Incontri e Sorprese al Castello
L’arrivo del Prefetto Persifal, deciso a incontrare Debra, anima il Castello mentre Calad accoglie Aniram con misteriosi acquisti e una sorpresa nascosta. Tra presentazioni, sospetti e ironia, la serata promette risvolti inattesi.
Gazebo La mezzelfa è li, seduta nello stesso posto di ieri sera, ma stavolta da sola, su una panca di pietra del gazebo, con una gamba piegata contro il petto e l’altra distesa a terra, tiene gli occhi, contornati di khol, puntati verso il piazzale come se potesse metterlo in riga con lo sguardo. La postura è rilassata solo in apparenza, c’è troppa tensione nelle dita, che giocherellano con il bordo dei guanti rossi, già sfilati e che vengono lasciati cadere accanto a lei sulla pietra. La camicia nera le fascia le spalle e resta aperta sul davanti, rivelando la scollatura e i due ciondoli del falco, uno d’oro, l’altro d’argento, che pendono sul petto, muovendosi appena. Non c’è la mela stavolta tra le mani. Nessun frutto da mordere, nessuna teatralità gratuita, solo la mazza ferrata poggiata vicino, e la mente che corre veloce, anche se lei resta immobile. Osserva le torce tremolare lungo le mura, lasciando che il buio faccia il resto. Troppi pensieri negli ultimi giorni, molta gente da inquadrare, tanto da proteggere. Eppure, sul viso nulla cambia, e c’è la solita espressione sfrontata, tagliente, che non lascia spazio a debolezze. Fuori è sempre e solo lei.
PressiPonte Il Mezzelfo è alto 192cm ed ha una corporatura robusta. Ai piedi degli stivali neri in pelle. Porta ora quasi OCCULTATE dal mantello di un blu profondo - con il cappuccio alzato sopra il capo -: al FIANCO SINISTRO, una Mazza Ferrata nel fodero; alla CINTURA il Pugnale dei Bravi; nella BORSA una Balestra a Mano con relativi 10 Quadrelli; un`ARMATURA COMPLETA in cuoio di color nero ne copre ogni pezzo del corpo e lo SCUDO MEDIO sta nelle spalle. Una BANDOLIERA a forma di X sta ben salda - agganciata sul petto, ospitante 6 PUGNALI personalizzati - ispirati al Simbolo dei Bravi. Calante allo stesso tempo, sul petto, il pendente dei Bravi d`Esperia, che ciondola un po` a destra un po` a sinistra a seconda dei movimenti e la Spilla di Messo della Corte di Pan sul pettorale sinistro. Cammina al fianco sinistro di Aniram, verso il Castello e l`entrata dalla quale sono ad appena - ormai - 10 METRI. <Dunque, Aniram, la mia richiesta è stata soddisfatta? Soprattutto per quanto riguarda la cosa più piccola di cui vi chiedo di non fare menzione.. per ora.. è una sorpresa> e detto ciò se la ridacchia senza nascondersi affatto.
Al suo arrivo, alla cintura porta Armi lama corta , tiene al fianco destro Armi da lancio , sulle spalle ha Scudo di metallo , porta nelle braccia Armi da lancio , tiene al fianco mancino Armi da botta , il corpo è avvolto da Armatura completa in cuoio , in borsa ha, Fodero per Arma , Complemento per Battaglia , Balestra a mano , Frecce x 10 . Ha indosso, Pendente , Mantello , Anello . Porta con sé, Cavallo .
Piazzale Il suono secco degli stivali sul legno rompe il silenzio del gazebo, quando lei si alza in un solo movimento, senza fretta ma con quella fermezza che non concede esitazioni. Raccoglie i guanti rossi dal muretto, li piega con cura e li infila a metà dentro la cintura, lasciando che sporgano appena come due lembi di avvertimento. Poi la mano sinistra si abbassa sulla mazza ferrata. Nessun gesto teatrale, solo l’efficienza gelida di chi è pronto a usarla. L’aggancia all’anello della cinta, sul fianco sinistro, e la lascia dondolare leggermente mentre il busto si volta verso le cucine e il forno, oltre il vigneto. Gli occhi d’ambra restano fissi in quella direzione per un istante. Uno solo. Poi le braccia si muovono e le mani si incrociano dietro la schiena, in quella postura marziale che sa di disciplina e controllo. Quando inizia a camminare verso il piazzale, non guarda indietro. Il passo è lento, sicuro e calcolato. Ogni passo è un segnale. E chiunque si trovi nel piazzale, farebbe bene a rendersene conto.
pressi ponte cammina al fianco di Calad, un passo lento cercando comunque di stare al passo sol parirazza. Ha addosso un abito semlice in fibra di canapa, con una gonna che le arriva fino alla caviglia. I piedi calzano degli stivali, ma si intravedono solo le punte rotonde in cuoio naturale. I capelli rossi sono tenuti sciolti e sono leggermente scompigliati e talvolta una ciocca le copre l`occhio sinistro. In grembo ha un grosso passo e alle parole di Calad risponde con tono serissimo "tutto è sistemato, la cosa piccina sta bella nascosta nella cabina della mia nave" poi le labbra si allungano in un gentile sorriso che al maschio dona senza alcuna malizia. "qua ci sono le vostre cose... quelle che avete ordinato pochi giorni fa.. Avete visto quanto sono veloce?"
Salone abbandonata la stanza dei Precettori, chiusa la porta alle sue spalle, supera il corridoio che nel silenzio della sera rimbomba dei suoi passi calcati negli stivali di cuoio alti e dalla sacca che le batte a tempo dietro la schiena con dei sordi TONKTONKTONK. Una donna alta centosessantatrè cannelle su cui si distribuiscono morbide e floride forme fasciate nella divisa dei Bravi di Esperia, la folta coltre di boccoli biondi che se ne vanno ribelli esattamente dove vogliono, gli occhi scuri puntati alle scale che affronta con saltelli vispi fino a trovarsi al piano inferiore, in direzione del Salone della Rosa e della Spada. I pugnali, uno per fianco, sono assicurati nel cinturone di pelle e si legano al pendente argentato a forma di falco con la piuma azzurra da Gheppio, mentre più pacificamente resta decorata da un orecchino di legno al lobo sinistro, un anellino d`argento all`indice destro e una piccola spilletta a forma di arpa da Scintilla dell`Ateneo. Si appoggia al davanzale della finestra che da sul giardino, avvicinandosi tanto al vetro da condensare il suo fiato in un alone opaco, con lo sguardo che vaga appena tra quel che i suoi occhi umani possono recepire alla penombra delle torce e della notte.
Al suo arrivo, tiene al fianco destro Armi lama corta , tiene al fianco mancino Armi lama corta , in borsa ha, Fionda . Ha indosso, Prezioso , Pendente , Completo , Orecchini , Olio per Corpo , Anello . Porta con sé, Strumento Piccolo , Strumento a corde pizzicate .

Sentiero avanza tra le ombre degli alberi. I suoi passi sono lenti, ma decisi, attutiti dalla terra umida e dalle foglie cadute. Il corpo è protetto da un’armatura che porta i colori della Corte della Luce, il cui elmo è tenuto saldamente sotto il braccio destro. Gli occhi color acquamarina si muovono a ispezionare il terreno davanti a lui e le ombre ai lati della strada. Ha lunghi capelli biondi che brillano come fili d’oro sotto il chiarore della luna piena, fluttuando appena al soffio del vento notturno. La sua stazza è possente, i cento dieci rubbi e le sue cento ottantacinque cannelle, sembrano aumentare con l’ausilio della penombra e dell’armatura.
Al suo arrivo, alla cintura porta Armi lama lunga e piatta , tiene al fianco destro Armi da botta , sulle spalle ha Scudo medio in Acciaio , tiene al fianco mancino Armi lama corta , il corpo è avvolto da Armatura completa in metallo . Ha indosso, Scarsella , Abito . Porta con sé, Sale .
Entrata|Mura tenete nascosta quella e, il mio indumento, me lo farete vedere non appena saremo dentro <le replica donandole un sorriso ed abbassando il cappuccio sulle spalle; la mano che si alza nel mentre verso la torretta, il PONTE LEVATOIO che si abbassa SOLO per il tempo necessario affinché sia Calad che Aniram entrino dentro> prego entrate Aniram, i coloni di Kud come fossero a casa loro nel nostro Castello <quando lei sarà entrata DENTRO le MURA lui si volterà verso l`esterno, focalizzando lo sguardo su Persifal> abbiamo visite? <si chiede a bassa voce attendendo che lo stesso si indentifichi una volta più vicino>

>Laghetto Lo specchio d`acqua se lo è lasciato alle spalle e cammina placida con la suola degli stivali ad impattare sul terreno, è vestita con pochi indumenti pratici composti da un paio di aderenti pantaloni di pelle marrone e un ampia camicia che ha infilato nelle braghe, come al solito è il sigarino a farle compagnia col fumo che aspira insieme a qualche pensiero a giudicare dalla concentrata espressione, una cascata bruna e lucida a scivolarle sulla schiena e sono le ciocche a scandire il passo della giovane frattanto che avanza senza una meta precisa, la sinistra azzeccata dentro la tasca con la destra a volteggiare davanti la faccia, le dita imbottite di anelli con la FEDE a campeggiare sugli altri, quello che resta del belletto ad accentuarne i tratti con un sentore d`ambra e spezie a circondarla, il Falco dei BRAVI a sottrarsi dalla costrizione del tessuto ondeggiando sullo sterno.
Piazzale-Scalinate Si ferma nel piazzale, esattamente a metà tra la scuderia e il ponte levatoio, con le mani ancora intrecciate dietro la schiena e la postura dritta, rigida, da addestramento. Il rumore degli zoccoli sull’esterno cattura la sua attenzione all’istante, e le orecchie puntute vibrano appena mentre solleva lo sguardo verso le merlate, dove i presidianti iniziano a muoversi con maggiore prontezza. Non dice nulla, ma osserva con attenzione ogni gesto, ogni scambio rapido di posizione, ogni dettaglio che possa indicare un pericolo o un arrivo atteso. Avanza ancora, superando di pochi passi le scalinate, e si volta poi di netto verso il ponte levatoio, mantenendo il busto eretto e le spalle ben allineate. Alterna lo sguardo tra le assi del ponte e le mura, seguendo i movimenti dei soldati sopra di lei, pronta a qualunque eventualità. Lo sguardo è fermo, severo, segnato da giorni di tensione crescente e dal carico delle ultime decisioni, ma non lascia spazio a esitazioni. Resta immobile, ben visibile, in attesa di capire chi sta arrivando e perché.
Entrata/Mura <eh mica lo apro qui...> ridacchia , mormorando alle parole di Calad , mentre lui le fa strada. <E` la prima volta che vengo qui... i castelli un po` mi intimoriscono..> spiega al Gheppio , seguendo il passo <Venni giusto al molo con la bancarella itinerante... ma non sono andata oltre il porto> racconta , alzando appena la testa guardando le mura e una volta entrata, tace, ascoltando le parole che Calad rivolge a Persifal.
Scuderie Rientrato da non troppo presso il castello, l`elfo si trova ancora nelle scuderie, a rassettare il proprio frisone, non stanco dal viaggio fatto ma preoccupato della cura del proprio compagno animale, ne carezza leggermente il collo poco dopo averlo sistemato e aver provveduto a controllare acqua e fieno, qualche parola, sussurri nella propria lingua volti a rassicurare l`animale poco prima di congedarvisi, l`elfo, alto dei suoi 190cm indossa un armatura in cuoio, si possono notare fissate alle spalle arco e freccie, mentre sul fianco sinistro il falcione elfico, e poco sopra sporgente sulla sua destra la daga fissata alla cintura, si intravede una specie di uniforme blu tra le aperture dell`armatura completa, al collo 3 pendenti, i falco dei bravi, simbolo della gilda, un vecchio gioiello di un clan e un medaglione a forma di lupo, vecchio giuramento prestato, mentre si appresta ad uscire dalle scuderie, riesce a sentire i movimenti esterni del ponte levatio e riesce a scorgere, la figura de LaRossa ferma nel piazzale a metà tra la scuderia e l`ingresso alla fortezza, senza indugiare oltre si appresta ad avvicinarsi verso il movimentato piazzale
Al suo arrivo, alla cintura porta Armi lama corta , tiene al fianco destro Armi lama lunga e piatta , sulle spalle ha Set da Arciere , il corpo è avvolto da Armatura completa in cuoio , in borsa ha, Frecce x 10 , Complemento per Battaglia , Frecce x 10 . Ha indosso, Pendente , Collana , Pendente , Abito . Porta con sé, Cavallo .
Salone si stacca dal davanzale con una spinta delle mani, dirigendosi alla vetrinetta dedicata ai conforti per gli ospiti. Nel percorso lascia la sacca che porta alla schiena su uno dei divanetti, che nuovamente suona un TONK al contatto con la seduta, e raggiunta la credenza la apre recuperando un bicchiere lasciando diffondere, nel silenzio del Salone, il tintinnare cristallino del vetro. Procede a riempirlo con il contenuto di una bottiglia senza etichetta, versandosi il liquido rosso rubino, per poi riporla quindi ritorna la divanetto dove ha abbandonato la sua sacca e ci sprofonda dentro senza nessuna grazia, abbandonandosi alla morbidezza e alla bevuta. Volta la testa verso la porta quando il suono del portone che si apre rompe la tranquillità dei corridoi, ma il vociare che proviene dall`esterno resta indistinto alle sue orecchie umane. Resta comunque in attesa guardando in quella direzione, iniziando a sorseggiare il bicchiere nel silenzio.

pressi ponte < lo sguardo del cavaliere corre sulle mura che si ergono alte e scure, imponenti, come se sfidassero le stelle, per poi spostarsi verso i torrioni che svettano immobili e vigili prima di ricadere ancora alla volta del ponte e, quindi, di chi lì sosta. Calad è il primo che avvista man mano che si fa più vicino> Lux in Tenebris! < La sua voce è alta abbastanza perché possa coprire la distanza che li separa e il saluto viene pronunciato in un modo che pare essere più un identificarsi che un convenevole. Ora gli occhi color acquamarina agguantano anche la figura di Aniram che si fa a sua volta più nitida mentre ormai è a pochi metri di distanza dai due.>
Entrata|Mura dipende da castello a castello.. il nostro castello è nobile e sede di giustizia e pace. Non v`è da temere <risponde alle parole di lei rimanendo volto verso l`esterno; solo un`occhiata verso l`interno - sufficiente per localizzare LaRossa non troppo distante> Pravus in Tenebris mia cara Griso <e poi torna con le iridi su Persifal in avvicinamento ed ora pure Light. Al Saluto di Persifal subito risponde> Lux in Tenebris! Un saluto noto, nobile ed amichevole. Il vostro nome prego? <resta fermo nella posizione attendendo risposte>

>Laghetto Non sembra avere fretta la giovane e infatti procede con lentezza un passo davanti all`altro ma quando alle orecchie viene raggiunta da alcune voci si ferma a pochi passi dallo specchio d`acqua a cui regala ancora le terga, resta a fissare davanti a lei provando a cogliere le figure che stanno animando il Piazzale seguitando a fumare.
Piazzale-Scalinate Appena le assi del ponte levatoio si abbassano, lei fissa dritto davanti a sé, con lo sguardo immobile e le pupille socchiuse per abituarsi alla luce delle torce che illuminano l`ingresso. Appena riconosce il volto di Calad tra i primi a varcare la soglia del castello, solleva appena un sopracciglio. Dietro di lui, due volti nuovi che non aveva mai visto prima. Li osserva uno a uno in silenzio, poi inclina di poco il capo in avanti, e pronuncia con voce ferma e priva di inflessioni «Pravus in Tenebris.» Resta immobile, con la postura rigida e composta, il busto rivolto verso di loro, senza lasciare trapelare nulla dallo sguardo che si mantiene freddo e impassibile. Scorge quindi Light uscire dalle scuderie e muovere in direzione del piazzale. Ne intercetta la presenza con un cenno quasi impercettibile degli occhi e lo saluta con tono identico al precedente «Pravus in Tenebris.» Solo allora lo sguardo devia per un istante verso il laghetto, dove si trova Debra. La osserva in silenzio, senza avvicinarsi, limitandosi a serrare leggermente le palpebre come a studiarne ogni dettaglio. Lo sguardo resta su di lei per pochi secondi, poi torna su Calad e su coloro che lo accompagnano, in attesa che sia lui a prendere la parola.
mura - interno si ferma un istante ad osservare le mura mentre Calad le parla. In quei brevi istanti fa mezzo giro su se stessa lenta e incrocia la figura di persifal che si sta avvicinando. Lo saluta <Sawas a Voi.> e subito torna su Calad che ha ascoltato. <Ci conto!> esclama stringendo maggiormete le braccia al pacco che ha con sè in grembo. Attende Calad, dopo aver raggiunto orami l`ingresso delle mura.
Piazzale ora che l`elfo ha mosso qualche passo e si è avvicinato in più gli astanti in grado di vederlo potrebbero scorgere i rossi leggermente scompigliati e l`aspetto, leggermente trasandato per gli standard di un elfo, respira calmo passando una mano proprio tra gli scarlatti quasi a volerli sistemare, sorride verso LaRossa ormai poco distante e muove con un live cenno in basso il capo alle parole "Pravus in Tenebris mia" si interrompe "Mio Griso" replica in maniera cordiale, le voci vicino all`ingresso catturano però di più la sua attenzione, saluti a lui ben noti vengono rivolti e aguzza, non troppo la vista per scorgere meglio le figure, a questo punto inquadra Calad, Aniram e poco dietro Persifal, muove ancora qualche passo ascoltando le parole che vengono dette tra i due senza intromettersi "Pravus in Tenebris" dice solo in segno di saluto sempre con tono molto cordiale ma ad una tonalita udibile da tutti

>Laghetto L`intenzione è quella di mettere a fuoco le presenze nei pressi dell`ingresso ed è per questo che resta immobile con gli occhi che strizza e il fumo ad uscirle di bocca, la sinistra ancora dentro la tasca dei calzoni alle prese con lo stringere qualcosa con la destra impegnata a trattenere il sigarino, il mite vento ad agitarle la chioma bruna con lei che alla fine torna a muoversi riuscendo a distinguere LaRossa, Calad e Light, su Aniram si sofferma qualche granello in più mentre si avvicina.
Salone>Portone il vociare sempre più confuso che giunge all`interno le fa nuovamente abbandonare la sua posizione, per raggiungere di nuovo la vetrinetta calandosi nello sposamento la bevanda in un solo, lungo sorso per poi lascia il bicchiere sul tavolo di servizio. Supera il Salone e raggiunge la porta, sbucando con solo la testa riccia a puntare il grande portone d`ingresso, che scruta con gli occhi scuri e le sopracciglia strette alla sommità del naso. Un lungo sospirone e percorre il corridoio, a passi ampi, fino al portone che apre imponendogli una discreta forza ma giusto quanto necessario per affacciarsi sul Piazzale. Per il momento non palesa la sua presenza, ma sposta gli occhi scuri sulle varie presenze che animano l`esterno del Castello.

Entrata|Mura ] < il passo del cavaliere si arresta a qualche braccio di distanza da Calad e quindi anche da Aniram e i suoi occhi si muovono prima in direzione di quest’ultima per poi spostarsi sul mezzelfo. La mancina guantata d’arme si porta alla scarsella e da quella ne estrae un cartiglio che porge a Calad> Sono Persifal de Broceliande, prefetto della corte della luce < così dice e il suo tono è gentile mentre un sorriso cortese ne illumina il volto. Quando Aniram lo saluta, nuovamente la sua attenzione si sposta su di lei e il capo si china appena in un cenno > Lux in tenebris < risponde sia a lei che a Light che nel frattempo si sta avvicinando. Lo osserva, solo per un istante, prima di tornare su Calad.> Sono qui per incontrare Lady Debra Van Horn, sapreste dirmi se è presente al castello? <solo una rapida occhiata scocca alle spalle del mezzelfo, in direzione del piazzale e quindi di LaRossa che è più indietro.>
Entrata|Mura <verso Aniram di nuovo dirige il volto e, con un mezzo sorriso divertito le dice> non mi aspettavo tanta gente stasera, spiegatemi è la vostra presenza che fa così o è un caso? <ironizza con lei, come solito, per poi tornare cordiale ed accogliente su Persifal del quale sente le parole> Oh Persifal! Vi hanno annunciato nella missiva che l`Innominato ci ha mandato, siete stato fatto Prefetto, congratulazioni! <un lieve inchino del capo per lui per poi spostarsi ad un lato dell`ingresso così che il passaggio per lui sia libero. Darà ordine, dopo la sua entrata, alle GUARDIE di ALZARE il PONTE e CHIUDERE la pesante GRATA così che il VARCO sia INACCESSIBILE dall`esterno> Pravus in Tenebris <risponde per Light, donando anche a lui un lieve cenno del capo e poi saluta pure Debra, seppure a suo modo> dov`eravate voi? Sempre nascosta a fumare.. prima o poi penseranno che ci sia un incendio qui dentro con tutto questo fumo <e proprio per Persifal> come vedete la suddetta ha preceduto la mia risposta.. eccola in carne ed ossa..
Piazzale-Scalinate Osserva il gruppo varcare l`ingresso del castello senza muoversi. Il sopracciglio si solleva appena quando il nome di Persifal viene pronunciato ad alta voce, e le labbra si stringono in una linea dritta mentre cerca la provenienza di quella presentazione. Gli occhi ambra incrociano per un solo istante quelli del Prefetto. Nessun cenno, nessun commento, solo uno sguardo lungo e misurato che si interrompe quando Light si avvicina con il solito tono cortese. «Il piacere è mio, Artiglio. Se siete tornato in pianta stabile, mi aspetto di vedervi in assetto completo domani all’alba. Ho qualche test d’allenamento in mente che vi rimetteranno in forma prima che qualcuno si faccia male davvero in ronda.» Il tono resta impassibile, ma l’inflessione leggermente sarcastica lascia intendere che l’avvertimento non è una battuta. L’osservazione è militare, diretta e inappellabile, come ogni cosa che esce dalle sue labbra. Torna a osservare il gruppo al portone. Lo sguardo passa su Calad, che ha già preso la parola, poi su Aniram, con una valutazione rapida e silenziosa, infine di nuovo su Persifal, quando questi nomina Debra. Lei non si muove dal centro del piazzale, dove è rimasta ferma, rigida, con le mani dietro la schiena e lo sguardo che si sposta ora verso il laghetto, dove la figura della Gheppio è visibile. Le palpebre si socchiudono per un breve istante. Poi gli occhi tornano impassibili su Calad, lasciando che sia lui a fare le presentazioni.
mura - interno <beh o hanno la palla magica, o voi avete detto della mia visita o non saprei> ironizza per la maggior parte del tempo, rispondendo alla domanda di Calad. Un saluto rivolge a LaRossa che non conosce. Decide quindi di presentarsi. <Sono Aniram, Mercante di Kud> un lieve chinar del capo che viene seguito dal saluto della Colonia. <Sawas ...> Rimane quindi in doveroso silenzio, ascoltando le parole di Calad che rivolge a Persifal <Uh porcaciccia, un prefetto...> lo sguardo passa lento su Persifal, al quale si rivolge <Congratulazioni e buon lavoro...>
Piazzale rimane ora fermo nel piazzale, con gli occhi segue ancora i movimenti dei presenti mentre ascolta le parole e osserva poi il ponte chiudersi con la grata, sorride e sospira, porta l`attenzione quindi su Debra che si avvicina dai pressi del laghetto "Pravus in tenebris mia signora" dice con tono rispettoso verso la lady, per poi tornare a prestare attenzione agli ingressi un cenno ricambia verso Calad, mentre con interesse squadra l`annunciatosi prefetto Persifal, si ferma poco distante da LaRossa, della quale ascolta e comprende a pieno le parole "Signorsì Griso, comprendo a pieno mi troverete puntuale" replica, il tono deciso e più serio del solito tono dell`elfo, solitamente cordiale, resta fermo adesso, poggiando la destra sullo sporgente pomo della daga dietro, trovandone appoggio, mentre sospira e attende i movimenti dei presenti solo ora replica sempre con tono deciso a Persifal "Lux in Tenebris prefetto, benvenuto e complimenti per la promozione, me ne avevano informato quest`oggi" abbozza un sorriso anche se le parole gli hanno ricordato le numerose e spiacevoli notizie della giornata "Pravus in Tenebris e benvenuta" replica solo alle presentazioni di Aniram mentre resta in attesa silente

>Piazzale <diminuire la distanza le è stato facile e con la sinistra fa uscire per qualche momento dalla tasca dei calzoni una pergamena che rilegge seguendo con gli occhi le poche parole scritte, si ferma soltanto quando il gruppetto è a portata di voce e prima di abbandonarsi ad un saluto generico è una nuvoletta di fumo acre ad uscirle di bocca> Pravus in Tenebris <è lo sguardo chiaro a scandagliare ogni presente senza ritegno alcuno da Calad a LaRossa, per poi spostarlo su Ligth e Aniram fino a quando è Persifal a distrarla bloccando su di lui l`attenzione, per il momento si limita ad osservare con espressione neutra>.
Portone>Piazzale <Un sospiro, poi supera il portone chiudendoselo, tirandolo con visibile sforzo, alle sue spalle. Si rimbocca il mantello marrone sulle spalle, che le lascia comunque visibile divisa ed orpelli, e raggiunge il piazzale a passi svelti che scricchiolano nella ghiaia del selciato. Le presenze, i saluti e le voci diventano ora più distinte e solo ora, con voce squillante e cantinellante, si palesa con un generale saluto> Pravus in Tenebris. <I lineamenti morbidi sono distesi in un pacifico sorriso che rivolge un po` a ciascuno, alzando il mento per colmare la distanza di altezza con i presenti, dedicando a Calad un alzata del mento con un sorrisetto appena accennato a sinistra e alla mezza che lo accompagna un sorriso più ampio, quindi a LaRossa un cenno più pacato abbassando la testa che replica prima verso Light, quindi verso Persifal. E per ultima, quando raggiunge l`adunanza, ferma gli occhi scuri su Debra e alza le sopracciglia> Signora Debra, che piacere rivedervi. <Ma placa l`entusiasmo di quelle parole quando l`attenzione della donna si ferma sul Prefetto, ed è su quella lunga occhiata che si sofferma, spostando il suo tra l`una e l`altro>

Entrata|Mura ] < ascolta le parole di Calad e il sorriso sul suo volto si fa più luminoso e i suoi lineamenti sembrano addolcirsi> Vi ringrazio <risponde e nuovamente il capo fa una lieve riverenza in sua direzione mentre le dita della mano destra rinsaldano la presa sull’elmo e il palmo della sinistra va a posarsi sul pomolo della spada, quasi fosse l’appoggio d’un bastone. Quando il mezzelfo gli cede il passo il cavaliere lo supera addentrandosi così nel piazzale e trovandosi al cospetto di Light e di LaRossa che è ancora un po` distante. Gli occhi azzurri intercettano quelli della mezzelfa e sembra che il sorriso che rivolge a Light si trascini dietro quell’occhiata.> Lux in… < il clangore di meccanismi del ponte e della grata lo raggiunge alle spalle, costringendolo a voltarsi da quella parte e sollevare lo sguardo verso la gigante carrucola prima di tornare sui due. > Lux in tenebris < ripete per poi spostare lo sguardo su Debra che è defilata rispetto al gruppo e la cui posizione viene rivelata dal dire di Calad. I calzari rinforzati ruotano sul terreno e così anche il busto del cavaliere che ora è rivolto a verso di lei. > Lady Debra < la chiama a voce un po` più alta e il sorriso sul suo volto ha adesso una sfumatura quasi complice > o forse dovrei dire: compagna Debra < anche a lei rivolge un cenno gentile > pare che le nostre strade siano destinate a incrociarsi spesso, parecchio spesso < c’è un che di insinuato nella sua voce, quasi come se quelle parole fossero tinte da una vena di complice sfida.>
Piazzale|Sala R&S <si volta con tutto il corpo verso di lei e, ponendo le mani avanti, specifica ancora una volta> vi assicuro nessuno sapeva della vostra visita! Dovete credermi! <la fa teatrale nel suo stile giocoso e, poi, vedendola presentarsi da sola si da una pacca sulla fronte per aver dimenticato di presentare tutti lui stesso> Beh scusatemi se mi sono dimenticato <ben chiaro di cosa parli> ormai presentiamoci personalmente e via.. <uno sguarda a LaRossa divertito. Proprio in quell`istante, all`uscita di Awerdoro, lo sguardo passa dalla Parirazza all`Umana> Ahh ma allora ci siete ogni tanto! Non vi hanno mangiata i troll! <attende che Persifal finisca nel suo dire per Debra e poi riprendere per porgere un semplice invito> dovrei vedere un articolo portatomi dalla gentile Aniram <la indica> magari ci spostiamo nella Sala della Rosa e della Spada? Staremo più comodi avanti.. per chi vuole per lo meno <e detto ciò già s`avvia> LaRossa venite tutti? <ancora incalza facendo cenno ad Aniram di seguirlo>
Piazzale dopo aver letto le ultime missive e averle abbandonate sullo scrittoio del suo alloggio, spinge la porta e infila a passo sostenuto il corridoio, prendendo la direzione della vasta sala che anticipa l`ingresso che si apre sul piazzale. I lineamenti sono tirati e una profonda, inconsueta ruga, crea un solco proprio al centro della fronte a ridosso delle sopracciglia. I lunghi capelli castani scendono liberi sulle spalle, appena trattenuti dalle puntute all`altezza delle tempie. La giacca cupa come il resto della mise, si apre appena sul davanti stretta in vita dalla cintola che sorregge la spada. I pantaloni non sono di foggia militaresca, ma fasciano le cosce ben tornite terminando negli stivali di pelle. Qualche metro ed esce all`esterno <Pravus in Tenebris> genericamente a tutti quelli che incontra. Li osserva bene ma piega verso Debra, poi sente Persifal chiamarla e il passo fa per rallentare e con esso l`intento, che però non termina del tutto
Piazzale-Scalinate Quando il gruppo è finalmente riunito nel piazzale e le presentazioni sono completate, è la mezzelfa a prendere parola. Non si è mossa di un passo «Lady Aniram, a nome della Compagnia dei Bravi, benvenuta al Castello.» Fa un lieve cenno del capo verso di lei, poi sposta lo sguardo sul cavaliere. «LaRossa. Griso dei Bravi. È un piacere fare la vostra conoscenza, Prefetto. A nome dei Bravi, vi do il benvenuto tra queste mura.» Il tono è formale, preciso, eppure non manca una sfumatura severa nel modo in cui pronuncia il titolo. Quando Light le risponde con prontezza, le labbra si piegano in un sorriso compiaciuto che non addolcisce però lo sguardo. «Bene. Ci contavo.» Non aggiunge altro, ma la promessa di allenamenti duri è più che sottintesa. Si volta appena verso Persifal, senza perdere di vista il gruppo, e chiede «La vostra è una visita di cortesia o avete comunicazioni da parte della Corte per la Compagnia?» La voce è ferma, ma la domanda non lascia spazio a giri di parole. Subito dopo si accorge dell’arrivo di Awerdoro e le rivolge un cenno asciutto. «Vi avevo già vista al Castello, o mi sbaglio?» Lo sguardo poi si sposta su Debra che si è avvicinata. «Restate nei paraggi, Gheppio. Ho bisogno di scambiare qualche parola con voi.» Torna infine su Calad e Persifal, proprio mentre il cavaliere chiama Debra con quel tono fin troppo familiare. Le parole del Prefetto fanno appena socchiudere gli occhi, che stavolta guarda Debra direttamente. «Parecchio spesso, soprattutto nei prossimi giorni...» Si zittisce di colpo, accennando solo un sorriso storto
Piazzale un leggero ma naturale sorriso le nasce sulle labbra alle parole di Calad e quando è LaRossa a presentarsi , lei ricambia ancora con un gentile chinare del capo <Vi ringrazio, infinitamente.> Una volta che il Griso si rivolge ad altri,lei torna sul Gheppio abbassando la voce. <Non importa, alla fine , poco per volta, ci si conosce un po` tutti e le presentazioni credo le facciano gli inservienti nelle corti, no? E voi non credo proprio siate un inserviente.> Segue a distanza i discorsi, senza chiaramente capire molto. Non ci fa caso. <Sala della Rosa e della Spada? Si andiamo, adesso sono proprio curiosa!> muove qualche passo , avvicinandosi a Calad.
Piazzale la sua attenzione resta sulle parole dell`umano prefetto appena giunto con una certa dose di curiosità, osserva il susseguirsi dei movimenti e ascolta ponderando le parole di tutti, non replica a Calad, attendendo il fare de LaRossa, prima di esprimere parola, sospira ascoltandone il tono e attendendo la risposta del prefetto, lo sguardo potrebbe trasparire preoccupazione ad un accurato esame, ma gli anni gli hanno insegnato a nasconderla bene "già sopratutto" commenta solo, mentre la mancina si stringe leggermente in un pugno mentre lo sguardo si alza per qualche secondo osservando la merlatura delle mura, quasi tendando di scorgerne attraverso, ma movimenti dietro di lui e poi una voce lo portano a girarsi, lo sguardo ora scorge Awedoro e poco dopo anche l`uscita di Managerace "Pravus in tenebris" dice con un tono ben udibile verso entrambi inteso come saluto per tutti, rapidi sguardi scambia con i presenti, ben conscio che con alcuni dei presenti, solo poco si è incrociato nel castello e rammentando di non conoscerne forse nemmeno i nomi, resta però silente, attendendo i loro movimenti e commenti prima di decidere se congedarsi o meno

Piazzale <si è posizionata facendo in modo che le sia facile rivolgersi al gruppetto con la suola degli stivali a strusciare sul quadratino di terreno che si è scelta, ha tuffato la pergamena di nuovo nella tasca col braccio che fa caracollare a ridosso del fianco insieme all`altro impegnato nel darle conforto preda del suo vizio, Awerdoro a fare il suo ingresso che lei accoglie col medesimo cipiglio noncurante sebbene condito da un tenue e raro sorriso> Un piacere condiviso anche se sapete bene che gli orpelli mi fanno venire l`orticaria, per non parlare delle zampe di gallina se mi costringete a strizzare gli occhi per il disappunto <un rantolo impastato il tono di voce punzecchiato da una nota di sarcasmo, Calad che si avvia con Aniram intenzionato a far acquisti con lei che non perde l`occasione> Me la comprate una cosetta Gheppio? Ultimamente ricevo regali sgraditi, spero voi abbiate più gusto, quando volete Griso sono a disposizione <a LaRossa un annuire del capo bruno con qualche ciocchetta ribelle che scosta dal viso, Managerace a distrarla che fissa a lungo> Pravus in Tenebris <e infine Persifal, un silenzio prolungato e voluto col verde degli occhi che tuffa sparato nei suoi> A quanto pare l`idea è stata vostra Prefetto, che sia buona o meno lo scopriremo.
Portone>Piazzale <Lo stesso sorrisetto tirato a sinistra torna verso Calad prima di replicare> ah, vi piacerebbe Gambelunghì. Ma no, solo che lo studio mi ha tenuta più dentro che fuori. <E alle parole riferite a Persifal, poi confermate dall`uomo nella sua presentazione, passa al Prefetto> Oh, questa è un`ottima notizia. Congratulazioni, Prefetto, vi auguro un buon lavoro che di questi tempi gli auguri non bastano mai. <La voce di LaRossa ne attira l`attenzione, annuendo> ci siamo incrociate forse di pura sfuggita, tra un passaggio di ufficio e l`altro, Griso LaRossa. Ma mi fa piacere potervi incontrare stasera senza la fretta che impongono le carte. <E quindi va a Light, piegando la testa verso sinistra, mantenendo un sorriso accomodante> Con voi invece non ci siamo mai incrociati, sono Awerdoro. <Si sposta dunque a Aniram, mantenendo un sorriso caldo, accogliente> Benvenuta a castello, mi sembra di avervi vista sull`isola di Kud durante la fiera e il vostro saluto mi conferma che vi siete fatta una bella traversata in mare per essere con noi stasera. Avete già dove alloggiare? <Le domanda, quindi indica il Castello con il pollice destro> vi faccio preparare una stanza da Semola, nonostante l`aspetto austero del Castello la stanza per le ospiti è veramente molto accogliente. Se entrate… <Guarda Calad con un`occhiataccia molto loquace> almeno offritele dalla vetrinetta qualcosa con cui confortarsi. Non fate al solito vostro che parlate e vi scordate la cortesia. <Ma è il portone che si apre e l`arrivo di Managerace che interrompe il suo chiacchiericcio, rivolgendogli un cenno della testa in replica al saluto. E solo infine torna a Debra, con un sorriso imbarazzato ad occhi chiusi> avete ragione Debra, mi sono fatta prendere dalla sorpresa. <Quindi riapre gli occhi e sulla donna resta> spero stiate bene, è passato molto tempo da quella sera al Salone... <Ma non va oltre, lasciandola tornare al suo scambio con il Prefetto, e si volta in favore del Castello>

Piazzale < gli occhi del cavaliere si muovono passando a rassegna i presenti ascoltando il dire di Calad ma poi la sua attenzione torna verso Debra e, di conseguenza, intercetta l’avvicinarsi di Managerace, rispondendo al suo saluto con un cenno e con un sorriso e seguendone i movimenti per alcuni secondi prima di spostarsi su LaRossa. > è un piacere conoscervi di persona, mi dispiace per il poco preavviso con cui vi ho contattata ieri sera, per le prossime ronde cercherò di avvisarvi per tempo, così se qualcuno vorrà unirsi a me e <e dicendo questo gli occhi muovono in direzione di Debra> Lady VanHorn, avrà il tempo di organizzarsi. < Quindi fa una breve pausa, ascoltando il dire del Griso, prima di continuare> Sono venuto per incontrare il gheppio Debra per discutere di certe disposizioni che abbiamo ricevuto. <quindi si rivolge ad Aniram, come se solo ora ne avesse elaborato le parole > Vi ringrazio, sono prefetto da poco ma, a quanto pare, già piuttosto indaffarato. < scherza verso di lei per poi ascoltare Awerdoro > vi ringrazio, spero di fare un buon lavoro <quindi osserva per un istante i presenti e ancora Debra di cui ascolta le parole > Direi che questo stia solo a noi deciderlo, non trovate? <le risponde con un sorriso iniziando ad accorciare le distanze verso di lei.>
Soglia Scuderia La figura in armatura di cuoio si staglia all’ingresso della scuderia. Sul pettorale, un falco d’oro riluce come monito; lo stesso simbolo arde inciso sul frontale dell’elmo che ne cela il volto. Alle sue spalle, gli stalloni da guerra nitriscono impazienti, percependo la tensione che precede l’azione. Al fianco sinistro pende una spada bastarda, il cui nome risuona come un presagio antico: Marciume Scarlatto.Nessuno osa reclamarla, poiché troppi l’hanno impugnata… e tutti sono finiti sepolti o dannati.Si dice sia nata dall’Ombra Primordiale, un frammento di male puro: chi la stringe sente la vita imputridire dall’interno, divorata da un morbo silenzioso che non grida, ma consuma fino all’osso. Eppure, la Madre gli ha concesso il privilegio di brandirla — e lo Scorpione che dimora nel suo spirito lo rende immune al veleno della lama. Gli occhi indaco si muovono nel piazzale, scrutando uno a uno i presenti. In ultimo si fermano su Persifal. Lì, lo sguardo si fa più intenso, come se in quel singolo istante il tempo stesso si piegasse al volere del guerriero.
Piazzale|Sala R&S <ascolta LaRossa mentre si rivolge a Persifal e, con un sorrisetto, fissa poi lo sguardo su Debra ch`è particolarmente attenzionata oggi> e cosa vorreste Debra? Un regalo ve lo faccio.. abiti? Ci sono degli abiti rossi che Lady Cecyli sta preparando, potrebbero piacervi? <Tuttavia poi su Aniram torna con l`attenzione e risponde divertito> potrei essere un inserpente <una pausa e la fissa> attenzione <dice prima di scoppiare a ridere e precederla verso la Sala della Rosa e della Spada non prima di aver detto agli altri> vogliate scusarci un poco, per chi non verrà, un tavolo è gradito per vedere le cose che Aniram ha portato da Kud e <questo per Awerdoro, alza gli occhi al cielo.. sorride> certo sorella.. non appena concluso ciò che per cui siamo qui <la fissa per qualche istante e detto ciò fa ancora cenno ad Aniram spostandosi - come a seguirlo - dentro il Castello, attraversando l`ampia sala d`accoglienza e, poi, entrando nella Sala R&S della quale lascia la porta aperta. Dentro due grandi tavoli, disposti centralmente, un camino su un lato - per ora spento - varie fiaccole accese sulle pareti che illuminano l`ambiente e diverse piante, vasi d`arredo che rendono vivo l`ambiente. Dei grandi tappeti sul pavimento ligneo che decorano il tutto> Prego Aniram, usate uno dei tavoli per mostrarmi ciò che avete confezionato e, sì - ho dimenticato di rispondervi - decisamente veloce. Anche io con Cecyli gestisco una bottega e cerchiamo di far le cose sempre il più veloce possibile seppure, io, ogni tanto la rimproveri perché lei è veramente esagerata.
Piazzale All’arrivo di Managerace, lo sguardo della mezzelfa si sofferma su di lui più del necessario. Non lo saluta subito. Con attenzione. Poi, senza clamore,si avvicina appena, inclinando appena il busto. «Congratulazioni.» Lo dice a mezza voce, con un sorriso compiaciuto e ambiguo, prima di voltarsi di nuovo verso Debra e Persifal, tornando all’aria marziale di sempre. «Spostiamoci.» La voce non ammette discussione. Fa un cenno col capo, indicando un punto poco oltre la scalinata, lontano dalle orecchie curiose ma ancora ben visibile nel piazzale. Li conduce con pochi passi silenziosi, poi si ferma e si rivolge a entrambi, lo sguardo fermo sul Gheppio. «Per i prossimi dieci giorni, Debra, affiancherete il Prefetto della Corte nelle ronde congiunte per le terre di Esperia.» Il tono è marziale, severo, con un sottile filo di sarcasmo che non tradisce nulla. «Sarà un’occasione per osservare da vicino il giusto metodo di collaborazione tra la Compagnia dei Bravi e la Corte. E avrete tutto il tempo di ricredervi su cosa significhi davvero riconoscere un alleato... o un nemico.» Le parole si fanno più basse, quasi un inciso confidato solo ai presenti. «Ringraziate il Prefetto per la proposta. Vi ha evitato conseguenze ben più pesanti.» Pausa. Poi, con un tono che chiude ogni appiglio a trattativa «Nel restante tempo, non vi sarà consentito lasciare il castello. Nemmeno per recarvi al Molo della Speranza.» Poi, appena accennato, lo sguardo si sposta fugacemente su Maniakesh, che ora si staglia sul piazzale. Nessuna parola viene pronunciata, ancora, ma basta quell’istante per mutare la tensione dell’aria.
Piazzale passando, lo sguardo su ferma su Light e abbozza un sorriso appena accennato al suo saluto, così procede verso Debra e quindi anche in sua direzione <sono Managerace Alcarohtar Thunderwolf e non vi ho mai incrociato in questo Castello e aggiungo, sicuramente per colpa mia...> all`artiglio <di grazia, come vi chiamate?> l`espressione certamente meno tesa di prima. Esita nell`attesa della risposta e nel mentre lo sguardo torna su Debra incrociando il suo <aspettatemi, ho una domanda da farvi> aggrottando le sopracciglia in una improvvisa introspezione <no, no...> a fior di labbra <tre...> il sorriso stavolta si mostra bene e permane per qualche istante anche quando china il capo in direzione di Awerdoro in una tacita risposta alla sua attenzione e a quella di Persifal. Attende che lo scambio del Gheppio con Calad giunga ad una pausa per avvicinarsi. Maniakesh entra nel suo cono visivo ma non interferisce con il suo intento, limitandosi a salutarlo con l`ultimo sguardo, uno sguardo netto, sotterraneo, d`intesa; quindi si distoglie e riprende a camminare facendo per fermarsi al cospetto di Debra <è una serata strana...> in un frase che somiglia più ad un pensiero ad alta voce <come state, ho interrotto qualcosa?> retrocedendo di un passo per volgersi a guardare LaRossa e l`ascolta <è un onore ma questo lo sapete bene...> l`espressione cortese <grazie>
Piazzale-Sala R&S sempre segue i discorso che i Bravi si scambiano l`un l`altro. Solo quando le vien rivolta parola da Awerdoro , risponde alla donna che riconosce. <Certo che si, sono proprio io... ci siamo conosciute a Kud, ma è stato un incontro fin troppo rapido, ahimè e poi c`era talmente tanta confusione che ero un po` affaccendata con l`Emporio e non sapevo bene da che parte girarmi> e così cerca anche di scusarsi. Ridacchia appena alle parole che Awerdoro rivolge a Calad che poi segue alla SALA. <che bella sala> gliocchietti saettano su tavoli e poi sul camino e infine si soffermano sugli arredi. Poggia dunque il pacco sul tavolo. <Ebbene a Voi l`onore... >
Piazzale>Sala R&S <L`ordine stoico di LaRossa, chiaramente non rivolto a lei, la convince a distaccarsi dal gruppo esterno e seguire i passi di chi entra. Alza quindi gli occhi al cielo e sbuffa alla risposta di Calad, prima di tornare a puntarlo> Di solito si offre agli ospiti PRIMA che lavorino, non dopo. Poi dite a me che so` cafona. <Abbassa le spalle e si mette in coda al gheppio e alla mercante, borbottando> vabbuò, vengo io, che se aspettiamo a lui… <allunga il passo e affianca Aniram, sporgendosi appena verso di lei> siete venuta quindi per mostrare la mercanzia di Kud, ho capito bene? Ho avuto il piacere di acquistare qualcosa proprio in fiera, ne ho un bel ricordo. <E tra le chiacchiere, ritrovatasi nuovamente nel Salone, si dirige verso la vetrinetta e recupera un bicchiere. Quindi chiede alla mercante> cosa vi posso offrire? Qualcosina di dolce, oppure qualcosa di forte per scaldarvi...

Piazzale < Ora è più vicino a Debra che al resto del gruppo e ascolta la conversazione tra lei e Calad fino a quando l’arrivo di Maniakesh non ne attira l’attenzione > Lux in tenebris, innominato, è un piacere incontrarvi di nuovo < le parole si muovono su un tono fresco e cordiale mentre il capo si china in una lieve riverenza ma quando LaRossa indica di spostarsi, il passo del cavaliere subito si rivolge in quella direzione insieme a Debra. Mentre la mezzelfa parla il cavaliere tiene la testa inclinata appena in avanti, come se la massima attenzione fosse data all’udito, senza guardare nessuna delle due. L’espressione del suo volto è ora più marziale e formale, priva di qualsiasi sfumatura emozionale, segnata solo dalla concentrazione di un soldato che ascolta i piani di guerra.>
Piazzale Le puntute sono tutte per Persifal, nuove dalla corte, ronde, uno sfrigolio nelle mani porta le dita della mancina a muoversi strofinando tra loro quasi a misurare la tensione nell`aria, sposta l`attenzione su Managerace che muove parole per il suo pensiero "Ligth Salinor, anche i miei occhi non credono di avervi mai incrociato" aggiunge "o le mie membra hanno iniziato a fare i capricci" piccola battuta verso il parirazza con un tono più cordiale mentre osserva Calad e Aniram procedere verso l`interno del castello, torna a prestare orecchio verso il discorso tra i tre che si stanno appartando, riuscendo a comprendere parole e sopratutto il tono tenuto da LaRossa, qualche movimento sente dalla scuderia, rumori di cavalli scalpitanti, muove lo sguardo a posarsi sull`Innominato, Maniakesh che ora osserva resta silente e fermo, quasi stoico nella sua posizione mentre avverte quasi una tensione nell`aria della serata

Piazzale Ma dico mi avete vista Gheppio? <e mentre Calad si allontana allarga le braccia per mostrare il poco abbigliamento che la riveste, pratico e senza fronzoli con un agitare della testa bruna seguendolo sparire nel Castello assieme ad Aniram, seguita a fumare e si crogiola e compiace di quel vizio col fumo che in parte ingoia e in parte butta fuori, la posizione resta invariata almeno fino a quando LaRossa marziale non esorta lei e Persifal a seguirla e proprio mentre sta per andarle dietro, è Managerace a bloccarla di colpo> Mi chiamo Debra ma non ho capito se le domande le dovete fare a me <vorrebbe fermarsi ma vista l`urgenza del Griso riprende passo fino ad accostarsi a lei, resta in attesa notando Awerdoro allontanarsi e a Ligth a cui dedica una fugace occhiatina, di Maniakesh non si è ancora accorta la giovane>.
Sala R&S <delle parole di LaRossa ne ha sentito solo qualcuna iniziale - prima di entrare al Castello - : se ne disinteressa non essendo compito proprio. Ora nella Sala R&S> dunque non mi mostrate voi le cose? <chiede vedendola poggiare il pacco sul tavolo. Lo apre e trova così il completo ordinato: guanti, cintola ed il resto dell`abito> direi che ci siamo <sussurra nel vederlo tastandolo appena con le dita in uno scorrere lungo lo stesso> da usare alla Dama nella Roccia forse? <si chiede> o in qualche momento di scorribanda clandestina .. ora che è consigliato di non uscire dalla Baronia.. se proprio dovessi <segue tutto un pensiero nella sua testa poi, come ricordatosi, s`avvicina ad Aniram e sussurra> e quell`altra cosa? <se la ride già al solo pensiero, indicando l`altro piccolo involucro secondario ancora avvolto, dentro il principale ma il fare di Awerdoro non gli passa inosservato> lo spirito della taverniera è sempre dentro di lei <commenta>
piazzale scende le scale del castello con passo tranquillo, i suoi stivali rieccheggiano nei corridoi mentre il suo mantello blu ondeggia dietro di lui. Indossa un elegante completo blu notte, un braccialetto blu e la sua SPADA LUNGA al fiano sinistro. I suoi capelli sono perennemtnte spettinati e la mano destra li accarezza inutilmente mentre, arrivato in fondo alle scale, esce dal castello affacciandosi al piazzale, il suo sguardo dalle iridi blu si perde sulle figure davanti a lui.
Soglia Scuderia Una voce roca e terribile fuoriesce dagli spazi dell`elmo che ne coprono interamente i lineamenti, tranne le propagini dei bianchi capelli che fuoriescono di sotto. La figura di Maniakesh è ora imponente, rivestita dall`armatura di Ehinetor. "Managerace, avvisate i Pellegrini vecchi e nuovi: l`inizio della prossima settimana voglio VederVi in sala d`arme, abbiamo una settimana per diventare perfetti...." Lo sguardo sfiora appena Debra, ma alcun suono fuoriesce ora verso di lei. "Arisa..." Il nome risuona nell`atrio e ne riempie l`aria. "Vostre le scelte e Vostri, insieme a Ehinetor, le decisioni. Mi astengo per ovvi motivi e per riguardo alla Giustizia, di cui io sono il depositario..." Un ultimo sguardo viene rivolto a Light, ma nessuna parola viene più pronunciata quando Maniakesh si gira in direzione delle scuderie, oltrepassando la soglia e sparendo al loro interno.
Piazzale Le dita intrecciate dietro la schiena, il busto eretto, le gambe appena divaricate con l’equilibrio tipico del soldato che ha conosciuto più piazzali che feste. Lei non si volta quando percepisce la presenza di Maniakesh, ma quando la voce rompe il silenzio, la mezzelfa alza appena il mento. Quando lui la chiama Arisa, lo sguardo si fa ancora più severo, ma resta in silenzio mentre lo ascolta, accennando soltanto un cenno del capo nel momento in cui dichiara che le decisioni sono sue. Appena lui si allontana, la mezzelfa si volta lievemente verso Debra e Persifal. «Per questa volta... le decisioni sono state prese dai Griso. E solo da noi.» Non c’è acrimonia. Né trionfo. Solo constatazione. Una linea di comando chiara e irrevocabile. Poi si rivolge a entrambi, con tono più formale ma diretto «Prefetto Persifal, è stato un piacere.» Le parole sono educate ma decise, le ultime di una conversazione che non ha bisogno di ulteriori appendici. Si volta con precisione, senza attendere replica o saluto, e risale i gradini della scalinata con passo calcolato. Nel salire, incrocia lo sguardo di Light, Cormoran e Managerace, dedicando a ciascuno un cenno secco del capo, senza fermarsi. Poi la sagoma svanisce oltre le mura del castello, inghiottita dal buio.
Piazzale Piazzale il fumo che esce dalle labbra di Debra comincia ad invadere il suo spazio vitale, nonostante siano all`aperto, e i suoi sensi elfici gli suggeriscono di allontanarsi un poco, cosa che cerca di fare <non preoccupatevi, ci sono situazioni che hanno la precedenza in questo momento> così si fa di lato per darle l`agio di passare <inoltre la prima domanda era... "dov`è l`Innominato?" problema risolto> abbozzando un fugace sorriso, quindi si distoglie quando lo sente parlare <useremo molto bene la prossima settimana> il tono velenoso, quindi torna sereno <in quanto agli altri Pellegrini, li informerò come da voi richiesto...> e un moto di bastarda esaltazione lo pervade e si vede dall`espressione e dall`attenzione che resta fissa sull`Innominato fino a quando non lo vede sparire nelle scuderie e solo allora si muove per raggiungere il castello ed entrarvi per raggiungere gli alloggi
piazzale anche se lo sguardo incrocia quello dell`Innominato, le puntute dell`elfo rimangono attente ai discorsi dietro di lui, lo sguardo con l`innominato gli basta, senza aggiungere parola alcuna a comprendere, un live cenno con la testa gli rivolge prima che egli sparisca dalla sua vista, si volta quindi a dare occhio ai movimenti nei pressi dell`ingresso del castello e degli altri, osserva Managerace muoversi e anche LaRossa della quale ricambia lo sguardo e cenno, già d`accordo sull`indomani, porta infine lo sguardo sull`apparente umano che fa capolino dalle scale affiancandosi sul piazzale, lo sguardo dell`elfo rimane deciso aggrotta la fronte riconoscendo Cormoran "VOI!" usando un tono più grave rispetto al solito "inetto di uno studioso" cerca di restare serio ma lo sguardo si addolcisce e si trasforma in una risata "ahahah" muove il passo verso di lui "mio compare, come state?" Domanda verso l`umano, adesso il tono è molto cordiale e traspare la confidenza che ha verso egli
Sala R&S <sono qui per consegnare delle cose che il Gheppio ha ordinato qualche giorno fa quando avevamo il carretto itinerante al Ducato> risponde ad Awerdoro. <ma da buona mercante che sono porto dietro sempre un catalogo , sia mai qualcuno volesse vedere i prodotti che provengono da Kud> e così dicendo le strizza un occhio, ridacchiando. <Vi ringrazio e prenderei qualcosa di caldo, che se bevo qualche alcolico adesso , poi non riuscirei a prendere sonno> e a Calad dice, dopo che ha scartato il proprio pacchetto. <Potreste utilizzarlo anche per mare, o se trovate percorsi che attraversano zone desertiche... Tutti quei bendaggi sono utili per coprirsi il volto, soprattutto naso e bocca... Gli occhi no, che poi non vedreste nulla...> e scoppia a ridere, adocchiando il pacchettino ancora chiuso. <capperi! pensavo di averlo lasciato in nave e ivece...>
Sala R&S Ahhhh! <replica a Aniram, annuendo> si si, fatemi pure vedere il catalogo, magari ne approfitto di un viaggetto sulla vostra bella isola per il ritiro. <Butta un`occhio al completo che Calad va a scartare, commentando solo con un> Bello, potreste presentarvi agli incontri della Freccia di Cupido con quello, vi da aria di mistero! <E accolta la richiesta di Aniram va a ricercare quanto richiesto dalla mercante, mentre replica a Calad> si chiama ospitalità Gambelunghì, da quando non fate più le cene in magione ve la siete scordata. <Chiude la vetrinetta, contenente solo alcolici, e si affaccia alla porta dove il personale di servizio sta terminando le ultime faccende> Semola, per cortesia, ce lo portate un bel the caldo con una tazza e tutto il resto? Pure qualcuno di quei biscottini là… <Quindi torna alla sala e, vedendo passare fugacemente una figura nel corridoio, alza la voce> Cormoran?
sala RS non possiede occhi d`elfo, la sua vista al buio è quella di un umano medio, quindi quasi sussulta in istante quando vede LaRossa apparire dal buio e dedicargli un cenno, cosa che ricambia all`istante, poi si gira e decide di seguire LaRossa ma si ferma quando sente la voce di Ligth alle sue spalle. Si volta di scatto e inquadra l`elfo sbuffando sorpreso <Ma guarda chi ha sputato fuori l`Averno! Sir Ligth il rosso, siete proprio voi?!> Fa un passo verso di lui, allungando il braccio per tentare di posargli la mano sulla spalla con un sorrisone sulla faccia <Una notte di belle sorpese, questa! Venite su, dobbiamo bere insieme!> gli fa cenno con la mancina di seguirlo su per le scale. Decidendo infine di dirigersi verso la sala R&S con passo spedito.
Sala R&S <annuisce a tutte le spiegazion di Aniram> giusto certo, per ripararsi dalla sabbia che ti entra nel naso o dalla salsedine se di è in viaggio per mare <ipotizza e di nuovo una risata gli viene scatenata da lei che adocchia il pacchetto piccolo sul tavolo. Alle parole di Awerdoro sorride e replica> sapete Awer, stavo proprio pensando di iscrivermi per divertirmi.. tanto dice che non c`è obbligo.. ma sapete che ci vogliono ben 5000 monete per l`iscrizione vero? Ma io sono talmente pazzo che, per farmi due risate, le spenderei <le racconta ed aggiunge> voi volete una cena in magione per caso? Vi manca? <una pausa e, sentendo nominare Cormoran, si volta di scatto> ma questo sì che è vero tempismo! <esclama e lo chiama> Cormoran! Venite qui subito! <nel mentre prende il pacchettino fra le mani e, come un bambino che non sta nella pelle, guarda Aniram ridendosela>

Piazzale <si è infilata il mozzicone di sguincio le labbra rifugiata in una sorta di silenzio meditativo udita la sentenza per bocca de LaRossa, non si muove la giovane, non fa una piega e solo quando la voce di Maniakesh rompe il silenzio si volta per intercettarlo, se lui le dona una fugace occhiata lei per quanto le è possibile, vista la bardatura e la breve apparizione, cerca di cogliere quanti più dettagli possibili fino a vederlo sparire nelle Scuderie dopo le disposizioni, tiene il capo piegato di lato e resta a guardare quel vuoto che ha lasciato almeno fino a quando non recupera attenzione> Questa mattina ho speso parole lusinghiere nei confronti del Prefetto elogiando il suo operato, Pravus in Tenebris <in realtà stava per aggiungere altro ma di nuovo è Managerace ad interromperla perchè a quanto sembra le domande erano rivolte a lei> Ci saranno altre occasioni, che la notte vi sia propozia <per uno che si allontana un altro arriva, Cormoran> pravus in Tenebris <saluto asciutto e senza fronzoli girandosi su Persifal> Dunque Prefetto sono nelle vostre mani, che si fa? <le parole suonano più come una minaccia con tanto di ghigno malefico celato in parte dal mozzicone>.

Piazzale <continua ad ascoltare in quella posizione assorta, solo gli occhi si muovono ora a seguire gli spostamenti di Maniaksh che li sorpassa senza ricambiare il saluto, ma la sua attenzione è su LaRossa e, quando quella termina di parlare, le piastre dell’armatura si sollevano nuovamente a seguire il raddrizzarsi della schiena del cavaliere che torna ad estendersi riportandolo alle sue cento ottantacinque cannelle. I suoi occhi la seguono fino a quando non si volta nuovamente e, a quelle ultime parole, risponde con un singolo annuire del capo, come se con quel gesto le parole del Griso fossero state registrate nella loro accezione più marziale. Solo adesso la sua attenzione torna su Debra. > Abbiamo già un incarico <dice, e nella sua voce non c’è inflessione di alcun tipo, le sue parole hanno il suono di un’informazione che un soldato rivela ad un compagno suo pari.> Nel giorno di Luri l’effige di Themis donata dai maghi bianchi sarà il centro di una manifestazione che coinvolgerà diverse corporazioni alleate, se non avrete altri ordini che vi trattengano al castello, muoveremo al fianco del corteo in qualità di scorta armata.
Sala R&S <ma certo ve lo passo subito, datemi solo un istante> replica ad Awerdoro aggiungendo. <siete pure capitata a fagiuolo che c`è una nuova sezione a catalogo e magari qualcosa potrebbe piacerVi... sono completi , ovviamente femminili ma con taglio maschile, comodi insomma...> guarda intanto Calad ricambiando la sua risata . <Non volete dargliela Voi...?> e alza il piccolo pacchetto dal tavolo sul quale lo ha riposto... <sarebbe divertente, molto più divertente...>
piazzale-->Sala R&S Resta fermo senza sottrarsi al contatto con l`umano "la vostra momoria non vi inganna, sono proprio io, vivo, vegeto e ho ancora tutti gli arti al proprio posto" replica sempre con tono cordiale aggiungnendo poi "mi avevano avvertito della vostra presenza e quella di altri ancora tra queste vecchie mura che per tempo abbiamo mantenuto ma non pensavo di incontrarvi stasera" ridacchia un po` annuendo "Vi raggiungo subito, dovete raccontarmene di cose" prima di seguire l`umano all`interno torna a concentrarsi su Persifal e Debra, ne ascolta le parole e senza intromettersi dice solo "Lux In Tenebris prefetto, prendo congedo, ci incontreremo presto a corte" dice con tono udibile verso il prefetto di Pan, poi lo sguardo va su Debra "Pavrus in Tenebris mia signora, non vi attardate fuori che rinfresca a quest`ora" dopo aver posato lo sguardo un`ultima volta sulle vedette sopra le mura si decide quindi a muovere il passo dentro verso il salone R&S seguendo Cormoran
Sala R&S <Scoppia in una risata piena, di pancia, alle parole di Calad> se volete contribuisco, magari è la volta buona che conosciate una signora che sia veramente signora pure nello spirito. <Ma qui tace, sventolando qualche volta le ciglia con un sorrisetto imbarazzato, che viene interrotto dall`arrivo di Semola con un bel vassoio con una tazza, una teiera profumata e un bel piatto colmo di biscotti alle noci. Quindi annuisce ancora verso Calad> erano piacevoli, riuscivate a radunare sempre un gran numero di persone interessanti. Ma forse i tempi sono cambiati e pure noi. Però… <alza l`indice e glielo punta contro> quando debutterò a teatro, se non ci sarete, potrei prenderla sul personale. <Si volta quindi verso Aniram, allungando le mani per accogliere il catalogo, ma sposta velocemente lo sguardo tra la mercante e Calad seguendo lo scambio di battute su un certo pacchetto misterioso. Fa spallucce, quindi si volta alla porta> Ser Cormoran, non vi vedo da… forse quando abbiamo fatto fuori lo scorpione? O giù di lì?
sala RS <oltrepassa l`arco d`entrata della sala e si trova davanti Calad che lo fissa, Aniram e Awerdoro. Un cenno del capo a tutti e tre> Pravus... <si sofferma un istante su Awerdoro> Oh, l`ammazzascorpioni! Come state, mia signora? <accenna un inchino verso di lei> Esatto, avete proprio indovinato. Dovremmo rifarlo! Ma prima ditemi... cos`è questa storia della magione? <le sorride, poi il suo sguardo e la sua mano si estende verso Ligth al suo seguito> Se non avete ancora avuto il piacere... Vi presento Ser Ligth il Rosso, una figura leggendaria della Corte di Pan, per me è come un fratello, ritrovato nella battaglia! <gli sorride, e infine verso Calad> Ditemi Gheppio, sono servo vostro, sono qui! Chi è la vittima questa volta? <mentre attende la risposta di Calad, si avvicina al tavolo imbandito e si serve da bere del porto in un bicchiere modesto e ne versa anche in un secondo bicchiere che poi allunga con l`altra mano tentando di porgerlo a Ligth>
Sala R&S <annuisce per Aniram continuando a tenere il pacchetto fra le mani e, all`entrare di Cormoran nella sala, gli si rivolge facendo qualche passo verso lui> dunque, Cormoran.. o meglio.. perfino Stridio ora.. dovrei farvi i miei profondi omaggi? <scherza con lui confidenziale come sempre - qualche parole per Awerdoro> mi iscriverei solo se avessi la certezza di trovare voi alla fine della cerca <la stuzzica, nel suo solito fare, non v`è nulla di nuovo> si potrà rifare Awer, tempo al tempo <ed ancora per Cormoran> Lux in Tenebris, Sir Light, lieto di conoscervi tanto più se siete amico suo <un cenno con il mento verso lui, al quale ora si rivolge continuando il discorso precedente> ricordate cosa vi avevo promesso al Lazzaretto alla presenza di Lelitos? Ecco.. par l`Innominato aver compreso tutto e, per l`occasione, v`ha pure promosso. Quale occasione migliore per consegnarvi questo mio omaggio, in grande riverenza oh stron... cioè voglio dire Stridio <e nel farlo china profondamente il capo verso lui, anche un po` il busto.. le braccia s`allungano e le mani sorreggono il pacchetto nell`attesa che lui, il Cormoran, lo prenda>

Piazzale <nella confusione che per forza di cose si è creata si accorge solo in un secondo momento che Light e Cormoran si sono defilati e che dunque sullo spiazzo restano lei e Persifal, non si libera del mozzicone tenendolo stretto tra le dita sollecitando l`altro a fare due passi indicando il Laghetto più avanti, per un fugace momento gli occhi li scaraventa di nuovo nella direzione della Scuderia ma poi senza attendere comincia a muoversi sebbene lo faccia lentamente, sembra che le disposizioni non l`abbiano sconvolta sia per sua natura e sia perchè pronta a subire le conseguenze dopo l`accaduto e dunque sul viso la medesima espressione disinvolta, anche quando l`uomo la informa riguardo la ronda> Tra me e voi Prefetto vi sono delle sostanziali diffrenze ed è bene che sappiate che la sottoscritta non è avvezza all`uso delle armi, almeno a non quelle convenzionali, a se ci saranno dei tafferugli mi butterò nella mischia.

Piazzale <le parole di Light ne attirano l’attenzione e verso quello si rivolge, l’espressione sul suo volto torna pacifica, pur mantenendo una certa ombra, come se i pensieri sull’organizzazione accennata a Debra stiano ancora macchinando nella sua mente.> Lux ardeat <risponde al saluto dell’elfo rivolgendogli un cenno del capo > sarà un piacere, quando vorrete mi troverete nella sala d’armi del palazzo della luce. <così dice prima di tornare su Debra e muovere passo insieme a lei annuendo alle sue parole in segno di ascolto attento.> quindi siete una combattente non convenzionale, non è un problema, ho la certezza assoluta del fatto che l’istruzione bellica che l’innominato e i grisi riservano ai bravi sia al pari al meglio, se loro hanno fiducia nelle vostre capacità, io non ho alcun motivo di pensare altrimenti. <Quindi si ferma per un momento, intercettando lo sguardo della donna> ho assoluta fiducia nei bravi, e non per conoscenza personale, ma perché coloro di cui mi fido metterebbero la loro vita nelle loro mani e quindi io farei lo stesso. <quindi ora osserva il laghetto> tuttavia se vorrete allenarvi con le armi convenzionali potremo far valere tali allenamenti come ronde.
Sala R&S tenta di essere il più seria possibile in quello scambio di parole che Calad rivolge a Cormoran. <Promozione? Oh si! C`è da festeggiare allora...> dice , proprio mentre vede Calad consegnare il pacchetto allo Stridio. Farà un bel sorrisone, guardando bene Cormoran, in trepida attesa di vedere la reazione dell`umano per quel regalo forse inatteso.
Sala R&S Procede a passo veloce per colmare la distanza raggiugnendo cormoran prima di varcare la soglia della sala, ridacchia portando una mano dietro la nuca alla presentazione di Cormoran con un live imbarazzo "Ora leggendaria è un`esagerazione ahah" ridacchia nuovamente "anche se, quando ho abbattuto due corvigli con una freccia è stato abbastanza epico devo ammetterlo" strizza gli occhi abbozzando un sorriso per poi presentarsi "Pravus in Tenebris, Ligth Salinor quì sono un artiglio, al vostro servizio" con tono cordiale "perdonate la freddezza al di fuori del castello ma la mia mente era concentrata su altre faccende" prosegue "Cormoran mi onora con le sue parole, ma devo dire che avrei paura ad incrociar lama con lui" aggiunge "se la sua abilità è ancora quella di prima sicuramente una promozione meritata la sua" ridacchia ancora mentre muove il passo in avanti allungando la mano a ricevere la coppa allungatagli da Cormoran "Vi ringrazio" dice adesso restando silente cuorioso anch`esso dal pacco regalato a Cormoran da Calad
Sala R&S <Raccoglie il catalogo e va a buttarsi su uno dei divanetti per sfogliarlo, ma lo appoggia sulle sue cosce piene per rivolgere a Cormoran e Light un gran sorriso accogliente, annuendo all`uomo> Eh, sperando di non doverlo rifare che un tiro buono esce nella vita e mi sa che me lo sono giocata con quel coso. Per la magione... <indica Calad con il mento> chiedete a lui, è lui il mast` e fest`. <Conclude, lasciandosi scivolare quell`espressione in quella lingua criptica degli alti monti, quindi si sposta su Light, scuotendo la testa in rassicurazione> C`era confusione fuori, non il posto migliore per le presentazioni, ma sicuramente farlo al caldo e al chiuso è un`altra cosa specialmente se possiamo consolarci con un bicchierino. Come vi state trovando? <Ma viene catturata dalle parole di Calad, a cui rivolge una smorfia arricciando il naso, e cantinella in scherno> eh ormai s`è passata la statua della Dea e la processione è finita, `sto tempio sta già votato altrove. <Quindi apre il catalogo e inizia a sfogliarlo, soffermandosi su qualche bozzetto alzando le sopracciglia, e dice ad Aniram> molto belli, ci sono dei modelli che non avevo effettivamente visto in fiera. Un paio mi interessano assai, ma vi scrivo che l`ora è tarda e voglio lasciarvi riposare dopo il viaggio e questa consegna… impegnativa. <Chiude dunque il catalogo e lo porta di nuovo alla proprietaria, lasciandolo sul tavolo, prima di dirigersi alla vetrinetta> Che prendete? <Domanda a Cormoran e Light, riaprendo lo stipo, soffermandosi sullo scambio del pacco tra Calad e Cormoran> aaaaaah ecco cos`era quel pacco del mistero! <Commenta, tenendo gli occhi scuri sull`uomo e sul regalo ricevuto>
sala RS <osserva e ascolta ammutolito Calad che blatera cose che a lui paiono senza senso. Immobile guarda il pacchetto mentre sorgeggia rumorosamente e lentamente il suo porto, meditando sul che fare. Infine posa il bicchiere sul tavolo e accetta il dono di Calad prendendoli il pacchetto dalle mani e scartandolo immediatamente, tira fuori una simpatica bambola con decorazioni di conchiglie sulla gonna, la gira e la rigira nella mano con sguardo enigmatico. infine ripone la bambola nella scatola, ma non prima di averla mostrata ad Aniram, donandole un sorriso, ma verso Calad si rivolge ora con voce atona e neutra> Vi ringrazio, Ser Calad. Un dono prezioso. Quasi quanto la vostra amicizia. Anzi, forse anche di più! <rimane serio quanto può, poi scoppia a ridere e scuote il capo mormorando quasi sottovoce> Idiota d`un Gheppio. Il ducato è spacciato con voi, ed è spacciato senza di voi! Grazie per il dono, davvero! Lo userò per qualche scherzo! <ruota il capo verso Ligth> Vi siete perso degli eventi memorabili con me e il Gheppio, Sir Ligth, vi sareste divertito. E in quanto a me... <sospira> non sono più bravo come una volta, mi sto arrugginendo. <alza lievemente il tono di voce, rivolgendosi ad Awerdoro> Voi invece, avete stoffa, secondo me un secondo colpo fortunato vi è d`obbligo, non tiratevi indietro ora che c`è aria di tempesta tra il Conte e il Barone.
Sala R&S <mentre ancora sta con le braccia protese verso lui, lancia un`occhiata ad Aniram - complice - accompagnata da un sorrisetto che si spegne poco dopo tornando serio e solenne, con capo chino davanti a Cormoran come davanti al Re dei Cormorani> avanti non vorrete farmi restare così tutta la notte! <si lamenta prima che Cormoran finalmente decida di prenderlo e, poi, eretto si pone a braccia conserte con quel sorrisetto stupido in volto, in attesa trepidante. Quando il confratello la esce dall`involucro quasi scoppia a ridere ma, questo, lo fa in concomitanza con l`altro non trattenendosi più, tanto più le parole di scherzosa ingiuria rivoltegli poco dopo. Gli si avvicina dunque e, CERCANDO quasi di dargli una legger spallata, replica> datela a Maniakesh quando è di cattivo umore <e soddisfatto comincia ad avviarsi alla porta> carissimi, dopo questo piccolo spettacolino, vi saluto e vi auguro di passare una buona notte <raggiunta la porta si volta verso loro e rivolto ad Aniram> venite Milady, vi porto nei vostri alloggi. Pravus in Tenebris! <saluta così tutti e, aspettata Aniram, l`accompagnerà nella stanza per lei preparata per poi andare, lui, nella propria>
Sala R&S dapprima porge attenzione verso Awerdoro "grazie per la comprensione mia signora, mi trovo bene in effetti, questa è ormai casa mia da anni, Cavalieri erranti, legione della baronia, Bravi prima e ora nuovamente che sono tornato nei confini, certo la vità quì è diciamo meno impostata rispetto a quella di corte, devo tarare bene le differenze" ridacchia sorseggiando la coppa offertagli da Cormoran prima di tornare nuovamente sull`umana "quello che prendete voi va bene" aggiunge poggiando ora la coppa sul tavolo più vicino mentre cerca posto libero su uno dei divanetti presenti e approcciandovisi fa per sedersi in un posto libero, non prima di rimuovere arco e freccie fissate sulla sua schiena poggiandole di lato al divano, osserva quindi il fare di Cormoran e Calad col regalo ascoltando le parole dell`umano che non nascondono una leggera emozione, sorride e procede poi a replicare "Mi sono perso diverse cose, ma ce ne saranno sicuramente altre in futuro ridacchia, quando la vostra abilità, credo sia il momento di rispolverare la lama mio caro e aggiustare la mira" dice con tono divertito "Pravus in Tenebris, è stato un piacere" saluta Calad e Aniram che si apprestano a dileguarsi con un sorriso
Sala R&S <scivetemi pure quando più vi è congeniale Milady> risponde in maniera cortese ad Awerdoro seguendola con lo sguardo fino alla vetrinetta che apre per servire da bere agli ultimi arrivati in SALA. Ha guardato per bene tutto lo spacchettamento del dono a Cormoran. Ha assistito e ascoltato i ringramenti rivolti a Calad ed appena Cormoran si volta verso di lei a guardarla lei apre appena le braccia alzando i palmi delle mani al cielo "è stato faticoso farla in due giorni, ma ce l`ho fatta!> e poi ride ancora. <Sawas a tutti e ... non sarete solo stanotte Milord!> rivolgendosi infine a Cormoran. Seguirà quindi Calad che la accompagnerà verso le stanze degli ospiti.
Sala R&S <ma il tempo di prendere due bicchieri e si rende conto che, di fatto, i nuovi arrivati si sono già serviti da soli. Richiude lo stipo dei liquori e sospira> ah, avete già fatto, sarà l`ora che mi sta facendo rimbambire forte forte assai. <Si appoggia al mobiletto con la schiena, incrociando le braccia sotto al petto, e replica a Cormoran> se volete un paio di lezioni d`armi le prenderei volentieri, ma ormai le porto più perché è graziosa l`elsa dei pugnali che ho scelto e non perché ho intenzione di usarli. Conto di servire la Baronia e di essere in vostra difesa più con le parole che con le mani, che quelle a me so` buone solo per impastare gli gnocchi e, ogni tanto, per scrivere due quartine arroganti. <Partecipa dunque allo scambio del regalo, portandosi la destra alla fronte> mammamia Gambelunghì, solo voi, solo voi. <Quindi torna dritta, stirandosi le braccia> Bene, è giunta ora anche per me di andare nel fodero. <Si sposta verso Light e gli rivolge un altro sorriso accomodante> sono contenta vi troviate a casa, questa è una bella Compagnia e avrete notato quanto poco ci piaccia rimanere formali, fuori dalle occasioni che ce lo impongono. Spero di potervi incontrare nuovamente con più calma, magari in arena o, ancor meglio, per un altro bicchierino. <E quindi ad Aniram, ridacchiando> non vi fidate di quel gambelunghe là, vi accompagno io agli alloggi. <E, superata la sala, raggiunge la porta girandosi di tanto in tanto per assicurarsi che la mercante la segua e, con chi va a ritrovare il proprio riposo, sparisce nei corridoi del Castello> //

>Piazzale <alla fine si libera del mozzicone con poca creanza e mentre si muove affiancata da Persifal le mani ingoiellate infila nelle tasche dei calzoni che indossa, il Laghetto è davanti a loro sebbene ancora distante con lei che non si gira per rispondergli impegnata nel guardare davanti per quanto riesce> Nei Bravi vi sono diversi ruoli Prefetto e non tutti richiedono l`uso delle lame, c`è chi preferisce lingua e intelletto e chi come me si arrabatta infilandosi nel mezzo, se non ricordo male avete accettato di parlare con l`Innominato l`altro giorno dopo l`ingresso di quella tizia sia a Corte che da noi, ora mi sfugge il nome.
sala RS <porge un inchino di commiato a Calad, Aniram e Awerdoro man mano che escono, poi si volta verso Ligth, l`ultimo rimasto> Vedete con chi ho a che fare? <gli punta il dito scherzosamente> Non sparite di nuovo, lasciandomi solo qui, non ve lo permetto! <poi va a sedersi sul divanetto, sospirando> Vi congedate anche voi o restate? Immagino la vostra giornata sia stata dura, Ser Ligth, se avete avuto a che fare con Lady LaRossa.

Piazzale <ascolta le parole di Debra e sposta l’elmo da sotto il braccio, prendendolo adesso con entrambe le mani e osservandolo distrattamente > esatto, questa è stata la prima occasione utile, per me, di venire al castello. Ma ce ne saranno altre e chiederò udienza all’innominato quanto prima per approfondire la nostra conoscenza e quella dei bravi. < quindi solleva lo sguardo, verso l’acqua> se non siete avvezza all’uso delle armi potrò condividere con voi la mia esperienza. Dato che vi è proibito lasciare il castello, se vorrete allenarvi, scrivetemi specificando con quale arma e porterò i miei legni da allenamento. <quindi un sospiro si fa strada sollevando appena le piastre del pettorale > Bene, dunque è deciso. Adesso è ora che io vada ad aggiornare i rapporti e a studiare le mappe della cittadella in vista dell’evento. Nel frattempo, coordiniamoci via missiva. <così dice riportando l’elmo sotto il braccio, pronto ad allontanarsi>
Sala R&S Sorride verso Awerdoro salutando "lieta notte milady, spero di reincontrarvi anche io, meglio a bere, ma se volete affinare tecniche di scherma sono sempre disponibile, anche se l`arcierie rimane migliore" sorride nuovamente tornando a sorseggiare la coppa che aveva posato poco prima rispondendo ora a Cormoran "No in realtà sono rientrato da poco, lo sapete che mi bastano 3 ore di risposo, certo non dopo una battaglia estenuante" ridacchia "sto passando le giornate inseguendo il Vicario, necessitava di scorta sono rientrato a cavallo questa sera, poco prima di ricevere missiva esplicativa dal Vicario, quando ho visto sopragiungere l`altro prefetto, sono trasalito" fa una pausa "pensavo fosse successo un guaio a corte proprio mentre mi spostavo, ma a quanto pare mi sono preoccupato per niente" ridacchia ancora quasi a sdrammatizzare "Domattina avrò a che fare con lady LaRossa, lei si che mi farebbe paura combatterla ahahah" aggiunge "non vi abbandono per ora, certo se non mi abbattono" conclude ora verso il confratello
sala RS <seduto sul divanetto, si incurva in avanti verso Ligth, i gomiti appoggiate sulle ginocchia, incrocia le dita davanti a sé> A quanto pare il Vicario ha una scarsa considerazione del pericolo che corre e non rinuncia alla sua libertà personale. Lord Anajkin l`avrebbe già incatenato ai piedi per non fargli correre rischi. se dipendesse da lui. <annuisce> Portate i miei saluti al Vicario se doveste incontrarlo. <poi dopo una breve riflessione> un incontro con lady LaRossa di primo mattino. <inarca un sopracciglio>

>Piazzale Seguita quella loro camminata almeno fino a quando Persifal non rivela le sue intenzioni ed è allora che si volta arrestando la sua avanzata, lo fissa con quella faccetta da schiaffi e il tono arrochito "Le occasioni non mancheranno Prefetto, che la notte vi sia propizia" volutamente glissa riguardo l`offerta di insegnarle dandogli congedo, lei riprenderà la sua camminata fino a quando non deciderà di rientrare.
Sala R&S "ahahah" ride di gusto alla battuta di Cormoran "Il Comandante lo avrebbe messo ai ceppi per stare fermo ahah" continua "No, aveva queste questioni da risolvere per cercare una via diplomatica con le torri" fa una pausa "se capite cosa intendo" alza le sopracciglia "e andava scortato, anche se sono uscito da quel clan io e il Vicario siamo stati nella stessa famiglia per qualche anno" la destra va al ciondolo sul petto "non avrei potuto impedirgli di muoversi e non avrei nemmeno voluto sinceramente" colcude "ve lo saluterò volentieri" ridacchia ora sorseggiando ancora la coppa "Oh non fraintendete!" esclama quasi "è un incontro per allenamento, affinare le tecniche di combattimento in vista di questi pericoli imminenti" dice mantenendo però un sorriso

Piazzale annuisce alle parole di Debra < Lux Ardeat Gheppio Debra, vi terrò aggiornata se ci saranno novità. > e detto questo si incammina allontanandosi in direzione del piazzale e fino all’accesso. Il suono dei meccanismi della grata e del ponte graffia la quiete della notte aprendo il varco al cavaliere che, con passo deciso, si avvia per il sentiero in direzione della torre.
<osserva con attenzione il gesto di Ligth e annuisce alle sue parole> Capisco, i Calien Nars, o un nome simile. <solleva distrattamente il dito indice verso di lui> Riconosco la collana, l`ho già veduta addosso ad altre persone meno importanti di voi, a parer mio. <sospira un istante> Vi riferite a una delle tre torri in particolare? potrei darvi una mano sotto quell`aspetto. <poi corregge il tiro> Ma non è mia intenzione prevaricarvi! sia chiaro!
Sala R&S ascolta e annuisce "già proprio loro" continuando a tenere il ciondolo "ne indosso ancora le insegne, forse dovrei semplicemente scordarmelo da qualche parte" ridacchia "Mi riferivo agli avvenimenti tra baronia e contea, ovviamente parlavo della torre di Minas nella contea" ridacchia "era una battuta, il vicario voleva risolvere tutto in maniera civile e diplomatica " alza le sopracciglia "e per farlo ha girato un po`, tutto quì spero vivamente che qualche ideologista non si metta in testa di poter scatenare guerriglia entro i nostri confini" sospira adesso "Ogni aiuto è prezioso, se riuscirete ad appianare le divergenze il vostro aiuto è sicuramente benvenuto" Sorride al confratello
<solleva la mano a grattarsi la barba sotto il mento> Uhm... Sto cercando di ricordare chi conosco al servizio dell`Azzurrisserrimo, ma così su due piedi non so darvi una risposta, Prefetto. <inclina il capo> Preferite che vi chiami Artiglio o Prefetto? Ad ogni modo.. <si solleva sbuffando dal divano> Se è come dite, e avete un allenamento di primo mattino con Lady LaRossa, per quanto la conosca io, vi posso consigliare di andare a dormire, riposate bene, riposate a lungo, un consiglio spassionato, il mio. <gli concede un sorriso mentre l`espressione nei suoi occhi è inequivocabile>
Sala R&S sorride "chiamatemi Ligth non siamo mica così formali ormai, abbiamo combattuto fianco a fianco" sorride "comunque sia, penso che ascolterò le vostre parole Stridio" fa una pausa "ho capito bene il vostro nuovo rango?" ridacchia appena alzandosi ora allungando braccio per recuperare il proprio arco e faretra "dunque a presto, Pravus in Tenebris, grazie per la gentile chiacchierata, mi ha fatto piacere rivedervi, incolume" aggiunge con un cenno della testa leggermente formale
annuisce a Ligth <A quanto pare sono uno Stridio, ora. Una promozione inaspettata ma gradita, di oggi stesso> ruota il capo a dare un`occhiata alla sala deserta se non per loro due <Andiamocene a letto, sir Ligth, domani è un grande giorno, per voi almeno. Forse potrei venire a farvi da spalla, se sono libero. Pravus e Lux ardeat, amico mio> dopodiché prende l`iniziativa e si incammina fuori dalla sala.
Sala R&S-->alloggi annuisce alle parole di Cormoran e ridacchia "lieta notte" aggiunge solo proseguendo anch`egli nel corridoio e poi verso le proprie stanze