Il prigioniero e la fiducia
Fa parte di:
La cattura e la fuga di Managerace
Alla Taverna Esmeralda, Cormoran e Awerdoro discutono del misterioso prigioniero e delle sue strane abitudini, mentre Nurak riflette sul ritorno tra i Falchi e sul valore della fiducia.
CormoranEquipaggiamento all'arrivo
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9 Cormoran è seduto al Tavolo T1 con la schiena rivolta a nord e lo sguardo dal colore azzurro scuro rivolto verso l'ingresso, scrutando ogni angolo con attenzione. Indossa una camicia chiara, con le maniche arrotolate fino ai gomiti, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro e un piccolo pendente in argento al collo, una fede al dito, i suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. La seduta è laterale al tavolo, le gambe accavallate, il gomito sinistro poggiato sul legno mentre il braccio destro sostiene una pipa in schiuma di mare. La luce della brace viva nella pipa che sta inspirando, dona una luce ambrata al suo volto pensieroso.
Esterno Awerdoro giunge all'Esmeralda in groppa a Priscilla, che diretta pare conoscere già la strada. Si ferma giusto davanti l'ingresso, dove la donna può comodamente scendere scavallando il dorso con la gamba destra per atterrare al suo fianco sinistro per assicurare le redini ad uno degli stalli prima di congedarsi con un'amichevole pacca sul collo e raggiungere la porta. Indossa la divisa dei Falchi con le maniche di camicia arrotolate fino a sopra i gomiti, infilata nel pantalone di lino marrone e decorata dal pendente del falco argento con la piuma azzurra da Gheppio e la spilletta da Maestro Concertista appuntata a sinistra sul petto. Un orecchino di legno al lobo e un anello d'argento a forma d'ancora all'anulare sinistro come unici altri orpelli civili, in contrapposizione con i due PUGNALI che tiene nei foderi agganciati al cinturone uno per fianco. Spinge la porta per guadagnarsi l'ingresso, mostrandosi nella sala con un'indomabile coda alta di boccoli biondi a incorniciarle in sorriso tranquillo steso tra le gote rosse e paffutelle.
AwerdoroEquipaggiamento all'arrivo
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9 Cormoran fa una tirata generosa dalla sua pipa e rilascia il fumo denso e bianco che si propaga verso l'alto. Il suo sguardo fissa più intensamente l'ingresso, dopo aver sentito il rumore di zoccoli, non dovrei scriverlo perché è un pensiero in azione, ma altrimenti facciamo notte.
Esterno <Entra canticchiando allegramente> Quanta fretta, ma dove corri, dove vai... <e richiudendosi la porta alle spalle. Procede per la sala in direzione del tavolo H8, alzando la mano e continuando a canticchiare sullo stesso motivetto> Eligor, Guardiano svelto, capirai... <E dunque si butta su una delle sedie, scomposta> voi il gatto e io la volpe, indovinate da dove arrivo?
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19 Malu e Muriska Il passo pesante, lo sferragliare delle armi alla cintura, il fazzoletto blu notte sul viso. Tutto nella norma per Nurak e il suo cinghiale Malu che lenti giungono all'ingresso dell'Esmeralda. Scorge Awer entrare e la segue allungando il passo: «SIAMO IN SOCIETÀ! DI NOI TI PUOI FIDARRR!» Nurak trattiene la porta e si infila nella sala. «Buon salve Falchi!»
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19 <osserva Awerdoro entrare nella Taverna e come la vede avvicinarsi, abbassa lentamente la pipa dalle sue labbra, dalle quali esce a voce moderata> Eligor, Maestra! <accompagna il saluto con un cenno della sinistra che si alza dal tavolo> Siamo in vena di indovinelli, oggi? <ruota lo sguardo su Nurak, quando lo vede entrare, inarca il sopracciglio e riavvicina la pipa per un tiro breve> Toh! Bentornato mastro Nurak! Quanto tempo!
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19 Le disgrazie non vengono mai sole. <Dice con un sorriso tiratissimo, alzando la mano in saluto a Nurak> Eligor, Mastro! La botte è al sicuro in camera mia. <Quindi di nuovo torna a Cormoran, piegando indietro la testa e lasciandola appoggiare verso la spalla, mantenendo quel sorrisetto aguzzo ad occhi socchiusi> Sta in gabbia, ma non è un canarino <Scuote la testa, lentamente> pretende, ma non è collaborativo. <Arriccia il naso> Chi è?
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10111213141516171819 Malu e Muriska Il nano cerca di fare un occhiolino simpatico e amicale alla Poiana, ma strizza entrambi gli occhi piegando le labbra in un sorriso idiota. Si sfila il fazzoletto e lo lega al collo mentre va a sedersi: «Ho lavorato tutto il santo giorno al Porto del Sole da un certo Savage. Paga bene. Tizio onesto. Ma una volta finito al cantiere non c'è mai un bar o una taverna in grado di soddisfare la mia sete» Nurak si tocca la pancia «E voi conoscete bene il vostro nano di fiducia». Rutta. Awerdoro pone la domanda e prosegue: «Un cogl....itore di cotone?»
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10 Mh! <risponde laconico all'indovinello di Awerdoro> Al posto vostro, se ricercavate la rima con canarino, avrei usato la parola topolino... <si piega appena in avanti con il busto, la indica con il beccuccio della pipa rivolto verso di lei> Stiamo parlando dell'eroe della Stele, ho indovinato? <ruota il capo verso Nurak, abbassando ora la destra e posando la pipa sul tavolo> Mastro Nano, capirete quanto me ne importi dei vostri lavori al porto, quando pensate di ritornare tra le nostre fila?
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10 <Indica con la sinistra a Nurak il bancone> Servitevi pure, se ci portate pure una bottiglia di quel Porto... <Indica, idealmente, una bottiglia ambrata piena poco più che la metà> e due bicchieri, vi ringrazio. <La sinistra poi se ne va alla scarsella, recuperando la pipa e l'acciarino mentre scivola sulla sedia, accavallando le gambe e peggiorando la sua già greve postura> Ho sentito della leggenda del topolino nei sotterranei del Castello, ma non ho voluto crederci. <Porta la pipa alle labbra, per far scattare l'acciarino qualche volta mentre aspira velocemente qualche boccata per innescare la combustione dell'erba pipa. Con l'ennesima, più lunga, una nuvola di fumo denso e aromatico si somma a quello acre della pipa di Cormoran conferendo al loro tavolo il grigiore di una mattinata autunnale - o di una bisca da porto. Annuisce alla domanda, mordicchiando la pipa> Proprio lui. Ha fatto un'invettiva piuttosto accalorata sulla nostra incompetenza, poi evidentemente la pietruzza che si è ingollato lo ha privato della capacità dialettica perché ha iniziato a esprimersi in versi. <Puntualizza, a quel punto> non che s'è messo a parlare in rima, ha iniziato a fare "Tititì tototò". <Chiude quel rapporto con un "mha", per rivolgersi a Nurak> Quanto vi paga? Vediamo se possiamo fare un prezzo migliore. <Occhieggia verso Cormoran, chiudendo> Se ci pagassero, se.
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10 Malu e Muriska Nurak sobbalza sullo sgabello: «Tornare?» il tono è imbarazzato «Io?» si indica il centro del petto. Lo sguardo vira per un istante su Awerdoro poi ritorna su Cormoran: «Lo sapete come sono fatto...» si gratta l'avambraccio «Tempo una settimana da Spiumato e l'angelo mi sbatte in cella perché ho bevuto troppo, perché ho risposto male o perché non ho rispettato un ordine...» Nurak alza gli occhi al cielo e sbuffa: «Che due marroni» di lascia scappare mentre agita i palmi a peso morto. «Cinquecento monete al giorno. In quattro giorni mi sono fatto lo stipendio di Calad a Corte!» esclama contento. Tornando su Cormoran: «Topolini? È vero che potrebbe somigliare a un ratto, ma... parlate sul serio?» si gratta la testa
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10 <accenna un sorriso divertito sulle sue labbra mentre vede Awerdoro estrarre la pipa. Con la destra tiene la sua pipa tra le dita, giocandoci un po' e facendola girare su sé stessa, l'avvicina giusto un breve istante per soffiare sul fornello per tenerla viva> Fate pure <indicandole la sua pipa col mento, per rispondere alla domanda che non è stata posta, poi con voce leggermente più interessata> Spiegatevi meglio, che cosa avete tirato fuori dal prigioniero? E per la Dea, non rispondetemi a onomatopee. Datemi qualcosa che non mi faccia pensare che tenerlo al Castello sia solo un'incredibile perdita di tempo. <sospira quando viene distratto da Nurak, si volta verso il nano> Vi fa proprio schifo la disciplina, mastro Nurak! <gli concede un sorriso appena abbozzato> E allora perché siete qui?
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10 Almeno, se vi sbatte in cella, l'altro ospite non può lamentarsi che oltre a farlo morire di fame e sete lo lasciamo anche cento anni in solitudine. <Replica a Nurak, ritornando a Cormoran> Con tutte le volte che sono scesi a salutarlo, poi. <Al suo fate pure, premurosamente chiede "Vi dispiace?" alzando la sua pipa, ma nemmeno attende risposta per aggiungere> Siete proprio una pessima compagnia. <Alza le spalle, chiudendo gli occhi> Certo, nemmeno la mia gli è troppo piaciuta. Forse non gli piacciono le bionde. <Sancisce quella convinzione con una boccata piuttosto lunga alla pipa, ad occhi chiusi e già dimenticandosi di aver chiesto alla Poiana il permesso di unirsi, per sbuffarla verso il soffitto mentre ascolta Cormoran> Come dicevo, ha detto che lo stiamo facendo morire di fame e di sete perché non gli arriva né il rancio né l'acqua, di solitudine perché non arrivano visite e di Arte, forse, perché non gli concediamo nemmeno un foglio e una penna da scrittura. <Alza il sorrisetto a destra, tanto dubbioso da scavarle un leggero solchetto nella guancia> nella mia esperienza, chi muore di fame non ha la forza di parlare tanto. Comunque ha cacciato dalla tasca certe pietruzze nere, se n'è buttata giù una e ha detto che si sta nutrendo di quelle e di fastidio per come lo stiamo trattando. <Sbotta un suono, assimilabile ad una risata sarcastica, quindi termina> quando gli ho chiesto di consegnarmi tutto quello che ha addosso, per inventariarlo e portarlo in precettorato, si è girato e s'è messo sul lettino in protesta come un criaturiello che è stato sgridato e fa lo sciopero del silenzio.
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10 Malu e Muriska «Perché di tanto in tanto vedere la vostra faccia pulita mi allieta Poiana!» risponde a Cormoran sornione inclinando la testa leggermente di lato, per osservarlo da un'altra prospettiva. Dopodiché spinge la sedia indietro e va a prendere una bottiglia di Porto, due bicchierini e una caraffa di birra. «Non è la disciplina a farmi schifo, lo sapete» continua spillando una rossa nanica «È l'accondiscendenza cieca agli ordini impartiti dall'alto che mi da il vomito». La schiuma densa e compatta non si muove, neanche quando Nurak, con la leggiadria di un orso, raggiunge nuovamente il tavolo. Porge i bicchieri ai Falchi: «Uno a voi milady.. l'altro a voi messere» stappa la bottiglia di Porto, avvolgendo il suo fazzoletto sul fondo e battendolo con forza sul tavolo. Il tappo schizza verso il soffitto. «Sarei dovuto passare alla sua bottega, per portargli oro e altri metalli preziosi» dice infine riguardo il prigioniero, una volta che Awerdoro ha finito di parlare «Mi sa che a questo punto, porto tutto da voi nelle segrete!». Nurak si risiede e si avventa sulla pinta dopo aver esclamato: «SALUTE! E CHI NON VUOLE POSSA CREPARE!»
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10 <ascolta con attenzione le parole di Awerdoro, da una tirata alla pipa a intervalli regolari, tra una frase e l'altra detta dalla donna, poi espira lentamente formando una nuvola bianca e soffice davanti al suo volto> Mh! Questo mi sembra poco plausibile, abbiamo fior di paggi al castello che si preoccupano di portare le cibarie ai nostri soldati e prigionieri. <fa una breve pausa, mentre posa lo sguardo soddisfatto sulla luce ambrata che emana il fornello della sua pipa> Certo, sappiamo che le cucine del castello non brillano per la bontà delle loro brodaglie. Forse il nostro ospite è un po' viziato... Ma ricorrere a sassolini presi qua e là. <Ci pensa un istante, accarezzandosi la guancia destra con la mano sinistra> Gheppio! Credo sia il caso di ammanettare il prigioniero alla parete, affianco al suo giaciglio. Per la sua sicurezza, ovviamente. Scrivete all'Occhio o all'Ala, chi preferite. <poi verso Nurak> E voi, mastro nano, non avete bisogno di leccarmi il posteriore, o di sbeffeggiarmi, non sono ancora sicuro quale dei due, ma non avete le orecchie abbastanza a punta per avere la lingua biforcuta. <quando gli riempie il bicchiere, gli rivolge un cenno del capo> Grazie. Forse avete solo bisogno di trovare qualcuno che dia ordini che abbiano senso, almeno per voi.
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10 <Segue Nurak con gli occhi scuri, andata e ritorno, e il bicchiere che le è riservato lo tiene sotto osservazione fin quando non è opportunamente colmo per recuperarlo con la sinistra. Lo alza quindi in favore di Nurak e poi di Cormoran, accodandosi al brindisi del khaza> Pe' cend'anni. <Aggiunge, per poi concedersi una sorsata a sancire quell'augurio. Sulle parole di Nurak riguardo la disciplina non aggiunge nulla, se non un breve alzarsi dell'angolo sinistro del labbro e uno "tsk" sbuffato dal naso, ma alza il sopracciglio sinistro quando parla della bottega> Eravate in affari con loro? <Gli chiede, e mentre attende risposta torna a Cormoran, contemplativa tra una boccata e l'altra di pipa. Annuisce, alla prima osservazione> A meno che le Guardie non fanno la cresta sulle razioni e mangiano anche il cibo dei detenuti, cosa su cui potremmo anche indagare internamente, pare assai improbabile anche a me la sua versione. <Sulla qualità del refettorio, tale da preferire delle pietre, commenta> non lo so, Guardià, l'altra sera la zuppa lasciava presumere che avessero messo effettivamente sassi al posto della carne dato il sapore. <Sull'ammanettare invece si lascia scappare un altro broncio di dubbio> Allora mi servirà qualcuno di voi, che si direbbe se una donna lo spogliasse dentro una cella senza almeno un altro testimone? Che reputazione mi farei, poi? <Un'altra sorsata di porto, e chiosa> volevo mi consegnasse ciò che ha addosso, anche quei sassolini miracolosi, con un po' di gentilezza e collaborazione. Gli ho garantito anche le visite, l'agognata pergamena con la penna per scrivere le sue memorie... <Scuote la testa> non è un linguaggio che conosce. Quindi mi sa, mi sa, che dobbiamo tornare alle manieracce.
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10 Malu e Muriska La richiesta di Cormoran riguardo la missiva gli strappa una risata profonda, che riecheggia nella pancia. Poi, quando la Poiana gli si rivolge, risponde dopo una lunga pausa: «Forse...» rigira il boccale tra le dita, poi aggiunge «O forse qualcuno che gli ordini li discuta prima di impartirli». Fa un lungo sorso di birra. Alle parole di Awerdoro risponde calmo:«In affari con loro è un parolone. Ho visto che chiedeva minerali e io ho fatto il mio prezzo». Un altro lungo sorso e la birra è già finita. «Bè, signore e signori» Nurak si alza, si stiracchia ed espira rumorosamente «Io ho ancora sete, ma il dovere chiama e a Malu ho promesso i resti del Macellaio della piazza del mercato. È sempre un piacere incontrarvi». Lo sguardo indugia su Cormoran: «Ci penserò su Poiana» dopodiché si alza e si avvia verso la porta, scomparendo al di là di essa. //
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10 <fa un lungo tiro dalla pipa, poi la abbassa, appoggiando la destra con la pipa tra le dita sul suo ginocchio. La sinistra raccoglie il bicchiere e lo solleva verso Nurak e poi verso Awerdoro> Alla nostra, alla Baronia! <fa un sorso generoso e poi posa compiaciuto il bicchiere sul tavolo> No, Gheppio, preferirei che lavoraste in coppia, soprattutto con un prigioniero come quello che mi avete descritto. <ignora volutamente la domanda sulla reputazione> Avete fatto quanto è umanamente possibile. Che se ne occupi il sommo Occhio Alto o... <sbuffa dalle narici> o magari ci penserà il Vicario in persona! <infine verso il nano, lo ascolta e nel mentre si concede un altro sorso di Porto> Vedete, mastro Nurak, è questione di ideali. Voi pensate che gli ordini debbano essere discussi. Ma quando troverete qualcuno che voi riterrete degno di seguire, gli ordini vi sembreranno validi consigli e discuterne vi sembrerà una perdita di tempo. Sta tutto nella fiducia! <si picchietta la tempia sinistra con l'indice> Pensateci, e trovate la vostra strada, non importa se sotto un'altra bandiera! <lo guarda allontanarsi e solleva la destra pipa-munita per salutarlo> Eligor, mastro Nurak! <poi riporta la sua attenzione su Awerdoro> Torniamo all'inizio del discorso, nulla di quanto mi avete detto mi fa pensare che il nostro ospite non sia solo una tragica perdita di tempo. E noi dobbiamo partire a breve, così ho sentito! <fa una tirata silenziosa dalla sua pipa> Devo riflettere... //
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10 Avete fatto bene, ma fatemi sapere che materiali cercavano. <Chiede a Nurak, ritrovando una certa serietà> magari ci interessa, magari no, scoprire cosa e per cosa gli servono. <Alza il bicchiere, salutando il khazad con un cinguettato> Eligor, Mastro, a presto. <E ritorna a Cormoran, dimezzando il contenuto del bicchiere con un altro sorso mentre lo ascolta. Annuisce a quello che, per quanto finisca in mezzo a una chiacchierata da taverna, suona asciutto e perentorio come un ordine> Consegnerò il rapporto all'Occhio Alto appena rientro. Mi interessava assicurarmi delle condizioni del detenuto e su questo ho le informazioni che mi servono. <Un altra boccata di pipa lunga il tempo che l'uomo e il nano si scambino opinioni e saluti, ticchettando le dita sul bicchiere e annuendo impercettibilmente quando la parola "fiducia" si infila nelle parole del Guardiano, quindi torna a dargli viva attenzione> Sono d'accordo con voi, non credo ne caveremo molto da quella detenzione né in termini di informazioni, né in termini di prestigio. Mentre invece... <Un guizzo vispo negli occhi scuri, all'idea di una partenza> c'è da organizzare qualcosa, si. //