Ospiti Indesiderati
Fa parte di:
Assalto dei Cavalieri Neri
L’Osteria si riempie di Falchi, maghi e viandanti, ma all’interno siedono i Cavalieri Neri. Tra vecchi rancori, provocazioni e armi pronte, una serata di festa si trasforma in un confronto carico di tensione.
Al suo arrivo, nelle gambe ha Armi lama corta , porta nelle braccia Accessori x battaglie , tiene al fianco mancino Armi lama corta . Ha indosso, Spilla , Completo , Collana , Bracciale , Pendente , Anello , Bracciale , Collana , Bracciale . Porta con sé, Tatuaggio , Dadi , Gioco in scatola o da Tavola .

Sala Isacco|T2 <la mano sinistra si muove al fianco del cinturone d'armi tira fuori una giara di terracotta e la pone sul tavolo. Davanti ad Andreis> Non sarà Rhum, ma un buon vino, se non erro Dorada... o giù di li...<aggiunge poco dopo rivolgendosi a Botis> E vi sorprendete Cavaliere? <domanda placidamente verso Botis piegando di lato il capo> Avvicinatevi, stasera il nostro Adepto affronterà la sua meditazione... e forse un forte mal di testa. <dice quasi sottovoce divertito per poi riprendere verso Andreis> Oh invece siamo proprio per questo <indicando la giara> Ammazziamo nell'alcol il vecchio Andreis...e che dalle sue ceneri risorga un nuovo Cavaliere! <la mano destra adesso va a sfilare l'elmo dal capo, lasciando cadere i lunghi capelli neri sugli spallacci, mentre questo viene adagiato sul tavolo. Una pelle bianca, diafana, in contrasto con tutto il nero che lo veste. Gli occhi fissano Andreis prima e Botis dopo. Occhi dalle iridi, di un colore innaturale, dorate che lasciano le pupille fessurizzate ad osservare attentamente. Intanto lunghe spire di potere primordiale circolano attorno a se sempre con l'aura ai MINIMI LIVELLI>
Esterno Osteria Il Mezzelfo è alto 192cm ed ha una corporatura robusta. Ai piedi degli stivali neri in pelle. Porta ora quasi OCCULTATE dal mantello di un blu profondo - con il cappuccio alzato sopra il capo -: al FIANCO SINISTRO, una Mazza Ferrata nel fodero; alla CINTURA il Pugnale dei Bravi; nella BORSA una Balestra a Mano con relativi 10 Quadrelli; un`ARMATURA COMPLETA in cuoio di color nero ne copre ogni pezzo del corpo e lo SCUDO MEDIO sta nelle spalle. Una BANDOLIERA a forma di X sta ben salda - agganciata sul petto, ospitante 6 PUGNALI personalizzati - ispirati al Simbolo dei Falchi. Calante allo stesso tempo, sul petto, il pendente dei Falchi d`Esperia, che ciondola un po` a destra un po` a sinistra a seconda dei movimenti e la Spilla di Messo della Corte di Pan sul pettorale sinistro. L'Elmo di Metallo sta sulla testa*** AL TROTTO arriva in sella a FeinMorn: poche falcate per raggiungere l'Osteria dal sentiero principale e, vicino, punta lo sguardo su Fokuz <Eligor, che ci fate da queste parti? <il cavallo rallenta velocemente a 5 METRI dall'ingresso, ed un movimento con le redini lo arresta completamente. Scende dunque con un veloce movimento, voci dall'interno.
Al suo arrivo, alla cintura porta Armi da lancio , tiene al fianco destro Armi da lancio , la testa è adorna da Elmo in metallo , sulle spalle ha Scudo di metallo , tiene al fianco mancino Armi da botta , il corpo è avvolto da Armatura completa in cuoio , in borsa ha, Frecce x 10 , Fodero per Arma , Balestra a mano . Ha indosso, Guanti , Pendente , Anello , Mantello . Porta con sé, Cavallo .
esterno Si avvicina alla porta d'ingresso dell'osteria. Si ferma quando vede focuz, ma riprende il cammino.quando l'umano entra nella locanda. La Gibellina indossa un abito di stracci, capelli arruffati ma...niente armi.
Esterno [E' il nitrito della cavalcatura che sopraggiunge dalla strada, a fendere il silenzio della sera scesa su Esperia e i suoi colori, precedendo l'effettiva comparsa del cavaliere in sella al puro sangue. Il manto nocciola teso sulla muscolatura di zampe forti e lo zoccolo duro costretto a rallentare al passo, sullo sterrato antistante la struttura dell'osteria. Un lungo sguardo dalla posizione sopraelevata percorre la facciata dell'edificio, procedendo fino all'angolo sud-est, oltre il quale si dirige per poter guadagnare le stalle. Lo guadagna del tutto quando un ultimo strattone obbliga il ronzino a fermarsi, dandogli tutto il tempo necessario a sfilare lo stivale destro dalla staffa, scavalcando il garrese. Ruota sulla sella lasciandosi semplicemente scivolare giù, atterrando con la misurata flessione delle ginocchia, utili nell'ammortizzare l'impatto. Il dondolio del falcione al fianco sinistro e la mazza all'opposto, una naturale conseguenza che l'accompagnano nel fare scivolare le redini da sopra a sotto il muso, guidando l'animale all'interno della costruzione. Il cuoio legato ne spegne eventuali velleità di libertà, ed una carezza impegnata a scivolare sulle setole viene ricambiata da uno sbuffo sordo. Sotto la zazzera lunare, tagliata corta a lasciare scoperte le orecchie lunghe, occhi verdi puntano verso l'esterno dove rivolge il passo, attirato presumibilmente dalle voci al di fuori dell'osteria. Mani nelle tasche del pantalone nero, abbinato ad un gilet di pelle strizzato sopra una camicia bianca, quando svolta l'angolo dell'edificio l'attenzione cade inevitabilmente su Calad e Fokux] Eligor! [Timbra calmo. Profondo. La cinghia di cuoio taglia diagonalmente il torace, assieme alla corda dell'arco lungo tracolla, reggendo la faretra dietro la schiena contenente frecce normali e non]
Al suo arrivo, tiene al fianco destro Armi lama stretta , sulle spalle ha Set da Arciere , tiene al fianco mancino Armi da botta , in borsa ha, Frecce x 10 , Frecce x 10 , Frecce x 10 . Ha indosso, Pendente , Stivali , Completo base , Scarsella . Porta con sé, Set da Bellezza , Utensile per la Casa/Cucina , Articoli da Tabaccheria , Articoli da Tabaccheria .
sentiero>Ingresso sorvola l'ultimo tratto del SENTIERO[1] a circa TRE METRI dal suolo, comodamente seduta su LEVIOSA che fluttua docile nel buio di una notte uggiosa. Con le luci fioche dell'edificio ormai visibili, si sporge appena cercando di individuare sotto di sé lungo il sentiero un cavallo e il suo cavaliere, mentre continua a chiacchierare affabilmente con Sherva, cui offre il profilo < e quindi… le cose sono andate così, Corvo. Abbiamo decisamente fatto la fine di biglie a cui il destino ha dato una schicchera su un piano inclinato > il discorso evidentemente in corso da un po', la vede sorridere apertamente verso il Custode, ebbra di una serenità dimenticata da lunghissimo tempo. E' la solita minuta figuretta, la Valmont, intinta in un completo decisamente originale di pelle nera e bianchissimo cotone che la ingabbia con precisione certosina. Agli anelli che pendono dalle fibbie del corpetto, la SACCA delle COMPONENTI e il PUGNALE CERIMONIALE, alla base del collo splende il PENTACOLO bianco e celeste da Neofita, una stilla di Luce che le ingioiella la gola delicata, mentre si precipita senza saperlo verso un appuntamento ben diverso da quello che pregusta.
Al suo arrivo, alla cintura porta Armi lama corta . Ha indosso, Anello , Essenza , Completo base . Porta con sé, 5.000 Monete , Tatuaggio , Tatuaggio , Tatuaggio , Monile Incantato Livello Minimo .
esterno Vede arrivare gente e lei mugugna indispettita. Svicola a mancina, insomma se la svigna perdendosi nella notte
Esterno Osteria La mezzelfa si presenta in sella a Dartagnan. Arriva al galoppo che arrresta ad un metro neanche dall'ingresso. Incappucciata sotto il mantello nero che la avvolge. Alla cintura ha uno STILETTO e UNA SPADA LUNGA. Celato sotto il mantello la MAZZA FERRATA, la BALESTRA con una decina di frecce riposte nella custosia. I lunghi capelli sono onde di fiamma legati in una coda di cavallo bassa, dritta lungo la schiena. L'ARMATURA IN CUOIO avvolge il fisico slanciato e tonico della Poiana. Lo sguardo azzurro inquadra Calad e Sianodel che sopraggiungono quasi nello stesso momento. il PENDENTE della Compagnia al collo è ben visibile che oscilla ai suoi movimenti. Lo sguardo attento si focalizza su Merrick e assottiglia l'attenzione su quella figura scendendo da cavallo con un gesto fluido della gamba, piazzandosi ben dritta a terra agghindata d'armi e metallo.
Al suo arrivo, alla cintura porta Stiletto , la testa è adorna da Elmo in metallo , nelle gambe ha Armi da lancio , porta nelle braccia Bracciali di metallo , il corpo è avvolto da Armatura completa in cuoio , in borsa ha, Armi lama lunga e piatta , Balestra a mano , Armi da botta , Scudo piccolo in Acciaio . Ha indosso, Pendente , Stivali , Pantalone , Camicia , Mantello . Porta con sé, Volatili Grandi , Oggetto Incantato Livello Medio , Cavallo , Maschera .
Sentiero>Ingresso <Sfreccia fra le gelide correnti notturne sulla Nuvolari di Merrick, cavalcando il soffio del vento accanto a lei. Il Custode indossa un'armatura completa di cuoio con una cappa bianca drappeggiata sulla spalla sinistra, mentre alla cintura porta katana e scarsella rispettivamente sul fianco sinistro e destro. A chiudere il quadro, il PENDENTE della Torre Bianca al collo assieme a una COLLANA ulteriore di perle scure.>Se un piano inclinato mi fa finire su una morbida nuvola non mi sentirete lamentarmi, Nobile Opium. E a proposito, grazie per il passaggio!<Sembra assai lieto difatti di librarsi nel cielo, per quando porti quegli occhi di un intenso giallo ambra a spaziare giù, fra le figure che s'intendono nei pressi della Locanda.>
Al suo arrivo, alla cintura porta Armi lama lunga e piatta , il corpo è avvolto da Armatura completa in cuoio , in borsa ha, Accessori x battaglie . Ha indosso, Scarsella , Completo . Porta con sé, Accessorio , Sottoprodotti di pirica .
{Oste} Sala <Talpa ritorna a scavare. Sonaglio e Allarme rimangono fuori, quando lui apre la porta della taverna, si gira a guardare Calad> Portavo i miei amici pelosi e pennuti a passeggio, come sempre <Lo fissa e smette di spingere la porta della taverna> Prima di tornare a Romsborg. Avete mai visto la fortezza? Almeno da lontano? <è URA che lo sorpassa> Non iniziate con la storia del cartiglio che...<arriccia il naso sentendo l'odore del HONOTTIANA> avete peggio da gestire Calad <dice al mezzelfo che ha conosciuto ai tempi di giullare di corte> Comunque, io entro. Voi fate come vi pare. <si accorge solo dopo di SIANODEL e MERRICK> Tutti a scendere i cani che li pisciamo? <spalanca la porta dell'osteria e entrando vede il TRIO DI CAVALIERI NERI> Aere a voi <si sposta, per far entrare chi è alle sue spalle> Una l'ho fatta scappare io. Se è una gara... Io sto prendendo già cento punti...
Sala Isacco|T2 [ Una volta oltrepassata la soglia, il portone viene CHIUSO con un semplice accompagnamento del braccio destro. E si ferma di nuovo, lasciando che sia lo sguardo, di nuovo, a muoversi. Osserva le finestre che danno sulla boscaglia a Nord, la distanza dal focolare, l'angolo morto dietro al bancone. Poi, la coda sferza l'aria un'ultima volta prima di stabilizzarsi sulla pavimentazione, tornando a strisciare appena il demone, riprende il passo, verso Levithan e Andreis e più precisamente, verso il tavolo cui sono ubicati. ] non lo sono Carnefice. Sono già stato qui. Conoscevo un'umana molto interessante rispetto a tanti della specie. [ lo sguardo del Cavaliere ruota lentamente verso il primo piano. ] li ci sono delle stanze, se l'adepto vorrà soddisfare i suoi bisogni. [ tende le labbra a mo di smorfia. ] non mi interesso molto delle faccende politiche, sono fango ma appena ho letto .. "angelo".. [ lascia la frase in sospeso, senza terminare il pensiero ma stringendo l'attenzione sullo scudiero. ]
Esterno Osteria in sella alla cavallina Priscilla, procede ad un tranquillo passo in quella sera serena avvolta in un pesante mantello di lana nera, che ne cela la divisa dei Falchi, il pendente del Gheppio e i due PUGNALI che tiene ai fianchi, e sotto il grande cappello di pelle nera che le copre i boccoli biondi legati in una coda bassa. Gli occhi scuri si stanno man mano abituando alla luce delle fiaccole che illuminano il sentiero verso l'Osteria, che diventa sempre più delineata, ma è lo scalpitare degli zoccoli dei cavalli che fanno portare la sua attenzione proprio in direzione del luogo. Ferma la cavalla a pochi metri di distanza, seguendo l'avvicinamento di diversi cavalli, e sventola qualche volta le ciglia. "Stasera ci facciamo una bevuta in compagnia, almeno!" commenta in direzione della cavalla, che però sbuffa nervosa una densa nuvola di fiato dalle froge. Un colpo di talloni sul costato e riprende il passo, raggiungendo l'ingresso dell'Osteria, ma il nervoso avvicendarsi dei colleghi le fa piegare la testa da un lato. Inquadra Isilwenna, poi Calad, poi Sianodel e si palesa. "Eligor, miei cari, ma che..." non completa la frase, gli occhi vanno alla porta che si apre all'ingresso di Fokuz e lasciano intravedere la sala occupata. Dunque scende da cavallo e, con gli occhi ai Falchi, inizia ad assicurare Priscilla agli anelli di stallo esterni.
Al suo arrivo, tiene al fianco destro Armi lama corta , tiene al fianco mancino Armi lama corta , il corpo è avvolto da Armatura completa in cuoio . Ha indosso, Pendente , Completo , Orecchini , Olio per Corpo , Anello . Porta con sé, Cavallo , Volatili Grandi , Monile Incantato Livello Minimo .
Sala Isacco|T2 <Mentre parla don Levithan, l'attenzione viene distolta per qualceh istante da una figura dietro una finestra, sembra un ragazzetto, tutto e trafelato e losco che con gli occhi fissa Andreis, così lo sguardo torna su Levitha> Vino? Ce ne vorrà parecchio Maestro...e non so quanto sia la giusta morte per il vecchio Andreis, ma va bene...lo faremo...<così però la finestra viene aperta dal ragazzetto che entra tutto rapido e urla "Andrè, tiè" e consegna un sacco con un foglio, che viene raccolto, osserva Levithan e lo guarda> Scusatemi...non so chi sia...<e il ragazzetto incredibilemnte veloce scappa dalla finestra lascinadola aperta, lo sguardo sul sacco che sembra pesanete e lo prende e un grande tonfo, apre il sacco ed ecco che un granse Zucca compare dal sacchetto>Abbiamo anche la zucca oltre al vino...chissà, magari è già cotta? <si domanda,mentre lp sguardo si sposta da Levithan al foglietto, per poi leggere e sorridere di cuore>Ohi...questo è di qualcuno che mi chiama Fratello...o ha sbagliato, o non è il Principe...bah, teniamola sta zucca<e fa spallucce prima di osservare quello che sembra essere un daino passare dalla finestra, ma si ricompone, sguardo alla zucca, sguardo al vino e poi è l'oste che compare, Fokuz e a lui pone il saluto>Che siano le Tenebre, Uomo del Nord...Quel saluto mi fu caro un tempo sapete? Molto invero...come stanno gli uomini e le donne del nord? <e poi uno sguardo indagatorio per Levithan e poi su Botis> I miei bisogni? <domanda con un mezzo sogghigno prima di tacere nuovamente e solo infine chiedere a Fokuz> Chi avete scacciato? <domanda pacificamente, senza allarmarsi troppo e rimanendo piacevolmente accomodato traendo a se la zucca>

Sala <sente del vociare venire da fuori con anche il trotto di cavalli, scuote il capo ed osserva Botis> Se sono scocciatori Cavaliere, avvisatemi, perché brinderemo dopo...<osserva poi Andreis andando ad alzarsi dal Tavolo, mentre la mano destra va a riposizionare l'elmo sulla propria testa> Sapete Andreis, a volte basta poco per creare un pretesto, un desiderio di servire la Nera Signora...anche solo la "presenza" <poi osserva l'ingresso di Fokuz> Oh...voi! Tenebre e Morte! Siete qui per un'asta? <domanda curioso, verso l'uomo. Mentre va ad ergersi in tutta la sua mole all'interno della locanda. La mano sinistra solo si appoggia all'impugnatura del maglio da guerra appoggiato al tavolo. Per poi tornare su Andreis> Beh... forse è una festa a sorpresa se vi portano zucche e vino. Non immaginavo una notte dii meditazione così. <la voce è sorniona, come si muove placida la propria aura ai MINIMI LIVELLI, inizialmente, ma poi ascolta le parole di FOKUZ e l'aura aumenta ai MEDI LIVELLI, travolgendo tutto per un raggio di due metri attorno a se> Avete messo in fuga...cosa? <domanda con voce severa verso l'umano>
Esterno Osteria Eligor Sianodel <replica al suo arrivo> avete organizzato una festa là dentro per caso? <ironizza con lui, o sono viandanti in cerca di asilo? <lo sguardo si dirige verso l'ingresso dell'Osteria prima di spostarsi verso Merrick in groppa a Leviosa e Sherva; nel frattempo CERCA di PRENDE lo SCUDIO MEDIO dalle spalle per porlo nell'AVAMBRACCIO SINISTRO. Ecco Isilwenna ed AWERDORO ora> Eligor Isil, Awer <e verso la Poiana fa qualche passo portandosi alla destra. Alle parole di Fokuz non replica seppure, quel saluto che l'uomo rivolge al trio, lo portano a dare un'occhiata veloce ai compagni ma per ora non entra, focalizzando l'attenzione su Merrick e Sherva>

{MignoloDXAmputato} Scale>Sala Esce da una delle stanze dopo averla sistemata, le lenzuola sporche restano appallottolate dinanzi al corpo, il mento deve tenere alzato sentendo vociare nella sala sottostante } quelle due benedette ragazze che ciarlano mentre ci son clienti {borbotta in quel passo portato lungo il corridoio per RAGGIUNGERE le scale . Il semplice vestiario, il solito corpetto nero intrecciato sul davanti, i calzoncini corti se non molto striminziti, un paio di calze le si arrampicano addosso come una seconda pelle fino a meta' coscia , poi gli stivali dove sia nel DESTRO che nel SINISTRO vi son posti i DUE PUGNALI da LANCIO . INIZIANDO a scendere le scale senza ruzzolare . I lunghi capelli son raccolti dal fermaglio e lo sguardo smeraldo resta sul gruppo seduti al TAVOLO 2 , quel saluto in primis e subito dopo la figura di Fokuz che appare lì. Lo sguardo si socchiude le labbra si tendono come una lama a stringere l'anello al labbro con i denti . Resta a META' della scala} ..{la voce esce al limite della gutturalita' } Non vi e' bastato quello che avete gia avete fatto ...dovete venire a rompermi gli zebedei anche qui ...{la voce di Levithan } certo lui scaccia , lui mette in fuga ...lui lui lui lui avete un ego che basta al vostro cavallo dei calzoni Fokuz {scandisce quel nome come se sputasse al suolo }
Al suo arrivo, tiene al fianco destro Armi lama corta , nelle gambe ha Armi da lancio , porta nelle braccia Armi da lancio , in borsa ha, Accessori x battaglie , Armi da lancio . Ha indosso, Pendente , Anello , Parure , Prezioso , Orecchini , Anello , Stivali , Prezioso , Guanti , Completo . Porta con sé, Volatili Grandi , Volatili Grandi , Cavallo , Cavallo , Fermacapelli , Tatuaggio , Gioco in scatola o da Tavola , Valigetta di Colori , Taccuino , Felini .
Esterno [Guadagna non più di cinque metri dalla porta dell'osteria, varcata da Fokuz sul quale lascia uno sguardo enigmatico, suscitato da quell'ultima affermazione alla quale risponde con un breve sbuffetto dal naso. Storce le labbra tornando su Calad, fintanto che il rumore di altre cavalcature non gli arrivano alle orecchie, costringendolo a voltarsi di tre quarti, intercettando l'arrivo d Isilwenna, sulla quale s'attarda dal basso verso l'alto, e AWERDORO ] Una festa? [Bofonchia verso Calad] No, certo che no! Ma... [Qualunque cosa la schiusa debole delle labbra stesse per dire, è quello che vede spaziando con lo sguardo -casualmente- verso il sentiero a bloccarlo] ...che... [Un filo di voce. Interdetto dalla visione di una bassa nuvola che fila silenziosa e dei suoi passeggeri. Che sia un'esclamazione o una risata quella che stava per scoppiargli sulla faccia, non è dato saperlo dal momento che tutta l'attenzione converge su Merrick -e Sherva-] ...giuro che una roba così non l'avevo mai vista! [Il tono un poco alto, per farsi meglio sentire, mentre pochi passi lo condurrebbero verso il centro della strada, con l'intenzione di accoglierli semplicemente con la propria presenza. Le braccia un poco larghe paiono chiedere spiegazioni, ma è chiaro come il sole che la cosa lo stia divertendo e manco poco]
Ingresso { la NUVOLARI, si abbassa docilmente di quota, sfruttando la spinta della tramontana per una planata disciplinata e morbida, che la vede diminuire la velocità di crociera senza strattoni né scossoni. A chi da terra è in posizione per scrutarne il ventre, mostra una superficiale ovale percorsa da intense sfumature blu notte, come strali di tempesta nella coltre candida } Non mi avete ascoltata nemmeno un po' eh? { gigioneggia, rivolgendo a Sherva l'affilatura di uno sguardo scuro, che la natura ha voluto cupo, ma l'umore attuale le fa ridente } parlavo di me e Sian, non di noi due qui questa sera { tenta di rifilare all'elfo un buffetto amichevole contro la spalla, proprio mentre LEVIOSA arresta la sua avanzata, SOSPESA a meno di mezzo metro da terra per consentire a entrambi gli esponenti dell'ALBA di scendere comodamente. Un primo sguardo all'ingresso dell'Osteria, le rivela la presenza di una discreta folla } però { fischia bassa fra le labbra carnose } non mi aspettavo tutto questo movimento { una considerazione che lascia il tempo che trova, quando la panoramica finisce la sua corsa sulle sagome ben nota di SIANODEL, AWERDORO e FOKUZ } Nuctemeron { il saluto scivola via dalle sue labbra come una carezza, la voce bassa e roca ad arrotondarne la pronuncia solenne } Awer! Che insperato piacere { e se al Gheppio offre un sorriso compiaciuto e spontaneo, è a Sianodel che riserva la sferzata scura e intima di uno sguardo che parla anche senza emettere un fiato che sia uno. Su Calad, infine, smista uno sguardo interlocutorio addolcito da un sorriso cordiale, che però non si accompagna ancora ad alcuna presentazione } Non è fantastica? { è a Sianodel e alla sua espressione che si rivolge, allargando la mano a indicare LEVIOSA che pare a suo modo felice di incontrare l'Astore, a giudicare da come tutta la sua superficie si lasci percorrere da una sorta di fremito }
esterno raggiunge a cavallo al ritmo del trotto, i pressi del Pellegrino, si ferma mentre il suo sguardo azzurro nota l'inusuale presenza di cavalli vicino all'osteria. Scende da cavallo con la velocità che l'ARMATURA DI METALLO gli permette di avere. Sulle spalle uno SCUDO MEDIO e una SPADA LUNGA è ancorata alla cintura al lato sinistro. I capelli scuri perennemente spettinati contornano il suo viso decorato da una barba curata. Alla vista di Calad e Sianodel <Eligor! Anche voi qui, era ora!> Si avvicina all'entrata mentre avverte rumori all'interno.
>Ingresso Osteria Eligor AWERDORO <la nota, in mezzo al raduno dei Falchi. Qualcosa puzza nell'aria. Arriccia il naso con una smorfia mostrando un 'espressione infastidita seppur il faccino della meticcia è così grazioso riesce ad esprimere quell'impressione disgusto> Sento puzza, Voi no? <lo sguardo guizza veloce e tagliente verso la porta d'ingresso dell'Osteria. Torna con lo sguardo su Calad e Sianodel> Eligor e ben trovati! <un sorriso delinea le labbra carnose della mezzelfa quando Calad si pone alla sua destra. Lo sguardo si dilunga nei suoi occhi poi drizzando le orecchie per ascoltare un vociare provenire dall'interno dell'osteria. Almeno non piove e gli stivali neri della mezzelfa sono pulitissimi tantè che gli dà un'occhiata veloce tornando poi verso i Compagni d'armi sollevando la testa quel tanto che basta per guardarli in viso e una mano, la destra va a poggiare sul pomo della SPADA LUNGA. In quell'istante ecco che lo sguardo indirizza su Cormoran. C'è anche lui ed un sorriso apre in sua direzione>
{Oste} Sala Giuraste fedeltà a Vivian? <guarda Andreis e gli risponde> Cerco di riunirli, se volete tornare Hirden, vi aspetto a Romsborg. <indica l'uscio> Ho fatto scappare un honottiano, si è spaventato solo a passarmi affianco <sorride guardando la porta che rimane aperta> Sto avendo un attacco di pane! Mai vista tanta gente arrivare tutta insieme. Il richiamo della foresta, forse <guarda Sherva e Merrick> Che strano, dove c'è Nebbia, ci siete voi due, poi sono io quello che va a braccetto con loro... <scuote il capo alla domanda di Levithan, facendo una smorfia avvertendo l'aura> Se faccio l'asta, la volete vincere? Ma poi mi pagate? <restando sulla PORTA APERTA guarda chi STA DENTRO e chi STA FUORI. Mette le mano in tasca e tira fuori i DADI DELLA MORTE> Stavolta partitina sadica? <guarda CALAD e gesticola con le braccia> O seguite l'honottiano o mi invitate a bere. <ascolta e guarda Lhilybhet> Io arrivo sempre prima degli altri, sono testimoni loro <indica ANDREIS, LEVITHAN E BOTIS, poi le sorride> Sapete che è strano, che in giro non ci fosse nessuno e ora Puckpuff... appaia gente? Non mi stupirei se arrivasse il Barone in persona <fa uno scatto con le spalle> E che dirgli? Verrebbe incontro al suo giullare preferito. <guarda tutti NERI, BRAVI e MAGHI apparsi appresso a lui, rimanendo sulla PORTA APERTA> Che facciamo, usciamo o entrate?
Ingresso Oh. Oooooh. Adesso è tutto più chiaro, dovete capire che per me fraintendere queste cose è la normalità.<Replica alla volta di Merrick mentre la Nuvolari si abbassa di quota, schiudendo l'ipotesi di un sorriso.> Se siete felice tanto mi basta: non ho consigli da dare a voi, se non quello di avere cura del vostro cuore.<Aggiunge infine, attendendo che la Nuvolari si sia del tutto fermata prima di piegare appena le ginocchia e spiccare un balzo per arrivare a terra. Un movimento per nulla rocambolesco: fluido, preciso, con quelle gambe che ammortizzano il lieve urto prima di raddrizzarsi.> Cielo, cielo. Non sarà la prima volta ma è sempre cosi piacevole.<Lo sguardo spazia a trovare Sianodel, di cui capta gli ultimi commenti.> Vero? Non ne avrò una tutta mia, ma accetto sempre un passaggio quando me lo si offre, specie se include il solcare i cieli. Ad ogni modo..<Si guarda intorno, passano un'occhiata verso Calad, Isilwenna, AWERDORO e Cormoran che sembra sopraggiungere.>.. vogliamo entrare? Non che io soffra il freddo ma..<S'avvia verso la porta d'ingresso quindi, lo sguardo che in ultimo coglie Fokuz.> Lunghi giorni e piacevoli notti Giullare. Di che Nebbie parlate, di grazia?
Sala Isacco [ Avverte il cambiamento prima ancora che la porta si spalanchi del tutto o che le voci dei presenti all'esterno diventino un coro distinto. Mentre Andreis giocherà con la sua zucca e Levithan lascerà che la sua aura si espanda, l'Enfher con un movimento fluido e metallico, compie un dietrofront metodico. Si allontana dal tavolo, lasciando che la lunga appendice si trascini sul pavimento. Dà le spalle a Levithan, ad Andreis e alla donna che scende le scale con il veleno tra i denti. Lhilhybet è solo un rumore di fondo; il vero pericolo, la vera preda, è fuori e il diavolo CERCA di fermarsi a circa SETTE METRI dall'INGRESSO. Ascolta le parole di Andreis e poi quelle di Levithan mentre la propria AURA razziale INNALZA ai MINIMI REGIMI, visibile come spire di un grigio scuro, malato. Emette una sequenza di suoni che appaiono come frantumati, scanditi in *LINGUA DEMONIACA*. ] "siamo noi la minaccia, fratello. Se qualcuno dovesse abusare della nostra pazienza, il loro sangue sigillerà la soglia." [ ciondola il capo schioccando le vertebre necroplasmatiche del collo taurino sicchè da causare un cigolio della gorgiera metallica. ]
Esterno [Il viso ruota sull'asse cervicale quando la voce di Cormoran gli giunge alle orecchie. Un sorriso divertito, scampolo dell'ingresso in scena del duo della Torre Bianca, corrompe la linea delle labbra] Eligor a voi! [...] Isil; Eligor! [Doppia sulla Mezza, rifilando l'ennesimo cenno della testa anche ad Awer, fintanto che la voce di Merrick non lo riporta a lei, giunta ormai a portata di sinistra, che le offrirebbe come tacito invito a farsi dare una mano per smontare dal nembo] Diamine se lo è! [Della solita calma non rimangono che le vestigia del portamento; l'espressione trasuda la meraviglia di vedere quell'opera meteorologica farsi quanto più senziente avrebbe mai potuto immaginare] Non ho mai visto nulla del genere! [Allunga la destra, provando a toccare con cautela la superficie fremente della nuvola, con occhi brillanti di ragazzino improvvisato] Oh, Sherva... [In ritardo, colpevole, sull'onda delle sue parole] ...Eligor e benvenuto ad Esperia! [Lo segue pochi istanti che culminano sul volto della Neofita, abbellendola di sorrisi dalla forza di mille soli] Ohggaia; spero che darete un passaggio anche a me! Non ho mai volato su una nuvola!
Esterno <La tranquillità della notte viene smossa dallo stridere asciutto del gheppio Robin. Un richiamo distinto che le fa alzare la testa seguendo il volo preciso e pulito sostenuto dalle correnti d'aria tra le ali forti e stese del rapace. Lo vede trovare appoggio sul ramo di un albero vicino l'ingresso dell'Osteria, la vista notturna in direzione della padrona e dei suoi passi. Assicurata Priscilla allo stallo si avvicina al gruppo di Falchi, alzando il mento per arrivare a colmare il divario delle loro altezze, fino a incrociare Calad verso cui stende un sorriso> Pensavo l'avesse organizzata voi, la festa. <Replica, anche se la domanda non è arrivata direttamente a lei, quando l'arrivo di Merrick e Sherva ne catturano l'attenzione. Alza le sopracciglia e li accoglie con un> oh, che piacere vedervi, Eligor! <E un'occhiata se la becca anche Leviosa, con un sorrisetto e le sopracciglia aggrottate> Curioso mezzo di trasporto avete! <Tornando a guardare la porta, su cui sosta Fokuz, alle sue parole replica> Infatti Giullo, chi si aspettava di trovarvi oltre il bancone che tanto amate. <E il labbro si sposta visibilmente verso destra in un sorriso mentre sotto il mantello porta le mani ai fianchi, quando la voce crescente di Lhilybhet le fa alzare un sopracciglio> Mi sa che qualcuno non vuole pagare, a giudicare dagli strilli dell'oste. <È il suo commento, mentre batte il piede a terra> Ci tocca fa' gli straordinari, anziché farci un brindisino, mi sa. <Un nuovo scalpitare di zoccoli la fa voltare in direzione del sentiero e, quando Cormoran è abbastanza vicino da essere riconoscibile, gli rivolge con un mezzo sorrisetto> Eligor, Sparviero. Avanzate una bevuta. <Solo a quel punto torna a Isilwenna, al suo sguardo, e affinando gli occhi anche i suoi lineamenti morbidi e distesi si fanno tesi> quando fate così, temo sempre cosa abbiano avvertito le punte delle vostre orecchie. <Per il momento sta ferma sul posto, insieme ai Falchi e i maghi appena giunti>
tavolo 2 siede al Tavolo 2, leggermente defilato, il mantello scuro leggero sulle spalle, ormai privo del peso delle armi lasciate alla rastrelliera. Il cappuccio è abbassato quanto basta per velare parte del volto, lasciando intravedere occhi attenti e lineamenti duri, osservatori ma non ostili. Il crine pece, raccolto dal fermaglio, oscilla appena quando piega il capo, incorniciando ciocche che scendono sulle gote. Le mani sono libere, poggiate sul tavolo con dita ferme, come a misurare silenziosamente il ritmo del luogo. Le ginocchia ben piantate sotto il tavolo, i piedi leggermente divaricati, pronti a un movimento solo se necessario. Non c’è fretta, non c’è tensione; c’è la calma di chi sa ascoltare più che parlare, registrare più che reagire. Intorno, la sala è viva: il legno delle assi scricchiola sotto i passi, bicchieri tintinnano, conversazioni sommessamente si intrecciano. I profumi della cucina e del vino caldo si insinuano nell’aria: spezie, legno stagionato e brace si mescolano creando uno sfondo sensoriale che Rude percepisce senza farsi distrarre. Gli altri avventori si muovono, parlano, ridono o si concentrano sulle loro occupazioni; Rude osserva senza intervenire. Ogni dettaglio catturato: posture, gesti delle mani, scivolii di sguardi, pause nella conversazione, la posizione dei bicchieri e dei piatti. Ogni elemento della sala diventa informazione silenziosa, registrata attentamente e senza ostentazione. Le ombre tremolanti dei bracieri, i lampi di luce sulle pareti e sui volti dei presenti, il fruscio del mantello e lo scricchiolio del pavimento compongono un quadro in cui Rude è parte e osservatore allo stesso tempo. Nessuna fretta, nessuna curiosità apparente; solo lui, al suo tavolo, attentissimo a ciò che accade intorno, un punto fermo in mezzo al fluire della vita dell’osteria.

Ingresso <ascolta le parole di FOKUZ e la mano sinistra solleva il maglio da Guerra da terra. La mano destra si muove sotto la testa dell'arma andandola ad IMPUGNARE> Beh mio caro giullare potrebbe essere anche una serata che potreste cantare un giorno nelle varie locande. E se mi dite che c'era un Honottiano, ancor più è giustificata la nostra presenza in questo luogo...<dice mentre va a posizionarsi alla destra della porta APERTA, mentre la propria aura permane ai MEDI LIVELLI, Il capo si volta verso Andreis e Botis> Signori, a quanto pare presenza ostile Honottiana è stata avvistata. Imbracciate le armi, può essere che era solo un'avanguardia. <poi il capo si muove a far capolino dalla porta ed osservare i vari BRAVI> Direi anche presenza degli scagnozzi dell'Angelo <dice quasi seccato verso Botis> Vi hanno mai detto che portate sfiga? <il tono è diverto mentre assume una posizione eretta e gli stivali dell'armatura completa strisciano sul pavimento dell'osteria allargandosi di poco. Poi torna su Fokuz> Come la Morte, io non perdo mai. <dice ponendosi dinanzi alla porta di ingresso ed osservando Sherva, Sianodel, Calad, Isilwenna, Awedoro, Cormoran e Merrick a circa TRE METRI DA LORO> Ebbene signori... siano le Tenebre e la MORTE! <La gamba destra va a fermarsi avanti alla sinistra portandolo all'ESTERNO dell'Osteria, flettendosi di poco. Mentre il busto si piega in avanti e le bracci vanno a portare il maglio da guerra lungo il fianco destro con la testa dell'arma rivolta al suolo>
Sala Isacco|T2 <osserva Levithan alzarsi e riprendere l'elmo alzandosi e poco dopo lo segue alzandosi osservando il vino e la zucca> Ma nella mia notte di Meditazione, non sarà che le cose devono strane? <domanda con una smorfia di schifo prima di osservare Fokuz>Ormai il nord è un lontano, piacevole ricordo, fui maestro d'armi di Vivian e nel Theng, se non erro la pronuncia...< e poi il parlare di Botis che non viene capito ed lo sguardo che si spalanca, la mano che porta lo scudo a slacciarsi senza nemmeno pensarci la traccolla che tiene lo scudo, poggiandolo sulla panca e la mano destra passa davanti al petto ad afferrare la spada senza estrarre nulla ancora, solo lo sguardo si alterna tra i due demoni in attesa di ricevere indicazioni, . Ma poi è Levithan che prende l'iniziativa e subito dopo va a ESTRARRE la spada e impugnare lo scudo seguendo Levithan, posizionandosi dietro di lui sulla sua destra, con lo scudo in guardi a coprire il corpo e la spada sguainata, lo sguardo che si rimbalza tra il manipolo composto da Sherva, Sianodel, Calad, Isilwenna, Awedoro, Cormoran e Merrick che verosimilmente saranno a QUATTRO METRI dall'umano, tace in attesa attento>
Esterno Osteria vi piacerebbe vero? <replica a Sianodel riguardo ciò che l'altro guarda con stupore> qualcosa di simile vidi all'Ateneo, mesi fa. Creature impressionanti <commenta ed ammira le manovre di avvicinamento di Merrick> Eligor miei signori <verso la donna e Sherva e per Cormoran ancora> Eligor Cormoran, pare ci sia festa, vediamo se l'ha organizzata Sianodel o Lhilybhet <per Isilwenna> sicuro la puzza che sentita era quella specie di fango ambulante misto a feci appena scomparso <riferendosi ad Ura mentre CERCA di ESTRARRE la MAZZA FERRATA dal fodero, tenendola nella DESTRA, con un movimento da SINISTRA a DESTRA; il braccio destro ora rimarrà disteso lungo il fianco, mentre l'ARMA tenuta quasi parallela al terreno> no AWERDORO , non l'ho organizzata io. Vi sembra tipo da feste in taverna? Eppure dovreste conoscermi, al limite in altri posti ed in modo del tutto eccezionale <le replica sorridendo divertito ma, i movimenti all'interno, richiamano il suo sguardo. Levithan e Botis che si muovono all'interno> allora non era solo puzza di orchi, qui ci sono mosconi oltre che topi <e al fare di Levithan e Botis che avanzano, lui CERCA di indietreggiare con passo veloce per portarsi a 5 METRI da loro: uno sguardo veloce ai compagni>

{MignoloDXAmputato} Meta'Scale {Resta piu' alta a quella meta' delle scale che portano al piano inferiore, la stoffa che trattiene con le mani vien serrata . La sala par accendersi di presenze } certo voi siete il primo in tutto ma non siete a casa Vostra ...perche' siete qui? ..eppure le Vostre intenzioni son risultate chiarissime allora aanche dinanzi al Siniscalco ..mi avete scacciato dalla taverna, mi avete portato via tutto quello che avevo presso al Corte ..e ora non contento venite sul mio posto di lavoro infastidendomi volutamente ... siete oltre i confini delle terre del Conte Petrus ....{scende fino in fondo le scale rimanendo lì a guardare i presenti in tralice } li avete portati Voi dunque ..visto che siete stato il primo .. {gracchia mollando le lenzuola sporche sul bancone, mentre scorge Levithan e Andreis avviarsi verso l'Esterno }
ESTERNO-Ingresso … è nato prima l'uovo o la gallina? { scocca con una certa vivacità la domanda retorica verso Fokuz, ma poi con una sola scrollata delle spalle esili le parole del giullare le son già scivolate via di dosso, riconsegnandola a una mimica decisamente più neutra } Oh, non state ad aspettarci, ce la sappiamo aprire anche da noi la porta { il vociare che proviene dall'interno non le dice nulla di particolare, se non che anche all'interno dell'Osteria non mancano avventori. Non si prende nemmeno la briga di sbirciare, più concentrata su quanti convergono da un punto o dall'altro verso l'ingresso, dando vita a una sorta di capannello variopinto di voci e volti, saluti e chiacchiere } Sono felice sì. E so che se farà qualcosa per non farmi più essere tale, incorrerà nelle vostre ire { l'occhiolino rifilato a Sherva, si condisce del brillio che altera la cupa tonalità dello sguardo. Una celia che smorza, nell'attimo stesso in cui SIANODEL raggiunge la sua sinistra offrendole la mano } E' mia, tutta mia { rivela, afferrando l'arto dell'elfo per scivolare giù dalla NUVOLARI. Un moto d'orgoglio che non argina minimamente, annuendo al suo indirizzo } se vi comportate come si conviene, potrei prendere in considerazione l'idea { LEVIOSA, sensibile all'umore della Neofita, accoglie il tocco dell'ASTORE con una nuova sgrullatina entusiasta arricciando le propaggine più soffici } Mh { la comparsa di ANDREIS e LEVITHAN oltre lo specchio della porta, spengono ogni sorta di entusiasmo } NUCTEMERON { il saluto offerto ai NERI non vacilla, così come lo sguardo che si posa su di loro } Nuovo servizio d'ordine? { domanda, arretrando istintivamente di un paio di passi nell'allungare la distanza che la separa da quell'ostacolo appena palesatosi } credevo fosse compito dei Falchi d'Esperia { è a Sherva prima di tutto che guarda, con la coda dell'occhio, ma il fianco lo offre a SIANODEL, controllando parimenti il fare di CALAD, impegnato come lei ad arretrare }
esterno <avverte lo sguardo di Isilwenna che lo raggiunge, china il capo verso di lei> Eligor, mia signora! <poi sente la voce di Fokuz sull'uscio, lo osserva bene, solleva lo sguardo a osservare la struttura del Pellegrino e poi torna sull'oste in trasferta> Eligor, Mastro Fokuz. Ma questa non è la Taverna del viandante! Se state cercando vecchi amici o vecchie amiche, temo non sia la serata più indicata. <Con gesto naturale, si volta a guardare AWERDORO e le annuisce con il capo> Non si rifiuta mica una bevuta, mia signora! Ma stasera sono di ronda, come potrete notare <allarga le braccia per farsi vedere meglio l'ARMATURA IN METALLO che indossa. Infine, alla voce di Levithan, si volta verso di lui, ascolta il suo dire, poi scuote il capo> No, grazie. Tenetevi le tenebre e la morte per voi, la morte puzza! <Infine, quando vede Calad estrarre la sua mazza, fa un lungo sospiro> Ci siamo... <sgancia lo SCUDO dalle sue spalle e lo fissa al braccio sinistro la sua mano destra si muove ad afferrare l'elsa della sua SPADA per ESTRARLA e impugnarla saldamente davanti a sé, perché se lo fa Andreis, posso farlo anch'io>
Esterno <Si sposta verso la porta, qualche passo scandagliando i volti dei presenti. Afferra qualche parola, i saluti di corcostanza e segue Sherva a cui dedica un saluto breve> Eligor! < un demone si piazza davanti la porta a TRE METRI dal gruppetto dei Falchi che si accingeva ad entrare. Lo sguardo azzurro guizza sulla figura del demone, il maglio al suo fianco destro. Lo fissa con sguardo tagliente, duro e CERCA di sganciare LO SCUDO dalla schiena, sfilandolo dalla cinghia di cuoio. Scivola nella mano SINISTRA impugnandolo davanti a sè> Ma guarda chi c'è! <la voce è tagliente e bassa. Sorpresa e ironica allo stesso tempo. Indietreggia velocemente affiancando CALAD>
tavolo 2 è seduto al tavolo due da alcuni minuti, abbastanza perché la sua presenza sia ormai parte dell’arredo della sala. Il tavolo è consumato, segnato da tagli superficiali e cerchi di legno più chiaro dove bicchieri caldi hanno lasciato traccia. Una candela corta brucia al centro, la fiamma instabile disegna ombre spezzate sul suo volto e sulle assi del pavimento. Il mantello scuro è stato aperto e lasciato ricadere sulle spalle della sedia, senza particolare cura; il cappuccio abbassato, il volto visibile. Il crine nero è raccolto dietro la nuca da un fermaglio semplice, qualche ciocca sfuggita incornicia le guance. Le mani sono nude, poggiate a tratti sul tavolo, a tratti intrecciate davanti a sé. Non tamburellano, non stringono. Le nocche portano segni vecchi, evidenti ma non ostentati. Il corpo è rilassato solo quanto basta: schiena appoggiata allo schienale, una gamba leggermente avanzata, postura di chi è abituato a stare in luoghi affollati senza occupare spazio inutile. Le armi non sono con lui. Sono state lasciate alla rastrelliera all’ingresso, visibili a chiunque voglia cercarle con lo sguardo. Rude non le controlla, non si volta verso di esse. Resta dove si trova. La sala è tutt’altro che tranquilla. Voci si accavallano, passi pesanti si fermano e ripartono, il metallo delle armature stride contro il legno. Dall’ingresso filtra aria fredda e movimento, dalle scale giungono rumori irregolari, parole lanciate con più veleno che volume. Rude non segue la confusione con il capo che gira; lo fa con sguardi brevi, laterali, mai insistenti. Un’occhiata all’ingresso quando il tono si alza, una verso il bancone quando il silenzio si fa teso, poi di nuovo sul tavolo. Davanti a lui c’è un boccale. Il liquido all’interno è ormai tiepido. Rude lo solleva senza fretta, beve un sorso breve, controllato, e lo riappoggia con un colpo morbido che produce un suono secco, quasi perso nel brusio. Con due dita lo ruota leggermente, come a cercare un punto più stabile sul legno. Quando qualcuno si muove bruscamente vicino al tavolo, Rude non reagisce in modo vistoso. Sposta la sedia di pochi centimetri, quel tanto che basta a ristabilire spazio. Il legno striscia piano sul pavimento. Un rumore minimo, ma reale. La sua presenza non è un’ombra: è lì, evidente, eppure non chiede attenzione. Il volto resta neutro. Nessuna smorfia, nessun sorriso, nessuna tensione visibile. Gli occhi seguono ciò che conta: il cambio di tono nelle frasi, le pause troppo lunghe, le mani che vanno alle armi e quelle che esitano. Il resto lo lascia scorrere. Rude non parla. Non interviene. Non prende parte allo scontro verbale né a quello che potrebbe seguirne. Rimane seduto al tavolo due, disarmato, presente, mentre la locanda si carica di nomi, rancori e presenze armate. Lascia che siano gli altri a riempire l’aria. Lui resta lì, parte della sala, come se ci fosse sempre stato.
{Oste} Sala Corvo, quando imparerete a chiamarmi GIULLO, allora direte la verità. Vi siete scordato della denuncia che mi accompagnassi a Packi? Che manco aveste il coraggio di attaccare? <apre a ventaglio quattro dita ripiegando il pollice> Oggi siete in vantaggio <fissa AWERDORO > Voi dovreste parlare quando salderete un debito, semmai non pagassi è tutto dovuto. Avete già scordato la storia di Nurak, cartigli e le scuse date al Maresciallo? <rimane sull'USCIO che TIENE APERTO, fissando i suoi animali> Si adesso andiamo. <guarda Levithan e fa spallucce> c'è sempre la prima volta. <mette la mano in tasca e tira fuori un taccuino> Ho in giro troppi debiti guarda Cormoran> Io non cercavo nessuno. I miei animali si sono allarmati e mi hanno incuriosito, ora se ho trovato gente con cui ho condiviso tempo, che sia clan, sia corte di Pan, che devo fare crocefiggermi? <indica l'uscita> ero entrato e non c'era nessuno a parte loro <indica I NERI> posso uscire? O devo chiedere il permesso? <espira e guaa Cormoran> E non mi chiedete il cartiglio, che io calcavo queste terre, prima che ci venisse il Barone e soprattutto voi bravi... <sorride> Ho difeso queste terre quando voi tutti... ho detto tutto...
Esterno <Sta proprio per entrare, quando la figura di Levithan emerge dall'ingresso; arretra di una decina (10) di metri dalla porta, dando immediatamente voce a Merrick.> Con me.<La mano destra sale a sganciare la COLLANA che porta al collo, PORGENDOLA a Merrick.> Prendete. Restate dietro di me e se occorre mirate e lanciate. Se le cose si mettono male, prendete la Nuvolari e non voltatevi.<Del canto suo lo sguardo permane alla volta di Levithan che si para appena fuori l'Osteria, e le figure che emergono oltre le sue larghe spalle, cosi come le figure dei Bravi a fronteggiare; non replica alla volta di Fokuz in quel frangente e non aggiunge altro.>
Esterno [La chiusura delle dita sulla mano di Merrick, così come il tocco della destra sulla superficie del cirro, risulta gentile ed allo stesso tempo sicura, consentendo all'Umana di scendere dalla cavalcatura cotonata] Oh, spero davvero lo facciate! Io dal mio canto non posso assicurare che... [Le parole gli muoiono in gola quando le voci che si raccolgono sulla porta chiamano alla sbarra Morte ed ostilità. Lo scatto del volto appare secco consentendo allo sguardo chiaro di fermarsi sulle figure dei Cavalieri Neri] Noi Falchi controlliamo Esperia. [Fa' eco alle parole della Neofita, CERCANDO di spostarsi davanti lei, a protezione, mantenendosi sulla destra di Sherva] Ma portare fuori la spazzatura è compito del taverniere! [Flette il braccio sinistro raggiungendo la spalla con la mano, trovando il legno dell'arco. CERCA di estrarlo sfilandolo dalla posizione tracolla, scivolando con le dita fino all'impugnatura] Concordo con quanto detto dal Corvo! [Mormora serio, rivolto a Merrick nonostante non la stia guardando, preferendo tenere gli occhi sui Neri, al di la' dei 10Metri che intercorrono tra loro tre e l'ingresso all'Osteria]
Ingresso [ Alle parole di Levithan, agisce con la freddezza di un automa da guerra. Non c’è fretta, solo una sequenza di movimenti collaudati, in cui va a SGANCIARE lo SCUDO con la mano sinistra così da serrare il cuoio e il metallo della protezione contro l'avambraccio sinistro e in un suono sordo, IMBRACCIANDOLO. Dopodichè la mano destra, corre verso l'elsa della SPADA, andando a SGUAINARE la lama dalla bocca del fodero, stringendo le dita del guanto destro attorno all'IMPUGNATURA. Segue Levithan e Andreis verso l'esterno. ] Siano le TENEBRE! [ Sotto l'elmo cornuto, la voce di Botis emerge come un soffio gelato che fende il calore della serata. ] Signori e signore.. Siamo stati informati di una presenza ostile, Honottiana, da queste parti... e anche di quella di una Nemesi. Per cui, non sfidate la nostra pazienza; è terminata circa qualche millennio fa, per l'esattezza. Risparmiateci inutili eroismi e indicateci dove si trova.. [ e poi dopo aver udito il sarcasmo di Levithan, abbozza un mezzo sorrisetto. ] dite che va meglio adesso, suo Carnefice? [ segue sia lui che Andreis all'esterno della locanda, CERCANDO di fermarsi a circa TRE METRI da Sherva, Sianodel, AWERDORO , Isilwenna, Carad, Cormoran, Merrick. Su quest'ultima indugia maggiormente lo sguardo scarlatto, osservando l'oggetto che Sherva gli passa. Piede sinistro avanti al destro, spada lunga inclinata parallela al suolo, ma mantenuta bassa, con la punta verso sinistra. L'AURA continua ad avvolgerlo ai MINIMI, diffusa per UN METRO di raggio. In *LINGUA DEMONIACA*. ] "hanno oggetti misteriosi.. "
Esterno <L'avvicinarsi di Levithan e Andreis alla porta li rende decisamente visibili ai suoi occhi, trovandosi a circa cinque metri dalla porta, in posizione arretrata ma vicina a Calad e Isilwenna. Sono i movimenti di estrazione di Andreis a catturarne l'attenzione, insieme allo stridente augurio del demone, e con le mani che sono già ai fianchi la DESTRA va al manico del suo PUGNALE per TENTARE l'ESTRAZIONE facendo scorrere la lama fuori dal suo fodero. La SINISTRA resta vicina al manico del secondo pugnale, in guardia del pudore che per il momento lo tiene coperto. Il BRACCIO DESTRO si allunga oltre la piega del suo mantello diventando visibile alla vista dei presenti, con il gomito flesso e la punta del PUGNALE a guardare i deliziosi ospiti che hanno deciso di animare la serata. Ma è a Fokuz che torna, mentre le altre presenze sono sotto osservazione degli altri, ed è lui che indica con la punta del PUGNALE> Vedo che non avete abbandonato le piacevoli compagnie, Giullo. Mi chiedo cosa ne penserà il Siniscalco, delle vostre scorribande serali nell'orario lavorativo che lui vi paga. E non temete, verrete pagato anche da me quando vi degnerete di rispondere a Biancanima sulla quota a credito. <Ancora lo tiene sotto i suoi occhi scuri, la punta del pugnale a prolungare quell'attenzione> O le vostre passeggiate notturne vi distraggono dal dovere? <Un nuovo sorrisetto si alza a destra del labbro, mentre l'uomo viene tenuto sotto i suoi occhi socchiusi mentre quelli aperti e atti alla vista notturna del GHEPPIO Robin seguono i movimenti della proprietaria e di chi tiene sotto osservazione. Alla risposta di Fokuz a Cormoran, replica secca> non ci provate, giullare finito. Queste terre non sono più le vostre e vi ripudiano da talmente tanto tempo che una rinfrescata sul vostro nome e sul perché siate qui ci sarà sicuramente utile. <E su di lui sosta, mentre la sinistra è già sul manico del secondo pugnale>

Ingresso <AURA 1/6><Il vento freddissimo di tramontana soffia attraverso il patio dell'Osteria, fischiando tra le piastre dell'armatura, il freddo non intacca il fantoccio e la sua natura. Ascolta le parole dei vari presenti, le soppesa. L'elmo cornuto si muove tra i vari presenti e l'aura inizia a turbinare come un nero vento attorno a se per un raggio di TRE METRI, così espande l'aura ai MASSIMI LIVELLI, un rosso bagliore si accede da sotto l'elmo e questi si posa verso Cormoran.> Avete già parlato abbastanza… Giocate a fare la guerra ma non siete pronti a morire. <avanza verso di loro a portarsi a circa DUE METRI da CORMORAN> Se fate una ronda bisogna sempre lasciare qualcuno di guardia. <poi verso Botis ed Andreis> Difatti, questa sera è stata avvistata una sentinella Honottiana nei vostri territori e...<facendo una rapida cernita dei presenti> OTTO… e ripeto otto tra Falchi di esperia e...Maghi della torre dell'alba non avete fatto nulla. <osservando adesso Cormoran e poi a seguire tutti i presenti, lasciando che la propria aura diventi stabile> Fate quello che sapete fare meglio, entrate a bere, offro io. Vi è una giara di Vino sul tavolo alla destra dell'ingresso. Noi andiamo a fare ciò che sappiamo fare meglio. <fa una pausa> Portare la Guerra e Morte… ma soprattutto dare la caccia al Traditore Honorius. <verso Fokuz> Dove è andato l'Honottiano? <rimanendo però fermo lasciando che il Maglio da guerra rimango lungo il fianco destro impugnato con entrambe le mani. Aggiunge in seguito a Botis> Non avrei saputo fare di meglio! <tornando poi sui BRAVI e i MAGHI BIANCHI> Questo dimostra la vostra poca inclinazione alla guerra e siete più una compagnia di Ventura...<verso Andreis> Che dite Adepto, cosa dovremmo fare adesso?
Esterno Osteria <il braccio sinistro va a piegarsi così da porre lo SCUDO già imbracciato prima a miglior riparo davanti a sè, il passo che CONTINUA ad indietreggiare per CERCARE di portarsi ad 1 METRO da SHERVA> Isil <la richiama con quello ch'è poco più d'un sussurro, seppure lo sguardo verso gli altri li richiami ugualmente allo stesso modo e, raggiunto SHERVA, le gambe andranno a flettersi leggermente pronte ad un eventuale bisogno di scatto. Prende dunque parola> l'unica presenza Honottiana era presente poco fa ed andata giusto dietro di voi, ovest <replica a Botis ed a questo punto pure a Levithan> altre presenze, qui, non se ne sono viste
Esterno incombe su questo mondo al fianco sinistro del Supremo di Morte. Muove la sua marcia verso l'ESTERNO dell'OSTERIA a circa VENTI METRI dai presenti. Priva di armi e di armatura, indossa una ARMATURA COMPLETA ma di chi cuoio che ne avvolge il busto con un corpetto scaglionato comprensivo di spallacci e pantaloni che terminano in stivalacci alti. I lunghi capelli neri circondano il viso dai tratti sfregiati dai moniti delle lame mentre scivola dai collo una catena che sostiene il medaglione dal pentacolo riverso al centro del quale è incastonato il teschio, nera effige. E' una sagoma mastodontica per la razza, oltre centonovanta centimetri di muscoli e nervi tesi, seppur la marcia non disegni la solita foga che la contraddistingue, affidandosi alla notte che la avvolge quanto alla vicinanza di Alukard a cui parla, fitto, incomprensibile. Lo sguardo rappresenta tutta la dannazione che porta dentro: la sclera è scarlatta, iniettata di sangue, dalle venature spezzate che lambiscono l'iride completamente vitreo nelle sfumature, frugando nel buio in direzione dell'Osteria dove si consuma tutto il trambusto di questa serata.
Al suo arrivo, il corpo è avvolto da Completo Guerriera . Ha indosso, Pendente . Con sé non porta nulla.
Ingresso <sguardo a Levitham sguardo a Botis, e al suo dire, non dice nulla di nulla solo sguardo rimane su di loro passando poi sui nemici prima di osservarli tutti, chi più vicino chi più lontano con le armi sguainate e con lo scudo a proteggere la propria figura, così alla domanda di Levitha, sorride e replica>Niente, continuiamo la nostra ricerca e lasciamo che non ha l'Onore di far guerra a gozzovigliare, non ha senso perder altro tempo...nella notte in cui il vecchio me, avrebbe dovuto morire e rinascere...<e così non dirà piu null'altro, la figura di Lunera in lontananza viene vista e non dirà nulla, sospettoso nell'osservare quell'imponente massa. Tace ora restando al fianco di Levithan in quello stallo che pare prolungarsi, e che nel silenzio dell'umano prosegue>

{MignoloDXAmputato} Sala Isacco>Retro {la sala si svuota , uno sbuffo marciando verso il tavolo2 a sistemare le sedie rimaste scomposte. Non una parola avviandosi verso il Bancone oltrepassandolo e nel passar via tirar su le lenzuola da portare sul retro } infame schifoso...
ESTERNO oh mamma, ecco che riattacca la litania dell'amarcord { sospira, sollevando gli occhi al cielo. Un'invettiva la sua che non ha né indirizzo né destinatario, sprimacciata fra le labbra nel tono sommesso di chi parlotta fra sé e sé, troppo impegnata a fissare i due NERI, DIECI METRI davanti, per degnare di ulteriore considerazione il resto. Di Sherva e Sianodel accanto a sé conserva chiarissima la percezione, oltre che la visuale periferica. Minuta al punto da sembrare una ragazzina, la Valmont, deve impegnarsi per non scomparire fra i due } Ma... { le parole di Sherva gli meritano un'occhiata più diretta, abbastanza per cogliere il gesto con cui le viene offerta la COLLANA }... e va bene { sbuffa, contrariata, allungando le dita della destra per TENTARE di catturare il monile, stringendo contro il palmo fattosi umidiccio di tensione i grani letali } Sì, lo immaginavo { borbotta ancora, incassando anche l'opinione di Sianodel che le sfila davanti a protezione, finendo probabilmente per nasconderla quasi del tutto. LEVIOSA percependo la sua preoccupazione la incalza a suo modo, premendole inquieta contro la schiena, bassa e pronta ad accoglierla nel caso. Si acciglia ascoltando LEVITHAN, la punta della lingua che danza sulla schiusa delle labbra già pronta a una replica che tuttavia culla ancora nell'alcova della bocca } lungimiranza { strattona la briglia di quel mantra per inghiottire il veleno che stilla fra le fauci, stringendo la collana fra le dita fino a farsi sbiancare le nocche. Su Botis slancia un'occhiata fosca, silente e vigile. Tesa, senz'ombra di dubbio }
esterno <verso Fokuz> Non vi chiederò mai un cartiglio, Mastro Fokuz, vi conosco già bene e anche così non fosse, al contrario di certe guardie ducali... <inizia a spostarsi indietro e poi lateralmente, allontanandosi da Levithan> ...so leggere, e so riconoscere le vostre insigne... <si avvicina a Sianodel, lo sguardo verso l'entrata, la SPADA puntata in avanti, concede ora a Levithan, sentendosi inspiegabilmente più nervoso e inquieto, lui che è solitamente calmo e metodico> Se cercate Honottiani, non li troverete all'interno del Pellegrino, demone!

esterno. il comandante della quarta ed ultima torre e sta scortando il Principe delle Tenebre ovunque lei voglia, come farebbe un umile servo; tant'é che ci sta parlando, chiacchierandoci del più e del meno durante la serata ormai prossima a far spazio alla notte dei mostri senza sonno. La osserva, senza mai cercarne il viso e le annuisce di tanto in tanto, continuando a camminare lentamente lungo il sentiero esterno all'osteria del pellegrino, distandovi all'incirca una VENTINA di metri. Avvolto dalle piastre METALLICHE della COMPLETA ARMATURA da Supremo e armato di uno SPADONE dalla lama bagnata nell'argento, agganciato in obliquo dietro la schiena, perciò con l'impugnatura che supera lo spallaccio destro, scoperto completamente, contrariamente al sinistro che porta i colori della morte: un nero drappo corto e logoro, simbolico come il lungo bastone di legno che impugna con la mano sinistra, su cui, in cima, svetta il vessillo dell'armata delle Tenebre, impegnato a danzare con il vento.
Al suo arrivo, sulle spalle ha Armi pesanti , il corpo è avvolto da Armatura completa in metallo . Ha indosso, Mantello , Anello , Pendente , Anello . Con sé non porta nulla.
Esterno < Lo sguardo vitreo color dell'oceano è fisso sul demone, con la coda dell'occhio segue lo spostamento di Sherva che arretra. Si infila l'ELMO in testa e solleva LO SCUDO davanti il petto. Con la DESTRA sgancia la MAZZA FERRATA impugnandola stringendo le dita sull'impugnatura mantenendo la palla di ferro appuntita ancora bassa. La voce di Calad le arriva in un sussurro che accoglie, lo sguardo sposta verso di lui e indietreggia seguendolo a protezione di Sherva e Merrick allontanandosi dalla minaccia di qualche metro, veloce in uno scatto indietro> State pronti! <Lo sguardo veloce sfila su Sianodel, Cormoran, AWERDORO e i due maghi a protezione e infine a Calad annuendo con il capo tornando a fissare il demone >
{Oste} Sala <fa una smorfia di sorriso ad AWERDORO > Peccato che Zingara non vi abbia informata di come quando lei era sul teschio ubriaco, io abbia sistemato e organizzato la cucina della taverna, non vi abbia parlato che a parte FAUSTINO, lavorano altre persone, come BOCIA e GEIGEI <cerca Lhilybeht> O siete venuta qui solo piangendo che vi ho cacciata? <appoggia le spalle alla porta ed ESTRAE la SUA SPADA, tenendola nella DESTRA e puntandola verso l'uscio indica verso LUNERA> Ecco di là <mette i piedi fuori dalla taverna> Meno male non ha sgagnato i miei animali... <la spada punta verso LUNERA e Alukard> Però adesso sono due, forse era così grosso che... <blocca un attimo la porta con il piede> Awer potevate cercarmi, se era vostra premura saldare il debito. Io sono di parola, nessuno ancora, oltre le guardie sa quanto è successo. <cerca ancora con lo sguardo LEVITHAN> Se usiamo il mio cane e il mio germano... magari riusciamo a seguire le tracce e acciuffare l'honottiano, che mica voglio arrivi a Romsborg o addirittura in taverna.... <fissa i neri FUORI DALL'OSTERIA> Ma voi ce lo avete il cartiglio? Se no ve ne vendo quattro o cinque... Si ma non fate come con l'asta eh! <tira fuori l'arma a arma corta e incita chi è dentro l'osteria> Venite a caccia di orchi o rimanete qui? <rimette la stessa da dove estratta> Vi giuro è passata un honottiano al mio fianco e non era Grassoc...
Esterno Voi ricorderete che state parlando con la cima della Torre Bianca, o vi doppierò a schiaffi a due a due finchè non diventano dispari proprio qui davanti a tutti finchè non imparete il significato di rispetto.. Camerlengo. In materia di confusione, forse dimenticate come ci siete arrivato a farneticare di debiti e di patti, non è cosi? Perchè io l'ho permesso. Si chiama potere. Non costringetemi a darvene nuove dimostrazioni, perchè la mia pietà viaggia di pari passo all'esaurirsi della pazienza della Nobile Shalafi, e a me a sembra che i grani di quella seppur vastissima clessidra per voi comincino ad essere piuttosto scarsi.
tavolo 2 resta seduto al tavolo due, come se nulla fosse cambiato nella locanda, eppure ogni fibra del suo corpo è vigile. Il mantello scuro scivola morbido sulle spalle, il cappuccio abbassato lascia intravedere i lineamenti concentrati ma rilassati. Le mani sono intrecciate davanti a sé, poi si appoggiano sul legno segnato dai bicchieri e dalle incisioni dei passati avventori. La candela centrale vibra leggermente per la corrente d’aria che entra dall’ingresso, e le ombre disegnano geometrie instabili sul volto di Rude, come a frammentare i suoi pensieri in schegge visibili soltanto a lui. Il boccale tiepido davanti a lui è ruotato con la punta delle dita, un gesto lieve, quasi impercettibile, che tradisce attenzione più che nervosismo. Ogni volta che la locandiera, Lhilybhet, si muove sul retro della sala, Rude percepisce il minimo cambio di postura, la rapidità con cui raccoglie i teli o il modo in cui piega il busto verso il bancone. Non cerca di catturare la sua attenzione, non interviene; lascia che le mani e gli occhi della locandiera parlino per lei, cogliendo gesti, pause e microespressioni che raccontano molto più delle parole pronunciate. Dall’ingresso filtrano voci e passi pesanti, il metallo delle armature stride sul legno mentre i Cavalieri Neri si spostano all’esterno. Rude li osserva brevemente con uno sguardo laterale: non è intimidito, ma registra ogni movimento, ogni interazione tra Levithan, Botis e Andreis. Nota le distanze mantenute, le posture di chi copre il corpo con scudi e spade, le minime oscillazioni dell’aura che accompagna il passo dei demoni. Rude beve un sorso controllato dal boccale, lo appoggia nuovamente, e inarcando leggermente il capo verso la locandiera mormora con tono neutro, quasi distratto: “Serata intensa… non capita spesso di restare soli in questo turno.” Le parole sono casuali, ma abbastanza chiare da far percepire la sua presenza senza apparire invadente. La frase non ha fretta, non cerca risposta immediata; è un invito silenzioso, una porta aperta a chi vuole confidarsi, senza costringere. Ogni parola, ogni piccolo gesto è calibrato: le mani che sfiorano il tavolo, la schiena che rimane dritta ma rilassata, il corpo che non si muove a scatti, ma segue il flusso della locanda come se fosse parte integrante della sala stessa. Gli occhi di Rude alternano osservazione micro e macro: dal retro dove Lhilybhet sistema le sedie e tira su lenzuola, al bancone, all’ingresso e oltre, dove i Falchi e i Maghi bianchi osservano la scena esterna. Registra l’altezza delle voci, il ritmo dei passi, la frequenza dei movimenti, le mani che si portano alle armi. Ogni segnale è catalogato mentalmente, ogni respiro, ogni minimo cambiamento nella postura di chi lo circonda è memorizzato. Quando la locandiera passa vicino al tavolo, Rude inclina appena il capo in segno di riconoscimento, senza alzarsi né spostarsi. Il gesto è sufficiente per comunicare presenza senza minaccia. Le dita scorrono ancora sul boccale, con delicatezza, come a scandire un tempo segreto: osserva, memorizza, valuta. Nel frattempo, i suoi sensi captano tutto: la tensione dei Neri appena usciti, la cautela dei Falchi e degli elfi, la riluttanza di Fokuz a interagire apertamente. Rude capisce che l’ostilità è palpabile, che chiunque potrebbe reagire male a un movimento fuori luogo. Per questo, rimane radicato, come se fosse sempre stato parte della scena, apparentemente disarmato, ma pronto a reagire con precisione chirurgica. Rude, seduto al tavolo due, diventa così un nodo di informazioni: raccoglie dettagli su chi è presente, su chi comanda tacitamente la locanda, su chi osserva chi. Non interviene, non alza la voce, non sfida: la sua azione è pura osservazione attiva, capace di trasformarsi in leva strategica quando sarà il momento giusto per agire. L’obiettivo non è creare tensione, ma approfittare della presenza e del flusso della serata per costruire conoscenza. Ogni gesto, ogni pausa, ogni occhiata è calibrata: il tavolo due è diventato la postazione di comando invisibile di Rude, un piccolo osservatorio privilegiato. La sua mente annota mentalmente: le abitudini della locandiera, i percorsi di entrata e uscita dei Cavalieri Neri, i toni e le esitazioni di Fokuz, le armi visibili e quelle nascoste dei presenti. Tutto questo materiale costituisce la base per qualsiasi futura azione, sia essa diplomatica, furtiva o di manipolazione delle informazioni. Rude non ha fretta, non cerca gloria: ascolta, memorizza, diventa parte della locanda, pronto a trasformare ogni dettaglio osservato in vantaggio quando sarà il momento opportuno. La sua presenza è silenziosa ma potente: un osservatore nel cuore della tempesta, invisibile agli occhi meno attenti, ma pronto a sfruttare ogni parola, ogni gesto, ogni ombra.
Esterno resta dapprima in un silenzio raccolto, senza più prestare orecchio al mondo; alla ricerca della CONCENTRAZIONE il suo sguardo si orienta fra le figure di Levithan e Botis, mentre le labbra tornano a schiudersi per enunciare parole nella Lingua Arcana. Un cantico, che partendo da toni bassi innalza progressivamente la sua intensità mentre il Custode cerca contatto con la Trama, l'essenza stessa della Magia. E' la mano destra a tuffarsi nella scarsella sul medesimo lato per produrre le COMPONENTI MATERIALI utili al compimento dell'Incantesimo, sposandole con quella nenia che volge ormai verso lo zenit. Senza che lo sguardo spazi oltre le due svettanti figure di Botis e Levithan, TENTA DI RICHIAMARE le energie arcane scandendo in ultimo un comando, che la Lingua Arcana traduce in qualcosa di alieno, vibrante, l'assoluto climax di quell'accorto incatenarsi di parole e gesti.
Esterno [La mano sinistra sollevandosi supererebbe l'omologa spalla. Tra gli impennaggi che spuntano dalla faretra ne catturerebbe uno tra le dita, sfilando la freccia con movimento fluido e rapido. Alla cieca, nella sicurezza del gesto ormai abitudinario, la cocca troverebbe la corda dell'arco lungo. CERCA così di INCOCCARE andando immediatamente in pretrazione. La voce di Merrick alle spalle, gli occhi su Levitha, solleverebbe il braccio sinistro, porgendo la medesima guardia. Arto teso. Punta rivolta al Demone. TENTA di MIRARE direttamente al volto del Cavaliere Nero] Troppe parole per gentaglia che non ha alcuna giurisdizione in queste terre! [Gomito destro flesso, CERCA di caricare i flettenti, richiamando la mano fin sotto lo zigomo, allineando l'occhio allo strale. I polpastrelli di indice, medio ed anulare tratterrebbero la corda. Il primo posizionato al di sopra della freccia. I restanti due, al di sotto]
Esterno <proviene dal buio, emerge dal fosco, si districa dalle ombre, strazia la quiete quando lo scenario che le si palesa davanti a circa QUINDICI METRI le scaturisce un rantolio a ribollirle in gola, serrando le fauci e facendo stridere la morsa dei denti. Indugia sul Carnefice per qualche istante, devia su Botis e chiude su Andreis prima di deviare su Siandel che incocca mirando Levithan. Apre la mano destra a palmo all'insù indicando ad Alukard lo scenario che dinnanzi a loro si consuma prima di confidare al Supremo poche parole, basse e confidenziali soltanto per lui prima di disporre ai CAVALIERI NERI> Il presidio resta al Carnefice di Morte. <distende sulle labbra sfregiate l'ombra di un sorriso, qualcosa di ben distante dal genuino atto in se e che non le contagia affatto lo sguardo: questo si mostra screziato di sangue nella sclera, riempito da venature che si spezzano e lo rendono scarlatto. Sfila una occhiata su Fokuz per un istante, indugia su Sherva e sui vari PRESENTI senza soffermarsi su nessuno, PROVANDO invece a procedere verso l'INGRESSO dell'OSTERIA da cui dista ora circa QUINDICI METRI>
Esterno [ L'elmo brunito ruota con lentezza disumana, inquadrando uno ad uno i Falchi e i Maghi. È un censimento delle anime, una valutazione tattica che non lascia spazio al dubbio. Poi, la sua voce torna a graffiare il silenzio, sovrapponendosi al fischio della tramontana. Si rivolge a Levithan e Andreis, ma il suo tono è una freccia scagliata contro il muro nemico. ] Vedo mani che tremano su collane e foderi. [ Vedo mani che tremano su collane e foderi mentre l'AURA incrementa ai MEDI LIVELLI, giunto a distanza di ingaggio, da Merrick, AWERDORO , Cormoran, Sianodel, Isilwenna. È su Merrick che fossilizza di più lo sguardo e poi un suono simile a una risata strozzata. ] voi non volete creare complicazioni, lo so, lo percepisco, perchè sentire il suono lacerato di una lama che trapassa la carne? Per noi è un sospiro di sollievo... perché il dolore è talmente vasto da non avere più voce ma per voi no ragazza, per voi no... pensateci, potreste tornare a casa viva, dalla vostra famiglia.. [ persevera, dopo Levithan. ] Siete in otto. Otto contro un solo Honottiano, ed è riuscito a fuggire sotto i vostri nasi? E adesso.. siete in otto contro tre di noi che pretendiamo la tutela di questo luogo. Prendete in considerazione la proposta del Carnefice, offre lui.
Esterno <Il BRACCIO DESTRO resta sempre steso, con il gomito appena piegato, e la punta del pugnale resta ancora a indicare il chiacchiericcio di Fokuz. Il naso si arriccia in una smorfia, insieme alle labbra che si piegano in fastidio, mentre replica asciutta> Giullo, quando vi accorgerete che proprio a nessuno frega assolutamente niente di quello che millantate continuamente di aver fatto, pronunciando nomi di gente che non vuole stare sulle vostre labbra o di cui ormai non permane nemmeno l'ombra in queste terre, sarà un bel giorno di pace per il Granducato tutto. Servitori di Luce e di Tenebra in egual misura. <Si sposta su indicazione di Isilwenna con Calad, tenendosi a un metro dietro di loro, ma quando Fokuz passa all'estrazione della sua lama, stretta la MANO SINISTRA attorno al manico del PUGNALE TENTA d'ESTRARRE anche la seconda lama che si snuda alla vista ma resta in PROTEZIONE del TORACE, con il gomito flesso. Lo guarda ancora un poco, addirittura fino alla seconda incredibile, potentissima, velocissima mossa di estrazione della seconda lama nel giro di pochi attimi, alzando un sorrisetto ironico> Palamiseria, Giullo. Manco dal migliore dei combattenti m'aspetto di veder estrarre le armi con tanta velocità, figuriamoci da un oste. Il Siniscalco deve assolutamente sapere delle vostre predisposizioni belliche e delle vostre cacce notturne. <Tiene ancora gli occhi su Fokuz e quel che accade tra gli altri viene appena percepito dal suo campo visivo periferico, persino l'arrivo di Lunera viene per il momento ignorato mentre resta tranquilla nella protezione dalle armi sguainate dai compagni>

Ingresso <Aura 2/6><si avvicina a CORMORAN a circa UN METRO da lui, CERCANDO di far appoggiare il pettorale della propria armatura al DEBOLE della spada dello sparviero> Lo abbiamo notato, che avete lasciato l'osteria del pellegrino sguarnita. Grazie! <poi verso Isilwenna> Non siete pronti...andate dentro! <dice lasciando che lo sguardo si muova verso Sherva, Calad e Merrick. Ma è sul primo su cui si sofferma> Tornate alla torre di Magia voi, avete già bevuto troppo. <l'attenzione però su posano sulle figure di Lunera e Alukard. La sua postura si rilassa per qualche attimo, ma la presenza di Lunera lo irrigidisce. Poi verso Andreis> Esattamente, vedo che qualcosa sono riuscito a passarvela Adepto. <Aggiunge rivolgendosi anche a Botis> Cavalieri, è in arrivo il Principe. <Non si allontana in seguito da Cormoran di TRE METRI, l'aura permane ai MASSIMI LIVELLI, andando a **percepire le emozioni** dell'uomo, fa un cenno a Lunera> Tenebre e Morte mio Principe, ho accompagnato l'Adepto per la sua notte di meditazione in Osteria, in compagnia del Cavaliere. Ma ahimé era deserta questa osteria. <indicando la compagnia dei Bravi con un gesto quasi accennato> Erano di ronda... ed hanno lasciato scappare una sentinella Honottiana. <poi verso Alukard> Tenebre a Morte, Supremo. <rimane fermo mentre rinsalda la presa sul Maglio da Guerra e fissa ora Cormoran> Siete quello corazzato meglio, date voi l'ordine ai vostri di abbassare le armi e vi ritirate? <domanda con una voce che diventa distonica e fuori ritmo, quasi fosse più voci nello stesso tempo a parlare>
Esterno Osteria <continua a permanere ad 1 METRO da Sherva che ora si concentra, a protezione: SCUDO alzato davanti a sè sull'avambraccio sinistro; BRACCIO DESTRO piegato ad angolo quasi retto che tiene fermamente la Mazza Ferrata parallela al terreno e GAMBE flesse. Le parole di Lunera arrivano chiare al proprio udito, nonostante l'Elmo: per qualche istante rivolge lo sguardo su di lei - in movimento verso l'ingresso dell'osteria, ma torna quasi immediato su Levithan e Botis> l'honottiano è stato visto sul momento in cui siamo arrivati, di sfuggita peraltro, ed è subito scappato. Piuttosto voi: ch fate qui? Non è questa terra adatta a delle mosche <ancora uno sguardo di sfuggita verso Lunera fino a fermarsi su Isilwenna in attesa: non le indirizza alcuna parola, solo lo sguardo>
Ingresso <osserva Levithan avvicinarsi e guarda il suo farsi e rimane armato, sembra rilassarsi un meno, almeno fino a quando non è la figura di Lunera che si fa viva e un cenno de capo a modi inchino per lei> Che siano le Tenebre Principe...<e così saluto poi anche il vampiro> Supremo...<e non dirà altro tornando a controllare i vari uomini, mezz'elfi e umani che sostano fuori, e poi un'occhiata a Calada, tace lasci che il tempo scorra, attento ancora armato ma non velligerante solo in attesa, teso visibilemente, ma senza traccia di paura, tace>
ESTERNO { a DIECI metri dai NERI di fronte alla porta dell'OSTERIA, chiusa nello scrigno costituito dai corpi di SIANODEL e SHERVA, fatica a raccogliere nella panoramica del proprio sguardo i movimenti degli altri FALCHI intorno a lei. Percepisce solo CORMORAN e ISILWENNA avvicinarsi, mentre la pressione di LEVIOSA, la NUVOLARI, sempre bassa alle sue spalle, la inchioda a quella posizione come una perla nella valva } Eccoci qua { è a malapena un sibilo il commento che sfiata sempre più nervosa quando il canto arcano di SHERVA le pizzica l'udito. La COLLANA dondola fra le dita, impugnata con la devozione che una prefica in gramaglie dedicherebbe al proprio rosario. Botis, seppur distante quanto gli altri NERI è un'ombra che incombe da lontano su di lei con la sua stazza a permetterle - nonostante l'evidente deficit di altezza della Valmont - di essere scorto. L'attenzione del FANTOCCIO non è gradita, lo si intuisce facilmente da come si tende ogni tratto affilato sul suo viso, eppure la voce con cui gli risponde mantiene quell'insolita timbrica accomodante e bassa, roca e sdrucciola come un'onda che baci la battigia } Siete carino a preoccuparvi delle mie sorti, NERO { … } ma ragazza o no, nessuno dovrebbe sposare una missione o vestire le sue insegne senza la consapevolezza che ogni passo, giorno, scelta o respiro può essere l'ultimo. { una brevissima pausa, la falce stridente di un sorriso a smuoverle le labbra } IO LO SO { sentenzia laconica, avvedendosi dell'arrivo di LUNERA e ALUKARD alle sue spalle, grazie alle parole di Levithan }

esterno. ( prosegue nell'avanzata e lo fa ancora con estrema lentezza: trovandosi ad una QUINDICINA di metri dall'osteria del pellegrino, scortando il Principe delle Tenebre, tant'é che tra le dita della mano sinistra impugna un'asta di legno, alla cui cime è posto il vessillo della nera armata. ) come ordinate, anche se immagino basterà chiederlo al Carnefice. ( mormora in direzione della sua padrona ed infine si concede una piccola pausa, osservando tutti coloro che presenziano l'esterno, alleati e nemici, senza escluder nessuno. ) siano le Tenebre e la Morte: Signori e Signore. ( … ) apriteci un varco, noi ci limiteremo a sfilarvi in mezzo, non ho voglia di passarvi sopra. ( è un chiaro ordine quello che dona al mondo intero, ma alla fine si concentra su Levithan, Botis, Andreis, puntando loro con gli occhi chiari. ) stanno iniziando qualcosa che dovrete finire voi? … la quarta torre è affamata, quindi non mostrate alcuna pietà verso chi cerca di fronteggiare la nostra nera Regina. ( sancisce, lasciando comunque il comando al Carnefice, difatti il Supremo, questa sera esiste solo come CUSTODES della donna umana a cui offre il fianco sinistro, lasciando il destro libero, quello della mano dominante che resta distesa lungo il fianco omologo, dimostrandosi privo di belligeranza in favore di Maghi bianchi e Bravi. )
{Oste} Sala <guarda AWERDORO > E chi ha fatto nomi? Ho detto che io battevo i piedi su queste terre quando voi manco sapevate dove foste di casa. <la fissa rinfoderando la spada e mostrando il braccio sinistro con la cicatrice> Io poi che vi do spiegazioni che manco dovrei... <incrocia le braccia al petto> Avete per caso salvato il conte Petrus? Avete visto Romsborg volare? E vi fate paladina di queste terre, come si dice dalle nostre parti? Pure i pulice... <sorride e poi risponde a CALAD, sempre mostrando il braccio> Hanno il mio odore. Io dovevo fingere una passeggiata e attirare gli honottiani... che qui hanno brulicato come in taverna. Li ha uccisi un paio di volte Maniakesh, con qualcuno di voi, no? <guarda tutti> Ora, possiamo finire come in taverna, via il nemico si festeggia, brindando tutti assieme? <socchiude gli occhi> A no, non siamo in taverna.... <fissa Lunera> Se vi attaccano, non temeno voi, ma Paclki si. <scuote la mano> Mamma mia che smacco... <guarda CALAD> L'avete visto fuggire e non l'avete inseguito? Ma bravi...proprio tutti bravi...<allarga le braccia> Che si fa? Ci scanniamo fra di noi, così gli honottiani trovano campo libero o ci organizziamo e andiamo chi di qui, chi di la <muove le braccia a indicare delle direzioni> E vediamo se prendiamo l'esploratore degli honottiani o se no possiamo far arrivare notizie che questo avamposto è pieno di gente armata...
Esterno ***STASI*** [Attorno alle BRACCIA di Levithan e Botis si addensa una massa traslucida ma permeabile, simile nell'aspetto al cristallo. | Effetto: è in grado di alterare il tempo stesso, bloccandone lo scorrere per i bersagli in parte o su tutto il corpo e causandone paralisi. | Bersagli: max 2, Braccio Dx Miadh, Braccio Dx Alukard | Durata: 3 turni. | Malus: su razze e creature alate in volo, ad eccezione dei Draghi, il livello degli effetti è decurtato di 1; in ogni caso, l’entità minima corrisponde al Livello 1. | LIV MAGO: 3 | PARAMETRI CAST 3]
Esterno ***STASI*** [Attorno alle BRACCIA di Levithan e Botis si addensa una massa traslucida ma permeabile, simile nell'aspetto al cristallo. | Effetto: è in grado di alterare il tempo stesso, bloccandone lo scorrere per i bersagli in parte o su tutto il corpo e causandone paralisi. | Bersagli: max 2, Braccio Dx Miadh, Braccio Dx Alukard | Durata: 3 turni. | Malus: su razze e creature alate in volo, ad eccezione dei Draghi, il livello degli effetti è decurtato di 1; in ogni caso, l’entità minima corrisponde al Livello 1. | LIV MAGO: 3 | PARAMETRI CAST 3]
esterno <sul volto un'espressione di sorpresa nel vedere Levithan appoggiarsi sul debole della sua spada, la sensazione di inquietudine pare aumentare, come il senso di nervosismo che traspare da come le dita si serrano spasmodicamente sull'impugnatura della spada. Non se lo fa ripetere, sposta il PIEDE DESTRO in avanti andando incontro a Levithan, ruota appena il busto in senso orario, portandosi indietro il braccio destro e tentando di staccare quel poco che basta la punta dal pettorala di Levithan, poi scatta con il busto verso sinistra in senso antiorario come una molla e il debole che prima puntava al pettorale del demone, viene scagliato con la PUNTA verso il collo del demone, TENTANDO di infilarsi tra il pettorale e l'elmo di Levithan>
tavolo 2 Rude rimane seduto ancora qualche istante al tavolo due, lasciando che le voci e le tensioni scivolino oltre di lui. Il brusio della sala si è rarefatto rispetto a prima, ma non è silenzio: è quel tipo di quiete instabile che segue un alterco, quando tutti fingono normalità e nessuno lo è davvero. Solo allora si muove. Le mani si sciolgono dall’intreccio e vanno a poggiarsi sul piano del tavolo; Rude si spinge in avanti con un movimento fluido, senza fretta, alzandosi in piedi. La sedia arretra di pochi centimetri, producendo un lieve stridio sul pavimento di legno, subito assorbito dall’ambiente. Non cerca di nasconderlo, ma nemmeno lo accentua. È il rumore naturale di qualcuno che si alza, nulla di più. Il mantello resta sulla sedia, abbandonato come prima. Rude rimane in camicia scura, le maniche abbassate, la figura asciutta e composta. Non porta armi addosso; chiunque guardi verso l’ingresso può constatare che sono ancora alla rastrelliera. Lui non le controlla, non ne ha bisogno. Fa un passo di lato, quel tanto che basta a liberare la visuale tra il tavolo e l’uscita. Gli occhi si sollevano, cercando tra le figure presenti fino a trovare Fokuz. Non lo fissa subito: prima uno sguardo rapido, poi un secondo più fermo, mantenuto quel tanto che basta a farsi notare senza risultare invadente. Quando il contatto visivo è stabilito, Rude non parla. Inclina appena il capo in un cenno breve, riconoscibile, accompagnato da un’espressione neutra ma aperta. Una mano si solleva dal fianco e, con due dita, accenna un gesto semplice verso il tavolo due: non un richiamo plateale, non un invito teatrale, ma qualcosa di quotidiano, da locanda. Il tipo di gesto che dice “se vuoi, c’è posto” senza bisogno di parole. Subito dopo, Rude riporta la mano a sé e torna a posizionarsi accanto alla sedia, senza sedersi. Rimane lì, appoggiando appena le dita allo schienale, il peso distribuito in modo rilassato. Non insiste. Non ripete il gesto. Non cerca l’attenzione degli altri. Lo sguardo resta su Fokuz solo per un istante ancora, poi scivola altrove: sul bancone, su un angolo della sala, sulle ombre che danzano lungo le pareti. È un invito lasciato nell’aria, non una richiesta. Se Fokuz vorrà raccoglierlo, saprà dove trovarlo. Se non lo farà, Rude tornerà semplicemente a sedersi. In entrambi i casi, nulla cambia in apparenza: un avventore che si alza, fa spazio, e aspetta.
Esterno < Il vento di tramontana fischia oltre l'elmo che le nasconde il viso. Gli occhi restano puntati davanti a sè, le gambe flesse e parallele, porta in avanti il PIEDE SINISTRO sollevando la MAZZA FERRATA davanti a sè, la stringe con decisione portandola con la testa alta. Il pendente resta al centro del petto oscillando leggermente. Aggrotta la fronte allo scambio di battute tra AWERDORO e il Giullo-oste per poi puntar lo sguardo su Botis> Voi non tutelate un bel nulla. Questo è territorio nostro e qui non siete i benvenuti < risponde con fermezza nella voce che taglia l'aria come il freddo pungente della sera mantenendo una calma apparente stringendo l'impugnatura della mazza ferrata dritta e PARALLELA al terreno così come lo SCUDO leggermente spostato sulla sinistra del busto. All'arrivo del Principe delle Tenebre millantata dal demone la Poiana ne ricerca la presenza tangibile girando la testa a destra e sinistra> dov'è? <sussurra verso Calad con voce risoluta. Lo sguardo inquadra su Sianodel e solleva la mano mostrandogli il dorso in segno di attendere finchè non dirà di scoccare la freccia verso il bersaglio stabilito e quando Coromoran si scaglia contro il demone abbassa la mano, velocemente>
Esterno [La voce di Merrick alle proprie spalle è una specie di certezza in grado d infondergli tutta la caparbietà di cui potrebbe avere bisogno in una situazione come quella. Gli occhi chiari fissi su Levithan non esitano durante i brevi spostamenti che questi compie per avvicinarsi alla posizione di Cormoran. La punta della freccia rimane orientata contro il volto del Demone; CERCA calcificare la MIRA sul Fantoccio. L'inclinazione dell'arco è leggera nell'orientare appena a destra il flettente superiore. La destra ferma sulla corda, trattiene il caricamento, permettendo all'occhio di mira d non perdere di vista il bersaglio. La linea delle labbra s'indurisce all'istante quando Cormoran non ci pensa due volte]
Esterno <accoglie il rapporto di Levithan piegando leggermente il cranio verso lo spallaccio destro, indugiando per un istante su coloro che animano l'esterno, priva di reale attenzione dei dettagli. Su Calad sosta per un attimo in più con lo sguardo, accennando per lui l'ombra di un sorriso sulle labbra sfregiate: qualcosa di tenue, solo lievemente pronunciato, mentre lascia ad Alukard l'espressione delle parole ignorando l'ipotesi di donare attenzioni a nessuno tra i presenti, procedendo nella sua lenta avanzata. Mentre tutto accade, parla ai CAVALIERI NERI> Quale... ridicola... situazione. <commenta osservando senza particolare attenzione in realtà davvero nessuno, procedendo con Alukard nella sua sortita esterna alla Locanda disponendo ai CAVALIERI NERI> Rompete le righe, non c'è gloria qui questa notte, abbiamo a che fare davvero con degli incapaci - salvo lui <indica con un cenno del mento Calad a Levithan> Lui mi piace, baderemo a corrempergli l'animo. Carnefiche Levithan, all'esterno ci sono dei carri abitati dai Nati Liberi, non so se ve ne siano anche dentro ancora. Andate da quelli all'esterno ed informate il Ragno che la Nera Armata è qui, ormai. Lui sa già cosa vuol dire. Io ed il Supremo vi raggiungeremo presto. <e detto ciò si allontana con Alukard prendendo la via verso l'esterno della Locanda, senza rispondere a nessun'altro o dedicare ad alcuno le proprie attenzioni. Volge in uno stato confusionale, guidato dalla flemma, verso l'esterno della Locanda, sparendo dallo sguardo dei più>
AURA1/6 [ In mezzo a quel miasma di presenze che si armano ma indietreggiano, il diavolo ESPLODE la propria AURA ai MASSIMI LIVELLI, riverberando in quel grigio cenere, l'armatura che altro non è che un guscio di metallo nero come una notte senza luna. Il diavolo distoglie lo sguardo da Merrick e appena si accorge di Lunera in compagnia di Alukard egli si INGINOCCHIA: ogni giuntura stride come un suono di ossa rotte. ] Siano le TENEBRE. Maestà! Supremo! Attendo un' ordine.. [ non sembra accorgersi di quanto sta facendo Sherva, ma un RUGGITO, si dibatte dal raugbar insito al centro del torace, contenente la sua essenza appena recepisce l'insulto di Calad. ] recitate la vostra consapevolezza come una lezione imparata a memoria, ma la morte non è un concetto filosofico... [ il guanto d'arme stringe maggiormente la presa sul manico della LUNGA. ] godetevi il calore del vostro sangue femmina di umano, finché è ancora dentro di voi.. tra un po, potrebbe fare freddo, molto freddo. [ e poi su Isilwenna. ] me ne sbatto della politica ma se il principe lo desidera faremo di questo posto la nostra alcova e i vostri cadaveri finiranno impalati come monito.
Esterno <Le chiacchiere di Fokuz le fanno salire una risata piena, dritta in faccia al giullare che s'è dimenticato pure i campanellini per l'intrattenimento di quella serata, mentre la DESTRA che lo punta si smuove in piccoli movimenti circolari> quante chiacchiere che siete, solo quelle, utili giusto a ricordarci che siete meno del fantasma di quello che eravate. Se lo siete mai stato, poi. <E ascolta anche quanto detto a Calad, rialzando il sorrisetto verso Fokuz> grazie, chiacchierone. Ci state fornendo una quantità così abbondante di dettagli su quanto poco sia opportuna la vostra presenza qui, con questa compagnia, che ne avrò da scrivere una mattinata intera a chi di dovere. <E, senza fare una piega ulteriore, resta a guardare la ritirata della spada di Fokuz che velocemente come si è spogliata altrettanto velocemente torna nel fodero. Si sposta in avanti, proprio in direzione di Fokuz, arrivando a circa 3 metri da lui tenendo sempre il BRACCIO SINISTRO piegato con il PUGNALE in protezione e il BRACCIO DESTRO, leggermente flesso, a puntare il PUGNALE in direzione dell'uomo> Forse non siamo stati abbastanza chiari… <con un cenno della testa indica Isilwenna a Fokuz, proprio mentre altrettanto bene sta spiegando il fatto a Botis> non vi ha chiesto proprio nessuno di vigilare queste terre, men che meno armati. E ancor meno con questa gentaglia. <Ancora un sorrisetto sghembo si alza a destra delle labbra, avvicinando un altro passo in direzione dell'oste ora a 2 metri, il pugnale che indica il suo collo con la punta> O ci dobbiamo aspettare che stanotte vi spuntino a tutti le ali come quelle del Barone, vista l'infinita bontà che vi si sta infondendo a protezione di queste terre di Luce? <La MANO DESTRA tiene saldo il manico del PUGNALE su cui si sgranchiscono appena le dita, la SPALLA DESTRA si ammorbidisce, il GOMITO DESTRO arretra appena. La GAMBA SINISTRA è in posizione avanzata, il ginocchio morbido. Gli occhi scuri sono fissi sul viso dell'uomo>

Ingresso <Aura 3/6> Ne avete di strada, sangue e fango da mangiare... <tuona verso Cormoran. Ma più verso Andreis e Botis. La gamba destra arretra, facendo perno sul piede sinistro, accompagnando il busto che ruota verso destra, le braccia si piegano e distendono in quella rotazione alzando di poco il maglio da guerra portandolo oltre la la linea della schiena, con le mani che impugnano l'arma parallela al suolo. Cormoran allunga la sua spada trovando parte del collo e procurandogli una FERITA LIEVE. Il Necroplasma scorre lento, sporcando la lama avversaria di nero. I toreni pulsano sotto la furia della propria aura primordiale ai MASSIMI LIVELLI, i muscolo gonfi fanno stridere le cinghie dell'armatura completa in metallo> Sbagliato equipaggiamento! Se volete davvero diventare qualcosa venite su ai monti delle Nebbie. Cercate il Carnefice Levithan... <solo questo dice indietreggiando alle parole di Lunera> Come ordinate, mio principe...Io salverei anche questo qui! <indicando Cormoran, mentre si rivolge ad Andreis e Botis> Andiamo Neri, abbiamo del lavoro da svolgere ed una meditazione da fare...<poi verso Calad mentre inizia a muoversi tenendo il maglio da guerra basso> Vale anche per voi...se il Principe ha posato lo sguardo su di voi... venite su alle Caverne. Se ne avete il coraggio! <dice verso il mezzelfo per poi avvicinarsi ad Andreis> Vediamo, mio adepto, cosa avete compreso da questa sera? Avete per caso notato la sottile differenza tra chi vive di guerra e chi gioca a far la guerra? <domanda mentre si allontana nella notte>
Esterno Osteria <lo sguardo è rivolto verso Levithan, CERCA di concentrarsi mentre le GAMBE rimangono leggermente flesse ed al sussurro di Isilwenna risponde> troppo lontana per noi ma non per una freccia <replica semplicemente per lei, sempre a bassa voce. La Mazza Ferrata continua ad essere mantenuta fermamente nella DESTRA. Lo SCUDO sempre davanti a sé mantenuto dall'AVAMBRACCIO SINISTRO permanendo al fianco di Isilwenna e ad 1 METRO da Sherva. Le parole di Lunera gli suscitano un riso, inevitabile, ma quasi silenzioso. Per di più sotto l'elmo, forse Isilwenna soltanto sentirà qualcosa> A questa gli si deve essere rinsecchito il cervello, come le radici morte seppure - almeno quelle - un tempo erano vive <commenta a bassa voce fra sé ma, nonostante le parole di "ritirata" di Lunera non accenna ancora a perder la tensione della propria posizione. E per Levithan che gli si rivolge> essere coraggiosi non significa essere idioti, stateci voi nelle caverne e dormite pure a testa in giù come certi volatili
{Oste} Non capisce con quanti mani AWERDORO tenga il pugnale e quante braccia si protegga, forse è un KRAKEN terreno e nessuno lo sa. DECIDE di GUARDARE il BRACCIO SINISTRO. Sorpreso, tanto da farlo reagire in difesa. SPOSTA il PIEDE DESTRO VERSO il corpo di AWERDORO. Lo SFRUTTA COME PERNO, per TENTARE di girarsi di 45 GRADI, RISPETTO AL SUO CORPO, sperando di incrociare gli sguardi e SEMMAI ha evitato quell'attacco o semplice minaccia che sia "Oh! Awerdoro, fatevi un lavaggio del cervello, stavo fuori a passeggiare Sonaglio e Allarme! E che..." la fissa, sia che non sia trovato al suo fianco, sia che ci sia riuscito, dal lato "State male, ma male forte..."
Ingresso Che siano le Tenebre...<è l'unica parola cosa che viene fuori dalla sua bocca, con lo sguardo che si pianta sui piedi di Lunera, un cenno e la spada viene rinfoderata, e lo scudo lentamente riallacciato alla schiena alla bene e meglio, mentre lo sguardo poco dopo si porta su Levithan che viene ferito e sorride, ma non dirà nulla, prendendo piede e avvicinandosi a lui> MI è chiaro, Mentore, Carnefice...se posso permettermi, ho appreso, ed è inutile...questa è stata una scaramuccia finita per quel che è senza tributi e senza Onore, meglio andare...e Chiederò di recuperare la Zucca che è arrivata all'interno, arriva da qualcuno che non ho scordato...ma che non mi teneva in considerazione da molto tempo, e ammetto che è un piacere...<e poi così, con un piccolo sorriso verso Levithan>Niente segreti, l'altra mia sorella che pensavo persa è viva, e presente...<e sorride, prendendo il piede in direzione della notte, ma non prima di sussurrare qualcosa al Demone, Levithan>...<sorriderà e scomparirà nella notte>

esterno. annuisce alle parole di Lunera e lascia a lei il compito di comandare la nera armata, tant'é che il supremo, senza alcuna remora, prende la via del sentiero al seguito del Principe delle Tenebre, porgendole il fianco sinistro, quello della mano che impugna l'asta di legno con in cima il vessillo dei cavalieri neri, sparendo, con calma, evitando qualsiasi altra interazione, inoltrandosi nella notte con una meta imprecisa. //
esterno ha gli occhi puntati sulla schiena di Sianodel, un filo teso che non ha alcuna necessità di contatto visivo a tenerla legata all'ASTORE, nonostante tutto quello che ormai accade tutto intorno. Eppure, le parole di LUNERA stuccano in qualche modo la tensione sul punto di rottura, congelando l'ostilità sul punto di scoppiare in una bolla d'obbedienza. Le spalle della Valmont si abbassano appena, LEVIOSA alle sue spalle la incita con un colpetto. BOTIS torna depositario di un altro sguardo, ma al fantoccio questa volta non offre che quello e un silenzio denso < Sian…>richiama l'elfo, a voce bassa. Solo il nome, sciolto in quel diminutivo intimo. Tutto quello che serve. Si volta, salendo in ginocchio sulla NUVOLARI, in attesa che anche il Falco faccia lo stesso, pronta a portarselo via. ||
esterno <la sua lama trova quello il contatto con il collo di Levithan e si sporca di necroplasma. Arretra ora facendo strisciare il piede destro indietro e ritrae la sua spada, piegando il braccio destro. il braccio sinistro si porta in avanti. La punta sempre puntata con precauzione verso Levithan che si allontana, ma non lo segue, lascia che la distanza tra loro aumenti, ricambiando le parole di Levithan con un lieve annuire e un sorriso sghembo. Poi ruota lo sguardo verso Sianodel vicino a lui> Voi, fate con calma, eh!
Esterno La mazza ferrata si posiziona davanti lo scudo PERPENDICOLARE al terreno stringendola con energia, quella tensione palpabile dalla posizione pronta allo slancio si fa più intensa mentre stringe l'impugnatura della mazza quando Botis ribatte e la meticcia digrigna i denti da sotto l'elmo ascoltando la voce di AWERDORO che rieccheggia nell'aria gelida della notte e alza lo scudo verso sinistra "Ritiriamoci nelle stanze della locanda per stasera" avverte tutti a gran voce, abbassando la mazza verso terra e voltandosi a guardare il gruppetto soffermandosi su Cormoran, assottigliando lo sguardo quasi a controllare fosse tutto intero. Cerca alla fine Calad, per ultimo rilassando la postura, sempre dritta con le spalle aperte spostando lo sguardo verso l'ingresso sgombro dalle bestie corpulente //
Esterno <Pare che FOKUZ abbia gli occhi come quelli dei ragni, e cioè otto, tanto da veder sdoppiate le sue DUE BRACCIA - la SINISTRA in difesa del torace, la DESTRA in avanti con il braccio piegato e con il pugnale a 1 METRO dal suo collo. Dove si sia girato, tenendo a perno il piede destro, lo capisce solo lui: tanto può essersi tolto dall'ingaggio del suo pugnale spostandosi a destra, tanto aver deciso di accoltellarsi il collo da solo spostandosi a sinistra. Comunque sia, o s'è accoltellato da solo, o le ha lasciato lo spazio di APRIRE il BRACCIO SINISTRO dal petto verso SINISTRA, con un FENDENTE che spinge RUOTANDO il CORPO da destra a sinistra, tenendo il PIEDE SINISTRO come perno portando la GAMBA DESTRA in avanti. Al suo inutile chiacchiericcio replica, in uno sbuffo> M'AVETE STANCATA! Che pensate, che so' tutti cretini come a voi? <ma, consapevole che l'esito finirà nel nulla come lacrime nella pioggia. E come le chiacchiere del giullare. Come vada vada, l'ordine di Isilwenna è perentorio e lì cessa ogni ulteriore ingaggio. Seguirà i suoi compagni all'interno, noncurante se Fokuz stia a dissanguarsi o il Fato lo abbia guarda caso graziato anche stavolta> //
Esterno Osteria la tensione comincia a scemare, le gambe si portano nuovamente distese. Lo scudo che va a riporre sulle spalle. Annuisce ad Isilwenna, un tocco appena sul braccio dell'altra, con destra, affiancandola e seguendola dentro la locanda. Null'altro, nessun'altra parola. Solo il silenzio che cala nella notte..
AURA2/6 [ si rizza, una volta sentite le disposizioni di Lunera e poi quelle del primordiale in tutta la sua statura: le giunture dell'armatura brunita cantano una melodia funebre, un contrappunto meccanico alle parole di sfida che ancora aleggiano nell'aria. Si incammina con Levithan e Andreis degnando di un'occhiata ancora i presenti. ] io mi porterei quella con me. [ un'occhiata fugace a Merrick, solo a lei. La voce del demone raschia contro l'elmo mentre l'AURA ancora persevera, ai MASSIMI. A Levithan, ancora. ] ottima scelta, Carnefice. Questi sono come bambini che giocano con i fiammiferi sotto un diluvio. [ dice rivolto al Carnefice, l'elmo inclinato di lato con una curiosità macabra. ] otto contro uno, l'honottiano è scappato. Otto contro tre, due giri di clessidra per armarsi. Perfino l'adepto sono riuscuti a farlo annoiare. Sono inferiori. Non di numero, ma di spirito. Sono carne che aspetta solo di marcire nel nome di una locanda che non sa nemmeno i loro nomi. ​[ scuote il capo, vistosamente contrario. Si allontana con i compagni d'arme. ]
Esterno [Il respiro corre sulla corda dell'arco, trattenuta nella statica tensione di un colpo che non ha bisogno di grossi sforzi per essere lasciato partire. Nella freddezza dello sguardo il riflesso del colpo di Cormoran, colto alla periferia del cono visivo concentrato principalmente sulla figura del Demone. Trattiene il respiro sul filo dello scocco tardivo, che non parte, trattenuto sui polpastrelli. Vederli andare via è un risultato che li lascia con un pugno di mosche, ed il movimento lento del braccio destro, nell'accompagnare i flettenti fino a scaricarsi del tutto, mentre abbassa l'arma puntandola al suolo, è una conseguenza inevitabile] Cosa? [Cerca di trattenere lo sbotto per quanto gli possa riuscire, in risposta allo Sparviero, rifilandogli una smorfia carica di fastidio veicolato dal sipario che si viene a chiudersi] Serve tempo per certe cose, o la freccia rischiavo di piantarvela nella zucca! [Brontola sulla scia del fastidio palpabile. Sfila la corda dalla cocca, riportando lo strale nella faretra dietro la schiena, prima che tutto l'arco venga nuovamente indossato a tracolla] Mi pare chiaro che dovremo farci due chiacchiere con la persona alla quale hanno dato la gestione dell'Osteria. [Snocciola graffiato nel timbro, squadrando un po' tutti quanti. Passandoli in rassegna fino a quando non giunge la voce di Merrick, alle proprie spalle, ad ammorbidirgli la mimica particolarmente tesa] Si. [E' presente. Anche il registro muta nel risponderle, ritrovando una morbidezza un poco forzata, ma non per questo meno onesta. Un passo laterale in modo da voltarsi, ritrovando la Neofita pronta a zompare sulla nuvola. Lui, dal canto suo, su un nembo non c'era mai stato, e guardarlo arrampicarcisi mette in discussione la proverbiale agilità elfica]||
esterno si volta verso Isilwenna, annuendo ai suoi ordini. fa calare la spada, che fa strusciare su un cespuglio tentando di pulirla dal necroplasma e commentando sottovoce "che schifo!" poi la solleva davanti agli occhi, la osserva e infine la rimette nel suo fodero. Vede Sianodel volare via sulla nuvolari di Merrick e un lieve sorriso gli scappa "quando vuole sa essere rapido, quell'elfo!" e infine... farà come tutti gli altri Falchi, entrerà nell'Osteria del Pellegrino, si guarderà attorno, darà un'occhiata in particolare al tavolo di Rude e poi si verserà da bere qualcosa di molto forte.