La cantrice dell’Antico Codice
Awerdoro propone di affiancare i Paladini come artista, senza abbandonare i Falchi. Zel e JDeMolay accettano con entusiasmo: la Musicante diventa la loro cantrice, incaricata di tramandarne imprese, valori e missione.
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7 [Palatium - Sala Corona] <incrocia le dita tra loro, dita tozze che mantiene unite mentre osserva Awerdoro di cui ascolta l'accorata richiesta. Lo fa piegando il capo sulla destra e la scruta in viso. Umetta le labbra per un istante, quindi dopo una piccola pausa prende a parlare> Prima, perdonatemi, ma vorrei capire esattamente quale sia la vostra richiesta, perché sono un vecchio Khaza dalla testa dura e troppo abituato a prendere e dare martellate. Voi desiderate essere il nostro cantore. Ma desiderate farlo rimanendo un falco, quindi, diciamo, come affiancamento? Oppure volete diventare effettivamente una di noi? <lentamente si alza in piedi, con il mantello nero crociato d'oro che si dipana alle sue spalle>. In ogni caso per me va bene, sia chiaro, avervi al nostro fianco in qualche forma è solo un onore per noi e un enorme piacere per quanto mi riguarda. Diciamo che, nel secondo caso, la Balestra potrà essere utile in casi come quelli degli attacchi che ha subito Esperia ma...di norma...preferiamo altre armi. Che in ogni caso vi sarebbero insegnate, sia chiaro <mostrando i palmi delle mani prima di ricondurre gli arti lungo i fianchi. Sbatte le palpebre, celando per qualche momento gli occhi di quel blu così intenso>
[Palatium - Sala Corona] <Il Khaza batte con forza il pugno destro sulla gamba destra, con un tonfo sordo> Ah! Lo sapevo per l'Ascia di re Moradin! Lo sapevo che questo giorno sarebbe arrivato... <Guarda ora brevemente Zel, poi torna con gli occhi dentro quelli di Awerdoro, sorridendole appena> Aye mia signora. Spiegate al Condottiero la vostra proposta. Io penso di averla capita ma siamo due vecchi Khaza, siate chiara e diretta. Così che noi possiamo accettare con piena consapevolezza e ancora maggiore convinzione, aye...
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7 <Resta nuovamente in silenzio dopo la sua proposta, per accogliere chiare tutte le parole che Zel andrà a pronunciare per lei. Le ascolta tutte, con gli occhi fermi su di lui, l'espressione seria per quanto possa esserlo su quel viso dai lineamenti morbidi e un sorriso discreto. Alla prima domanda piega la testa verso la spalla, sta per replicare, ma prima di farlo le arriva la reazione di JDeMolay per cui si lascia andare ad una risata> Una promessa è una promessa! <Ripete ancora, allargando il sorriso, e alla sua esortazione si rimette dritta con la testa e annuisce decisa. Si ferma ancora sul Campione, lasciandosi andare ad un'altra mezza risatina imbarazzata> voi avete RAGIONE, mio Campione. La vicinanza con i gambelunghe m'ha fatto perdere lo spirito spiccio delle montagne e l'insegnamento sull'andare al sodo del mio padrino, che come voi è solido figlio della roccia. Se possibile, l'Arte ha peggiorato la situazione ricamando le mie parole. <Quindi si sposta di nuovo su Zel, scuotendo la testa> No, Condottiero. La mia posizione come precettore nei Falchi non mi permette per il momento di abbandonarli per mia coscienza, non in un momento così delicato per la Baronia, non dopo aver giurato di proteggerla. So che sapete bene cosa intendo con queste parole. <Mostra quindi i palmi delle mani> Ma la Cantoria degli Artisti è un'altra questione. Quello è il vero scopo per cui le Muse ci chiamano, per dare all'Arte il suo preciso scopo: l'immortalità delle imprese, che siano belliche o amorose poco importa. Voglio nobilitare la mia Arte e concedervi il suo vantaggio sul campo di battaglia, nelle teche pubbliche, nella diffusione del vostro Codice, nella vostra difesa della Luce, in una semplice ronda... dove sarete voi sarò io. E per farlo ho bisogno di stare al vostro fianco e imparare da voi, come voi volete, quello che voi ritenete sia giusto insegnarmi. <E un ultimo sorriso, in chiosa> ma con il mio nome Artistico, con la spilletta da Musicante.
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7 [Palatium - Sala Corona] <ascolta ed annuisce alle parole di Awerdoro, sorridendo alle sue parole in modo piuttosto aperto e sereno. Piccoli cenni del capo che fanno tintinnare tra loro le trecce della barba, in uno scontro che produce un suono leggero e ritmato> Ed allora, Awerdoro, sarete la nostra cantrice, con la spilletta da Musicante. <conferma con la voce profonda che emerge dal centro del petto> Non vi è nulla che manteniamo segreto, parte della nostra Missione sta proprio nella divulgazione, nel portare i nostri Principi e Precetti nella vita di tutti i giorni, perché possano essere ispirazione delle genti <lo sguardo viene concesso, poi, a JDeMolay> Confratello, immagino siamo d'accordo nel dire che questa sia una splendida notizia no? <e torna a guardare Awerdoro direttamente in volto> Sarete con noi, ovunque e saremo felici di avervi al nostro fianco. La vostra Balestra, però, interverrà solo in casi particolari, quando le nostre armi non sono incrociate in scontri d'onore. Questa è una delle prime cose che vi insegneremo. L'importanza dell'Onore. Ma avremo modo di parlare di tante cose. <quindi ancora osserva JDeMolay> La nostra cara Awerdoro non sarà un Cadetto ma credo abbia senso venga istruita sulle questioni teoriche della Confraternita quasi come se lo fosse. Volete prendervi voi questo onere? Ovviamente condiviso, certo, quando capiterà di essere in giro ne parleremo insieme e di certo incontrerà anche gli altri Confratelli ma giusto per avere un punto di riferimento qualora le sovvenissero domande improvvise. <e torna a guardare Awerdoro> Per voi va bene? Poi chissà, magari un giorno vi innamorerete della nostra Missione al punto da volerne far parte e sarete già avvantaggiata...
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13 Cormoran cammina lungo il BELVEDERE SUD con passo tranquillo. è appiedato mentre la mano sinistra tiene le redini del puledro UndefinedArray che lo segue con obbedienza. Il suo sguardo dal colore azzurro scuro si posa rapidamente sulle varie figure che popolano il locale, scrutando ogni angolo con attenzione. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch'esso blu come la notte e su di esso brilla l'insigna della Corte, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro e un piccolo pendente in argento al collo, una fede al dito, i suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati.
Al suo arrivo, alla cintura porta Armi lama lunga e piatta , tiene al fianco mancino Armi da botta . Ha indosso, Completo , Mantello , Bracciale , Stivali , Collana , Anello . Porta con sè, Cavallo .
<Annuisce più volte a Zel, socchiude brevemente gli occhi ed allarga un fuggente sorriso> Aye, Condottiero e Fratello Zel. Trovo che oggi la Madre Giusta e Saggia ci abbia fatto uno splendido dono. Awerdoro sarà una magnifica cantrice per i Paladini dell'Antico Codice, per l'Antico Codice e per la storia di Nemesh, suo primo paladino. Ed è la cosa più naturale che io sia in carica della sua formazione ed istruzione, Confratello. La fede in Themis è forte in questa umana, e sarà come forgiare in una fucina khazalid il metallo più prezioso di Sempre, confratello. Mia signora Awerdoro, non finite mai di stupire e rendere orgoglioso questo vecchio Khaza. <Si alza in piedi con un movimento lento e marziale> I Paladini dell'Antico Codice hanno un loro cantore, Awerdoro de li Fabbri.
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13 [Palatium - Sala Corona] <Man mano che le parole di Zel superano lo spazio che li divide per raggiungerla i suoi lineamenti passano da quella lieve tensione dettata dalla serietà del momento ad un più visibile stupore, fino a virare con vigore in un pieno entusiasmo che non trattiene nel sorriso che si allarga, ampissimo, con un guizzo vivo e luminoso negli occhi scuri. La postura segue di conseguenza quel fluire di emozioni, ammorbidendosi prima e tendendosi poi, alzandosi di scatto dalla seduta. Le mani s'aggrappano al bordo del tavolo, mentre si sporge in direzione dei due nani, e la contentezza non viene mascherata in nessun modo nel tono della voce squillante con cui replica> Condottiero, non sapete che onore mi fate accettando il mio servizio! <Annuisce, decisa, convinta, ad ogni indicazione che viene data e che le fa spostare lo sguardo da Zel a JDeMolay> Ebbene, quello che mi indicherete lo seguirò come fossi vostro Cadetto. <E quindi si ferma sul Campione, annuendo> Non potevo essere affidata a mani più sicure delle vostre, che sia per proteggermi, che sia per istruirmi. Ma quanto io mi fidi di voi lo sapete nel profondo. <Un profondo respiro le riempie il petto, mentre le guance si riempiono in un sorriso orgoglioso. Poi cala la testa, alla sua investitura, al pari di una benedizione>
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8910111213 Cormoran procede lungo il sentiero, gettando ogni tanto uno sguardo verso ovest, mentre cammina in silenzio fino a raggiungere il CORPO DI GUARDIA. Là ferma il passo e si appoggia al muretto, mentre la destra da una pacca, distrattamente, al cavallo.
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8 [Palatium - Sala Corona] Confratello, fate predisporre una stanza per Awerdoro, se sarà al nostro fianco, quando lo desidererà condividerà con noi la nostra casa. <quindi osserva l'umana per un istante> Sono certo capirete se non vi darò accesso ad alcune informazioni più pratiche se non sarà per voi utile conoscerle ma avrete comunque accesso al Palatium, quando lo desiderate. <quindi torna a guardare JDeMolay> Datene anche comunicazione agli altri confratelli. E...<una piccola pausa, la mano destra accarezza la barba un paio di volte> fate in modo che possano riconoscerla <non aggiunge altro limitandosi a un'occhiata eloquente alla volta del Paladino. Qualche momento di silenzio ancora, in piedi, si avvicina all'umana, la guarda dal basso in alto, in fondo lui è alto solo centoquaranta cannelle> Mia cara, siete voi che portate onore e lustro a noi ed al nostro Ordine, volendo dedicarci la vostra Arte. Siete un'amica, oltre che un cantore eccezionale, credo che il vostro posto sia naturalmente quello accanto a noi. E sì, so in che mani vi ho lasciato, il Confratello fu mio Precettore e se è riuscito a inculcare qualcosa di buono nella mia testa, quando ancora ero un abbraccialberi, sono più che certo che saprà illustrarvi al meglio tutto quanto è bene voi sappiate. Per il resto, cercherò di tenervi informata sulle nostre missioni, così che possiate seguirci quando serve. <la mano destra si chiude a pugno e si appoggia al centro del petto> Siate dunque la Benvenuta tra noi, Cantrice. E che la Madre ed il Mancino vi proteggano e illuminino la vostra via.
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8 [Palatium - Sala Corona] <Annuisce alle parole di Zel mentre abbandona la seduta che ne ha accolto la presenza in quella serata, affiancando i due khazad. La testa si abbassa appena, giusto quel po' per colmare la poca altezza che la fa svettare sui due, ma le mani che si giungono davanti al ventre e il busto che si piega appena in avanti la mantengono in una posizione di riverenza, pur mantenendo il sorriso entusiasta e il tono che riverbera allegro> È chiarissimo e giusto, Condottiero. Come ci siamo detti, al pari di un Cadetto seguirò le vostre indicazioni e i vostri insegnamenti con fiducia totale. <Ancora il mento va verso il petto alla riconoscenza del Condottiero, rialzandolo per riportare gli occhi scuri a quelli chiari di Zel> Le vostre parole mi riempiono di vivo orgoglio, Condottiero. E allora sarà un grande onore, per entrambi, sapere che voltandoci ci troveremo al fianco. <E quando la riconoscenza di Zel va a JDeMolay verso di lui si volta, con quel sorriso carico di affetto filiale, per tornare infine a Zel. La mano destra si poggia aperta sul petto, a contatto con la lira d'ametista, e ancora rivolge a Zel un inchino discreto, ad occhi chiusi> Grazie, di tutto, Condottiero. Che la Madre giusta illumini il mio sentiero al vostro fianco e le Muse alimentino il fuoco della mia Arte. Ci rivedremo presto, lieta notte! <Si rimette infine dritta, il mento ad alzarsi ancora orgoglioso, voltandosi verso JDeMolay> è l'ora, mio Campione. Seguo voi per far rientro. <E, detto questo, il passo verso l'uscita della Sala si fa trotterellante al fianco del khazad in direzione delle porte del Palatium>
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8 Cormoran Corpo di Guardia si approssima al muretto ovest di fronte al Corpo di Guardia, ne tasta la consistenza con le mani, poi si volta e con un lieve balzo, ci si siede sopra. Le gambe ondeggiano lievemente, i palmi delle mani sono sulle pietre, mentre il suo cavallo, ubbidiente, lo osserva in silenzio
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8 [Palatium - Sala Corona] Bene così, dunque. Credo proprio ci vedremo presto, già domani direi. Un matrimonio ci attende. Con tutto quello che ne consegue <e alza gli occhi al cielo per un momento, scontrandosi con la visione del soffitto della stanza> Quella camicia mi dà l'impressione di soffocare <sospira mentre torna a guardare davanti a sè> Ma bene, allora vi auguro una lieta notte, mi raccomando, le preghiere prima di dormire <china leggermente la testa, ancora una volta il tintinnio della barba si fa ben udire> Onore e Luce a voi...<ed osserva quindi l'umana e l'altro Khaza allontanarsi. Poco dopo è anche il suo turno di prendere la via che conduce ai propri alloggi. Ci sono nuove missive da scrivere, che attendono la sua attenzione. Ed è da esse che torna prima del meritato riposo>
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11 Corpo di Guardia Sarà bello, il banchetto sicuramente! <Replica a Zel con una risata, seguendolo oltre la soglia del Salone. Annuisce al compito sulle preghiere e replica il saluto> Sia Arte e lieta notte! <Quindi si fa accompagnare da JDeMolay fino ai portoni del Palatium e, congedato con un'ultima, affettuosa, stretta delle mani, raggiunge Priscilla poco distante che legata ad un albero si concede lo spuntino serale. Libera le redini dalla stretta e sale in sella, con una facilità incredibile probabilmente dettata dall'adrenalina accumulata nelle emozioni della serata, e decisa con un colpo delle gambe la mette al PASSO sul sentiero che porta al varco del corpo di guardia. Un cinguettante> Buon servizio! <viene servito ai CadettiPNG in presidio e, mentre riporta lo sguardo verso i camminamenti del Belvedere, la figura appoggiata al muretto con un cavallo al seguito ne cattura l'attenzione. Alza il sopracciglio, piega la testa verso la spalla, si sofferma sulla sua schiena. Poi dice solo> Poià?
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11 <mentre ondeggia su quel muretto, la mano destra sale a cercare qualcosa sotto il mantello blu, ne tira fuori una mela che si pregusta tra le dita. Quando la voce di Awerdoro spezza il silenzio su quel sentiero, alza lo sguardo e saluta la Musicante> Lux in Tenebris, mia signora! <guarda un istante la mela, poi allunga la mano di lato, verso il cavallo, che dopo averla annusata, se la mangia senza tanti complimenti. A questo punto scende dal muretto a piedi uniti> Bella serata, nevvero?
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11 Corpo di Guardia <Quando la voce di Cormoran la raggiunge, riconoscibile al suo udito, finalmente ne punta il volto incastrando lo sguardo nel suo. Un cenno del capo in saluto, con il sorriso che si stende placido> Sia Arte... <socchiude gli occhi, il sorriso si aguzza> Guardiano. <Alza le spalle e chiude gli occhi, mantenendo quel sorrisetto furbo> le voci volano come le frecce dei gambelunghe. <E riporta gli occhi scuri al suo viso> almeno la maggior parte dei gambelunghe. <Quindi annuisce e alza il naso al cielo terso, carico di stelle ben visibili per la poca luna e ancor meno nuvole> proprio bella. <E definitivamente torna all'uomo, mentre smonta dalla sella, domandando infine> Cosa vi porta qui?
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11 <si guarda i palmi vuoti delle mani, poi le sbatte tra di loro come a voler rimuovere la polvere di pietra del muretto dalle sue mani> Sia arte, è un bel saluto! <poi unisce le mani davanti a sé, la mano destra avvolge il pugno sinistro> Buffo trovarvi qui, ero passato a rimuginare sui vecchi casi, ora che sono ufficialmente un Guardiano. <piega il capo di lato, osservandola con curiosità> Siete lontana da casa. Avete trovato quello che cercavate?
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891011 Corpo di Guardia <S'affianca a Cormoran, conducendo pigramente Priscilla con le redini fino al muretto, ma l'attenzione resta sull'uomo> È curioso, infatti, che oggi entrambi non abbiamo prediletto l'Eligor per porgerci il saluto. <Di nuovo alza le spalle, piegando la testa verso quella destra prima di rilasciarle> immagino che le nostre competenze singolari vadano oltre la tutela territoriale. Personalmente, il fuoco delle Muse mi rischiara il petto con particolare vigore. <Si volta quindi verso il Palatium, annuendo> Cercavo appunto dove la sua luce potesse farsi più nobile e, fortunatamente, i Paladini sembrano aver ben accettato di aiutarmi in questo. <Ritorna a guardare Cormoran con un sorriso carico di vivo entusiasmo> E invece voi? Avete trovato tra queste pietre la soluzione per i vecchi casi che vi arrovellano i pensieri?
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8 <immobile nella sua posizione, segue con lo sguardo i movimenti di Awerdoro. Accenna un sorriso sghembo al suo menzionar l'Eligor. Infine, annuisce> Non sono sicuro di aver capito con cerezza. Ma se avete la benevolenza dei Paladini, allora non potrei avere nulla in contrario. <fa una pausa, abbassando la voce> Non che siano affari miei. <poi si volta, dando le spalle ad Awerdoro, ma le parole sono rivolte a lei> Non cercavo soluzioni, mia signora.
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8 <Le sopracciglia si alzano appena e le ciglia sfarfallano qualche volta prima di replicare> Perché dite che non sono affari vostri, come se stessimo parlando di chissà che segreto di Corte? <Si lascia andare a una risatina bassa, affiancando l'uomo al muretto, lo sguardo verso la vasta valle buia e, infine, al telo notturno puntellato di lucenti stelle> non si tratta di nessun segreto inconfessabile, nemmeno ad un inquisitore. I Paladini sono alleati dei Falchi, ma il mio affetto verso il loro Campione JDeMolay si perde nel tempo, a quando ci siamo incontrati per la prima volta per le strade del Granducato dopo un lunghissimo periodo di assenza per entrambi. <Gli spiega, incrociando le braccia al petto> Quindi, per me, i loro vessilli sono cari al pari di quelli dei Falchi. E visto che l'Arte dei Cantori ci permette di affiancare lo scopo che più ci sta a cuore... ho scelto di servirla a loro. <Un'altra risatina bassa spezza quel flusso cantinellante di parole tamburellate in fretta, a voce bassa> tanto i Falchi hanno la mia penna come precettore. <Quindi si volta ancora al profilo dell'uomo, alzando di poco il mento per colmare il divario di altezze> E allora cercavate il bandolo della matassa dei vostri pensieri. Come avete accolto il meritato riconoscimento da Palazzo?
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8 <ruota solo il capo in direzione di Awerdoro per osservarla un istante, prima di proiettare la vista in avanti> Sono sicuro che non trattenete segreti. Ma intendevo soltanto dire che non so di queste arti, sono un uomo semplice, in fondo. Ma nutro rispetto per ogni Falco e ogni Paladino in egual misura. <fa una pausa> Certo, forse il buon Lord Calad merita più rispetto di altri. <conclude con un accenno d'ironia nella voce. Infine, alla domanda della donna, si volta verso di lei con tutto il corpo> Ho accolto il riconoscimento come si conviene a un lord del mio rango, mia signora. <fa alcuni passi attorno ad Awerdoro, poi si dirige verso il suo cavallo UndefinedArray, gli da una pacca sul collo e conclude con voce calda> Che ne dici? Torniamo a casa, ti và?
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8 <Scuote lentamente il capo qualche volta, a occhi chiusi, ma l'espressione resta placidamente bonaria> e allora vi devo invitare a teatro, o a qualche concerto fatto per bene. <Riapre gli occhi, alzando il sorrisetto a sinistra> vi piace la musica, si? <Ritorna a guardare la valle, mentre continua a spiegargli> ma l'Arte, nella sua forma più pura, non è semplice e mero intrattenimento. Se le Muse infondono bene il loro volere può plasmarsi in forme che possono farsi scudo, persino arma. Un po' come abbiamo visto fare a chi maneggia la magia, per farla breve. <Una risata al commento su Calad, mentre scioglie l'intreccio delle braccia e si volta verso l'uomo per trovarselo di fronte> Ah si, quel gambelunghe eccome se merita tutto il nostro rispetto. Merita anche un sacco di carezze in viso, ma sull'accelerazione della mano per portargliele non garantisco. <Ascolta la sua risposta riguardo il riconoscimento, annuendo> Mi spiegherete quale sarà il vostro scopo in un altro momento, allora. Del resto, in quanto Falco, le questioni di Corte continuano a influenzare sempre in qualche modo le mie giornate. V'ho visto studioso per tanto tempo, immagino che siate ben pronto a ricoprire il vostro ruolo con la dedizione che merita. <Si volta quindi verso i cavalli, seguendo i passi di Cormoran ma fermandosi a Priscilla, per recuperarne le redini> fatemi strada, andiamo dalla stessa parte.
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8 <sbotta in una risata di gusto sulla ponderazione della velocità di schiaffo> Bella, questa. Siete sempre temibile, ammazzascorpioni! <maneggia con le redini per qualche istante, poi la mancina afferra il pomo della sella e si tira su in un fluido movimento. Osserva ora Awerdoro dall'alto> Mia signora, io sono nato pronto per questo ruolo! E ora se desiderate essere il mio primo incarico, vi scorterò con piacere alla Baronia. <tira a sé le redini per far virare il cavallo verso sud, in attesa>
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8 <Si accoda alla risata di Cormoran, mentre infila il piede sinistro nella staffa e, dantosi lo slancio, sale in sella> Lo sono se mi cimentano la nervatura, Poià. E Calad su questo è un maestro. <Se ne va a guardare Cormoran, ma lo sguardo scivola al suo cavallo: un sorrisetto prima di commentare solamente> bel destriero. <Si accomoda e prende tra le dita le redini, ritornando all'uomo. Annuisce decisa, un guizzo orgoglioso le fa alzare il mento> Ebbene, sarete la mia scorta, Guardiano. È un onore per me far parte della vostra prima missione. <Da quindi un colpetto di gambe al costato di Priscilla, che risponde mettendosi al PASSO - sostanzialmente d'uomo - a corteo di Cormoran verso la strada del ritorno>
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8 in sella Cormoran china il capo verso Awerdoro, dopo che ha montato a cavallo si è avvicinata <Vi ringrazio, è stato un regalo, molto prezioso> da un colpo di stivale e con le redini salde tra le mani, inizia a muoversi al passo. <Venite meco, mia signora. La mia vita è al vostro servizio, per questa notte> conclude, con la sua voce squillante, mentre si muovono rapidi verso sud lungo il viale e poi chissà.