Un'altra notte al Pellegrino
Bori ritrova Yoria all’Osteria; Elarien serve al bancone mentre arrivano Cormoran, Mug e Awerdoro. Tra brindisi e battute, Yoria improvvisa versi e recupera gli Smurzetti.

esterno Ueilá, c'é nessuno?? <domanda quando infine raggiunge la porta dell'Osteria trovandola aperta. Con un un po' di circospezione, si affaccia oltre lo stipite della porta facendo capolino dal basso del suo metro e 40 che ormai supera orgogliosamente> Si puó o il Barone Pan-zolone non ha ancor adeciso se preferisce la cucina di Smurzo a quella dell'Esmeralda??<dice con un sorrisetto furbetto quando, ritrovando un po' di sicurezza nel vedere che l'atmosfera sembra quieta, si fa avanti, superando con tuta la sua figuretta l'ingresso e ritrovandosi all'interno della Sala Isacco> Saltpi'! Da quanto tempo eh? Come va?? <dice non appena riconosce la figura di Yoria per poi rivolgere i vispi occhi verdi verso Redden ed Elarien> 'sera <osserva entrambi studiandone le figure>
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8 Sala-Bancone <Lancia un'occhiataccia a Yoria, non tanto per quello che ha appena detto, ma quanto per quello che sta per dire lei> Il mantello è anche bene, avreste dovuto vedere qualche giorno fa a chi stava facendo lavare i piatti a suon di slinguazzate. <e con un cenno del capo indica proprio Iattura> Da quel pomeriggio preferisco mangiare con le mani, credetemi. <lui dice fantasmi e lei insacca la testa nelle spalle e strizza nuovamente gli occhi> Non torno lì dentro nemmeno sotto tortura, preferisco mangiare da un piatto dopo che è stato leccato da Iattura. <Poi si ammutolisce ascoltando tutta la filastrocca del Grecale, facendo una smorfietta di rimando quando lui si vanta> Sì, sì, bravo. <un applauso, che equivale ad un solo battito di mani, è il massimo che concede dopo quella piccola sconfitta. E l'attenzione torna verso il bancone e verso Redden> Non mi offendo, Gatto, non preoccupatevi. <sorride> Questo sì che per me è decisamente andare contro vento. <ammicca e poi inorridisce di nuovo quando lui ammette che anche questa volta a lavare le cose siano stati i gatti> Santa madre. <bofonchia portando la mano a coprirsi il viso, per poi farla scivolare giù, spostando l'attenzione verso la porta ora che la voce di Bori riempie la stanza> Nati Liberi. <la accoglie con un sorriso, soffermandosi per un attimo sulla minuta figura della ragazza, mentre si sporge appena verso Yoria, seduto poco distante da lei, sussurrando quasi impercettibilmente al suo orecchio> Com'è che dove andate andate vi conoscono tutti? <quindi torna a portarsi dritta sullo sgabello, facendo rimbalzare l'attenzione un po' su tutti>
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9 Bancone <si gode un applauso fragoroso abbastanza per le sue orecchie -magra consolazione- e anche quello con un solo battito di Elarien poi va a sorridere compiaciuto ai gatti di Redden> Beh allora doppiamente complimenti lavano meglio i bicchieri di come li lavo io, ma vedendo la loro lingua fin dove va a leccare <e nel dirlo indica appunto Elarien> non sono certo di volerci bere <sospira e osserva Quadrifoglio> Ma a chi voglio prendere in giro? Ho bevuto di peggio e la mia lingua è stata...beh <bofonchia> in postacci <torna infine su Redden con maggiore curiosità> non ho mai sentito un verde dire che non è stato il miglior verde tra i verdi, Ragno primo fra tutti quindi <annuisce contento> Sarete un verde fantastico magari nel tragitto mi potreste dare qualche dritta magari con...<ma non completa la frase quando sente arrivare Bori, voltandosi già con un sorriso che avanza> Borbala <si batte le mani sulle ginocchia> ne' Pan-bauletto né un Occhio alto occhi blu hanno più messo piede in questo luogo da tempo immemore, come dice sempre il saggio <e va a indicare se stesso> Quando rompi un giocattolo poi passi a quello successivo ma rallegratevi <sorride mentre le fa cenno di avvicinarsi> Come mi hanno trovato qui in prima linea la prima volta, mi troveranno qui tutte le volte che vorranno che gli ricordi cosa davvero significa la pace <la guarda maggiormente curioso> Ma crescete a vista d'occhio o sono io che con l'età mi sto asciugando? <torna verso Elarien> Quando abbiamo fatto la prima promozione di balestra, quando il nano allungato era ancora solo un nano c'era anche lei <indica Bori a Elarien> Io attiro meraviglia Gazza, dovreste saperlo, ho conquistato anche voi <sorride e poi arriccia il naso> nel senso, capito no? eh non è che voglio dire, giusto? <alza le spalle e avvicina uno sgabello guardando Borbala> Ne avete di cose da raccontarmi, primo fra tutti, lavorate al porto che sento odore di scorfano?
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9 <L'attenzione scivola alla porta della locanda, spiando ora l'ingresso di Bori> Oh, una cliente! Venite, venite. La porta dell'osteria è sempre aperta. <dice poi con fare cordiale, facendo per indicarle uno sgabello al bancone> ci stavamo esercitando in esercizi di dialettica. E ... or che ci penso. Buon Esempio... vi cedo il posto dietro al bancone. Servite voi la nostra nuova ospite <dice poco dopo, facendo per indicare ad Elarien un posticino accanto a sé oltre il bancone, lasciandole l'onore d'essere la oste della sera.> servite da bere meglio di come componete, Buon Esempio. Vediamo, vediamo... forse è questa la vostra via <esclama poco dopo, mentre sembra indirizzare l'attenzione su Yoria> Oh, conoscete la signora? Bene, bene... e non insinuate cose strane, che i miei gatti son puliti <mormora, una nota piccata nel dire, che si cancella poco dopo. e fa per annuire> Ragno non era come me, manco lontanamente. Sapete, no? Quando l'allievo supera il maestro. Non che ci sia voluto molto a superar ragno <si vanta, agita la destra nel nulla e poco dopo fa per spiare nuovamente verso Bori e Yoria. ed è a Yoria che si rivolge> voi! Allietate la sera della signora appena giunta con un sonetto degno della sua beltade. Dobbiamo farla sentire accolta. E poi conoscete il proverbio, no? Poesia all'udito, mette appetito! quindi intonate una poesia bella, sì che... possa allietare tanto le proprie orecchie, quanto il pancino.
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12 Cormoran avanza lungo il sentiero che porta al Pellegrino sul suo destriero Codex. Indossa un completo blu scuro come la notte, una spada al fianco e una pettinatura caotica come sempre. Quando i suoi occhi blu vedono le mura e la luce filtrare dalle finestre, rallenta il passo, smonta da cavallo e con tutta calma spinge la porta, trovandosi all'uscio del locale.
CormoranEquipaggiamento all'arrivo

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12 bancone <il corpo vira immediatamente verso sinistra appena varcata la soglia, in direzione del bancone e di Yoria, il viso segnato dalla stanchezza di una giornata di lavoro, mostra comunque il suo solito mezzo sorrisetto e quell'aria di chi sembra sempre saperne piú di quello che vuol dare a vedere. Si ferma nei pressi dell'angolo Sud del bancone e tutta l'attenzione é inizialmente per Elarien di cui coglie il saluto> oh! Sera! <il sorrisetto si allarga> Voi dovete esse una di quelle nuove facce di cui parlava Meravi' eh? E brava, e brava... e 'sto Gadjó invece chi é? <dice spostando l'attenzione su Redden> No sudate troppo poco per esse parente a Smurzo.. <dice dopo aver passato in rassegna brevemente le fattezze di Redden. Quindi dando le spalle al bancone, cerca con un saltello si accomodarsi direttamente sopra di esso, di fianco a Yoria cosí che i centimetri guadagnati in questo modo, portino il proprio viso circa all'altezza del suo sguardo> Eh meno male... erano mesi che non mettevo piede a Esperia, ma siccome Meraví m'ha detto di passare ho pensato ch emagari ora si poteva finalmente stare un po piú tranquilli.. A proposito, do sta Meraví ? <si guarda intorno>
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12 Sala-Bancone <Gli occhi si sgranano quando la parola "postacci" viene pronunciata da Yoria, la testa si gira lentamente, fin troppo lentamente, verso di lui e solo quando lo mette al centro del campo visivo le palpebre sbattono tre volte> Postacci? <ripete portando una mano all'altezza dello stomaco> Di grazia, quanto tempo fa sarebbe successo? <trattiene quasi il respiro prima di proseguire> Io spero almeno almeno prima dei quattro appuntamenti. <la mano sullo stomaco preme appena> E se non fosse così credo di iniziare a sentirmi male... <e l'altra mano va ad appoggiarsi sopra la bocca poco prima che le guance si gonfino e poi si sgonfino, come a fingere qualcosa che sta per uscire. Una messa in scena che svanisce quando Redden la invita a spostarsi verso il bancone> Ah, se dovessi servire una cosa per un'altra non datemi la colpa. <con un balzetto scende dallo sgabello, facendo il giro per ritrovarsi di fianco a lui. È già intenta a ravanare sotto il bancone per trovare la carta dell'Oste che la porta si apre nuovamente e la sua attenzione si sposta verso l'uscio> Oggi l'Osteria vive. <borbotta continuando a ravanare> Nati Liberi e ben arrivato. <pronuncia verso Cormoran che fa il suo ingresso, squadrandolo da capo a piedi prima di tornare sulla figura di Bori appollaiata sullo sgabello> Ah, ma se conoscete Meravì allora siete di casa. <si rilassa trovando finalmente la carta dell'Oste che poggia davanti alla ragazzina> Più o meno una faccia nuova, sì. <annuisce e con la mano picchietta sulla carta> Scegliete quello che più vi piace... <e si sofferma a guardarla ancora per un attimo prima di tornare su Cormoran> Voi, vi vedo assolutamente assetato, sì? <aspetta un attimo, scrutandolo con aria convinta, quindi annuisce da sola come se la risposta fosse superflua> Sì! Lo sapevo. Un uomo che entra con quell'aria non può certo aver voglia d'acqua. <sentenzia, indicando con un gesto ampio della mano le bottiglie alle proprie spalle> Su, ditemi cosa vi verso prima che cambiate idea.
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12 Bancone Elarien //Carta dell'oste : https://ipicarilot.altervista.org/CartaOsti/Nuova/CartaOste.html
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ingresso varca l'ingresso dopo Cormoran. Il decrepito ed obeso nano è pesantemente corazzato con scompagnate parti di armature usurate, tra cui l`elmo cornuto-birruto, ed ammantato di pellicce grezze. Addosso vari gioielli pacchiani. Sulla schiena l`argentato maglio-cinghiale e lo zaino. Al braccio sinistro un buckler-lanterna. Alla cinta del kilt: triboli, corno, e ascia da lancio. Inoltre puzza di alcol e fumo "Eugnas!" Saluta i presenti
MugEquipaggiamento all'arrivo
Cotta di magliaArmi pesantiElmo in metalloSchinieri di MetalloSpallacci in metalloBracciali di metalloScudo di metalloPettorale in MetalloAccessori x battaglieCintura d`ArmeArmi lama cortaArmi da lancioCollana con Stella e RubinoErba PipaAnello con RubinoSpilla del dragoBastone d’altre terreTascapane da ViaggioMantelloScarpeCompletoBorsaBacca di HonoriusRhumCiondoli da acconciaturaStrumenti Temporali TascabiliStrumenti VisualiArticoli da TabaccheriaUtensile da LavoroUtensile per la Casa/CucinaArticoli da TabaccheriaStrumento a ImboccaturaIncantesimo SigillanteIncantesimo dell'oggetto segugioIncantesimo De-SigillanteIncantesimo della Luce
giunge, sicuramente dopo tutti gli sbuffi e i nitriti contrariati di Priscilla che, a quest'ora, già avrebbe preferito stare nel miglior sonno. E invece no, chi le ingombra la sella s'è fatta prendere da una qualche strana smania, forse un certo dolce richiamo delle ore piccole. Si camuffa nel buio della notte in un mantello nero, sobrio, mica come il cappello, nero pure quello ma pieno di fiori colorati e sgualciti che hanno visto giorni migliori. Incede al passo, fino a imboccare il sentiero che porta al Pellegrino, la mediocre vista umana appena favorita dalle lanterne che tracciano il sentiero. E fermata quella pora bestia vicino agli stalli, smonta dalla sua groppa per favorirsi l'ingresso prima che la porta si chiuda. Incredibile, che con quelle gambe corte non ce la faccia. Quindi apre la porta da sé, palesando la propria presenza con un cinguettante "Sia Arte!" rivolto ai presenti.
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12 Bancone Gatto per quanto si può essere puliti, se vai a leccarti la stessa cosa che spalmi ovunque ti siedi <guarda appunto Quadrifoglio senza concludere> Ci mancherebbe che non allieto la serata della mia cara amica, mi basta guardarla per essere contento! <scende dallo sgabello e si sposta lateralmente più verso il bancone per lasciarle spazio, si schiarisce ancora la voce e comincia, la voce che cerca di essere limpida> Lieta sera buona gente, cerchiamo qualcosa che sia divertente, parliamo a chi oggi ci porta fortuna, magari a Borbala che arriva digiuna? <e va a indicare Bori sorridendo> Qui in Osteria si vuol festeggiare, bere, mangiare, perché no? ballare <e va a fare un occhiolino alla ragazza> che importa se oggi il borsello è leggero? è il cuore che conta e lei ce l'ha per davvero! <si tocca il petto> Ci basta un bel piatto di zuppa fumante e il suo bel sorriso, questo è l'importante <Conclude sorridendo alla ragazza con un sospiro> Meravì Meravì, forse sta nel carro, forse sotto il bancone, chi lo può davvero mai dire? <un occhio al bancone lui comunque lo dà, guardando poi Elarien che si avvicina proprio al bancone> Oh sì i postacci <riflette> Beh dipende dai punti di vista, ma sì, ne è passato di tempo <aggiunge a bassa voce> credo il tempo è...strano per noi <sorride alla Zefiro e passando dietro il bancone ammette> Sì ma questa zuppa non si preparerà da sola, Gatto mi date una mano in cucina? <chiede proprio a Redden mentre, avvicinandosi in cucina apre la porta ficcandoci la testa dentro> SMU <chiede all'interno della cucina> per fare una zuppa abbiamo ancora qualcosa??<ed entra in cucina, ignaro, per ora delle nuove entrate>
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12 <Si porta una manina al petto e produce un inchino verso Bori> no, no... sono troppo affascinante per esser Smurzo. o parente di smurzo, che dite? Son Gatto, lieto di conoscervi... signora... Non ho afferrato il nome <dice verso di lei, mentre scrolla le spalle> Meravì... sarà in ferie, come sempre <conclude semplicemente, mentre mormora ancora> comunque siete la benvenuta, sentitevi a casa. A casa nostra, ma comunque casa <termina con un mezzo sorriso, prima di spiare in direzione di Elarien> via via, siete una Smurza bravissima. fate le sue veci, Fate come se io non ci fossi... non vi darò indicazioni, perché come giallo fate schifo. Ma come oste ve la cavate! <dice alla Zefiro, spiando ora Cormoran in arrivo> oh, un altro ospite! venite avanti, non siate timido. C'è posto per tutti. E anche per voi! <si sbraccia verso Mug e Awerdoro> Nati liberi a voi che giungete! Accomodatevi dove preferite. <e sembra annuire verso Yoria> ci penso io alla zuppa, non vi preoccupate. Voi restate ad intrattenere gli ospiti, io... vado a cercarvi gli ingredienti e vi raggiungo in cucina. <promette infine, prima di sgattaiolare verso la porta che dal bancone dal sul retro> Nati liberi a chi resta. <saluta, spicciandosi ad andare in cerca di ingredienti e facendosi seguire dai due gatti>
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12 <avanza verso il bancone con tutta calma. Il legno scricchiola sotto i suoi stivali, le sue armi tintinnano al suo passo. Annuisce a Elarien> Ebbene sì, mia signora! Eligor! Sono qui per bere, per diamine! <a metà strada, tra l'entrata e il bancone, si volta a vedere chi è appena arrivato. A Mug porge un cenno cortese col capo> Sugnas anche a voi, mastro nano! <ad Awerdoro, un'espressione confusa, poi un sorriso che s'allarga> Maestra! Siete ancora nella Baronia! Temevo vi foste già avviata per terre lontane! <le fa un cenno ad arco con la destra> Venite, mia signora, stasera offro io! <si volta e finalmente raggiunge il bancone, afferra la carta offerta da Elarien e la studia perplesso, prima il fronte poi il retro> Ma cos'è? C'è troppo variopinto in questo menu! <posa la carta sul bancone> Del Porto ce l'avete? Altrimenti... <posa gli occhi sulla carta> un bicchiere di Gran Riserva, ma non annacquato!
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12 bancone <Appollaiata non sullo sgabello, ma proprio sopra il bancone, manco fosse a casa sua, osserva la sala nella sua interezza. Lo sguardo si sposta sulla porta d'ingresso dove intravede la figura di Cormoran> Sera Gadjó!<solleva una mano in cenno di saluto prima di portarsi su Elarien a cui sorride> Eh si diciamo di si... É stata Madama Blu a ospitarmi qui la prima volta, mi ha rivelato anche l'ingrediente segreto di Smurzo <ammicca> Ma io prendo una piuma Bianca va'<ridacchia mentre un pensiero le attraversa la mente ma poi torna su Elarien seria> Senza l'ingrediente segreto di Smurzo eh! <Si sporge verso il retro bancone> SMURZOOOO!!! stat' accuort'! <poi torna su Elarien> ma se lo fate voi sto piú tranquilla.. <si volta su Redden e ridacchia> Gatto! Ma che bel nome! Ma insomma ormai ce li avete tutti qui eh? Ragni, Topi, Gatti... Saltapi' vi potevate fa chiamá pure voi chennesó... Stambecco... Fenicottero... Tarsio... Beh piacere Gattone! <si volta di nuovo su Yoria e ridacchia> Mi ha chiamato signora.... Che gatto simpatico... <poi torna con un sorrisone su Redden> Borbala. Ma tutti mi chiamano Bori. Beh veramente Fu e Topo mi chiamano Ziggy... ma so' strani... lo saprete meglio di me.. pure loro non li vedo da tanto... <fa spallucce e poi torna nuovamente con lo sguardo verso la porta, attirata dai nuovi ingressi prima quello di Mug a cui sorride> Szia!<un *salve* che si lascia sfuggire nella propria lingua madre verso di questi, per poi infine terminare con lo sguardo su Awerdoro> Awer!!! <manco fosse una cavalletta, zompa giu dal bancone e inizia acorrere verso di lei con il sorriso spalancato>
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12 Bancone <E la porta nuovamente viene varcata da una figura decisamente diversa dalla precedente> Oh, stasera si fa festa. <si ringalluzzisce appena continuando a guardare Mug e poi anche Awerdoro> Nati Liberi, bella gente! Su, entrate che mi state intasando la porta. <con un cenno della mano che si agita in aria fa cenno ai NUOVI ARRIVATI di entrare e l'altra mano va a cercare nuovamente qualcosa sotto al bancone per poi sventolare un'altra carta dell'Oste> Sento palati assetati e... <uno sguardo a Redden ma soprattutto a Yoria> Voi, alzate le chiappette sode e venite da questa parte che mi sa che ci servono più mani qui dietro. <E lui effettivamente lo fa, se non fosse che poi sparisce in cucina. Si volge verso la porta della cucina tirando un urlo> Smurzo! <cerca di udire se dalla cucina provenga qualche suono. Lo sente, Smurzo il cuoco è vivo> Attizza il fuoco che abbiamo gente ed arriva Gatto a darvi una mano! E sbatti fuori l'elfo! <guarda Redden un'ultima volta> Non mettete il peperoncino nella minestra! <lo guarda sparire dentro la cucina, inghiotte il nulla per un attimo e guarda Cormoran> Del Porto no, ma abbiamo un fantastico Oro Rosso. <un sopracciglio si alza appena> Che dite? Lo proviamo, sì? <ammicca andando ad afferrare un calice ed una bottiglia dalla mensola, stappa la bottiglia e versa il vino rosso nel bicchiere, poggiando poi il calice sul bancone> Ecco a voi, son quindici monete, belloccio. <fa strisciare il bicchiere sul legno del bancone mentre già ascolta Bori> Oh, l'ingrediente segreto. <mormora appena incuriosita, afferrando già un altro bicchiere mentre va alla ricerca di tutto il necessario per fare il Piuma Bianca, bofonchiando qualcosa ogni volta che ne trova uno> E di grazia, l'ingrediente segreto di che cosa, di preciso? <continua verso la ragazza, informandosi mentre inizia a comporre il succo con il latte di cocco, il melograno e la menta che forse tanto fresca non è>
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Bancone <cercando di superare Cormoran, non preoccupandosi eventualmente di colpirlo con l'ingombrante panza, si avvia al bancone ed arranca su di uno sgabello che, sotto il peso del nano corpulento e del suo armamentario, si deforma e scricchiola pericolosamente>abbraccialberi, la birra nanica ed il rum mercenario non li avete perché non ve li vendo io. <bercia verso Elarien> allora datemi uno scuotibudella: due dita di centerba, quattro di assenzio ed una spruzzata di perle di polvere pirica <gli detta la ricetta in modo saccente mentre tamburella il pugno calloso sul bancone> Borbala <a Bori> è tempo che non vi vedevo. Ho saputo che avete conosciuto l'orso Rebo <la guarda poi correre verso Awerdoro> Minas Karak a voi Barda
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12 Palà quanta gente... <commenta, liberando l'indemoniata coltre di boccoli biondi dal nascondiglio del suo copricapo. E guardandosi attorno, nel guadagnarsi la sala, si sfila pure il mantello rimanendo con un abito di semplice cotone verde, pendente d'argento dei falchi e spilla da Maestro Concertista sul petto. Gli abiti da esterno vengono abbandonati su una sedia, sventolando una mano in saluto a Redden> Lieta notte! <Saluta, e riprendendo la perlustrazione della sala. Di Yoria vede appena il retro candido del suo cuzzetto, alzando un sorrisetto involontario prima di voltarsi alla familiare voce di Cormoran> Guardià! <Esclama, palesemente sorpresa, nemmeno un muscolo del viso a nascondere lo stupore di vederlo in quella stanza> Eh si, che ci vivo ancora in questa Baronia. <Quindi alza un sorrisetto, un ghignetto quasi, ad occhi socchiusi mentre si avvicina al bancone e al guardo... ehm, guardiano> vi siete venuto a fare il bicchierino della staffa, ehhh? <si poggia quindi al bancone con la schiena, quella piccerella di Bori ancora non le entra nel campo visivo, anche se quel sorrisetto che tenta di camuffare la tradisce di già. Prima ci entra Elarien, a cui rivolge> io mi voglio far stupire, invece, signorì. A piacere vostro... <Con un cenno del capo indica Cormoran> pagato con i tintinnanti ori del Barone. <In attesa, va a guardare chi altro c'è... chi altro c'è... ah, si, eccolo, il nano dalle molteplici mogli, verso cui sfodera un sorrisone ampissimo> Mastro Mug! Che piacere rivedervi, quando intravedo la vostra presenza so che a stento intravedrò la porta a fine serata. <Quindi, un appunto alzando l'indice della destra> ma non Barda, che i veri Bardi poi si offendono. Solo una Musicante. <E a quel punto, nessun'altra presenza può mantenere ancora quella farsa: al richiamo di Bori si volta verso di lei, aprendo le braccia e aprendo definitivamente un sorriso enorme> Piccerè! Ti pare questa l'ora e il posto? <E con quel falso rimprovero, l'attende>
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12 Bancone Io invece come giallo come sono eh? eh? <chiede a Redden mentre si introduce in cucina assieme a lui, cominciando a cercare gli ingredienti per la zuppa, i piatti, le posate e Smurzo, che se ne sta su una sedia a sonnecchiare. Lo guarda assottigliando le labbra> Io non voglio dare ragione al Ragno, non vorrei con tutto il cuore ma Smu...a che servi? <parla da solo a questo punto vedendo che anche Redden tanto ha detto, ma poi alla fine come un gatto s'è defilato> Rien ce la fate??<alza la voce quel tanto che basta dalla cucina per parlare con Elarien, sperando che l'udito elfico faccia il resto sovrastando i suoni della sala Isacco che si riempie> Preparo qualche stuzzichino! <aggiunge per la Zefiro dall'altra parte della porta, mentre con diligenza si appresta a fare quel che può in cucina.>
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1112 <si appoggia al bancone con i gomiti, accoglie il bicchiere di oro rosso versato da Elarien, lo solleva e lo fa ondeggiare in cerchio un istante prima di annusarlo, scettico. Ne fa un minuscolo sorso, poi fa schioccare le labbra e se le lappa con la lingua subito dopo. Poi con voce indecifrabile porge un cenno del capo a Elarien> Grazie, mia signora. <poi porta la sua attnzione su Awerdoro, ruota la testa oltre la spalla destra e gli dona un sorriso sarcastico> Non sono più un Guardiano, Maestra! Ma i soldi sono sempre del Barone, quindi a vostro piacere, o a quello di questa avvenente fanciulla... <fa un cenno col mento in direzione di Elarien, poi abbassa la voce, piegandosi lievemente verso Awerdoro> ... sebbene abbia le orecchie a punta!
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11 bancone <si lancia verso Awerdoro a braccia aperte e cerca di abbracciarla> Come state? <la faccia che ormai le arriva praticamente all'altezza del petto, é ancora impiastricciata qua e la di pece ma questo non le impedisce di rischiare di impiastricciare anche i tessuti che indossa la donna. Alla fine si scosta e la osserva> Eh? Boh chennesó.. che ore so'?<fa spallucce> Perché? Sto tra amici qui... <ammette facendo spallucce e sorridendo. Quindi si volta su Mug> OEh si da un po' che non ci si incrocia! Si! ma perché lo conoscete pure voi? Ma pensa un po... Vabbé che in effetti me l'aveva detto che aveva a che fare con quelli del Guercio... Che fine ha fatto pure lui a proposito? é da un po' che non lo vedo.. Ne lui ne quel mascalzoncello che sta sempre con lui alla corte e che mi viene dietro... <ammicca> Fatecelo un salto alla corte dell'orso pure voi ogni tanto che ci facciamo una chiacchierata..
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11 Bancone <Ascolta tutta la lista della spesa che Mug le propina, ma quello che le rimane impresso è solo l'inizio, ovvero il nome dello Sbudellatore> E Scuotibudella sia! <poi si fa seria per un attimo mentre si sporge leggermente per avvicinarsi al Nano, appoggiando un gomito al bancone> Sinceramente, se volete qualcosa che vi faccia sputare letteralmente fuoco opterei per una Fenice Ubriaca, eh. <si drizza sulla schiena attendendo poi la risposta del Nano, mentre lo sguardo va già verso Awerdoro> E vi stupirò, Madame. <la osserva da capo a piedi per quello che riesce a vedere da dietro il bancone> Incanto? <annuisce> Sì, voi siete decisamente da Incanto. <la punta con il dito della mano per andare poi subito a preparare il bicchiere, riempiendolo di crema al cioccolato ed assenzio> Incantevole come voi ed i vostri ricci biondi. <appoggia il bicchiere davanti alla donna> Sono venti monete d'oro, le facciamo pagare sempre al bell'uomo lì? Sì? <e con il capo indica Cormoran. L'urlo di Yoria esce dalla cucina, risponde urlando a sua volta> Sì, ce la faccio per ora, ma fate presto! <alza gli occhi al soffitto tornando su Cormoran con un sorriso compiaciuto nel vederlo non schifare del tutto il vino> Prego, Milord. <ribatte e glissa su quel piccolo sussurro che lui rivolge verso la donna> Vi ringrazio per l'avvenente. <aggiunge infine tornando verso Bori> Piccolina, mi fate preparare tutto e poi lo abbandonate qui. <con la mano indica il bicchiere di Piuma Bianca> Non ho messo l'ingrediente segreto! Giuro! <sorride e spinge leggermente il bicchiere verso la ragazza> A voi che mi state simpatica e che siete di casa, quindici monete... <torna poi a guardare la porta della cucina con impazienza> Dove saranno mai andati quei due scansafatiche! <mugugna incrociando le braccia al seno>
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Bancone <dato che è duro d'orecchie sfila il suo corno dalla cintura del kilt e se lo infila in un orecchio, puntandolo poi verso i vari interlocutori > Musicante <ad Awerdoro> la porta di questo posto a mala pena si vede ora. Qui si beneficerebbe di un bel portone nanico in bronzo massiccio, oltre che ad un paio di trabucchi per decorazione <incassa il collo inesistente al dir di Bori poi> la corte dell'Orso sgrunt... quel posto è pieno di ragazzini. Una volta ci ho visto un chierico di Themis che andava a caccia della sua prossima preda. <infine verso Elarien con voce catarrosa ed alito ai 4 formaggi > vada per la Fenice allora, ma voglio vedere il capo degli approvvigionamenti qui. Chi è? quello Smurzo di cui si parla?
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11 <Mentre attende di ritrovarsi Bori tra le braccia, si volta verso Cormoran e gli piazza addosso gli occhi scuri, senza lesinare sulla quantità di sventolate di ciglia> v'hanno di nuovo fatto studioso? <Gli domanda, ma subito e per un solo attimo si può intravedere come le labbra, da un morbido lasciarsi andare alla sorpresa di quella notizia, si chiudano in una linea dritta, la testa a cedere appena verso la spalla, forse addirittura emettendo un sospiro dal naso alla forma che l'aria prende quando l'uomo pronuncia le restanti parole. Si fa riportare vispa dal caldo abbraccio di Bori, a cui risponde> come il pesce nella rezza. <Le risponde alla domanda, e quando si scosta tenta di poggiarle entrambe le mani aperte sulle guance, mentre le scruta la zozzimma che la imbratta> che t'hanno portato alle miniere pure a t... voi? <Le domanda, incespicando tra le forme di cortesia, prima che risponda al nano> Chi è che va dietro a chi? <domanda, inquisitoria, alzando le sopracciglia, insinuandosi in un discorso che non le appartiene. Mantiene quindi un orecchio teso verso la ragazzina, voltandosi verso il bancone e piazzandoci entrambe le braccia incrociate sul bancone, sporgendosi verso Elarien> Incanto sia... <Una risatina civettuola le arriccia il naso alle motivazioni della Picara, mentre involontariamente va a nascondere una ciocca riccia dietro l'orecchio. Inutilmente, ovviamente. Recupera quindi il bicchierino, guardando il liquore denso, scuro e profumato come se dovesse pescarci da dentro chissà quale verità> Vediamo se al fondo di questo bicchiere m'incanto o si canta. <E, su chi spetta il conto, si volta verso Cormoran> no, abbiamo detto che paga lui, non Mastro Mug. <Chiudendo la conferma con un sorrisetto aguzzo, alzando il bicchierino in suo favore. Va ad assaporare quindi il liquore, ascoltando Mug, e dopo aver occhieggiato compiaciuta verso il bicchiere esclamando> 'aspita! <quindi a Mug> Ma voi, ve li ricordate che bei portoni faceva la Masseria?
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11 Cucina <una volta tolto il mantello e indossato un vecchio grembiule cencioso che il mantello quasi lo invidia, si approccia a una pentola spenta, dove dentro c'è una zuppa a riposare, alza il coperchio con una smorfia disgustata> No questa è la zuppa di Avventura, non voglio avvelenare nessuno <borbotta tra sé quando la risposta di Elarien lo raggiunge abbozza un sorriso> So che con le mani fate miracoli anche senza di me! <risponde dalla cucina a voce più alta, poi si ferma a riflettere bofonchiando a bassa voce> sembrava una frase ambigua? No, sono sicuro di no, non mi capita mai <e va a frugare nella dispensa in cerca di qualcosa già pronto, esclusa la zuppa dalle sue idee, in un mobiletto trova degli SMURZETTI, tortini di frolla e mandorle che fissa con circospezione> Da dove arrivano, perché erano qui? <si domanda, ma senza rispondersi comincia a spostarli in un piattino che sembra pulito> Ho trovato qualcosa ora arrivo! <aggiunge di nuovo verso Elarien dalla cucina> Sono davvero un qualcosa <ammette mentre torna verso la porta della cucina e una volta aperta, se ne resta la impalato> Woo, Ma non c'era solo Borbala? Chi ha evocato tutta questa gente? <mormora il piattino-di-dolcetti-munito volgendo lo sguardo subito verso Mug, che emana l'odore più...coinvolgente> Niente zuppa, non vogliamo ammazzare nessuno, ho trovato questi piuttosto <torna a rivolgersi a Elarien>
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11 <osserva divertito Bori lanciarsi su Awerdoro. Ruota il suo corpo, lasciando il gomito sinistro appoggiato sul bancone> Maestra, e questa piccolina, pare conoscervi? Per la dea, non sarà vostra?! <il suo sguardo passa da Awerdoro a Bori, perplesso> Un po' vi somiglia... lo sguardo torna su Awerdoro mentre la mano scende nella tasca, estrae le monete e le fa strisciare sul bancone in direzione di Elarien. Un'occhiata breve a Mug, un sopracciglio inarcato> Un chierico? <e infine, torna su awerdoro> No, basta studiosi e basta studio! Ora si beve e domani chissà! A proposito, dove sarete domani? La Compagnia che fu anche vostra, non fa una sega, nemmeno domani. Quindi ritenetemi libero, se vorrete, Maestra. <di yoria, ancora sembra accorgersi>
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11 bancone <torna a voltarsi su Elarien scostandosi appena da Awerdoro> Eh? nono! Che abbandonare! Qua non si abbandona niente! Eccomi eccomi.. <allunga la mano afferrando il bicchiere e sorridendo apertamente> Grazie! <ascolta le parole di Elarien e piega il capo d lato sorridendo> oh siete proprio gentile. Ma certo! paga lui.. <indicando Mug> o lei.. <indicando Awerdoro e ammiccando gia comincia ad allontanarsi appena dalla calca al bancone dirigendosi verso il tavolo T1 poco dietro> Come qual é l'ingrediente segreto di Smurzo? Quel retrogusto salato, la sua fronte grondante.. <le rivolge un sorrisetto assottigliando lo sguardo. Poi si volta su Mug> Eh oh che volete, da qualche parte noi ragazzini dobbiamo pure andare, no? Fosse per certi tizi vestiti di latta, non dovremmo manco mostrare la faccia noi ragazzini.. <si arrampica sul tavolo, e accavalla una gamba sull'altra, perché seduta su una sedia come le persone normali non ci sa proprio stare. Porta il calice alla bocca prende un sorso di Piuma bianca, poi torna con lo sguardo su Awerdoro> Eh? Quali miniere? Perché? <abbassa lo sguardo constatando come la propria camicia sia impiastricciata di pece> ahh! No ma che.. é pece. Dal cantiere del signor Khoris. Paga bene <sorride. Poi inarcando un sopracciglio osserva Cormoran> Assomigliarsi? Ma che state a di? Issa é bionda e io so' mora.. e poi non lo vedete quanta robba?? Ma secondo voi potremmo mai essere imparentate? <dice mettendo in risalto la propria silhouette slanciata, con le gambe e braccia lunghe e snelle tipiche dell'inizio dell'adolescenza. E infine nuovamente su Awerdoro dopo aver preso un'altro sorso> Eh? No ma che tranquilla... é giusto Tom che mi fa il filo... si capisce da lontano che ha una cotta per me anche se fa finta di fare quello tutto d'un pezzo... <si volta su Mug> Se siete stato alla corte dell'Orso l'avrete sicuramente visto a Tom, é il braccio destro dell'orso.
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11 Bancone <Alza un sopracciglio alle parole di Mug> Temo che il portone di bronzo massiccio farebbe crollare tutto a causa del peso. <si guarda attorno, fermandosi sulle finestre divelte. Arriccia il naso quando l'odorino di formaggio arriva al naso> Il capo è sempre presente qui. <tende una mano verso i cartonati che rappresentano il Ragno in ogni veste, forma e dimensione> Lui ci osserva sempre. <sospira verso uno dei cartonati> Sia sempre... <mugugna qualcosa che suona come un "gloria e lode"> a lui. <inizia a preparare la Fenice Ubriaca. Versa nel bicchiere il liquido alcolico, afferra un acciarino e fa scoccare una scintilla sulla superficie. L'alcol prende fuoco e lo porge al Nano, soffermandosi sulla barba> Vi conviene spegnerlo prima di berlo se non volete perdere i baffi. <piega di lato la testa sorridendo> Fanno venti monete, se vi bruciate i baffi facciamo quindici per lo spettacolo. <ascolta il vociare della sala e sorride, poi guarda Awerdoro> Si canta, Madame, decisamente si canta. <annuisce complice, compiaciuta dalla reazione della donna> E secondo me cantate anche meravigliosamente. <le sopracciglia si sollevano all'urlo dalla cucina> Enigma! <esclama cacciando la testa dentro la porta> Vi sembrano cose da dire? <lo guarda sorridendo> Spicciatevi! <torna dietro al bancone, recuperando le monete di Cormoran e infilandole nella tasca della gonna> Vi ringrazio, bell'Uomo. <Yoria torna dalla cucina con un misero piattino di stuzzichini. Guarda il piatto, lui, di nuovo il piatto e poi la sala> Temo non basteranno... <l'orecchio viene catturato dal vociare di Bori> Oh, quell'ingrediente segreto... no, decisamente non ho usato nessun ingrediente segreto. <guarda Mug ed Awerdoro, fermandosi sul Nano> Non vorrete mica far pagare una donna, vero? <il sopracciglio si alza mentre l'indice gratta l'angolo della bocca> Vi faccio lo sconto anche se non vi date fuoco ai baffi, trenta monete per il vostro e per quello della piccoletta qui. <indica Bori con il capo>
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Bancone <volge il corno auricolare verso la faccia di Awerdoro e le risponde> non mi sorprende che facessero bei portoni, c'erano dei khaza tra le loro fila. Prima che chiudessero stavo anche per mandar loro delle mie invenzioni particolari <Tenta di allungare una manaccia oltre il bancone, verso il piatto di Yoria, e senza far complimenti cerca di afferrare un pugno di smurzetti > si un Chierico <conferma verso Cormoran> indossava solo un accappatoio e lo apriva ogni volta che incontrava un ragazzino <replica poi a Bori, dopo aver sputato di lato saliva nera di chi mastica erbapipa > si conosco Tom, magari tra qualche anno può diventare il vostro futuro ex marito, con un pò di fortuna <va quindi a soffiare sul calice della Fenice, che gli viene servito da Elarien, spegnendo in una ventata dei polmoni bruciati dal fumo accanito, il fuoco dell'alcolico> phhhf! Va bene, pago io le 30 monete, ma dovete dire al capo, non ai cartonati, che questa osteria dovrebbe comprare della birra manica e del rum mercenario <mette un sacchetto con le monete sul bancone > d'altronde l'uomo paga e la donna schiava lava e chiava <dice il nano bigotto e sessista >
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11 <Guarda Bori, la sua capigliatura arruffata, i suoi occhi verdi, e il sorriso le si scalda> Non che io sappia, ma è come se lo fosse. <e la risposta di Bori completa il tutto, accompagnato da una sua risata, mentre il bicchierino mezzo vuoto (o mezzo pieno, a discrezione dell'ottimismo del lettore) viene alzato in favore di Elarien> avevate proprio ragione signorì, decisamente apprezzato per iniziare. <Ritorna a Cormoran, e mentre l'ascolta l'altra metà di liquore è già andata. Poggia il bicchierino sul bancone, mantenendo su di lui tutta la curiosità che ha in corpo a girovagare tra le sue parole vaghe> Popolano? V'hanno fatto ricominciare dallo spalare il letame dei cavalli della famiglia reale? <Domanda, incredibilmente seria, come non ci fosse ulteriore alternativa. Quindi guarda verso la porta> domani pomeriggio ho da andare a recuperare del miele, la mattina e la sera possiamo andare a scovare tutti i misteri che volete. C'è ancora pure quel nostro accordo, e ho un mezzo pensiero che potrebbero addirittura convergere. <Sulla parola convergere, la voce prende una piega alcolicamente ricercata, mentre le guance iniziano a tradire un avvampamento. Al "paga lei" di Bori, indica Cormoran> quindi lui. <Corregge, allungando il bicchierino verso Elarien al suo "si canta". Di nuovo ridacchia, civettuola, ma più di prima ovviamente> pare che nessuno sia mai scappato da teatro quando l'ho fatto. Ma vediamo se si suona pure, dopo un secondo. <Nel frattempo che aspetta il bicchiere, torna a Bori> le miniere dove non s'è capito che c'hanno trovato, dei libri, delle librerie parlanti, dei coccodrilli con due teste. Cose così. <Indica Cormoran con un cenno del capo> c'è stato pure lui. Ci sono stati tutti, a dire il vero. Ma perché stai lavorando? <Ora la guarda accigliata, seriamente> Se ti servono soldi, basta chiederli. <In quell'accavallarsi di cose da dire, verso Yoria per ora alza solo la mano in saluto. Verso Mug aggiunge> Mi ricordo di Mastro Filemazio, gran signora.
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11 Bancone <arrivato di nuovo accanto a Elarien col suo piattino di SMURZINI tira un sorriso che sembra scolpito su un viso marmoreo> Eh Cala nîn io questi ho trovato bastavano per uno, uno e mezzo massimo <guarda Mug> Per lui ce ne vorrebbe un carretto pieno <poggia il piattino sul bancone> Questi sono omaggiati <sussurra verso Elarien> Non sono nemmeno certo siano ancora commestibili, liberiamocene e facciamo bella figura <e nemmeno il tempo di dirlo che Mug con una manata li ha decimati> Ecco qui, detto fatto <sorride al nano e lo indica> Sapete che c'è? avete ragione, mi prenderò personalmente la premura di informare il Ragno, Lode e gloria a noi, di ordinare fiumi di roba seria, mica sto schifo che vi hanno propinato <alza le spalle guardando Elarien come se nemmeno sapesse cosa il nano abbia appena ingurgitato> Cos'è che beve il poeta? <chiede solo, torna quindi dai presenti e si sposta a guardare Cormoran accanto ad Awerdoro, l'espressione che vira da sorpresa a confusa, per poi riabbozzare quel sorriso affaticato> Oh ma qui abbiamo degli ospiti speciali, un ragazzone occhi blu e una ricciolina <china il capo verso Cormoran> volete favorire un biscottino freschissimo? <sorride poi verso Bori che parla con la Musicante e mantiene quel sorriso indicando i biscotti> buonissimi <ma subito dopo fa segno di no verso le due ragazze>
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11 bancone <fa una smorfia di disagio mentre immagina la scena del chierico che va in giro con l'accappatoio aperto. Poi inarca un sopracciglio> per caritá Mastro Mug.. se é come la birra che m'avete fatto assaggia' a me... <le bocca si increspa accentuando le pieghette nasolabiali in un'espressione di disgusto> Ah boh non lo so se mi voglio sposa' non ho ancora deciso.. Ma sicuramente non sará un Gadjó... <fa spallucce poi al dire di Awerdoro> Ah boh.. non ho seguito ultimamente, che ho avuto un sacco da fare. Ma ci stanno anche cose utili tipo oro, argento, pietre preziose.. o solo libri? quindi con un balzello si appresta scendere dal tavolo ed inizia ad aggirarsi fra i cartonati del Ragno sorseggiando la sua bevanda analcolica> Saltapí <si volta su Yoria> ma mica che il Lagno ha paura che ci scordiamo che brutta faccia che ha?? <dice indicando tutti i vari cartonati prima di riprendere la sua passeggiata fra i tavoli>
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11 Bancone <Osserva Mug spegnere l'alcol e le spalle si abbassano in un gesto sconsolato> Quasi quasi ci speravo nel vedervi senza baffi. <borbotta e porta indice e medio verso la fronte, facendoli poi scattare in avanti> Sarà fatto, verrà informato da m- <s'interrompe indicando Yoria> Lui. <annuisce con un cenno tornando su Awerdoro. Ora, con più calma e senza l'incombenza di dover preparare le bevande, la guarda meglio ed alle sue parole si illumina> Oh oh oh! <esclama puntandola con il dito> Mi ricordo di voi, sì! <il sorriso le si allarga sul volto> Eravate sul palco all'Ateneo qualche giorno fa. <le sopracciglia si sollevano> Forse quasi quindici, a dire il vero. <le palpebre sbatacchiano un paio di volte> Bellissimo spettacolo, quand'è che ne fate un altro che devo portarci anche lui? <e con il pollice indica nuovamente Yoria, oggi additato di continuo, per poi sorridergli e fare una smorfia tornando a guardare il piatto> Se gradiscono non diciamo nulla. <sussurra verso il suo orecchio e poi lo guarda male al commento sul bicchiere che lei stessa ha servito> Io veramente vi metto le mani al collo. <e ci risiamo> Ma per strangolarvi veramente. <tira un sospiro> Fenice Ubriaca. <si limita a rispondere senza nemmeno guardarlo oltre. Piuttosto sposta l'attenzione su Cormoran per un breve attimo> Chierico in accappatoio? <scuote la testa perché in tutto quel trambusto deve essersi persa qualcosa di importante> No, non voglio sapere oltre, grazie, mi è bastato vedere qualcuno avvolto in un asciugamano blu. <sospira dando un'ultima occhiata verso Bori, sorridendo alle sue parole sul Ragno ma senza aggiungere altro>
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Bancone Quello era distillatodimarcia <a Bori> non una birra, e dovreste ritenervi fortunata, perché non è nemmeno ancora in vendita <verso Awerdoro e Cormoran , annuendo col capoccione cornuto> aye, quelle miniere sono dimora ancestrale di noi khaza. Lunghi che le esplorano è già un sacrilegio, dovremmo metterci delle guardie per Valaya! <si infila tra le fauci gli smurzini, non curandosi che siano scaduti, ed innaffia il tutto tracannando il calice di Fenice ubriaca, ora spento, in poche sorsate del pomo d'adamo che si agita sotto la barba, quindi ad Elarien e Yoria> si, sono poeta, filosofo, esattore e mastro birraio FegatoDiFerro. Vado in giro per taverne a recensirle e cercare di migliorarle coi miei prodotti. Attendo trepidante una risposta del Ragno. <si liscia orgogliosamente i baffi ancora integri e rigogliosi >
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11 Spilungò! <Ora, decisamente, è il momento di concedergli un sorriso mentre si sporge languida verso il piattino> io me lo prendo invece, e mi piglio pure quello del bell'uomo. <E infatti la sua mano, senza ritegno, si appropria di ben due (2) biscottini, senza nemmeno premurarsi di sapere di cosa siano fatti. Quindi allarga le braccia, mostrando che ai fianchi porta solo una scarsella, nemmeno l'ombra di un coltellino da burro> Civile, storia chiusa, caput. <E prima di schiaffarsi uno dei due biscotti in bocca, per intero, gli chiede> Come stanno andando gli affari? Le avete firmate quelle cartacce o fate ancora... <il biscotto viene ruminato, e in quel masticare si avverte appena> i 'bufivi? <Annuisce alla richiesta di Mug, rafforzata da Cormoran, rafforzandola a sua volta> fi, e il fino normale. Quello paefano. <Nessuna grazia, addirittura qualche briciola sputazzata che viene sparata in testa a Bori e nel corno auricolare di Mug, prima di inghiottire quell'esagerato boccone. Quindi torna a Bori inarcando le sopracciglia> Per Themis, faccio finta di non aver sentito metà delle tue parole. Comunque no, pare che in fondo a queste segrete non si trovi mai un forziere come ho sentito succedere in altri regni. Qua siamo sfigati. <E si rivolge a Cormoran> Meno male che almeno noi facciamo lavori ducali. Le monetine con la faccia del Barone fanno un suono dolcissimo. <Ritorna quindi al bancone, accogliendo il ricordo di Elarien con un orgoglio visivamente crescente, che quasi la fa molleggiare sulle gambe> Si! Che avventura per mari che è stata, sono contenta vi siate divertita! Ora che sento meglio la vostra voce, mi pare di sentir risuonare "tesoro nascosto", o mi sbaglio? <Gli occhioni scuri si illuminano, ritornando su Yoria> ma infatti lo Spilungone qua è sempre stato un apprezzatissimo estimatore, è da un po' che non vi venite ad affacciare. Già che siamo in stagione e dobbiamo riempire il calendario... <ad entrambi i Picari chiede> cosa vi piacerebbe vedere?
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11 Bancone <guarda i biscotti ormai presi a spietate manate da Mug e poi di nuovo Cormoran> Mi sa che i biscotti stessi hanno deciso che non era la vostra serata < guardando poi Bori sognante> Borbalì, ma magari a scordarsela la faccia del Ragno, un giorno per scherzo ho finto di non riconoscerlo ed ecco <apre la mano col palmo rivolto verso l'alto a scarrellarla verso tutti i CARTONATI DI GODWIN presenti in Osteria > Ha deciso che mi deve perseguitare ma quello in carne e debole spina dorsale <sospira> quello non smetterà mai di farsi vedere, credetemi, ci hanno provato in tanti ma niente, torna sempre <quando Elarien parla con Mug torna da lei> Con quel cespuglio nemmeno si buttasse nel camino gli si spegnerebbero i baffi Mio Cuore non vedete che <agita le mani allargando le braccia> Possanza? <il sogno e l'invidia si prendono una pausa quando Elarien prima lo invita al prossimo spettacolo dell'Ateneo e poi lo minaccia> Amore e smisurata passione, non chiedo altro da voi, Regina <ma i baffi evidentemente troppo magnetici lo riportano a Mug> Fegato di Ferro <il sorriso che diventa una risata spontanea quando lo vede tracannare come facesse il bagnetto alla gola> Non serve nemmeno chiedere spiegazioni <e va a infiocchettarsi meglio il grembiule> E ditemi come vi sembra l'Osteria oltre che manca qualcosa di veramente possente da bere e chi serve ha orecchie lunghe? Perché sulla prima, a voi piacendo rimedieremo, sulla seconda <indica sé stesso e Elarien> Questo passa la baracca <quando un paio di SMURZINI vengono aggrediti dalle fauci di Awerdoro appare soddisfatto> Bufivi? <mormora confuso Sì io penso di essere un Bufivo senza speranza ormai e l'unica carta che s'è vista è quella che gli aristocratici usano nelle latrine, non noi, noi siamo gente per bene <ammette e poi annuisce> Sì io e l'Ateneo abbiamo un legame antico e indissolubile, quando l'arte chiamerà state certa che tornerò
6Ysbuffa dal naso alle parole di Mug "Il Ragno!" dice, guarda oltre il bancone, poi guarda verso l'alto, le travi del soffitto, mormoranod "Chissà se oggi quell'abusivo è in casa..." un cenno del capo a Elarien prima di chiederle "Voi sapete dove trovarlo? Si?" poi solleva di nuovo il bicchiere di Gran Riserva, guarda il liquido attraverso il vetro e poi lo posa sul bancone in un nuovo mormorio "e meno male che l'avevo chiesto non annacquato." Sente le parole di Awerdoro e Bori e quasi sussurra una domanda alla donna "ma cos'è un gadjò?" Quindi, per finire, si alza, posa un palmo sul bancone "Lieta serata a tutti voi, eccetto naturalmente a tutti gli estimatori del Ragno". Fa per dire qualcosa ad awerdoro, ma la vista della donna con le guance gonfie e la bocca piena di biscotti manco fosse uno scoiattolo con la bocca piena di ghiande, gli fa cambiare idea, le porge sono un cenno del capo, un sospiro, e un sorriso, prima di dirle "Eligor, Maestra esco a cambiare l'acqua al pesce e poi riporto il cavallo al castello, con me sopra, possibilmente, perché sento che la stanchezza ha il sopravvento!" detto quello che aveva da dire, s'incammina verso l'uscita e sparisce dopo essere tornato in sella a Codex.

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11 T5 <sente qualcosa finirle in testa e va a grattarsi. Si volta quindi su Awerdoro> Ma perché che ho detto di strano? <incassa le spalle e allarga le braccia alle parole di Awerdoro. Poi si aliena per un po' dai discorsi degli adulti continuando a osservare le varie gigantografie di Ragno, ridacchiando di tanto in tanto. Si ferma dinanzi ad una nei pressi del Tavolo 5 che ha il volto e la postura particolarmente fiera e seria. Si guarda intorno mentre l'espressione muta in quella di chi sta per combinarne una. Con le dita va a cercare qualche chicco di melograno dalla propria bevanda per schiacciarlo fra le dita in modo da ottenerne una poltiglia rossiccia> Distillato di Marcio, si si... mi sembra proprio appropriato... <mormora mentre da le spalle al resto dei presenti cosí da continuare di nascosto a macinare i grani di melograno. Il sorriso si trasforma in un ghignetto> eheeee questo Lagno.. una combina e cento ne pensa.. o viceversa... chissá magari gli serve solo di ritrovare un nuovo.. se stesso... <mormora criptica parlando a Yoria seppur non si rivolga a nessuno in particolare. Rivolge un'ultima occhiata alla sala e approfittando dei momenti in cui non la stanno guardando, sempre dando le spalle, con gesti rapidi del dito indice va a spalmare la poltiglia rossa sul cartonato di Godwin. Con pochi gesti rapidi e precisi, disegna due polpose labbra rosso melograno sopra al sorriso cartonato di Godwin, e un paio di cerchietti rosati sulle gote disegnando due graziose e soffici guanciotte rosa-rossicce> Vabbuó Gadjé, io vado a letto eh? la stanza di Fou é disponibile o qualche simpatico rapace Esperino, ha sfasciato pure quelle?? Vabbé mi va bene pure il tappeto. Cia'!!! <fa un cenno di saluto con la mano mentre si affretta su per la scala salendo i gradini a due a due, sparendo ben presto alla vista dei presenti>
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11 Bancone Apperò. <commenta dietro a Mug ed alla sequela di titoli che srotola uno dietro l'altro> Una bella recensione ci farebbe comodo. <mormora verso Yoria prima di alzare la voce> L'oste femmina dalle orecchie a punta è gentile ed amorevole, tratta i clienti con grazia e sa consigliare buoni prodotti anche in assenza di birra nanica. <sorride e fa frullare le ciglia un paio di volte> Nevvero? <ancora una frullatina di ciglia accompagnata da un sorrisino, tornando subito dopo su Awerdoro, guardandola intenta a masticare> Non vi sbagliate! <piccola pausa mentre si protende verso la Donna annuendo> Di una città sommersa! <sorride mentre la bocca assume una piega pensierosa assieme alle sopracciglia che si avvicinano> Non saprei... magari qualcosa su un regno scomparso? O una tragedia. Una di quelle belle, dove alla fine muoiono tutti e uno esce soddisfatto. <uno sguardo a Yoria, fingendo di non sentire la sfilza di bei nomignoli che le propina. Solo a quell' "amore e smisurata passione" gli concede un'occhiata di traverso> Sì, sì, smisurata. Soprattutto quando parlate. <il sorriso che le scappa rovina un po' la serietà della replica, prima che l'attenzione venga richiamata da Cormoran> Il Ragno? <fa spallucce, scuotendo il capo> Il Ragno è ovunque senza essere da qualche parte al contempo. <allarga appena le mani> Chi può dire dove sia... <lo saluta quindi con un cenno della mano> Nati Liberi, Milord. E riportate a casa anche voi, possibilmente, non soltanto il cavallo. <segue per qualche istante la sua uscita, poi la voce di Bori le fa voltare il capo> Nati Liberi, piccolina! <la saluta vedendola sparire su per le scale. Solo allora lo sguardo torna casualmente verso uno dei cartonati di Godwin e si blocca. Le palpebre sbattono un paio di volte davanti alle labbra rosse ed alle guanciotte comparse sul volto del Ragno. Le proprie labbra si serrano immediatamente, mordendole per trattenere una risata> Meh... così sta decisamente meglio.
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Bancone <dirige il corno auricolare verso Awerdoro ma tra la sua bocca piena e le briciole che tappano un pò non sente quasi niente > eh?! Bufivi? Forzieri? Non vi azzardate a toccarli, entrambi! <ora scuote un pò il corno, stappandolo e portandolo verso Yoria ed Elarien, mentre si guarda attorno con dovizia nanica, constatando i danni> mi piacciono le osterie un pò diroccate a dire il vero. La bettola del guercio da quando comandano le donne sembra essere diventata un covo di frufrù da quanto è pulita, puah! <saluta poi Cormoran e Bori che van via> Minas Karak a voi che andate <scende a fatica dallo sgabello, il nano obeso, e si avvia alla porta con passo ciondolante >meglio che vada anche io, c'è profitto per le strade di notte, e non bisogna farselo scappare!
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11 Awerdoro non può nascondere un sorrisetto beffardo alla questione sulle carte, poi a quale delle cose dette vada la beffa non è dato saperlo. Mentre sulla questione Ateneo si prodiga "Abbiamo in programma di certo qualcosa di stellare, a breve. Poi matrimoni qua, matrimoni là. Si sposa un sacco di gente da 'ste parti. Ma per quanto riguarda le cose pubbliche, il freddo porta sempre ottimi risvegli artistici. Scintille che scoppiettano..." e verso Elarien "Una tragedia su un ragno scomparso, dove alla fine non si cavano i ragni dai buchi e sono tutti soddisfatti meno che i pennuti". Annuisce, sognante, o forse brilla. Tanto ciucca che lo sproloquio di Cormoran viene accolto con una risatina sotto i baffi, poi da un sorriso ebete e un silenzio piuttosto loquace, passando direttamente alla seconda parte. "Fate, fate. Rinnovate pure l'acqua alle olive, io saluto e vi accompagno che di sti tempi meglio non andarsene in giro da soli e io sono più sobria di voi". Verso Mug risponde "E tanto, manco ci stanno, manco a volerli cercare con il lanternino. Si so fottuti tutto i draghi, sicuro, quegli uccellacci squamati. Poi dici che uno li insulta". Va quindi a Bori, cercandola fino a vederla sulla scena della malefatta, e un'altra risata sghignazzante le accompagna i passi fino a lei e il cartonato. Si abbassa, per sussurrarle "Pure le ciglia..." e le allunga, dopo aver ravanato nella scarsella, un carboncino. Tenta di scoccarle un bacetto sulla testa, prima di rimettersi dritta "Vado a nanna, piccerè. Ma ti prometto che ci vediamo presto, ma veramente presto stavolta". Poi, verso Yoria, Elarien e Mug "Bene, signori, è stato un gran piacere. Sia Arte e fate molto all'ammore, tornati a casa vostra". Dunque prende la porta, non letteralmente perché già c'hanno solo quella e non è bello privargliene, e salita in groppa a Priscilla si assicura di essere l'accompagnatrice sobria del buon Cormorano e del suo energivoro destriero.
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11 Bancone <verso Cormoran> buon cambio d'acqua a voi e al pesciolino <guarda poi Elarien di sottecchi> gli umani mettono i pesci nelle bocce lo direste mai? <le sorride innocente e va a guardare Bori e la sua scintilla artistica> le vorrebbe Il Ragno due labbra così <ammette alla ragazza mentre batte alcune volte le mani sul bancone> Prendete la stanza di Fou, lei è a pellegrinare chissà dove di questi tempi, Oh e se vedete un topo, non Topo, ma un topo vero, è Pangallo, l'abbiamo chiamato così, non vi fa niente ma è inquietante, mi sembra che guarda la gente dormire, mi sembra <la saluta così, guardandola macinare i gradini fino a scomparire, torna alla Zefiro>Ah mi stavate raccontando di quello spettacolo visto giorni fa in mia assenza, poi però <si gratta distrattamente il mento e mugugna qualcosa di incomprensibile> Che cosa dicevo? Ah sì <guarda Mug anche se non parlava con lui> Fegato ferroso ste donne così eleganti e pulite dove ci faranno andare? <e nel dirlo guarda le briciole sputate da Awerdoro in giro e Elarien che usa dei boccali puliti a linguate da un paio di gatti> Tornate a trovarci perché qui c'è bisogno di un po' di odore di quelli importanti <si affaccia quando il nano scende dallo sgabello facendo tremare le assi> Nati Liberi Ferro e Fegato, non mancherò di parlare con Il Ragno, che gli affari notturni ingrassino voi e il borsello <segue anche Awerdoro e le proposte degli spettacoli imminenti, indicandola col dito che molleggia> Quello l'ho già visto, se lo portate in scena non ci vengo, ho già dato e so come finisce, non mi dà più gusto ma i matrimoni forse sono anche peggio, quindi aspetterò quel qualcosa di stellare <commenta sorridendole > A me non sembra così sobria <aggiunge guardando Elarien quando la vede prendere l'uscita e, a quell'ultimo augurio sull'ammore della Musicante si accarezza la punta del naso distogliendo lo sguardo dall'elfa> C'è da dare una sistemata qui, ci sono briciole dappertutto <e va a pulire, silenzioso>
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11 Bancone <Tra il diroccato e lo sfasciato temo che ci sia una leggera differenza. <sospira e con un saluto della mano accompagnato dalla voce saluta Mug> Nati Liberi e tornate a trovarci, mi raccomando! <gli occhi si sgranano verso Awerdoro> Stellare? <ma sono le sue successive parole forse ad attirare ancor di più la sua attenzione> Quello non sarebbe uno spettacolo, sarebbe LO spettacolo. <e poi, vedendola prendere la porta, anche verso di lei solleva la mano salutando> Nati Liberi, terrò d'occhio gli appuntamenti per non mancare al prossimo spettacolo. <lascia andare poi un sospiro stanco vedendo la sala ormai quasi vuota. Alle parole di Yoria sui pesci nelle bocce, lo guarda con aria perplessa> E dove dovrebbero metterli, in un cassetto? <domanda prima di iniziare a recuperare i bicchieri abbandonati sul bancone e li trasporta alla tinozza d'acqua che, si spera, è pulita. Ne immerge uno iniziando a lavarlo mentre Yoria si occupa delle briciole> Non vi sembra sobria chi? <domanda con fin troppa innocenza, fingendo palesemente di non aver capito a chi si riferisse, mentre continua a strofinare il bicchiere> Comunque guardate che bella squadra. <indica prima lui alle prese con le briciole, poi se stessa con il bicchiere> Quasi quasi possiamo licenziare Smurzo.
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Bancone Mug saluta gli osti elfici e varca l'uscio non prima d'aver dato un'occhiata al cartonato del Ragno modificato, quindi intonando canzonacce da taverna si allontana "Osteria numero mille..."
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11 Bancone <Al suono della canzonetta di Mug, se ne resta da solo in Osteria con Elarien e il volto sembra lontano come leggesse delle scritte visibili solo ai suoi occhi> Ma che ne so, in uno stagno, lasciarli dove sono, semmai mangiarli <commenta sui pesci e recuperate le briciole che tiene in mano le fissa> Sono sbavate <ammette sconsolato prima di buttarle dentro un secchio sotto il bancone> Ma quindi quant'è che abbiamo venduto? Avete <specifica sorridendo> Io ero a controllare che Smurzo facesse un buon sonno in cucina, ma come si fa a licenziarlo se nemmeno viene mai pagato? <chiede all'Elfa asciugando i bicchieri con il grembiule cencioso che indossa a mano a mano che lei lava> la donna lava <mormora scuotendo la testa> Poeta di Ferro dovrebbero chiamarlo
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11 Bancone <Finisce di sciacquare l'ultimo bicchiere, poggiandolo sul ripiano in attesa che venga asciugato dal Grecale ed intanto, per asciugarsi le mani, afferra l'altro angolo del suo grembiule per passarle più volte sulla stoffa> Lasciarli dove stanno, i pesci intendo, sarebbe l'ideale ma, beh, la gente è strana a volte. <si stringe nelle spalle lasciando l'angolo del grembiule, gli occhi ambra volano verso il soffitto facendo un rapido calcolo> In teoria sessantacinque monetine sonanti... <si sposta leggermente giusto per dargli lo spazio di manovra per sistemare i bicchieri asciutti> Abbiamo. <puntualizza> Voi stavate preparando quei... cosi. <e già che c'è recupera anche il piatto, tuffandolo nella tinozza e facendo una smorfia alle parole che lui ripete, dette poco prima dal Nano> Veramente un gran poeta. <la smorfia permane sul viso finché lo sguardo non guizza verso il viso del pari mentre ancora sta sciacquando il piatto> Oh, prima che mi dimentichi... <cambia discorso con una facilità disarmante> Stavo pensando di fare una sorpresina a Dyte... <il labbro inferiore viene afferrato con i denti> Per il suo genetliaco, sapete... <brutto il vizio di lasciare le frasi sospese a metà> Mi dareste una mano? Vero? Eh? <il tutto accompagnato e condito da una sfarfallata di ciglia>
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11 Bancone <non si lamenta del suo ruolo di straccio vivente, asciuga i bicchieri, asciuga le mani> Potrei rotolarmi in terra a questo punto e pulire anche il pavimento, perché no <forse se ne lamenta giusto un po', ma sorride e torna a guardare Elarien> Quanto sei bella quando parli con le persone, quanto sono fiero non te lo immagini <distoglie lo sguardo per pensare ai bicchieri da spostare sotto il bancone che trovano un rifugio sicuro, sia dalla gente che dalle leccate di eventuali gatti> Dyte? Oh <alza le sopracciglia> il suo gene...<apre la bocca e annuisce> e quand'è che sarà? <inclina la testa> Una mano a far cosa mia Regina? Ci sono altri divani da spostare che richiedono due braccia forti? <chiede lo smilzo> o c'è da fare una torta? Perché io con quelle non me la cavo granché <si prende una pausa> Ma io potrò partecipare o sarà la vostra solita serata tra ragazze? Non mi devo travestire, giusto?
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11 Bancone <Lo guarda alzando un sopracciglio e la testa viene letteralmente buttata verso la spalla destra> No, ma prego eh, fate pure, lamentatevi... <si guarda il vestito, poi guarda lui> Avrei dovuto asciugarmi qui? <e quel piglio leggermente piccato viene letteralmente abbandonato alle sue successive parole. Lo sguardo si abbassa appena e gli angoli delle labbra seguono una traiettoria opposta, alzandosi> Veramente? <quasi si crogiola un pochino in quel complimento> Non penso di essere di tante parole quando c'è troppa gente... <si stringe nelle spalle> Sarà per come sono cresciuta. <poi annuisce> È stato, è già stato due giorni fa e siccome, credo, non abbia nemmeno festeggiato... <ciondola il capo> Perché a me personalmente non è arrivata alcuna missiva d'incontro o di festeggiamento o di invito. <prende un lungo respiro> Vabbè, credo non abbia festeggiato e quindi ho pensato di farle una festa a sorpresa a Rivargento... <porta l'indice a picchiettare sul mento un paio di volte> Potrebbe essere una sorpresa carina, no? Credo la gradirebbe. <torna quindi a guardarlo> E se decidiamo per un sì, beh, credo che sarà da rivoluzionare un po' la casa per fare spazio. <poi scrolla la testa> Al mangiare ci penso io, che finisce che voi avvelenate tutti... <e con quelle parole scarta definitivamente la preoccupazione di Yoria nel doversi vestire da femminuccia>
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11 Bancone <le fissa il vestito e sembra quasi contemplarlo> beh avete sicuro più strati di questo grembiule. Di chi sia poi questo straccio io nemmeno lo so dall'odore direi Ambiguo, o una lucertola gigante <annusa l'aria> o Smurzo, sì forse è più plausibile <e se lo va a slacciare per poggiarlo su di uno sgabello> Oh quindi c'è già stato, le feste si possono anche fare in ritardo? <chiede con la faccia di chi di esperienza ne ha a sacchi, vuoti ovviamente> Mi piace l'idea <sorride e osserva la pari> Parlate il giusto, non straparlate come un noioso elfo che sente di dover tappare i silenzi quando è sotto pressione <sorride ancora> e anche quando non è sotto pressione, non lo so, voglio trovare un senso a <agita la mano> quello che sta accadendo anche ora, ad esempio. Ma si parlava della festa e sì, l'idea mi piace <a proposito di cibo va a guardare l'ultimo SMURZINO rimasto e lo contempla> Nemmeno chiedere a Smurzo o Avventura è un'idea, pensateci voi al cibo, io ci metterò la mia prestanza fisica <sorride> e un pizzico di arte, Dyte merita queste mani <se le guarda, poi guarda lei> per disegnare eh <si poggia col fianco sul bancone e la guarda> Dimmi dove e quando e io sarò al tuo fianco, sempre.
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11 Bancone Sì, ha più strati, certo, e questo vestito costa anche più di quel grembiule. <alza indice e medio alternandoli avanti ed indietro un paio di volte> Duemila monete per questa carineria, solo perché ho voluto far accorciare la gonna davanti e far aggiungere le monetine finte... <abbassa lo sguardo ancora una volta a guardarlo> Però è bello. <e gli si avvicina di un passo, forse anche due> Prima, dopo, durante, che importanza ha quando? Basta festeggiare, no? Ci sono tante feste senza apparente senso, la festa della mia sorellina, anche se fatta in ritardo, l'importante è che venga fatta. Ha bisogno di essere festeggiata quella santa donna che ascolta tutte le mie paturnie mentali. <e prende una posizione simile a quella del pari, se non fosse che si sente scomoda e con un balzetto subito dopo si mette seduta sul bordo del bancone, lasciando pendere le gambe> Fatemi parlare con Dominic, è importante che lui faccia un po' da diversivo, ecco, e poi troveremo una data, manderemo gli inviti, prepareremo regali... <conta sulle dita mentre elenca, infilando un messaggio ben poco subliminale in mezzo all'elenco> Voi terrete ferme le mani, preparerò un sacco di pasticcini, altrimenti vi taglio le dita, addobberemo Rivargento, ti adoro quando fai così, assumeremo un paggetto che accolga le persone quando arrivano, se le usate per la vostra arte va bene, e ci vestiremo tutti carini per lei. <e finito l'elenco, che forse un elenco troppo non era, sorride e sbatte le palpebre un paio di volte>
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11 Bancone <alza le sopracciglia quando lei spara la cifra e torna a guardare il grembiule> Rien non ti facevo così altolocata, quindi il valore di un abito lo si pesa in monete? Quel grembiule seppur umile ha un'anima, questa non è possibile da comprare in monete <trattiene una risata che poi gli scappa> Perché nessuno spenderebbe nemmeno un sacchetto di bucce di fava per quello schifo <si fa le domande, si risponde da solo ma continua a guardare il vestito> E comunque ne è valsa la pena spendere di più per modificarlo, ora c'è lo spazio giusto là in mezzo per non dare noia a chi vuole...<e più che finire la frase si gratta il collo> hai una sorellina? <domanda distratto, di getto, poi dallo sguardo successivo sembra essersi risposto da solo> Ah è Aphrodite, giusto, la festa è per lei! <Sì è così davvero> Oh stelle del cielo, quante cose ci sono da fare, il minimo che puoi fare è adorarmi perché ti terrò la mano e assieme, faremo tutto, soprattutto se tu farai tutto e io terrò solo la mano <sorride e proprio quella mano la avanza, palmo in alto, occhi grigi su occhi d'ambra> Non c'è solo Dyte ad ascoltarti lo sai? Ora torniamo a casa e per tutta la strada mi racconterai dettaglio per dettaglio ogni idea, ogni pensiero, ogni dubbio, sia sulla festa, che su ogni altra cosa che ti viene in mente, è una buona offerta? <e resta lì, con quella mano tesa>
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11 Bancone Elarien <Quel grembiule ha l'anima degli scarafaggi che lo infestano, Gwilith.> Mormora, ma lei la risata non la trattiene e poi si stringe nelle spalle mentre già allunga la mano verso quella di lui, anche se lo guarda leggermente ammonitrice quando lui allude a quanto sia poco ingombrante una gonna tagliata in quel modo. <Daro te!> E quindi appoggia la mano sulla sua, facendosi scivolare giù dal bancone. Peccato, ci stava comoda tutto sommato. <È una buona offerta, sì, posso parlare anche con te, di tutto...> Accenna con un movimento anche della testa. <Ma quando devo parlare delle elucubrazioni mentali che mi faccio a causa tua ho bisogno di lei.> Un leggero sospiro lascia che esca dalle labbra, iniziando ad avviarsi verso la porta e continuando con tono più sommesso. <Andiamo a casa.>
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11 Osteria-Casa Yoria <Ho conosciuto viventi con l'anima peggiore di quella di uno scarafaggio> ammonisce la pari con la faccia di chi la sa lunga, ammorbidendo il sorriso, la postura e i lineamenti tutti quando la mani finalmente trova l'intreccio richiesto, accompagnando la sua metà quando si ricongiunge al pavimento <Daro te ditelo ai dannati bottoni> commenta solo, con finto disappunto mentre comincia a lasciarsi alle spalle il bancone verso una più entusiasmante porta <Ecco allora come si fa a non impazzire coi propri pensieri, si trova qualcuno con cui parlarne> sconvolto davanti a tanta ovvietà aggiunge <devo trovarmi anche io una Dyte, per fare tutto in famiglia allora dovrò ripiegare su Nick, che ve ne pare?> conclude e una volta che, diretti verso casa, si lasceranno alle spalle quella che per molti versi è ugualmente Casa, concederà all'eco delle voci lontane il compito di chiudere un sipario su una serata di lezioni colorate, canzoni malriuscite, poesie molto ispirate e mal di stomaco trattenuti.
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