Il Giudizio delle Nebbie
Al Teatro del Giglio, Eydan conduce una rappresentazione sulla distruzione di carne, mente e identità, interpretata da Lyndimer, Amaltea e BlackBerry. Le musiche di Ergot alla ghironda e Awerdoro al bodhrán accompagnano lo spettacolo, coinvolgendo il pubblico in una riflessione sulla perdita.
Palco Musica: Bodhran Awerdoro ~≈¸.•´¯`•.¸≈~≈¸.•° Ad occhi chiusi e mento basso, ascolta lo scivolare della ghironda tra la nebbia scenica e modifica appena l'inclinazione del BODHRÁN, con la mano sinistra che preme dall'interno contro la pelle tendendola e rilasciandola per alterarne la risonanza. Il polso destro accelera gradualmente, alternando colpi pieni a tocchi più brevi, talvolta ravvicinati in brevi successioni irregolari per cadenzare con i suoi accenti ritmici lo scandire rimato della narrazione. Il capo rimane chino, ma le spalle seguono impercettibilmente l'andamento della percussione, senza lasciarsi distrarre da un boccolo che le sfugge sulla fronte da sotto il velo. Ammorbidisce il polso e alcuni battiti perdono forza, lasciando cedere la bacchetta sotto il peso della propria mano. // DAL SILENZIO EMERGE UN BATTITO PROFONDO E LONTANO CHE SI DESTA NELL'OSCURITÀ. I COLPI DEL BODHRÁN SI SUCCEDONO LENTI, GONFIANDO IL VELO IMPALPABILE DELLA NEBBIA, PER INTENSIFICARSI AL RITMO DI UN CUORE AFFATICATO. UN BATTITO ANCORA VIGOROSO, POI UNO PIÙ DEBOLE, E LA PERCUSSIONE SI FA CEDIMENTO: OGNI COLPO SPEZZA UN RESPIRO, FINCHÉ IL VIGORE INIZIA A TRASFORMARSI IN UN LENTO E INEVITABILE DISFACIMENTO. °•.¸≈~≈¸.•´¯`•.¸≈~
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7 Platea Rolando senza emettere suono alcuna sventola una mano alla volta di Paradisea e quando Ergot prende a suonare la ghironda il labbro inferiore increspa in un sorriso poi lo sguardo saltella da awerdoro a blackberry e infine su amaltea . Segue con cura l avvicendarsi sul palco mentre la punta della coda ondeggia a tempo
7 Platea Rolando senza emettere suono alcuna sventola una mano alla volta di Paradisea e quando Ergot prende a suonare la ghironda il labbro inferiore increspa in un sorriso poi lo sguardo saltella da awerdoro a blackberry e infine su amaltea . Segue con cura l avvicendarsi sul palco mentre la punta della coda ondeggia a tempo
Palco Cerimoniere <Attende che i tre Artisti abbiano concluso le rispettive declamazioni, rimanendo immobile al centro della scena. il CERIMONIERE avanza ancora una volta di un passo, lasciando che il lungo mantello nero scivoli sul pavimento alle sue spalle.>E stanotte giudicheranno carne, mente e nome,/spezzeranno ogni legame, consumeranno ogni forme./E ciò che resterà, se pure resterà intero,/non sarà più ciò che visse, ma un riflesso menzognero.<Solleva la mano destra all'altezza del petto, mostrando tre dita distese verso il pubblico. Ne ripiega una alla volta, accompagnando ciascun movimento con la propria voce> Avete udito la carne piegarsi al suo destino,/la mente perdere il varco, il legame farsi supino./Avete udito un nome svanire senza appello né ritorno:/ecco il giudizio delle nebbie, ecco il loro oscuro giorno.<Quando pronuncia il giudizio, la mano si chiude completamente e viene portata con lentezza contro il petto. Permane così per alcuni istanti, poi distende nuovamente il braccio verso il pubblico, con il palmo rivolto verso il basso. Infine si ritrae di mezzo passo, lasciando nuovamente spazio ai tre Artisti.>
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8 Palco [Distruzione della Carne] <fa qualche passo indietro e discute con gli altri artisti mentre Eydan si porta avanti e continua il suo monologo. Al termine ancora una volta cammina e si affianca a Eydan nei panni della Voce Guida e con voce autoritaria> Non v'è gloria nella carne, né eternità nel respiro <la mano prima viene portata in avanti con un braccio teso verso l'alto e il pugno che pian piano si apre. La testa poi cade di nuovo ad osservare una fittizia fila davanti alla prima fila> ogni materia si dissolve nel suo muto martirio. <mentre lentamente il capo sale il tono di voce va in crescendo fino al termine del versetto> E ciò che si credeva tempio, vigore, legge e vanto, <ed ora osservando direttamente tutto il pubblico conclude con la certezza di chi sa> diviene polvere e cedimento, rovina, silenzio e pianto. <conclude con un respiro rilasciato all'improvviso, restando in posa statuaria con la mano che indica il pubblico>
7LPalco mascherata|MENTE <mentre Eydan riprende la parola, retrocede di alcuni passi, tornando a immergersi nella penombra del retropalco, laddove i veli grigio cenere che ne avvolgono la figura finiscono per confondersi con le nebbie. Permane immobile durante la declamazione del Cerimoniere, con il capo leggermente reclinato e le braccia abbandonate lungo i fianchi. Soltanto quando giunge nuovamente il proprio turno, torna ad avanzare, questa volta con un'andatura meno regolare. Il piede destro accenna un passo che rimane incompiuto, s'attarda per un istante, prima di riprendere il movimento e ritrovarsi al fianco di Eydan. La maschera dal volto cereo si rivolge alla platea, mentre la voce si leva con una cadenza lenta, quasi trascinata> Ho sentito la nebbia entrare piano nel ricordo/, mutar voce ai miei frammenti, far del vero un suono sordo /< lascia sfumare le ultime parole, volgendo lentamente il volto mascherato dapprima verso Lyndimer, quindi verso BlackBerry. Su quest'ultimo indugia qualche istante, con il capo appena inclinato di lato, prima di tornare a osservare il primo artista. La maschera conserva la propria immobilità inespressiva, mentre gli occhi, incorniciati dalle profonde ombreggiature scure, appaiono vacui, privi di qualsiasi scintilla di consapevolezza. Un breve irrigidimento del collo precede il ritorno del volto verso la platea, mentre la voce riprende con un tono più flebile e incerto> Un nome fugge dalle labbra, un volto perde il contorno/, e ciò che pareva saldo si dissolve senza ritorno/ < questa volta è la mano sinistra che torna a sollevarsi e raggiunge lentamente il margine inferiore della maschera, sfiorandolo con la punta delle dita. Vi indugia per qualche istante, prima di discostarsene con un movimento improvviso. Il capo si abbassa, le braccia ricadono lungo i fianchi e la figura rimane immobile, accanto a Eydan>
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8 palco mascherata|IDENTITA' [Quando Eydan riprende la parola, arretra di pochi passi, lentamente, raccogliendosi in una piega d'ombra sul palco. Le spalle si incurvano, il capo si reclina verso la spalla sinistra, respira così piano che anche il petto sembra non sollevarsi affatto, complice anche gli abiti ampi. Offre alla PLATEA e a chi la popola la disturbante MASCHERA BIANCA che le copre integralmente il viso, lo sguardo che scivola irrequieto tra gli spettatori dai suoi fori scuri. E poi torna indietro lo sguardo, per un momento, a chi le è vicino: Lyndimer e Amaltea, carne e mente. Della seconda intercetta lo sguardo, per un breve momento.] Questa è la distruzione più perfetta e più spietata, / lascia il corpo ritto in piedi e l'anima cancellata. / [Alza il braccio destro e mostra il palmo della mano destra al PUBBLICO. Poi indirizza l'arto verso la maschera, le dita che sfiorano, attraverso i polpastrelli, una delle crepe, con estrema cautela.] Non ha bisogno di urla, né di ferro o di pena, / basta il vuoto di un nome che non risponde più alla scena. [E l'arto scivola lungo la superficie liscia della maschera, seguendo la frattura fino all'altezza della bocca, una linea piatta e bianca. Attraverso l'ABILITA' di *SUGGESTIONE*, BlackBerry può essere in grado, attraverso l'interpretazione e la voce, di trascinare il bersaglio, per un breve periodo, nel mondo raccontato tramite la propria opera. Le capacità dell'artista potrebbero essere così profonde e incisive tanto da creare nello spettatore l`illusione di trovarsi in quella stessa opera. Quel che si dice "sognare a occhi aperti". | Durata: 3 TURNI | Bersagli (max 2): Rolando, Paradisea | Padronanza: Erudito (III).]
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8 Platea Do un tratto si sente come presa
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8 Platea paradisea ascolta la musica di sottofondo socchiudendo gli occhi e annuendo a ritmo della stessa. Alle parole di Eydan ascolta attentamente poi volgendosi ad osservaere amaltea e lyndimer ed infine blackberry e da lei iniziare a sentirsi presa sognando ad occhi aperti
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8 Platea paradisea ascolta la musica di sottofondo socchiudendo gli occhi e annuendo a ritmo della stessa. Alle parole di Eydan ascolta attentamente poi volgendosi ad osservaere amaltea e lyndimer ed infine blackberry e da lei iniziare a sentirsi presa sognando ad occhi apertiJ5IJKLMNOPQ45E
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8 [Primo Musicante: l'Ombra] Ergot °¤.¸(¯`...´¯)¸.¤°´¯`muove la mandritta verso quella sorta di manovella, il cranio è chino verso lo strumento che suona - un feral brillio ne percorre il nero sguardo, con la Bestia che fagocita nella carcassa. Le dita della mancina si fanno verso i tasti dello strumento, cercandoli con le dita mentre il piede sinistro pare appena si rialza con la punta, appresso alla cadenza della sonata che compie assieme ad Awerdoro in quell'opera. // LE NOTE DELLA GHIRONDA CONTINUAN A SUSSEGUIRSI, SI SEMBRA MISCHIARE ALLE VIBRAZIONI DEL BODHRAN, A QUELLE CADENZE SCANDITE DALL'ALTRO STRUMENTO - CERCANDOSI IN UNA COSA SOLA, IN UNA MELODIA CHE SOLENNE RENDE GIUSTIZIA ALL'OPERA IN ATTO NELL TEATRO DEL GIGLIO´¯`°¤.¸(¯`...´¯)¸.¤°
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8 [Primo Musicante: l'Ombra] Ergot °¤.¸(¯`...´¯)¸.¤°´¯`muove la mandritta verso quella sorta di manovella, il cranio è chino verso lo strumento che suona - un feral brillio ne percorre il nero sguardo, con la Bestia che fagocita nella carcassa. Le dita della mancina si fanno verso i tasti dello strumento, cercandoli con le dita mentre il piede sinistro pare appena si rialza con la punta, appresso alla cadenza della sonata che compie assieme ad Awerdoro in quell'opera. // LE NOTE DELLA GHIRONDA CONTINUAN A SUSSEGUIRSI, SI SEMBRA MISCHIARE ALLE VIBRAZIONI DEL BODHRAN, A QUELLE CADENZE SCANDITE DALL'ALTRO STRUMENTO - CERCANDOSI IN UNA COSA SOLA, IN UNA MELODIA CHE SOLENNE RENDE GIUSTIZIA ALL'OPERA IN ATTO NELL TEATRO DEL GIGLIO´¯`°¤.¸(¯`...´¯)¸.¤°.gif)
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8 Platea Di un tratto si sente come preda di un sortilegio. Tutto ciò che è intorno a lui pare scomparire e la protezione di sé stesso è parte della vicenda. Di colpo anche lui alza la mano destra rivolgendo il palmo verso il PALCO.Un accordo dissonante della musica genera come un brivido lungo la schiena e si ripercuote sulla coda. Ora la bocca spalanca riversando ogni attenzione sugli avvicendamenti
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8 Platea Di un tratto si sente come preda di un sortilegio. Tutto ciò che è intorno a lui pare scomparire e la protezione di sé stesso è parte della vicenda. Di colpo anche lui alza la mano destra rivolgendo il palmo verso il PALCO.Un accordo dissonante della musica genera come un brivido lungo la schiena e si ripercuote sulla coda. Ora la bocca spalanca riversando ogni attenzione sugli avvicendamentiPalco [Musica: Bodhran - NEBBIA] Awerdoro ~≈¸.•´¯•.¸≈~≈¸.•° Man mano che la narrazione avanza abbandona la cadenza precedente, sollevando la bacchetta e lasciando trascorrere un istante di silenzio prima di riprendere con colpi ordinati a scandire gli accenti della disgregazione della Carne. Dopo poche battute introduce una nuova pausa, una sospensione di respiro con la bacchetta a un soffio dalla pelle prima di raddoppiare un colpo, quindi rallentare ancora. La mano sinistra si sposta dietro la membrana, modificandone il timbro, e l'espressione si piega alla concentrazione mentre il ritmo prende un andatura imprevedibile a seguire la Mente. Quindi, dopo un ultimo perentorio battito, frena la bacchetta e solleva il mento, senza rivolgere lo sguardo a nessuno, quando l'Identità dissolve il nome per lasciare spazio al silenzio. // IL RITMO SI SFRANGIA E PERDE LA PROPRIA FORMA: I BATTITI SI RINCORRONO, SI INTERROMPONO, SI CERCANO NELLA DENSA NEBBIA NELL'INVANO DI RITROVARE UN ORDINE. IL RITMO DIVENTA IL CAMBIO DI DIREZIONE IN UN LABIRINTO FOSCO, OGNI BATTUTA APPENA TROVATA VIENE NUOVAMENTE PERDUTA. POI IL BODHRÁ RIPRENDE IL PROPRIO BATTITO, ABBASSANDO LA VOCE, UN'ECO SPENTA QUASI INDISTINGUIBILE DAL SILENZIO DELL'OBLIO DI UN NOME °•.¸≈~≈¸.•´¯•.¸≈~
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8 Sala Cormoran sì avvicina alle porte del teatro, un passo discreto e misurato. Indossa un completo blu notte. Gli occhi blu rivolti verso il palco al lato opposto della sala. Scruta i presenti, poi si appoggia sul muro e incrocia le braccia con un sorriso sghembo.
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Palco Cerimoniere <Lascia che le ultime parole del TERZO ARTISTA si disperdano nel silenzio. Il cerimoniere rimane immobile, con il capo chino e le mani celate nelle ampie maniche del mantello. Soltanto dopo alcuni istanti riprende a muoversi, avanzando lentamente sino al limite del palcoscenico. Solleva il volto verso gli spettatori. La voce si leva ancora, questa volta più bassa>Quando si ritraggono, nulla ritrova davvero il suo volto,/ < il suo avanzare non si arresta compiendo UN PAIO di passi proprio in direzione della PLATEA >resta soltanto ciò che il loro giudizio non ha sepolto./Questo è il dono che offrono, questa la verità che desta:/non ciò che viene distrutto , ma ciò che, svuotato, resta.<Sull'ultima parola, il cerimoniere apre lentamente entrambe le mani davanti a sé, mostrando i palmi vuoti agli spettatori. Li mantiene così per alcuni istanti. Quindi lascia ricadere le braccia lungo i fianchi e reclina il capo, nascondendo nuovamente il volto. La sua attenzione e il suo sguardo parzialmente celato si muove tra i presenti in direzione di Paradisea e Rolando , lasciando affiorare un macabro sorriso da sotto il folto cappuccio, mostrando in parte i canini accentuati , lasciandosi gradualmente inghiottire dalla penombra del luogo>

Platea Assorto HydraMorgan si trova in platea, dove giunge ovattato il suono della ghironda, accompagnato dal battito grave e cadenzato del bodhrán. Rimane in silenzio, immobile, con lo sguardo rivolto verso il Teatro del Giglio e la rappresentazione che prende forma oltre le ombre. Lascia che la melodia lo raggiunga, seguendone le cadenze con attenzione, mentre le note si intrecciano alla nebbia e all'atmosfera solenne della serata. Non interviene né cerca di attirare l'attenzione su di sé; si limita ad ascoltare, assorto, lasciando che quella musica antica e imperiosa accompagni i suoi pensieri.
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8 Palco [Distruzione della Carne] <cerca con lo sguardo brevemente gli altri ARTISTI e cercando di parlare all'unisono con loro, l'espressione seria e cupa, il pubblico come unico destinatario>Non v'è gloria nella carne, né eternità nel respiro, / ogni materia si dissolve nel suo muto martirio. / E ciò che si credeva tempio, vigore, legge e vanto, / diviene polvere e cedimento, rovina, silenzio e pianto. <il corpo si muove in un gesto unico che si coordina con le parole con la mano che avanza e arretra come se le stesse servendo mentre le produce al pubblico davanti a sé. Ogni parola sciorinata è un pezzo in più che viene spinto, una lunga fila di significati da dare in pasto a chi ascolta. Ancora e ancora, fino al termine, quando inizia a seguire il percorso tracciato dalla Voce Guida e si ritira lentamente verso il retro del palco>
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CPalco mascherata|MENTE <il busto conserva una postura eretta, appena incrinata da una lieve oscillazione, mentre il capo rimane reclinato verso una spalla. Le mani si sollevano lentamente dinanzi al ventre, con i palmi rivolti verso l'alto e le dita appena dischiuse, quasi a sostenere qualcosa di impalpabile. Il volto mascherato si rialza in direzione della platea, lasciando intravedere attraverso le aperture scure due occhi vacui, privi di qualsiasi espressione. Le mani iniziano a discostarsi gradualmente l'una dall'altra, accompagnando con un movimento lento e solenne la voce che si unisce a quella degli altri artisti in una declamazione uniforme e cadenzata> Le Nebbie giudicano./ Le Nebbie scelgono./ Le Nebbie passano lente./ E nulla rimane innocente/ <anche la gestualità delle mani si accorda alle voci sovrapposte così come alla musica, aprendosi lentamente in un movimento quasi rituale, destinato a spezzarsi bruscamente sull'ultima parola. In netto contrasto con la fluidità che lo precede, quel gesto trasmette un breve sussulto alle spalle e al busto, mentre i veli grigio cenere, trascinati dall'impeto del gesto, continuano a ondeggiare per qualche istante prima di ricadere in pieghe irregolari lungo la figura. Il capo si china appena in avanti, lasciando che il cappuccio scivoli maggiormente sul volto cereo, inghiottendone nell'ombra i lineamenti già immobili. Soltanto il lento sollevarsi e abbassarsi del petto, appena percettibile sotto gli strati di tessuto, tradisce il ritmo del respiro. Le dita rimangono tese, i polsi irrigiditi nell'ultima posizione assunta, mentre ogni altra parte del corpo conserva una fissità innaturale, quasi che quel brusco gesto avesse esaurito ogni residuo di movimento>
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8 palco mascherata|IDENTITA' [E' voce che si unisce al coro di Amaltea e Lyndimer, il volto mascherato sempre rivolto verso la PLATEA. Alla pronuncia della prima frase, inclina lentamente il capo, la mano destra che scivola via dalla bocca, il braccio sinistro che si alza.] Le Nebbie giudicano. [Le dita si muovono, tastando l'aria come se avesse sotto i polpastrelli i tasti di un clavicembalo.] Le Nebbie scelgono. [Le braccia proseguono il movimento, disegnano un arco che si conclude in un abbraccio silenzioso, rivolto a se stessa.] Le Nebbie passano lente. E nulla rimane innocente. [Scandisce l'ultima frase con voce ferma, priva di qualsiasi inflessione, mentre le braccia scivolano lentamente lungo i fianchi, come se l'abbraccio appena disegnato non avesse trovato nessuno da stringere. Rimane immobile per qualche istante, il capo appena reclinato; poi retrocede lentamente, cercando ancora una volta le ombre, con la MASCHERA sempre rivolta verso il PUBBLICO - destinatario di quel volto inespressivo. I lembi del velo e i tessuti pesanti dell'abito si confondono nei giochi di chiaroscuro del palco, fino a celarne quasi interamente la figura.]
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8 Platea [Sogna ad occhi aperti 1/3] paradisea continuando ad ascoltare la musica di sottofondo ormai sognando ad occhi aperti vede la mano che entra nella frattura non per finta, veramente! sgrana gli occhi mentre il cuore le batte forte. Sentendo la musica inizia a vedere un ritmo come fumo ritmato che si rincorre, si cercando come fantasmini che si nascondono nella densa nebbia, uno stop poi eccolo crearsi dal nulla un labirinto dove il ritmo del fumo si perde. Vede eydan ma nella sua mente vi è ancora l'immagine del fumo che gioca. Alle parole di lynidmer vede la distruzione e la polvere poi il silenzio
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C***Lo spettacolo volge al termine. I personaggi come ombre si sono presentati e come ombre spariscono. Le luci soffuse si spengono, lasciando il pubblico al buio per qualche istante, quelli necessari perché gli attendenti possano spegnere i bracieri. Quando le luci si riaccendono, in platea e sul palco, la nebbia è ormai diradata e gli attori sono liberi di prendersi i meritati applausi tornando in scena.***
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8 [Primo Musicante: l'Ombra] +°¤.¸(¯`...´¯)¸.¤°´¯`la mandritta la ha verso la manovella, sostanzialmente la gemella è verso i tasti dello strumento ed il cranio con una lentezza estenuante lo cerca verso la Platea. La lingua se la passa sul labbro superiore e quella mandritta stessa par rallentarsi nei movimenti, così come i movimenti della gemella ai tasti. Poi, il cranio infine par chinarlo verso lo strumento. Con inghiottito dagli eventi..// LA SONATA SEMBRA COMPIERSI, SEMBRA CONTINUARE, SEMBRA CHE BODHRAN E GHIRONDA SI FONDANO CON I LORO SUONI, CON LE LORO VIBRAZIONI E CON LE LORO CADENZE, NELLA PERFEZIONE DEGL'INCASTRI TRA LORO, FINO A CHE QUELLA SONATA PROGRESSIVAMENTE, PARE MISCHIARSI AL TEMPO, VOLGENDO MAN MANO CHE TUTTO SI COMPIE VERSO IL SUO SCEMARE, LENTO - COSI' COME LENTO ED ESTENUANTE E' STATO IL SUO INGRESSO IN QUESTO CREATO. IN QUESTO TEATRO NELLA NOTTE DELL'OPERA´¯`°¤.¸(¯`...´¯)¸.¤°
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8 Platea Suggestionato 2/3 Rolando Gli artigli, di solito pronti a ghermire, stringono i braccioli della sedia quasi fino a lacerare il tessuto. Il sorriso eydan gli fa storcere le labbra in una smorfia e nel petto del fantoccio dove di solito alberga solo fiele e ghiaccio, si fa largo una morsa dolorosa: la suggestione della finzione teatrale gli sta facendo provare, per la prima volta in eterno, il peso insostenibile dell'empatia umana. L attenuarsi della musica di Ergot gli porta sul viso un espressione struggente
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9 Palco [Musica: Bodhran - NEBBIA] Awerdoro ~≈¸.•´¯•.¸≈~≈¸.•° Ogni sentenza viene accompagnata e siglata da un tonfo secco, e quando anche l'ultima viene consegnata in conclusione dalle tre figure all'unisono lascia riverberare il battito mantenendo il BODHRAN contro il fianco, con la bacchetta immobile appena scostata dalla pelle. Attende che l'ultima vibrazione si estingua completamente e solo allora abbassa lentamente la mano destra, lasciando scivolare la bacchetta lungo il bordo dello strumento per appoggiarla sul proprio ventre. Il capo si china nuovamente, mentre il velo cede a nascondere quasi del tutto il volto. // TRA DENSA FOSCHIA E SILENZI TENSIVI, LA SENTENZA DELLE NEBBIE GIUNGE SCANDITA DAL BATTITO DEL BODHRAN, TRA I RESPIRI SOSPESI. POI, UN SOFFIO DI VENTO, IL RIVERBERO DELL'ULTIMA VIBRAZIONE: LA NEBBIA HA GIUDICATO, ORA VOLGE ALTROVE. °•.¸≈~≈¸.•´¯•.¸≈~
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CSala Cormoran ascolta le parole di lyndimer sul palco con curioso interesse. Nel mentre scioglie le braccia incrociate per il tempo che gli occorre per infilare la mano sotto il mantello, cercando qualcosa.

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9 Platea Suggestionata 2/3 paradisea sentendosi ancora suggestionata dallo spettacolo sente la musica volgere al finale nella sua mente un fumo che saltella fermandosi e continuando fino al fondersi con un altro suono fino allo sparire tutti come ombre. Poi il buio per qualche istante. All'accensione la nebbia non vi è più ma solo attori davanti a lei. alzandosi in piedi lasciando la pergamena che aveva sulle gambe sulla poltrona inizia a batter le mani
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Palco <Permane immobile tra PALCO e PLATEA, lasciando che le ultime parole si disperdano nel silenzio. Il capo, sino a quel momento reclinato, si solleva lentamente. Lo sguardo ora viene mostrato e il folto cappuccio adagiato sulle sue spalle.Si rivolge direttamente agli SPETTATORI. Compie un ulteriore passo in loro direzione, lasciando che entrambe le mani emergano dalle ampie maniche. La voce torna a levarsi, ora con tono piu confidenziale.>E voi? Credevate forse d'essere soltanto spettatori? <Lascia trascorrere qualche istante, volgendo lentamente il capo da un'estremità all'altra della platea.>Avete osservato la carne disfarsi, avete udito la mente smarrirsi, avete visto un nome svanire. Ma ditemi <Distende lentamente il braccio destro verso gli spettatori>Se le Nebbie vi chiedessero di lasciare qualcosa , cosa sareste disposti a perdere? <Abbassa lentamente il braccio. Attende, concedendo agli spettatori la possibilità di rispondere.>
Palco mascherata|MENTE Amaltea permane immobile ancora per qualche istante, con il capo appena reclinato in avanti e il volto cereo celato in parte dalle ombre del cappuccio. Sono le ultime note dell'accompagnamento musicale di Ergot e Awerdoro a scandirne la ripresa dei movimenti, dapprima con un lieve raddrizzarsi del busto, quindi con una lenta rotazione sui talloni. I veli grigio cenere seguono il movimento con morbide ondulazioni, sfiorandole le caviglie mentre prende ad allontanarsi dal proscenio, accompagnando Eydan, Lyndimer e BlackBerry nel loro ritiro. I passi si susseguono senza fretta, misurati sulle cadenze della musica che volge al termine, mentre la nebbia torna ad avvolgerne progressivamente la figura. Il cappuccio scivola ancora un poco in avanti, sottraendo definitivamente il volto mascherato alla vista degli spettatori. Non si volta, proseguendo verso il fondo del palco, fino a confondersi con la penombra del retroscena, laddove gli ultimi lembi delle vesti svaniscono tra le nebbie
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9 palco mascherata BlackBerry [resta ancora per qualche istante sul palco, fermandosi quando le luci si spengono; diviene un'ombra tra le ombre. Poi, quando le luci si riaccendono e la nebbia si dirada, torna lentamente verso il centro della scena. Tocca la MASCHERA - che resta ancorata al viso - il piede sinistro si sposta dietro al destro e il ginocchio si piega, le braccia si piegano davanti al busto in un INCHINO. Mantiene la posizione per un breve lasso di tempo, esplode in un] BRAVIII [rivolto a TUTTI gli artisti - dai musicanti, Ergot e Awerdoro, a chi ha calcato la scena come attore - con tanto di mani che battono tra loro con enfasi in svariati APPLAUSI. E poco dopo si allontanerà verso le QUINTE e i camerini, dove si spoglierà della sua maschera per tornare ad essere semplicemente se stessa. Via.]
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Platea Assorto HydraMorgan Solleva lentamente lo sguardo verso Eydan, lasciando che la domanda si depositi nel silenzio della platea. Il volto rimane composto, lo sguardo fermo, privo di esitazione. Dopo qualche istante si raddrizza sulla seduta, intrecciando le dita davanti a sé. Non sembra turbato dall'idea della perdita, quanto piuttosto interessato alla natura di ciò che le Nebbie pretenderebbero di sottrarre. La sua attenzione indugia sul Cerimoniere, mentre un lieve cenno del capo accompagna una riflessione ormai giunta a compimento. Perdere un bene, un titolo o persino la propria forza può essere il prezzo di una prova; ma vi sono cose che, una volta cedute, rendono vana ogni vittoria. E HydraMorgan, prima di qualsiasi altra cosa, non è disposto a rinunciare alla propria volontà.

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9 Platea paradisea <alle parole di eydan> bravi! <continuando a batter le mani poi scuotendo il capo mentre riprende la pergamena sulla poltroncina e riposizionandosi in posizione eretta> non perderei nulla! <uscendo dal posto> la carne serve per portare la mente in giro e se non ricordassi più i nomi sarei perduta!
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9 Platea Suggestionato 3/3 Rolando Le dita artigliate, ancora conficcate nel velluto della sedia, smettono di tremare provando quasi dolore nel ritorno alla realtà sembra come un lento disgelo quando il fruscio ed il brusio delle persone in platea torna alle sue orecchie destandolo come da un torpore innaturale.I contorni sfocati della platea tornano riacquistano profondità e intensità,Quell'orizzonte infinito in cui la sua mente aveva vagato per ore si contrae di colpo, intrappolandolo di nuovo tra le pareti di mattoni e intonaco del teatro. Quindi alla domanda di eydan risponde con tono roco quanto cordiale <<Tutto sarei disposto a perdere tranne il mio Tempo>> le labbra assumono un ghigno che trattiene lasciando vibrare le stesse aggiungendo poi<< e quando l arte regna sovrana il tempo vola ed è PREZIOSO>> ad un applauso scrosciante si abbandona
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9 Palco [Musica: Bodhran - NEBBIA] Awerdoro rialza il mento e il velo che le copriva il volto scivola di lato, mostrando i lineamenti ancora provati dalla concentrazione e dall'intensità dell'esecuzione. Si volta a guardare Eydan, Lyndimer, Amaltea e BlackBerry e solo in quel momento le si alza un sorriso, ed ingombra dello strumento tra le braccia concede a loro un cenno del capo come risposta al loro applauso. Poi si volta verso Ergot, ed è verso chi ha formato il tema musicale portante che cede ancora con la testa per un più lento e lungo inchino tra musicanti. A quel punto si alza e, voltatasi verso la platea, piega il busto in avanti per omaggiare gli spettatori. Rialzandosi incontra con lo sguardo Paradisea, a cui rivolge un sorriso ampio, quindi HydraMorgan, verso cui ripete l'inchino, e infine Rolando che si acchiappa un più lungo e divertito guizzo Allegro. Quindi fa per mettersi in corteo degli Artisti, per raggiungere le quinte, quando nell'ultimo vagare dello sguardo incrocia la figura defilata di Cormoran. La viva sorpresa le alza le sopracciglia, quindi appoggia il bodhran sullo sgabello e comunica agli altri Artisti "vi raggiungo subito", prima di scendere le scalette che la porteranno in platea in direzione dell'uomo. °•.¸≈~≈¸.•´¯•.¸≈~
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CSala Cormoran guarda con apprezzamento sincero gli artisti terminare l'esibizione, intanto la mano destra porta alla bocca una mela che viene prontamente addentata con soddisfazione. Quando sente la voce di awerdoro, si ferma dal masticare e annuisce divertito alla Maestra

<Permane ancora nei pressi della PLATEA, lasciando che le risposte degli SPETTATORI raggiungano le proprie orecchie. Il volto, ormai liberato dall'ombra del cappuccio, lascia intravedere un sorriso sottile, quasi compiaciuto. Lo sguardo scivola dapprima su HYDRAMORGAN, soffermandosi brevemente sulla sua figura, per poi raggiungere PARADISEA, della quale ascolta le parole senza interromperla..> Ah, dunque non vorreste perdere nulla. E chi potrebbe biasimarvi? <Lascia trascorrere un breve istante, inclinando appena il capo di lato. Il sorriso si accentua, senza tuttavia raggiungere gli occhi.>ma chi vi ha mai promesso che sareste stati Voi a scegliere?<La domanda rimane sospesa per qualche istante. Prima di volgere la propria attenzione in direzione di Rolando.> Vi ringrazio ,sebbene vi sia una sottile ironia in tutto questo , in quanto il Tempo è l'unica ricchezza che perdete anche quando nessuno tenta di sottrarvela. Che le Nebbie vi siano Clementi dunque< semplice il suo augurio in sua direzione >

Platea Attento Solleva appena il mento, mantenendo gli occhi su Eydan. Alla provocazione del Cerimoniere non replica subito; le dita della mano destra tamburellano una sola volta sul bracciolo, prima che egli si alzi dalla seduta. Sistema con un gesto misurato il mantello sulle spalle e porta entrambe le mani dietro la schiena, assumendo una postura composta. «Non scegliere ciò che ci viene tolto, non significa dover rinunciare anche alla scelta di come affrontarlo.» La voce è ferma, senza alzarsi oltre il necessario per raggiungere il palco. «Se le Nebbie reclamano il loro prezzo, che lo facciano. Ma non confondano la perdita con la resa.» Concluso l'intervento, HydraMorgan mantiene ancora per un istante lo sguardo sul Cerimoniere, quindi tace, lasciando che siano le sue parole a restare nella platea.
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Platea <<sollevandosi dalla poltroncina un ulteriore replica conce de a eydan>> quando è ben speso il tempo non è perso. Proprio questo il punto <<continuando ad applaudire>>ad astra a voi tutti<< un chino del cornuto verso Paradisea poi awerdoro quindi blackberry infine amaltea fa tintinnare il copricapo ponendo saluto e riverenza >> Gaudemus vobiscum<< imboccando il corridoio illuminato da fioche luce sparisce alla vista dei presenti>>

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9 Platea paradisea avviandosi verso l'uscita sente le parole di eydan e risponde senza guardarlo "Sceglie sempre chi non vuol perdere nulla! " sorridendo mentre esce dalla sua vista //
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9 Platea <Pallida come un cencio per il trucco scenico, vestita di fluido grigio che le nasconde le gambe e i piedi svelti, il velo in testa come una madonna pietosa, pare un fantasmino che tenta di infestare lo spazio vitale di Cormoran. Il sorrisone è stagliato in contrasto con quell'aspetto cupo e polveroso, ma in fretta si disperde come tra nebbia quando lo scrocchio sgraziato della mela le raggiunge le orecchie. Un brividino le smuove le spalle, seguito da un lento respirone ad occhi chiusi che quando si riaprono puntano dritti all'azzurro di quelli dell'uomo> Sia Arte anche a voi, vi ringrazio di aver aspettato almeno il finire dell'esecuzione. <Gli dice spazientita, prima di voltarsi verso Rolando. Di nuovo le torna quel guizzo divertito negli occhi scuri, mentre esclama> Granmastrone! Che gran piacere è stato trovarvi nel pubblico. Sia Arte e buon rientro, a presto vederci! <Quindi ritorna a Cormoran, sistemandosi distrattamente la manica sinistra che in quel miscuglio di morbida stoffa s'è mal disposta> Sono rimasta sorpresa di vedervi, quando siete arrivato? Avete beccato l'inizio?
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Ascolta le ultime repliche degli SPETTATORI, lasciando che lo sguardo si soffermi dapprima su HYDRAMORGAN, quindi su ROLANDO e infine sulla figura di PARADISEA che si allontana. Un sorriso sottile ne increspa le labbra pallide, mentre annuisce lentamente, quasi compiaciuto dalla fermezza delle risposte ricevute. <La perdita non è resa, avete ragione. è proprio in ciò che scegliamo di difendere che si cela la nostra vera natura.> Replica in direzione di HYDRAMORGAN, prima di concedere un ultimo sguardo alla platea. Le mani emergono dalle ampie maniche della veste, allargandosi appena in un gesto di commiato. <Vi ringrazio tutti per aver condiviso con noi questa notte. Sia Arte e che le Nebbie vi siano clementi e che il loro giudizio rimanga soltanto un ricordo.> Un lieve sorriso accompagna quell'ultimo augurio, prima che il busto si fletta in un inchino lento e rispettoso, rivolto all'intera PLATEA. Rimane chino per qualche istante, quindi torna eretto e si volge in direzione del PALCO. Con passi lenti ne riguadagna il centro, mentre il lungo mantello nero trascina i propri lembi consunti sul pavimento. Un'ultima occhiata viene concessa alla sala. Senza aggiungere altro, prosegue verso il fondo del palcoscenico, scomparendo infine nell'oscurità delle QUINTE.
Sala (osserva awerdoro e contempla il suo aspetto) per la dea chi vi ha conciato in questo modo? (Fa un altro morso, più dubbioso. Poi ostenta un sorriso) Complimenti per lo spettacolo, almeno la seconda parte! (Le fa un sorriso sghembo) Sono arrivato tardi e ho perso l'inizio.
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9 Platea <Isola dal proprio campo uditivo il nuovo morso, lo si può notare dall'iniziale confusione che le sgrana gli occhi per poi mutarsi in un moto orgoglioso, che glieli fa socchiudere in un sorriso mentre allarga le braccia. Il vestito abbondante, pieno di veli sovrapposti, scivola in una grigia cascata dalle sue braccia> Gli scenografi! È carino, vè? <Gli domanda, gongolante, per poi portare le mani ad allisciarsi il busto e la gonna. Le labbra si chiudono, recuperando ancora qualche stilla orgogliosa> È tutto frutto dell'estro del Primo oratore... <quindi abbassa la voce, sporgendo il busto verso l'uomo> si sente la mano sua, molto cupa, molto greve. <Quindi alza le spalle> ma del resto la ricorrenza questo vuole, un po' d'introspezione sulla caducità della vita, tra le nebbie. <Riprende quindi il sorriso, piegando la testa verso la spalla. Il velo definitivamente s'arrende all'anarchia della chioma, abbandonandosi come un caduto sulle sue spalle> Ma a voi piace il teatro? Perché nel caso vi mando gli inviti con l'orario preciso, le prossime volte.
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CSala Carinissimo! (Risponde con convinzione alla domanda sull'abito di awerdoro) Non vengo spesso a teatro, ma mi erano giunte voci che stasera sarebbe stato speciale, purtroppo temo di essermi perso per strada. (Fa una pausa mentre i suoi occhi blu guizzano verso il palco prima di tornare alla donna) La vostra musica è stata molto singolare, che strano strumento. Ma mi è piaciuta! Si vede che questo è il vostro elemento naturale (si sofferma di nuovo sull'abito) magari non questo questo!
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9 Platea E allora dovreste cominciare, a volte succedono cose inaspettate. <Gli risponde, lasciando un po' di furbesco mistero in quell'incoraggiamento che le socchiude gli occhi in un sorriso alzato a sinistra. Quindi segue il filo invisibile che collega la loro posizione al palco, puntando allo sgabello dove riposa il bodhran. Si riaccende quindi un certo entusiasmo, che la fa alzare per un attimo sulle punte prima di ricadere sui tacchi> Si! È una specie di tamburo, l'ho sentito suonare nelle impervie e piovose terre del nord. Di solito in contesti molto più... <fa una pausa, alla ricerca della parola giusta, prima di voltarsi di nuovo verso Cormoran> come dire, diciamo che si suona bene dopo averci bevuto un pochino su. Era da un po' che volevo suonarlo, me lo immaginavo più in una taverna che in una rappresentazione teatrale ma pare che anche questa ricorrenza venga dalle tradizioni di quelle terre. Quindi va bene così. <La parlantina, scrosciata svelta addosso all'uomo con il ritmo della pioggia autunnale, si placa nuovamente. Quindi chiede, virando in fretta> Che ne pensate del violino?
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CSala (ascolta attentamente le parole di awerdoro, quando si volta verso il palco, ne approfitta per un terzo morso alla mela) uno strumento decisamente interessante, ci starebbe bene anche sui campi di battaglia, il morale salirebbe alle stelle... (inarca un sopracciglio verso awerdoro) e voi che ne pensate del violino?
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9 Platea <Riallunga di nuovo lo sguardo verso il palco e si pinza il mento, per poi aprire le dita a strusciarselo allungandole fino alla guancia. Ovviamente il trucco scenico ne paga le conseguenze, aprendo nel grigiore polveroso dei solchi di un più umano rosato> Potrebbe, di solito sui campi di battaglia ci si porta grandi corni, tamburi... quello è più per i festeggiamenti che seguono una buona vittoria! <E alla domanda sul violino si volta ancora verso Cormoran, fermando il contemplativo movimento delle dita per consegnare il peso del mento al palmo, e quello del gomito destro alla mano sinistra, abbassando di poco lo sguardo per raccogliere il pensiero> È uno strumento che mi mette sempre un po' di timore reverenziale per la sua complessità. Ma la quantità di sfumature che può trasmettere è incredibile, potete suonarlo con eleganza ad una cerimonia, con ritmo incalzante ad una festa, come una litania ad una veglia funebre e non è mai fuori posto. Ha una versatilità senza pari. <Quindi rialza la testa, per incrociare di nuovo gli occhi di Cormoran> vi ho immaginato imbracciarlo, i movimenti dell'archetto sono fantasioso e vari come quelli di una spada, si adattano al contesto. Penso andreste d'accordo.
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CSala (annuisce compiaciuto awerdoro) sì, mi piace la vostra sinossi sul violino, direi incontestabile! (Lo sguardo spazia per un istante sulla sala) Forse sarà il caso di andare, prima che ci spazzino fuori insieme ai rifiuti. (Un sorriso ironico verso la donna) Immagino voi rientrerete con la vostra compagnia di artisti. Non vi trattengo oltre, mia signora
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9 Platea Questa è la mia sinossi, la verità è che lo strumento di punta per un musicante è quello di cui preferiamo il suono. <Un altro sorriso, placido, si stende tra le guance> pensateci. Pensate ai vari suoni degli strumenti, quale vi alleggerisce il petto quando lo ascoltate, e sarà quello. <Si guarda per un attimo la mano, quindi la spolvera sulla gonna ed annuisce> Si, anche perché ci vorrà un po' per smontare tutta sta roba. <Si lascia scappare una risatina, quindi conclude> Mi ha fatto molto piacere vedervi. Spero ricapiti presto, ho ancora molto da chiedervi che richiedono un bicchiere in supporto, altre lezioni di scherma... <Sospende lì la lista, con un cenno di saluto> Sia Arte e buon rientro, Stratega. A presto. <Aspetterà ancora qualche attimo lì, per accompagnarlo con lo sguardo al congedo. Poi volterà i tacchi e prenderà la direzione opposta, verso le quinte e verso le maledizioni ai costumisti> //
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CSala Cormoran si fa sfuggire un leggero riso mentre awerdoro perde a poco a poco quel pallore finto per strada. Annuisce alle sue parole e le porge un distinto cenno del capo in saluto "alla prossima, Maestra, ci sarà tempo per la scherma" infine si separa dal muro dov'era appoggiato e si dirigerà verso l'esterno