Promesse sotto la mezzaluna
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Nel tempietto addobbato di rose e fiori di loto, Tianlong e Janira celebrano la loro unione davanti ad amici, Cavalieri e Falchi. Sotto la protezione di Themis, la cerimonia trasforma le rovine in un luogo di speranza.
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*** Nel cuore del tempietto, dove l'aria profuma di petali e promessa, la navata si apre come un abbraccio dorato, l'arco scintilla di luce calda, e al centro, sospesa come un voto eterno, una mezzaluna azzurra illumina l'altare con un bagliore che pare respirare. Ai lati del cammino nuziale, un tappeto rosso accoglie i passi degli sposi, mentre rose scarlatte e fiori di loto, simboli di passione e rinascita, sbocciano in grandi composizioni che sembrano custodire il segreto dell'unione. Le candele, disposte con cura rituale, tremolano come cuori emozionati, e ogni fiammella pare sussurrare una benedizione antica. È un luogo dove il tempo si ferma, dove l'amore trova il suo tempio, e dove due anime possono promettersi l'eternità sotto lo sguardo benevolo della luna. ***

Tempietto Interno Tianlong Il silenzio all'interno del TEMPIETTO è profondo, rotto soltanto dal picchiettio insistente della pioggia che cade nel giardino del Palazzo della Luce. Lui resta in piedi, immobile, con lo sguardo fisso nel vuoto e le labbra serrate in un mutismo assoluto.Indossa un hanfu bianco, una veste cerimoniale originaria delle sue terre , ampia che ricade fluida lungo il corpo, incrociandosi sul petto e stringendosi sui fianchi esili. Le maniche lunghe e larghe coprono le braccia fino alle mani, mentre i bordi di seta rossa della tunica creano un contrasto netto col bianco candido del tessuto principale. I capelli neri e liscissimi gli scivolano lungo la schiena, arrivando ben oltre le terga e dalle tempie, le ciocche sono tirate all'indietro e raccolte in un'alta coda di cavallo. Un nastro rosso la tiene ferma e pende rigido lungo la nuca, muovendosi appena per il debole spostamento d'aria che filtra dall'ingresso del tempio, nonostante l'umidità della pioggia esterna sembri appesantire ogni cosa.Alle sue spalle, l'ALTARE dedicato alla Giusta Themis , testimone silenziosa di quella figura che, ammutolita, sembra quasi fondersi con il marmo ed i fiori allestiti dai SENSALI, Rose e Loto, del luogo sacro mentre fuori il temporale continua a imperversare.

Tempietto Ingresso Aura Razza Min Ehinetor Innanzi al portone di accesso al tempietto si trova l'imponente figura dell'angelo nei suoi 2 metri e 20 di statura per 200 kili di stazza, avvolto in una armatura completa metallica, con Scudo alle spalle tra le grandi ali piumate. Alla cintura d'armi un martello e una spada lunga benedetti in Themis e un ascia da lancio. Lo sguardo dell'enorme figura è fisso verso l'esterno, messo li innanzi a protezione del luogo. L'aura razziale è innalzata ai minimi livelli, mostrandosi visibile a tutti come una spirale candida che ruota per 1 metro di raggio intorno al sembiante. Lunghi capelli e barba candida escono ordinati dall'elmo che nasconde il viso del Falco.
Tempietto Ingresso staziona nei pressi dell'INGRESSO del Tempietto, tenendosi sul lato interno destro a pochi passi dalla RASTRELLIERA dove ogni convenuto lascia le proprie armi. Indossa la SACRA COTTA, con gli anelli metallici che richiamano vagamente il color verde e con una MezzaLuna in blu sul davanti. Alla destra della cinta d'arme ha la LUNGA Consacrata a Themis, nel proprio FODERO, sul retro una scarsella e il PUGNALE del Conte Erik. I lunghi capelli rossi scarmigliati sono raccolti in un alto codino alla man bun e la folta barba, anch'essa rossiccia, è stata curata da poco e risulta ordinata. Al polso destro è agganciato il bracciale con incastonata la Sacra Gemma e con agganciato un orecchino a forma di testa di lupo. Osserva per un attimo Ehinetor, posizionato sul lato opposto. Saluta con lievi cenni del capo gli ultimi invitati che fanno il loro ingresso. L'AURA MISTICA è SOPITA e INVISIBILE.
Annoiato Vigore testosteroneo [Calad] Cormoran [tempietto, esterno] raggiune la soglia dell'ingresso vestito con un completo elegante e un mantello, entrambi colore blu notte. Su quest'ultimo brilla la spilla della Corte. Si posiziona all'esterno, al lato dell'entrata con le spalle rivolte al tempio. Non entra, ma vigila. La mancina riposa sul pomo della sua spada lunga, i suoi occhi blu scrutano l'ambiente dinnanzi a lui, i suoi capelli spettinati si muovono appena alla brezza della sera. <Stasera è festa, gravi conseguenze a chi vorrà arrecare fastidio ai promessi> mormora a sé stesso.

Tempietto Ingresso sereno Edghar giunge con passo cadenziato all'ingresso del Tempietto , un accennato chinar del capo in direzione di Ehinetor , come di dovere deposita l'arma nell'apposita rastrelliera , avanzando poi all'interno della struttura , il Cavaliere indossa un COMPLETO tre pezzi in PELLE, realizzato a partire dalla conciatura interamente artigianale , I PANTALONI neri, sono moderatamente aderenti, ma consentono ampia libertà di movimento e pratica vestibilità. Una CINTA che richiude perfettamente la giacca, applicata ad essa, è la GIACCA, il vero elemento caratteristico del completo, impreziosito da lavorazioni lungo i dorsali, che scendono per tutta la lunghezza del capo, impreziosendo ulteriormente le maniche, rendendolo unico nel suo genere da una vestibilità mascolina impeccabile.

Tempietto/Altare Cheveyo ( L'uomo si trova nei pressi dell'altare con lo sguardo sul luogo e su TIANLONG a cui offre un sorriso incoraggiante. Silenzioso attende come sentinella che non abbassa mai la guardia, inspira profondamente senza proferir alcuna parola. Stasera l'Uomo si porta dietro un po' del suo deserto, ricamato su quei vestiti dai tessuti leggeri, ampi e morbidi. Una camicia nera discende in linee gentili, creando balze ad ogni orlo, compreso quello delle maniche, che sono arrotolate all'altezza dei gomiti. Le braghe si muovono come le dune, irregolari, impreviste, mentre quell'insieme di fasce che le compongono si muovono sempre in uno schema diverso, ad ogni passo, lasciando qualche strale di tessuto a ricadere sulle gambe, lieve. Il tutto si restringe all'altezza dei polpacci, là dove la stoffa s'infila in stivali di foggia classica, consunti dal calore delle sabbia, che ne hanno fatto sbiadire il tono. Il tutto è legato insieme da una cinta che ricade morbida sul fianco sinistro, con un ciondolo a forma di triscele appeso, tale da richiamare il BRACCIALE che indossa al polso sinistro, riportante le trame del Sacro Sigillo, suo custode e catalizzatore, mentre la sua AURA rimane SOPITA. Sulle spalle, un tagelmust abbandonato a sè stesso giace inerte. )
Tempietto Ingresso composta Siganda Al seguito di Janira, tra le damigelle della SPOSA, procede con passo sicuro fino all'interno del Tempietto, l'andatura è algida quasi altera, nascondendo l'emozione per la cerimonia, mentre si guarda attorno con gli occhi neri come la notte donando eleganti cenni del capo a salutare i presenti tra i quali Ehinetor e Aonghas. Indossa un abito elegante, etereo, completamente in seta blu, che parte da un'ampia scollatura a barca sul petto, a punta al centro, con maniche dritte e trasparenti e finisce con una gonna mediamente stretta e dritta che arriva fino a piedi calzati con scarpine eleganti. La parte del corpetto è caratterizzata da particolari decori floreali, che spiccano col loro blu intenso sull'incarnato e si estendono su tutto l'abito. La lunga capigliatura bruna è raccolta in una severa acconciatura che lascia scoperto il collo sottile e le orecchie sui cui lobi lampeggiano dei punti luce di brillanti. All'anulare destro un anello d'oro con il proprio sigillo. Si trova un poco distante da Edghar e Indice

Ingresso Tempietto bambino Roitare è ferma a pochi passi da Aonghas, che osserva dall'alto dei suoi due metri e dieci di altezza. E' un angelo ANZIANO, dalla corporatura longilinea, con lunghi capelli neri fermati da un nastro rosso. Le ali non sono visibili, ritirate all'interno del sembiante. E' visibile invece l'AURA RAZZIALE, espansa ai MINIMI LIVELLI, che circonda l'angelo in un vorticare di fiammelle diafane per il raggio di UN METRO. Indossa una cotta di maglia, ed al di sopra di essa la tunica dei Cavalieri di Themis, di un tenue colore celeste. Disarmata, osserva per un istante la rastrelliera, per poi chiedere ad Aonghas "sembra che ci siano molte persone..". Persone che, al contempo, saluta se incrocia qualche sguardo, con un piccolo cenno del capo.
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giunge or l'uomo al Tempio delle Rovine della Mole vestito in nero con un completo in nero

Al suo arrivo, alla cintura porta Cintura d`Arme , tiene al fianco destro Armi da botta , tiene al fianco mancino Scudo medio in Acciaio , il corpo è avvolto da Armatura completa in metallo , in borsa ha, Armi da lancio , Armi lama lunga e piatta . Ha indosso, Pendente . Porta con sè, Strumento a Imboccatura .

Tempio Ingresso SidMay dopo aver ringraziato il conducente per il passaggio, scende da una carrozza fermatasi davanti al Tempietto.Sul capo pone uno scialle per ripararsi dalla pioggia, giusto il tempo per raggiungere l'ingresso dove staziona Ehinetor e Aonghas(Sawas a voi) saluta con un sorriso prima di entrare e dirigersi verso il lato destro della navata mentre scopre il capo dallo scialle rivelando i corti capelli castani dai riflessi ramati.A vestirla un elegante ma sobrio abito formato da un corpetto in velluto verde che lascia libere le spalle e le braccia,sotto una doppia gonna, una in leggera e soffice seta bianca e sopra una più corta dello stesso colore e tessuto del corpetto,. A ornarla un paio di orecchini in ametista e una collana con un ciondolo a forma di Sole, una fede nuziale all'anulare sinistro e un paio di braccialetti ai rispettivi polsi. Sul viso ovale dalla pelle brunita gli occhi di un intenso color indaco osservano con curiosità e ammirazione il luogo, cercando al contempo volti conosciuti.

Aura Razza Min Pan <L'incedere è lento e solenne tra le navate del Tempietto di Themis, dove la luce dorata dell'Arco si fonde con la luminescenza argentea del proprio Sembiante. Il mantello di velluto rosso, bordato di prezioso ermellino, scivola con aristocratica grazia sul tappeto nuziale, richiamando cromaticamente il rosso delle rose e dei loto che adornano l'ambiente. Ogni passo è un tributo alla stabilità del regno e alla sacralità dell'unione che sta per compiersi tra il Ministro della propria Corte e il suo Vicario; le ali, vaste e piumate, sono mantenute composte e ritratte, in segno di profondo rispetto per la solennità del rito. Il Fulcro di Luce batte calmo nel petto, mentre l'Aura Angelica è tenuta sapientemente ai minimi livelli: una presenza vibrante che, pur nella sua discrezione, si sposa con il calore delle candele circostanti, infondendo nei presenti una sensazione di pace trascendente e sollievo. Giunto dinanzi all'altare, dove la mezzaluna azzurra risplende come un voto eterno, lo sguardo si posa dapprima sugli astanti per un saluto corale, per poi soffermarsi sul Ministro e sul Vicario in un rispettoso silenzio.> Atthemis a voi tutti... Vicario... E sia.
Tempietto Awerdoro giunge al Tempietto sotto braccio di Balakim, tenendogli il fianco sinistro, con un bel sorriso placido steso tra le guance piene. L'occasione le ha permesso di rispolverare l'abito blu notte decorato con ricami naturali, mentre l'indisciplinata coltre di boccoli biondi è stata raccolta in un'alta coda vaporosa ferma da un nastro di velluto blu. Il pendente del falco d'argento con la piuma azzurra da Gheppio e la lira d'ametista e oro riflettono la luce delle torce che illuminano il sentiero, mentre il MONILE IDROREPELLENTE le permette di affrontare lo scrosciare fitto della pioggia completamente indifferente. Non porta armi con sé, in quella serata di festa. Si volta verso l'ingresso, dove già i primi invitati stanno giungendo, e di nuovo verso il suo compagno. "Non siete mai stato qua, eh? È molto carino, dentro" gli cinguetta nell'orecchio, prima di tornare a guardare davanti a sé. Tra i vari giunti qualche volto conosciuto cattura la sua attenzione: un cenno del capo a Ehinetor, un gran sorriso caldo e affettuoso verso SidMay e, infine, una sventolata della sinistra in favore di Cormoran. Chi meno riconosce invece viene salutato con un sorriso pacato. Ormai sulla soglia si affaccia dentro, per ritornare a Balakim dicendo "Uh, è arrivato anche il Barone. Mi sa che si inizia a brevissimo!"
Al suo arrivo, ha indosso, Pendente , Abito , Orecchini , Olio per Corpo , Anello . Porta con sè, Monile Incantato Livello Minimo .
Tempietto Interno Zel si trova all'interno del Tempietto, vicino a Tianlong. In piedi, il figlio della roccia raggiunte a malapena le centoquaranta cannelle ma piuttosto robusto. Indossa un completo nero formato da un paio di pantaloni, una camicia ed un gilet tenuto chiuso da numerose fibbie. Di tanto in tanto la mano destra si infila sotto il collo della camicia, tra le trecce della barba, tirandolo per allargarlo un poco. Sulle spalle il mantello nero con la croce dorata lo identifica come Condottiero dei Paladini. Ha i capelli biondi totalmente liberi che si appoggiano sulle spalle, la barba è divisa in otto trecce, ciascuna di queste è chiusa in fondo da un anellino dorato. Gli occhi, di un azzurro intenso, indagano sulla folla, cercando svariate figure, soffermandosi per un attimo su Rovina a cui dedica un piccolo sorriso che stira le labbra sottili. Gli occhi scivolano poi su Tianlong, lo sposo, lì vicino. Lo osserva con attenzione per qualche momento. In rastrelliera ha lasciato la Spada di Luce, l'arma di Nemesh. Ha addosso due ciondoli, coperti in buona parte da barba e camicia mentre all'anulare destro un anello con il simbolo dei paladini fa bella mostra di sé. Un cenno del capo viene rivolto alle figure che incontra con lo sguardo nell'osservare attorno a sé.

cammina sul selciato del vialetto che conduce al tempietto con diletto ed un leggero fischietto. E' tutto molto etto. Più si avvicina e più le varie figure che si stanno avviando verso l'interno sono semplici da contare, inizia a crearsi una bella calca. Sfodera un leggero sorriso, ma non può sfoderare altro: non ha armi con se, solo stivali di cuoio nero che camminano sotto la pioggia, calzoni anch'essi neri ed una camicia bianca. Su tutto ciò un manto nero ma abbastanza leggero, necessario a coprirlo solo dalla pioggia: il volto è volutamente ben visibile

Tempietto ingresso tranquilla Indice alle spalle di Edghar si avvicina al tempietto camminando facendo attenzione a non finirgli addosso intenta com'è a guardarsi attorno e a studiare i volti di coloro che giungono,indossa un abito in seta naturale che cambia forma e carattere ad ogni passo e che sembra assorbire la luce ambientale e restituirla, il tessuto si chiude a incrocio sul seno fermandosi sul fianco sinistro con una fila di minuscoli bottoni di perla, le maniche morbide, sono asimmetriche, la destra corta e scampanata, la sinistra invece termina con un polsino che si traduce in una lieve svasatura, la gonna sovrapposta, giunge sino al suolo aprendosi al vento. Il viso è illuminato da un paio di orecchini in oro giallo lavorato a sbalzo i cui decori, nella parte centrale, emergono con un luminoso rilievo, al collo una collana anch'essa in oro con elementi irregolari in cui sono incastonati cristalli di diversi colori<e aspettatemi> sussurra appena ad Edghar cercando di affiancarlo.
Tempiettto|Int. Doxia abbandona i pressi dell'Altare facendo l'occhiolino a CHEVEYO, andando a insinuarsi tra le panche disposte regolarmente ai lati della navata centrale. Stasera l'Elfa indossa la primavera: porta un abito dal taglio orientale, un kimono, la cui seta è ricamata con preziosi giochi floreali, i disegni che si alternano in vividi coloro, mentre lo sfondo vira sul verde e sul dorato. Quell'abito viene tenuto fermo dall'alto obi di colore rosso, circondandone i fianchi e permettendole di muoversi senza ingombrarle il passo. I suoi lunghi capelli neri, invece, più che sciolti sono tenuti insieme in uno chignon in cui uno spillone di giada si perde tra i toni cupi della chioma. L'Elfa non cela la sua genia, ben vivida nella punta acuminata delle sue orecchie, ma non la esacerba, portando con sé lo stretto necessario: oltre ai suoi abiti, indossa solo una coppia di anelli all'anulare mancino e, sullo stesso polso, il SACRO SIGILLO, il bracciale che è compagno e custode della sua AURA mistica ora SOPITA. Si sofferma alla fine dell'ultima fila di pante mentre lo sguardo scorre sui presenti, su TIANLONG e PAN, per poi osservare i PRESENTI che affollano il luogo, mentre lei rimane ai margini, osservatrice e osservata, con quella linea di kajal e quel tocco di carminio sulle labbra che rendono la bellezza dell'Elfa ancora più intoccabile
Al suo arrivo, ha indosso, Anello , Fermaglio , Abito , Bracciale . Con sè non porta nulla.

Tempietto Ingresso Aura Razza Min <Lieto di vedervi, benvenuta> verso Sidmay con tono gentile e basso di volume, chinando verso questa il capo rispettosamente, osservandola poi con cura così come ogni persona che voglia entrare nel tempietto. <Ricordatevi che siamo nella casa della Madre, nessuna arma sarà tollerata all'interno>, estende il monito a TUTTI coloro che si apprestano ad entrare. Al momento non sembra preoccuparsi di quanto accade all'interno, osservando solo per un attimo la figura di Aonghas anch'egli in presidio. <Fratello mio, lieto di vedervi qui> poi anche verso Roitare a cui dona uno speciale chinarsi del capo.
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13 Tempietto Interno ISILRILL superato il Presidio si porta nelle vicinanze del Tempietto a seguito del Corteo di damigelle che accompagnano JANIRA verso l'Altare allestito per la cerimonia. Al suo passaggio lievi cenni del capo in saluto a quanti conosce, soffermando lo sguardo per il tempo di un battito di ciglia, su CORMORAN. Poi lo sguardo sfuma dinnanzi a sé CERCANDO TIANLONG, lo scruta con attenzione, ombra di un sorriso le increspa le labbra. Non un fiato lascia sfuggire, neppure quando si avvede della presenza di PAN verso cui si prodiga in un reverente chinar del capo.
ingresso tempietto Kamil e Oystein percorrono, sotto la pioggia battente, gli ultimi metri che li separano dal Tempietto. Nel frattempo che camminano il Moro scambia qualche battuta con il giovanotto che lo affianca: «Allora, ragazzo mio, come state? Come vi trovate al castello? Cominciate un pochino ad ambientarvi?». Le domande sono pronunciate con una voce bassa, avvolgente e mite, piena di una sottile malinconia dettata dalle note baritonali, profonde e soffuse. Kamil è un uomo quasi di mezza età, d'altezza e corporatura nella media; la sua carnagione scurissima è costellata di infinite cicatrici, molte delle quali nascoste dagli abiti ma alcune visibili. Barba e capelli un tempo erano corvini ma ora tendono a incanutirsi: la prima è corta e ben tenuta e adombra la metà inferiore di un volto intrigante e piacevole; i secondi sono raccolti sommariamente dietro la nuca in una crocchia, anche se alcune ciocche ne scappano via e scivolano fuori dal cappuccio del mantello posato sulla sua testa. Gli occhi scuri si fissano sull'ingresso del Tempio, sempre più vicino. Oltre al drappo da viaggio, di stoffa robusta e scura, indossa una camicia bianca, pantaloni neri e stivali di cuoio. In vita, assicurato alla cintura, un pendente di giada a forma di testa di Drago; al collo una piuma messaggera e una scaglia di Drago verde giada venata d'oro; all'anulare sinistro una vera d'oro. Giunto all'ingresso vero e proprio, si rivolge ad EHINETOR e ai FALCHI che lo presidiano: «Tacea Corvus! Kamil al Dhibain, membro della Famiglia dei Corvi Bianchi: siamo stati invitati da milord Huàn in persona, Aleira Raven è una Testimone di Nozze». Si presenta, si qualifica e, fermatosi, attende.
Al suo arrivo, ha indosso, Pendente , Stivali , Completo , Anello . Porta con sè, Monile Incantato Livello Minimo .
Tempietto interno Rovina La giovane entra col flusso degli invitati ma pare scivolare tra di loro senza appartenervi davvero. Sopra l'abito nero elegante porta ancora il mantello e solo varcata la soglia del tempietto lascia scivolare il cappuccio sulle spalle, rivelando il busto dell'abito e il nero che le cade fino ai piedi, accompagnato dal suono lieve dei tacchi. I capelli lisci a caschetto sono portati dietro le orecchie, ai lobi oscillano due fili di cristalli, gli occhi scuri osservano l'interno in silenzio. Non cerca i primi posti. Raggiunge gli ultimi banchi e prende posto con naturalezza. Solo allora cerca Zel e ne incrocia l sguardo, accanto allo sposo. Gli occhi gli scivolano addosso, dal mantello alle trecce della barba, cogliendo persino quel gesto distratto alla camicia, e gli rivolge un mezzo sorriso, appena accennato, che le piega le labbra lucide. Il mento si inclina appena verso di lui in un saluto muto. Poi resta seduta, composta.
Tempietto-interno Colette è raccolta nel Tempietto, leggermente defilata rispetto al flusso delle persone che iniziano ad affluire per la Cerimonia imminente. Prima di concentrarsi sui presenti, lascia scivolare lo sguardo sugli addobbi: i drappi ordinati, le decorazioni curate nei minimi dettagli, ogni elemento disposto con una precisione. Indossa la veste da Assistente del Sensale, di un elegante grigio perla, il taglio è lungo, lineare, ma reso più etereo dalle ampie maniche velate che si muovono leggere a ogni suo minimo gesto. In vita, una cintura sottile ne definisce la figura. Quando le prime persone varcano la soglia, si ricompone impercettibilmente, l'attenzione si fa vigile, lo sguardo più fermo. Da quel momento, ogni dettaglio viene registrato con cura per accertarsi che tutto si svolga nel modo piu solenne
Tempio Ingresso Sukran si avvia lentamente verso l'ingresso del tempio, il fare molto raffazzonato e stanco, indosso ha le vesti ancora della fucina con il grembiule, non si è cambiata per la cerimonia e questa cosa, che gli da fastidio si nota in volto che è molto imbronciato saluta i compagni che incontra senza troppe smancerie facendo dei gesti che stanno a significare che taglai ala gila a chi ha da dire qualcosa sul suo vestiario.
un soffio, per un momento, si palesa più forte del solito. Forse è Calad sottoforma di vento in cerca di Cormoran
Tempietto cammina lento al fianco destro di Awerdoro, modulando il passo per non lasciare dietro la compagna. Al contrario di lei, non ha nessun artefatto idrorepellente con sè a ripararlo dalla pioggia, ma un semplice mantello lanoso grigio, con annesso cappuccio ben calcato in testa, a coprirne il resto dell'abbigliamento. Nonostante l'aspetto poco curato, con barba incolta e capelli arruffati, l'uomo indossa un completo piuttosto elegante, pantaloni e doppiopetto nei toni del blu, ed una camicia nera finemente ricamata. Il resto degli orpelli, un orecchino al lobo destro e un bracciale al polso, non sono totalmente visibili ma sono al loro posto. <M-mh!> risponde sovrappensiero alla donna, un po' troppo distratto dal luogo sconosciuto e da volti poco familiari, mentre sfila con lei in direzione dell'imminente cerimonia.
Al suo arrivo, ha indosso, Completo , Orecchini , Bracciale . Con sè non porta nulla.

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13 Tempietto Interno [scapolo ancora per poco] [ resta immobile, austero nello sguardo fisso verso l'entrata del TEMPIETTO mentre il viavai delle persone attorno a lui segnala l'ultimarsi dei preparativi. Al suo fianco la figura di Zel, il Condottiero del suo Ordine, mentre poco dopo fa il suo ingresso Pan.In quel momento, rompendo il proprio silenzio, solleva entrambe le braccia davanti al petto ed il palmo della mano sinistra si apre per accogliere il pugno della destra che lo sfiora presentandogli un saluto d'etichetta delle proprie terre. China il capo in un gesto di profonda deferenza, lasciando che la voce risuoni nel sacrario]Onore e Luce nelle Tenebre, Mio Barone[Il timbro, estraneo alle inflessioni di quelle terre, è basso ma perfettamente udibile. Terminata la formula, le braccia tornano lungo i fianchi e il busto si raddrizza, mentre i suoi occhi, dalla tipica forma allungata a mandorla e dal color argento liquido, iniziano a osservare le persone che varcano la soglia del tempio]Lux in Tenebris, bengiunti..[Doxia, Kamil, Oystein, Sidmay, Indice, Edghar, Sukran, Calad, Colette , Rovina Isilrill cui un sorriso ne addolcisce l'espressione solitamente severa le dedica. Trattiene il respiro per lunghi momenti]
12ITempietto Ingresso Aonghas china il capo in modo lento in replica al saluto di SidMay, le sorride leggermente, quindi volge di un tanto il capo e alza leggermente il mento, per puntare il volto di Roitare con lo sguardo smeraldo rivolgendole alcune parole con tono basso e pacato <Non avevo alcun dubbio, hanno molti amici e sono due personalità di spicco. Occhi aperti, il Palazzo ha subito danni alle fortificazioni e i seguaci di guerra potrebbero voler presenziare senza essere invitati> Indirizza vari cenni del capo, lenti e compiti, a mò di saluto a chi continua a giungere. In breve tempo indirizza sguardo su Ehinetor, gli sorride e replica <Un piacere poter presenziare ed essere di aiuto> gli dice, alzando piano il braccio destro, portando il palmo della mandritta al petto, ad altezza del cuore, chinando di un tanto il capo. Rialzato il mento aggiunge verso di lui <Con me vi è la mia Giovane Sorella Roitare> sposta poi lo sguardo dalla Lacrima della Dea a Kamil che si presenta proprio allo Stratega di Corte.
ingresso tempietto Oystein si guarda intorno dal proprio metro e novanta, camminando accanto a Kamil sotto la pioggia battente. Veste di pantaloni in pelle che finiscono negli stivali, una camicia grigia infilata nei pantaloni e per provare a salvarsi dall'intemperie ha un mantello azzurro sulle spalle ormai stinto in un blu scuro a causa dell'acqua che ne ha saturato il tessuto. I lunghi capelli biondi legati in una coda bassa da un cordino in cuoio sono in parte salvi dalla pioggia grazie al cappuccio, in parte sono fili dorati appiccicati alle tempie dall'acqua. Non ha armi con se, solo spadine ed anelli che gli pendono ai lobi. Lo sguardo azzurro si posa su Kamil quando gli parla, smettendo d'occhieggiare a destra e a manca <Sicuramente è molto più semplice ambientarsi in un castello che in un accampamento> con tanto di mezzo sorriso leggero, così da bilanciare la sottile malinconia altrui. Quando l'altro si ferma a parlare ad Ehinetor e Falchi, lo sguardo va su di loro e china il capo <Oystein Aasan> e poi tra i presenti all'ingresso a far da compagnia alla rastrelliera ci trova Aonghas a cui riserva per l'altro un altro chinarsi del capo
Tempietto Ingresso è stato letteralmente trascinato fino a lì, alle porte del tempietto, e un po' si nota nel passo lento, che non trova una via precisa dove andare, semplicemente ha seguito Aleira -e poi è stato abbandonato- , guardandosi attorno in quella FOLLA che pian piano si sta radunando all'Ingresso del Tempietto. Lui, è un uomo di trent'anni su per giù, dai capelli castani, mossi, spettinati, che incorniciano un viso dai lineamenti rigidi mitigati dall'espressione quieta e dal blu intenso delle iridi. Addosso porta la TUTA da VOLO che risalta il fisico solido, la cui massa muscolare tende il cuoio e la pelle di cui è fatta, si incastra in esso, risaltando la forma compatta e robusta. Ogni volume si intuisce sotto il cuoio nero e verde. La cinta che cade sui fianchi ospita l'ELMO da volo, legato ad essa. Al polso sinistro indossa il CATALIZZATORE in un bracciale di cuoio su cui risalta la scaglia del Mai Nato, mentre dal polso destro fuoriesce un bendaggio che copre la mano intera. Allunga uno sguardo verso Kamil e Oystein, con un passo laterale, lampante segno che c'è ancora vita in lui, TENTA di accodarsi ai due. <Ditemi che avete portato da bere.> il tono è quasi un latrato, una richiesta portata con la malinconia di chi si è trovato lì suo malgrado.
Tempietto, esterno Cormoran rimane di guardia, immobile, all'entrata. Solo un profondo cenno del capo verso coloro che arrivano in pace, tradisce la sua postura. Un lieve sorriso, in particolare, viene rivolto a Calad, isilrill e awerdoro

Tempietto/ingresso Janira La pioggia sussurra oltre le soglie del tempietto, lieve ma costante, come a scandire un tempo che non appartiene più al mondo esterno. Appare senza fretta. L'abito è bianco, puro nella sua linea, e lungo i lati dell'ampio gonnellone si aprono rose rosse, vive nel tessuto come segni scelti, mai casuali. Il collo e le spalle restano scoperti, esposti senza timore. Tra i capelli, la consueta rosa fresca, discreta ma presente, come un sigillo. Alle sue spalle avanzano Isilrill, Siganda e Aleira, composte, silenziose, attente a non spezzare quell'equilibrio fragile che si è appena formato. Pochi passi. Solo quelli necessari. Poi si ferma. Lo sguardo si posa su Tianlong e non si muove più. È fermo, diretto... ma non freddo come d'abitudine. Vi è qualcosa trattenuto, sottile, che sfugge al controllo per un istante appena, prima di essere ricondotto all'ordine. Le dita si stringono appena tra loro, un gesto minimo, subito domato. È allora che, senza distogliere gli occhi, solleva lievemente la mano verso le tre dame. Un cenno breve, quasi impercettibile. Esse comprenderanno. Isilrill, Siganda e Aleira si dispongono con grazia, avanzando quel tanto che basta a creare una presenza discreta attorno a lei, velando senza nascondere, offrendo riparo a quell'emozione che non deve essere mostrata interamente. Resta lì. A pochi passi da lui. Immobile solo in apparenza, mentre il silenzio cala nel Tempietto.

Ingresso Tempietto Aura minimi livelli Roitare ricambia il cenno di Ehinetor, chinando il capo in modo più accentuato di quello che riserva agli altri partecipanti alla cerimonia. Gli occhi, celati dietro le palpebre chiuse, sembrano rivolgersi all'altro Angelo per un istante in più, mentre l'AURA Angelica, ancora ai MINIMI LIVELLI, sembra accentuare il suo movimento vorticoso. QUando Aonghas la presenta, torna a chinare il capo "Fratello, Atthemis". pronuncia il saluto a bassa voce, e senza che le parole abbiano una particolare intonazione. Anche il volto, che mostra ancora gli occhi chiusi, rimane immoto, inespressivo e senza movimenti. LA voce sembra emergere direttamente dal ventre del sembiante. E poi quel volto immobile ed inespressivo, si rivolge a Kamil. Un leggero cenno del capo viene dedicato anche all'umano.>

Tempietto/Altare Cheveyo ( L'uomo attende silenzioso lanciando sguardi vivaci e curiosi sui diversi presenti che giungono, ma quando giunge PAN offre a lui un rispettoso cenno del capo accompagnato dal saluto) Vita ex Fide a Voi Barone Pan ( le parole vengono pronunciate con solennità, la voce bassa e profonda, macchiata da una leggera raucedine. Sorride a DOXIA dinnanzi quell'occhiolino, un gesto silenzioso che riflette la profonda empatia che scorre tra i due. Riconosce tra gli invitati ZEL, SIDMAY a cui offre un sorriso pieno e un leggero cenno del capo senza aggiungere nulla a voce. Immobile come una sentinella porta entrambe le braccia dietro la schiena, una postura apparentemente rigida ma tradita dalle larghe spalle che sono totalmente rilassate. Il volto tracciato da quel marasma di cicatrici sulla parte destra, segni che si trascina dietro con una naturalezza disarmante seppur lo rendono uno sfregiato e poco carezzevole allo sguardo altrui. Poi gli occhi eterocromatici tornano su TIANLONG, silenzioso l'accompagna in quel momento, solo con quello sguardo rassicurante che lentamente si sofferma su JANIRA che sopraggiunge nel Tempio. Per lei un sorriso pieno e nient'altro)
Tempietto Interno composta <in rispettoso silenzio, dopo un inchino all'altare, si dispone attorno a Janira con le altre damigelle, dona sorrisi alla volta dei presenti che conosce +Aonghas, Cheveyo, Doxia, Roitare Kamil ed altri, per un battito di ciglia in più osserva lo sposo Tianlong che sembra pietrificato dall'emozione e PAN> che emozione, tremano le gambe anche a me < già con un fazzolettino in mano mormora a Isilrill e Aleira> con questo abito non avrei dove nasconderle <accenna sorridendo di rimando al monito di Ehinetor poi cerca con lo sguardo il suo compagno che forse è all'esterno>
pressi Altare Colette con passi lenti e misurati, si accosta pian piano all'altare, mantenendosi sempre in disparte, come un'ombra elegante che scivola tra gli spazi senza mai imporsi davvero. Ogni suo movimento è calibrato per non attirare troppo l'attenzione, lasciando che siano gli altri a occupare il centro della scena mentre lei osserva. Il suo sguardo, vigile e silenzioso, finisce per posarsi sul futuro Sposo, TianLong. Ne coglie i dettagli, la postura, e soprattutto quella tensione sottile che tradisce l'importanza del momento. È allora che sulle labbra nasce un sorriso appena accennato, spontaneo, quasi affettuoso, una reazione naturale davanti a un'emozione che ha già visto tante volte ripetersi, sempre diversa e sempre uguale.
*** La sposa appare in un soffio di luce, l'abito bianco le scivola addosso puro e morbido, alla vita due rose rosse, una grande e una piccola, sbocciano in un voto d'amore, petali ardenti che pulsano alla luce, la gonna si apre in onde leggere attraversate da ricami rossi, mentre il velo lungo e impalpabile le avvolge con grazia lunare, trasformando ogni passo in un'apparizione. Lo sposo le sta accanto con un manto rosso profondo, un giuramento che vibra come brace sotto la seta, i ricami d'oro scorrono sul petto e sulle maniche, fiumi di luce, intrecciando draghi benevoli, simboli di forza e protezione, il colletto alto gli dona dignità regale, la cintura ornata stringe la vita con eleganza antica, e il tessuto prezioso si muove con lui come un'ombra fedele, ogni passo un rituale che sigilla il dolce destino dei due.***
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13 Tempietto Awerdoro sosta ancora un po' nei pressi dell'ingresso, tenendosi stretta al braccio di Balakim, seguendo il vivace arrivo degli invitati. Sposta lo sguardo sul piazzale antistante il Tempietto e lo riporta al portone, dove le figure di Tianlong e Zel catturano la sua attenzione. Verso di loro, in saluto, il capo si abbassa in profondo e rispettoso omaggio ad occhi chiusi, senza intromettersi in quel momento di tesa intimità. Si volta verso Balakim e la sinistra, dove luccica all'anulare sinistro un anello a forma d'ancora che si alline al bracciale dell'uomo, gli stringe l'avambraccio. "Sarà suggestiva. Di solito, durante queste celebrazioni, succede sempre qualcosa di..." si ferma un attimo, a cercare la parola giusta, e tra quelle già pronunciate riacchiappa "suggestivo, appunto". Gli rivolge un sorriso caldo, carico di un affetto complice, per poi sventolare le ciglia qualche volta "E vediamo che bomboniere scelgono, magari ci viene l'idea giusta stavolta". Ritorna quindi ai presenti e si ferma con gli occhi scuri su Cormoran poco distante, allargando verso di lui un sorriso bonario. "Guardiano..." dice solo ed alza la sinistra a indicargli Balakim "Non so se ho avuto mai modo di presentarvi l'uomo che mi sopporta su base quotidiana". Ma s'interrompe quando, tra i tanti giunti, appare Janira con il suo prezioso corteo: il respiro si ferma un attimo, in sospensione, e sul viso i lineamenti prendono una piega emozionata: di nuovo la sinistra va a stringere il braccio a Balakim, mentre mormora "eccola!"
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Ingresso Tempietto Beregond mentre si incammina evita di entrare troppo a contatto con coloro che tergiversano e rallentano il passo, puntando dritto verso l'ingresso. Quì vede Cormoran, che può facilmente riconoscere il mezz'oste: porta un mantello ma il volto è ben scoperto. <Lux mio caro!> Sorride a Cormoran, chinando appena il capo <I miei migliori auguri per la vostra promozione! Serata impegnativa eh?> Domanda cercando di intrattenere l'umano, prova a non stare troppo in mezzo all'entrata così da permettere a chi vuole di entrare <Per caso volete un goccetto?> Domanda abbassando un po' la voce, tirando fuori dalla tasca interna del mantello una fiaschetta metallica: la muove un po per attirare la sua attenzione, ma cerca di non scoprirla troppo a favore del resto del popolo
Tempietto Interno Zel elargisce cenni del capo che vengono inevitabilmente accompagnati dal suono degli anellini della barba che sbattono tra loro, un tintinnio accennato che si ripete ogni volta che rivolge un cenno a gente di cui incrocia lo sguardo. Il Barone Pan, Doxia, Awerdoro, tutti loro ricevono un saluto dal Condottiero, ed anche di più, mano a mano che anche Aonghas ed altri ancora entrano nel suo campo visivo. L'ultima che saluta è la sposa, cui sorride con bonaria attenzione, sempre rimanendo in silenzio, in buon ordine. Le braccia lungo i fianchi, i piedi che si muovono di poco. Si volge, infine, anche verso Cheveyo, all'Adamante regala un altro mezzo inchino piuttosto impacciato ma, del resto, non brilla per eleganza nei movimenti. Quando è fermo, però, il Paladino mostra la fermezza tipica dei nani. Le spalle aperte e il petto in fuori mentre dal basso guarda il mondo dritto negli occhi.
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13 Tempietto Interno ISILRILL all'avvedersi del sorriso che TIANLONG le riserva le labbra si schiudono a sillabare muta <Son qui per Voi.. al Vostro fianco sempre> Al cenno di JANIRA, annuendo in comprensione, le si pone alle spalle, sovrastandola in altezza e fornendole riparo da sguardi indiscreti. Un sorriso ed un sussurro rivolge al Ministro <Serena.. è più agitato di Voi> Allunga la mano CERCANDO, o forse fingendo, di lisciare una piega, inesistente dell'abito di JANIRA, CERCANDO di trasmetterLe il calore e l'affetto che le lega . <Sono qui> Verso SIGANDA <Piangete se lo ritenete necessario.. ma compostamente> Rimane indi assisa alle spalle di JANIRA, in una postura composta, ove le mani riposano congiunte sul ventre.
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Tempietto Ingresso Aura Razza Min Ehinetor <Avanti mia signora, lo sposo vi attende> sussurra con un sorriso verso Janira che fa il suo ingresso accompagnato dalle sue damigelle. Le osserva e quindi si fa da parte osservando il corteo che avanza e coloro che entrano, a cui dona saluti e silenti cenni di assenso. Osserva intorno i Falchi e i Cavalieri presenti e poi getta uno sguardo verso l'interno senza però entrare ancora.

Aura Razza Min Pan <L'apparizione della sposa, un soffio di luce avvolto in candide vesti ove spiccano rose scarlatte come voti pulsanti, e la figura dello sposo, fiero nel suo manto rosso e negli intrecci dorati di draghi benevoli, segnano l'inizio di un destino sigillato. Osservando il fluire di quel tessuto prezioso e la dignità regale che emana dalla coppia, il passo arretra con aristocratica compostezza, cercando una posizione defilata che non interferisca con la sacralità del momento. Il mantello bordato d'ermellino viene raccolto con un gesto misurato, mentre il Sembiante si staglia in disparte, quasi a voler fondere la propria luminescenza con le ombre dorate del tempietto. Il Fulcro di Luce batte silente mentre l'Aura, mantenuta ai minimi, continua a effondere un senso di calma e protezione sull'intera navata. Lo sguardo, colmo di un rispetto antico, si sposta infine con attenzione sulla figura dell'Adamante, attendendo che il cerimoniere dia inizio al rito nuziale sotto il respiro della mezzaluna azzurra.> Atthemis. Che la Luce sia testimone di questo eterno istante.

Navata DX SidMay percorre con passo leggero il lato destro della navata superando le panche per poi fermarsi all'altezza della prima fila, non siede preferendo restare in piedi. Incrocia lo sguardo di Tianlong a cui replica con un lieve chino del capo al suo saluto. Lo sguardo si posa poi sulla figura di PAN e Cheveyo a cui rivolge medesimo saluto. L'ingresso di Janira cattura la sua attenzione, la guarda ammirata e anche a lei china un poco il capo in segno di saluto.
*** Il bouquet della sposa è un piccolo altare d'amore, un intreccio di rose rosse vellutate, cuori ardenti, circondate da fiorellini bianchi sospiri di luce, ogni rosa è un voto, ogni petalo un ricordo, ogni profumo una promessa, il verde che le avvolge è un morbido abbraccio, e dona equilibrio alla passione del rosso, come se la natura stessa volesse benedire l'unione. Tenuto tra le mani della sposa, questo bouquet è il simbolo del suo cammino, della sua forza, della sua dolcezza, un piccolo giardino consacrato all'amore, pronto a fiorire ancora una volta quando verrà lanciato verso il destino di chi lo coglierà. ***
interno tempietto Kamil guarda Auhvrandil. Mai direttamente, però: non osa intercettare lo sguardo del Guardiano, si ferma un po' prima di affondare i propri occhi nerissimi in quelli blu dell'altro. Gli offre un volto sul quale, per un singolo momento, passa un'espressione di acuta sofferenza. «Non ho una fiaschetta, Dil», ammette con una sincerità disarmante, allargando le braccia e discostandole dai propri fianchi in un gesto di chiare scuse. Fa precipitare di nuovo le braccia contro i propri fianchi e si stringe nelle spalle: «Ne comprerò una», promette poi. Allungando la mano sinistra CERCA con le proprie dita l'AVAMBRACCIO DESTRO di AUHVRANDIL «Venite con noi, troviamoci un posticino discosto», gli suggerisce includendo, per mezzo di quel "noi", anche Oystein nel discorso. Scocca uno sguardo limpido, mite e schietto proprio a quest'ultimo: «Mi fa molto piacere che vi stiate ambientando bene nel castello. Non appena mi libererò di qualche impegno, ci faremo un paio di chiacchiere voi ed io, mh?», gli propone. TENTANDO di guadagnare l'INTERNO del Tempietto, chiude su Auhvrandil: «Il Dio che v'ha Scelto mi ha onorato d'un frammento del Suo tempo, ieri sera», sussurra. Sebbene la voce sia un flebile mormorio, ogni sillaba trasuda di Fede - quella stessa Fede che si riverbera, chiara e dirompente, negli occhi bui come la notte più cupa. «È stato incredibile. Lo amo. Lo venero», conclude. Posa il proprio sguardo mite sui vari presenti, soffermandosi maggiormente su ALEIRA, SIGANDA e ISILRILL: a tutte e tre rivolge un sommario chinar del capo, una volta che abbia abbassato il cappuccio. Un leggero ma inequivocabile inchino, invece, viene dedicato ai due sposi: TIANLONG e JANIRA.
Tempietto-Janira Testimone Aleira è nel gruppetto formato da Siganda e Isilrill, e gli occhi scuri indugiano su entrambe mentre si posiziona così come Janira ha richiesto. Non c'è, in realtà, molta grazia nei suoi movimenti, ma il passo fermo e deciso del guerriero che è, e che infatti non è nemmeno agghindata con abiti suntuosi, pizzi o merletti: Ha addosso la TUTA da VOLO, un indumento che ricorda nelle fattezze un'armatura in cuoio, ma che è in realtà in pelle morbida rinforzata, tinta di nero, con inserti bianchi a richiamare i colori della schiera cui la donna appartiene; le sta addosso come un guanto, vestendola alla perfezione così da permettere movimenti fluidi e comodità malgrado tutto. Alla spalla destra è visibile uno spallaccio recante l'Orifiamma dorata dei Cieli di Luce, impressa nel cuoio, simbolo della Sentinella. Alla mano sinistra è presente il CATALIZZATORE, oltre a un piccolo anello in legno all'anulare. I capelli sciolti in onde nere che le sfiorano la schiena, sono l'unica cosa diversa dal solito. Inspira, mesta, praticamente imitando gli altri con una certa goffaggine persino.

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13 Tempietto Interno [scapolo ancora per poco] [osserva il Tempietto che inizia lentamente ad affollarsi. I suoi occhi d'argento scorrono lungo il perimetro della struttura, soffermandosi sul lungo tappeto rosso che i Sensali hanno steso con cura al centro della navata. Quando incrocia le figure di Aonghas, DIL, Aleira e Siganda china il capo in un cenno di tacito rispetto. CERCA con lo sguardo Pan, Cheveyo e Zel sta per dire qualcosa]riflettevo che.....[ma, nell'istante in cui Janira fa il suo ingresso, la realtà circostante sembra svanire.Il brusio dei preparativi e il picchiettio della pioggia all'esterno si attenuano fino a scomparire dal suo udito. Ogni altra presenza nel tempio diventa invisibile. I suoi occhi si immergono totalmente nel volto della sua promessa sposa, lasciando che l'austerità della sua posizione vacilli in un trasalimento quasi impercettibile.La severità dei lineamenti, scolpiti con la perfezione tipica della sua stirpe elfica, sfuma improvvisamente. Un sorriso appena accennato ne addolcisce l'espressione, illuminando il volto dell'Alto Eldar mentre resta immobile davanti all'altare, catturato unicamente dalla visione della donna che sta per raggiungerlo. Il nastro rosso della sua acconciatura ricade immobile sulla schiena,immerso in quella lunga chioma nera che supera le terga con le lunghezze]
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Tempietto ingresso tranquilla Indice un paio di passetti più veloci per raggiungere il GUTHELIK e solo quando gli si affianca rallenta nuovamente il passo allunga il collo per osservare gli sposi oltre la folla che ora occupa l'interno del Tempietto, cerca di vedere la sposa che risplende tra le dame che la circondano e ad Edghar sussurra a bassa voce< è bellissima vero? > uno sguardo poi a Siganda vicino a lei a cui sorride.
pressi Altare Colette si volta appena verso l'ingresso, come richiamata da un movimento che rompe l'attesa, e finalmente la vede arrivare, la Sposa, Janira, splendida nel suo abito nuziale, avvolta in un'eleganza che sembra quasi irreale. Dietro di lei, in composta armonia, avanzano le tre damigelle Isilrill, Siganda e Aleira, come un corteo silenzioso che accompagna quel momento solenne. Senza rendersene conto, muove un passo in avanti, appena percettibile, quasi temesse di perdersi quell'istante preciso in cui la Sposa va ad affiancare il futuro Sposo. È un gesto minimo, ma carico di attenzione, di presenza. La luce tremolante delle candele si riflette nei suoi occhi verdi, accendendoli di bagliori caldi, e scivola sulla sua pelle scura, lasciata in parte visibile dall'ampio scollo e dalle maniche velate della veste.
Tempietto interno Rovina Seduta agli ultimi banchi, la giovane lascia che lo sguardo torni per un momento su Tianlong e sull'abito di forgia orientale che porta addosso, studiandolo con una curiosità silenziosa. Il capo si piega appena sulla spalla destra. Quando il nome del Barone Pan viene pronunciato ne segue distrattamente la direzione, cercando tra i volti raccolti quale di loro porti davvero quel titolo, quasi delusa dal fatto che un barone non abbia corna o aureole che lo rendano immediatamente riconoscibile. Un angolo della bocca accenna qualcosa che somiglia quasi a una cattiveria pensata e trattenuta. Poi la sua attenzione cambia. L'ingresso della sposa la ferma e resta in silenzio. Cosa rara. Gli occhi grandi ne seguono i passi, il bianco dell'abito, le rose rosse, il velo, la misura di quel procedere composto. Osserva soltanto, con quell'attenzione impassibile che su di lei somiglia quasi a rispetto. Per un istante il mento si abbassa appena, poi, senza distogliere gli occhi dalla sposa.
interno tempietto Oystein cammina con Kamil e Auhvrandil e alla richiesta del bere da parte dell'altro scuote semplicemente il capo <potete, comunque, provare a guardare in alto con la bocca aperta sperando che la pioggia diventi mista con qualcosa di migliore> abbastanza sorridente da finire per strozzarsi con una risata soffusa che non nasce davvero e gli ristagna in bocca, già distratto dalle parole di Kamil <Quando volete. Se c'è bisogno d'attendere s'attende, perché forse è così che deve andare> con una curva di labbra più serena a favore dell'altro che s'accentua al sussurro carico di fede di Kamil, eppure non dice altro. Semplicemente continua a camminare, TENTANDO di guadagnare l'INTERNO del tempietto insieme agli altri due umani mentre con il collo teso continua ad osservare i presenti per avere un briciolo di dettaglio su a che punto sia la cerimonia.
Tempio Ingresso Sukran borbotta tra se e se vedendo sfilare tutta quella aristocrazia vestita bene quindi si affaccia solo all'ingresso del tempietto per vedere chi vi sia dentro e vedendo tutto quei ghingeri dice " meglio che non entro cosi zozza e sporca di carbone... Auguri e figli maschi" smorza un sorriso verso tianlong e janira mantenedosi mooolto lontana.
Tempietto si ritrova nuovamente ad annuire alle parole della compagna, ma non lo fa mugugnando basso ma muovendo piano il grosso capoccione cappuccio-munito. <Ah, be'. Spero davvero succeda qualcosa di..> lascia appesa la frase, continuando a muovere la testa in accordo alle parole di entrambi, una pausa a prendere fiato e proseguire <Anche perché ho dovuto mettere le scarpe, stasera. Quindi, deve per forza succedere qualcosa che ne valga la pena>. Una volta raggiunto l'ingresso del Tempietto fa un passo per scartare di lato, in quel continuo flusso di invitati che gli sfila ai lati, e si zittisce all'arrivo di Janira e testimoni al seguito. Ne osserva i vestiti, la compostezza nell'incedere, l'emozione palpabile, ritrovandosi a mugugnare qualcosa a bassa voce, tra sè e sè, totalmente incomprensibile. Si stringe poi ad Awerdoro, piegandosi di lato per raggiungerne l'orecchio. <Facciamo una scommessa sulle bomboniere? Secondo me, è una sciartapella da scrittoio>. Si rimette infine dritto, con gli occhi che tornano ai restanti presenti, come Cormoran, a cui rivolge cenni del capo e brevi sorrisi.
Tempiettto|Int. Doxia smuove il suo sguardo lungo il Tempio e la folla che man mano penetra, mentre la pioggia scorre lungo le vetrate. Dal suo angolo offre a TIANLONG un muto cenno al suo saluto, mentre allarga lo sguardo smeraldo anche su CHEVEYO, gli occhi che si soffermano sull'Adamante a lungo, offrendogli anche un moto di sopracciglia ben noto, senza mai far cedere il sorriso, sempre vivido sulla curva delle sue labbra. Ed è così che la sua attenzione si sposta su ZEL e SIDMAY, offrendo ad entrambi un cenno di saluto, per poi allargare lo sguardo su SIGANDA, ALEIRA e JANIRA che risalgono la navata, insieme ad ISILRILL. È su quest'ultima che si sofferma maggiormente, rivolgendole un cenno lento, prima di tornare a studiare lo spazio intorno e nuovamente la sua attenzione si incaglia sulla figura di KAMIL dall'altro lato del tempietto. Per lui solleva la mano sinistra, donandogli un breve gesto quando porta indice e medio alla fronte e li allontana, in un saluto quasi militaresco, accompagnato però dal sorriso sulle labbra.

Tempietto altare Janira La quiete del tempietto resta intatta, ma muta nel respiro. Lo sguardo si allontana da Tianlong solo per il tempo necessario. Si posa sul Barone Pan, e il capo si china con misura, un inchino composto, naturale, privo d'eccesso ma colmo di rispetto. Poi si volge verso Zel. A lui dedica un cenno più breve, quasi un riconoscimento silenzioso, sincero nella sua semplicità. Poi verso Cheveyo un chinar del capo in rispetto anche verso l'Adamante. Infine ritorna a lui. Non vi è fretta, ma neppure distanza ormai. Un passo appena accennato, quanto basta.Il capo si inclina ancora, questa volta con un ritmo più lento, meno formale. Il gesto è pulito, ma porta con sé qualcosa di più umano, meno costruito. Quando si rialza, lo sguardo torna al suo... e vi resta, senza più bisogno di altro.
inspira, espira e per alcuni attimi distoglie lo sguardo dagli avventori e osserva Janira che fa la sua comparsa. Rimane alcuni attimi ad osservare la sposa quindi vira su Tianlong incrociandone lo sguardo, sorridendogli e chinando di poco il capo in sua direzione. Di lì a breve passa in rassegna le varie persone che sono convenute, soffermandosi su Zel verso cui dona un ulteriore cenno di capo, in saluto. Ben presto torna a osservare in direzione dell'ingresso, lì dove giungono ulteriori invitati mormorando ancora qualcosa alla volta di Roitare.
Tempietto Interno Zel ascolta Tianlong che sembra intenzionato a dire qualcosa. "Oggi non si riflette, oggi ci si sposa". Poche parole, con quella voce profonda e leggermente roca, le rivolge tutte all'elfo prima di tornare a guardare Janira in direzione della quale china il capo profondamente prima di rimettersi ben dritto. Lo sguardo indugia per un attimo sugli altri invitati. Deglutisce quando incrocia la figura di Rovina, troppo lontana per essere tenuta a freno. Poi porta l'attenzione sulle damigelle e su Aleira lì nei pressi, con la tuta da volo addosso. Solleva le due cespugliose sopracciglia bionde, folte, prima, un cenno di assenso, poi torna a guardare verso Tianlong, scrutandolo dal basso verso l'alto. La mano sinistra porta indice e pollice a giochicchiare con l'anello all'anulare dell'altra mano, facendolo ruotare lentamente, senza particolare attenzione. Lo sguardo, in fondo, si presta decisamente più a seguire l'inizio della cerimonia ormai imminente.
Tempietto, esterno Di guardia Cormoran si porta la destra sul petto quando si china in un inchino silenzioso in direzione di janira mentre entra nel tempietto. La segue con lo sguardo, ammirando l'abito del Ministro. Poi scuote il capo all'offerta di beregond <magari più tardi, mastro spillo>

Tempietto/Altare ( All'uomo non sfugge l'inchino di ZEL a cui risponde sorridendogli, un gesto che ammorbidisce un po' quel volto calcato da lineamenti severi e marcati che gli donano sempre un'aria severa in cui non filtra alcuna emozione in particolare. Estende il sorriso verso SIDMAY ma torna su TIANLONG quando questo sta per dire qualcosa ma comprende che quel discorso finisce nel silenzio perché lui come il resto dei presenti va a guardare in direzione di JANIRA che lentamente raggiunge l'altare. Ancora una volta si concede un profondo respiro cercando di incamerare più aria possibile mentre resta accanto a PAN che nel frattempo ha salutato i presenti. Infine, inspira ancora una volta e prende la parola guardando gli SPOSI) Vita ex Fide a Voi che questa sera vi presentate al cospetto dell'Altare di Themis ( fa una breve pausa) Nel riverbero della Luce Creatrice, che tutto genera e tutto avvolge, ci poniamo dinanzi allo sguardo di Themis. O Madre dell'Equilibrio, Voi che sollevate l'animo dal fango del dubbio e ne purificate l'essenza, volgete il vostro sguardo radioso su questi vostri figli che hanno deciso di unirsi in matrimonio per il resto della loro esistenza ( parla solennemente soffermandosi solo sugli SPOSI)
tempietto|interno il respiro si fa più profondo, arraffa l'odore di fiori intenso da dare il mal di testa mentre si fa spazio tra quel marasma di gente. <non c'è neanche un banchetto?> si guarda attorno osservando gli abbellimenti e la navata principale priva di vivande. Boffonchia qualcosa di incomprensibile, solo le parole "ponte" e "barcarozza" si lasciano udire tra sillabe scomposte. Lo sguardo si rivolge verso Kamil <mannaggia> sbuffa sonoramente prima di sentire la presa sul braccio. Si lascia trascinare, privo di volontà, come un alga nell'oceano, mentre lo sguardo s'alza verso l'ALTARE dove intercetta le figure di Tianlong, Cheveyo e Zel, che saluta con un sorriso neutro e un leggero chinarsi del capo. <La Vostra preghiera è giunta e s'è fatta materiale sotto le stelle.> lo sguardo torna su KAMIL <Il Mio Signore è una poesia fatta d'onde nelle parole, e uno schianto di scogliere nell'animo. Non è facile cogliere il suo interesse, quel che posso dirVi, è che Lui ha apprezzato il Dono che gli avete fatto, trova tanto banali le persone che spesso non concede loro tante possibilità, ma non avevo dubbio su di voi. Potrei ritrovarVi a chiacchiere pure a notte fonda, quando anche i gufi dormono perchè stanchi del baccano che fate.> sbuffa nuovamente, prima di rivolgere lo sguardo alla zona dove JANIRA assieme a ISILRILL, SIGANDA ed ALEIRA catalizza l'attenzione su di sè. Ma non è sulla sposa che si dilunga, quanto su Aleira a cui scocca un occhiolino che sembra tanto la conferma della sua presenza ancora in questo mondo. <lontani dalla ressa, Kamil, vi prego> lo sguardo si rivolge ad Oystein <mi sembra un ottima idea, ma qua non piove, lascio fuori l'elmo che magari si riempie di qualcosa di meglio.> il sorriso sul suo viso è il primo ad apparire un po' più vivace, genuino, mentre prende spazio all'INTERNO del TEMPIETTO seguendo il gruppetto.

Tempietto Interno Aura Razza Min <Mentre il silenzio si fa denso tra le mura del tempietto, una vibrazione insolita scuote l'Essenza all'altezza del Fulcro di Luce: una percezione trascendente, quasi un richiamo arcano della stessa Themis, suggerisce che l'onore di officiare non ricadrà sull'Adamante, ma sulle proprie mani angeliche. Con solenne lentezza, la figura si stacca dalla penombra, il mantello di velluto rosso e l'ermellino che frusciano sul tappeto nuziale mentre il Bioplasma argenteo risplende di una nuova, intensa luminescenza. Raggiunto l'altare, sotto il bagliore della mezzaluna azzurra, il Sembiante si erge in tutta la sua solennità, le ali che vibrano appena sotto il tessuto regale. Lo sguardo si posa sugli sposi, non più da spettatore ma da guida spirituale, mentre l'Aura ai minimi si stabilizza, infondendo una pace assoluta che pare fermare il tempo tra i petali di loto e le fiamme delle candele. Sollevando una mano nel segno della benedizione, la voce risuona come un antico canto di luce.> Atthemis. Dinanzi alla Luce che tutto permea e alla Luna che respira su questo altare, Io prendo il fardello e l'onore di questo rito. Ministro Janira, Vicario Tianlong che la vita intrecci le vostre essenze come fili d'argento indissolubili. Sotto lo sguardo della schiatta regnante, Io vi benedico: che la vostra unione sia Nemesi dell'oscurità e custode del Bene eterno.

Ingresso Tempietto Aura minimi livelli Roitare rimane immobile, al lavo dell'ingresso del Tempietto con le spalle volte alla cerimonia che vi si sta svolgendo. L'aura permane ai minimi livelli, il volto impassibile, la voce che emerge dal ventre dell'angelo in risposta alle parole di Aonghas è sommessa.
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13 Tempietto|Interno Awerdoro sposta il peso del corpo verso Balakim, per avvicinarsi al suo orecchio e bisbigliare "Io scommetto su una deliziosa e finissima coppia di tazze da the". Si rimette quindi dritta e fa strada, tirando il braccio di Balakim, all'interno del Tempietto dove va a cercare posto. Lo sguardo s'appoggia sul Tempietto con viva meraviglia sui decori, fino a finire verso l'altare: a Doxia e Colette che sono in servizio rivolge, da lontano e discretamente, un sorriso e un cenno del capo in saluto. Si sofferma quindi su Cheveyo e il Barone Pan, che già hanno iniziato le loro benedizioni, ascoltando in silenzio.
12ATempietto Interno composta Siganda <Discretamente si tiene vicina a Janira, con Aleira e Isilrill, le fa sentire la vicinanza senza opprimere o velare la vista della sposa agli invitati, non dice nulla se non rispondere a Isilrill> Statene certa, le cerimonie mi commuovono ma una dama non mostra facilmente le sue emozioni e mai in pubblico, ne sa qualcosa il mio amato <Non stacca gli occhi da Janira splendida nel suo abito con il bouquet di rose tra le mani , Tianlong e dall'altare dove gli sposi confermeranno le loro promesse d'amore eterno, solo per un momento si volta verso Indice e Edghar, annuendo complice all'ancella>
Tempietto interno Whicky e' presente in mezzo alla folla, forse un poco in disparte dalla parte centrale ma c è. E' una figura di settantacentimetri che indossa una tunica blu con rune dorate ricamate, che lascia braccia e piedi sono scalzi. Ha capelli e barba nericon alcune ciocche tinte di BLU, ROSSO e VIOLA, con prevalenza di BLU. In testa ha un CAPPELLO di tessuto marrone con inserti in pelle nera che formano, fra le altre, due orecchie da gatto sulla sommità, il tutto condito da gingilli in ferro. Ha occhi solo per Tianlong e Janira.
[int., vicino sc. torretta] Kamil , Auhvrandil e Oystein si spostano in fretta dal portale aperto. «Sì, sì», si affretta a rassicurare proprio il Guardiano, guardandolo di sottecchi. Pilota tutti e tre verso un angolino discosto, sul fondo del Tempietto: si posizionano lungo la parete sulla quale si apre l'uscio che conduce alle scale per salire sulla torretta. Il Moro, adocchiando la porta, PROVA a girare la maniglia: «Chissà dove andiamo per di qui...», interroga nessuno in particolare con quelle parole appena bisbigliate. Lascia un po' perdere quello che sta facendo - nel senso che non tenta più di armeggiare con la maniglia anche se continua a tenerci poggiata sopra la mano sinistra. Da sopra la spalla sbircia Oystein e gli scocca uno sguardo mite, cheto: «Non mi ricordavo che foste così accomodante e tollerante, sapete?», gli fa sapere. «Credo che la vostra umanità abbia stemperato un po' le asperità del vostro carattere naturale. Non posso dire che mi dispiaccia: anzi, è vero il contrario», afferma. L'ultimo su cui torna, calamitato dalle parole che sente, è proprio Auhvrandil. Lo sbircia di sottecchi, rivolgendogli uno sguardo contrito mentre sul volto si disegna un'espressione imbarazzata. Si mordicchia qualche istante il labbro inferiore, a disagio, e poi bisbiglia: «Pregherò i Cieli di Luce e gli Dèi tutti affinché il Nobile Canto del Naufragio mi conceda il privilegio di trascorrere un altro poco di tempo con lui: foss'anche solo un minuto, per poterlo guardare da lontano e...», scrolla il capo un momento, lasciando a metà la propria frase. «Gli Dèi decideranno. Lui deciderà. Se è nel mio destino, così sarà: altrimenti, vivrò col ricordo di quanto ci siamo detti ieri sera. Ammetto che il mio dono è stato *molto* un azzardo, soprattutto perché Lui stesso mi aveva appena finito di dire che non gradisce i tesori materiali, tuttavia sono felice che abbia funzionato», sussurra con una voce concitata, quasi febbrile. Anche gli occhi ripercorrono quelle medesime emozioni.

NavataDX SidMay mentre la cerimonia ha inizio, vaga con lo sguardo sui presenti riconoscendo subito Awerdoro e Calad ma per rispetto al rito che sta per compiersi non fa nulla per attirare la loro attenzione; riporta lo sguardo verso l'Altare dove scorge anche Colette e Doxia. Resta silenziosa e discreta lasciando che l'atmosfera calma e le parole di Pan e Cheveyo risuonino nel Tempietto. Composta e ben eretta, congiunge le mani, che trattengono lo scialle, davanti al ventre seguendo la cerimonia.
*** L'acconciatura della sposa è un'opera d'arte intrecciata con la stessa cura con cui si intrecciano i destini, i capelli, raccolti in uno chignon morbido e raffinato, accolgono una treccia laterale che scivola come un ruscello di seta fino a fondersi nel nodo elegante, tra le ciocche, tre rose rosse sbocciano come voti d'amore eterno, petali vivi, ardenti, che pulsano alla luce. Le foglioline verdi che le accompagnano donano freschezza e armonia, come un soffio di natura che benedice la sposa nel suo cammino è un'acconciatura che parla senza parole, di grazia, di forza, di un cuore che s'apre al futuro, un piccolo giardino segreto posato tra i capelli, dove ogni rosa è una promessa e ogni intreccio un sì sussurrato al destino. ***
[Tempietto-Pressi Altare] Testimone Aleira incassa le parole di Cheveyo con un sospiro leggero, almeno alcune di esse, piegando le labbra verso il basso mentre anche le spalle seguono quella curvatura. Solo dopo si concede di guardarsi attorno, lentamente, studiando con attenzione le persone e i visi che sono lì riuniti, fino a quando riesce ad incappare nel gruppetto familiare formato da Auhvrandil, Kamil e Oystein. Sventaglia appena la dita della mano destra in un cenno di saluto, soffermando però lo sguardo sul Guardiano per dedicargli un sorriso che è solo per lui. Devia poi su Tianlong e infine su Zel, che invece saluta con un quieto chinare del capo e e uno sguardo allegro. E' palese comunque il disagio che sta addosso alla donna, che quando torna a fermarsi lo fa a metà, continuando a tamburellare con le dita contro le cosce, nervosamente. Infine è Pan a conquistare la piazza, e lì si sofferma.

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13 [Tempietto Interno/Altare] Tianlong L'augurio di Sukran, pronunciato con quella voce tonante, risuona nel tempio fino a raggiungere le orecchie dell'elfo che, a causa del suo udito estremamente fine, ne percepisce ogni singola vibrazione. Al richiamo della parola "figli", un lampo strano attraversa il suo sguardo, per un istante non sa dove posare gli occhi, quasi cercasse una via di fuga.Recupera rapidamente il controllo e volge il capo verso Zel, il mastro Khaza al suo fianco. Gli rivolge un cenno d'intesa, un cenno silenzioso , prima di riportare tutta la sua attenzione su Janira.Si muove con passi brevi e silenziosi sul tappeto rosso, quanto basta per accorciare la distanza e posizionarsi esattamente al fianco destro della sua promessa sposa,dinnanzi l'altare. La guarda ancora una volta in silenzio, lasciando che la vicinanza di lei calmi l'impercettibile trasalimento di poco prima. Infine, con rinnovata compostezza e la schiena ben dritta distoglie lo sguardo per tornare ad ascoltare ,attento,le parole del Barone Pan
12A*** L'acconciatura dello sposo è un tributo alla tradizione e alla dignità, i capelli scuri, raccolti con cura, scendono in una coda ordinata che parla di disciplina e fierezza, tra le ciocche, un ornamento d'argento riposa come un sigillo antico, inciso con motivi a custodire storie di casate e promesse. I nastri rossi, intrecciati con precisione, aggiungono un tocco di passione e buon auspicio, il colore dell'unione, della forza, della vita che si rinnova, lo sposo è pronto, saldo, degno del passo che sta per compiere. Ogni filo è al suo posto, ogni dettaglio è un voto silenzioso, ogni riflesso d'argento è una promessa di protezione e rispetto. ***
Tempietto interno Rovina La giovane segue ancora per un momento gli sposi, poi gli occhi tornano su Zel, lo colgono mentre armeggia con l'anello e quel gesto le strappa un quasi sorriso, riconoscendo quella nervosa solennità che gli appartiene. Poi, come se la cerimonia da quel momento potesse cavarsela senza di lei, l'attenzione deraglia. Gli occhi scuri cominciano a vagliare il tempietto. Osservano Oystein, con quella sua aria da uomo che pare essersi presentato a un matrimonio con un pensiero filosofico in tasca, e il mento di lei si inclina appena. «Questo sembra uno che discute col vino prima di berlo.» Piano, solo per sé. Lo sguardo si sposta su Awerdoro, e un angolo della bocca si piega. «Quella ha l'aria di chi potrebbe organizzare una congiura in maniera impeccabile.» Gli occhi scorrono ancora sui presenti, sui volti ignoti, sui devoti, su chi sembra emozionato e chi solo ben vestito. Poi, con la compostezza di chi sta commettendo un sacrilegio minuscolo, inclina appena il busto verso la navata e mormora senza smettere di osservare «I matrimoni sono straordinari. Radunano in un solo luogo gente che normalmente non andrebbero associati nemmeno allo stesso tavolo.» E resta lì, serissima, come se stesse pregando, male.

Tempietto Interno felice Edghar l'emozione trapela dal volto dell'umano mentre il guardo focalizza l'altare dove Janira e Tianlong si preparano a declamare le loro promesse d'amore eterno , un cenno di saluto verso i numerosi astanti , un cenno d'intesa verso Siganda e Indice , l'attenzione alle parole del Barone Pan , rimane defilato sul limitare del Tempietto.
pressi Altare Colette si concede solo un breve istante per lasciar scorrere lo sguardo sui presenti, un'osservazione rapida ma attenta, come a voler cogliere l'insieme senza soffermarsi troppo su alcun volto. È un gesto misurato, quasi parte della sua stessa disciplina. Tra la folla, però, i suoi occhi incontrano quelli di Awerdoro. La riconosce e sulle sue labbra nasce un sorriso lieve, discreto, accompagnato da un piccolo cenno del capo in segno di saluto. Ma è la voce di Pan a richiamare subito la sua attenzione. Si ricompone impercettibilmente, raddrizzando appena la postura mentre le dita si intrecciano con grazia davanti a sé. Lo sguardo si posa su di lui, attenta alle sue parole, seguendone il tono e il ritmo. Poi, torna ad alternare lo sguardo tra Janira e TianLong, osservandone le reazioni, i piccoli gesti, le emozioni che si riflettono nei loro volti. Resta composta e silenziosa, presente senza mai imporsi, con quell'attenzione discreta che la mantiene sempre un passo ai margini mentre la Cerimonia prende forma attorno a lei.

Tempietto Ingresso Aura Razza Min Ehinetor Silente osserva ora quanto accade all'interno, si pone di lato sull'uscio garantendo la sicurezza del luogo con compagni e alleati, fissa gli SPOSI e poi il BARONE, ma resta li immobile. Uno sguardo verso i presenti prima di scuotere appena le ali e lasciare che la cerimonia prosegua ordinata.
Tempietto Interno torna ad annuire, lasciandosi poi trascinare da Awerdoro, mentre la mano libera si affretta a calare il cappuccio all'indietro, scoprendosi capo e viso, una volta al riparo dalla pioggia. <E chi perde, paga il solito pegno>. Aggiunge piuttosto in fretta, rivolgendole un sorrisetto storto che s'insinua tra la barba. L'attenzione poi torna alla cerimonia, lo sguardo calca le figure degli sposi e, soltanto in ultimo, quella di Pan e Cheveyo. <A-ah, c'è pure l'Adamante> le sibila a denti stretti, mentre cerca un posto abbastanza vicino, ma comunque a debita distanza affinché la sua ingombrante stazza non sia del tutto d'intralcio al resto dei presenti. Conclude la sua ricerca con un sospirone sommesso, prima di tornare a guardarsi intorno incuriosito, includendo cerimonia, celebranti e celebrati.

Interno Tempietto Beregond si muove verso l'interno del tempietto, lasciando scendere dal capo il cappuccio del mantello nero che lo ha protetto dalla pioggia. Ora questo lascia andare le gocce di pioggia, creando una piccola cascata di gocce dietro di se mentre avanza. Gli occhi verdi del mezzelfo si muovono tra i presenti. Cerca di prendere nota di alcuni volti, delle varie razze presenti e di alcuni discorsi. Per un attimo scorge Whicky, ma non si sofferma troppo su di esso, distogliendo distrattamente lo sguardo, per andare ad osservare gli sposi
Tempietto Interno Zel ricostruisce il suo silenzio adesso che la Cerimonia inizia. I primi a parlare sono Cheveyo e Pan. Smette di giochicchiare con il proprio anello per prestare attenzione al rito che va cominciando. Osserva dal basso l'adamante dei Chierici ascoltando le parole che rivolge ai due sposi. La mano sinistra del Khaza sembra a un certo punto cercare un appoggio su qualcosa che non c'è, ne momento in cui prova a trovare di fianco a sé quel solito appoggio sul pomo della spada che, però, si trova in rastrelliera. Dissimula il gesto in malo modo, infilando per un istante le dita nella tasca dei pantaloni che indossa, sistemandone con cura la fodera prima di riportare la mano lungo la corta coscia. Adesso è di spalle rispetto a Rovina e le sue congetture più o meno ad alta voce. La croce dorata del mantello fa bella mostra di sé sulle spalle del Condottiero di Nemesh.
muove il cranio, in modo lento e misurato, sì da portare gli occhi a puntare l'altare pochi attimi dopo che Pan abbia preso parola. Inspira e respira in modo lento, rimanendo in silenzio, le palpebre che calano un tanto ad assottigliare lo sguardo. Da Pan sposta lo sguardo su Cheveyo quindi, dopo alcuni attimi, porta gli occhi a osservare Ehinetor sul lato opposto dell'ingresso e, poi, Roitare al proprio fianco. Un cenno del capo verso Beregond che giunge quindi osserva gli Sposi.
Tempietto, esterno Di guardia Cormoran alle prime gocce di pioggia, solleva il cappuccio sul capo, lasciando sporgere un ciuffo spettinato e il volto rimane ben riconoscibile. Non abbandona la sua posizione, rimane saldo di guardia al tempietto e la mancina torna a riposare sul pomo della spada al suo fianco.

Tempietto altare Janira Accoglie la sua presenza al fianco con naturalezza, lasciando che si ponga alla sua destra senza bisogno d'accordi o gesti superflui. Ora stanno lì, vicini, uniti in una quiete che non ha bisogno di parole. Le voci dell'Adamante e del Barone si levano, e lei ascolta. Lo sguardo resta avanti, attento, ma non rigido. Tra le mani, il bouquet viene stretto appena più del dovuto. Le dita si chiudono sui gambi con un filo di forza in più, poi si rilassano... e di nuovo si serrano, come se cercassero un appiglio invisibile. È un gesto piccolo, quasi impercettibile, ma vivo. Il respiro resta composto, anche se per un istante sembra farsi più profondo, come a trovare equilibrio. La postura non cambia: schiena dritta, capo alto. Solo le mani raccontano altro. E in quel lieve alternarsi di tensione e controllo, si intuisce che, sotto la calma, un cuore batte più del dovuto.
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13 Tempietto Altare Damigella JANIRA ISILRILL rimarrà, per tutto il tempo della Cerimonia, alle spalle di JANIRA, a baluardo della sua emozione, CERCANDO di preservarla da sguardi indiscreti che minino la sua tranquillità. Composta e silenziosa fino a che giungerà il tempo di lasciare il luogo. Anche in quel caso non lascerà il fianco di JANIRA fino a che la coppia non sarà al sicuro nel luogo scelto per il prosieguo della serata. Cortesi cenni del capo, nel mentre si allontanerà con il Corteo nuziale, rivolge a KAMIL, DOXIA ed a quanti riconosce.
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tranquilla Indice accanto ad Edghar ascolta con attenzione le parole di Pan tenendo lo sguardo fisso sugli sposi pur dovendo restare in punta di piedi per poterli vedere meglio, poi CERCA di dare di gomito leggermente al Guthelic per attirare la sua attenzione< non è che per caso avete un fazzolettino? mi sa che tra poco non potrò fare a meno di sciogliermi in lacrime, queste cerimonie mi fan sempre uno strano effetto>
composta Siganda <si chiude in un silenzio composto ascoltando le parole di PAN che comincia ad officiare la cerimonia nuziale tra Janira e Tianlong, osserva attenta gli sguardi che intercorrono tra gli sposi, inequivocabili segni di affinità e complicità, non perde comunque d'occhio, come si conviene ad una damigella, i movimenti dei numerosi ospiti, controllando che tutto sia e proceda come deve essere, assolutamente controllata volge lo sguardo di nuovo a Indice ed Edghar in rappresentanza degli Erranti leggermente defilati>
[int., vicino sc. torretta] si lascia letteralmente guidare in quell'angolo del Tempietto, un po' nascosto, lontano dal tormento della folla. <uff, si respira un po' di più qua> con calma, osserva l'angolo delle pareti di pietra e la porta <è proprio vero che con l'età le regole diventano più labili> si rivolge indirettamente a Kamil, ridacchiandosela <scopriamolo> propone, prima di volgere lo sguardo blu, profondo, cristallino, nuovamente verso Aleira più per capire dov'è che altro, visto che è accerchiata di signorine e piena di compiti. S'accoda al discorso di Kamil verso Oystein <beh, avete fatto un cambiamento epocale, vi siete lasciato alle spalle quell'aria di superiorità tipica degli elfi, è un gran passo avanti.> solo quando il discorso verte su Ryujin il corpo del Guardiano sembra rispondere diversamente, le spalle s'allargano, la schiena si raddrizza e la profondità del tono si fa vibrante <Le Vostre preghiere sono portate con una profondità tale, che verranno ascoltate sicuramente, Kamil.> il tono rassicurante, caldo, rispettoso. Sorride poi alle sue parole. <un rischio molto alto, Kamil, il Mio Signore vede i beni materiali come frivolezze, non ha voluto nulla da me, nessun avere, possedimento, ha preteso qualcosa di più..> cerca le parole giuste <intenso, qualcosa che pesa meno di una piuma, ma ha un valore molto più alto. Ma non voglio aggiungere altro, sarà Ryujin, il Canto del Naufragio, a dedicarVi questa sua verità se vorrà.> conclude allungando lo sguardo verso la porta, in totale attesa e concentrazione <forza apriamo, vediamo, magari c'è il buffet>

Ingresso Tempietto Aura minimi livelli Roitare rimane immobile come una statua, perfetto complemento all'arredo del tempio. Solo le orecchie, dalla punta affusolata ereditata dalla mezz'elfa che fu, sembrano vibrare leggermente in mezzo ai lunghi capelli neri. Torna a dire qualche parola verso Aonghas, mantenendo la voce bassa e quasi priva di tono.
Tempietto|Interno Awerdoro annuisce alle parole di Balakim, rivolgendogli lo sguardo di profilo, ma non aggiunge nulla per non insinuarsi con il chiacchiericcio nella solennità del rito. Solo quando l'uomo nota l'Adamante il sorriso si allarga e si volta con la testa verso di lui per dirgli "Ha la benedizione fortissima, quell'uomo. Hanno scelto bene". Si stringe ancora al suo braccio, ritornando a guardare il rito con un sospiro lento e profondo.

Tempietto Interno Edghar L'Errante rimane silente in postura dritta , non distoglie l'attenzione dall'altare dove Janira e Tianlong vicini seguono le parole dell'Adamante , apprezza l'espressione dei due sposi che cercano di nascondere emozione , di rimando e a voce bassa risponde a Indice , porgendo a lei un fazzoletto < in effetti Ancella condivido il vostro pensiero>

Tempietto/Altare Aura Razza Min <Al fianco di Cheveyo, il portamento resta solenne, mentre il Bioplasma argenteo risplende riflettendo le fiammelle delle candele che ardono sull'altare. Il mantello rosso d'ermellino cade in pieghe pesanti e regali, incorniciando la figura che osserva con intensità gli sposi. Lo sguardo si posa ora su Tianlong, carico della sapienza degli Antichi, attendendo che il giuramento prenda forma nel silenzio vibrante del Tempietto. L'Aura, mantenuta ai minimi, infonde un senso di fermezza e verità, quasi a voler sostenere il peso delle promesse che stanno per essere scambiate sotto la mezzaluna azzurra. Con un gesto misurato della mano, si invita lo sposo a compiere il passo definitivo verso la propria compagna.>Tianlong Huàng, volete Voi prendere la qui presente Janira Neiviller Gutiérrez come vostra sposa, giurando fedeltà e protezione innanzi alla Luce di Themis e sotto lo sguardo della Nostra schiatta? Dite ora, affinché l'Eternità ne sia testimone.
[int., vicino sc. torrett] Oystein arcua il sopracciglio destro alle parole di Auhvradil sull'elmo <Vi ho dato la spinta per l'idea, come minimo se ne esce qualcosa di buono da quell'emo dividiamo> con un ghigno leggero fatto dell'angolo destro delle labbra che gli si solleva. Se ne sta ancora con il collo dritto a guardare i presenti e quando la cerimonia inizia lo sguardo azzurro gli si illumina un po', continuando a buttare tutta la sua attenzione sulla cerimonia e gli sposi, almeno finché Kamil non li sposta tutti su un lato e lui finisce per seguirlo - come sempre. E così lo sguardo va su Kamil che apre una porta e lo osserva con un'espressione stupita <Kamil, si può sapere perché state toccando maniglie che non vi appartengono?> ma se la ridacchia un po' prendendo la parte allegra della situazione, finché le parole dell'altro non lo strascinano verso una nicchia di leggera serietà e gli sorride appena <Non si può essere accomodanti e tolleranti quando si cammina su certe strade, o almeno, per me è così quando mi impegno seriamente. Non riesco a lasciare molto spazio alla tranquillità poi...> e con le dita della mano destra si accarezza il padiglione auricolare destro, ormai tondo <magari è quello> e li lascia discorrere di Dèi semplicemente guardandoli con uno sguardo più smussato.
Tempietto|Int. Doxia inspira a fondo l'aria del Tempio, dove il profumo di incensi si mischia a quello delle candele, nell'insieme dei fiori che lo decorano stasera. Incrocia lo sguardo di AWERDORO a cui offre un cenno del capo a sua volta, mentre le braccia rimangono intrecciate al busto, in una posizione di comodo riposo. Il suo sguardo non può che risalire sul fulcro della cerimonia dove gli SPOSI, insieme ai testimoni, a PAN e a CHEVEYO, su cui l'attenzione rimane ferma, immota. Si lascia cullare dalla quiete, dalla pioggia e dalla cerimonia.
Tempietto interno Whicky con un tocco dell'indice destro attiva il TALENTO DI RAZZA: CAPPELLO SERVENTE. Il cappello si anima e potrà compiere solo azioni semplici, ma non potrà allontanarsi oltre cinque (5) metri dallo Gnomo, pena svenimento. Il CAPPELLO offre un fazzoletto cremisi allo Gnomo, che lo afferra con la mano destra e ci si soffia FRAGOROSAMENTE il naso dentro. Osserva la cerimonia e in modo particolare Tianlong.

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13 [Tempietto Interno/Altare] [ascolta le parole del Barone Pan in completo silenzio, mantenendo una postura fiera mentre solleva appena il volto, quasi a voler accogliere pienamente la solennità del momento. La sua figura, avvolta dell'abito cerimoniale bianco e rosso, resta immobile, ma l'attenzione è divisa tra il discorso ufficiale e la presenza di Janira, al suo fianco.Notando lo stato d'animo della futura sposa, l'elfo muove lentamente la mano sinistra. È un movimento lento e le sue dita cercano un contatto leggero, un conforto silenzioso volto a sfiorare le mani della donna che stringono il bouquet di rose.Mentre compie questo gesto, i suoi occhi d'argento rimangono attenti, spostandosi tra il Barone Pan e l'Adamante Cheveyo. Nonostante il tumulto interiore e la vicinanza di Janira, l'elfo non perde una singola parola degli oratori, integrando l'affetto privato nella cornice pubblica e austera del tempio. Alla richiesta del Barone, con voce calma e ferma,risponde]Affinchè l'Eternità ne sia testimone[segue un lungo silenzio , non aggiunge altro a quelle parole così brevi ma così profonde per quella promessa]
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Tempietto/Altare ( L'uomo ascolta in silenzio le parole che il Barone PAN offre agli SPOSI, e in quel momento che la sua possente figura abbandona quell'immobilità quando con un paio di passi s'avvicina agli SPOSI fermandosi al loro cospetto e riprende a parlare seguendo il discorso di PAN) Janira Neiviller Gutiérrez, volete prendere il qui presente Tianlong Huàng come vostro sposo giurando fedeltà e protezione innanzi alla Luce di Themis? Dite ora, affinché l'Eternità ne sia testimone ( domanda cercando lo sguardo di entrambi inspirando profondamente tornando in religioso silenzio)
[int., vicino sc. torretta] Kamil scocca uno sguardo sornione, ma mai diretto, ad Auhvrandil. Smette del tutto di cincischiare con la maniglia della porta che conduce alla torretta e si volta per bene, orientandosi in favore dell'altare e della cerimonia. Gli occhi nerissimi si posano sugli SPOSI, Tianlong e Janira, e, a mezza bocca, soffia qualche parola per il Guardiano, ma giocoforza include anche Oystein nella replica - perché gli scocca un'occhiatina furba e irriverente: «La maggior parte della mia esistenza mortale è alle mie spalle, non davanti a me: non ho più né tempo né voglia di occuparmi delle convenzioni sociali, Dil. E comunque questa maledetta porta non si apre». È schietto e sincero in quello che afferma, inclusa l'affermazione - leggermente frustrata - con cui conclude il proprio discorso. Sbircia l'altro uomo per qualche secondo, ma gli occhi adesso sono concentrati su ALEIRA: «Non è che sembri granché a vostro agio vostra moglie, eh? Preferisce stare dall'altra parte della barricata, ossia nei panni della sposina?», punzecchia bonariamente il giovanotto. Si fa serio, molto più serio, quando replica ad altra parte del discorso che il Guardiano gli dedica: «Se mai ne avrò la possibilità, ascolterò ogni insegnamento che Egli vorrà darmi, naturalmente. Mi ha spiegato perché ha voluto accettare *anche* quel dono materiale: perché non era solo quello. Dietro quel ciondolo c'era molto di più. E, naturalmente, Lui aveva ragione: mi sono sentito più leggero dopo ieri sera, la mia anima ha un peso in meno - e non sono i pochi grammi di quel ciondolo, naturalmente, ma tutto quello che esso porta con sé. Sarò per sempre grato al Canto del Naufragio perché Egli mi ha donato molto più di quel che gli ho regalato io». Conclude su Oystein: «Un modo di vedere, il vostro. Ed è anche abbastanza condivisibile: i Cieli non esigono mezze misure. Ad ogni modo», bisbiglia a entrambi «idee e soluzioni utili per forzare quest'accidenti di porta ne abbiamo?», chiede.

tranquilla Indice afferra rapida il fazzolettino che Edghar le porge <vi ringrazio> gli sussurra piano mentre PAN prosegue con la cerimonia gli sposi appaiono commossi anche se complici in quel loro momento di gioia e di emozione che ora coinvolge anche lei che sospira e portandosi il fazzolettino al viso si asciuga le lacrime che le scendo rigandolo<ecco lo sapevo> escalama cercando di trattenere un singhiozzo.
[Tempietto-Pressi Altare] Testimone [Disagio] Aleira inizia a muoversi un pochino, un ondeggiare appena accennato da un piede all'altro, accompagnato ancora dalle dita delle mani che tamburellano contro le cosce in modo quasi ossessivo. Inizia a guardarsi attorno, ancora, irrigidendo i muscoli del viso fino a premere i denti tra loro con forza. Un respiro lento, profondo, e gli occhi scuri tornano a puntarsi su Pan, e poi Cheveyo, e Janira e poi Tianlong, alternando l'attenzione tra loro a seconda di chi prende parola. Alla fine cerca ancora il suo gruppo, rapidamente, sollevandosi appena sulle punte per poter sbirciare meglio.

Tempietto altare <Le parole dell'Adamante giungono e si posano nell'aria come un sigillo. Non vi è esitazione nel suo volto, ma qualcosa muta nel respiro, più profondo, più consapevole. Le dita si allentano finalmente dal bouquet allo sfiorare di Tianlong, lasciando che i fiori tornino a respirare tra le sue mani. Per un breve istante lo sguardo si solleva appena, come a cercare l'Altare e la presenza della Dea Themis, poi torna saldo innanzi. Il capo si inclina di poco, un gesto misurato che precede la risposta. Le labbra si schiudono, senza tremore.> Sì che Themis mi sia testimone, lo voglio. <Chiara. Ferma. Senza ornamenti. Eppure sufficiente a colmare il silenzio e a renderlo definitivo.>
Tempietto interno Rovina Trae un respiro profondo, e tossicchia appena, ricordandosi improvvisamente d'essere in un luogo sacro e, per correttezza, prova almeno a sembrare composta. Gli occhi tornano un istante all'altare, alle spalle degli sposi, a Zel accanto a Tianlong, poi si stringe addosso il mantello e sistema una piega inesistente sul grembo con serietà. Ma dura poco, e lo sguardo torna a vagare. Si posa su Colette, così composta da sembrare nata già in postura regolamentare, e il capo si piega appena. Poi l'attenzione scivola su Pan, sul suo manto, sull'aura, e il tono solenne con cui interroga lo sposo, e mentre ascolta la formula il capo si piega ancora sulla spalla sinistra, curiosamente inclinato, quasi aspettando che succeda qualcosa che nessuno ha previsto, e per un attimo sembra persino sperarlo che un fulmine, una fuga, qualcosa. Nulla. Solo giuramenti e le labbra si piegano appena. «Peccato.» Dice sussurrando «Speravo almeno in una rivelazione improvvisa.» Gli occhi tornano su Pan e lo studia. «Però il Barone ha presenza.» Fa una pausa. «Sembra uno che potrebbe benedire o condannare con lo stesso tono.» Poi tace di nuovo e, con assoluta serietà, torna a osservare la cerimonia. Pur sembrando ancora in attesa di un colpo di scena.
Tempietto Interno Zel iniziano le promesse e lui osserva con attenzione la figura di Tianlong quando è il suo turno di giurare. Un cenno positivo quando l0'elfo pronuncia le fatidiche parole. La sua attenzione viene poi spostata verso Janira a cui Cheveyo rivolge la successiva domanda del rito. Posa gli occhi azzurri sulla sposa rimanendo a guardarla, in attesa, come il resto dei presenti, anche della sua risposta. Mantenendo le braccia allungate, le conduce davanti a sé finendo per afferrare il polso sinistro con la mano destro. Nuova posizione assunta mentre, come da protocollo, è testimone dello scambio di promesse. Annuisce sentendo anche la conferma di Janira, allargando il sorriso in modo più evidente, per quanto baffoni e barba coprano gran parte delle labbra sottili.

Aura Razza Min <Al ricevere il consenso di Tianlong e Janira, il Bioplasma argenteo emana un riflesso più vivo, specchio di un'approvazione che giunge dal Fulcro di Luce. Il portamento resta solenne, mentre le mani si sollevano appena verso gli sposi nel segno della benedizione. Il mantello rosso d'ermellino ricade immobile, mentre l'Aura ai minimi infonde un senso di pace definitiva tra le mura del tempietto. Lo sguardo, limpido e fermo, suggella l'unione innanzi all'altare di Themis, sancendo il passaggio verso una vita comune sotto la protezione del Bene.> Per il potere della mia schiatta e innanzi a Themis, Io vi dichiaro Marito e Moglie. Che il vostro cammino sia un canto di luce: E sia accusi sarà per sempre sì. <il tono modulato sembra ricordare una canzone di tempi lontani che si erse come un santo con un remo >
Tempietto Interno si sgancia dalla presa di Awerdoro, allargando il braccio per ricongiungerlo all'altro e incrociare entrambi al petto in religioso silenzio. Non risponde più alla compagna al suo fianco, limitandosi a rifilarle espliciti grugniti bassi e sguardi piuttosto eloquenti. E in quell'attimo di complicità con la donna, rivolge poi l'attenzione alla cerimonia di fronte a sè, prima che un sorrisetto un po' ebete si affacci sul viso giovane, in risposta alle parole di Pan, prima, e a quella di TianLong e Janira, poi.
annuisce quando Roitare gli indirizza quelle poche parole quindi sposta lo sguardo dagli sposi prima a Pan, poi a Cheveyo, rispettivamente quando prima l'uno, e poi l'altro, porgono la domanda di rito a Tianlong e Janira. In breve riporta gli occhi agli Sposi, incassando le loro repliche con un lieve sorriso. Annuendo. Riporta gli occhi su Pan che termina con una formula molto in voga a sud del GranDucato, sancendo l'unione tra i due. Annuisce nuovamente osservando Tianlong e Janira con un sorriso pronto a festeggiare gli Sposi |

Tempietto Interno Edghar La classica domanda del Barone Pan diretta a Tianlong lascia la platea in trepidante attesa fino alla risposta del Vicario , il Cavaliere poggia la mano dritta sul corpetto in pelle all'altezza del cuore quando anche Janira riceve la domanda di Cheveyo , all'unisono poggia la mano mancina sulla spalla di Indice cercando di calmarla , al verbo di Janira un timido sorriso , seguito da un prolungato sospiro , testimone questa sera di un legame suggellato dalla Dea Themis.
composta Siganda <quando si volta verso gli Erranti Edghar e Indice guarda malissimo quest'ultima scuotendo appena la testa facendo capire che la commozione va controllata poi torna su Janira e Tianlong che una dopo l'altro pronunciano le loro promesse eterne davanti alla Giusta Madre con voci ferme ma piene di emozione invitati da PAN e Cheveyo. Le ultime parole del Barone sembrano ricordarle qualcosa di lontano tanto che assume un'aria pensosa>

Tempietto/Altare ( L'uomo si sofferma su JANIRA quando risponde per poi tornare su TIANLONG sorridendo ad entrambi. Lascia che PAN prosegua con la celebrazione, e sulla scia del suo discorso dalle tasche della tunica tira fuori DUE NASTRI VERDI benedetti precedentemente e muovendo ancora un passo verso gli SPOSI si ferma al loro cospetto) Nel nome di Themis non volevo lasciarvi solo una benedizione ma volevo farvi un piccolo dono ( annuncia solenne con un sorriso pieno che lascia intravedere la dentatura bianca e perfetta. Per primo s'avvicina a JANIRA CERCANDO di legare al suo polso sinistro il NASTRO VERDE) Vi dono questi nastri verdi, simbolo della speranza che non muore. Mentre questi nodi si stringono, che la speranza diventi la vostra forza ( e poi si avvicina a TIANLONG e verso lui CERCA di legare il secondo NASTRO VERDE al suo polso sinistro) che la speranza la vostra conoscenza reciproca che non abbia mai fine ( pronuncia quelle sincere parole senza smettere di guardare gli SPOSI in viso) Speranza che la giustizia guidi ogni vostra discussione. Speranza che la vita trionfi sempre sulla corruzione dell'oscuro ( dichiara solennemente facendo un passo all'indietro compiendo un profondo respiro innalzando la propria AURA che viene ESPANSA rendendosi VISIBILE a TUTTI: una cupola di luce dalle tonalità dorata, blu e rossa va ad inglobare la sua figura per un metro di raggio. Al suo interno sembra che ogni cosa si sia fermata, granelli di polvere sembrano sollevarsi appena. Rivolgendosi ancora agli SPOSI) Che questi nastri verdi siano per voi un promemoria costante. Nel nome di Themis, la Luce sia con voi, il rigore vi protegga, sempre uniti nel nome della Giusta, nostra Madre misericordiosa. ( e conclude sorridendo ad entrambi)
[int.,vicino sc.torrett] rivolge lo sguardo a Oystein. <fatta> per poi scuotere il capo ridacchiando sommessamente <allunga le mani dappertutto ormai, sapete che si è dato alla visione di cantieri per passare il tempo?> con l'indice spappolato si indica la tempia in un gesto convenzionale di pazzia, quindi torna con una genuinità bambinesca su Kamil <mannaggia, speravo aveste trovato la via di fuga. Niente.> alle parole di Kamil lo sguardo s'allunga verso Aleira, al seguito di Janira <direi che si troverebbe più a suo agio in una locanda a bere fino a perdere i sensi, ma regge il colpo, non trovate? Ha l'incedere di un vero Guerriero, e una grazia femminile non ostentata.> Mentre parla, lo sguardo segue Aleira, il suo incedere, con un'espressione di ammirazione. Scuote il capo appena, sbuffando <si, no, non credo le piaccia neanche quello. Le piace di più il dopo festeggiamenti, quando restano soli moglie e marito.> accetta quel discorso gioviale prima di tornare a cercare una certa serietà nell'ascoltare le parole di Kamil riguardo Ryujin, e nello sguardo dell'uomo una colata d'ambra prende il sopravvento sul tipico colore bluastro dell'iride. L'ambra liquida riempie interamente lo spazio e come è apparso in un battito di palpebre, allo stesso modo sparisce. Una presenza silenziosa quanto pesante, che appare e scompare in un istante mentre la cerimonia arriva al climax.

Ingresso Tempietto Aura minimi livelli Roitare non sembra prender parte alla commozione generale. In piedi, vicino ad Aonghas, ha piuttosto l'aspetto immobile ed inespressivo di una statua angelica, anche ora che l'amore trionfa. Indietreggia di un passo,, torna a rivolgere qualche parola al Mezzelfo Araldo di Themis, poi torna alla sua immobilità.

NavataDX SidMay resta concentrata sulla Cerimonia, le domande di Pan e Cheveyo ai rispettivi sposi trovano conferma nelle loro risposte sicure e senza alcuna esitazione. Sorride con aria compiaciuta inspirando a fondo per poi espirare come sollevata.Resta composta e in assoluto silenzio ascoltando poi l'Adamante, il suo dono a Janira e Tianlong perdendosi poi con lo sguardo sulla Cupola che si forma intorno a lui.

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13 [Tempietto Interno/Altare] [Sotto il tocco delle sue dita, l'elfo sente la tensione di Janira sciogliersi, la morsa rigida sul bouquet di rose si allenta, e quel calore trasmesso dalla pelle di lei sembra dargli la forza di inspirare di nuovo. Nonostante l'aspetto di un giovane ragazzo, il peso di quattro secoli di vita grava sulle sue spalle, eppure la solennità del suo primo matrimonio lo rende insolitamente rigido, come se la calma che esibisce fosse un'armatura sottile pronta a incrinarsi.Quando il Barone compie il gesto solenne sollevando le braccia, l'elfo chiude gli occhi per un istante che a lui pare infinito. In quel buio interiore, si volge verso Janira e, con una voce udibile,bassa ma che non trema CERCA di sussurrare alla DONNA mentre solleva il braccio sinistro per PORGERLO a Cheveyo]Se vi perdessi anche solo nel pensiero, il mio silenzio diventerebbe una Terra senza luci, e il mio amore, pur ferito, continuerebbe a cercarvi come se foste l'unica verità rimasta al mondo[Le parole fluttuano nel silenzio del tempietto mentre Cheveyo RIESCE a legare il NASTRO VERDE sul polso sinistro e li benedice. Lentamente, è il sorriso che torna ad affiorare, di quelli distensivi]
ITempietto|Int. Doxia mantiene il suo sguardo sul proseguo della cerimonia, lasciandosi avvolgere dalla chiacchiere su cui rivolge di tanto in tanto gli occhi, rimanendo immota all'altezza della seconda fila, la sua figura statuaria eppure non rigida, in quella posa sbilanciata negli appoggi. Osserva l'emozione intercorrere tra TIANLONG e JANIR al seguito delle parole di Pan e di CHEVEYO ed è su quest'ultimo che il suo sguardo permane, stabile, inclinando appena il capo, godendosi quell'istante, nell'esplosione del potere di Themis. Accarezza i limiti del Sacro Sigillo in punta di indice, facendo vertere gli occhi sulla mezzaluna alle spalla dell'altare e poi nuovamente sull'Adamante.

Aura Razza Min Pan L'immagine degli sposi che si stringono le mani dinanzi all'altare ispira un gesto di solenne partecipazione. Con un movimento fluido e intriso di aristocratica grazia, le mani si sollevano all'altezza del petto, quasi a voler incorniciare il momento sacro: la sinistra si apre con eleganza, le dita affusolate rivolte verso l'alto a catturare la luce della mezzaluna azzurra, mentre la destra si flette con delicatezza, l'indice che sfiora la mano opposta quasi a indicare il punto esatto dove il destino si è appena compiuto. È una postura che comunica dedizione e promessa, un riflesso del Bioplasma che vibra tra le dita come un giuramento invisibile. Il mantello rosso d'ermellino asseconda il movimento, mentre lo sguardo, fisso sui nuovi coniugi, si fa specchio di una verità eterna.
li guarda entrambi mentre attentano alla porta che non si apre e va a intrecciare le braccia al petto <non si aprono le porte altrui. La soluzione si chiama non forzare nulla> per poi ritrovarsi con l'angolo destro delle labbra che gli si solleva <non siamo qui per le porte non nostre> e poi ridacchia sommessamente insieme ad Auhvrandil ma senza dire null'altro, limitandosi ad attendere la fine della cerimonia per festeggiare gli sposi.

Tempietto altare <Il tempietto resta sospeso in un silenzio quasi irreale quando le parole si chiudono e il gesto prende forma. Lo sguardo segue senza fretta il movimento di Cheveyo, fermandosi sulle sue mani mentre i nastri verdi vengono estratti e presentati come dono. Quando il primo nastro viene posato al polso sinistro, le dita si irrigidiscono appena per un istante, un riflesso minimo... poi si rilassano, lasciandosi legare. Il tessuto scivola sulla pelle come un sigillo leggero, ma presente. Il secondo gesto segue su Tianlong, e lo sguardo lo accompagna, senza distogliersi, come a condividere quel medesimo vincolo anche da distanza ravvicinata. Le parole della benedizione cadono una ad una, e il respiro si fa più controllato, profondo appena. Quando l'aura si espande, dorata e solenne, non arretra.Resta ferma. Immersa in quella luce come in un giudizio che non teme, ma riconosce. Solo il bouquet, ora meno stretto, oscilla leggermente tra le mani prima di tornare quieto. Infine, quando il silenzio si ricompone, il capo si inclina. Un gesto lento, composto, che non concede eccessi ma accoglie il significato di ciò che è stato donato.E il polso segnato dal nastro verde resta immobile, come se già avesse scelto di non dimenticare.>

Aura Razza Min Ehinetor Le nozze giungono ormai al termine e mentre il Barone e l'Adamante benedicono gli sposi tra gli sguardi della folla, l'angelo resta li quaalche istante a godere quasi di quella gioia che si manifesta nel tempietto. La cerimonia prosegue così come lo scorrere del tempo che sembra richiamare altrove lo stratega, infatti dopo aver salutato Aonghas e donato un cenno verso Rotaire si allontana a fare un giro di ronda nel perimetro esterno del palazzo. Lascia cosi il presidio spostandosi altrove, lasciano un luogo sicuro ove festa sarà.
[Tempietto-Pressi Altare] Testimone [Disagio] <Lo sguardo viene attirato dalla cupola dorata che è l'aura di Cheveyo e il sopracciglio destro s'inarca, lasciando trasparire, nel disagio evidente, un certo stupore> Boss delle Cerimonie questa <commenta a mezza voce, anche meno, diciamo che quasi lo pensa. Lei però un paio di passi indietro li compie, un gesto istintivo probabilmente, che la porta a staccarsi un poco dalle altre damigelle> Evviva gli Sposi? <stavolta il tono si fa più alto, chiaro, mentre occhieggia Tianlong e Janira in cerca di conferme> Si fa festa adesso, sì? I Templi mi fanno male, cioè è tipo un'allergia. Ma vi voglio bene, bravi, non traditeVi per favore perché sarebbe una cosa brutta, molto. Niente bugie, parlate di tutto, non nascondetevi pensieri e divertiteVi tra le lenzuola che è importante <dopo aver dato saggi consigli da Testimone, arretra ancora un po' e di nuovo cerca i suoi comparsi nel mucchio di persone>
[int., vicino sc. torretta] Kamil «... che detta così...», farfuglia a mo' di commento alle parole che Auhvrandil indirizza verso Oystein. Scuote il capo da destra a sinistra in segno di diniego, solleva gli occhi al cielo ma non aggiunge altro sul tema. Cambia argomento, quando parla di nuovo al Guardiano di Gongos: «È bello vedervi così coinvolto sentimentalmente con Aleira, Dil. Avete per lei parole profonde, d'elogio sì ma mai stucchevoli. La dipingete con gli occhi di un uomo innamorato ma sdolcinato: il matrimonio vi fa bene.». Sbuffa l'accenno di una risata divertita all'ammissione di Auhvrandil in merito al momento preferito da Aleira: «Diciamo che a *chiunque* viva al castello quel concetto è molto chiaro, mh?», butta lì tra il serio e il faceto. «Appena avrò finito di sistemare la nostra stanza, anche Scirocco si trasferirà da noi, quando gli impegni in Antro non lo reclameranno. Meno male che abbiamo avuto l'ispirazione di prendere tutti stanze lontane gli uni dagli altri...», considera con un guizzo di malizia in più. Non guarda mai direttamente il Guardiano, non s'accorge della presenza di RYUJIN nei suoi occhi, eppure al DRAGO MARINO offre tutto sé stesso. Incluso lo sbuffo che spedisce ad Oystein: «Siete noioso. Non mi fate mai divertire!». Leva un'altra volta gli occhi al cielo. Sia lui, che Auhvrandil che Oystein attenderanno la conclusione della cerimonia e festeggeranno assieme agli sposi e ai loro amici.
Tempietto interno Rovina Alla formula trattiene quasi il fiato senza accorgersene, come se davvero, fino all'ultimo, si aspettasse che dal rito sbocciasse qualcosa di imprevisto. Un prodigio. Uno scandalo. Qualunque cosa che tuttavia non arriva. Quando il Barone benedice gli sposi e l'unione viene pronunciata, le spalle si sciolgono appena in una resa silenziosa. «Sposati.» Lo mormora come se la realtà, ostinata, l'avesse sorpresa. La mano destra scivola fuori dal mantello e sale al lobo, sistema distrattamente uno dei fili di cristallo, poi lascia ricadere la mano sul grembo. Gli occhi tornano a Zel e lì restano più a lungo. Lo osserva accanto agli sposi, con il profilo basso e saldo, la barba intrecciata, l'anello che prima rigirava tra le dita, quella serietà da Condottiero che persino in una cerimonia non sa deporre del tutto, e il capo si inclina appena pensierosa. Quasi assorta. Poi lo distoglie e sorride.

Al suo arrivo, tiene al fianco destro Armi lama lunga e piatta , il corpo è avvolto da Armatura completa in metallo . Indossa un semplice abito. Con sè non porta nulla.
Tempietto Interno Zel osserva gli sposi che intrecciano le mani proseguendo nella ceirmonia. Abbassa gli occhi azzurri sulle mani dei due, quindi rivolge un'occhiata verso il resto della platea riunita per l'occasione. Le mani rimangono lungo i fianchi, l'Aura altrui che si espande durante la benedizione finisce per catturare inevitabilmente l'attenzione del Condottiero la cui espressione sembra rilassarsi maggiormente, di fronte a quella manifestazione. La barba tintinna leggermente, di nuovo, accompagnando il movimento del capo, abbassa gli occhi per un momento poi li rialza cercando il viso di Cheveyo e Pan sui quali alterna lo sguardo. Arriva Aleira poi a interrompere il momento con tutta quella saggezza racchiusa in un'aderente tuta da volo. Annuisce comunque alle sue parole prima di tornare a guardare attorno a sé, finendo per intercettare lo sguardo di Rovina cui regala un sorriso.
composta Siganda <Le parole ed i gesti Cheveyo e PAN con la benedizione ed i nastri verdi che legano i polsi di Janira e Tianlong sugellando l'unione fanno tirare un sospiro dove l'emozione viene sostituita dalla gioia> Themis vegli su di voi e vi doni una vita lunga e felice assieme <mormora alle spalle degli sposi abbastanza vicina da essere da loro udita> Serena come lo è stata questa serata <il tono è morbido ed il sorriso sincero poi si allontana di qualche passo dando agio agli sposi di potersi muovere liberamente avvicinandosi così a Indice e Edghar>

Tempietto/Altare ( L'uomo riesce a legare quel nastro al polso sinistro di TIANLONG accogliendo le sue parole con un sorriso morbido che cozza con la severità del volto. Poi si sofferma su JANIRA cogliendo in lei una fermezza in cui si riconosce e che assorbe sorridendole e chinando appena il capo. A quel punto indietreggia di nuovo andandosi ad affiancare di nuovo PAN. E ancora sugli SPOSI) Che Themis vo benedica, e ora credo che lo sposo se vuole può baciare la sposa ( conclude applaudendo agli SPOSI con entusiasmo. Non gli sfugge il commento di ALEIRA che gli strappa un sorriso divertito ma nient'altro. Poi gli occhi tornano sui PRESENTI, nessuno gli sfugge ma si sofferma su DOXIA ricambiandone l'occhiata, loquace più di mille discorsi, un gesto che riflette la profondità del sentimento che li lega. Nel frattempo l'AURA MISTICA viene risucchiata all'interno del SACRO SIGILLO e sparisce dalla vista di ogni presente alla cerimonia. Infine, s'avvicinerà alla Moglie per festeggiare gli Sposi)

tranquilla Indice tra una lacrima e l'altra coglie lo sguardo di Siganda e cerca così di asciugarsi in fretta ancora una volta gli occhi poi inspira profondamente cercando di darsi un contegno più misurato chiudendosi nelle spalle <perchè mai una dama non dovrebbe mostrare emozione?>chiede ad Edghar in un sussurro alzando il viso verso di lui quando posa la sua mano sulla propria spalla calmandosi così finalmente<voi lo sapete ? mi sa che lo chiederò alla Signora della Luce così che non mi bacchetti più anche solo con uno sguardo> sorride ora ritrovando una calma e un atteggiamento più consono alla propria carica.

Aura Razza Min Pan rimane silenzioso come il suo solito notando la solita INVASIONE di animaletti che cercano il leggittimo proprietario come capita spesso al finire degli eventi che accompagnano il Barone nelle sue apparizioni in pubblico.

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13 [Tempietto Interno/Altare] [stringe con delicatezza la mano di Janira, un contatto saldo che sembra ancorarlo al presente nonostante l'emozione che preme contro la sua compostezza secolare. China il capo con solennità prima verso il Barone Pan e poi verso l'Adamante Cheveyo]Vi ringrazio per questa vostra vicinanza e per la partecipazione diretta a questo momento[ esordisce, la voce che riacquista tono]Io e..[Si interrompe. Il silenzio che segue è carico di significato. Ruota lentamente il busto e cerca lo sguardo di Janira, lasciando che il termine appena acquisito si depositi nell'aria come una promessa mantenuta]...mia moglie, non potevamo desiderare altro[Quindi, con un movimento fluido che fa ondeggiare la lunga chioma, si volge ad abbracciare con lo sguardo tutti gli amici intervenuti]La vostra presenza in questo luogo sacro trasforma un rito in una memoria condivisa.. la vostra amicizia onora la nostra unione e per quanto riguarda il bacio, non aspettatevelo qui [innarca il sopracciglio destro]non accadrà davanti a tutti voi! Forza, la cerimonia è compiuta. Usciamo adesso e diamo inizio al bere e festeggiamenti
ITempietto|Interno Awerdoro si volta verso Balakim, sussurrando "Avete vinto voi". Prima di tornare a guardare la cerimonia. La benedizione di Cheveyo però riprende tutta la sua attenzione, mentre si porta la sinistra stretta al petto. Un altro sospiro accompagna il sorriso emozionato per gli sposi che si uniscono, tanto attenta da non accorgersi del granchio che le scivola sul vestito e lì si attacca.
*** Il luogo scelto per il banchetto nuziale è un giardino sospeso tra sogno e realtà, dove la sera si posa come un velo di seta. Al centro, un grande arco fiorito si apre come una porta verso la felicità, rose rosse, bianche e rosa si intrecciano in un abbraccio profumato, mentre il verde tenero delle foglie crea un rifugio naturale che respira insieme agli sposi.I Sensali hanno allestito, con pali robusti e teloni cerati, un elegante riparo bianco come il candore degli sposi, così che il banchetto resti all'aperto ma protetto dalla pioggia, senza perdere la magia del cielo libero. Il sentiero che conduce ai tavoli è un fiume di luce, candele e lanterne, disposte con cura rituale, illuminano il cammino con una dolcezza che scalda il cuore, ogni fiamma tremola come un augurio, ogni riflesso sull'acqua vicina è un sorriso degli dei. I tavoli, elegantemente apparecchiati, sono un giardino nel giardino, fiori freschi, vetri scintillanti, candele che danzano, tutto pensato per accogliere gli ospiti in un'atmosfera di festa e intimità. Il lago sullo sfondo riflette ogni colore, ogni luce, ogni emozione, trasformando la cena in un quadro vivente è un luogo dove il tempo si ferma, dove ogni gesto diventa ricordo, dove l'amore trova spazio per fiorire ancora. ***

Tempietto Interno Beregond alla proclamazione di unione batte leggermente le mani tra di loro: in realtà è solo un gesto leggero, che non produce nessun suono. Osserva Tianlong e Janira con un ampio sorriso, un'espressione realmente gioiosa ma che sotto sotto porta con se una leggera amarezza che spezza brevemente la maschera che di solito porta di fronte a tutti. Vede un corvo volare verso di se, una distrazione che lo lascia anche molto sorpreso: con un gesto chiaramente abituale alza il braccio sinistro, fornendo all'uccello un ramo su cui posarsi ed un nuovo padrone
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Tempietto io vorrei dire una cosa agli sposi se mi è permesso< dice mentre si asciuga le lacrime>
Tempietto|Int. Doxia segue la cerimonia con occhi attenti, mentre i suoi polmoni si riempiono di un respiro sempre più profondo, come se si perdesse nello sguardo di Cheveyo. E non sembra esistere altro, nell'immensità di quello sguardo, mentre attende che lui la raggiunga applaudendo gli SPOSI. Poi insieme al Marito si unirà alla folla in festa per il resto della serata. //
Testimone Aleira sta per dire qualcosa di serio, ma poi no. Sussurra un semplice "Possano i Cieli di Luce BenedirVi", poi si sposta rapidamente per andare a cercare il Marito e gli amici che finirà per trascinare verso il banchetto, dove si leverà di dosso il disagio a suon di cibo e alcool, finendo la nottata non si sa bene come.

Tempietto Interno Edghar s'avvede del giungere di Siganda a lei si rivolge <complimenti Sorella , siete stata impeccabile> accenna un sorriso <bella cerimonia nevvero ?> domanda per poi indicare Indice <l'ancella ha terminato le lacrime è stato un matrimonio davvero emozionante> il guardo del Cavaliere di nuovo verso il novelli sposi Janira e Tianlong ai quali dona un prolungato chinar del capo <AUGURI>
*** Quando la notte si prepara a cedere il passo alla festa, e le stirpi si radunano sotto le lanterne sospese, i Sensali offrono una coppa scolpita dal tramonto stesso, il dolce nettare ardente sfumato, si veste di rosso, arancio e oro, come il cuore di un amante che non sa tacere, ogni calice è adornato da una fetta d'arancia e una ciliegia rubina, infilzate con grazia su steli colorati, come promesse intrecciate. Gli ingredienti comprendono succo di agrumi solari, infuso di ciliegia selvatica, nettare di pesca e un tocco di spezie leggere, che risvegliano il palato e accendono il cuore. L'amore è come il sole che tramonta, non muore, si nasconde per ardere altrove. ***

Tempietto altare <Il tempietto, ormai quieto dopo il compimento del rito, trattiene ancora per un istante il respiro del sacro, come se non volesse cedere del tutto al mondo terreno. Lo sguardo si posa su Tianlong e lì resta, senza più interposizioni né distanze rituali. Non vi è bisogno di cercare conferme altrove. Le dita si allentano completamente sul bouquet, lasciandolo riposare con naturalezza tra le mani. Il gesto è minimo, ma segna un cambio: la tensione del rito si scioglie lentamente, come neve sotto il sole. Un lieve cenno del capo segue, spontaneo, non più rigidamente formale. È un assenso semplice, diretto, privo di esitazione. Poi un passo appena, non per avvicinarsi in modo solenne, ma per ridurre quella sottile distanza che ancora esiste solo per abitudine. Lo sguardo non si distoglie. E nel silenzio che rimane, non c'è più attesa, né dovere. Solo una quieta intesa, ormai compiuta.>
La giovane non si unisce subito al moto degli invitati che si alzano e si riversano verso gli sposi. Resta al suo banco, osservando in silenzio chi si avvicina a porgere auguri, chi si inchina, chi sorride, chi sembra improvvisamente più devoto di quanto fosse un momento prima. Gli occhi scorrono su tutti con quella curiosità quieta che sembra sempre sul punto di formulare un giudizio e poi lo trattiene. Aspetta il Zel, o almeno fa finta di no. Si alza, raccogliendo appena una porzione dell'abito con gesto sorprendentemente composto, quasi elegante in un modo che su di lei sembra capitato per errore. Si avvia verso l'ingresso del tempietto e si ferma accanto ai presidianti, lasciando vagare un'ultima occhiata verso l'altare prima di commentare, con serietà quasi sospetta «Una splendida cerimonia.» Fa una pausa. «Molto commovente.» Gli occhi restano impassibili e aggiunge, appena inclinando il capo «Per tre volte ho creduto di piangere. O soffocare. Non ho ancora deciso.» E resta lì, quieta quasi avesse appena detto una cosa perfettamente normale, attendendo che il Khaza la raggiunga per i festeggiamenti. //
*** Su un ceppo di legno antico, levigato dal tempo e dalle abili mani dei mastri Sensali, si posa una ruota di formaggio dal cuore tenero, il suo manto è colato d'oro liquido, miele selvatico che scivola lento, accarezzando la crosta come un bacio rubato. Rametti di timo, raccolti all'alba, incoronano l'opera come ghirlanda nuziale, mentre il profumo si diffonde come canto d'attesa. Sopra, come sentinelle del desiderio, si ergono fichi maturi, aperti in petali di porpora e rosa, che svelano la dolcezza segreta del frutto. Intorno, noci spezzate e rametti di timo danzano come spiriti del bosco, portando con sé il profumo delle radure sacre, questa delizia, che unisce dolcezza e ardore, viene servita mentre i presenti si scambiano sorrisi allegri, e le razze si mescolano in un unico respiro di festa. L'amore è il formaggio che fonde ogni differenza, e il fico che ne addolcisce il destino. ***

NavataDX SidMay la cerimonia è finita, un ampio sorriso per quell'unione e per gli Sposi (che la Dea vegli sempre su di Voi )augura loro per poi rilasciare la postura eretta pronta ad avviarsi verso l'uscita,ma viene interrotta dall'arrivo di una scimmietta che veloce si inerpica sul vestito (per il Cetus .,.e tu da dove sbuchi??) chiede retorica cercando poi di prenderla in braccio( andiamo a mangiare e bere qualcosa) annuncia uscendo dal Tempietto e dirigersi verso il Giardino addobbato e pronto ad accogliere gli ospiti.

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13 [Tempietto Interno/Altare] [osserva Wirgil con un'espressione distesa, mentre i suoi occhi d'argento catturano ogni sfumatura del movimento circostante. Con un gesto fluido e naturale della mano rimasta libera, invita Janira a seguirlo, guidandola dolcemente per iniziare a percorrere il tappeto rosso verso l'uscita del tempio.Mentre cammina con la consueta eleganza, la sua attenzione si sposta su Wirgil. Il tono della sua voce, seppur mantenendo quell'inflessione antica e profonda, si fa accogliente e sinceramente gentile]Assolutamente sì, ditemi pure, mio caro[Le sue parole sono un invito aperto prive di quella severità che spesso lo contraddistingue. Nonostante il peso della cerimonia e la presenza della gente, l'elfo rallenta impercettibilmente il passo mantenendo sempre Janira al proprio fianco]
Icomposta Siganda <Un granchietto cerca di pizzicare la scarpina interrompendo l'applauso che stava per cominciare, lo prende con delicatezza attenda a non fargli e non farsi fare male> e tu da dove sbuchi? <chiede sollevandolo all'altezza del viso per meglio osservarlo, nel frattempo sorride alle parole di Tianlong e quando raggiunge Edghar e indice commenta> Questa notte il Ministro Janira ed il suo sposo finalmente rimarranno soli dopo la tensione odierna, vogliamo andare a bere qualcosa prima di tornare a casa? Magari assaggiamo anche quel formaggio con il miele, i matrimoni, quelli degli altri sia chiaro, mi mettono fame
Tempietto Interno di nuovo si ritrova ad allargare il braccio, questa volta nel tentativo di appioppare una gomitata al fianco di Awerdoro. <A quanto pare> le contromormora compiaciuto e sorridente, prima che la benedizione finale di Cheveyo lo riporti alla realtà circostante e conclusione della cerimonia dei novelli sposi. Si ritrova così ad applaudire con un po' troppa foga, accompagnando poi quel gesto con un sonoro fischio casereccio quando due dita della mano sinistra si portano all'altezza delle labbra dell'uomo, per poi sparire all'interno della sua bocca. Al granchio attaccato al vestito di Awerdoro, si aggiunge pure una capretta che saltella fino alle gambe del giovane. <Bene, tu ci mancavi sulla Fiore> mormora riprendendo un contegno, per poi occhieggiare prima il buffet, poi l'uscita del tempietto ed infine la donna ancora al proprio fianco, cominciando a muoversi per primo. <Facciamo gli onori al volo, un brindisino e ritiriamoci, che ho una scommessa da riscuotere>.
Tempietto Interno Tanti auguri Confratello <risponde a Tianlong adesso, voltandosi a gaurdarlo> ed a voi, Milady <a Janira in direzione della quale china il capo mentre viene raggiunto da un Gabbiano di kud che sembra decidere di circolargli attorno. Lo sguardo segue il volatile per qualche momento> Vado a godermi in modo parco la festa, sono pur sempre un Paladino...sono molto lieto di essere stato vostro testimone e vi auguro ogni bene possibile <la mano destra si appoggia al centro del petto chiusa a pugno, quindi si muove lentamente verso il resto delle persone, affiancandosi ben presto a Rovina> Certo, un bellissimo rito, peccato per la pioggia, toccherà cercare riparo. <arriccia il naso trattenendo una risata quando lei annuncia di aver rischiato le lacrime> Hm, non vi ci vedo a piangere. Andiamo a prendere qualcosa da bere e a trovare un posto tranquillo...<commenta infine allontanandosi con lei nel resto della gente per godersi un po' di festeggiamenti in questa notte di festa>. Ho anche un po' di fame. <ultime parole per lo stomaco> //
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Tempietto Cari Zietti non è proprio un discorso è un gesto per il meraviglioso affetto che nutro e per il bene che provo per Voi due che ormai siete a tutti gli effetti miei Zii < abbraccia con dolcezza gli Zii > Vi voglio bene

Tempietto altare Janira sorride a Wirgil "Anche noi vi vogliamo bene"

<annuendo ribatte a Siganda> Ottima Idea Luminosa , con tutto questo ben della Dea come non approfittare < alza di poco le spalle avvicinandosi alle cibarie> un brindisi agli Sposi non sarebbe male.
*** Nel momento in cui le stelle si specchiano nei calici e il silenzio si fa leggero, viene servito il Sussurro di Melagrana, nettare frizzante nato dal cuore stesso della notte. Due flûte slanciati accolgono il liquido rubino, vivo di bollicine che salgono frizzanti come i sospiri degli innamorati, sulla superficie, semi di melagrana galleggiano come gemme incantate, promesse di fertilità e ardore, intorno, i frutti aperti mostrano il loro cuore, come se anch'essi volessero partecipare alla festa degli spiriti e degli affetti. I mastri pasticceri dei Sensali, guidati da visioni e memorie antiche, hanno composto questa bevanda con succo puro di melagrana raccolta all'alba, spirito rosato delle vigne antiche, e un tocco di miele rosso fermentato sotto il canto delle sirene, ogni sorso è un giuramento, ogni effervescenza una carezza. Il vino è il canto della terra al cuore degli uomini. ***

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13 [Tempietto Interno/Altare] [l'elfo viene travolto amorevolmente dall'abbraccio di Wirgil. inizialmente non si scompone , resta con lo sguardo un po' confuso dove cerca appoggio morale su quello di Janira ma dura poco, quella usanza umana di abbracciare e soprattutto quella usanza di quelle terre, sembra venire accettata per quel cavaliere di gondor al quale risponde]è sempre bello conoscere i propri famigliari[lo dice fissando Janira con mezzo sorriso ] zio .. un ajhussi io , da qualche parte prima o poi doveva capitare!
ITempietto|Interno Awerdoro un applauso entusiasta accompagna la proclamazione degli sposi, staccandosi da Balakim per lasciarlo esultare come crede e per lasciarsi andare anche lei a un festeggiamento carico di emozione. Annuisce a Balakim, seguendolo verso il banchetto dove si intratterrà con gli ospiti, con il cibo e con numerosi brindisi in onore della nuova coppia. A Janira e Tianlong dedica un'occhiata piuttosto lunga, con un sorriso caldo: un cenno del capo per congratularsi con discrezione, alzando un calice in loro onore e in onore dell'amore che li lega.
*** Nel salone dove le razze si mescolano in armonia, elfi dai passi leggeri, vampiri dagli occhi profondi, demoni dal sorriso misterioso e umani dal cuore ardente, i Mastri Pasticceri dei Sensali hanno innalzato una torre di delizie salate, degna di una corona imperiale. Alla base, una danza di cialde rotonde, fragranti, sopra, grappoli di uva rossa, lucenti come rubini sotto la luna, cubi di formaggio bianco e dorato si alternano come le stagioni del cuore, mentre petali di salame arrotolato si offrono come rose carnose, nate da un giardino proibito. In cima, olive verdi e rametti di rosmarino, come benedizioni silvestri, chiudono l'opera con grazia, al centro troneggia un elisir di melograno e miele selvatico, dolce, profondo, con un retrogusto che accarezza la memoria, questo nettare è stato scelto per suggellare l'unione e la festa, un brindisi che non conosce fine. Così, tra le mani degli invitati, si compie il rito della gioia, un banchetto che parla il linguaggio degli affetti, lasciando nei cuori il ricordo di un giorno che nessuna razza potrà mai dimenticare. ***
composta Siganda <Guarda verso Janira e Tianlong finalmente sposi e gli dedica un inchino> I miei migliori auguri e congratulazioni <alza la mano destra per farsi notare e poi con Indice ed Edghar si mischierà agli altri ospiti per prendere parte ai festeggiamenti afferrando subito un calice pronta ai brindisi e alle chiacchiere>

tranquilla <sorride alle parole di Siganda che accoglie con gioia> oh sì queste cerimonie mi mettono sempre appetito sì assaggiamo <si dirige poi con lei ed Edghar verso il luogo del banchetto dove resterà ad assaporare le prelibatezze che sono state preparate per gli invitati degli sposi. //

Tempietto altare Janira guarda la scena tra Wirgil e Tianlong e alla parola ajhussi non si trattiene e ride di gusto

Tempietto Interno Edghar <Alza il Calice distendendo il braccio dritto > VIVA GLI SPOSIIIIIII !!!!!
*** Nel silenzio che precede il brindisi, quando gli occhi si cercano e le mani si sfiorano come petali mossi dal vento, i Sensali offrono una coppa distillata dal cuore stesso della notte. Il suo colore è quello del crepuscolo incantato, un viola profondo che sfuma in luce, come il desiderio che si fa promessa, dentro, danzano ghiaccioli lucenti, bacche di bosco raccolte sotto la luna, more e lamponi e rametti di lavanda che profumano l'aria in un incantesimo d'amore. Questa bevanda, nata dall'alchimia dei mastri pasticceri, è composta da succo di frutti selvatici, infuso di lavanda, miele d'altura e un tocco segreto che solo gli sposi conosceranno. Ogni sorso è un giuramento, ogni aroma una carezza. L'amore è il vino dell'anima, chi lo assaggia, non torna sobrio mai. Così, tra vampiri e demoni, elfi e umani, si leva il calice e si celebra l'unione, il Veleno d'Amore non avvelena, risveglia, incanta, lega e nel suo riflesso, gli sposi vedono il futuro, dolce, profondo, eterno. ***

Giardino SidMay si avvicina al buffet trattenendo la scimmietta con un braccio mentre la mano libera dell'altro cerca di servirsi di un calice di melograno( guarda quanta buona roba...si si va bene ne do un poco anche a te (decide vedendo la scimmietta porgersi verso quella piramide di salumi e formaggi, ne prende un poco e glielo porge, poi si guarda in giro(uhm...)mugugna per poi bere un generoso sorso(eppure...)riprende poco dopo continuando a cercare con lo sguardo)
*** Nel primo brindisi, si cela l'eco di mille futuri. Nel cuore della celebrazione, tra velluti scuri e promesse sussurrate, viene servito un vinello dorato, custodito in flûte ornati di gemme lucenti, ogni sorso è una stella caduta nel calice degli amanti. La bottiglia, immersa in un secchiello tempestato di cristalli, attende il momento del brindisi come un talismano d'amore. Questa bevanda, frizzante e luminosa, è servita durante il Banchetto, quando gli innamorati si scambiano il primo sguardo da coniugi e il primo brindisi da custodi di un destino condiviso, ogni bollicina che sale è un voto, ogni riflesso dorato è una carezza che attraversa il tempo. Il sapore è fresco, con note di pesca bianca, fiori d'arancio e un tocco di miele antico, come la dolcezza distillata da un ricordo, adatto ai matrimoni regali, alle unioni consacrate sotto le stelle, e ai giuramenti che brillano anche nell'ombra. ***
*** La torta s'erge come un piccolo tempio di dolcezza, tre piani candidi, puri come un voto appena pronunciato, avvolti da filigrane dorate che brillano, benedizioni scolpite nella luce, dalle sue superfici scendono rose rosse e fiori rosa, morbidi e vellutati, che sembrano sbocciare all'istante, portando con sé il profumo dell'amore giovane e della passione che non teme il tempo, ogni petalo è un ricordo, ogni sfumatura un'emozione, ogni curva un invito a celebrare. Il monogramma dorato al centro è un sigillo d'unione, due iniziali che si intrecciano come mani che non si lasceranno più è una torta che ispira amore, non servono parole, ora si gusta guardandosi negli occhi... ***
*** La torta s'erge come un piccolo tempio di dolcezza, tre piani candidi, puri come un voto appena pronunciato, avvolti da filigrane dorate che brillano, benedizioni scolpite nella luce, dalle sue superfici scendono rose rosse e fiori rosa, morbidi e vellutati, che sembrano sbocciare all'istante, portando con sé il profumo dell'amore giovane e della passione che non teme il tempo, ogni petalo è un ricordo, ogni sfumatura un'emozione, ogni curva un invito a celebrare. Il monogramma dorato al centro è un sigillo d'unione, due iniziali che si intrecciano come mani che non si lasceranno più è una torta che ispira amore, non servono parole, ora si gusta guardandosi negli occhi... ***

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13 [Tempietto Interno/Altare] Tianlong sotto la pioggia benedetta e che lava tutto, togliendo pure la polvere dai soprabiti di Khahaleb, lui passerà la notte a mangiare e bere in compagnia di tutti , a mangiare si ma soprattutto a bere. Per questa nottata avrà l'alibi perfetto prima di scappare con Janira per una sana e meritata vacanza //
ITempietto Kahahleb il Fiduciario entra velocemente all'interno del Tempietto, osserva gli sposi Janira e Tianlong, a cui dona un allegro saluto <Auguri!> e così com'è entrato, il Libero Cavaliere, se ne va.

Tempietto altare Janira resta al fianco di Tianlong a festeggiare con tutti gli amici ma la sua attenzione e sul non far bere troppo Tianlong dispensando sorrisi e ringraziamenti ai cari amici intervenuti. //
Tempietto Kahahleb prima di uscire si accende la sua mitica pipa, quindi dopo due tirate, produce un nuvolone di fumo che nasconde la sua lesta che afferra un bicchiere, senza sapere con cosa dentro, fugge continuando a sfumacchiare...
[tempietto/esterno/banchetto] Nel primo brindisi, il vinello dorato, servito in flûte ornati di gemme, brilla come una stella è allora che il Sensale arriva, saluta gli invitati con un sorriso, raggiunge il tavolo e solleva un calice *FELÌCITAS! vi porto gli auguri di tutti i Sensali* prendendo una fetta unendosi alla festa...

Giardino (mentre la scimmietta mangia con gusto, una voce familiare cattura la sua attenzione, volge il capo in cerca della fonte scorgendo così Morwin) ti lascio per un po qui, non scappare mi raccomando(posa la scimmietta a terra rifornendola di altro cibo, quindi si avvia verso il Sensale) ben arrivato, ero certa che vi avrei incontrato, bellissima cerimonia, complimenti (si congratula con lui) peccato non avere la musica per un ballo (aggiunge poi guardandolo con aria un po divertita) ma non credo sia un problema...vero?
[tempietto/esterno/banchetto] <verso SidMay con un sorriso sincero, lasciando brillare un filo di complicità negli occhi> bellissima come sempre, lady SidMay... il vostro vestito e il vostro sorriso illuminano più di qualunque stella <offro il braccio con gesto cavalleresco, un mezzo passo avanti, il tono leggero> e in quanto alla musica... direi che avete ragione, per noi non è mai stato un problema. Chissà se la Regina dell'Isola dell'Amore vuole rinfrescare quel ballo silenzioso che...

Giardino sempre galante e gentile Mor, vi ringrazio (sorride a Morwin accettando la sua offerta quando le porge il braccio) anche se non sono una vera Regina ciò non mi impedisce di...rinfrescare quel ballo, infatti non abbiamo bisogno della musica, seguiamo il vento, i suoni della natura e su quelle note riusciamo a ballare forse anche meglio...(posa la mano sulla sua portandosi di fronte a lui) vi seguo (lo invita infine con un sorriso) anche se (sussurra poco dopo) temo che qualche pestata ai vostri piedi non mancherà ma..cercherò di essere leggera!
Giardino Morwin accoglie SidMay con un allaccio timido, la mano che si posa lieve dietro la sua vita mentre l'altra cerca le sue dita, intrecciandole con cauta dolcezza. La guida in un volteggio morbido, attento solo al suo sguardo, lasciando che il mondo attorno svanisca è un ballo silenzioso, nato all'improvviso, e se la mezza farfalla leggera gli pestasse i piedi sarebbe solo una gioia. La conduce tra i tavoli, poi fino al limite del tendone cerato, dove qualche goccia di pioggia accompagna la loro danza come un sussurro del mare.

Giardino SidMay quando le mani sono congiunte in una morbida stretta, si lascia andare seguendolo in quel ballo volteggiando leggera, lo sguardo resta fisso nel suo accompagnato da un lieve sorriso( Sid stai attenta a non pestare, è vero che è un gentilelfo ma...cerca di stare attenta lo stesso( sussurra tra se e se per poi rispondersi) non fare la guastafeste come sempre...via aria!( ua voce è davvero molto bassa ma non abbastanza per il fine udito di Morwin. La pioggia sembra accompagnarli in quel ballo silenzioso presente solo nella loro mente. Qualche goccia cade su di loro,non se ne curano, trovando riparo sotto il tendone cedrato)
Giardino Morwin muove le labbra mimando una melodia inesistente, lasciando che gli occhi si perdano nell'indaco morbido di lei, danza con lei in passi intrecciati, poi la accompagna in un allungo lieve, piegandola, abbassandola col viso rivolto alla pioggia sottile. Sorride al suo sorriso che non si spegne nemmeno sotto quelle gocce fresche, la riprende attirandola a sé per cambiare passo, ora lento, quasi fermo, sussurrandole una sciocchezza, appena udibile...

Giardino SidMay cattura il suo sussurro e non trattiene una leggera risata(farò del mio meglio) sembra promettere mentre continua a volteggiare lasciando che la pioggia leggera le bagni il volto quando la inarca un poco, e come se fosse destino o un malaugurio, ecco che il suo piede posa sul suo(ecco lo sapevo!) brontola cercando di arretrare subito la gamba e perdendo per un istante il ritmo che cerca di recuperare subito dopo che l'ha attirata a se e cambiare il passo. Nonostante quel piccolo incidente, la sua danza resta leggera e armoniosa sapientemente guidata da lui.
Giardino Morwin <la sostiene con prontezza quando il passo di Sid vacilla, stringendola un poco di più per riportarla nel ritmo, un sorriso che scioglie ogni incertezza. Mima ancora la melodia con le labbra, poi le parla piano, con quella complicità antica che solo loro due riconoscono> sapete, Sid... è pericoloso incontrarvi sempre ai matrimoni, potrebbe diventare contagioso, ride sincero, guidandola in un'altra giravolta. Siete l'unica donna che possiede una cascata tutta sua, semovente... e confesso che ho nostalgia delle vostre fantasie, di come affrontavate ogni attimo con forza e dolcezza, siete ancora così? <la pioggia li sfiora, lui la riporta vicino, cambiando passo in un lento quasi immobile, gli occhi nei suoi>

Giardino SidMay sono quasi un tutt'uno, nonostante quel piccolo incidente, la sintonia torna tra loro, quella sintonia che in fondo non è mai svanita, le sue parole infatti confermano( vero, a matrimoni o feste in maschera...ricordate? fu li che ballammo per la prima volta senza musica anche se ero un po arrabbiata con voi ma poi...) sorride alle sue parole) bella vero la mia cascata personale? si credo proprio che nessuno ci abbia mai pensato...d'altra parte con voi era facile inventarsi qualsiasi cosa..non so, mi avete sempre ispirato (confessa genuina e sincera) in ogni caso si, sono ancora così, o almeno lo sono se ho chi mi ispira...anche a me manca un po quel periodo, era tutto così...come dire...quasi come vivere in un altro mondo,,,,le vostre fragole, le vostre confetture, le merende improvvisate...(si lascia andare ai ricordi senza distogliere lo sguardo dal suo) ma sono contenta sia accaduto, mi sarei persa davvero tanto della vita.
Giardino Morwin i ricordi ci trattengono più del tempo stesso... e voi, sento, lo sapete bene, l'osserva, colpito dalla sincerità dei suoi ricordi *Se volete... vi accompagno io al ritorno, possiamo passeggiare sotto la pioggia* poi, dopo un lungo attimo sospeso nel ballo da fermi, le sussurra con audacia gentile...

Giardino SidMay volentieri, mi farà piacere la vostra compagnia (risponde a Morwin con un grato e dolce sorriso. Si ferma rimanendo di fronte a lui , lo sguardo nel suo, coglie la sua domanda, non risponde subito, resta in silenzio per poi sussurrare a sua volta...
Giardino Morwin rallenta il passo accanto a lei, la torta in una mano, la bottiglia nell'altra, lo sguardo che si addolcisce senza volerlo, sorride, un po' per scherzo, un po' per difendersi da ciò che sente riaffiorare *parlate di cascate, di fantasie, di merende improvvisate... siete l'unica donna che riesce a farmi ricordare tutto questo come se fosse ieri* la osserva di lato, mentre camminano sotto il tendone cerato, la pioggia che tamburella piano *... vi ho ispirata, dite, ma la verità è che siete sempre stata voi a trascinarmi in quei mondi* fa un respiro lento, quasi esitante *vi accompagno e intanto...* la guarda negli occhi, senza più schermarsi *intanto penso a tutto ciò che abbiamo vissuto e a quanto pesa, a volte, la bellezza dei ricordi...

bene, riprendiamo questa bella abitudine (sorride compiaciuta quando lo vede prendere la torta e una bottiglia di vino) che a noi la pioggia ci fa un baffo! (sentenzia allegra cercando di prenderlo sottobraccio) ma è come fosse ieri Mor, quando ciò che si passa insieme è stato vissuto pienamente e intensamente il tempo è come se non esistesse...ricordate, a volte un attimo vale più di una vita intera...noi di attimi così ne abbiamo vissuti tanti (sottolinea con un dolce sorriso) diciamo che con voi non vi siete mai tirato indietro e mi avete agevolato nelle mie piccole follie (ricambia il suo sguardo, un luccichio gioioso nei suoi) volete pensarci da solo Mor? non sia mai, questi ricordi vanno sempre condivisi!! (recita decisa per poi ridere di gusto e seguirlo per quello spuntino notturno)