta e composta, attraversandola.«Pravus in Tenebris, e congratulazioni per la promozione.» Accenna un sorrisetto storto.
Sala R&S <ruota il capo verso la scalinata, inquadrando la fonte di tali parole di apprezzamento, e china lievemente il capo> Vi ringrazio. <poi accenna un sorriso> Pravus mia signora. Siete più operosa di un`ape in questi giorni. Mi dicono che le balliste saranno presto in funzione. E` voi che dobbiamo ringraziare?
Sala R&S Si ferma a pochi passi dal camino, e lo sguardo si posa su Cormoran con una lentezza quasi calcolata, poi scivola dalla mela che tiene in mano fino al suo volto, per poi piegare appena le labbra in un sorriso. «Operosa quanto basta per non farmi mordere alle spalle da chi aspetta di cogliermi con le mani in mano, e le baliste...» lascia cadere lo sguardo di nuovo sulla mela «...si, sono opera mia. Vediamo di farle funzionare bene, dato i tempi che si prospettano, dopo tutto, il tempismo è tutto.» Il tono è neutro. Poi fa due passi verso la tavolata, afferra una seconda mela con la sinistra, e la solleva all’altezza del viso con un’espressione compiaciuta. «Anche questa potrebbe essere un arma, e devo ammettere che vederne una impugnata con tanta convinzione è rassicurante. Magari la mettiamo in dotazione ai nuovi reclutati, silenziosa, economica, e con effetto sorpresa. Basta che non abbiano fame nel frattempo.» Conclude con un cenno del capo, poi si volta verso il lato della sala, osservando rapidamente le carte, le sedie, e ogni elemento presente, prima di tornare a posare lo sguardo su di lui in attesa della risposta.
Sala R&S <annuisce e fa eco alle parole de LaRossa> Dopotutto, il tempismo è tutto. <il suo sguardo dalle iridi blu rimane ancorato sulla mezzelfa mentre si muove verso la tavolata. Fa un sorriso sghembo quando afferra anche lei una mela e la ascolta in silenzio mentre parla e mentre le sue mascelle fanno scempio del frutto tra i suoi denti. Deglutisce. Risponde con voce divertita> Mi state facendo venire un`idea. Potremmo usarle per far allenare i nostri Bravi. Una mela sopra la testa di un manichino a 30 passi dal ponte levatoio. Un premio a chi la colpisce con una ballista!
Sala R&S La mezzelfa ruota appena il capo nella sua direzione, una mano ancora sollevata a reggere la mela appena afferrata, l’altra che si posa sul fianco sinistro, sopra l’elsa della mazza. Lo fissa per qualche istante,, poi un sorrisetto le affiora sul lato sinistro della bocca, quello più scomodo, quello che non cerca simpatia. «Alla prima occasione utile, Stridio, vorrei misurarmi con voi. Nessuna regola, nessun vantaggio. Qualunque arma scegliate. Mi incuriosisce capire quanto vi somigliate.» Abbassa infine la mela sulla tavolata, senza addentarla. Poi muove un mezzo passo verso di lui, abbastanza da tenere vivo il confronto ma senza invadere lo spazio. «Quanto alla vostra proposta... un dardo da balista non solo disintegrerebbe la mela, ma probabilmente anche il manichino. Ma sapete che vi dico?» la voce si abbassa di un tono, e lo sguardo si fa più tagliente «Potremmo anche non informarli. Magari prendono sul serio la sfida.» Poi, all’improvviso, il sorriso scompare. Le pupille si stringono appena e la postura torna quella marziale, impassibile, severa. «Da questo momento, voglio che affianchiamo la Corte in ronde congiunte. Le notizie che giungono dal Ducato mi stanno facendo prudere le mani. E quando succede, qualcosa finisce sempre per rompersi.»
Sala R&S <non si sposta dalla sua posizione, ma abbassa lentamente il braccio destro, fruttomunito, quando LaRossa si avvicina. Il suo sguardo non cede, anzi brilla di curiosità. La sua voce si abbassa diventando calda e accogliente mentre le chiede> Quanto io somigli... a chi? di grazia? <poi fa un mezzo passo anche lui verso di lei, la mano si rialza mentre la ascolta parlare di mele e manichini distrutti, commentando con voce leggera> Torte di mele per giorni interni! <morde, mastica, deglutisce> Rondi congiunte con la Corte? Ditemi, è una vostra idea?

>Sala R&S Si porta dietro in un sacchetto una decina di biscotti con uno che addenta mentre procede sul corridoio, si è decisa ad infilare gli stivali e sono proprio i tacchi a risuonare sul corridoio mentre cammina placida senza nessuna fretta, è vestita in maniera pratica con un paio di pantaloni di pelle marroni e una camicia chiara che tiene nelle braghe ed è il Falco dei BRAVI a ciondolare sullo sterno, una serie di anelli stretti attorno le dita affusolate con la FEDE in bella mostra, sul volto femminile quello che resta del belletto della sera prima con i capelli che alla meglio ha raccolto in uno chignon, a circondarla l`immancabile sentore d`ambra e spezie. Le voci di LaRossa e Cormoran ad attirarla quando raggiunge la porta del salone, sull`uscio si ferma e tra una masticata e l`altra eccola salutare "Pravus in Tenebris".
Sala R&S Non si muove di un passo, ma allarga lentamente il mantello dietro le spalle, lasciandolo scivolare lungo le braccia. Il corpetto in cuoio borchiato torna in vista, aderente e saldo, mentre i due ciondoli, uno d’argento, e l’altro d’oro, oscillano appena sul petto. Lo sguardo, duro e contornato dal khol, si fa più fermo. L’intensità dello sguardo non vacilla nemmeno per un istante, mentre le mani si congiungono dietro la schiena nella sua solita, inappuntabile postura marziale. «A me, ovviamente. A chi altro somigliereste, Stridio, se non a me quando ho fame e nessuna voglia di rispondere a tono.» Lascia passare qualche istante, giusto il tempo di osservare quel morso alla mela. «Ogni tanto capita anche a me di mangiarmi le parole. Quando mi va bene. Quando mi va male, sputacchio mentre parlo. Ma succede solo con chi ha la pazienza di ascoltarmi da vicino.» Accenna un mezzo sorriso, quello sghembo e storto che si arrampica su un solo lato del volto, e mai dal lato più cordiale. «State tranquillo, comunque. Se avete frutta delicata nei paraggi… spostatela.» Si volta appena, lo sguardo che scivola sulla sala come a misurare il contesto. Poi torna su di lui, più seria, quando si avvede dell’ingresso in sala di Debra. «Pravus in Tenebris, Gheppio» La saluta, osservandola.
Sala R&S <si volta a osservare l`origine di questa nuova voce e quando incontra lo sguardo di Debra, fa un passo indietreggiando e accenna un chinar del capo alla donna> Van Horn. Pravus. Cos`è questo profumo che vi accompagna? Non è il solito odore di tabacco <annusa l`aria con fare teatrale> Pare odore di cibo! <la osserva con cura, ma le parole de LaRossa lo riportano su di lei. La ascolta e risponde con un lieve sospiro> Posso rispondervi già ora che sono entusiasta e onorato della vostra proposta, sono servo vostro. Ma posso già rispondervi che temo le somiglianze tra voi e il sottoscritto, si riducano all`odio ineluttabile verso i pelleverde e tutto ciò che è brutto.

Sala R&S <volutamente se ne rimane sull`uscio la giovane utilizzando la scusa per lanciare addosso a Cormoran e LaRossa lunghe occhiate invadenti che non mitiga, ma piuttosto prolunga facendo scivolare per intero sulle loro figure, sebbene sia stata segregata non mostra alcuna particolare espressione sul volto semplicemente perchè ha accettato e il più delle volte le rogne le evita come la peste, seguita a sgranocchiare quello che resta del biscotto intanto che avanza col sacchetto che allunga piegando le labbra in un ghigno quando per il fine olfatto dell`uomo> Dolcetto? Sfornati da poco con le mie sante manine, così giusto per passare il tempo.
Sala R&S La mezzelfa resta immobile, le mani congiunte dietro la schiena e lo sguardo puntato addosso a Cormoran. «No, l’idea non è mia. Ma non è un suggerimento, è un ordine.» La voce è ferma, senza esitazioni. «La Corte ha qualcosa da insegnare, ma anche da imparare. E io sono stanca di dover risolvere i danni degli altri. Da oggi, si pattuglia insieme. Nessuno in gara, nessuno sopra l’altro. Solo collaborazione vera. E se qualcuno fa il brillante, o si perde in formalità, lo inchiodo io al ponte levatoio.» Fa una pausa millimetrica. «Con una mela, magari. Così restiamo in tema.» Poi lo osserva ancora, l’inflessione che si fa quasi divertita. «E vi sembra poco, Stridio? L’odio ineluttabile verso i pelleverde è già un legame solido. Ci si può costruire una carriera, su quello.» Si volta di pochi gradi, quanto basta per inquadrare Debra, e non si lascia sfuggire il sacchetto offerto. Le mani si sciolgono dietro la schiena, e quando si incrociano davanti, restano scoperte. Nessun guanto rosso. Solo pelle e articolazioni nude, per chi sa cogliere i dettagli. Lo sguardo si posa sulle dita per un istante appena, prima di risalire verso Debra. «Avete preso accordi con il Prefetto?» Le parole sono scandite con tono preciso. Nessuna durezza, ma nemmeno spazio per esitazioni. Poi abbassa appena lo sguardo verso il sacchetto. «Grazie. Non sono in vena di dolcetti.»
Sala R&S <i suoi occhi ricadono sul biscotto offerto, ma prima di tutto, deve dare seguito agli ordini. annuisce a LaRossa e le risponde con voce seria e priva di espressività, se non per l`ultima sua parola che gli esce dalla bocca con poca grazia> Se questo è un ordine, non aggiungo altro. Il mio dire è terminato, il mio agire è al vostro comando. Griso <con la R particolarmente marcata, come a porre l`accento di tutta la frase sul suo rango> Ma a meno che non sono stato male informato, io sono uno studioso della Corte e voi, cosa siete di preciso? <fa un sorriso sghembo, poi la sua voce si addolcise verso LaRossa> Ve lo faccio notare solo per evitarvi problemi di carattere inutilmente burocratico, se mi capite. <getta uno sguardo su Debra. E stavolta si decide a muovere i suoi passi verso di lei, allungando la mano non fruttomunita e tentando di carpire il biscotto offerto con le sue dita curate>

Sala R&S <una volta raggiunto il tavolo si ferma col braccio ancora proteso in attesa di reazione da parte dei due interlocutori, resta in piedi incollata al pavimento ascoltando il loro scambio di battute e per ovvie ragioni è su LaRossa che rimane visto che l`argomento sono le ronde, gli occhi chiari a cercare i suoi senza fare una piega all`inizio, ma poi quando incalza sulle noie da sistemare si fa risoluta con una nota gelida nel tono di voce, una spiegazione dovuta ma rapida e tagliente scevra da fronzoli ma pregna di intenzioni> Ho fatto la perniciosa una volta Griso, state pur certa che non ripeterò lo stesso errore e piuttosto vi ringrazio per il tempo speso < moso sui si scusa lasciando che Cormoran prenda un biscotto poi il sacchetto lo lascia sul tavolo a disposizione e con lei riprende> Il Prefetto ha richiesto la mia presenza riguardo il vigilare un evento, mi è sembrato giusto informarlo che non sono una combattente ma che alle brutte mi butterò in eventuali tafferugli.
Sala R&S Lo sguardo della mezzelfa resta su Cormoran mentre parla, e alla provocazione mascherata da consiglio, inclina appena il capo. «Nella mia vita, Stridio, ho fatto ronde con gilde positive, negative e anche con quelle nemiche, all’occorrenza. All’epoca bastava il buonsenso e un po’ di collaborazione. Niente gradi, niente formalismi. Solo la voglia di uscirne vivi, magari in due. O almeno in uno.» Un mezzo sorriso le piega la bocca. «Ma apprezzo la dritta. E rispetto il vostro ruolo.» Fa una pausa, e lo sguardo si fa affilato e diretto. «Tenetelo bene a mente però. Io sono quella che picchia duro. Sempre.» Poi si volta verso Debra, con un’espressione più misurata. Il tono resta fermo, ma meno tagliente. «Questo è lo spirito giusto. E spero abbiate compreso il peso di certe scelte. Ma di questo, vorrei parlarne con voi in altra sede. In privato. Da donna a donna.» Rilascia le mani, le lascia scendere lungo i fianchi con naturalezza, poi fa qualche passo indietro verso l’uscita. Prima di varcare la soglia, si volta un’ultima volta verso entrambi, con lo sguardo lucido, asciutto, impassibile. «Pravus in Tenebris.» E sparisce nel corridoio, con il mantello che si richiude dietro le spalle con un colpo secco e deciso.
Sala R&S <un sorriso caldo viene donato a Debra> Vi ringrazio, Van Horn. <poi si porta il biscotto alle narici, lo annusa con soddisfazione e ne fa un piccolo morso. Sgrana gli occhi e fa un verso di apprezzamento verso Debra> Mmmh! <mastica, deglutisce> Niente male davvero! <si volta verso LaRossa, mentre l`altra mano si infila la mela morsicata a metà in tasca> Dovreste provarli, sono deliziosi! <Ascolta con la giusta concentrazione la risposta de LaRossa, annuisce di tanto in tanto e alla fine solleva lievemente le spalle> Se le vostre lame sono taglienti la metà della vostre parole, sono già spacciato e i nostri nemici è bene che si diano alla fuga. Ma non ho nulla da ribattere, tutto quello che dite è prevedibilmente corretto. <le porge un lieve inchino al suo accenno di congedo> Pravus. Attendo vostre nuove per le ronde, ho già in mente il prefetto giusto da accompagnare, abbiamo già combattuto insieme ed è un guerriero leggendario, a mio parere! <segue con lo sguardo LaRossa che se ne và, in dubbio se le sue parole siano state ascoltate. Poi si riporta su Debra> Come state Van Horn? Sapete, ho avuto l`impressione che la nostra signora voglia parlarvi in privato. <conclude con un lieve sorriso>

Sala R&S Scelte dovute Griso e vi assicuro che non mi sarei aspettata nulla di diverso, anzi, sapete bene che sono stata confinata al Castello per dieci giorni avremo sicuramente modo di parlare io e voi, Pravus in Tenebris <congeda LaRossa con ancora quella particolare inflessione nella voce e per qualche momento resta a fissarla fino a quando non sparisce oltre la porta, facendosi spazio tra due sedute le terga affonda sopra il tavolo sistemandosi in modo da continuare con Cormoran mentre la destra infila nella tasca dei calzoni> Sto bene e piuttosto congratulazioni per la vostra promozione Stridio, siete un appartenente della Corte e dunque mi sembra strano che non vi sia arrivata voce su quanto capitato tra me e il Prefetto Persifal.
Sala RS <termina di masticare il biscotto, poi si lecca le dita, una a una, con fare sbrigativo> Delizioso! Non vi facevo una cuoca. <fa alcuni passi in tondo nella sala> In effetti sollevate un interrogativo interessante <le dita delle mani si uniscono tra loro, toccandosi i polpastrelli della destra e sinistra senza mai rimanere avvinghiati> In qualità di Stridio, tra l`altro vi ringrazio per le vostre congratulazioni, forse dovrei iniziare a mettere ordine tra le nostre carte e pergamente e richiedere con il giusto tatto a tutti i bravi di redigere un rapporto di cosa succede dentro e fuori le mura. Sarebbe più facile essere informati senza dover ricorrere a... voci... provenienti da chissà dove. <lancia uno sguardo a Debra per assicurarsi che riesca a seguirlo, nota il gesto della destra e con fare noncurante, prende un posacenere dalla tavolata e lo porta sul tavolino di fianco alla seduta di Debra. Poi si porta di nuovo alla tavolata imbandita, prende una mela nuova dal cesto e se la infila in tasca> Bene, mia signora. Io vi ho già rubato un biscotto e parte del vostro tempo, vi lascio ai vostri colloqui privati. <le porge un inchino e poi inizia a incamminarsi verso l`uscita. Si ferma un istante, si volta verso Debra> un`ultima cosa, Van Horn, siate prudente. <le dona un sorriso gentile e poi riporta i suoi passi verso l`uscita della sala>
[boscaglia lato Sud - Ovest>piazzale] Nurak sfreccia a velocità folle a cavallo del suo cinghiale da guerra. Gli occhi color dell’autunno, stretti in una smorfia indagatrice, fanno capolino dal solito fazzoletto blu notte che gli copre il volto. Le dita schioccano strette sull`ascia bipenne, impugnata nella destra, mentre lo scudo ed il martello sono agganciati rispettivamente alle spalle ed al cinturone. Abbistu schiva agilmente roverelle, sugheri, tassi, infilandosi tra cespugli di rovo e di lentischio. Il khaza è prono sul suo dorso, immerso nella spesse setole della bestia. Con un balzo di quattro metri gli zoccoli atterrano sul sentiero alzando una nuvola di polvere. I granelli aurei mossi dal Levante e baciati da un sole arancio, prossimo al tramonto, non hanno il tempo di depositarsi, che Nurak è già a ridosso del fossato. Un fischio breve, acuto, comanda alle sentinelle di aprire l`ingresso: lo sferragliare delle catene accompagna il ponte levatoio che si schianta sorda sulla sponda Ovest del fossato. Abbistu accelera, il respiro si fa serrato, il corpo del khaza diventa un tutt`uno con il corpo del cinghiale. A ridosso del fiumiciattolo i muscoli si tendono, le zampe posteriori proiettano il corpo in avanti, che si allunga parallelo al terreno. Il legno massiccio è saltato nella sua quasi interezza. L`ingresso nel piazzale scuote i cavalli nelle scuderie e qualche inserviente balza sul posto spaventato.

Sala R&S Ravana nella tasca fino a quando non raccoglie nella mano l`astuccio che contiene il necessario per fumare, coadiuvata dal tavolo preso un sigarino alle erbe se lo infila tra le labbra e con l`ausilio dell`acciarino lo accende dando vita alla fiamma, la prima boccata se la gusta con una certa soddisfazione abbassando le palpebre col mento che solleva verso l`alto ingoiandolo per buona parte, la carineria di Cormoran a strapparle un mezzo ghignetto "Lo avete fatto più che altro per non farmi sporcare si?" un annuire ripetuto del capo bruno quando sciorina la sua idea sulle scartoffie ma nulla in merito allo stare attenta, la manina agita in aria per accomiatarlo "Lieto proseguo" finito il sigarino se ne andrà anche lei.
le parole di Debra lo raggiungono e vengono ricambiate, si volta un`ultima volta e china il capo <Lieto proseguio a voi> poi esce dalla sala infilandosi la mano destra in tasca.