La partenza di Awerdoro
Cormoran passa per gli uffici dei due Gheppi, Calad e Awerdoro, che si appresta a lasciare la Compagnia dei Falchi
Ufficio Gheppi Awerdoro piega con cura l'ultima delle camicie, disponendola con cura su una piccola pila di abiti già maniacalmente ordinati sulla scrivania. Le carte che generalmente ingombravano caotiche il piano di legno sono scomparse, il calamaio è chiuso e la penna pulita è infilata nel suo metallico guscio. Nonostante mantenga un sorriso tra le guance piene, vive di un rossore di buona salute e puntellate di lentiggini di chi ha preso troppo sole nella stagione appena conclusa, un sospiro le riempie e abbandona il petto in fretta. Dalla porta APERTA arrivano e fanno da sottofondo il brusio e le chiacchiere delle GuardiePNG che popolano il Castello, che si incontrano con il fruscio lento della stoffa e da un ticchettare costante del suo piede destro sul pavimento di legno. È la solita donna dall'indisciplinata coltre di boccoli biondi, con il pendente del falco argentato con la piuma azzurra a decorarle l'abito e la spilletta da Maestro Concertista appuntato a sinistra, ma non indossa né divise, né armi: una civile qualsiasi, in una struttura formalmente militare.
Castello scende le scale con passo cauto in direzione della Sala R&S. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch'esso blu come la notte e su di esso brilla il simbolo dei Falchi, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro, un piccolo pendente in argento al collo e una fede al dito. I suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. La luce delle candele danza sulle pieghe del suo mantello mentre i suoi piedi che calzano lunghi stivali in pelle nera si muovono lungo il corridoio fino a superare la porta aperta dell'ufficio dei Gheppi. Lo oltrepassa e poi si arresta. Indietreggia sui suoi passi e i suoi brillanti occhi blu scrutano l'interno e poi esclama "Toh! Una Maestra!"
CormoranEquipaggiamento all'arrivo
Ufficio Gheppi <Le dita affondano nella stoffa, appropriandosi un secondo di più della sensazione ruvida sotto i polpastrelli, quando quell'attimo assorto viene fatto esplodere dalla voce di Cormoran come punta di spillo a contatto con una fragile bolla di sapone. Si volta con la testa oltre la propria spalla, gli occhi scuri verso la porta e l'ampio sorriso già sfoderato e pronto alla tenzone> Toh! Un Guardiano! <Esclama di rimando, completando quella rotazione per appoggiarsi contro la scrivania con la schiena, incrociando le braccia> Dove ve ne andavate tanto di fretta?
<volta la testa lungo il corridoio, prima di entrare nell'ufficio> Stavo andando a prendermi un po' di frutta nel nostro salone, sono rimasto a secco! <i suoi occhi blu spaziano su di lei e sulla pila di abiti> State traslocando? Io lo dicevo che non dovevano mettervi vicino a Ser Calad, chiunque vorrebbe andarsene dopo due notti a sentire il suo russare ben poco mezzelfico, se mi permettete! <fa una smorfia divertita, poi sventaglia la destra in aria> Sto scherzando naturalmente. Dunque <unisce le braccia dietro la schiena> Dove ve ne state andando?
Ufficio Gheppi <Alza solo il mento, schiudendo le labbra a sillabare un "ahhh!" che si conclude in un annuire lento> Mi pare di aver visto che hanno iniziato a potare l'uva del vigneto nostro, prima che passi l'Ala a farsi il cestino per casa vi conviene approfittarne. <Un ghignetto le piega per un attimo il labbro a destra, sbuffando una risatina, quindi indica i vestiti con un cenno breve della testa> Gli ho riportato tutte le cianfrusaglie, infatti. Che se ne faranno di divise usate, mah. Però questo... <La destra si alza, a toccare il pendente argento e azzurro del falco> me lo tengo, me l'ha regalato con i soldi suoi ed è un evento raro, che sganci una moneta. Le gambe tanto lunghe gli compenseranno le braccine corte. <Un'altra sghignazzata se la concede, prima di tornare a un sorriso più pacato> Sono venuta a salutarvi, Guardià. <Alza gli occhi al cielo, muovendo la testa un po' di qui e un po' di la> Certo, confido non per sempre. <E poi lo punta, socchiudendo gli occhi> Non vi condono mica quella lezione di scherma che mi avevate promesso.
<espira dalle narici> L'uva se la può tenere, mai piaciuta l'uva, né allo stato solido né allo stato liquido. Del buon Porto, o del liquore, quelli ci starebbero bene adesso. <scioglie le braccia che riporta alle tasche, mentre avanza di qualche passo e china appena in avanti la schiena per osservare il pendente sul petto di Awerdoro con ostentata accuratezza mentre le domanda quasi mormorando> Salutarmi? A me? <poi ritorna dritto e fa per annuire> Lezione di scherma, per lezione di musica, erano questi i patti.
Ufficio Gheppi <L'intreccio delle braccia si apre, scandalizzato tanto quanto l'espressione che gli rivolge, i palmi a cercare nel vuoto un senso per lei incomprensibile, e quello scandalo lo riversa tutto nella voce che si distorce appena acuta> Ma non me le fate manco sentì 'ste cose, queste atroci bestialità! <Le dita della destra si chiudono mentre agita il polso, le labbra si arricciano e le spalle si alzano appena, prima di riaprirsi in un secco> e poi il Porto, alla fine, non è sempre vino? O lo fanno in altro modo, dalle parti vostre? <Le questioni enologiche restano un po' sospese, mentre Cormoran si avvicina, e recuperando il pendente tra le dita lo favorisce alla sua analisi> Sul posto di lavoro dorme come un creaturello, ma almeno ha buon gusto in fatto di estetica. <Aggiunge a quell'osservazione, poi annuisce alla sua domanda e il sorriso torna più lieve, velato appena> Si, a voi. A voi ci tenevo a salutarvi di persona. Perché di persona m'avete affiancata nelle migliori operazioni fatte sotto questa effige, ed è una cosa di cui tengo particolarmente conto. <E all'accordo alza le sopracciglia, soddisfatta> Mi pare che abbiamo un accordo allora. Ho in mente una cosa per voi, quando sarete spiccio dalle faccende... <sventola la mano, con sufficienza> di Corte, di Falchi, di lì e di là.
<inarca un sopracciglio> Buon gusto? In fatto di estetica? Stiamo parlando dello stesso Ser Calad che mi ha regalato... <sospira> una bambola assolutamente orribile!? <fa qualche passo nell'ufficio, le mani in tasca, ruota la testa guardando meglio gli angoli del locale, poi tenta di avvicinarsi ad Awerdoro a distanza di un braccio> Ci saluteremo a vicenda, temo. La nostra Compagnia ha un'emoragia di validi membri, e temo che a malincuore tutti noi arriveremo alla medesima conclusione. <la fissa un istante negli occhi, poi schiocca la lingua> Tenetene conto, ho fatto il mio dovere, anzi forse ho fatto appena il minimo, mia signora.
Ufficio Gheppi <Sventola le ciglia qualche volta, lasciando il pendente ricadere sul petto con un piccolo tonfo> Una bambola? E il sens... <chiude gli occhi un attimo, scoccando le labbra e sospirando> Calad. Che senso vogliamo trovarci. <Quando riapre gli occhi li posa sul vagare della Poiana nella stanza, accompagnandolo fino al suo fianco, e mentre appoggia il fianco sulla scrivania per prenderci posto in quella seduta scomposta glieli mantiene addosso> Ho avuto anche io questo timore, a vedere qualche ufficio svuotarsi, anche se confido nella buona volontà dell'Occhio Alto e dell'Ala. Ma spero sinceramente... <Un sorrisetto amareggiato accompagna le parole, che perdono quella nota brillante per lasciare posto ad una cantilena bassa> che questo non significhi proprio salutarci-salutarci, se capite cosa intendo. <Lo sguardo si abbassa appena, a seguire il dondolio della sua gamba nel vuoto> Una bandiera è un simbolo forte, ma ciò in cui si crede non richiede alcuna bandiera. Io so che in qualche modo crediamo entrambi nella stessa cosa, e questo vuol dire che, se Fato vuole, ci ritroveremo a lavorare ancora insieme. <Rialza lo sguardo, rivolgendogli di nuovo un sorriso pieno> avete fatto più di quanto necessario, quando non sapevamo nemmeno cosa fosse effettivamente necessario.
<acolta le parole di Awerdoro con attenzione, poi annuisce un paio di volte, lentamente. E alla fine storce le labbra in un sorriso sghembo> Quanta serietà nel vostro tono stasera, Maestra. Andrà bene. <solleva il braccio destro, andando a cercare la spalla sinistra di Awerdoro per schiaffarci sopra la mano con due pacche leggere e poi ripetere con maggiore convinzione> Andrà bene! <china la testa in avanti fissandola con due profondi occhi blu> Il Fato non permetterà che ci perdiamo di vista. <fa una pausa> E nemmeno Ser Calad potrà privarsi di me, devo comunque a lui il nostro incontro, mia signora! <si discosta da Awerdoro, avvicinandosi alla porta e dando le spalle alla donna> Ci si vede in giro, siate prudente!
[Pressi Ufficio Gheppi] Calad Il Mezzelfo si presenta alto 192cm, con 85kg di peso distribuiti in una corporatura robusta ma non eccessiva. Ai piedi degli stivali neri in pelle. Porta ora quasi OCCULTATE dal mantello di un blu profondo - con il cappuccio abbassato: al FIANCO SINISTRO, una Mazza Ferrata nel fodero; nella BORSA una Balestra a Mano con relativi 10 Quadrelli + 2 Articus; a proteggere la testa un ELMO metallico mentre un`ARMATURA COMPLETA in cuoio - insieme ad una COTTA di MAGLIE sottostante - di color nero ne copre ogni pezzo del corpo. Lo SCUDO MEDIO sta nelle spalle. Una BANDOLIERA a forma di X sta ben salda - agganciata sul petto, ospitante 6 PUGNALI personalizzati - ispirati al Simbolo dei Falchi. Calante allo stesso tempo, sul petto, il pendente dei Falchi d`Esperia, che ciondola un po` a destra un po` a sinistra a seconda dei movimenti. Nelle dita: Indice, Medio ed Anulare della mano destra TRE anelli di sofisticata fattura, sigilli che richiamano il legame alla sua origine ed alla sua amata Sposa. Infine al pettorale sinistro una SPILLA INCANTATA, che risplende appena di luce propria. Infine uno pugnale d'argento inserito nello stivale in modo sicuro. "Abbiamo lasciato passare troppo tempo, Maestra della Storia, dal nostro ultimo incontro e la mia spalla necessitava di sentire la vostra presenza amica" dice mentre si avvia, lungo il corridoio, verso l'ufficio Gheppi per recuperare alcune scartoffie personali: con Tempyyy sulla spalla destra "Ditemi come state? Avete saputo da Horandil delle nostre scorribande alla Miniera Urkul?"
CaladEquipaggiamento all'arrivo
Armi da lancioArmi lama cortaScudo di metalloCotta di magliaArmi da bottaArmatura completa in cuoioElmo in metalloBalestra a manoFrecce x 10Complemento per BattagliaPendenteAnelloAnelloMantelloBraccialeCavalloCanidiLumenBardatura animaliMonile Incantato Livello MinimoMonile Incantato Livello MinimoOggetto Incantato Livello Minimo
Ufficio Gheppi <L'appunto sulla sua serietà arriva a schiccherarle la fronte, smuovendola appena da quel tono basso per rimpiazzarlo con una risata piena, che però si accompagna a una breve protesta> eh, oh! Che vi aspettavate! Siete stati una famiglia per me per due giri di sole, perdonatemi quanto meno il dispiacere di sapere che non vi rivedrò per qualche corridoio in comune. <Quindi annuisce decisa, lasciando le la schicchera a voce venga sostituita dal concreto tocco consolatorio sulla sua spalla e che il magone che porta nei suoi occhi scuri si stemperi negli occhi azzurri di Cormoran. Un sospiro, al nuovo spregio grato a Calad, quindi ripete> Andrà bene. <Il sorriso si scalda, socchiudendole gli occhi, e il vibrante rossore delle sue gote s'intensifica di un calore silenzioso. Poi si rimette dritta con le spalle, schioccando le mani> AH! Ecco, prima che scappiate. Ve la servo subito, una buona occasione per invogliare il Fato. So che i Paladini stanno 'mbicciati con certe faccende, se vi interessano le faccende dei Pade... <un colpetto di tosse> Paladini, vi faccio sapere. <Sventola dunque la mano, quando si avvia verso la soglia> Non ve lo posso promettere. Abbiate cura di voi, Guardià. <E dopo averlo accompagnato con lo sguardo fino all'uscio, dopo qualche attimo di silenziosa contemplazione ritorna a con un ulteriore sospiro alle sue manovre di riordino>
si ferma sull'uscio, ruota il capo verso Awerdoro "i Paladini?" si sofferma ummeggiare pensieroso, poi le schiocca un sorriso sghembo "Vedremo, le possibilità sono infinite, dopotutto! A presto, Maestra, Eligor un'ultima volta!" poi con fare teatrale se ne esce e ripercorre il corridoio verso la sala R&S quando incrocia Calad e Tempyyy, annuisce verso di loro "Eligor, Ala dei Falchi, forse vi stavano fischiando le orecchie, ma non siamo stati noi!" poi cerca di superarlo per dirigersi finalmente dove voleva andare sin dall'inizio...

spalla Calad tempyyy ridacchia seduta sulla spalla dell'amico . indossa un abitino multivole con una borsetta a tracolla e un paio di scarpette molto carine con un fiore sopra sempre un tantino spettinata risponde "Vero amico mio è troppo tempo ma ora sono qua . scorribande dite <scoppia a ridere > E' si è troppo che non ci vediamo pure io sono stata alla miniera , ma ancora non abbiamo capito chi o cosa ci sia nella parte sommersa , ahhh ma ci torneremo si si <afferma convinta>
tempyyyEquipaggiamento all'arrivo
[Pressi Ufficio Gheppi] <il passo si porta sempre più verso l'ufficio rispondendo a Tempyyy> se solo Horandil avesse preso quel libro, sicuramente ci avrebbe trovato qualcosa di interessante; non capisco perché lo abbia lasciato lì.. capisco la prudenza ma.. era un'occasione unica! <si lamenta con lei e, ad un certo punto, è inevitabile incontrare Cormoran che pare star andando via> Eligor Cormoran: per favore non usare gradi, siamo in famiglia qui. Togliamoci di dosso la pesantezza della "militarizzazione" almeno quando possiamo. Poi, fuori, è un'altra cosa. <Specifica ed aggiunge> Vi vedo di fretta e non vi trattengo, spero stiate bene <e commentando le sue parole> noi? C'è qualcuno lì? <indica l'ufficio> Qualcuna <aggiunge fissando lo sguardo verso l'ufficio, probabilmente intuendo e lasciando che Cormoran si dilegui secondo sua volontà> ci sono novità comunque, presto ci riuniremo <gli dice prima che vada via definitivamente; in ultimo per Tempyyy> scommetto che incontrerete una vostra amica là dentro <indica l'ufficio ed ormai è a 3 PASSI dalla porta> chi v'è in tana? <dice per chi occupa l'ufficio, a voce udibile>

spalla Calad Veritas et Sapientia tutti tutti a chi viene e a chi va . Amica che amica? non è che intendete Awerdoro vero? E'E' E' lei? <quasi balbetta> Da tanto tempo non la vedo possiamo entrare nell'ufficio ? Su su entriamo <mentre saltella sulla spalla di Calad>
Ufficio Gheppi <Guarda concluso il suo lavoro, poi si volta. Da quel momento, i suoi passi sono solo verso l'uscita dell'ufficio, senza più voltarsi in direzione della scrivania, ma cercando con gli occhi scuri la voce che l'ha tanata> L'orsetto mangiafru... <si interrompe, quando il frollio delle ali di Tempyyy e la sua voce si sommano alla vista di quella creatura tanto piccola sulla spalla di quel mezzelfo fuori scala. Il sorriso le si apre, mentre varca la soglia per raggiungerli> Maestra! Ma che piacere rivedervi! <Lo sguardo si sposta da lei, a un po' più su per incrociare Calad, per tornare alla folletta> Che affari vi portano da queste parti?
[Soglia Ufficio Gheppi] Beh non ci sono altre persone autorizzate ad entrare nell'ufficio dei Gheppi, che io sappia, deve essere lei <non fa in tempo a dirlo che, per l'appunto Awerdoro, esce dalla stanza strillante e felice nei confronti di Tempyyy> Awer, Eligor sorella. Dovevo recuperare una scartoffia lasciata riguardo il nostro girovagare nelle miniere, un appunto; devo dire la verità non mi aspettavo di trovarvi ma: è decisamente una lieta coincidenza. Voi piuttosto che ci fate qui? Recuperate le vostre cose? <suggerisce e poi continua in una confidenza udibile anche a Tempyyy> ho in mente qualcosina per gli ex membri dei Falchi ma.. ancora non vi dico niente <le sorride> a proposito: Balakim come sta?

spalla Calad <continua a saltellare allegra e risponde all'amica> Awerdoro son felice di rivedervi come state? a dire il vero sono a caccia di buone idee per il mio lavoro ma non adesso mica si può sempre lavorare < confessa sprizzando gioia da tutti i pori > Mi son presa una pausa . E di voi che mi dite? Non siete alla festa di Kud? <si ferma al dire di Calad fessurizza gli occhietti verso di lui per poi domandare> Che avete in mente? Qualche scherzetto birbantello immagino <scoppia a ridere>
Sia Arte, Gambelunghì. <Risponde di rimando, raccogliendo ma non replicando il saluto> E io sono venuta a consegnarvi qualche altra scartoffia che era rimasta in sospeso, ho riordinato un po' il macello che avevo lasciato e... <Indica con il pollice la scrivania dietro di sé> ho lasciato un po' di materiale. Ma la chiave della rimessa l'ho consegnata prima di lasciarcele dentro, perché sono un po' fessa, quindi ci dovrete pensare voi. <Annuisce alla sua spiegazione, quindi chiede> com'è andata avanti quella storia? Avete scoperto qualcosa? <La domanda si allunga a Tempyyy, aggiungendo per lei> L'altra volta, quando ci sono stata anche io, il Diplomatico aveva trovato un tomo incomprensibile. Ci avete capito qualcosa? <Ma poiché quella domanda cozza con il clima di tranquillità che la folletta cerca, alza le mani> peccarità, allora non si parla di lavoro. Di buone idee ve ne verranno, ne sono certa, con tutte le turbolenze che ogni giorno questo Granducato ci offre. Se cercate degli scherzetti da fare... <sghignazza, puntando Calad con il mento> l'Ala è purtroppo un esperto. Però no, niente festa di Kud, ho delle faccende da sbrigare a terra... <e quindi torna su Calad> con Balakim dobbiamo fare tutte le manovre di sistemazione della Fiore, in vista della stagione fredda. Dovremmo deciderci a prendere una casa su terra, mi sa.
[Soglia Ufficio Gheppi] No no, affatto Maestra: è una cosa molto carina. Ma non fatemi dire di più sennò che sorpresa è <nel dire il volto rimane leggermente verso Tempyyy prima di tornare su Awerdoro ed ascoltarla. Quando sente della chiave non può evitare di quasi ridere, commentando> quindi adesso toccherà a me riporre tutte le vostre cose perché voi vi siete dimenticata vero? <ecco, detto fatto> Prima Isilwenna, poi Sianodel, poi voi.. pare abbiate un comune denominatore <ironizza e conclude prima di ascoltare interessato la risposta di Tempyyy> se avete bisogno di qualche fondo, aiuto, avvisatemi. E, per altro, avevate detto di volere qualche articolo dalla bottega, l'ultima volta che siete venuta, non mi avete più fatto sapere!
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8 Esterno Castello Felice Kreisy "fffffffffrrrrrrrrrrr frrrrrrrrrrrr frrrrrrrrrrrrrr" lo sbattere frenetico delle mie ali mi conduce verso il Castello degli ERrati, nel totale silenzio del luogo circostante
KreisyEquipaggiamento all'arrivo

spalla Calad <riflette un momento prima di rispondere > Veramente nemmeno io ci gho capito molto alle miniera siamo finiti in una citta semisommersa e pareva non ci fosse nessuno ma poi c'era qualcuno e pare anche altri ma ce ne siamo dovuti andare e il resto alla prossima visita <ridacchia ora rivolta a Cald> Sapete una volta c'era un sir che aveva preso un pò di mira mia nipote facendogli pesare che era qualche grado più su di lei e le faceva qualche rimprovero ziesco, diceva lui. la mia nipotina è buona buona in questo non mi somiglia molto , ma ora si è svegliata un po. Comunque io mi sono infilata nella camera del sir ed ho messo tante boccettine di colla sulla sua sedia dvanti alla scrivania e poi nascosta nella fessura di una trave ho aspettato e aspettato ma poi è giunto il sir e dopo un pò le sue gridfa anno raggiunto tutto lo stabile è uscito dalla stanza con la sedia attaccata al ehmm fondo schiena . Vero Calad confesso mi son persa il catalogo fatemelo avere eh!
È tutto improvviso e improvvisato! <Una risata cristallina, quindi con uno schiocco chiude le mani> a proposito di cose, di freddo e di bottega. Devo farvi sistemare il cappello e il mantello, prima che inizino le gelate. Vi faccio sapere quando posso, appena finiamo di cucire le rezze probabilmente. <Ritorna quindi in ascolto della narrazione di Tempyyy, e finché resta a spiegare delle miniere annuisce in tranquillo silenzio. Ma quando il racconto vira sullo scherzetto della colla, man mano che procede la risatina da bassa si fa più squillante, fino a scoppiare in una cristallina risata che si rifrange sui muri di pietra del corridoio. Qualche GuardiaPNG si gira, contrariata, e un borbottio sommesso assomiglia molto a un "menomale che ce la siamo tolta dai...". Scuote la testa, incrociando le braccia, guardando torva Calad ma mantenendo un sorrisetto scherzoso> Maestra non date certe idee all'Ala, che quello poi le vuole fare pure lui. Sapete che una volta mi voleva tagliare una ciocca di capelli? Pensate cosa si potrebbe inventare con la colla.
[Soglia Ufficio Gheppi] ah anche voi volete qualcosa? <chiede verso Tempyyy prima di ascoltarne la buffa storia> è un miracolo che, suddetto Sir, non vi abbia spiaccicata sul muro dopo lo scherzetto che gli avete fatto.. non vi facevo così audace Maestra. Almeno però, vostra nipote, ha ottenuto d'essere lasciata in pace o no? <d'obbligo chiedere se il gesto abbia avuto il suo effetto ma, Awerdoro, lo travolge con tutte quelle informazioni e quasi ordini> eh quante cose tutte in una volta! Vi svegliate e vi prende così oppure ci avete meditato sopra? Sorella ci vuole tempo per fare le cose, ordinarne una per volta sarebbe meglio invece di fare il carico dei buoi tutto in una volta <sbotta ma è evidentemente divertito, comprensibile sia dall'espressione del viso che dal tono, scoppiando definitivamente a ridere quando Awerdoro ricorda l'attentato alla sua ciocca di capelli> Awer sarebbe stato un cimelio preziosissimo! Avrei potuto creare una nuova stoffa con la giusta fortuna e l'aiuto degli alchimisti! Vi rendete conto?
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8 TERRAZZO CASTELLO Felice Kreisy "frrrrrrr frrrrrrr frrrrrrrr" sempre più forte, salendo verso il TERRAZZO in alto del Castello.. "questo posto è sempre così pacifico però adesso per l'inverno come faccio? Dovrò chiedere al Signor Calad qualcosa di pesante e caldo" dico andando ad atterrare nel punto più alto e da lì voltatomi verso OVEST ammiro il panorama

spalla Calad No no alle dame non si fanno scherzetti! nel caso ditemelo e lo sistemo io Sapete una volta a Dorada ho fatto le trccine ad un sir che dormiva sulla spiaggia e le ho legate con fiocchetti di tutti i colori < poi a Calad> Oh si si che ci ha provato, ma per un gembelunghe acchiappare un folletto in volo e in fuga non è molto facile poi possiamo anche mimetizzarci sulle piante e così scompariamo dalla vista e mi son salvata stando lontano da quell'edificio per un bel pò
<Si gratta il naso, confusa, torva> un cappello e un mantello da riparare, mica v'ho chiesto il guardaroba della regina. <Scuote la testa alla risata di Calad, quindi istintivamente va a tirarsi indietro i boccoli che indisciplinati se ne stanno sparsi a circondarle il viso paffutello. Ovviamente se ne ritornano esattamente come stavano prima> Non vi azzardate, giù quelle zampe di troll! <Per qualche motivo però tutta l'allegria svanisce in un colpo, serrando le mascelle e chiudendo gli occhi. Non reagisce se non a quel modo, non si sa a che, in una silenziosa stizza che si stempera solo per Tempyyy> Oh, ecco, le treccine mi piacciono già di più! Io sarei contenta di risvegliarmi tutta intrecciata e infiocchettata! <Il passo inizia a muoversi verso l'uscita, in un anticipo di congedo> ora però, mi tocca salutarvi. Spero di rivedervi presto, Maestra, che è sempre un gran piacere e un momento di gioia scambiare chiacchiere con voi!
[Soglia Ufficio Gheppi] lo sapete che, una volta, un folletto ci ha mezzo salvati da una minaccia abbastanza importante? <dice a Tempyyy per poi guardare Awerdoro> ve lo ricordate no? L'ENT?! Che v'ha soffiato la preda <ridacchia al ricordare> oh beh, andiamo anche noi.. Awer siete in grado di darmi lezioni di.. di quello che viene in mente? Ora che siete da un po' in Ateneo immaginavo che potreste farlo, sbaglio? <e per Tempyyy> prima di andare, Maestra, vi devo fare assaggiare qualche biscotto fatto da Isilwenna, poi ve ne darò un pacchetto e poi potrete andare via. Andiamo
[Soglia Ufficio Gheppi] Calad E così, tutti e tre, si allontaneranno dall'ufficio per prendere ognuno la propria strada

spalla Calad A presto Averdoro tornerò a trovarvi e se il tempo regge faremo quel famoso giro fuori porta <saluta anche con la manina>
riguardo le lezioni, annuisce verso Calad. "Eccerto, che sennò a che servono i Maestri, per ammaestrare le cicale?". Verso Tempyyy mantiene invece quell'entusiasmo vivo, mentre le risponde "Ci conto, Maestra!". Riguardo l'ent non risponde, invece: grugnisce, prima di allontanarsi definitivamente da quei corridoi con Calad e Tempyyy.
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8 TERRAZZO CASTELLO Felice Kreisy mi siederò sul Terrazzo, contemplando ad Ovest la grande boscaglia ed il fiume che s'intravede oltre fino a che, soddisfatto, non andrà a riposare nelle stalle