Incontri al chiaro di luna sul Porto del Sole
Riven, giunta al porto con la nave Lucifer, riceve da Calad un abito e il suo mantello. L’arrivo di Grader, Cormoran e Awerdoro anima la serata con presentazioni, ironie e riflessioni sul futuro della Compagnia.
PortoDelSole D'istinto i muscoli le si irrigidiscono per un momento; Riven si costringe a rilassarsi, rivolgendo un piccolo sorriso a Calad. «Sto accompagnando Masaru, in realtà. E il Ducato non l'avevo ancora visto...» ammette. Una pausa, per poi continuare. «Nessun mostro marino, per nostra fortuna. E, soprattutto, loro. «decide di dare corda alla battuta del mezzelfo, mentre osserva l'involucro che l'uomo le porge. Esita, per un momento, per poi finalmente allungare le mani e prendere il pacco in questione. «Grazie, Calad. Davvero.» afferma, in evidente imbarazzo. Si irrigidisce poi quando vede l'arrivo di Grader; tiene il pacco sottobraccio, per poi portare d'istinto la mano libera al pugnale alla cinta, per poi costringersi a rilassarsi. «Io sono Riven.» risponde, rivolgendogli un leggero inchino della testa.
PortodelSole Grader <l'appella dopo la sua domanda e, dopo che anche l'elfo, lo segue> lei è Riven, Isolana di Kud <ripete subito dopo lei> ed era proprio il caso d'essere efficienti e portarle ciò che aveva comprato dalla bottega <rivolto a lei ora> spero vi stia bene secondo la vostra taglia ma, se permettete, forse sarebbe il caso che vi copriste: qui non è come a Kud, c'è freddo <e nel dirlo una folata di vento, del freddissimo vento di tramontana, li travolge facendo svolazzare il mantello del Mezzo> ecco vedete? <dire che precedere Riven che prende l'involucro dalla mani di Calad> prego, come richiesto <un piccolo inchino del capo per lei <magari nei prossimi giorni, se resterete ancora, vi faccio visitare un po' di posti, che ne dite? Quando ripartite?

PortodelSole Scorge la figura femminile avvicinarsi tra l’ombra e la luce tremolante della luna. Quando è ormai prossima, Grader la osserva con uno sguardo attento, lasciando affiorare un lieve sorriso sulle labbra. Rimane in sella, le redini strette tra le mani guantate, seguendo in silenzio l’interazione tra lei e Calad, notando come la donna prenda il pacco che le è stato consegnato.Quando Calad si volge a presentarla, Grader risponde con un leggero cenno del capo, la voce calma e ferma:«Io sono Grader, e con ser Calad sono un Bravo.»Un piccolo ghigno affiora, rapido, prima di aggiungere:«È un piacere fare la vostra conoscenza.»Poi tace, tornando ad ascoltare Calad con sguardo concentrato, senza aggiungere altro.
PortoDelSole Quando la folata di vento arriva come evocata dalle parole di Calad, Riven rabbrividisce, per poi sospirare. «Vedrò di trovare qualcosa, una volta risalita.» getta un'occhiata verso la Lucifer, la nave da cui è scesa, per poi tornare con lo sguardo sui due uomini con lei. Osserva, con la coda dell'occhio, l'involucro che ora tiene sottobraccio, negli occhi imbarazzo e malinconia assieme, forse qualcuno che non sa come reagire ad un regalo. «L'onore è mio.» afferma invece alla presentazione di Grader, i muscoli leggermente tesi, non più in imbarazzo quanto più con una certa tensione ad avere a che fare con un perfetto sconosciuto.
passeggia lungo i pontili con l'aria di chi cerca qualcosa, i suoi occhi azzurri spaziano attorno a lui, i suoi capelli perennemente spettinati sono mossi dalla brezza marina. le mani sono raccolte sotto il mantello blu notte che nasconde parzialmente alla vista il suo completo tu. Il passo è misurato, un po' pacato e un po' salato, mentre precede Awerdoro in quel suo passeggiar vicino allo specchio di luna. Porta alla cintura una SPADA A LAMA LUNGA e una collana preziosa.
Porto|Banchina Come state Grader? <la frase è detta voltando lo sguardo dritto su di lui, il tono diventa sufficientemente serio da far capire all'altro l'interesse, che non rimane nascosto nelle successive parole> è da tanto che non vi vedo in giro, i motivi? Se posso, fratello, ovviamente.. <insistenza mista ad un fraterno rispetto quello di Calad che, dopo, continua per Riven> mi permettete? <chiede per Riven e, senza aspettare risposta, si toglie il mantello CERCANDO di porlo addosso a lei> almeno finché non risalite, altrimenti qui v'ammalate e SidMay mi fa fuori mediante suo fratello. Non voglio rischiare <ridacchia ed aggiunge> tanto io ho l'armatura, sono comunque al caldo <Cormoran ed Awerdoro in avvicinamento ma, per ora, pare non accorgersi>
completamente avvolta nell'abbondante mantello di lana nera, sotto il cappello di pelle marrone a falda larga a coprirle i boccoli lasciati in anarchia al volere della Tramontana, passeggia lentamente alle destra di CORMORAN calciando di tanto in tanto qualche sassolino che si trova sul cammino. L'unica nota di colore è il pendente d'argento a forma di falco con la piuma azzurra e un sorriso disteso che rivolge al compagno di ronda. "Ma 'sta zona qua, esattamente... ci compete?" gli domanda, ritornando con gli occhi scuri davanti a se. Un po' di movimento alle banchine, indistinguibile da quella distanza e dalla sua vista umana, ne cattura l'attenzione tanto da farle affinare lo sguardo, ma non abbastanza da affrettarle il passo.

PortodelSole Osserva la donna allontanarsi con passo rapido verso la nave, silenziosa come un’ombra, lasciando lui e Calad nuovamente soli sul molo. In quel momento, le parole del suo confratello lo richiamano alla realtà. L’elfo solleva lo sguardo e risponde con tono pacato, ma sincero:«Sì, in effetti è da un po’ che non ci vediamo… Sono stato in viaggio, e fortunatamente, tutto è andato per il meglio.»Chinando appena il capo, lascia che un breve silenzio lo avvolga, come se fosse scivolato nei propri pensieri per un istante. Poi riprende, con lo sguardo ora puntato su Calad:«Vedo che nella Compagnia son cambiate molte cose. Se posso chiedere… come mai?»
PortoDelSole Per un momento, la donna non comprende cosa Calad voglia fare fino a quando non si ritrova il mantello dell'altro sulle spalle; a quel punto, del lieve rosso le colora le guance, mentre si stringe le spalle nel mantello del mezzelfo. «Grazie...» mormora, rivolgendo a Calad uno sguardo grato, per poi sorridere lievemente alle di lui parole. «Non potrebbe mai se sapesse che è colpa mia.» afferma, per poi posare lo sguardo intorno a sé. Vede del movimento in lontananza, niente che possa effettivamente vedere con chiarezza, ma abbastanza da portarla a irrigidire nuovamente i muscoli. «Siete sicuro non sia un problema?» chiede, rivolta a Calad, riferita al mantello.
Porto <risponde ad Awerdoro con un annuire del capo, continua a camminare nei pressi dei pontili e il suo tono è cortese> Non proprio, ma è una zona franca, nessuno ci darà fastidio. Ogni tanto passo da queste parti quando sento nostalgia della mia vita passata da marinaio. <il suo passo rallenta in modo percettibile fino a fermarsi quando le sue iridi blu intravedono la figura a lui nota di Calad e Grader. Si volta verso Awerdoro e aggiunge ancora, abbassando la voce di un tono, con un sorriso sghembo> Non siamo i soli, vedo. <si avvicinaa Riven, Grader e Calad e solleva la destra in cenno di saluto> Pravus... <poi li guarda uno dopo l'altro, senza aggiungere altro>
Porto|Banchina <Le parole di Awerdoro gli giungono all'orecchio come una noiosa ignoranza> tutti questi territori, in un certo senso, sono luogo di ronda alla fine.. <quelle le prime parole per i due nuovi in arrivo e poi> Pravus in Tenebris, confratello e consorella <sguardo che mira la donna e l'uomo appena arrivati> conoscete la nostra protetta Riven? Isolana di Kud? <chiede loro e così anche la presente prima di rivolersi nuovamente a Grader. Lo ascolta attentamente> Certo Grader, dopo un Fato anomalo dagli Hobbit e poi ancora al Castello con l'attacco dei Cavalieri Neri.. per forza di cose ci dev'essere una rivoluzione. E' il caso di prendere provvedimenti riorganizzativi; io stesso, onestamente, mi sono preso una pausa dagli impegni e, infine, alcuni di noi - fra i migliori - ci hanno lasciati <fa spallucce> pazienza. Presto ci incontreremo con il Barone Pan e, oltre che per la sua missiva, avremo modo sicuramente a voce di fare il punto della situazione. <per Riven riguardo SidMay> voi dite? SidMay è spietata quando si parla dei suoi protetti, non lo sapete? <chiaro scherzi a giudicare dal sorrisetto e, all'ulteriore disagio espresso in parole di Riven, ribadisce> non è un problema <scandendo bene ogni parola, ogni lettera> ma se continuate vi butto a mare

PortodelSole Si volta di scatto verso Riven, rendendosi conto che è ancora lì. Un attimo di smarrimento gli attraversa lo sguardo: in questo periodo la confusione lo accompagna spesso, e per un istante aveva creduto che la donna si fosse già allontanata verso la nave. Alza lo sguardo, incrociando prima quello di Riven e poi quello di Calad, ascoltando con attenzione le parole di entrambi.«Siete una colona di Kud? E come mai non vi conosco?» chiede con un accenno di sorriso sulle labbra, il tono gentile ma curioso.Poi riporta l’attenzione su Calad, l’espressione si fa più seria, quasi rammaricata. «Purtroppo ho solo sentito delle voci su quanto accaduto… e mi dispiace non essere stato d’aiuto né alla Compagnia, né alla Baronia.»Sta per aggiungere altro, quando un brusio lontano cattura la sua attenzione. Si interrompe di colpo e si volta, scrutando l’orizzonte in direzione delle voci, cercando di distinguere chi o cosa si stia avvicinando.
Porto <Procede con il passo rilassato di una gradevole passeggiata, con il vento gelido che si insinua tra le pieghe del mantello, lo scricchiolio degli stivali accompagnato dal nervoso sciabordio del mare e dalla voce controllata dalla tranquillità notturna. Alla prima osservazione di CORMORAN risponde con un'alzata del sopracciglio sinistro seguito dallo stesso angolo delle labbra, socchiudendo gli occhi a completare un ghignetto> Qui cartigli non ne vanno trovando, dite? <per poi rilassare i lineamenti nel continuare l'ascolto, voltandosi prima a destra verso il mare e poi alzando il naso al cielo coperto, privo di stelle, dove la luna in fase calante fa appena timidamente avvertire la pallida presenza> non la migliore delle sere per una passeggiata di piacere... <e infine torna agli occhi di CORMORAN, tenendo la testa piegata il giusto per compensare il divario di altezze> ma immagino che, se siete andato tanto per mare, anche solo l'assenza di pioggia lo consideriate un tempo da crociera. <Il suggerimento sulla presenza di altri le fa voltare in fretta la testa verso le figure che vanno via via delineandosi, ma è quella ridicolmente alta ad attirarne l'attenzione> Palà, se è chi penso che sia... s'è dato alla pesca? <Domanda, finché alla vista ormai non si fanno chiari Calad, Grader e River. Con un sorriso ampio, ma le sopracciglia aggrottate a suggerirne un certo stupore, cinguetta> Pravus! Che bella sorpresa e che fortuita coincidenza!
PortoDelSole Quando Calad la presenta di nuovo, Riven si ritrova a irrigidire - di nuovo - i muscoli; solo dopo un momento riesce a costringersi a rilassarsi, nonostante comunque non sia abituata ad avere a che fare con così tanti sconosciuti in una volta sola. «Davvero?» chiede a Calad riguardo Sidmay. «Forse la conosco ancora poco per poterlo sapere...» ammette, per poi gettare a Calad uno sguardo a metà tra il rassegnato e l'offeso quando lui afferma l'intenzione di buttarla a mare, anche se è evidente stia scherzando. «Siete molto spiritoso, Calad.» commenta infatti, per poi posare lo sguardo su Grader. «Non sono da molto sull'isola. Inoltre, non sono... abituata alla compagnia. Preferisco la solitudine, solitamente, o la compagnia di pochi.» ammette con voce atona, come se stesse snocciolando dati di fatto. Guarda infine Awerdoro come se lo stesse studiando, soffermandosi sui suoi tratti, ma senza dire alcunché.
Porto <intercetta il dire di Calad e risponde con voce cortese> Non credo di aver mai avuto il piacere. <si volta quindi verso Riven, abbozzando un cenno del capo> Molto piacere, sono CORMORAN, nostra protetta Riven. <poi ascolta il discorso di Calad interminabile sul Fato, sposta la sua attenzione su Grader, donandoli un sorriso> Vi trovo bene, Sir Grader, mi stavo chiedendo come procedono i vostri affari. <Infine si volta verso Awerdoro, annuendo> Esatto, mia signora. Qui niente cartigli verranno richiesti, e niente posta la domenica. <socchiude un istante gli occhi inspirando l'aria salmastra> Questa non è una passeggiata di piacere... <socchiude gli occhi stringendo il suo sguardo su Riven e poi su Calad mentre si rivolge ancora ad Awerdoro> ... non per noi, almeno. Ma vi dirò, la pioggia in mare non mi spaventa, dopotutto, come dicevano nelle terre del sudo, quann’ ‘o mare è calmo ogni giullo è marenaro!
Porto|Banchina <attento ascolta Grader, sospirando> Grader, voi siete stato certamente il primo ad accogliermi qui, al mio ritorno al Ducato.. <una pausa> cioè in realtà lei ma .. diciamo Awerdoro in un modo e voi in un altro <giustizia è fatta per entrambi> gradirei che mi parlaste di più di quel che vi passa per la testa, fratello, non ora certamente .. in privato. Sarebbe possibile? <chiede per l'elfo ad un passo da lui prima di ascoltare Awerdoro ed ironizzando su di lei risponde alla domanda> sì, è vedo davanti a me una grossa trota. Penso dovrei darmi da fare per catturarla <dice per la Gheppio, espirando di colpo e trattenendo una risata divertita> sono molte cose, Riven <ribatte su di lei con un fare superbo, ma se sia veritiero nel dire o ironico stavolta potrebbe essere difficile per lei dirlo, considerato il tono che assume, quasi altezzoso, volutamente misterioso certamente> GIULLO?! <esclama subito dopo aver sentito la parola da CORMORAN> ora sono in dubbio <e l'indice si porta davanti alle labbra> qui si parla di una .. o dell'altro? Del maestro o della scolara? Di quello che tutto le ha dato o di quella che tutto ha ricevuto? Mmmmm <teatrale, provocante con lo sguardo fisso su Awerdoro> scommetto che siete voi vero? <ed ora quell'indice si punta verso la Gheppio>

PortodelSole Le due sagome si avvicinano, emergendo con chiarezza nell’oscurità: CORMORAN ed Awerdoro. Al loro arrivo, Grader solleva lievemente il mento in un gesto di riconoscimento e porge il saluto con tono fermo e rispettoso: «Pravus In Tenebris, confratelli.» Un accenno di sorriso sfiora le sue labbra mentre la mano destra si posa con naturalezza sul muso del destriero, accarezzandolo con lentezza. Nella mancina, le redini restano salde. Alla domanda di CORMORAN, risponde con una punta d’ironia nel tono: «Gli affari? Fermi.» Poi ascolta le parole di Riven e successivamente quelle di Calad, e a quest’ultimo si rivolge con sincerità, lasciando trasparire una velata inquietudine: «In questo periodo… sono un po’ confuso nel mio cammino. Ma poi vedo voi.» I suoi occhi si posano prima su Calad, poi scorrono su Awerdoro e CORMORAN. Prosegue, con una nota di calore: «E mi date il conforto necessario per continuare. Non so se sia la strada giusta o sbagliata, ma… mi date gioia. E forse è proprio per questo che mi confondo con le idee.» Un altro sorriso, più aperto questa volta, e poi una domanda sincera a Calad: «Voi… forse avete già notato qualcosa di diverso in me?»
PortoDelSole Rivolge a CORMORAN e Awerdoro un lieve inchino della testa in segno di saluto. «Piacere mio.» mormora, sistemandosi il mantello di Calad sulle spalle più per avere qualcosa da fare che per vera intenzione. Torna poi con lo sguardo su Calad, con l'intenzione di restituirgli il mantello. «Grazie, Calad. sia per il mantello che per l'abito.» guarda verso gli altri presenti, rivolgendo loro un inchino. «È stato un piacere, ma temo di dovermi accomiatare.» che Calad abbia accettato o meno che la donna gli restituisse il mantello, Riven si sarebbe diretta verso la nave, probabilmente alla ricerca di abiti più pesanti.
Porto <Sposta gli occhi scuri su Riven, rivolgendole un sorriso steso e rilassato, piegando il mento verso il petto in un saluto discreto> È sempre un piacere ricevere i popolani di Kud, il mare ci divide ma non l'affetto reciproco. Sono Awerdoro. <Semplicemente, senza aggiunta di titoli, si presenta alla donna, prima di tornare a CORMORAN. Una risatina bassa le parte dal petto riguardo l'assenza di posta> ma sono sicura che, se proprio vogliono trovarvi, non esiteranno a mandarvi centinaia di gufi a bussarvi alle finestre. Oppure potrebbero addirittura incantarvi il camino. <Chiude gli occhi e annuisce alle sue stesse parole> Lo fanno, lo fanno. <Ma poi gli occhi li riapre, sventolando le ciglia qualche volta, a ciò che non è un proverbio ma la vita> Sir CORMORAN, anche poeta! La lingua che avete usato ha un suono arcaica, ma è molto simile a quella che usa spesso il mio futuro marito, anche lui uomo di mare. Chissà, magari vi siete incontrati in qualcuna delle vostre traversate. <Non pare prestare particolarmente attenzione al soggetto di quel proverbio, probabilmente in quanto calzante nel contesto, spostandosi verso Calad> Ormai un giro di sole fa, Gambelunghì. Bei tempi, quando nessuno ci chiedeva cartigli per andare passeggiando nelle praterie. <Un sospiro le alza e abbassa le spalle lentamente, alzando le sopracciglia e rivolgendogli un sorriso estremamente neutro> Per catturare le trote bisogna sporcarsi le mani, Gambelunghì, non è roba per voi di palazzo. <Quindi torna su Grader, riprendendo un sorriso cortese> è un vero piacere rivedervi, sir Grader. È veramente molto tempo che non incrociamo le nostre vie e sono contenta di rivedervi. <Annuisce alle sue perplessità ma scalda il tono di voce e, serenamente, gli risponde> prendetevi il tempo che vi serve per capire cosa sentite come casa, lo sapete che il Castello potete ritenerlo tale. Avete la nostra stima ed il nostro entusiasmo nel reincontrarvi penso parli da solo.
Porto <porge un cenno d'inchino verso Riven quando questa si congeda> fate un sereno ritorno <sposta i suoi occhi blu su Calad e lo ascolta mentre la brezza marina gli spettina i capelli, poi quando ha terminato, risponde quasi ironizzando> No, Lord Calad, la mia era una figura retorica <la mano destra scatta da stto il mantello TENTANDO di afferrare l'indice di Calad puntato verso Awerdoro> Per la dea! non parliamo di giulli stasera! <lo fissa per un lungo istante, poi lascia andare la presa e si concentra su Grader, donandogli uno sguardo comprensivo ed empatico> Vi capisco, amico mio. Spero possiate trovare la via e le soddisfazioni che meritate. <TENTA di muovere dei passi verso di lui CERCANDO di poggiare la sua mano destra sulla sua spalla. Infine si lascia andare a un sospiro> Ora non vorrei intromettermi troppo a lungo nei vostri affari, Sir Calad e Sir Grader. Penso mi ritirerò e... <abbassa il tono di voce> Se l'innominato ve lo chiede, voi non mi avete visto...
Porto|Banchina <all'ultima domanda di Grader rimane silente; quelle parole gli arrivano mentre lo guardando dritto negli occhi. Un attimo appena di ulteriore contatto visivo prima di alzare lo sguardo al cielo, come cercando le parole, o riorganizzando i pensieri su ciò che pare avvertire. Poi tornando su di lui con le iridi devia come con uno scudo le parole che gli sono arrivate come fendente> avremo modo di parlare di questo da soli, fratello, le cose sono cambiate già da tanto tempo. Non da ora. <Ammette soltanto all'elfo, rimandando la conversazione al privato e, definitivamente, scema ancora la cosa concludendo> in ogni caso, la nostra presenza vi da gioia e questo è ciò che conta .. adesso. <L'ultima parola è come un martello che batte su un chiodo, finendo di conficcarlo nel legno. Il fare di Riven lo coglie di sorpresa, mantello che recupera dalle mani di lei per riporselo lui stesso addosso> buona serata Riven <fa in tempo a dire prima che quella scappi sulla nave da cui è venuta; CORMORAN RIESCE a prendergli il dito, Calad non può che sorridere divertito al fare e dire dell'uomo> siete divenuto pure voi un Giullo? ... A proposito <dice avvicinandosi ad Awerdoro fino ad un solo passo da lei> il vostro cartiglio per cortesia? <e lo sguardo fissa ora sul pendente da Gheppio, con piuma azzurra> oh beh questo è sufficiente. Chi l'ha fatto scusate? Dev'essere abile <ironizza per lei dapprima spostando l'indice sul pendente, fino a sfiorarlo appena, e lo sguardo si fa indagatore per lei nel solito gioco; il sorrisetto compare nel volto> sorella dovete dirmi chi fa questi preziosi così abilmente.. <per Cormoran infine> sto giusto mandando una missiva a Maniakesh, dirò che so in vostra dolce compagnia <e se la ridacchia>

Porto Volge lo sguardo verso Riven e la saluta con un tono rispettoso e sobrio: «Pravus, Riven.» Poi si rivolge ad Awerdoro, con un sorriso più disteso: «Anche per me è un piacere rivedervi, davvero.» Lo sguardo si posa infine su CORMORAN, che si avvicina con passo sicuro. Ne ascolta le parole, e quando la mano di lui si posa sulla spalla, Grader abbassa appena il capo in un cenno silenzioso, quasi complice. Quando infine è Calad a prendere la parola, Grader annuisce con fermezza, rispondendo con tono calmo: «E così sia. Ne riparleremo di sicuro.» Un leggero sorriso si disegna sulle labbra, mentre lo sguardo abbraccia il gruppo. Poi, con voce più leggera e tono quasi divertito, esclama: «Che ne dite ora… se ritorniamo tutti per la nanna?»
Porto|Banchina <Alza entrambe le braccia, palmi e occhi al cielo, sbuffando> peccarità della Dea, ma pure domani sera, se si può evitare. <Ancora un cenno di saluto a Riven, riprendendo un sorriso disteso> Buon rientro, signora. Se state partendo, portate i saluti miei e della compagnia tutta alla nostra Signora SidMay. <E dunque torna attenta, ma silenziosa, al saluto di CORMORAN e Grader. Sul Rostro si ferma, piegando la testa> già rientrate? <per poi spostarsi su Calad, e man mano che quel mezzelfo troppo cresciuto si avvicina si trova costretta ad alzare il mento, e sposta tanto la testa indietro che il cappello le si sfila dalla testa cadendole floscio sul lastricato della banchina. Torva stringe le sopracciglia alla sommità del naso quando la mano di Calad s'avvicina al pendente del Gheppio, ma prima che possa arrivare a toccarlo lui lo prende lei tirando appena la catenina per scostarlo dal petto. Abbassa la testa per guardarlo e, muovendolo lentamente, lascia che l'argento e l'iridescenza dello zaffiro riflettano la poca luce ambientale prima di tornare a Calad con lo stesso, beffardo sorrisetto tirato a destra accompagnato dalla voce sottile, monocorde> Un gambelunghe di buon gusto, almeno quando si tratta di monili. Poi ve lo faccio conoscere, ve lo raccomando. Ma attento ai capelli. <Quindi riprende una pacifica combinazione dei lineamenti per tornare a Grader, alzando le spalle> Ssssì… a questo punto direi che è ora. Almeno il rientro mi sembrerà meno noioso, in compagnia.
Porto <serra la mascella mentre ascolta Calad, poi si lascia andare a una risata e risponde al mezzo con voce divertita> Misurate un po' parole, Rostro, non siete più un mio superiore! <poi scuote la testa e sventola l'aria con la mano sinistra> Ma si, mandatela pure la missiva, vediamo che succede! <Avverte lo sguardo di Grader su di lui e lo ricambia con un sorriso amichevole. infine su Awerdoro, la osserva e poi le osserva il pendente sul petto, in silenzio. dopo una discreta pausa, verso di lei> Avete sentito lord Grader. Ci ritiramo?
Porto|Banchina Mi pare proprio il caso, accompagnamo CORMORAN che, non si sa mai, in queste terre potrebbe incontrare dei banditi col desiderio di violarlo <e scoppia a ridere dopo tale idiozia avvicinandosi già al proprio cavallo> grazie, ci conto che me lo facciate conoscere <per Awerdoro> Voi mi sfidate... quanto ci scommettete in men che non si dica mi io mi costringa a prestare nuovamente servizio pieno solo per il gusto di ordinarvi qualcosa? <sale ora sul cavallo e, atteso che anche gli altri siano pronti per andare via, urlerà a tutti proprio queste parole> ALLA CARICA BRAVI D'ESPERIA - http://caladceleborn.altervista.org/AllaCaricaBravidiEsperia.ogg -- per poi scomparire in direzione del Castello>

Porto scoppia a ridere alle parole di Calad poi si mette al trotto sopra al suo destriero dandogli due colpetti con i talloni lasciando il porto e avviandosi pian piano per la strada di casa
Porto|Banchina A-ah! <Risponde, mettendo il carico sull'insolenza ben indirizzata a Calad, incrociando le braccia sotto al mantello> Fino a prova contraria, quello che è stato spiumato delle piume cerulee siete voi. E ce ne vorrà prima che riprendano il loro colore. Nel frattempo <Punta l'indice della di fronte a sé, chiudendo il pugno della sinistra vicino al petto> ALLA CARICA, BRAVI DI ESPERIA! <Urla, iniziando a correre con tutta la sua forza dietro alla fuga improvvisa di Grader. Si fermerà dopo mezzo giro di clessidra, con il fiatone, supplicando la Dea di farla morire lì.>
si infila l'indice nell'orecchio per difendersi dall'URLO di carica ma gli rimane un lieve fischio perenne nei padiglioni auricolari. Scuote la testa verso Calad <L'aria di mare vi da alla testa, o era il profumo della protetta?> poi saluta Grader con un cenno della mano. Alla fine si incamminerà verso nord, raggiungendo Awerdoro con il fiatone mentre lui è ancora fresco come una rosa, commentando <ma dove li tenevano nascosti, i cavalli?> e prima che possa rispondere, entrambi vanno a sparire nelle grazie della notte.