Il peso di una promessa
Alla Taverna Esmeralda, Whitemask rivela di aver trovato Maniakesh, ma il legame col suo ex capo la divide tra lealtà, ordini e verità. Awerdoro la incalza sul prezzo del tradimento.
Tav5 Awerdoro esce dalle cucine, furtiva, con una brocca e un piatto colmo di biscotti dritta diretta al tavolo 5. La disciplina dei boccoli biondi è demandata ad una coda alta, che fatica a tenere tutt'insieme quella folta coltre indemoniata che oscilla ribelle ad ogni passo svelto. Indossa la divisa dei Falchi: camicia con le maniche arrotolate fin sopra i gomiti, decorata dal pendente argento del falco con la piuma azzurra da Gheppio e dalla spilletta da Maestro Concertista appuntata a sinistra, e i pantaloni di lino marrone tenuti su dal cinturone con i due PUGNALI nei foderi, uno per fianco. La faretra con 10 DARDI è insieme alla BALESTRA in rastrelliera. All'esterno, Priscilla sta tranquillamente facendo merenda sotto un albero.
AwerdoroEquipaggiamento all'arrivo
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17 ingresso Esmeralda <una manata e la porta dell'Esmeralda si apre, lasciando entrare la mezzosangue, oggi più impolverata del solito. Infatti si passa le mani sull'armatura di cuoio nero, per spolverarla alla meglio. E' una ragazza molto alta, che sfiora le due braccia di statura, dallo sguardo freddo e inespressivo. I capelli biondi, rasati ai lati del capo, sono raccolti in due trecce che le scendono sul petto. Al fianco sinistro pende una spada lunga, mentre sulle spalle è assicurato uno scudo tondo di medie dimensioni. Come al solito è poco curata nell'aspetto. Poi fa pure caldo: e l'odore che emana somiglia più a quello di una bestia selvatica che non a quello di una dama di corte> Sawas... <saluta quando vede la figura di Awerdoro>
WhitemaskEquipaggiamento all'arrivo
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17 Tav5 <Ha già lasciato il piatto colmo, ad occhio almeno tre porzioni di biscotti, sul tavolo e sta per versarsi il latte quando il tonfo secco della porta la fa sobbalzare, andando a spillare fuori dal bicchiere e inzaccherando il tavolo. La sinistra aperta va al petto, bloccando il poco respiro che le è rimasto dopo aver esclamato allarmata un sonoro> PALAPUT... <censurato dalla chiusura altrettanto secca della porta. Con un sospiro si accascia sulla sedia, tornando a guardare Whitemask> Eligor, Whitemask. Stavo distratta a pensare a cose. <Gli mostra con il palmo sinistro una sedia di fianco e riprende a versare il latte nel bicchiere> venite, avete già fatto colazione?
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18 Cormoran ingresso entra nella taverna con passo deciso, la porta si apre con un cigolio e lui si ritrova nell'atmosfera ovattata dell'ambiente. Il suo sguardo dal colore azzurro scuro si posa rapidamente sulle varie figure che popolano il locale, prima Whitemask e poi Awerdoro. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch'esso blu come la notte e su di esso brilla l'insigna della Compagnia, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro e un piccolo pendente in argento al collo, una fede al dito, i suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. <Eligor!> saluta con cortesia professionale le due donne, <Siamo mattinieri quest'oggi.>
CormoranEquipaggiamento all'arrivo
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18 ingresso Esmeralda <si dirige subito verso il tavolo 5 e si va a sedere sul bordo anteriore di una sedia, liberandosi dello scudo che le impiccia sulle spalle e poggiandolo su una delle gambe del tavolo, in bilico precario.> No, non ho fatto colazione. <sembra pensierosa, ed evita spesso lo sguardo di Awerdoro, pur mantenendo il suo sguardo inespressivo. Osserva il latte e i biscotti, ma viene per un istante distratta dall'ingresso di Cormoran> Sawas... <saluta il Falco. La mezzosangue sembra di poche parole, almeno per ora. Senza indigiare più di tanto, allunga la mano destra e afferra un paio di biscotti>
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18 Tav5 <Il bicchiere è stato riempito, il primo biscotto è stato inzuppato, il primo morso è stato avventato: masticando senza troppa premura di farlo elegantemente, come nemmeno si è premurata di sedersi composta sulla sedia, alza la testa in favore della porta quando viene oltrepassata da Cormoran. La sinistra si alza, in pigro saluto> EliFor, Guardià. <Il boccone viene mandato giù, prima di continuare> In effetti non siamo soliti vederci prima di pranzo. Avete fatto colazione? <Domanda anche a lui, mentre altrettanto pigramente, con un cenno della sinistra rivolto a brocca e piatto, invita Whitemask a servirsi, sorridendo compiaciuta nello scoprire che la mezza non richiede cerimonie> allora, avete fatto quello che dovevate fare? <Le chiede, allusiva, prima di finire l'altra metà del biscotto in un altro singolo morso>
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1718 <ruota la testa e ricambia con un lieve gesto del capo il saluto di Whitemask e un sorriso accennato. La segue con lo sguardo mentre si avvicina al tavolo 5 e poi gli occhi scivolano su Awerdoro, fa una smorfia divertita al saluto della donna e compie alcuni passi lenti fino al tavolo, fermandosi di fronte a esso> Sono a posto per ora, magari più tardi stuzzicherò qualcosa. <china brevemente lo sguardo sui biscotti per poi tornare ad addocchiare Whitemask e udire la sua risposta alla domanda della Gheppio>
ahahahah
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17 ingresso Esmeralda <si mette in bocca entrambi i biscotti, senza inzupparli, mangiando in modo non molto educato, stavolta fissando lo sguardo su Awerdoro. Resta a guardasela per parecchio prima di risponderle, come se avesse cercato le parole giuste da dire> In parte sì... <guarda verso Cormoran e sembra studiarlo con attenzione, come se dovesse capire se ci si possa fidare di lui. Poi si rivolge a Averdoro> Anche se non proprio come qualcuno aveva pensato. Ho trovato chi dovevo cercare.
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17 Tav5 Sono buoni. Mele e noFi. <Replica verso Cormoran, riempiendo le guance con un sorriso sornione. Neanche il tempo di dare all'altra metà di biscotto la possibilità di scendere giù che già ha pinzato un nuovo biscotto, inzuppandolo nel bicchiere pieno di latte. Annuisce, mantenendo il contatto visivo, e quando questo viene interrotto per permettere a Whitemask lo studio di Cormoran si inserisce in quel pensiero silenzioso suggerito dall'insistenza con cui l'uomo viene messo sotto analisi> Potete parlare in sua presenza senza nessun problema, Whitemask. La Poiana è persona di piena fiducia, per quanto mi riguarda più di altri. <Un suono sgraziato risuona nell'aria, una presenza abietta e fastidiosa, un presagio di sventura. Si guarda intorno, allarmata> Che è stato? <Chiede ai due, tesa sul chi vive> mi è sembrato di sentire un verso infausto.
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17 <percepisce lo sguardo indagatore di Whitemask su di lui, inclina appena il capo di lato> Come state, mia signora? Sebbene sia passata meno di una settimana dal nostro ultimo incontro, mi sembrate... diversa, oggi. <Alle parole distorte dal cibo di Awerdoro, ruota lentamente il capo verso di lui, muovendo gli occhi sulla donna dall'alto verso il basso, soffermandosi sui biscotti> Non li mangerete tutti voi, spero. <poi al segnale di allerta di Awerdoro, si guarda rapidamente attorno> Io non ho sentito nulla...
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1617 ingresso Esmeralda <qualche briciola di biscotto le cade dalle labbra. Ora afferra il bicchiere del latte e se ne beve una lunga sorsata. Un piccolo rutto e si asciuga la bocca con il dorso di una mano> Se voi vi fidate allora faccio a fidarmi pure io... <appare comunque diffidente verso Cormoran anche se apparentemente non ne avrebbe alcun motivo>
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16 Tav5 <Scivola sulla sedia, ammorbidendo la tensione con un sospiro alla rassicurazione di Cormoran> non si sta quieti mezza giornata... <borbotta, prima di tornare a guardare l'uomo con il sopracciglio sinistro ad alzarsi. Istintivamente va a prendere anche un secondo biscotto, custodendolo di fianco alla tazza> perché? Ce ne stanno assai per tutti. <Ritorna quindi alla mezza, tenendo sospeso quel biscotto mozzicato> Che avete scoperto? E dove? <Le domanda, senza giri di parole>
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16 Tavolo 5 <ascolta le parole di Awerdoro, ma decide che è meglio non rispondere sulla corretta quantità di biscotti per una colazione sana. Rimane in piedi vicino al tavolo, le braccia si sollevano e si incrociano sul petto, la sua voce è cordiale e leggera> Ci conosciamo da quando avevate portato le pecore al pascolo, tanti mesi fa. <le fa l'occhiolino> So custodire i segreti.
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16 ingresso Esmeralda <di nuovo guarda Cormoran, assottigliando le palpebre, come per metterlo meglio a fuoco> Conoscersi non significa fidarsi. Ma non prendetemi per maleducata... è un momento in cui sono io ad essere in difficoltà proprio per il mestiere che faccio. <ora si volge verso Awerdoro> Ho detto a Kath che ho trovato... chi stavo cercando. Ma la situazione è complessa. Voi cercate il vostro ex capo per motivi che non coincidono con i miei. Per cui non ho detto a Kath dove il tizio si dovrebbe trovare. Credo che lei si sia arrabbiata con me per questo. E voi sapete che questo mi rende molto triste...<abbassa lo sguardo>
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16 Tav5 Mh... <La mano sinistra prende il mento, massaggiandolo lentamente, mentre ogni parola di Whitemask la raggiunge. Annuisce, inizialmente, quando la mezza dice che la ricerca è andata a buon fine e un guizzo attento ravviva i suoi occhi scuri, ma socchiude le palpebre, quando continua, e glissando sull'eventuale umore di Whitemask le dice soltanto, breve> e voi avete proprio certezza dei motivi per cui noi lo cerchiamo? <La sinistra mostra il palmo alla mezzelfa, ma la voce le resta tranquilla e cantinellante> a parte che potrebbero anche coincidere, tanto da poter essere utile un aiuto. Tolto che non è il motivo per cui lo cerchiamo, ma il fatto che vogliamo tutti la stessa conclusione. <E ora l'indice della sinistra batte sul tavolo, severo, e anche la voce si fa più asciutta> ma poi se avevate un'accordo, se avevate promesso che le avreste portato notizie, le motivazioni non dovrebbero interessarvi. Nemmeno noi sappiamo le vostre.
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1516 Tavolo 5 <annuisce alle parole di Whitemask> Comprendo il vostro pensiero e non ho nulla da ribattere <scioglie le braccia prima di rivolgersi a Awerdoro> Vi lascio ai vostri... accordi... <conclude con un lieve sorriso> Con i vostro permesso, andrò al bancone a vedere se c'è qualche bevanda che mi ispira prima del pranzo. <muove i suoi passi costeggiando le terga di Whitemask e si sistema su uno sgabello di fronte al bancone, posando i gomiti sulla superficie e contemplando gli scafali pieni di bottiglie>
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15 tavolo 5 seduta <ascolta con attenzione le parole di Awerdoro. Ogni tanto guarda Cormoran, la cui presenza sembra ora non più minacciosa per lei. Poi torna sul Gheppio dei Falchi, ma non risponde subito. Lo sguardo della meticcia è sempre inespressivo e eventuali stati d'animo, dubbi o riserve potrebbero essere comprese solo dalla durata dei suoi silenzi. Stavolta non abbassa lo sguardo. Si passa le dita della mano destra sul polso sinistro, massaggiandoselo,segno forse di nervosismo> La natura non mi ha dotata di un grande cervello, Gheppio. Per questo io eseguo gli ordini e non li discuto. Quel poco di intelletto che ho lo uso solo per raggiungere i miei scopi. Le motivazioni le lascio a chi è più acuto di me. Però...so leggere i volti, sento il tono delle parole, vedo le mosse degli altri... e ho capito che voi volete far del male al vostro ex capo... perché dovreste negarlo? Io non sono un Falco, e non sono cittadina di Esperia. Ho servito quell'uomo fino alla morte, la mia. E anche oltre. Dite che è pericoloso? Forse. Ma...<scuote il capo>...pensate che io abbia paura della morte? <si azzitta di nuovo, sempre fissando lo sguardo di Awerdoro. Resta così per parecchio, prima di riprendere a parlare> Per muovermi ulteriormente aspetterò ordini da SidMay. Altrimenti non farò cose che potrebbero fare del male a suo fratello. Nel frattempo non farò più niente. Per quanto possa sembrare sciocco, avendo io servito quell'uomo, ne sono legata. Anche se cercherà la mia testa.
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15 Tav5 Ho detto... <La voce si acuisce un attimo, in quelle due parole, quando Cormoran sta per allontanarsi dal tavolo. Ma con un sospiro breve allenta nuovamente quella superficiale tensione, ammorbidendo ancora la voce> che nutro profonda fiducia nella Poiana, e vi posso assicurare che ciò che arriva alle mie orecchie arriva comunque para-para alle sue. <La sinistra tamburella sul tavolo, la destra batte quel mezzo biscotto sul piattino, un preciso e ritmato tappeto musicale su cui far marciare le proprie parole. Lo mantiene anche quando lei tace, per accompagnare i silenzi di Whitemask, e resta costante anche quando la mezza ricomincia a parlare. Gli occhi scuri li mantiene in pieno contatto con i suoi, senza cedere nemmeno un attimo con il mento, e sebbene i lineamenti morbidi le conferiscano un'aspetto tutto sommato bonario le labbra piene si sono fatte più sottili in una rigida linea severa. Scioglie quella durezza inizialmente per consegnarle un'appunto, e pure la cantilena nella sua voce le resta solo per naturale inflessione d'origine, non più per morbidezza d'intenti> Voi avete un cervello fin troppo fino, Whitemask. <Socchiude gli occhi e arriccia le labbra> Chi ha mai negato? Maniakesh, come vi dicevo, ha veramente troppi debiti verso la Baronia, verso i miei Compagni e verso di me personalmente. <Il tamburellamento si ferma e il silenzio, nelle parole e nel ritmo, diventa più pesante> Non solo voi. Tutti noi, abbiamo messo a rischio e qualcuno ha anche dato la vita per quella che era la sua follia e ne abbiamo ricevuto solo tradimenti. <Ancora sosta a guardarla senza cedere nemmeno un istante> nessuno di noi ha mai temuto, né teme, la morte. Non è una prerogativa arrogante solo di mercenari, sanguinari e cani sciolti. <Si stacca con la schiena dalla sedia, il busto si sporge appena verso Whitemask. Gli occhi scuri si assottigliano appena> Noi siamo gente che ha scelto la legalità e la legge <E di nuovo puntella l'indice sul tavolo> moriremmo, per queste.
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15 Bancone Cormoran rimane apparentemente a contemplare le bottiglie dietro il bancone per un'inspiegabile quantità di tempo. Poi si alza dallo sgabello, si muove dietro il bancone, afferra una bottiglia di Porto e un bicchierino. Ci ripensa, rimette a posto il bicchierino. Si muove oltre il bancone con la bottiglia di porto tenuta per il collo, ruota la testa verso Whitemask e Awerdoro "Eligor, buon proseguimento!" rimane un impercettibile istante con gli occhi fissi sul Gheppio, poi si allontana verso salottino, sparendo dalla vista dei presenti.
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15 tavolo 5 seduta <nulla sembra scomporre l'inespressività dell sguardo della mezzosangue. Mantiene lo sguardo fisso su quello di Awerdoro, lasciando che l'altra esprima il proprio risentimento e nota la durezza che le sta dedicando nel mentre che parla> Voi sapete molto bene cosa nutro io per la Poiana. Potete quindi ben capire cosa sto provando in questi momenti. Vedete, Gheppio... io non so esprimere i sentimenti, ma dentro di me, nel mio animo, sono un vulcano pronto a esplodere. Quindi meglio così. Nonostante nutra per voi un grandissimo rispetto e conosca molto bene il vostro valore, il vostro coraggio e la vostra arte, resto sempre dell'idea che non posso prendere iniziative contro di lui... se non esplicitamente ordinato da Sid. Io ho dato una parola a maniakesh. Gli dissi che l'avrei seguito fino all'inferno. E l'ho fatto. <si azzitta alcuni istanti.> Io sono un cane sciolto? No: seguo delle direttive. E non ho scelto la legalità e la legge. Ho scelto di fare quello che mi dice SidMay. Deciderà lei il mio destino e i miei compiti. E se mi dovesse venire ordinato di andare contro la legge, lo farò.
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15 Tav5 <Esattamente come Whitemask l'ha lasciata parlare nella sua naturale neutralità d'espressioni, così lei ascolta la replica senza camuffare nessuna espressione: su qualche punto le compare un'ombra dubbiosa, su altre pare ammorbidirsi, ma sull'ultima parte le si alza il labbro verso sinistra, in un ghignetto sottile> Ho l'impressione, allora, che ci siamo mal spiegate finora. E che invece gli intenti siano davvero molto più simili di quello che credete. <Anche la voce torna un po' più morbida, e il tamburellamento di dita della sinistra riprende i suoi battiti regolari> Sidmay equivale, per mare, alla parola di Janira su terra. Nel momento in cui è stata stretta l'alleanza che, certo... <Si lascia sfuggire un po' di sdegno, nell'arricciarsi delle labbra> è passata per un rapporto di sangue tra Maniakesh e Sidmay, con la stessa Din. Nel momento in cui s'è riconosciuta questa amicizia, e io ho servito per il Sole, la sua parola per me è diventata legge ugualmente a quella dei Ministri, e come vale il mio giuramento per Esperia vale identico per Kud, chi l'amministra e chi la popola. Quindi... <Di nuovo le torna, involontario oltre i denti, quel tono condito di bile> capite che Maniakesh ha sputato non solo sui giuramenti fatti alle Corti, che già gli costerebbero la forca... <Il tamburellamento torna ad essere un punto su punto dell'indice contro il tavolo, secco> ha tradito tutti gli uomini e le donne che lo hanno affiancato, anche quelli più fedeli come me e, da quello che dite, come voi. Addirittura ha scelto le fogne, scappando come un ratto, alle promesse fatte alle sorelle. <Scuote la testa, lenta, il disgusto ormai ben visibile sulle labbra> Che riguardo pensate si meriti?
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15 tavolo 5 seduta <gli occhi freddi della mezzosangue scorrono sul volto di Awerdoro, osservandone le varie espressioni, il disappunto, la rabbia malrepressa, il dubbio, il ghigno di scherno. Sembra quasi apprezzare quella varietà di sentimenti ed emozioni, invidiosa di chi ne è ricco rispetto a chi ne è quasi del tutto privo come lei. E il tempo che ci mette prima di rispondere alla femmina umana testimonia il tormento che ha preso possesso della sua anima e che la sta divorando dall'interno. Fa un profondo respiro> Tradimento... <scuote appena il capo in segno di diniego>...no, non ci credo... voi mentite, Gheppio: Maniakesh non può aver tradito la sua parola. Io non ci credo! <stringe le mani a pugno con grande forza.> Che prove ne avete? Avete parlato con lui? Vi ha detto la sua versione dei fatti? A me no. Io so solo che adesso si trova... <ma si azzitta subito. Chiude gli occhi per qualche istante e riprende fiato.> Perdonatemi, Gheppio. Sicuramente sbaglio io. <riapre gli occhi> In questi giorni ho l'inferno nell'anima. <sialza dalla sedia e riprende lo scudo> Adesso devo andare. Ma spero che ci rivedremo. Volevo chiedervi dei consigli su... su quella cosa che vi ho detto e che vorrei teneste riservata per voi. Sawas! <si allontana verso la porta del locale. Ma prima di uscire si gira di nuovo verso Awerdoro> Perdonatemi... <ripete ancora ed esce dall'Esmeralda> //
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15 Tav5 <Il suo discorso lo ha portato liscio, infiammato da un ardore rivelato dagli occhi scuri, un elenco di creditori alla porta di Maniakesh sostenuto dall'ovvio, scritto delle stesse gesta e dalle stesse gesta del condottiero. Ed è per questo che la reazione di Whitemask alla parola "tradimento" le prende i lineamenti e li piega alla sorpresa, le sopracciglia alte di chi cerca un senso in ciò che ha davanti> Mi sono limitata a riportare solo cosa è alla luce del sole, solo cosa c'è scritto sulle carte pubbliche, senza addentrarmi nei dettagli. Quelli possono essere pure distorti dal nostro punto di vista, se siamo nella luce o nell'ombra. E non c'è dubbio che noi siamo nella luce, e lui nell'ombra. <Piega quindi la testa appena verso la spalla> cosa non vi torna, della parola tradimento? Non la usate per riferirvi a qualcuno che vi aveva promesso una cosa e vi ha servito l'opposto? <E mentre Whitemask prepara il suo congedo, anche lei sposta la sedia per alzarsi> nel nostro caso, ci aveva promesso protezione, addirittura gloria, ed è scappato lasciandoci in mano alle peggiori minacce. <Un sorrisetto beffardo ed una risatina le scappa dal naso> Venire a sapere che si è unito a quella minaccia, mettendo a rischio le nostre vite e quelle di chi proteggiamo, non è forse più che sufficiente per andare a chiedergli il conto? <Domanda retorica, quindi annuisce> ovviamente, tutto questo è un discorso. I vostri fatti personali sono un altro, e per quello v'ho promesso d'aiutarvi a prescindere. <Le sorride quindi più cordialmente, più dolcemente, di fatto le sorride a differenza dei discorsi precedenti che quella piega gliel'avevano strappata> Aspetto nuove, allora. Eligor e buon rientro. <Raccatta quindi il piattino, la brocca e il bicchiere, ancora incredibilmente e inspiegabilmente pieni nonostante siano passati sotto le sue grinfie. E, mentre la mezzelfa esce dalla Taverna, lei sparisce di nuovo in cucina> //