L’Abominio Bianco: la chiamata dei Bravi

11 settembre 2025 · 21:24 · Castello degli Erranti - Sala della Rosa e della Spada

Nel Castello degli Erranti, LaRossa convoca i Bravi per affrontare l’Enclave delle Trame Oscure e la minaccia dell’Abominio Bianco.

Nurak
Nurak21:24
esterno castello La totale oscurità della notte incornicia il sorriso sbilenco della Luna. L’assiolo canta al Levante mentre la civetta plana sul silenzio delle mura del castello. Nurak intaglia un ramo fresco con un pezzo d’osso, poggiato di schiena sul fianco possente del suo cinghiale Abbistu, che seduto composto annusa l’aria voltando le orecchie di qua e di la ad ogni fruscio di foglia o scricchiolio. Il buio lo avvolge come l’abbraccio di una madre: il volto serio del khaza non stacca gli occhi dal ramo che ha tra le dita. Due corna di muflone si attorcigliano sul legno tra le mani nodose adornate da rune antiche: un soffio spezza il silenzio «Ti piace Abbì?» Il nano scuote sotto il naso della bestia il manufatto in cerca di approvazione «Ma che vuoi capirne tu .. pensa ai ciclamini» Senza badare alla sua opera, la scaglia in mezzo alla boscaglia e mettendosi in piedi si avvia verso l’entrata del castello portandosi sul sentiero, dove le sentinelle, alla vista della sua ascia azzurra, aprono immediatamente il ponte levatoio.
LaRossa
LaRossa21:34
La mezzelfa è in piedi con i glutei appena appoggiati al bordo del lungo tavolo centrale, e le braccia incrociate al petto. Indossa ancora la camicia bianca, aperta quanto basta per lasciare brillare il ciondolo d’argento che le riposa tra i seni, i pantaloni neri dentro gli stivali lucidati male e vissuti bene. Il trucco di khol sembra parte del volto, non un ornamento. Sparsi ovunque, cartigli, mappe, piani e vecchie comunicazioni consumate dal tempo, una pila di appunti tenuti insieme da un nodo di spago, alcune pergamene aperte e srotolate fino a metà, e il diario nero, quello dove il carboncino ha inciso più segreti di quanti lei sia disposta ad ammettere. A una delle sedie è adagiata la mazza ferrata, mezza coperta da fogli che odorano di, umidità e inchiostro. Sbuffa. Solleva un angolo della bocca in un sorriso sghembo, poi con la punta dello stivale sposta una pergamena caduta, quasi che non fosse stata all’altezza. E mentre aspetta i Bravi, non guarda la porta, guarda la clessidra in fondo alla sala.
Calad
Calad21:34
Sala R&S <è vestito nel suo completo bianco, le armi sono state lasciate nella rastrelliera ed è completamente libero. Il passo è deciso attraversando l’atrio per poi entrare nella Sala della Rosa e della Spada> Pravus in Tenebris <dice in modo generale e poi muove il passo verso LaRossa> Consorella .. <un’ulteriore inchino del capo per lei portandosi a due passi da lei> quindi oggi mi pare abbastanza importante come riunione, dico bene? Non si può stare sereni un mese che poi qualcosa deve sempre succedere <borbotta e poi chiede ancora> chi aspettiamo? <tace ora>
Nurak
Nurak21:40
[piazzale>scalinata ingresso] Nurak entra nel piazzale del castello seguito da Abbistu. Il fragore delle catene riaccompagnano il ponte alla sua verticale posizione di difesa. Il khaza non fa caso agli inservienti nella stalla, e nemmeno alle figure che veloci si muovono tra le rose del roseto. A passi spediti si muove verso le scalinate che portano all’interno del mastio. Un’occhiata fugace basta al cinghiale per capire che è libero di sguazzare nella fanghiglia del laghetto. Mentre la bestia si allontana, le grosse cosce del nano si gonfiano ad ogni gradino. La mano destra spinge con vigore la porta. Nurak scompare tra i corridoi, nella luce fioca delle fiaccole.
Isilwenna
Isilwenna21:41
Sala R&S L’elfa muove passi eleganti, oscillando con tutta la calma del mondo, accompagnando il passo con le braccia lungo i fianchi. La figura slanciata è vestita di una tunica nera, pantaloni di nera pelle e stivali neri ad avvolgerle i polpacci. I capelli bianchi e lisci sono raccolti in una lunga e lata coda, pettinati e perfettamente ordinati, lasciando il viso dagli occhi dal taglio felino azzurro cielo. L’espressione seria fa il suo ingresso nella sala, posando lo sguardo, prima su CALAD e poi LaRossa. Un attimo di esitazione prima di avvicinarsi, lanciando un breve ma chiaro saluto <Pravus in Tenebris>
LaRossa
LaRossa21:42
Non si muove, nemmeno quando la figura di Calad varca la soglia con passo deciso. Gli occhi d’ambra, seguono ogni dettaglio, l’abbigliamento impeccabile, l’assenza di armi, quel tono un po’ teatrale che usa. «Pravus in Tenebris» risponde, con voce ferma, e il capo appena inclinato, con quello sguardo che lo analizza da cima a fondo. Poi aggiunge, senza scomporre la postura «A quanto pare, sì. Le cose sono abbastanza serie. E no, non si può stare sereni nemmeno un mese…» Fa una pausa, e un sorriso appena accennato, quasi complice, quasi no. «Aspetto altri Bravi. A breve inizieremo. Vi dirò tutto.» E resta lì. Ferma.«Ecco il Pellegrino» Saluta con un cenno Isilwenna, indicandole una delle sedie. «Prendete posto»
Isifone
Isifone21:44
-->Sala R&S si muove con l’eleganza selvatica tipica della stirpe a cui appartiene, con lentezza misurata ma senza che i passi offrano una sfumatura mentre vaga fra i vari corridoi del luogo, vestita di semplicità e di nero: un paio di pantaloni che le fasciano le gambe lunghe e nervose che s’infilano negli stivalacci tipici di chi ama bazzicare fra i bassifondi dei porti, un corpetto di pelle munito di fibbie e cinghie sul davanti che le lascia scoperte le spalle e le braccia mulatte. Ha una corporatura normale la lupa, asciutta ma munita delle giuste curve laddove serve. Tratti del viso esotici, il bel viso incorniciato dai lunghi capelli corvini legati in una morbida treccia che le sfiora la vita sottile. E occhi dorati dal taglio allungato in cui l’oro vibra di vivida feralità. Ha qualche arma con sè, ma portata con la naturalezza di chi quelle armi non le abbandona per abitudine: un’ASCIA a tracolla sulle spalle che riposa nel fodero di pelliccia, ed un PUGNALE legato alla cintola che oscilla ad ogni passo. Al collo giusto un paio di ciondoli che ritiene probabilmente essenziali: un dente di lupo ed una pietra di anatasio blu imprigionata fra i tentacoli neri di un kraken. Fa il suo ingresso nella Sala principale e omaggia I PRESENTI con un leggero chinare del capo* Pravus in Tenebris! * ricercando però in particolare LaRossa fra i presenti. Non manca però di offrire un blando sorriso a CALAD, Nurak e Isilwenna.
Calad
Calad21:49
Sala R&S <un inchino del capo per Isilwenna, dopo averle rivolto un sorriso, ricambiano il suo saluto prima di tornare ad ascoltare LaRossa> va bene, attendiamo allora <soltanto replica per poi rivolgere un saluto anche a Isifone> Ricordatemi, voi siete? <chiede per lei, aggrottando appena la fronte, dubbioso nei ricordi della sua mente>
LaRossa
LaRossa21:52
Incrocia le braccia al petto, e. fissa la mannara. Al suo arrivo le riserva un sorriso sghembo, uno di quelli che non promette mai troppa dolcezza. «Isifone» la chiama con tono più basso, come se le parole fossero rivolte solo a lei. Poi accenna con il mento una delle sedute vuote «Mettetevi comoda. Almeno per ora.» Non fa in tempo a voltarsi, che la presenza massiccia di Nurak si aggiunge alla sala. Lo guarda arrivare, e stavolta il saluto è per entrambi, accompagnato da un tono neutro, misurato «Pravus in Tenebris. Credo che non manchi più nessuno.» Fa una rapida ricognizione con lo sguardo, osservandoli tutti uno a uno, fino a quando il silenzio sembra abbastanza fitto. A quel punto si stacca dal tavolo, raddrizzando le spalle, e lascia che la voce riempia la stanza con calma. «Se qualcuno di voi ha avuto modo di leggere le pubbliche teche…» Fa una pausa, lunga quanto basta. «Avrà notato che tra tutte le notizie, ce n’è una che spicca. E non ha nulla di rassicurante.» Il tono resta calmo, ma lo sguardo cambia. Li fissa. Uno a uno. E nei suoi occhi, adesso, non c’è più spazio per il sorriso.
Isilwenna
Isilwenna21:53
Sala R&S < Inquadra a lungo il referente dell’incontro. La guarda con attenzione, da capo a piedi, in un brevissimo lasso di tempo che sembra una carezza velata fatta come un lieve sospiro di vento. È Isifone che attira la sua attenzione, la ricerca, torcendo il collo. La segue, avvicinarsi puntando lo sguardo attentissimo ai dettagli alla sua figura prima di posar nuovamente lo sguardo al Griso. Quell’invito a sedersi. Un accenno di assenso, un mezzo sorriso che sembra increspar la maschera inespressiva. Afferra lo schienale della sedia e prende posto, con un movimento fluido e lento allo stesso tempo> Calad. Era da tempo che non vi vedevo...< lo guarda il mezzelfo. Puntando alla fine con insistenza lo sguardo al suo volto e accennando un sorrisetto d’intesa>
Cormoran
Cormoran21:53
sala RS entra nella sala con passo deciso. Il suo sguardo dal colore azzurro scuro si posa rapidamente sulle varie figure che popolano il locale. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch’esso blu come la notte e su di esso brilla l’insigna della Corte, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro e un piccolo pendente in argento al collo, i suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. La luce delle candele danza sulle pieghe del suo mantello mentre i suoi piedi che calzano lunghi stivali in pelle nera si muovono all’interno... <Pravus a tutti!>
Nurak
Nurak21:56
sala Nurak entra nella sala sbattendo la porta. Nessuna leggiadria. Lo sguardo sui presenti «Pravus!»
Isifone
Isifone21:58
Sala R&S <si ferma a pochi passi, circa un paio, da tutti. Dapprima risponde a Calad andando ad osservarlo con neutralità mentre le mani s’infilano nelle tasche posteriori dei pantaloni attilati di cotone nero> Isifone. <non aggiunge altro andando a virare la sua attenzione su LaRossa e il suo sorriso del tutto assente, nel frattempo si porta accanto ad Isilwenna, che ritiene più familiare rispetto agli altri presenti, tranne il Griso. Alle sue parole offre punti di vista> Non amo molto le pubbliche teche a dire il vero, sono piene di idioti che si divertono a fare gara a chi ha il bompresso più lungo, o si contendono il trofeo dell’imbecillità scrivendo in anonimo. In ogni caso parlatemi di questa notizia. <nota solo ora l’arrivo di Cormoran e verso di lui china il capo, offrendo un discreto saluto. Di tutti ingloba l’odore così da imprimerlo per bene nella sua memoria>
LaRossa
LaRossa22:03
Saluta Cormoran con un cenno del capo, e resta immobile, con le braccia ancora incrociate sul petto, e le dita che si stringono appena, mentre lo sguardo contornato di khol, duro e impassibile, passa da un volto all’altro. Nessun sorriso, nessuna nota ironica stavolta. Solo dopo un lungo istante, la voce rompe il silenzio, ferma e bassa, ma senza esitazioni. «Chi ha avuto occhi per leggere le pubbliche teche, sa di cosa parlo. L’Enclave delle Trame Oscure si muove. Hanno oscurato la piazza, gettato la loro ombra tra la gente, e ora mirano a qualcosa di più grande. Un’arma. Un’alleanza che distrugga ogni ordine.» Si allontana dal tavolo, con lentezza calcolata, avvicinandosi a pochi passi dal centro della sala. «Le Streghe hanno avuto una visione. I Druidi e i Chierici hanno risposto. Ora tocca a noi. Nessuna certezza, ma una cosa è chiara, stanno arrivando.» E stavolta, il suo sguardo si posa con più intensità su ciascuno dei presenti, uno a uno. «Non possiamo permettere che l’incubo cresca nell’ombra. Vogliamo sapere quanto sono radicati, quanto sono già dentro le nostre mura. Vogliamo sapere chi li protegge, chi li segue, e dove si nascondono.» Fa un passo avanti, poi un altro, lenta ma decisa. «Un manipolo di Bravi partirà con le altre gilde. Nessuna guerra aperta, non ancora. Osservazione, ascolto, contatti. Ma se ci sarà da colpire… lo faremo. Veloci, precisi, invisibili.» Gli occhi d’ambra risalgono lenti verso i volti dei presenti. «Non siete qui per caso. Se vi ho convocati… è perché siete quelli giusti.» Poi, con tono più basso «E vi chiedo questo, siete pronti a entrare dove la luce non arriva?» Lascia cadere il silenzio, consapevole del peso delle parole. Ma il suo volto non trema.
Grader
Grader22:05
Sala R&S Si dirge con passo misurato verso l’ingresso della sala,il suo incedere e’ lento ed elegante.Il portamento raffinato tradisce disciplina e fierezza,i lunghi capelli,raccolti in un laccio,formano una coda ordinata che scivola sulle spalle,seguendo l’oscillare naturale del suo movimento,indossa un’armatura dai toni verdi ispirata alla natura e perfettamente aderente alla sua figura,al centro del petto spicca un falco ricamato d’argento,simbolo della compagnia dei bravi,alle dita di entrambe le mani porta degli anelli tra cui uno ha lo stesso simbolo,il falco,che e’raffigurato sull’armatura,al polso destro un bracciale raffigurante un ancora,alla cintura,celata sotto un mantello verde che gli copre le spalle e scende fino alle caviglie,riposa la sua spada,giunto davanti all’ingresso,si ferma un istante,come a segnare simbolicamente il suo passaggio,poi varca la soglia con passo fermo e presenza che non passa inosservata,scorge volti noti,Calad,Nurak,cormoran La Rossa,ma anche altri meno familiari,mentre lo sguardo si muove tra i presenti,pronuncia con voce chiara e sicura<Pravus In Tenebris>poi il suo sguardo si posa su Isi,con intenzione,inizia ad avvicinarsi a lei lentamente,con lo stesso passo che ha segnato il suo ingresso.
Calad
Calad22:05
Sala R&S <s’appoggia allo schienale del divano, sta in piedi per ora e le braccia porta conserte cominciando ad ascoltare LaRossa silente; alle parole di Isilwenna ricambia il sorriso e le fa cenno di avvicinarsi, senza però proferire parole per evitare di disturbare il discorso del Griso. Ecco anche per Cormoran la mano che si alza in saluto, subito dopo per Nurak ma tace, concludendo annuendo ad Isifone quando lei gli ricorda il nome. Al finire del dire di LaRossa interviene brevemente> sapete cosa mi turba di più? Questa fantomatica oscura arma, superiore a tutte.. di che mai staranno parlando? <chiede in generale più che a lei direttamente ed in ultimo risponde alla domanda del Griso> qualunque cosa possa fare, LaRossa, la farò. Comandatemi e cercherò di svolgere al meglio il richiesto, seppure le mie qualità in battaglia non siano eccelse.. <ammette>
Cormoran
Cormoran22:08
sala RS <china il capo per rispondere al saluto di Isifone e LaRossa, poi si avvicina al tavolo imbandito e afferra una mela, ritorna vicino all’entrata della sala e si appoggia al muro con la schiena, la pianta del piede sinistra appoggiata alla parete, lo sguardo vira verso l’entrata, su Grader> Pravus, sir Grader, siete arrivato anche voi infine! <la destra fa scivolare la buccia della mela sul proprio abito e poi ne fa un cospicuo morso, masticando con gusto mentre ascolta le parole di Calad e LaRossa> Sembra <munch munch> che il nostro Gheppio <munch munch> ci stia per svelare <munch munch> qualcosa di molto interessante!
Isilwenna
Isilwenna22:10
Sala R&S <Lo sguardo che permane sul Griso e il suo discorso, il suo richiamo e la sua fermezza la tengono incollata alla sua figura prima che ella concluda con quella domanda. Lo sguardo si sposta sui presenti, li osserva prima che l’arrivo di Nurak la distragga. Lo guarda e respira a lungo prima di incrociare le braccia al petto e reclinare la schiena sullo schienale> Se siamo pronti o meno lo capiremo nel momento stesso in cui ci troveremo ad affrontare il problema. Un ordine non si discute, quindi sono ai vostri ordini < la calma con cui apre bocca ed espone il suo ragionamento denotano fermezza e chiarezza di intenti. Una presenza che si palesa, la fa drizzare dalla seduta: Grader. È a lui che dedica un lungo sguardo, quando si avvicina e un sorriso le nasce spontaneo> Pravus in Tenebris, bello vedervi < lo dice in un sussurro, lento e diretto all’interessato che cattura totalmente la sua attenzione>
Nurak
Nurak22:12
sala Nurak si passa la lingua sull’arcata superiore, ma le labbra restano chiuse, mentre piega leggermente il capo sulla spalla sinistra. Il gomito destro è poggiato sul martello legato alla cintura mentre una moneta scivola tra le dita della mano sinistra lunga sul fianco «L’incubo ... e chi sarebbero questi brutti sogni? Perché il mio dubbio è quello che la mia ascia non taglia in due i fantasmi ..» Nurak guarda tutti negli occhi per fermarsi infine su quelli di LaRossa. Ma non aggiunge altro.
Isifone
Isifone22:17
Sala R&S <in quella sala guarda tutti i PRESENTI, quelli che ci sono, quelli che arrivano, e ad un certo punto indietreggia andando ad appoggiarsi con la spalla destra ad una parete della Sala, restando ai margini di tutta la scena. Si limita ad ascoltare, ad osservare, a raccogliere odori, le mani restano infilate nei pantaloni. E’ a suo agio, ma defilata rispetto al gruppetto che si è formato nel luogo, con espressione pacata e morbida. Si rivolge soprattutto a LaRossa, ignorando per il momento tutto il resto> Sono nata pronta, ditemi cosa, dove e perchè e andrò. Il come lasciatelo a me. <il mento si solleva con la fierezza tipica della Stirpe a cui appartiene per diritto di nascita. Non dice altro, attendendo indicazioni precise>
LaRossa
LaRossa22:22
Li osserva, uno a uno, mentre parlano. Lo sguardo d’ambra contornato dal khol resta fisso, immobile, ma assorbe tutto. Le braccia incrociate al petto non si sciolgono, ma il mento si inclina lievemente verso Calad. «Non saremo soli, Gheppio. Al nostro fianco ci saranno le Streghe, i Chierici, i Paladini dell’Antico Codice, i Cavalieri della Dea e chiunque ha deciso di proteggere queste terre. Diversi approcci, un solo obiettivo, fermare l’Oscurità.» Poi aggiunge con tono più pacato ma deciso «Il nostro compito sarà quello di capire con cosa abbiamo a che fare, per poi colpire quando e dove fa più male. Non caleremo la lama alla cieca. Osserveremo. Annuseremo. E poi...» Lo sguardo si sposta su Cormoran e un sopracciglio si inarca. «...e poi vi prometto che perfino voi avrete qualcosa di più interessante di una mela da masticare.» Il sorriso che le increspa le labbra è sghembo, ma il rispetto nell’intonazione è innegabile. Il capo si volta verso Grader, ora presente, e lo saluta con un cenno misurato, nulla di più. Poi torna a Isilwenna e annuisce con un’espressione che ha il sapore della soddisfazione «La vostra risposta è quella che avrei dato io, un tempo. Quindi... approvata.» Ora è Nurak che attira l’attenzione. Lei socchiude gli occhi, osservando la moneta tra le sue dita. «Vero. La vostra ascia i fantasmi non li taglia. Ma se riusciamo a capire da dove provengono… magari vi do qualcosa di più solido su cui affondarla.» Infine, lo sguardo tagliente si posa su Isifone. Per un istante, sembra valutarla. «Il cosa lo sapremo in marcia. Il dove… vi sarà indicato. Il perché… be’, se volete vederlo coi vostri occhi, siete sulla strada giusta. Ma per ora, niente foga. Nessun allungo. Solo occhi aperti e orecchie dritte.» Poi silenzio, ma solo per qualche istante. « Avete altre domande?»
Calad
Calad22:25
Sala R&S <alle prime parole di LaRossa replica solo con un..> Perfetto! <ed ascolta ulteriormente curioso al continuare di lei><risponde> una domanda: Nayena, che incontrammo tempo fa l’Innominato, io ed un gruppo di Bravi, successivamente uccisa, ha a che fare qualcosa con tutto questo? Intendo, non solo a che fare ma: l’artefice - che voi sappiate.. <null’altro chiede>
Cormoran
Cormoran22:26
sala RS <rimane con la schiena appoggiata alla parete ascoltando con attenzione le parole di Calad ma quando LaRossa parla a lui direttamente smette di masticare e sorride con entusiasmo> Finalmente!
Grader
Grader22:33
Sala R&S si ferma accanto alla poltroncina dove e’ seduta Isilwenna senza dire una parola,il suo sguardo cerca e incontra quello di lei e in quel breve incrocio d’occhi c’e’ tutto,presenza,riconoscimento,rispetto,non parla non risponde,ma lascia nascere un sorriso appena accennato,pacato,come un unica risposta silenziosa,poi rimanendo in piedi,ascolta i discorsi dei presenti,le parole si intrecciano nell’aria e il suo volto si fa via via piu’ attento,piu’ concentrato,alla fine e verso LaRossa che si rivolge,dopo un cenno del capo che indica comprensione<quiundi c’e’ una minaccia che incombe sulle terre del Ducato,a quanto ho capito>il tono e calmo ma fermo,lo sguardo ora si fa serio<sono stato troppo tempo in navigazionee mi sono perso qualcosa>fa una breve pausa,solo unrespiro<la minaccia qual’e’?>
Isilwenna
Isilwenna22:36
Sala R&S < Lo sguardo prosegue con attenzione su ognuno dei presenti, anche Isifone, seppur defilata non manca alla sua analisi visiva. Quando il Griso riprende a parlare, lo raggiunge veloce con gli occhi dal freddo colore e annuisce a sua volta prima di concentrasi sul volto di Calad. La sua domanda. Quel nome> Nayena, sembra una leggenda o un fantasma < biascica, alternando lo sguardo da Calad a LaRossa prima di scioglier l’intreccio delle braccia e sorride all’esclamazione di Cormoran che inquadra, solo in quel momento> Quindi, la squadra è tutta qui ma come ci muoviamo? In solitaria, a due? < li guarda, uno ad uno finendo con tener lo sguardo sospeso sul Griso e allarga il petto in un respiro più profondo. Decide di alzarsi e affiancare Grader, il fianco del braccio sfiora il suo braccio e il viso reclina verso il profilo del suo volto> Come state? < un dolce sorriso si palesa, prima di tornar seria spostando l’attenzione ai presenti>
Nurak
Nurak22:36
Nurak ora apre le labbra, lisciandosi i denti bianchissimi rumorosamente con la lingua. Gli occhi passano dalla mannara alla maestra dell’arco, dai capelli mossi di Cormoran agli occhi grigio platino del Gheppio. Poi muove due passi a sinistra della porta prendendo leggermente il centro della sala «L’oscurità viene sempre fuori da un buco, come i vermi dalla mela .. ma un colpo ben assestato di martello, e tutte le caverne cadono rovinosamente» Il khaza sorride, non nascondendo un velato guizzo di macabro negli occhi. Poi ritorna su LaRossa «Abbistu non vede l’ora di affondare le sue zanne nelle putride carcasse di qualche drow o grasso umanoide .. spero solo questo annusare ed osservare non prenda troppo tempo» Nurak pianta i piedi nel pavimento, allargandoli all’altezza delle spalle e poi, passando da un volto all’altro, aggiunge «Dobbiamo risolvere qui dentro qualsiasi inimicizia, piccolo malinteso o fraintendimento possa esserci tra noi. In battaglia voglio sorelle e fratelli. Preferisco una sincera critica ad un finto assenso di cortesia» Le parole rotolano al centro della sala, rimbombando con un tonfo di profonda onestà sulle pareti «Dobbiamo conoscere a fondo soprattutto le nostre emotività, la nostra pazienza, astuzia e impulsività. Così che quando sarà necessario possiamo coprirci le spalle, evitare gli errori ed ovviare ad essi se mai sarà necessario» La voce del khaza è decisa, onesta, carica di dignità ed onore, verso quei Bravi che con lui, condividono il falco.
Isifone
Isifone22:37
Sala R&S <resta appoggiata alla parete con fare calmo, defilata rispetto al gruppo, Licantropa sino al midollo immersa nel mondo ma mai del tutto gli appartiene, anche le gambe si adattano. Infatti il piede destro s’incrocia al sinistro quando lo sguardo vivace ed analitico scorre un pò su tutti, ma ancora resta saldo più su LaRossa che sul resto del mondo, ne accoglie l’occhiata tagliente senza scomporsi di un soffio e annuisce> Solo occhi aperti, orecchie dritte e sensi accesi. Così sia. <le mani mulatte abbandonando le tasche posteriori e scivolano sul davanti, i pollici ricercano ora e tasche anteriori. Sul dorso della sinistra incisa una grande H come monito, scolpita da un feroce pugnale chissà quando, chissà dove, chissà perchè. Giusto un feroce ringhio sorge dalle viscere quando sente il nome che Calad offre un nome: Nayena. E lei soffia> Carne Morta, ha fatto la fine che meritava, peccato che rispuntino sempre, ancora e ancora, e ancora, e ancora...<senza alzare troppo la voce, giusto un sussurro vibrante e irritato mentre la fronte si aggrotta. Non offre domande, piuttosto guarda Grader, ascolta e il sopracciglio destro si solleva, incuriosita ma scettica. Offre una domanda a lui a bassa voce, tanto è elfo e sentirà> Comprendete i terricoli? <poi tace>
LaRossa
LaRossa22:42
Lo sguardo resta fermo su Calad, per un istante più lungo del necessario. Le braccia si sciolgono lentamente, e la mano sinistra, quella priva del mignolo, si solleva per sistemare il colletto della camicia bianca, con un gesto lento. «Non lo so» ammette infine, senza girarci intorno. «Ma se ha davvero visto qualcosa, se si è spinta più vicino alla verità di quanto potesse sopportare… allora potrebbe aver messo in allarme chi non voleva si sapesse. E averne pagato il prezzo.» La voce non trema, ma nemmeno finge indifferenza. Poi, ad alta voce «Appena sapremo tempi, luoghi e modalità dell’organizzazione con le altre gilde, verrete informati. Nessuno deve allontanarsi troppo dal castello. Potrebbero arrivare notizie presto.» Lo sguardo passa su Cormoran, che mastica meno adesso. Il sorriso sghembo spunta di nuovo, rapido. «Vi tengo d’occhio. E stavolta non parlo della mela.» Si volta poi verso Grader, che ha appena parlato, e il tono si fa più grave. «Le trame vogliono inghiottire queste terre. Lo chiamano “Abominio Bianco”, vogliono impugnare un’arma di pura oscurità. Siamo ancora in tempo per fermarli, ma prima dobbiamo capire. Osservare. Leggere i segni. Poi verrà il tempo della lama. Nel frattempo, coordinatevi con lo Smeriglio Mantarus. Al porto sono giunte navi della Congrega delle Streghe. Va presidiato.» Annuisce in modo lento, consapevole del significato profondo di quelle parole. Poi si gira verso Nurak. «La vostra ascia è la benvenuta. Ma vi prometto che non sarà solo il ferro a parlare. Servirà anche la testa. E il cuore.» Poi lo fissa per qualche secondo in silenzio, assorbendo la profondità delle sue parole. «Avete ragione su una cosa, dobbiamo essere fratelli e sorelle. Quando sarà il momento, metterò la mia vita nelle vostre mani. Esattamente come vorrei che ognuno di voi facesse con il compagno alla vostra destra. E quello alla vostra sinistra.» Infine, lo sguardo torna su Isifone. La studia con attenzione, notando quel ringhio, quel simbolo inciso, quelle parole taglienti e il tono sferzante. «Siete pronta, mannara. Ma ricordate, non sarà la rabbia a portarci alla verità. Sarà la disciplina.» Poi un’occhiata più morbida, ma solo di riflesso va a Isilwenna e al suo scambio con Grader. Resta ferma. Il corpo immobile, lo sguardo che non vacilla. Poi, con voce più bassa, quasi una conclusione «Chi si gira a guardare solo il nemico fuori dalle mura, spesso si ritrova il veleno già nel pane. La nostra guerra comincia ora. E non sarà fatta solo di spade. Ma di presenza. Di ascolto. Di fiuto.» Fa una pausa, poi, in tono più asciutto «Prendetevi un momento. Tra qualche giorno partiremo, forse, prima.»
Calad
Calad22:50
Sala R&S <sentendo le parole di Nurak subito replica> fra me e voi non v’è nulla di negativo o di celato Nurak, per quanto mi riguarda possiamo stare tranquilli vicendevolmente <e poi ode Isifone parlare di Nayena> senza dubbio la fine che meritava, ovvio, non parlavo certo per chiedere misericordia per lei <ironizza con un sorrisetto> se non fosse stato per Maniakesh, quella volta, probabilmente saremmo tutti morti o, quantomeno, usciti da lì ben malconci <ricorda prima di ascoltare il lungo dire di LaRossa> agli ordini Griso, fino alla fine di questa faccenda alloggerò solo al Castello così che sia sempre disponibile <annuisce e le si avvicina per sussurrarle qualcosa che solo lei potrà sentire> [...] <per poi dire a voce bassa ma udibile stavolta da chi è vicino> sarebbe un peccato altrimenti <un’occhiata d’intesa per LaRossa e null’altro, riallontanandosi di qualche passo> Vi avvicinate a LaRossa sussurrando: SUSSURRO ON: ma i cioccolatini ce li pappiamo prima di morire sì?
Cormoran
Cormoran22:51
sala RS <punta il dito indice della mancina verso Isiwenna> la nostra Pellegrino ha ragione, in che formazione ci muoviamo? <un cenno del capo a Nurak> Mastro Nurak, Pravus a voi! <una breve pausa, poi porge la destra verso il nano con la mela morsicata tra le dita> Una mela? <Infine, concentra i suoi pensieri sulle parole di LaRossa, nessuna gli sfugge e infine le risponde con un sorriso ironico> Troverete che questa mano sa afferrare una mela tanto bene quando far roteare una spada nel cranio del nemico.
Grader
Grader22:59
Sala R&S avverte il lieve contatto delfianco di Isi eil tono gentile della sua voce,non si volta subitoma chiude per un istante gli occhi comea raccogliere il momento,poi succhiude le labbra in un mezzo sorriso appena accennato,duro ma sincero<meglio ora che siete qui>la voce bassa rocca come se provenisse da un punto profondo nel petto,si volta appena quel tanto che basta per ilcrociare il suo sguardo.in quel preciso momento le parole de LaRossa lo colpiscono come pietre ben scagliate,alla menzione dell’Abominio Bianco,lo sguardo si fa piu’ cupo,le mascelle si stringono appena,resta immobile come una satua che cela il fuoco sotto la pietra,quando lei lo cita direttamente accenna un inchino col capo per poi prendere parola con voce profonda calma e priva di fronzoli<andro’ al porto e cerchero’ di scoprire qualcosa e mi confrontero’ con lo smeriglio Mantarus>lo sguardo volge a Calad ascoltandolo attentamente
Isifone
Isifone23:01
Sala R&S resta ancorata ad una parete della sala con la spalla destra che con la pietra si fonde e a LaRossa, che le si rivolge, replica* Sottovalutate il potere della rabbia, e se credete che dinnanzi ad una mia Nemesi io possa essere disciplinata V’illudete. Al massimo posso essere strategica e aspettare con calma che il cadavere non morto e non vivo capiti sotto le mie zanne. Ho più saggezza di altri Figli di Gaia per ovvi e misteriosi motivi, ma quando arriva il momento decisivo le zanne affondano senza alcuna pietà, Griso. *offre un sorrisetto bastardo, andando con un colpetto a separarsi - finalmente - dal muro con cui sembrava essersi fusa. Le mani però non abbandonando le tasche con il fare un pò strafottente che decisamente le appartiene. Lo sguardo dorato e vivace si sposta un pò su TUTTI, con l’istinto prossimo al plenilunio che se ne frega di disciplina, regole, convenzioni. Quindi si muove verso l’uscita, lanciando a LaRossa le sue parole* Fra poco il Plenilunio pretenderà la mia presenza, ma dopo quel giorno vedrò di esserci Griso. Non sono di certo pavida dinnanzi alle sfide o alla Morte. Cercatemi. *le offre un occhiolino complice, in quel suo non essere piacevole e poi saluta TUTTI* Pravus in Tenebris! *svanisce oltre la soglia, lasciando di sè giusto un lontano ricordo.
Nurak
Nurak23:04
Gli occhi castani del khaza scivolano sulle cicatrici dei presenti, sui volti segnati da memorie e vissuto, da amori e battaglie, da segreti che devono essere svelati ed altri che è meglio che rimangano tali. Ascolta il confabulare distante di alcuni di loro, ma non se ne cura. La mela di Cormoran si ferma a due palmi dal suo naso. Il nano sbuffa arricciando il naso, serissimo, mentre lo guarda negli occhi. Ma quel ghigno stizzito, si scioglie in un sorriso beffardo quando l’odore di salsedine dell’uomo gli si infila nelle narici. Il khaza gli strappa la mela dalle mani e in un sonoro CRACK! la divide in due «Un po’ a te e un po’ a me, razza d’Astore!» Nurak scoppia in una sonora risata, poi si volta verso LaRossa e aggiunge «Cormoran non sa far roteare solo le spade .. ma son sicuro avremo modo di gareggiare in quanto a teste spaccate nel campo di battaglia!» Il khaza ritorna su Cormoran, porta la mano aperta in aria e da una sonora pacca sulla spalla del Bravo «Se mai qualche pezzo di carne putrida vorrà strapparti dalle mani una mela, sarò pronto a mozzargli un braccio» la voce è ferma e arriva dritta come un pugno alla gola. Un rapporto nuovo si stringe tra i Bravi nella stanza. Stima. Fiducia. Rispetto. Un saluto vigoroso poi, va verso la mannara «Pravus Isifone!»
LaRossa
LaRossa23:09
Resta immobile per qualche secondo, poi abbassa lentamente lo sguardo, e risale su Calad con un sopracciglio appena inarcato. La voce è bassa, appena un sussurro carico di sarcasmo «Soprattutto per me, sarebbe un peccato morire… Voi sapete perché.» Non aggiunge altro, lasciando che quel sorriso sghembo resti per qualche istante a increspare le labbra. Si volta poi verso Cormoran, lo squadra con un’espressione compiaciuta. «Vedremo, se saprete davvero farla roteare meglio, quella spada. Per ora, la mela ve la lascio volentieri.» Poi un cenno del capo in direzione di Calad, lo sguardo torna pratico e fermo. «Gheppio, organizzate delle ronde congiunte. Due, massimo tre Bravi per volta. Pattugliate le terre di Esperia. Se incrocerete umanoidi, portate con Voi del cibo, allontanateli senza combattere. Non perdiamo tempo, né energie, contro chi non rappresenta una minaccia reale.» Quando Isifone si stacca dal muro e si avvia verso l’uscita, lo sguardo della mezzelfa la segue per un istante. Poi le labbra si piegano in una smorfia divertita. «Siete un enigma, mannara. Ma siete un enigma utile. Pravus in Tenebris.» Le lancia un occhiolino di rimando, poi torna ad osservare con attenzione tutti gli altri. «Se non vi sono altre domande, la riunione si conclude qui. Restate nei paraggi. Le notizie corrono in fretta, e potremmo doverci muovere molto presto.» Poi torna verso il tavolo.
Isilwenna
Isilwenna23:11
Sala R&S Molto bene < annuisce alla fine del discorso di La Rossa, con un cenno del capo, visibile e sicuro. Lo sguardo si sposta su Calad e Nurak, in uno scambio di battute e accenna un sorriso all’indice puntato su di lei, a Cormoran che si riallaccia alle sue domande> Ottimo! Direi che sono tutti molto pronti! <esordisce alle parole ferme e sicure di Nurak, Isifone, Cormoran e Calad e un sorriso sottile delinea le labbra carnose, stirandole lungo le guance e lo sguardo si adombra alle ultime parole di Grader e la mano scivola a cercare il suo polso> Da solo? <lo sguardo si fa tagliente a quella sua intenzione>
Calad
Calad23:12
Sala R&S Pravus in Tenebris Isifone <replica per lei che va> facendo passare lo sguardo sugli altri ed a loro poi rivolgendosi <se qualcosa stava per scoppiare nel momento da me citato poco fa, quando con Maniakesh ci recammo ai bordi di MOT dove per poco non ci lasciammo le penne, tanto più ora l’ora s’è fatta oscura. Coraggio e sprezzo per la morte, confratelli, consorelle. Se la morte ci coglierà moriremo con onore e nella consapevolezza di aver dato il massimo <dice serio ed a loro rivolto, poi per Nurak> penso che non steste aspettando di meglio, dico bene Nurak? <ma è il dire di LaRossa a riportalo con l’attenzione su di lei e replica con un sorriso divertito> concordo, ma non succederà <poi all’ordine conclude> d’accordo ma, se non fosse sufficiente il cibo, dovremmo necessariamente eliminare la minaccia.. <conclude> direi che possiamo ritirarci. Pravus in Tenebris e passate una lieta notte <lo sguardo che passa su tutti per poi avviarsi verso la porta e ritirarsi nella sua stanza al piano di sopra del Castello>
Cormoran
Cormoran23:15
sala RS <un ampio sorriso risponde al gesto inaspettato di Nurak, annuisce deciso al nano> Essia, metà ciascuno! <Verso LaRossa, non risponde alla provocazione, non reagisce in maniera spettacolare, semplicemente fa spallucce e le fa l’occhiolino e poi si sofferma su Calad, lo saluta con un chinare il capo quando si ritira. Si stacca dalla parete con un colpo di reni e lo segue verso l’uscita. Non prima di essersi voltato verso la sala, la sinistra aperta e alzata a mo’ di saluto> Pravus a voi! Rifacciamolo qualche volta! <e poi sparisce, lasciando dietro di sé... nulla.>
Grader
Grader23:22
Sala R&S <Pravus In Tenebris>accenna un cenno col capo in direzione di Isifone mentre si appresta a lasciare la sala,poi lo sguardo si sposta lentamente sui presenti,attento,silenzioso,quando l’attenzione ricade poi su Isi si concede un sorriso appena accennato,che spezza per un istante la compostezza del volto,<si da solo,meglio essere prudenti e rimanere nell’ombra>fa una breve pausa,poi con tono piu’ leggero,quasi a voler sciogliere la tensione<anche io so far roteare bene le spade sapete?>il sorriso si fa piu’ marcato.fugace ,ma sincero
Nurak
Nurak23:27
Nurak sorride a Cormoran per poi rivolgersi a Calad «Avete detto bene Gheppio: non aspettavo altro» La mano alzata accompagna il mezzelfo all’uscita. Mentre altri lasciano la stanza, il khaza si avvicina a passi lenti verso LaRossa, fermandosi al suo lato, con gli occhi che guardano nella stessa direzione. Con voce bassa e profonda si rivolge a lei, calmo, sereno «Non vi deluderemo. La mia vita è al vostro servizio e al servizio di tutte e tutti» Nurak non si volta, le parole non hanno bisogno del sostegno dello sguardo. Le lascia lì, sul petto della Pellegrina, a far scintille e fuoco. La mano sul martello accompagna poi i passi verso l’uscita «Pravus in Tenebris! Tenete gli occhi aperti, di questi tempi, non ci si può fidare nemmeno degli alberi» Il nano è lì per lì per varcare l’uscio quando si arresta. Il busto si torce verso l’interno della stanza, il collo si allunga al di là dello stipite mentre l’ascia riflette il fuoco delle torce «Fokuz è di nuovo libero. Se mai dovesse scapparvi una vittima collaterale mentre ammazzate un umanoide .. io non me ne dispiaccio» Nurak scoppia in una risata sonora che riecheggia per la stanza e i corridoi «Buonanotte Bravi, a presto!» Nurak riprende i suoi passi e scompare nell’oscurità dei graniti del castello.
LaRossa
LaRossa23:31
Lo sguardo d’ambra, tracciato dal khol, scivola sui volti dei presenti, uno dopo l’altro. Le loro parole, le risate, persino gli scherni… tutto viene registrato in silenzio. L’espressione sul suo volto è quella tipica, sfrontata, lucida, dannatamente consapevole di chi è e di chi ha davanti. Poi abbassa appena lo sguardo sul bracciale di corallo, quello che si staglia come una macchia viva sul polso sinistro, quello privo del mignolo, e in quel gesto si fa seria solo un attimo. «Certo che no.» risponde a Calad, senza staccare gli occhi dal gioiello. Una pausa, poi un mezzo sorriso le arriccia le labbra in quel modo tutto suo, spavaldo e bastardo. «Ma se fosse così… beh, almeno qualcuno potrà finalmente mettere le mani su quei cioccolatini.» Il tono è basso, quasi ironico. Ma lo sguardo no, quello è lo stesso di ieri sera, e dell’altra ancora. Quello di chi è pronta a farsi colpire prima di chiunque altro. Trae un respiro profondo, e poi torna a sollevare il volto, riprendendo possesso dello spazio che la circonda. Saluta ognuno di loro con un cenno del capo, uno a uno, restando accanto al tavolo mentre gran parte dei Bravi lasciano la sala. Solo quando Nurak le si avvicina e parla, lei si volta appena. Non lo guarda, ma annuisce con lentezza alle sue parole. «Vi tengo d’occhio, khaza… per ora fate pure il cavaliere fiero. Ma appena me ne date motivo, vi faccio lucidare il martello a Cormoran.» Gli occhi si accendono, mentre recupera dalla sedia alle sue spalle la mazza ferrata da sotto i fogli sparsi, facendone scivolare un paio a terra. Non se ne cura. Con il gesto di chi ha già fatto quel movimento mille volte, aggancia l’arma al fianco sinistro. Poi resta lì, in piedi nella sala ormai mezza vuota, osservando le ultime luci che tremolano sulle pareti. Il sorriso sghembo le resta addosso ancora un po’.
Isilwenna
Isilwenna23:33
Sala R&S Pravus in Tenebris < saluta chi lascia la sala, adocchiando Isifone, Cormoran e Calad lasciare la sala> Ne sono più che sicura. Non avrei mai scelto un pivello al mio fianco < sussurra quell’affermazione a Grader, allungandogli un occhiolino d’intesa e trattiene uno sbadiglio> Andrei a riposare. Ci aspettano giorni intensi all’orizzonte < un sospiro esce dallo sterno della creatura elfica e apre la mancina a salutar Nurak e LaRossa> Pravus in Tenebris, mi ritiro anch’io < lo sguardo indugia sulla porta e poi su Grader>