Alba, Morte e altri problemi di convivenza
Maghi dell’Alba e Necromanti si incrociano in Piazza: vecchi legami, filosofia nera, minacce educate e parecchio ego in libera uscita. Merrick e Nayena regolano i conti col passato mentre gli altri trasformano la tensione in provocazioni e teatro. Nessuno esplode: quasi deludente.

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12 Karuhn annuisce alle parole di Merrick. Alla prima per lo meno. Le seconde non arrivano perché in una tempesta di fulmini e saette Valthoren si teletrasporta nella piazza. Il tempo di individuare il ciondolo dell'Alba, e Karuhn muove i primi passi MEZZO METRO dietro la Signora degli Uragani e UN METRO al suo lato DESTRO.
12 Karuhn annuisce alle parole di Merrick. Alla prima per lo meno. Le seconde non arrivano perché in una tempesta di fulmini e saette Valthoren si teletrasporta nella piazza. Il tempo di individuare il ciondolo dell'Alba, e Karuhn muove i primi passi MEZZO METRO dietro la Signora degli Uragani e UN METRO al suo lato DESTRO.V. Ombroso Jeanieu cammina lento lungo il vicolo rischiarato dalle parche torce accese, per antonomasia il più buio di tutto il perimetro di piazza. La faccia è stanca, nonostante quell'espressione sfacciata non lasci incustoditi i lineamenti del rampollo, che porta dietro la schiena un sacco di ventura, di iuta parrebbe, tenendolo oltre il profilo della spalla destra con l'ausilio della di lui mano destra. Ha i capelli imperlati dalla salsedine, un po' tirati dietro rispetto alla solita acconciatura curata e i vestiti sembrerebbero aver visto giorni migliori; nonostante siano lindi e pinti, risultano stropicciati sulle gambe. La casacca stretta che ne adorna il busto è lasciata aperta sul petto, almeno fino allo sterno, per poi socchiudersi abbottonata prima del ventre. Una blusa militare, parrebbe, con mostrine poco comprensibili, non facente parte di nessuna milizia del granducato. Al collo penzola il MEDAGLIONE della FENICE, unico vezzo e appartenenza lasciata in bella vista.
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12 fontana Dalla mia ho solo l'esperienza di come muoverebbe le fila spirito. Sia perchè ne sono stata a suo tempo cavia che per la vicinanza familiare. <Lieve pausa> Una lacuna che spero di colmare, vedere esplica talvolta più delle parole. <conclude, calma, pacata. Lo sguardo verde finisce con l'incastonarsi sui volti dei presenti che come funghi animano la piazza. Cerca ogni presente, senza soffermarsi in particolare su qualcuno, ma senza tralasciare nessuno dalla propria ondata di curiosità, fame visiva con cui finisce con l'appropriarsi un po alla volta di ogni cosa prima di tornare a Veera.> Una cavia che scelga il suo carnefice, vien da suggerire che in qualche modo lo stesso carnefice possa averla indotta ad essere scelto. O sono adorabili folli...<lieve pausa> paragono sempre l'abilità della parola di sapersi insinuare e lasciare il segno anche nel tempo <lascia così la frase, e la propria riflessione senza indugiare ulteriormente. La propria AURA resta ancora SOPITA, silenziosa come la GEMMA che per ora giace pallidamente spenta e azzurra sulla cima della propria STAFFA>
12 fontana Dalla mia ho solo l'esperienza di come muoverebbe le fila spirito. Sia perchè ne sono stata a suo tempo cavia che per la vicinanza familiare. <Lieve pausa> Una lacuna che spero di colmare, vedere esplica talvolta più delle parole. <conclude, calma, pacata. Lo sguardo verde finisce con l'incastonarsi sui volti dei presenti che come funghi animano la piazza. Cerca ogni presente, senza soffermarsi in particolare su qualcuno, ma senza tralasciare nessuno dalla propria ondata di curiosità, fame visiva con cui finisce con l'appropriarsi un po alla volta di ogni cosa prima di tornare a Veera.> Una cavia che scelga il suo carnefice, vien da suggerire che in qualche modo lo stesso carnefice possa averla indotta ad essere scelto. O sono adorabili folli...<lieve pausa> paragono sempre l'abilità della parola di sapersi insinuare e lasciare il segno anche nel tempo <lascia così la frase, e la propria riflessione senza indugiare ulteriormente. La propria AURA resta ancora SOPITA, silenziosa come la GEMMA che per ora giace pallidamente spenta e azzurra sulla cima della propria STAFFA>L7IJKLM23A
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12 fontana [Il fragore improvviso del fulmine che squarcia il sud della piazza e l'accordo metallico del liuto di Valthoren lasciano inalterata la quiete che campeggia sul suo volto. Si limita ad accogliere il frastuono con un battito lento delle ciglia. Il tenue alone verde permane attorno alla Von Everald, circoscritto a quel singolo metro che ne delimita la presenza mistica. Non viene richiamato, né alimentato. Semplicemente permane. E l'Antica, per qualche istante, sembra quasi dimenticarsene, troppo intenta ad ascoltare le parole di Nayena. Gli occhi grigi non restano tuttavia ancorati alla Voce di Morte. Dividerà l'attenzione in egual misura, con una fredda e geometrica precisione: un occhio alla Signora degli Uragani che muove verso di loro guidando il suo piccolo seguito, un altro al Mago dell'Alba appena palesatosi, crollante sotto il peso della stanchezza magica.] Un'ingenuità deliziosa. [Mormora in risposta alle parole della Voce di Morte, soltanto quello. Dopo qualche istante poi, dopo che gli occhi sono scivolati con egual lentezza su chi avanza, come calcolando postura e distanze, sempre con piena atarassia, pronuncia.] Eppure osserviamo come la materia reclama subito il suo conto. [Un cenno quasi impercettibile del capo accoglie la riflessione della di Arida, portatore di un'intesa profonda. La mano destra riassetta la presa sulla Staffa d'Ebano, dove le incisioni di Shael, Golgoroth e Nekharis sembrano bere la tensione dell'ambiente.]
12 fontana [Il fragore improvviso del fulmine che squarcia il sud della piazza e l'accordo metallico del liuto di Valthoren lasciano inalterata la quiete che campeggia sul suo volto. Si limita ad accogliere il frastuono con un battito lento delle ciglia. Il tenue alone verde permane attorno alla Von Everald, circoscritto a quel singolo metro che ne delimita la presenza mistica. Non viene richiamato, né alimentato. Semplicemente permane. E l'Antica, per qualche istante, sembra quasi dimenticarsene, troppo intenta ad ascoltare le parole di Nayena. Gli occhi grigi non restano tuttavia ancorati alla Voce di Morte. Dividerà l'attenzione in egual misura, con una fredda e geometrica precisione: un occhio alla Signora degli Uragani che muove verso di loro guidando il suo piccolo seguito, un altro al Mago dell'Alba appena palesatosi, crollante sotto il peso della stanchezza magica.] Un'ingenuità deliziosa. [Mormora in risposta alle parole della Voce di Morte, soltanto quello. Dopo qualche istante poi, dopo che gli occhi sono scivolati con egual lentezza su chi avanza, come calcolando postura e distanze, sempre con piena atarassia, pronuncia.] Eppure osserviamo come la materia reclama subito il suo conto. [Un cenno quasi impercettibile del capo accoglie la riflessione della di Arida, portatore di un'intesa profonda. La mano destra riassetta la presa sulla Staffa d'Ebano, dove le incisioni di Shael, Golgoroth e Nekharis sembrano bere la tensione dell'ambiente.]L10IJKLM23A
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12 piazza { l'arrivo del fulmine cobalto nel mezzo della piazza le strappa poco più di un sommovimento delle spalle, quanto basta a volgere la fronte in attesa di vedere chi verrà accompagnato fuori dal Cancello del presente } Iniziato, Nuctemeron { si ferma, nella sua avanzata giusto il tempo di accoglierlo } ironia della sorte, già { accondiscende al suo indirizzo, senza tuttavia sembrare affatto ironica. Non in questo momento, non quando la sua attenzione è calamitata inesorabilmente verso il chiarore emesso dalla falce di Nayena } quella di portare i dovuti omaggi a colei che quando era Sovrana di Mot, fece in qualche modo le veci di una madre { rivela a Sianodel. Non c'è esitazione nella sua risposta, alcuna incertezza vocale a tradire turbamento. La voce dell'uragano è ferma, immancabilmente - persino fastidiosamente quasi - suadente nel suo rifiuto a spezzare la timbrica dolce della risacca che canta in quelle note basse e arrochite. Uno sguardo al compagno, rassicurante e uno alle proprie spalle assicurandosi che VALTHOREN e KARUHN siano nei pressi, infine arresta la propria avanzata a circa CINQUE METRI da Nayena, Arida e Veera. Cultista e Adepta si ritroveranno oggetto per un breve istante di un'indagine liminare, leggera come un fruscio. La prima invece, troverà la pienezza del suo sguardo ad attenderla e un sorriso di indecifrabile cifratura appoggiato sulle labbra quando il } Nuctemeron { che esala viene infine offerto come il prezioso degli auguri } Jerro { assaggia sulla punta della lingua quel nome, come miele } che inatteso privilegio, incontrarci così { piccola, è piccola la Signora degli Uragani. Di statura, quanto di corporatura, una silfide aggraziata, la taglia di un uccellino. Ma non c'è alcuno scalpitare di cuore per la CARDIOPERCEZIONE delle vampire, nessun ritmo forsennato. A suonare fra le costole delicate c'è solo il cadenzato battito di chi ha pienamente il controllo di sè }
12 piazza { l'arrivo del fulmine cobalto nel mezzo della piazza le strappa poco più di un sommovimento delle spalle, quanto basta a volgere la fronte in attesa di vedere chi verrà accompagnato fuori dal Cancello del presente } Iniziato, Nuctemeron { si ferma, nella sua avanzata giusto il tempo di accoglierlo } ironia della sorte, già { accondiscende al suo indirizzo, senza tuttavia sembrare affatto ironica. Non in questo momento, non quando la sua attenzione è calamitata inesorabilmente verso il chiarore emesso dalla falce di Nayena } quella di portare i dovuti omaggi a colei che quando era Sovrana di Mot, fece in qualche modo le veci di una madre { rivela a Sianodel. Non c'è esitazione nella sua risposta, alcuna incertezza vocale a tradire turbamento. La voce dell'uragano è ferma, immancabilmente - persino fastidiosamente quasi - suadente nel suo rifiuto a spezzare la timbrica dolce della risacca che canta in quelle note basse e arrochite. Uno sguardo al compagno, rassicurante e uno alle proprie spalle assicurandosi che VALTHOREN e KARUHN siano nei pressi, infine arresta la propria avanzata a circa CINQUE METRI da Nayena, Arida e Veera. Cultista e Adepta si ritroveranno oggetto per un breve istante di un'indagine liminare, leggera come un fruscio. La prima invece, troverà la pienezza del suo sguardo ad attenderla e un sorriso di indecifrabile cifratura appoggiato sulle labbra quando il } Nuctemeron { che esala viene infine offerto come il prezioso degli auguri } Jerro { assaggia sulla punta della lingua quel nome, come miele } che inatteso privilegio, incontrarci così { piccola, è piccola la Signora degli Uragani. Di statura, quanto di corporatura, una silfide aggraziata, la taglia di un uccellino. Ma non c'è alcuno scalpitare di cuore per la CARDIOPERCEZIONE delle vampire, nessun ritmo forsennato. A suonare fra le costole delicate c'è solo il cadenzato battito di chi ha pienamente il controllo di sè }Piazza <oltrepassa la bottega - chiusa - del fabbro e vi ripone la giusta attenzione, non fosse incuriosita dai colpi di martello che ode provenire dal suo interno. Assottiglia lo sguardo chiaro per la differente illuminazione che abbandona in virtù di una più vivida, al centro dello spiazzo, insieme ad una moltitudine di genti che gli fanno guizzare l'attenzione visiva su ciascuno, o quasi, in quel divagare di mente e pensieri, animato da una spossatezza visibile, nonostante il portamento elegante che mai lo abbandona. L'apparizione di Valthoren non gli rimane ignara, vista il poderoso ingresso tuonante e gli lascia occhi e labbra protese su, per attimi. Sfiora visivamente anche Merrick, prima di sfilare oltre, rilasciando alla parirazza solo un'occhiata di sbieco a sfiorare il proprio braccio. Infine incappa nella figura di Nayena, trasalendo, come se in quel rientro dal Porto, non s'aspettasse niente di ciò.> Mors Dominat, Voce di Morte! <esclama, gettando il sacco ai propri piedi, con un movimento ad arco dall'alto verso il basso e da dietro in avanti, lesto, prima di rovinare sul terreno con il ginocchio destro, ad omaggiarne la presenza dinnanzi a se. Null'altro fuoriesce dalle labbra del ragazzo, non fosse per quegli occhi che risalendo sui piedi dell'eterna, inquadrano il calcio della staffa di Arida. Ed è li che risale lungo il bastone, arpionando le mano che lo tiene e quindi il volto della Cultista a cui soffia in un sorriso da schiaffi.> Dar'Khan, tetra notte. <ricala il viso al cospetto di Nayena e nel farlo sbricia di soppiatto anche Veera li nei pressi, che sconosce.>

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12 <rimane fermo nella posizione d'arrivo, inarca leggermente la schiena ponendo le mani sui fianchi, dopo qualche istante un ultimo sbuffo per ridare un nuovo ritmo al suo respiro. poi dopo una lunga abbuffata d'aria inizia a favellare> e c'è sempre quel brivido che mi percorre la schiena quando uso quest'incanto <sfrega le dita delle mani sui rispettivi palmi> il salto nell'ignoto. la domanda è sempre la stessa, chissà se <fa una pausa osservando karuhn> mi schianterò sulla testa di qualcuno <poi tirando su il capo un nuovo sospiro> o magari fra le braccia di una dama <un altro colpo di mano sulle corde del liuto ad armonizzare un nuovo accordo come a voler indicare la fine di quelle chiacchiere vuote. le iridi smeraldo si muovono ora tra i presenti, dapprima l'aspirante> toh un cerchietto finalmente <un sorriso ed un cenno verso di lui, poi verso il neofita> e voi? l'ultima volta che vi ho visto mi siete svenuto tra le braccia, non volevo farvi quell'effetto <gli lancia un occhiolino, per poi muovere l'attenzione su merrick> Uragano <stesso tono di sempre, stesso riverente inchino, breve, con quella mandritta che si porta sul petto per enfatizzare il movimento. tornato su lo sguardo si sposta ancora seguendo la direzione di quello dell'uragano, solo così nota i sanguine e l'umano. rimane silente osservando il fare e le parole di merrick verso di loro.>
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12 <rimane fermo nella posizione d'arrivo, inarca leggermente la schiena ponendo le mani sui fianchi, dopo qualche istante un ultimo sbuffo per ridare un nuovo ritmo al suo respiro. poi dopo una lunga abbuffata d'aria inizia a favellare> e c'è sempre quel brivido che mi percorre la schiena quando uso quest'incanto <sfrega le dita delle mani sui rispettivi palmi> il salto nell'ignoto. la domanda è sempre la stessa, chissà se <fa una pausa osservando karuhn> mi schianterò sulla testa di qualcuno <poi tirando su il capo un nuovo sospiro> o magari fra le braccia di una dama <un altro colpo di mano sulle corde del liuto ad armonizzare un nuovo accordo come a voler indicare la fine di quelle chiacchiere vuote. le iridi smeraldo si muovono ora tra i presenti, dapprima l'aspirante> toh un cerchietto finalmente <un sorriso ed un cenno verso di lui, poi verso il neofita> e voi? l'ultima volta che vi ho visto mi siete svenuto tra le braccia, non volevo farvi quell'effetto <gli lancia un occhiolino, per poi muovere l'attenzione su merrick> Uragano <stesso tono di sempre, stesso riverente inchino, breve, con quella mandritta che si porta sul petto per enfatizzare il movimento. tornato su lo sguardo si sposta ancora seguendo la direzione di quello dell'uragano, solo così nota i sanguine e l'umano. rimane silente osservando il fare e le parole di merrick verso di loro.>K4IJKLM23A
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12 [Via Fumo>Lim. Piazza] Corvo emerge dalla via del Fumo, con passi privi di fretta alcuna e lievi nell'incontrare il terreno: li rallenta in prossimità dello schiudersi della piazza che lo vede deviare verso l'angolo con la bottega del Fioraio. Veste un'ARMATURA COMPLETA in CUOIO nero con una cappa bianca drappeggiata alla spalla sinistra, mentre alla cintura porta il FALCIONE ELFICO e la SCARSELLA con SACCA delle COMPONENTI e diversi altri OGGETTI arcani e non rispettivamente sui fianchi sinistro e destro. La VISIONE CREPUSCOLARE non offesa dal cielo sereno spazia a frugare la piazza e le figure che vi si trovano: dai Maghi Bianchi ai Necromanti, uno per uno: ma non saluta, non interviene. S'accosta in quel primo frangente alla suddetta bottega a nord-est della piazza e si limita ad osservare. Statura media, lunghi capelli biondi e occhi dalle sfumature ambrate: decisamente non l'aspetto consueto, qualcosa di mutato e scolpito nel dettaglio dalla Magia.
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12 [Via Fumo>Lim. Piazza] Corvo emerge dalla via del Fumo, con passi privi di fretta alcuna e lievi nell'incontrare il terreno: li rallenta in prossimità dello schiudersi della piazza che lo vede deviare verso l'angolo con la bottega del Fioraio. Veste un'ARMATURA COMPLETA in CUOIO nero con una cappa bianca drappeggiata alla spalla sinistra, mentre alla cintura porta il FALCIONE ELFICO e la SCARSELLA con SACCA delle COMPONENTI e diversi altri OGGETTI arcani e non rispettivamente sui fianchi sinistro e destro. La VISIONE CREPUSCOLARE non offesa dal cielo sereno spazia a frugare la piazza e le figure che vi si trovano: dai Maghi Bianchi ai Necromanti, uno per uno: ma non saluta, non interviene. S'accosta in quel primo frangente alla suddetta bottega a nord-est della piazza e si limita ad osservare. Statura media, lunghi capelli biondi e occhi dalle sfumature ambrate: decisamente non l'aspetto consueto, qualcosa di mutato e scolpito nel dettaglio dalla Magia. CorvoEquipaggiamento all'arrivo
JeanieuEquipaggiamento all'arrivo
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12 Fontana (mantiene il capo debolmente reclinato mentre osserva Merrick approssimarsi. Intanto coglie le riflessioni delle due Necromanti, incamerando il placido sussurro di Veera e la geometrica disamina psicologica di Arida con la neutra, immobile accondiscendenza che solo una creatura sottratta al ciclo vitale sa ostentare) Indotta, esattamente. Una seduzione intellettuale o ferina, poco importa: il fine giustifica ogni mezzo. (la voce è un soffio tagliente che va a spegnersi sulla superficie dell'acqua della fontana, per poi indirizzare i cupi occhi verso la Von Everald) E la materia, Adepto, è un creditore assai esigente. Reclama il suo tributo di carne, logorando chi non possiede l'eternità per studiarla. (è focalizzata su Merrick, accompagnata dai Maghi che l'attorniano, incoscienti soggetto di studio: il loro odore di sangue viene setacciato assieme al rumore perfetto dei loro cuori, recepiti tramite CARDIOPERCEZIONE. È in quel preciso istante che il Non Morto Femmina dirotta il proprio potenziale bellico e istantaneamente il fuoco mistico che arde nella GEMMA catalizzatrice inizia a scemare, SPEGNENDOSI in un cupo, opaco barlume cristallino. Di riflesso, quella fiumana spettrale che le ruota attorno sbiadisce sino a dissolversi, AZZERANDO così l'AURA MISTICA. Uno sguardo verso Jeanieu che si genuflette) Proselito ... (a mò di saluto, prima di replicare a Merrick) Il destino famelico di avventure non bramava altro che far incrociare i nostri passi. D'altronde le meravigliose Fogne restano il cuore pulsante di questo mondo: sottopelle, sotto gli strati di pietra, ivi pulsa ancora la Necromanzia... e di quando in quando saliamo a ricordare che quel che affrontate quotidianamente è solo il male minore. Non lo sapevate, mia Valmont? (così, verso TUTTI in generale) Mors Dominat, Alba.
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12 Fontana (mantiene il capo debolmente reclinato mentre osserva Merrick approssimarsi. Intanto coglie le riflessioni delle due Necromanti, incamerando il placido sussurro di Veera e la geometrica disamina psicologica di Arida con la neutra, immobile accondiscendenza che solo una creatura sottratta al ciclo vitale sa ostentare) Indotta, esattamente. Una seduzione intellettuale o ferina, poco importa: il fine giustifica ogni mezzo. (la voce è un soffio tagliente che va a spegnersi sulla superficie dell'acqua della fontana, per poi indirizzare i cupi occhi verso la Von Everald) E la materia, Adepto, è un creditore assai esigente. Reclama il suo tributo di carne, logorando chi non possiede l'eternità per studiarla. (è focalizzata su Merrick, accompagnata dai Maghi che l'attorniano, incoscienti soggetto di studio: il loro odore di sangue viene setacciato assieme al rumore perfetto dei loro cuori, recepiti tramite CARDIOPERCEZIONE. È in quel preciso istante che il Non Morto Femmina dirotta il proprio potenziale bellico e istantaneamente il fuoco mistico che arde nella GEMMA catalizzatrice inizia a scemare, SPEGNENDOSI in un cupo, opaco barlume cristallino. Di riflesso, quella fiumana spettrale che le ruota attorno sbiadisce sino a dissolversi, AZZERANDO così l'AURA MISTICA. Uno sguardo verso Jeanieu che si genuflette) Proselito ... (a mò di saluto, prima di replicare a Merrick) Il destino famelico di avventure non bramava altro che far incrociare i nostri passi. D'altronde le meravigliose Fogne restano il cuore pulsante di questo mondo: sottopelle, sotto gli strati di pietra, ivi pulsa ancora la Necromanzia... e di quando in quando saliamo a ricordare che quel che affrontate quotidianamente è solo il male minore. Non lo sapevate, mia Valmont? (così, verso TUTTI in generale) Mors Dominat, Alba.L10IJKLM23A
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12 Piazza [Un metro ridicolmente abbondante è il margine di vita che si lascia sulla sinistra, come distanza dalla Signora degli Uragani, per la quale ha numerosi sguardi brevi ed intermittenti come macchie di sole tra fogliame e fronde. Ne maculano la fisionomia vista sul profilo destro, per nulla dimentico di tenersi sulla tripletta di falci ormai prossime. Da Nayena ad Arida, triangola Veera passandole al vaglio d'occhi buoni quanto basta da soffermarsi, ora che le distanze si riducono progressivamente, sui vari ed eventuali dettagli, senza trascurare le staffe alle quali s'accompagnano come brutte notizie. Alle orecchie ne giungono i discorsi e per quanto le sopracciglia s'accartoccino nello scampolo di confusione, la stessa generata da qualche che non si è seguita dal principio, la fortezza in muratura delle labbra tese non accetta alcun cedimento strutturale. Statico e ritto, di fianco alla Tempesta in Bianco. Colpito, poco più che appena, tra gli interstizi d'una corazza immaginaria, dall'ammissione della compagna verso la quale si ritrova a voltare la faccia, guardandola come se non avesse capito bene] ... [E invece ha capito perfettamente. Ma delle ombre del passato altrui ne era a conoscenza, quindi ci si lava la faccia pure lui quando, alla fine, fa suonare il timbro basso e pacato. Sicuramente più delle PALPITAZIONI poco più rapide di quelle dell'Umana] Atthemis. [Lo butta sul tavolo come fosse la puntata più bassa di cui disponga stasera, con un alzarsi del mento dal quale vorrebbe attingere mezzo cucchiaio di sicurezza in più, riflessa nel netto taglio mandibolare rigido. La spada ancora ferma sulla spalla destra, tenuta dalla medesima mano per la doppia impugnatura. L'ingresso nel cono visivo di Jeanieu lo costringe a sbirciare il movimento con cui si genuflette alla Voce, sulla quale rifà capolino. Oltre, il Corvo, che non riconosce come tale, rimanendovi un secondo scarso, favorendo le argomentazioni della Voce quando il flusso d'anime si smorza]
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12 Piazza [Un metro ridicolmente abbondante è il margine di vita che si lascia sulla sinistra, come distanza dalla Signora degli Uragani, per la quale ha numerosi sguardi brevi ed intermittenti come macchie di sole tra fogliame e fronde. Ne maculano la fisionomia vista sul profilo destro, per nulla dimentico di tenersi sulla tripletta di falci ormai prossime. Da Nayena ad Arida, triangola Veera passandole al vaglio d'occhi buoni quanto basta da soffermarsi, ora che le distanze si riducono progressivamente, sui vari ed eventuali dettagli, senza trascurare le staffe alle quali s'accompagnano come brutte notizie. Alle orecchie ne giungono i discorsi e per quanto le sopracciglia s'accartoccino nello scampolo di confusione, la stessa generata da qualche che non si è seguita dal principio, la fortezza in muratura delle labbra tese non accetta alcun cedimento strutturale. Statico e ritto, di fianco alla Tempesta in Bianco. Colpito, poco più che appena, tra gli interstizi d'una corazza immaginaria, dall'ammissione della compagna verso la quale si ritrova a voltare la faccia, guardandola come se non avesse capito bene] ... [E invece ha capito perfettamente. Ma delle ombre del passato altrui ne era a conoscenza, quindi ci si lava la faccia pure lui quando, alla fine, fa suonare il timbro basso e pacato. Sicuramente più delle PALPITAZIONI poco più rapide di quelle dell'Umana] Atthemis. [Lo butta sul tavolo come fosse la puntata più bassa di cui disponga stasera, con un alzarsi del mento dal quale vorrebbe attingere mezzo cucchiaio di sicurezza in più, riflessa nel netto taglio mandibolare rigido. La spada ancora ferma sulla spalla destra, tenuta dalla medesima mano per la doppia impugnatura. L'ingresso nel cono visivo di Jeanieu lo costringe a sbirciare il movimento con cui si genuflette alla Voce, sulla quale rifà capolino. Oltre, il Corvo, che non riconosce come tale, rimanendovi un secondo scarso, favorendo le argomentazioni della Voce quando il flusso d'anime si smorza]
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1112 Il liuto di Valthoren risuona alla sua sinistra, accompagnato dall'affermazione riguardo quanto accaduto al picco della speranza. Karuhn si volta verso l'elfo, cercando stavolta di registrare il suo volto, onde evitare di fare la stessa figura che ha fatto con Sianodel. Gli sorride, ma non risponde. È confuso. Gli occhi tornano sul terzetto. Ora, con l'arrivo di Jeanieu, un quartetto. Per un attimo, un solo piccolo istante, Karuhn si sente davvero dentro a una barzelletta. Rimane ad ascoltare il dialogo tra Merrick e Nayena, ma tra quei non detti e sottotesti, è come cercare di capire un nano ubriaco. «Nuctemeron» dice comunque in loro favore, perchè il saluto non si toglie a nessuno. Nè ai morti, nè ai topi di fogna, o qualunque cosa esca da lì sotto.
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11 [Via Fumo>Lim. Piazza] Cormoran sbuca da Via del Fumo subito dietro Corvo. Il suo sguardo dal colore azzurro scuro si posa rapidamente sulle varie figure che popolano il locale, scrutando ogni angolo con attenzione. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch'esso blu come la notte e su di esso brilla l'insigna della Corte, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro e un piccolo pendente in argento al collo, una fede al dito, i suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. La luce delle candele danza sulle pieghe del suo mantello mentre si volta a cercare Awerdoro vicino a lui con lo sguardo.
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11 fontana <Accoglie le parole di Nayena, passando lo sguardo da quest'ultima a Nayena quando offre ulteriori nozioni a Veera, divorandole col proprio interesse. Il silenzio l'attornia osservando, rapendo e lambendo dettagli, sottraendosi alla propria attività quando la scia ematica di Jeanieu la raggiunge prima ancora che la sua presenza le si palesi di fronte. Resta in piedi ferma, mentre il suo corpo si piega ed omaggia. Stringe le labbra e accoglie con un moto compiaciuto la sua presenza.> Mors Dominat Sebastian. Lieta di sapere che il viaggio vi ha temprato. <Indugia, ghermisce ogni dettaglio sulla sua essenza e presenza, l'espressione distesa e ossessivamente calma, come la voce diretta e soffusa per natura.> Utile e dotto? <domanda brevemente. Indugia poco ancora sulla sua presenza quando Merrick, Sianodel rompono il silenzio lo sguardo li cerca nell'immediato. Le dita sulla STAFFA tamburellano e si spostano consentendo anche al corpo di virare e offrire a pieno la propria figura ai presenti> Mors Dominat..<accoglie col saluto, indugiando su Merrick per prima e scivolando sull'elfo solo poco dopo, arricciando il naso alla scia ematica che porta con sè>
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11 fontana [Il dissolversi della fiumana spettrale di Nayena trova un'immediata, simbiotica risposta nel proprio potere. In perfetta sintonia con la Voce di Morte, anche il tenue alone verde che avvolgeva l'Adepto comincia a ritirarsi: la luminescenza spettrale svanisce a poco a poco, riassorbita dalla carcassa Antica fino a spegnersi del tutto. L'AURA torna così completamente SOPITA, lasciando la stoffa grigio fumo e il mantello purpureo immersi nel semplice chiarore naturale della piazza. Accoglie lingresso di Jeanieu, appellato come Proselito con gli occhi grigi ed una gelida, misurata benedizione. Un movimento impercettibile della mano destra, salda sulla Staffa d'Ebano, accompagna un cenno solenne del capo: un saluto riservato a chi ha scelto di servire il medesimo disegno. Subito dopo, la sua attenzione torna a dividersi sui Maghi dell'Alba. Sianodel è il primo al vaglio: ne registra il netto taglio mandibolare rigido, la corazza di parole - Atthemis - eretta a difesa e, soprattutto, quel sottile mutamento nei battiti, tramite CARDIOPERCEZIONE. Adagiandosi sulla altrui, la propria voce si solleva soffusa, limpida e impeccabile, facendo da cassa di risonanza al monito della Jerro.] Mors Dominat. [Un'eco glaciale e misurata che suggella il saluto ai presenti, prima di riassumere quella quieta immobilità in attesa delle loro reazioni.]
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11 [Via Fumo>Lim. Piazza] Awerdoro tende l'orecchio, lì al Vicolo del Fumo, che incanala nel vociare serale una ignota melodia. "Sento musica, Guardiano..." riferisce a Cormoran, mantenendo la sua sinistra, guardandosi attorno. Il mantello nero e il cappello nero la fanno confondere nel buio della sera, ma le poche luci delle lanterne si riflettono sui numerosi fiori colorati e sgualciti che decorano la falda larga. Se non fosse per l'indemoniata coltre di boccoli biondi se se ne vanno sparsi, identificandola più di ogni altra cosa, potrebbe scambiarsi con una viandante qualsiasi. Un cenno del mento verso Corvo, ad indicare la sua presenza a Cormoran.
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MFontana <no, non riesce in quella prostrazione ancora per molto, richiamato dal mellifluo tono di Merrick che si rivolge a Nayena. Il volto glielo riversa su, così come lo sguardo serio, al Signore degli Uragani nel pasteggiare quella nota dolce amara che avverte nel tono. Rimane in silenzio, lasciando che sia la Voce di Morte a rivolgersi alla maga, disinteressandosene in quel lesto rialzarsi e recuperare il sacco da terra con la mano destra. Muove verso Arida, senza osservarla direttamente, come se la posizione della Cultista fosse impressa a fuoco nella mente. Ripercorre a ritroso le ultime parole della figlia di Veddartha nei confronti dei due adepti, come a volerle far sue. Cambiando quella traiettoria, il muso lo direziona con casualità e per pochi infinitesimali istanti su Karuhn che occupa quella porzione di spazio che lui argina agilmente; non senza guardarlo come si fa con chi fa parte della mobilia in quello spazio affollato, nulla più. Svicola al fianco destro di Arida, non prima di averle riversato l'azzurro degli occhi sul viso per risalire nello sguardo dell'eterna.> Temprato, non avrei saputo dirlo meglio, mia Dar'Khan. <annuisce e TENTEREBBE di serrare i ranghi li al lato della Cultista, rifilando occhiate dinnanzi a se e quand'ella saluta lui si limita ad abbassare il capo di rimando nella direzione medesima. Veera li accanto lo saluta ed è la staffa dell'Adepto a venire scandagliata per prima, poi sentenziare con quel tono greve e leggiadro assieme.> Mors Dominat. <le destina quella calata del viso, lasciandogli gli occhi su prima di volgerli ai maghi bianchi presenti, quasi volesse elargire egual monito e saluto.>
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11 piazza { miete fra un battito di ciglia e l'altro anche l'arrivo di Jeanieu, il cui sguardo intercetta per un attimo prima di trovarlo genuflesso ai piedi di Nayena. L'immagine non la scompone, men che meno la sorprende. Semmai fa sì che un nuovo sorrisetto albeggi e indugi per qualche istante sulle sue labbra prima di rapprendersi in una linea retta. Non si avvede invece del CORVO, non spingendo lo sguardo oltre la nutrita compagine di Necromanti } se con cavie vi stavate riferendo a noi { sposta lo sguardo su Veera e Arida mentre un pigro movimento della mano destra a indice alzato disegna un circoletto immaginario in cui racchiude Neofita, Iniziato ed Aspirante } sappiate che non sono consenziente. E men che meno accondiscendente per natura, quanto ad educazione poi { il sorriso si affila, un rasoio fra due cuscini di carne morbidissima } diciamo che i fondamentali mi sono stati impartiti illo tempore dalla Voce di Morte, e che l'Alba non ha decisamente smerigliato i tratti più affilati, li ha solo resi più brillanti e taglienti { conclude, quella che se non è una minaccia è a tutti gli effetti però un chiarimento necessario circa le possibili sorti di quell'incontro } Ma per questa singola sera, per questa sola notte, vorrei solo salutare una vecchia { torna a Nayena } con tutto il rispetto ovviamente { ghigna da un solo lato della bocca } amica. Mi è ancora concesso? { di tutto quanto accede dietro di lei, intorno a lei si cura quanto basta per accertarsi che non un dito venga sollevato a minacciare da un lato e dall'altro, il sottile e precario filo su cui tutti danzano } Non conosco più mali minori, Jerro { scandisce, al termine delle parole di Nayena } Il Male è solo Male. E ciò che ne consegue, è inevitabile, quanto l'Alba che sorge dopo ogni notte e la notte che sorge dopo ogni crepuscolo.
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11 <qualche secondo d'arpeggio su quel liuto, in una melodia che tenta di essere un perfetto accompagnamento per la tensione che confà il momento. per poi fermarsi nello stesso istante in cui Nayena inizia a parlare verso l'uragano.> Necromanzia <mastica la parola come se volesse assimilarla> Valmont <ripete inarcando il sopracciglio destro, ma scuote il capo continuando ad osservare. nel frattempo la mandritta ha lasciato il suo posto per andare a ravanare in una delle tasche estraendo poi una moneta. con essa inizierebbe nuovamente a suonare sulle corde dando un suono ancor più metallico allo strumento. solo pochi passi non verso il gruppo, ma verso la fontana. prende posto seduto sugli scalini del lato est della fontana.> Nuctemeron <risponderebbe verso i necromanti con un tono gentile. nulla verso karuhn e sianodel. non nota neanche corvo> con questa suona da schifo <esclamerebbe indi lanciando la monetina con un gesto di stizza, la stessa finirebbe a circa UN METRO dal gruppetto tridentato. riprenderebbe indi a suonare fischiettando con suoni sommessi, tenendo tese le puntute verso l'interessante incontro>
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11 Angolo Fioraio <Resta accostato alla bottega del Fioraio laddove questa fa angolo con la piazza, e se per lunghi attimi non fa che ascoltare e osservare si volta al sopraggiungere di Cormoran e Awerdoro. Per un attimo la mano destra scende a guadagnare la scarsella: un movimento fluido, navigato, che si completa semplicemente con l'appoggiare le dita guantate sulla scarsella stessa.> Oh siete voi. Lunghi giorni e piacevoli notti, stavo assistendo allo scambio.<Accenna alla piazza con un cenno del capo cinto da quella chioma bionda nuova di zecca, o visto il colore di zecchina; e aggiunge qualche parola a bassa voce.> Che ve ne sembra?<Domanda poco dopo, sorridendo alla volta di Awerdoro.> Avete ottimo orecchio, si.<Breve pausa, lo sguardo che torna nuovamente sulla figura di Cormoran.> Che ci fate da queste parti?<Domanda, riportando poi l'attenzione fra Nayena e Merrick.>
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12 Piazza Gaenmroth *CANCELLO DEL PRESENTE*. E' un fulmine di pura energia magica blu cobalto che si abbatte nella PIAZZA, non distante dalla Fontana e il suo versante Ovest. Nella luce cobalto si compone la figura di un MEZZELFO adulto, dai capelli leggermente mossi che raggiungono le spalle. Indossa un completo scuro con la giacca a tre quarti e un paio di stivali neri lucidi. Al collo oscilla il PENTACOLO bianco del mago, mentre alla cinta sul fianco destro porta una SCARSELLA con dentro una Aurora ex Nova, un Graviter Maior e altre pozioni per uso personale. Al fianco sinistro invece, la SACCA DELLE COMPONENTI e il PUGNALE CERIMONIALE. Luci e lucine cobalto svaniscono e rimane lui. La sua figura altera e meditabonda, vagamente compiaciuta a tratti. Si guarda attorno, si guarda le braccia. Poi sorride. "E sti nani lo vogliamo dire?". Domanda a tutti e nessuno per poi ridersela tra sé e sé, comunque udibile a chi si trova attorno. Si schiarisce la voce biascicando poi un poco di curiosità mentre inizia poi nel guardarsi attorno in quell'ambiente nuovo. Come in una gestualità automatica si porta i palmi delle mani a strofinarsi sul lato dei calzoni mentre inspira dalle narici. "Devo aver sbagliato luogo. Stavo cercando un posto dove fare baldoria. Che non fossero le stanze delle Chieriche, s'intende. In quelle ho già dat-" Si blocca, sorridendo come colto in fallo. Poi se la ride ma con garbo, senza sguaiarsi.
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12 Fontana (preserva la sua marmorea atarassia, mentre le parole di Merrick vengono filtrate e soppesate con la requie asettica di un essere senza soffio emozionale, e il suo viso selenico - segnato dalla magrezza della Non Vita - è un freddo e asettico tavolaccio da dissezione. Così, ogni parola scivola come acqua sulla pietra e gli occhi neri come catrame convalidano l'interesse per Merrick) Concesso. (quasi bonariamente, più che come una vera autorizzazione. Ma aggiunge) Il consenso, l'accondiscendenza, mia Valmont, sono lussi che appartengono a chi spera di poter negoziare. Questa notte non siete cavia - per me; se non lo siete per Loro (un cenno blando del mento verso le Necromanti) è un mondo a parte. Ma probabilmente potremmo lasciare che i vostri accompagnatori e le mie Necromanti facciano conoscenza a loro modo, come noi conversiamo ... al nostro. (ritiene, con una timbrica debole e flautata che si propaga in quel breve spazio; una voce senza urgenza, ma carica di una fredda densità) ... ma si. In fondo il Male è un'invenzione dei vostri codici morali, un confine labile che tracciate per non impazzire davanti all'immensità dell'Oscurità. So che sapete perfettamente che per creature come me non esiste il Bene o il Male, ogni definizione perde consistenza: non esiste una colpa o una aberrazione, non esiste un abominio o una menzogna, le illusioni di un giusto o uno sbagliato per giustificare parole e azioni. Per le creature come me esiste solo la maestosa necessità di un ordine legittimoe e magnifico, sorretto dagli assi dell'Oscurità e governato dalla giusta Madre, colei che non discrimina. (il volto, debolmente reclinato, si fissa con assoluta pienezza su Merrick) In ogni caso... sottopelle il mondo non smette mai di sanguinare, mia Valmont. Potete ammantarvi di Albe, di fulmini e di splendenti armature, ma la pietra su cui poggiate i piedi rimarrà sempre il soffitto di un mondo che attende solo di riavervi.
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12 Piazza [La sinistra fino a quel momento ciondolante di fianco al corpo trova la sferetta lattea nella montatura argentata appesa al collo. La scolla dalla stoffa nera che vela lo sterno, giocherellandoci distrattamente. Molandola in giri ripetitivi tra i polpastrelli. Senza che la cosa influisca sull'attenzione che quel paio di giade, incastonate nel taglio rapace degli occhi, continuano a rivolgere a l'ora divenuto quartetto di Necromanti. Inspira a fondo ed anche il fiato si fa silenzioso affinché possa ascoltare per filo e per segno le parole della Signora degli Uragani. Le stesse che in qualche modo risultano balsamiche per le PALPITAZIONI dell'Elda, rallentandole sulla base d'un ritmo defaticato. Non è un caso, poi, che si soffermi proprio su Veera; potrebbe averne sentito gli occhi addosso, o averli intercettati all'angolo dei propri. Sta di fatto che trovarne la faccia non gli costa fatica, e solo la traiettoria si smuove, all'interno delle orbite, senza neanche variare i gradi della testa, perfettamente bloccata sulle prime vertebre cervicali. Con la precisione del pennino che trova il calamaio a colpo sicuro, l'Aspirante raccoglie il grigiore nuvoloso delle iridi della Vampira, e ci rimane a prendersi tutto il mal tempo ivi contenuto. Sotto l'arco candido delle sopracciglia ed il loro piccolo fremito si direbbe pronto a chiedersi o chiederle qualcosa. Ma qualunque fosse, rimane un segreto destinato ad incollarsi alle pareti della gola. Il lampo di luce che vomita fuori Gaenmroth lo costringe a distrarsi in favore di questi, giusto il tempo necessario a riconoscerlo. Ed ascoltarlo. Trovandosi a soffiare dal naso pazienza ed ironia zoppicante. Migra svogliatamente su Nayena a metà del discorso pronunciato, trovandosi a scuotere piano la testa, levandosi da davanti la faccia la trama di sbuffetti che la dicono lunga su quanto poco s'accompagni a quella specie di morale nera]
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12 Karuhn ha un sussulto all'arrivo di Graenmroth. Ma non si scompone, si limita ad osservarlo brevemente prima di tornare al poker delle meraviglie. Jeanieu lo adocchia brevemente prima di ritornare al suo sacco di mondezza, o di patate o di topi di fogna. Non si è capito bene. Lo scambio tra Nayena e Merrick non sembra arrestarsi, mentre si stuzzicano l'un l'altra portando a galla un passato condiviso. Sullo sfondo, Corvo, Cormoran e Awerdoro attendono i fuochi d'artificio, curiosi di sapere chi tra la Signora degli Uragani e la Voce della Morte abbia le tube di falloppio più grandi. Statico, una mobilia in mezzo a una piazza affollata - un carretto? Una botte vuota? Un proselito? - Karuhn resterà lì ad occupare quella porzione di spazio nella sua nuova veste azzurra, che comunque continua a sembrargli, almeno per ora, un accappatoio. //
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12 Piazza/Fioraio <ricambia il saluto di Corvo con un cenno del capo> Eli... Atthemis! Un momento, riconosco le vostre parole ma non il vostro viso... <lo scruta un istante, l'occhio cade sulla scarsella e mormora> Un mago... <poi intercetta alcuni suoni privati e annuisce all'elfo> si tratta di un puro caso se siamo passati di qui. Stavo accompagnando la Maestra <un mano si estende a indicare Awerdoro al suo fianco, poi tenta un passo verso Corvo, abbassando la voce> Dove siete voi, ci sono spesso guai. Stanotte sarà diverso? <lo sguardo volge verso il centro della piazza mentre la mancina scende con premura ad accarezzare il pomo della sua spada>
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12 fontana <Ferma nella propria posizione mantiene semplicemente salda la STAFFA, annichilita e SOPITA la popria AURA così come la propria GEMMA che svetta sopra alla struttura in osso. Lo sguardo vira e accoglie la presenza di Merrick, su cui devolve l'interesse iniziale, lasciando a Jeanieu la totale libertà di spostarsi e porsi al proprio fianco.> Accompagnavamo la serata attraverso riflessioni e ragionamenti. Portarvi come cavia non è questa sera negli intenti della nostra conversazione,<si accoda sulla scia delle parole di Nayena> prediligo in ogni caso sfruttare l'occasione per affinare la conoscenza. Un adorabile o quanto meno placido scambio di vedute <conclude sul finire includendo nel proprio breve sproloquio che termina con un accenno misurato ed effimero di un tenue sorriso.> Voi che mi raccontate invece Sebastian? <lieve pausa> qualche conoscenza trovata.....<il tono si abbassa sul finire prima che le labbra tornino a chiudersi nuovamente. Lo accoglie di sottecchi tra le proprie mire. L'espressione resta distesa e quieta.<Il ruotare del capo viene interrotto dall'arrivo di un ennesimo fulmine comparso a ciel sereno in piazza. Agguanta la zona di arrivo di Gaenmroth, virando su Corvo e terminando su Siandodel subito dopo accogliendo più volti possibili e rimbalzando con calma l'attenzione>
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12 fontana @Karuhn // HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA
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12 Angolo Fioraio <Qualche altro passo, pochi ne servono per affiancare il Corvo in quel curioso assembramento insieme al bellissimo uomo a cui si affianca. Si, proprio Cormoran. In mezzo al caotico blaterale della piazza, poche sono le parole realmente distinguibili o almeno contestualizzabili, tanto che mantiene un'espressione piuttosto distesa sul volto paffutello mentre va a guardare il Custode ascoltandone il sussurro. Non fa una piega, piegando leggermente il busto verso di lui e sussurrandogli di rimando> ... <Quindi tornando dritta incrocia le braccia, e il sorriso si stende ancora un pochino socchiudendo gli occhi> Vi donano. Vi vedo più selvaggio, più leone. <E a Cormoran, indicando Corvo con la destra> Ma si, come non lo riconoscete, per la Dea? C'è chi cambia tinta alla chioma più di quante volte cambia i mariti. <Ci pensa su un attimo, alzando gli occhi> Non m'è uscita benissimo. <Annuisce quindi alle parole di Cormoran qualche volta, pure troppe per semplicemente accordarsi alla sua versione> Come dice il Guardiano, si, per caso. <Si volta ora verso la Piazza, riprendendo lo sgraziato suono del liuto di Valthoren mortificato dall'improvvisato plettro. Quello le fa venire un brividino lungo la schiena, ed incassandosi la testa nelle spalle con espressione di vivo disturbo replica> epperò così la Musa piange, 'rcamiseria. <Piuttosto che quello spettacolo indegno all'Arte preferisce tornare a quello indegno ai parruccatori, rivolgendosi ancora a Corvo> che festa è? Avete portato la pasta al fo... <lo schiocco di fulmine di Gaenmorth di nuovo le fa incassare le spalle spaventata, ma riprende subito come nulla fosse> ... pasta al forno?
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M[Registra la presenza di Jeanieu al fianco di Arida, come chi controlla che ogni cosa su una scacchiera sia perfettamente collocata. Poi torna a calibrare la figura di Merrick, mentre le parole di Nayena sono il substrato perfetto su cui edificare la propria contemplazione. L'ingresso istrionico e pettegolo del mezzelfo Gaenmroth, piombato nella piazza tra sfavillii cobalto e battute sulla vita di taverna, increspa appena le labbra rosee dell'Antica. Rimanendo salda sulla Staffa d'Ebano, i suoi occhi grigi accolgono e sostengono il contatto visivo che Sianodel le rivolge. Con la CARDIOPERCEZIONE ne recepisce ogni sfumatura: il tentativo di rallentare i palpiti, le dita che cercano la sferetta lattea al collo come un amuleto di sollievo, il lieve fremito dell'arco candido delle sopracciglia. L'Adepto non riesce a togliersi quell'espressione quieta e in simbiosi sorridente, come chi contempla una porta spalancata sull'architettura della mente.] Un'opportunità d'oro per verificare quanto di quell'ardore risieda nella sostanza e quanto nella sola forma. [Il suo esordio, con la voce soffusa che scivola calma, ignorando del tutto la volgarità del mezzelfo per concentrare la propria indagine sul contatto visivo con Sianodel.] Tutti osservano e nessuno sembra accorgersi di essere osservato. [Un'intera scena, racchiusa in un'unica occhiata, eterna.]
Fontana <osserva con parco interesse tutto e tutti, ma niente, la parlantina di Merrick fa si che quel viso impertinente le si riversi addosso come un fiume di tossico. Il sorrisetto gli è stampato sopra, gaudente, affatto oltraggioso, divertito quasi. Ampliato, in maniera poco sana, quando il Signore degli Uragani paventa un'amicizia secolare con Nayena, sulla quale porta l'attenzione lasciando sfiorire quell'espressione.> Solo a me risulta tutto così dannatamente interessante? <mormora, così lieve da tendersi verso l'orecchio destro di Arida, in quella tensione del profilo sinistro verso lei. Gli occhi permangono sulla scena e il lato destro del capo scivola sulla destra. Occhi che balenano sulla staffa della Voce, poi sulla gemma, più e più volte. Ma è alle parole della Sovrana di Morte che quel sussulto anima il petto del rampollo, il cui cuore - inevitabilmente - prende a concitarsi appena di più. Snudati i denti, riversa quel sorriso fintando letizia o forse altro, accogliendo il LA della Voce, nonostante egli non abbia ancora né arte né parte, se non il suo Medaglione che prende a rigirare tra le dita della mano sinistra. Distrattamente, con sguardo che di sguincio viene distratto da uno sventolio di tonaca azzurra, nei pressi, più simile ad un tendaggio della nonna Belarda relegato in soffitta. Scuotendo il capo solleva le sopracciglia, rispondendo ad Arida.> Sorprendente, ero indotto a pensare che adoraste cavizzarmi, sapete? <conia quel termine, alla bene e meglio, snocciolando quella gorgogliante risatina - seria - sotto i baffi, che non ha.> Argilla, molta argilla e qualche gesso. Compagni silenziosi, da apprezzarne le qualità discrete. Per il resto, mare sconfinato. Non male infondo, con la compagnia giusta. <risponde ad Arida, ricercandone di sguincio il viso. Quando la Cultista cerca il portatore di quell'ennesimo fulmine, lui segue la direzione, silenzioso, fin troppo. La considerazione e il chiosare di Veera ne richiamano l'attenzione.>
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12 piazza { le note del liuto di Valthoren, metalliche e tragiche, le strappano un sorrisetto che appare e scompare come il balenare d'un lampo nel cielo notturno } E che non mi riavrà MAI, Jerro { inizia la dove Nayena finisce. Non alza minimamente la voce, non si concede e non le offre alcuna asprezza specifica. E' solo l'inflessione a determinare il peso specifico di quel MAI che si incide nel brusio della Piazza attraversandolo alla stregua di una lama arroventata in un panetto di burro } Risparmiatemi e risparmiatevi la liturgia delle mirabolanti promesse dell'Oscurità, ne ho versate a fiumi in troppe orecchie innocenti a mio tempo perchè non mi sia concessa la dignità di sapermi incorruttibile { però, suo malgrado sorride. Sorride alla Falce di Morte, come se in fondo, qualcosa in tutta quella nera litania di parole, abbia confermato qualcosa } E non uno di coloro che mi seguono, è una cavia. Non per Voi, non per loro { di nuovo lo sguardo svirgola sui NECROMANTI, uno per uno } e NON sto negoziando { chiarisce, inequivocabilmente }Ma se cercate Conoscenza, un Mago è sempre il giusto interlocutore { su Arida, con un cenno del capo, che non è ossequio, ma placidissima concordanza } Impazzire? { torna a Nayena, la osserva con la familiarità di chi l'ha fatto mille volte in precedenza } L'unica cosa che rischia di farmi impazzire è la stupidità quando l'incontro, di qualunque colore sia vestita. Il mondo sanguina, dite bene Jerro. E sanguinerà sempre. Al netto di tutti i proclami di fine del Mondo, io e Voi sappiamo che certe guerre non sono destinate a finire. Che la Morte è si equanime, inevitabile, talvolta persino consolatoria e salvifica, ma che deve giungere solo quando la Vita ha fatto il suo corso. E' tutto qui. Lo so io, lo sapete voi. Siamo destinate a un tiro alla fune eterno. Beh eterno per quanto riguarda Voi, per lo meno. Ma dopo di me, ce ne saranno ancora e ancora pronti a impugnare il fulmine.
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12 Scalini fontana <ruota il capo alle sue spalle al sentir la voce del maestro> toh chi non muore si rivede <esclama a se stesso palesando un ghigno, per poi continuare con voce sommessa> di pessimo gusto lo so, valthoren mi raccomando <tratterrebbe infine la risata dissimulando per qualche istante una concentrazione maggiore nello strumento. si volterebbe ancora una volta verso di lui per allungargli un saluto con la mano, solo un cenno per ora ancor distante. una puntuta tesa verso il teso momento tra le due, una puntuta tesa al suono tanto del suo liuto, quanto a quello prodotto dai presenti attorno. solo nell'apice in cui il discorso di merrick si fa più intenso, ne accompagna le parole, aumentando l'intensità, il volume, per nulla invadente.> il tiro alla fune è più divertente se fatto a squadre. giochiamo! <esclama terminando il suono con una botta secca sulla grancassa>
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12 Piazzale Guai io? Nego tutto. Sono un signore perbene.<Accenna un sorriso alle parole di Cormoran, prima di alzare e abbassare le spalle con calcolata cura.> Chi può dirlo, cosa succederà. E chi può dire quando il puro caso nasconda invece la chiamata del destino. Avete seguito lei che seguiva la musica, magari sentirete anche voi qualcosa. Qualcosa che ho sentito anche io. E anche lui.<Conclude verso Cormoran indicandogli Sianodel col capo, ed era davvero un discorso serio prima un sussurro di Awerdoro non gli strappi un eccesso di risa che è obbligato a smorzare con della tosse qualche pugno sul proprio sterno.> Mi avete colpito a tradimento, ecco. Lo ammetto. Quanto al resto dipende, ho ottime bevande ma sempre una portata di schiaffi da parte se occorre. A tal proposito.. Lasciate che dica una parola a quei signori, volete accompagnarmi?<E si incammina, lasciando Nayena e Merrick a conversare per puntare invece il resto dei fedeli di Morte.> Lunghi giorni e piacevoli notti, domando scusa per l'intrusione.<Si sofferma a pochi metri (5) dai Necromanti, passando un'occhiata fra Arida, Veera e Jaenieu ai quali si rivolge.> Cercavo un tale.. De Sade, si. Ma non sembra essere fra voi, a meno che non sia anche lui di inclinazioni mutevoli circa il proprio aspetto.<Accenna perfino un'ipotesi di sorriso, davvero troppo precisa nel dettaglio per sembrare spontanea.> Temo di averlo un pò turbato durante il nostro ultimo incontro in Taverna.. Cercava di coinvolgere un Giullare nei suoi loschi traffici di cadaveri o riprovevoli sciocchezze di quel genere. Ma lo lasciai andare sulle sue gambe, e sicchè è verosimile che possa lavorare da quelle parti in futuro mi spiacerebbe se si sentisse scoraggiato a tornare. Vi prego, riferitegli che gli offrirò la prima consumazione. Anche due, se si comporta bene.
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12 Fontana (tace, e l'immobilità selenica del viso resiste intatta a quel "mai" scagliato con arroventata certezza di Merrick) Io non prometto, mia Valmont. La Jerro non formula giuramenti e non elargisce mirabolanti promesse: io mi limito a comunicare, come la Voce di un domani che è già iniziato, un domani ineluttabile che si compie a prescindere da ciò che il mondo desidera. (replica flemmaticamente, con la sua voce sfilacciata, polverosa, stanca) Parlate di incorruttibilità e di fulmini pronti a essere impugnati dopo di voi, eppure persino la luce più accecante è destinata a esaurire la propria energia, ripiegando infine nell'abbraccio dell'ombra. Il fulmine che tanto decantate, si ... lo ricoosco: è repentino, prorompente, distruttivo... tuttavia, per sua stessa natura, inevitabilmente transitorio. Un guizzo che consuma se stesso in un battito di ciglia - il tempo di una vita mortale. Io, lo sapete, ho tutto il tempo del mondo. (il capo si mette in asse con la spina dorsale, mentre la CARDIOPERCEZIONE continua a registrare i palpiti cardiaci dei vivi intorno) Quell'impronta che l'Oscurità ha impresso nella vostra anima illo tempore, mia Valmont, non è un fardello di cui ci si possa privare a piacimento. Non può essere raccolta e scaricata come un secchio di immondizia fuori dalla dimora dell'essere, sperando che basti una veste bianca a purificarne i contorni. Vi appartiene. Vi definisce. Ma non crucciatevi, Bambina mia: tutti, tutti qui celano un germoglio oscuro o una cicatrice nera che segna la loro Anima. (lo sguardo si allarga sul drappello dei Bianchi e gli altri presenti) Potete forse dire il contrario?
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12 Piazza <Sta per fare un primo passo ma la STANCHEZZA lo avvolge e lo blocca nelle gambe, costringendolo a piegarsi leggermente in avanti con la schiena. Il respiro si fa affannoso e il colorito passa da roseo a pallido, leggermente smunto. Il petto si alza e si abbassa vistosamente. Cerca di puntarsi con una mano su un ginocchio a reggere un minimo il busto più eretto. Alza poi la mano opposta mostrando un indice che punta verso l'alto, come a chiedere una pausa. Gli occhi cercano di guardare in avanti> Mi pareva...<lascia in sospeso quella frase col respiro ancora ansimante. Il pentacolo lascia il petto e oscilla in basso nell'aria. Cerca di stabilizzare il respiro ma ancora non ci riesce> Non sono più il giovanotto elfo di una volta <si lamenta bofonchiando, tirando poi un paio di colpi di tosse. Emette un profondo sospiro cercando ancora di guardarsi un poco attorno. Riesce ad inquadrare in ultimo SIANODEL, VALTHOREN e MERRICK> Almeno Holga mi ha dato le indicazioni giuste <aggiunge per poi provare ad espirare profondamente. Sta per dire qualcosa ma la battuta dello stesso VALTHOREN lo raggiunge prima. Sospira> Si, è decisamente il mio allievo. Ognuno del resto ha gli allievi che si merita. Evidentemente al momento...<lascia lì tornando nel cercare di inquadrare l'ELFO facendogli "ciao" con la mano libera> Preparatemi un bicchiere d'acqua piuttosto <gli rivolge con la voce può avere al momento, sempre verso l'Iniziato provando poi a muovere un primo passo>.
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12 Piazza Siete sicura? [Suona per la seconda volta, rivolto a Veera, alle cui ultime parole s'allaccia cogliendone al volo lo spunto. Ed a dispetto del saluto iniziale, offerto più per etichetta che reale bisogno, c'è la partecipazione che fino a quel momento ha preferito tenersi dentro, lasciando che fosse Merrick la voce del qui ed ora] Osservare non basta. Non vi fornisce la sicurezza di comprendere ciò che state guardando. [Un promemoria gentilmente offerto senza particolari slanci emotivi o vocalizzi al di fuori del binario acustico, attestato su un vibrato basso e costante. Il movimento della testa, sull'asse verticale, per quanto breve si direbbe perfettamente accordato con le parole di Merrick, sostenendolo] Già. [Le labbra storte in un guizzo contrariato. L'accompagna quando scivola con lo sguardo su Nayena, benedicendola con mezzo sorrisino appuntato sull'angolo della bocca] Tutto molto affascinante. [...] L'Oscurità, i Fulmini e la loro effimera durata. [La sinistra rolla a mezz'aria avvolgendo il bandolo d'una matassa che allo stato attuale dei fatti potrebbe non avere una fine, salvo reciderlo. Ma per quanto la spada venga tolta dalla spalla destra, questa, ancora nel suo fodero, viene semplicemente abbassata di fianco alla gamba] Ma non dimenticate che domani l'Alba sorgerà ugualmente. Indistintamente dal vostro profetizzare questa sedicente resilienza delle ombre. [Il braccio sinistro s'accascia lungo il profilo slanciato. Il turbamento che gli attraversa la faccia, poi, è chiaramente imputabile ad altro; va a braccetto con l'ingresso in scena del Corvo, il cui aspetto stona col ricordo che aveva di lui. Nulla su cui possa mettere la mano sul fuoco, ma che si giri a guardarlo appena stranito è da imputare principalmente alla voce, rimastagli familiare]
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12 Piazza <ascolta le parole di Corvo, la mancina non si è spostata dal pomo della spada. segue lo sguardo di Corvo che va verso Sianodel e un lieve sorriso si palesa sul suo volto> Ecco Ser Sianodel, ma come l'hanno vestito?! <ruota gli occhi su Awerdoro> Voi lo sapevate? Che il nostro arciere migliore è entrato in clausura?! <quando riporta lo sguardo su Corvo, si è già incamminato verso Arida e Veera. Estende lunghi passi per raggiungerlo, la mancina serra l'elsa della spada mentre la testa cerca Awerdoro> Ce lo teniamo vicino, che dite? Non c'è due senza tre. <poi quando si ferma al fianco di Corvo, saluta i presenti prossimi> Atthemis!
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12 fontana Avete la parola che questa sera siamo mossi puramente da conoscenza, niente di meglio da offrire alla propria mente <Accoglie ancora le parole di Merrick, senza scomporsi, calma e placida. L'unico accenno di personale piacere è dato dalla presenza pressante di diverse scie ematiche a solleticare goliardicamente la bestia mai sazia. La voce resta calma e placida, diretta e senza increspature.> Oh credete sia l'unicissimo interesse mio caro venale proselito? <accoglie di nuovo Jeanieu nel proprio mirino, scrollando appena e sottilmente il capo alle sue parole> più tardi allora potremo parlare meglio uhm ? <aggiunge subito dopo, il tono permane basso, non confidenziale ma diretto a non disturbare il pubblico chiacchiericcio. Torna senza lasciar correre, ad osservare chi si pone, parla, chi risponde. Corvo diviene solo ora un fulco di interesse più diretto.> Sono spiacente, devo confermarvi che non è nessuno di noi. <il capo si piega appena di lato, un moto leggero che ne sposta appena i lunghissimi capelli rossi> Sono certa che accoglierà la vostra disponibilità a rimediare. A nome di chi posso portare il messaggio? <L'espressione è un dedalo intricato di calma, unico paradosso è lo sguardo vivido con cui cattura e rende propria ogni piccola caratteristica si ritrovi innanzi. Deviando in ultimo su Cormoran che spunta anche lui come un fungo nel prato>Mors Dominat..
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12 [Il discorso di Merrick e Nayena continua poco più in là e lei non si intromette. Pare che ascolti, ogni parola, come ogni variazione del battito che la CARDIOPERCEZIONE le restituisce dal drappello dell'Alba. Quando Corvo si stacca dal gruppo dell'Alba e avanza verso il triumvirato di Necromanti arrestandosi a cinque metri di distanza, l'Antica non muove un solo muscolo del corpo. Le balze grigio fumo dell'abito rimangono immobili, la mano destra è salda sull'ebano della Staffa, eppure gli occhi grigi - di quella freddezza dell'acciaio che trapassa la carne - si fissano sulla figura dell'elfo. E registrata la battuta, da replica.] Offrire una consumazione, dite. [La voce giunge lenta e glaciale.] È affascinante osservare come l'intelletto mortale cerchi rifugio nella leggerezza quando si trova dinnanzi a ciò che non può dominare. Usare battute e la scherzosa cortesia come un amuleto non basterà a schermare la fragilità del vostro ego. [Fa un singolo, impercettibile passo in avanti a piedi nudi, lasciando che la pietra sotto di lei accolga il passaggio d'ombra. Il suo sguardo eterno è fisso sul proprio interlocutore, scrutandone i moti interiori come chi è alle prese con una vivisezione, che osserva le contrazioni involontarie di un organo esposto.] De Sade non è qui, né ha bisogno del vostro perdono o della vostra carità. Ma mi chiedo, quando la maschera dell'ironia che indossate con tanta cura si sarà consumata, quale pensiero vi rimarrà a farvi compagnia nella notte? [Senza rompere la quiete della sua postura, lo sguardo scivola in favore di Sianodel, con asettica precisione.] Invocare la comprensione è solo il disperato tentativo della ragione di porre un argine a ciò che la sovrasta. La comprensione è un'illusione dei viventi per addomesticare l'abisso.
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12 Angolo Fioraio Perbenissssimo. <Fa eco a Corvo, senza nemmeno provare a smorzare un po' il sarcasmo, rinforzando le "s" necessarie a sottolineare il concetto e allungando un'occhiatina a Cormoran - tuttavia con palese difficoltà a trattenere uno sbuffo di risata. Quindi, ancora a Corvo> Si, ma che avete sentito? <Domanda, palesemente non c'ha capito niente del contesto in cui si è infilata. E infatti smargiassa segue Corvo, aggiungendo un "eh, oh, dite che non tengo ragione!" alla sua protesta confusa nelle risate. Si volta verso Cormoran, per assicurarsi che i suoi passi siano ben diretti> Lo accompagniamo? <Gli domanda, alzando le sopracciglia quando il cenno di Corvo fa entrare Sianodel nel suo campo visivo. E alle parole di Cormoran, scuote la testa con tutti i boccoli annessi> no che non lo sapevo. Ma che è, un raduno di pennuti pentiti? <Quindi abbassa la voce, sussurrando per lui> ... <Alza dunque le spalle> Oh bhe, vabbè, andiamo, tanto... <E, impostando la camminata con sicurezza, allarga le braccia e scopre le sue armi aprendo il mantello come un sipario: mostra il nulla, l'assoluto nulla bellico, solo un abito verde a cui è appuntata la spilla da Maestro Concertista e un pendente d'argento con un falco e una piuma azzura in memoria di vecchie glorie. Sta comunque qualche passo dietro a Corvo, sempre alla sinistra del bel Cormoran, ma abbastanza vicina da sentirgli nominare la parola con la G che a giudicare dalla sua espressione sembra arrivarle come la peggiore delle maleparole. Blocca un conato di vomito, portandosi la mano alla fronte, prima di dire> Per tutti gli dei del pantheon, speravo fosse schiattato quello. <E dopo un sospiro, si volta verso Cormoran alzando la testa> Chi dei tre è l'adulto responsabile, nel caso? <E, fermato il passo, alza la mano in direzione di Arida, Veera e Jaenieu> Sia Arte, che meravigliosa serata per un po' di... <Voltandosi verso Valthoren, piegando la voce al dubbio> musica...?
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MFontana <il suono del liuto di Valthoren solletica persino il suo udito mortale, destinandogli quello sguardo privato da ogni intenzione o velleità. Lo incarta tra i sensi il giovane, mimando una girata di mulinello con la mano destra e una tirata di canna con la mancina verso il proprio petto, come se lo tirasse a se: un'alternativa figurata al tiro alla fune. Sorride, affabile abbastanza, pur rimanendo sulle sue posizioni, specie quelle fisiche, al fianco di Arida. Si esime dall'imbellettare parole per l'occasione, che par non tangerlo.> Tutti, mh. <fa eco alle ultime parole di Nayena e gliele da in pasto all'Eldar Iniziato dell'Alba, omaggiandolo con quel cenno del capo. Lascia visivamente il destinatario di quell'attenzione e con stanchezza, palesata da quel braccio sinistro che piegandosi si porta in asse con la spalla, nell'atto di sgranchire la muscolatura, orienta gli occhi chiari su Merrick, fissandola.> Venale, mi piace già di più mia Dar'Khan, sapete quanto io sia avvezzo ad essere più devoto ad una certa ricercatezza, fisica. <gira il braccio che si stava stiracchiando, mostrando ad Arida, alla quale parla, i tagli sparsi della sua ultima invocazione sul Proselito, unitamente a delle ferite - visibilmente autoinflitte - a lama di coltello. Sangue coagulato da poco si intravede su alcune di esse. Il tono di abbassa volutamente, raschiando dal fondo di una gutturalità nascente, che smorza con un mezzo colpo di tosse.> Più tardi e sempre, sapete che adoro confrontarmi con voi in separata sede. <le rifila dello sguardo, confidenziale e smorzato per l'approssimarsi di Corvo. Lascia che sia Arida per prima a rivolgersi all'elfo, mentre il Proselito lascia svettare il mento in alto, rimirandolo da li.> Sciocchezze che portano l'arte della Necromanzia ad essere ciò che è, nemesi. <incombe con un garbo nel tono che non si traduce test'è nelle parole che riserva a Corvo, nonostante i modi eleganti.> Immagino che il De Sade vi sia debitore, ne verrà a conoscenza.
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12 piazza { CORVO staccandosi dall'angolo e dalla penombra che lo nascondeva al suo sguardo distratto, guadagna l'attenzione di uno sguardo che si tramuta in sorriso. Lo stesso che rivolge ad Awerdoro e Cormoran, seppure alla distanza. Ne registra la presenza, in un conteggio mentale che non sposta però di una virgola il suo atteggiamento, fedele a quella richiesta di non belligeranza che solo per questa notte sembra aver bloccato ogni pedina al suo posto della scacchiera } Io invece si, Jerro { la contraddice, ma non si sovrappone mai alla sua voce, studia i silenzi, le pause. Si infila negli interstizi, sempre tenendola al centro del proprio focus, fagocitandone ogni espressione dovesse mai passare sul quel viso che il tempo non sfiora } Io prometto di brillare, fino all'estinzione ultima dei miei giorni. Perché un fulmine è come dite voi, transitorio e repentino. Ma io non sono UN fulmine, Yena { più confidenziale ancora, più intima. Le offre un sorriso che parla di troppo tempo condiviso e di qualcosa simile a un sentimento, che scorre nelle vene vive e forse sedimenta anche nella sacca altrui, in qualche forma non convenzionale } Io sono tutto il fottutissimo cielo. E da quando il mondo è nato non mi risulta che il cielo abbia mai esaurito gli strali da scagliare sulla terra. Perciò brillerò, soffrirò, sanguinerò, cadrò e continuerò a rialzarmi. Ma non tornerò mai indietro nell'ombra, né conoscerò altra promessa se non quella che ho fatto all'Alba. E sarò implacabile, proprio perché Voi mi avete allevata come una figlia dell'Oscurità. Non rinnego nulla. Ma proprio a causa di quel germoglio sarò { si umetta per un attimo le labbra } come il più irriducibile ex fumatore della storia. Una vera spina nel fianco di chiunque anche solo pensi di accendere una sigaretta... giusto per essere prosaicamente comprensibile a tutti { sembra concludere, spostando lo sguardo su Jeanieu prima e Sianodel poi, ma restando in silenzio }
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12 Scalini fontana <un tempo sì mite, in una notte sì oscura. / batte la suola sulla pietra, dura. / fermo e silente rimane il silvano / solo al suo tempo muove la mano. / suono produce dal liuto suo caro / musa ne ispira quel suono cupo ed amaro / adatto però a quel preciso momento / con calma ne affida le note al vento. /> mi permetto, perdonate l'ardire / <alza la mano aspettando NAYENA finire>/ solo in due cose errate e le diro brevemente/ <fa strada la voce chiara tra la gente/> il fulmine è transitorio, questo è vero/ <favella mostrando un sorriso sincero/> ma lascia un segno un marchio che non si risana/ <cerca l'assenso nello sguardo dell'uragana/> e poi la luce nell'ombra non ripiega/ <scuote il dito e col capo nega/> l'ombra appare solo quando qualcosa le si frappone/ <deglutisce poi si toglie il peso dal groppone/> basta togliere l'ostacolo e vedrete quale delle due scompare/ <rimane silente concentra il respirare/ di certo la cardiopercezione/ non mancherà di avvertire la tensione/> MAESTRO quale piacere/ <dissimula cercando un bicchiere/ si alza di scatto con fare diretto/ si inchina vers'egli col dovuto rispetto/ tende poi le puntute verso awerdoro/> faccio del mio meglio, non partecipa il coro/ <indica ora tutti i presenti / sorride imbarazzato mostrando i denti/ infine l'attenzione è rivolta a Sebastiano/ ricambia la fune col gesto della mano/, un cenno solo in sua direzione/ si volta infine verso il dire di merrick con attenzione>
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12 Piazzale I nomi sono di relativa importanza. Possono cambiare come i vestiti, come i volti. Se gli racconterete l'episodio che non a caso vi ho citato saprà chi sono, io credo, e se avrete qualche interesse in merito potrete conoscerlo anche voi. Nessuno di importante, potremmo dire da un lato..<Replica dapprima ad Arida con null'altro che cortesia nella voce; eppure prosegue verso Veera.> ..ma da un'altro qualcuno in grado di terminarvi in almeno cinque modi diversi, se è di fragilità che preferite parlare. Davvero non vedrei ragione di ascoltare inutile retorica da un cadavere parassita e sarei lieto di mutarvi in un secchiello di cenere da donare a de Sade, ma ho del rispetto per le conversazioni altrui. Quindi consideratevi benedetta e aspersa prima di farmi cambiare idea, o fatevi vedere dalle parti del Belvedere quando preferite. Vi mostrerò la vista da molto vicino, cosi non dovrete più pensare a cosa faccio la notte.<Conclude con una mera alzata di sopracciglio, arrivando poi a inquadrare Jeanieu.> Non mi è debitore di nulla, ma in materia di Nemesi è qualcuno con cui credo sarebbe interessante misurarsi, si. Per affinare la tecnica occorre pratica, e in un certo qual modo potremmo dire che sono grato a individui come lui o la vostra amica qui: provvedono materiale per la mia evoluzione.
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12 Fontana (stacca gli occhi da Merrick per un solo, infinitesimale istante, riversandosi su Sianodel con un peso impietoso ed empio, gravato da distacco sovrano e cinico) Chi vi ha dato licenza di esistere a voce alta? (soffia la voce sorda e affilata come una scudisciata tracotante e tirannica. Lo sguardo nero come il firmamento torna a focalizzarsi con assoluta pienezza sulla Signora degli Uragani, Merrick, e riprende a scrutarla la morbosa e gelida intensità con cui si fissa un oggetto prezioso) Signora dei Fulmini, curate il giardino della vostra Alba, fatelo con tutta la passione che possedete. Quando sarà il tempo, quando tutta l'illusione sarà manifesta, quando avrete compreso che la luce è un incanto fallace e menzognero, Voi tornerete a casa ... e io vi accoglierò tra le mie braccia, come la Nera Madre. (assottiglia lo sguardo, aguzzandolo solo per un istante verso Sianodel - l'ultima volta) Macabra Danza. Cercatene il significato, se potete, l'allegoria necromantica. Poi fatevi raccontare di me dalla mia Valmont. Ho sentito tanti gridare inghiottendo ogni sillaba di spavalderia, sperimentandola. Voi sarete la prossima cavia, Mortale: godetevi l'onore di questa attesa e custodite il fiato per l'agonia. (posa lo sguardo poi su Valthoren: ambiguo, viscidamente serpentino. Solo alla fine dichiara) Signori: Morte Domina - che vi piaccia o no. (quindi, dopo un generico taglio ai discorsi, si avvia verso la Via del Fumo, direttiva Nord, assieme ai Necromanti) Cultista, consegnate la vostra staffa al Proselito. Vi attende quella di Ferro nelle catacombe. (la notte dunque se la prenderà presto)
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1112 Piazza <Ora riesce a stabilizzare il respiro e riprendere a camminare dritto sulla schiena, riportandosi in una postura eretta. Le mani vanno a congiungersi dietro la schiena ed il respiro si fa più pacato. Gli occhi azzurri sono per SIANODEL a cui dona un cenno del capo, quindi MERRICK> Nuctemeron Uragano <quindi su NAYENA> Nuctemeron Vox, i miei omaggi. Il mio alter ego demone avrebbe volito molto incontrarvi, ma non ha fatto in tempo <spiega con tono quasi dispiaciuto. Poi spazia su VEERA e ARIDA> Allievi della Vox <saluta rispettoso anche loro per poi concludere su VALTHOREN, che osserva pensieroso> I Necromanti usano poteri magici o mistici, Iniziato? <gli domanda a freddo, provando poi ad indicare col mento la FALCE di NAYENA> Quindi se doveste usare un Intessere sulla falce della Vox Mortis, cosa potreste scoprire secondo voi? <gli domanda> Inoltre vorrei farvi notare una cosa <aggiunge> La situazione è tranquilla e rimarrà tale. Ma voi siete idealmente in prima linea <cerca di scostare lo sguardo puntano verso MERRICK poi verso NAYENA> Di fronte a una persona con dei poteri decisamente importanti <sospira con fare appena più dubbioso. Quando lo vede voltarsi verso MERRICK si acciglia> Ragazzo. Sono consapevole che l'Uragano abbia diversi validi argomenti per essere osservata. Ma io sono qui, e vi ho fatto alcune domande <sospira per poi annuirgli al suo parlare in rima. Si volta verso VEERA> La frase sulla comprensione è vostra o l'avete letta? <indica VEERA a VALTHORNEN> Vi scambio con lei, niente di personale <gli nasce un mezzo sorriso sulle labbra sottili> Come state Iniziato? <gli domanda più pacato in ultimo>.
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11 Piazza Argine? [Gli costa un paio di secondi d'esitazione, lo scollarsi dal disturbo di trovare nel mazzo un Corvo diverso da come lo ricordava, e tutt'ora non ha la certezza, poiché volente o nolente Veera esige la propria attenzione, e l'Elda gliela concede con ritrovato slancio] La conoscenza non è il mero tentativo di spiegare ciò che non si conosce. Di dargli una forma affinché le menti non ne vengano travolte. Ma bensì di padroneggiarlo. [Così lapalissiano che l'alzata di spalle è un automatismo capace di spezzare la serietà della postura, senza però segnarne la caduta definitiva. L'asse chakrale è resiliente e lo tiene tutto sommato dritto e composto. Anche quando oltre i Necromanti sagome in principio indistinte vengono sotto la luce delle fiaccole che illuminano pigramente la zona, irradiando fino a sbiadire in prossimità del punto dove si trovano] ... [E se quella sera poteva esserci una forma di calore sulla piega della bocca maschile, che non fosse esclusivamente dedicata alla Signora degli Uragani, il suo sorgere è da attribuire alla venuta del dinamico duo di Falco e Musicante. Un cenno della testa fa ruba mazzo di tutte le cerimoniosità varie ed eventuali] Me la sono presa. [Sancisce immediato, ruotando il viso di scatto su Nayena. Punto sul vivo. Attraversato da un artiglio di gelo che è un miscuglio di varie sensazioni sgradevoli] E indovinate un po'; [Salta in corsa sul treno di Merrick, fatto di pugne e ferite] tutte queste cose non le farà da sola. [Dal mazzo ripesca Nayena] A conti fatti, quest'Alba ha molti più raggi di quanti riuscirete mai a spegnerne. [La ghigliottina degli incisivi sul labbro inferiore pare voler frenare parole o opere, guardandola voltarsi. Mezzo passo avanti fermato da un momento d'esitazione fornito da Gaenmroth alla periferia del cono visivo. Un cenno della testa prima che chiami a raccolta ossigeni nelle vie respiratorie, assieme ad una generosa dose di pazienza]
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11 Piazza <ricambia il saluto di Arida con un cortese cenno del capo, mentre a Veera concede uno sguardo perplesso, le sopracciglia si alzano mentre ascolta le sue parole, poi si volta verso Corvo> Questa dev'essere quella gentile e simpatica di cui mi avete accennato! <fa un sospiro scuotendo il capo una volta, poi si volta a cercare Awerdoro, incrocia lo sguardo di Merrick e le lancia un sorriso accennato nella sua direzione. Torna a cercare Awerdoro e la ritrova al suo fianco> Ah, eccovi! <ascolta divertito le sue parole> Temo che l'adulto non metterebbe piede in questa piazza stasera, quindi sospetto tocchi a voi, Maestra! <le concede un gentile sorriso sghembo mentre la indica sulla punta del naso con la destra>
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MMolto bene. <replica a Corvo con un tono pacato, mirato e ossessivamente calmo, mantenendolo nelle proprie mire. Un blando effimero sorriso di cortesia termina le proprie parole e un rapido cenno del capo, Occhieggia di rimando la lezione di Gaenmroth senza replicare, e allo stesso modo prende sotto occhio anche Veera.> Dunque Mors Dominat a voi tutti <prende così il via a fornire il congedo fermandosi alle ultime parole di Nayena. Lo sguardo cade su Jeanieu, mentre un sinistro sorrisetto di venale prodfonda soddisfazione le si dipinge sul volto, lasciando illuminare lo sguardo di una fame ancora più prepotente. > Sarà Fatto Voce..<replica mentre le vie iniziano a inghiottire i quattro necromanti, lasciando a Jeanieu la possibilità di Afferrare la STAFFA che gli viene così CONSEGNATA.> //
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11 [L'intrusione di Awerdoro viene accolta con la solita, impeccabile atarassia. Merita soltanto un'ulteriore, glaciale occhiata d'argento. La risposta dell'Antica giunge come un soffio di seta, limpida e priva di foga.] Se è di musica che bramate parlare.. beh preferisco altre composizioni. Le nenie sommesse e melodiose che accompagnano il lento, ineluttabile scorrere del sangue. L'armonia dei battiti che cedono al silenzio. [Poi, lo sguardo d'argento torna ad inchiodare Corvo, accogliendo tutto. Lei preserva un'immobile compostezza, una calcolata pacatezza nel tono e il pieno, sovrano dominio di ogni moto interiore - perché non c'è di fatto. Per tutta risposta dimora sulle labbra un quieto, impercettibile sorrisino, mentre le dita affusolate sfiorano con grazia le incisioni dei glifi sulla Staffa.] Cosa facciate la notte non rientra lontanamente tra le mie preoccupazioni, così come nulla di quanto ha appena vanamente udito il vostro orgoglio. Con le vostre orecchie appuntite potrete anche captare le nenie di questo mondo, o sognare cinque modi per distruggere ciò che non comprendete, ma le minacce e i proclami li lascio volentieri a chi ha ancora bisogno di parole per convincersi della propria esistenza. Io preferisco di gran lunga i fatti. E i fatti appartengono allo Spirito, non alle contorsioni di un ego ferito. [Quando Nayena sancisce il definitivo taglio del discorso, la provocazione di Gaenmroth sulla frase "letta o propria" trova varco nell'aria. Potrebbe leggersi un distacco abissale nella sua mossa, un'elegante chiusura della parentesi analitica concessa a quella massa mortale - Sianodel compreso. Si riavvolge con maestosa compostezza nel pesante mantello di seta damascata color rosso profondo. Affiancando il piccolo corteo di Necromanti comincia a ritirarsi verso la penombra della Via del Fumo, sicura come chi muove i suoi passi nel mondo con la certezza solenne di aver inciso nella psiche di chi resta una cicatrice invisibile, ma indelebile.]||
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MFontana <e se balzella gli occhi dal viso alle labbra fotoniche di Valthoren, al quale annuisce in una sorta di trance improvviso. Si ridesta con quello scossone delle spalle alle parole che Merrick destina a Nayena. Alterna tra le due gli occhi, così assottigliati da renderlo fin troppo concentrato, tant'è che il resto momentaneamente rimane in dispare, tranne una. Quando la Voce si rivolge a Sianodel, il giovane Proselito non lo degna di sguardo, semplicemente per la concentrazione che riversa sull'eterna di casa.> Bom. <esordisce in poco meno di un sussurro, soffiando quel verso onomatopeico a labbra appena protese. Si ciba del racconto del ritorno tra le schiere nere di Merrick e con quella sonnolenza tipica dei viventi, dopo un viaggio lungo in mare, annuisce con sorriso appena più smorzato.> Un monito di tal guisa dovrebbe farvi apprezzare ogni granello nella clessidra del tempo, Signore. Fino a giungere a compimento. <prende la parola rivolgendosi a Sianodel, non prima che la Voce di Morte abbia ultimato con lui e sbatte le palpebre qualche volta in più, pantomima improvvisata. Le parole di Nayena lo fanno quasi trasalire sul posto, la guarda in viso per la prima volta, ricalando il volto, in prostrazione. Ricercando poi Arida e la Staffa che gli porge.> Mors Dominat! <allunga la mano destra verso la STAFFA che passa da Arida a lui, con quel guizzo repentino che accende lo sguardo di soddisfazione e comunione d'intenti. Nemmeno le parole copiose di Sianodel lo faranno voltare verso quest'ultimo, le dita della mandritta si avviluppano attorno alla Staffa d'ossa e gli occhi disegnano il movimento di quelle articolazioni.>
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11 piazza cavie { se ne esce così, di punto in bianco, apparentemente senza alcun filo logico. Ma quel filo esiste e forse Veera non avrà difficoltà ad afferrarne il capo, quando il suo sguardo scuro si poserà di nuovo su di lei, mentre le labbra si plasmano in un sorrisetto } a quanto pare non siete la sola ad apprezzarle { terminerà difatti per lei, avallando le parole di Corvo, ma senza mai aggiungere alcunché di minaccioso. Invece sospira, come se la notte ormai ampiamente dispiegatasi sulla piazza avesse finito per consumare la sua disponibilità } Avreste potuto sfruttare meglio il tempo che vi era stato concesso { dichiara, ma è rivolta a tutti, bianchi e necromanti indiscriminatamente } per fare domande e avere risposte. Questa notte, il tempo si è fermato. Questa notte un'invisibile bandiera bianca ha sventolato per un po' sulle nostre teste. Non ce ne saranno altre. Non ci saranno altri interludi pacifici e colloquiali { dichiara con cupa consapevolezza, poi un suono simile a un ringhio le strozza la gola. Arriva quando Nayena minaccia Sianodel, facendole volgere immediatamente il capo verso di lei } Ah non credo proprio { dirama quell'avvertimento fissandola con una ferocia che l'altra saprà ben riconoscere per quello che è } Al prossimo incontro Yena, e a tutti quelli che seguiranno. Comunque vadano, io e voi ci incontreremo ancora e ancora, ma sempre fronteggiandoci, mai fianco a fianco. Mai più { reitera, poi piega il capo concedendole un omaggio filiale, o quello che più al mondo per lei potrà mai avvicinarsi ad esserlo } Nuctemeron a voi Necromanti { sfila sulle falci una per una, attardandosi il giusto su ognuno di loro, per terminare su Jeanieu verso cui mima col solo labiale un } BOOM {prima di voltarsi e tornare verso i Bianchi e i nuovi giunti con Sianodel e Corvo } Una serata diversa dal solito, quanto meno { annuncia, abbozzando l'ipotesi di un sorriso } Arcanista, non mi ero accorta del vostro arrivo, Nuctemeron.
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11 Piazza <Il sorriso di Merrick viene accolto, forte e chiaro in quella notte metaforicamente temporalesca, e viene ben ricambiato con uno dei suoi più ampi. Non si intromette però in quella diatriba su luce e ombra, lei meschina in quella forma da mortale viandante, ignuda del ferro affilato necessario ad allungar le braccia lì dove la favella non arriva. Resta quindi gongolante a farsi scudo dietro la minacciosa presenza armata di Cormoran, ma ancor più minacciosa tranquillità del Corvo, che lascia al suo gracidar quieto l'onere di spiegare cosa nasconde sotto la livrea. Verso Cormoran rivolge un sorriso sornione, domandandogli> E voi vi fidate di mettervi in mano mia? <Ma nulla, nulla in quel momento può competere come un buon richiamo di Musa tanto aggrazziato come quello concesso da Valthoren, che in quel rimeggiar di parole e azioni cattura la sua attenzione> Perthemis, gambelunghe, che rime incasellate / ditemi, di grazia, che non eran preparate! <Si stacca dal piccolo gruppo giusto qualche passo, giungendo alla fontana, e per salirci sopra s'alza pure la sottana> Una miseria indegna, sprecarle in questa sede / che d'Arte siete colmo, eccome se si vede. <Percorre il bordo a svelti salti d'infante senza briglia, sperando che non cada nell'acqua, o chi la piglia? A Valthoren concede la riverenza e un cenno, e di tutto questo caos pare aver perso il senno. Ed è riempiendo il petto, scandendo l'armonia, che all'elfo ora rivolge un canto in sinfonia> Se Arte voi portate, e volete pure un coro, giàcche voi siete esperto... dov'è dunque il decoro? .·´¯).·´¯).·´¯)
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11 Piazzale Che posso dirvi, in un modo o nell'altro mi faccio sempre nuovi ammiratori.<Replica con un'ipotesi di sorriso alle parole di Cormoran.> Voi due però state assai bene fra le nostre bianche fila: magari vi hanno divertito le sue vesti, ma trovo che vi starebbero altrettanto bene, qualora voleste cimentarvi in un cammino diverso. Uno certamente più impegnativo, ma potrei forgiare da voi una lama affilata, tanto letale quanto luminosa.<Prosegue poi verso Awerdoro.> Circa voi, reputo la musica una Magia nondimeno da ogni altra sua branca, è verosimile che ne sappiate più di me. Quindi perchè non provare, se quelle vostre mani volessero apprendere a imbrigliare più che le corde di uno strumento. Magari sapreste suonare altrettanto bene anche quelle del Tempo e dello Spazio. Pensateci, tutti e due.<Infine lo sguardo torna su Veera.> Non è lontanamente tra le vostre preoccupazioni, cosi tanto che è la prima cosa che avete menzionato.. Buffo, non trovate anche voi? Ma siete una sbarbatella divertente, ve lo concedo. Qualora di fatti vogliate fare più che parlare, dove trovarmi ve l'ho appena detto. Allenatevi prima però, o a furia di oboli non vi rimarrà nemmeno un nichelino per nonno de Sade. Buon rientro nelle Fogne, ad ogni modo.<Conclude serafico, arrivando infine a tornare con lo sguardo fra Gaenmroth, Sianodel e Merrick.> Sono sinceramente stupito che non sia finita in rissa. Al posto che a un bancone dovrei candidarmi per la santità, si. Andrò a cercare la Voce della Bianca Madre per discuterne. Con permesso.<Cenno di congedo in favore di tutti, e torna a incamminarsi verso la Via del Fumo.> //
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MFontana <come in controtempo, si volta verso Corvo, impugnando la Staffa d'ossa si, ma per nulla mutato in quella faccia da schiaffi come nello sguardo che gli riversa su.> Mors Dominat, fate un dignitoso rientro. E in quanto al De Sade sono certo che ne avrò gaudio nel sapere che lo attendete. <osserva la direzione presa da Arida, che scompare dalla piazza del tutto.> Quanto all'Adepto di Carne che era al mio fianco... non è materiale che vi possa interessare. Cercatemi tra qualche luna piuttosto, penso di potervene dare a sufficienza, se lo abbisognaste. <gli lascia le parole mentre l'altro va, purtroppo, relegando quella sciorinata del capo a mo di saluto. Il BOOM di Merrick viene colto, in quella virata del viso, lasciante Corvo. Ammicca lei, con quel visino affilato e impertinente che scivola verso la spalla destra.> Mors Dominat, mi auguro a presto. <muover verso Nayena, seguendone il passo finché la notte non li ammanterà materna fino al ritorno alla Necropoli.> //

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11 Scalini fontana <sospira all'udire le parole della voce di morte, scuote il capo serrando le labbra una contro l'altra> Nuctemeron <esclamerebbe poi verso chi viene e chi va, per rivolgere poi la completa attenzione all'arcanista facendo spallucce> maestro <prende una breve pausa alzandosi adesso da quella posizione seduta> la biblioteca è così piena di libri, sapete, ne ho letti un bel pò in questo periodo, ma <piega ora la testa di lato> un pò a casaccio, senza una guida. non so neppure cosa sia un necromante, per quanto mi riguarda quella che voi chiamate Vox era un'amica dell'uragano, tale è stata appellata, ed in quanto tale non ho avuto timore. <sorride nella beata ignoranza, favellando con totale convinzione verso il mezzelfo> io sto bene, vi ringrazio per la vostra dritta di recarmi al bosco dei lamenti. l'arcistrega è stata, come dire <solleva lo sguardo a cercare gli occhi di gaenmroth> illuminante. <tossisce infine indicando con un cenno del capo indicando SIANODEL a GAENMROTH> e di certo non è il caso di elencarli ora <ricambia il suo mezzo sorriso> senza offesa, anche io vi scambierei con lei <indica ora VEERA a GAENMROTH. lascia ricadere ora il liuto che si riporrebbe cadente, tenuto dalla tracolla, sul fianco destro. un sorriso verso awerdoro gentile inizia a favellare> rime? <domanda inarcando il sopracciglio> forse era intensa la mia musica suonata, vi è parsa ascoltarla in rima baciata? in ogni caso non occorre preparare qualche piccola rima, ma vengono meglio accompagnate da qualche bollicina <sorride rimando adesso in sua risposta> di grazia, il nome che appella questa melodiosa voce? <si inchina verso la riccia esclamando> valthoren sylveran è il mio nome, mago di professione, cantastorie per passione.
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11 Piazza [Lo scatto di Merrick arriva inavvertito quanto basta da fargli irrigidire le spalle, cercandone la destra con la mano sinistra rimastagli libera dal principio della serata. Un tocco leggero. Che sappia un minimo di conforto. Un contatto che non ha neanche bisogno di parole affinché il messaggio possa giungere e tentare di mettere radici lì dove sarà possibile. Un gesto che però è anche costretto a sciogliersi, dando le spalle alla direzione intrapresa dal quartetto] Già. [Ciancica in risposta all'ultima frase del Corvo, sul quale riporta occhi che finalmente riescono a concedersi un esame un poco più lungo di quanto abbia potuto perpetrare fino a quel momento. E nulla, gli fa comunque strano. Lo si intuisce facilmente dalla piega delle labbra. Una diagonale corretta da qualcosa d'amaro] Se non fosse per la voce avrei impiegato parecchio prima di capire chi avevo avanti. E ancora adesso ho qualche dubbio. [Ma oltre quell'appunto, c'è solo il cenno con cui accoglie la dipartita del Custode] Gaenmroth; sbucate fuori sempre nei momenti più strani. [E non suona di sicuro come un rimprovero. Quanto più come una constatazione fatta e finita, che non gli lascia neanche il tempo d'attardarsi, rivolgendosi in favore di volti altrettanto noti] Strana circostanza per rivedersi dopo aver lasciato il Castello. [fagocita sia Awerdoro che Cormoran in un solo colpo d'occhio] Dovremo creare una circostanza meno... ansiogena. [Impiega un attimi di troppo per scovare il termine, ma alla fine lo trova. E pure Valthoren, irriducibile menestrello, che solo il guardarlo gli scuce mezzo sorriso] E' ora. [Sostiene ma lo domanda anche, cercando sul viso di Merrick il favore] E' stato un piacere. [Tenta di tagliare corto, aggirando la Signora degli Uragani passandole da dietro, per conquistarne il fianco destro, di nuovo. Il palmo mancino tacitamente offerto lungo la strada che li riporterà a casa] ||
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11 Piazza <Rimane in silenzio ad osservare il congedarsi dei NECROMANTI verso cui dona un cenno rispettoso del capo come saluto. L'attenzione passa a MERRICK e al suo benvenuto> Eravate impegnata. Decisamente serata diversa <le annuisce con calma sospirando> Ho fatto ciò che dovevo fare. Non ciò che avreste fatto voi. Anche volendo la differenza di potere non me lo avrebbe permesso <espira con calma> Ma sto bene, non vi preoccupate. Mi prenderò qualche giorno come vi avevo accennato, iniziando già a lavorare col signorino <si volta in favore di VALTHOREN che ora ascolta con attenzione> Ah <commenta soltanto, con una leggera sorpresa> Beh, allora capisco <sospira pensieroso> Inizieremo a farci qualche giro insieme. Vi porterò a conoscere diverse realtà di queste terre che è necessario conosciate <poi si sofferma un poco, andando a guardare Awerdoro. Si rivolge però a VALTHOREN> Meglio lei della necromante, decisamente <prova a confidargli e quindi sospira> Fate con calma e godetevi questo momento spensierato. Sono importanti anche questi. Io vi attenderò più avanti <rivolge un inchino, quindi verso MERRICK e SIANODEL> Inizio ad avviarmi, attenderò io l'Iniziato e lo riporterò con me al Bastio con il Cancello. Nuctemeron Uragano <quindi su SIANODEL> Sian <saluta iniziando poi ad allontanarsi verso i margini della piazza> //
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11 Piazza <ascolta con più leggerezza le parole di Corvo, ora che Arida e Veera hanno rimosso la loro presenza, ma scuote il capo> Mio signore, state facendo proselitismo? State abbaiando all'albero sbagliato, temo! <gli concede un sorriso amichevole, poi si volta verso Awerdoro per ritrovarla a dare spettacolo sulla fontana. La mancina si stacca dalla spada, ora, per andare a planare con il palmo sulla sua faccia. Mormora esausto> L'abbiamo persa, pure lei. E pensare che a sentire quelle due <indica Nayena e Merrick> credevo che la Maestra Awerdoro fosse quella più sana. <annuisce al cenno di congedo di Corvo> Aspettate un istante, veniamo con voi! <TENTA di percorrere nel minor tempo possibile lo spazio che lo separa da Awerdoro. Con la mano destra estesa in avanti, CERCA di afferrare il colletto di Awerdoro prendendola alle spalle per poi portarsela dietro quasi come un cartone animato, un solo sguardo a Valthoren e poi via. verso la Via del Fumo e sparire così nella notte> //
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11 Piazza <Si volta verso Corvo, accogliendone il giudizio, e guardandola con l'espressione più ittica che le possa venire si punta l'indice giusto al petto> Chi, io? Al massimo vi posso cantà una canzone. <Scuote la testa, ancora in piedi sul bordo della fontana, che le regala quelle cannelle in più che la fantasia concede alle dame del Granducato ma purtroppo, a lei, no. Verso Veera ora risponde più seria> Anche le nenie sono grate alle Muse, c'è tempo e luogo per ogni cosa però. Stasera è andata così. <Salta giù dalla fontana, concedendo un altro cenno del capo a Valthoren> Awerdoro, libero di storpiarlo come preferite. Ma se cantate storie con così tanta passione con cui avete suonato - che sì, m'è parso proprio di sentir rimeggiare il vostro liuto - non sprecatela così che è peccato. Me lo ricorderò, il vostro nome. <Gli rivolge un sorriso compiaciuto, piegando il busto per un'ulteriore riverenza, che viene interrotta dalla rimozione coatta che le impone Cormoran> SI, SI, ho capito! Abbiamo dato spettacolo, mo ce ne possiamo... <E mentre viene trascinata via dall'uomo, sventola la mano in saluto a Sianodel, Merrick, Gaenmroth, Valthoren, Jeanieu, Veera, Arida, Nayena e tutti i bianchi e neri vestiti della serata. Un'ultima domanda si perde nelle ultime parole, e la rivolge proprio all'adulto più responsabile della piazza> ma che, seriamente c'ha chiesto... <e gli rivolge un'espressione piuttosto scettica, in memoria dell'appena passata figura da saltimbanco e occhieggiando verso il lucente pomo della spada del Guardiano, ultima nota brillante che si perde nel buio dei vicoli> //
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11 piazza { benché non abbia concesso per tutta la sera, alcun indizio sulla tensione che l'ha attanagliata, ora e solo ora al fianco di Sianodel e fra bianchi e amici, può rilasciare la linea tesa delle spalle e concedersi un lunghissimo sospiro di decompressione } Prima o poi, del resto, doveva accadere { commenta, verso tutti e nessuno in particolare. Lo scambio di rime fra Awerdoro e Valthoren le fa rimpallare lo sguardo da uno all'altra in rapida sequenza, mentre un sorrisetto le tira all'insù le labbra }Tra rime che rimbalzan sul selciato | a tarda notte e sotto un cielo stellato | mi spengo qual lume al lumicino | e verso il letto, lesta m'incammino { annuncia, raccogliendo nella propria la mano di Sianodel e intrecciandovi le dita } Non mi importa come, Arcanista. Solo che sia stato fatto, e state bene. Di tutto il resto, ce ne occuperemo a tempo debito { spende per il mezzo quelle poche parole, assegnando al suo indirizzo un cenno del capo } Nuctemeron { saluta, poi sposta lo sguardo su Awerdoro e Cormoran alle prese con Valthoren } Temo di dovervi salutare, è stata una lunghissima giornata e una serata... beh impegnativa. Ma è stato un piacere, anche solo rivedervi di sfuggita { alla fine, la stanchezza emotiva e fisica avranno la meglio. Lascerà la piazza con Sianodel, semplicemente camminando fin quando LEVIOSA non li soccorrerà entrambi portandoli comodamente via }
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11 Scalini fontana Uragano, credo di parlare a nome di tutti facendovi <alza leggermente il tono scandendo le parole> Sentite Raccomandazioni <torna indi a parlare normalmente abbozzando un sorriso> di non fare avverare mai quanto detto dalla <ripete le parole usate> Vox <accompagnate da una piccola involontaria smorfia.> vi raggiungo subito <proferisce dando un cenno convinto rivolto a gaenmroth. per poi voltarsi verso cormoran ed awerdoro per dar loro un ultimo saluto> awerdoro <ripete> melodioso come la vostra voce <le sorride> possano le nostre strade incontrarsi ancora. magari anche le nostre voci. nuctemeron <saluta i due, da un cenno a sianodel e merrick e raggiunge gaenmroth per seguirlo chiacchierando fino al bastio //
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