Il peso degli sguardi
Nella sala del Castello, tre personalità affilate si studiano tra ironia, provocazioni e silenzi. LaRossa semina inquietudine, mentre Mhiriel e Cormoran trasformano il confronto in una cauta promessa di collaborazione.
Sala R&S percorre le scale con passo tranquillo e raggiunge l`entrata della Sala. la porta si apre con un cigolio e lui si ritrova all`interno. Il suo sguardo dal colore azzurro scuro si posa rapidamente sul tavolo imbandito, sulle poltroncine e le finestre decorate. Indossa un elegante completo blu scuro in cotone, sul quale danza un mantello anch`esso blu come la notte e su di esso brilla l`insigna dei Bravi, una spada lunga alla sua cintura, un braccialetto dorato con un cordino blu al polso sinistro e un piccolo pendente in argento al collo, i suoi capelli corti e scuri sono perennemente spettinati. La luce delle candele danza sulle pieghe del suo mantello mentre i suoi piedi che calzano lunghi stivali in pelle nera si muovono fino alla finestra che da sul cortile. Là, il suo sguardo si perde sull`esterno, mentre raccoglie le mani dietro la schiena.
Corridoio Il passo della mezzelfa risuona secco sulla pietra del corridoio. Poi, lo sente. Un passo. Poi un altro. Provenienti dalla sala alle sue spalle. Si arresta. Di poco. Quanto basta a ruotare il capo e inquadrare la figura che ha varcato l’ingresso. Lo sguardo ambrato, contornato dal khol che scivola appena verso le tempie, si posa sull’uomo come se ne stesse misurando il valore a distanza. Cormoran. Non lo conosce. Ma ne registra ogni dettaglio. Il completo blu. Il mantello che ondeggia come un sipario da duello. L’insigna. La posa, le mani dietro la schiena, e quel modo preciso di scrutare fuori dalla finestra, come se lì fuori ci fosse qualcosa di più interessante del corridoio che ha appena calpestato. Il volto della mezzelfa resta impassibile. Ma qualcosa nelle pupille si stringe. È lo sguardo di chi si sta domandando se quella figura reggerebbe davvero i colpi. «Vi perdete qualcosa d’interessante, o cercate un riflesso?» La voce è sottile, tagliente, con un vago sorriso che non arriva mai alla bocca. Fa un passo verso la sala. Lenta. Calcolata. Il rumore degli stivali che spezza il tempo. «Spero non siate uno di quelli che guarda solo il panorama e poi scappa, quando il vento cambia.» E poi basta.Una pausa. Uno sguardo.
Sala R&S <La porta della Sala è socchiusa. Mhiriel si ferma un istante sulla soglia, lo sguardo verde che scruta l’ambiente attraverso il legno semiaperto. Le efelidi si contraggono lievemente, non per esitazione — per registrazione. Allunga la mano, le dita composte spingono il legno senza fretta. Il cigolio accompagna il passo misurato che la conduce all’interno. Individua la figura. Elegante. Ordinata. Assestata. Lo osserva con attenzione: occhi sul cortile, braccia raccolte dietro la schiena. Non distratto. Presente. Si ferma a due passi dalla sua figura, la postura eretta, il busto composto, le mani lungo i fianchi. Si è mossa lenta, con garbo silenzioso> Pravus in Tenebris. <La voce è bassa, controllata, l’accento netto, privo di esitazioni. Non c’è domanda. Non c’è attesa. Solo riconoscimento. Un cenno del capo, preciso e misurato. Nessuna fretta. La mimica è composta. Le iridi, attente.>
Sala R&S <si volta con tutto il corpo all`udire le parole di Mhiriel, un velo di sorpresa nei suoi occhi nel vederla cosi vicino, due passi appena, alla sua figura. Dietro di lui c`è la finestra, impossibile indietreggiare per guadagnare la distanza. Le sorride e china lievemente il capo> Pravus! <i suoi occhi blu scendono su di lei dall`alto verso il basso> Lieto giorno, collega Astore. <detto ciò si muove lateralmente di un paio di passi e poi raggiunge il tavolo imbandito. Afferra una caraffa e l`avvicina al naso per percepirne l`odore, poi ne riempie un bicchiere. Volta il capo verso Mhiriel> Bevete qualcosa? <a quel punto vede anche LaRossa palesarsi, sorride alla domanda dell`altra mezzelfa> Pravus a voi. Dice molto di voi se la prima domanda che ponete a un uomo è se intende scappare! <la voce è cordiale, accompagnato da un sorriso divertito> No, mia signora, osservavo il roseto sottostante, ma grazie per averlo chiesto: io non scappo mai. <osserva la sua reazione mentre avvicina il bicchiere alle labbra e fa un sorso>
Sala R&S Non è il silenzio della sala a darle fastidio. È l’impressione che ci sia troppa educazione nell’aria. Il passo della mezzelfa si insinua tra le voci appena sussurrate, le dita che toccano caraffe, gli sguardi che si pesano come spade incrociate con finta grazia. È entrata senza annunciarlo. Non ne ha bisogno. Le lame non bussano prima di fendere. Il khol le accende lo sguardo, accentuando l’ambra delle iridi che si fissano per prima cosa sulla figura elegante di Mhiriel, e si inchinano appena, appena «Pravus in Tenebris.» Poi lo sguardo scivola su Cormoran, ora con un bicchiere in mano, la voce amabile, la battuta facile. Le labbra della mezzelfa si piegano in un sorriso lento, sottile, che non promette nulla di rassicurante. «Allora è vero... non scappate mai.» Un istante di silenzio. Solo il battito del ciondolo. «Curioso. Perché, quando entro in una stanza, la maggior parte degli uomini ha il riflesso di cercare l’uscita più vicina.» Un cenno distratto con il mento verso la finestra alle sue spalle. «Siete fortunato, non è aperta.» Cammina. Un passo. Due. La postura dritta, il passo felpato, il suono degli stivali come tamburi lontani. Si porta verso la tavola, senza toccare nulla. «Ma va detto che non mi piacciono quelli che si girano dall’altra parte. Preferisco chi regge lo sguardo... finché può.» Una pausa breve, un sorrisetto sfrontato rivolto a Mhiriel, complice come se stessero osservando insieme l`effetto di un veleno in coppa d’argento. Poi nient’altro. Il silenzio riprende posto, col ghigno soddisfatto di chi ha appena acceso una miccia sotto i piedi altrui e si gode il conto alla rovescia
Sala R&S <Osserva con attenzione il movimento di Cormoran, ogni gesto che compie è annotato, non commentato. Non risponde subito. Lascia che il tempo si assesti tra le parole e i corpi. Al suo invito, inclina il capo appena, le efelidi socchiuse in uno sguardo attento, non sospettoso.> Non al momento, grazie. <La voce è bassa, composta, priva di rifiuto, ma ricca di controllo. Quando LaRossa interviene, lo sguardo verde di Mhiriel si sposta per un istante su di lei, poi torna sul collega. La voce è modulata, controllata e tagliente, non priva di un filo sarcastico China appena il capo, la luce degli occhi verdi si accende> È saggio osservare il roseto. Soprattutto quando si è così vicini alle spine.<Precisa come lo stiletto che porta nei capelli. Con un movimento lento, porta le mani dietro la schiena, le falangi della mancina che abbracciano con grazia il polso della destra. Si sposta portandosi alla finestra che l’umano presidiava poco prima.`Lo sguardo verde si posa su LaRossa. Non vi è sorpresa, né tensione. Solo quella immobilità colma che prelude all’esame. Le efelidi si stringono appena, una contrazione che è lettura. Quando il sorrisetto le giunge, Mhiriel non lo restituisce. Le labbra restano neutre, tagliate in quella linea sottile che non concede complicità — la pesa.> Chi regge lo sguardo troppo a lungo… spesso smette di vedere. <Il tono è freddo, cesellato, privo di calore. Ogni parola una lama, posata senza fretta. Non si muove. Non domanda. Non offre. Solo è li.>
Sala R&S <annuisce alla costatazione che si è fatta LaRossa, la osserva in silenzio mentre si avvicina al tavolo. Abbassa lentamente il bicchiere e fa uno schiocco con le labbra, osserva le due dame, il suo sguardo rimbalza da una all`altra, poi, con un tono di voce ben scandito> Io sono Cormoran, probabilmente non avrete sentito parlare di me. <Le studia ancora un istante, poi aggiunge con un tono di voce più rilassato> Se non fosse per il colore dei capelli, avrei pensato voi due foste sorelle. Non siete da molto tra i Bravi, mi sbaglio? <fa un ultimo sorso e posa il bicchiere sul tavolo. Ruota il capo e annuisce a Mhiriel> Naturalmente, è un po` presto in effetti per bere. Ma c`è della frutta se doveste cambiare idea. <la ascolta con interesse mentre si rivolge a LaRossa, ne soppesa le parole e infine interviene> Non sono sicuro che sia il roseto là sotto ad avere più spine di noi tre messi insieme.
Sala R&S La Mezzelfa non si scompone nemmeno per un istante. Le parole di Mhiriel non l’urtano. La solleticano, semmai.Le sue labbra si piegano in un sorriso lento, colmo di quell’ironia liquida che brucia più del fuoco. «Smette di vedere... o inizia finalmente a guardare dove non dovrebbe.» Lo dice piano, il tono basso, roco, la voce che accarezza le pareti della sala come velluto stropicciato. Poi si volta verso Cormoran, con l’ambra degli occhi accesa sotto le ombre del khol. «Cormoran. No, non ne ho mai sentito parlare.» Fa un passo lento, il ciondolo d’argento che sbatte ritmico sul petto, mentre le dita si muovono a lisciarsi un bracciale di cuoio, un gesto assente, quasi nervoso. «Io sono LAROSSA. Alcuni mi conoscono col nome che si mormora quando si vuole evocare un problema... o un’opportunità. Dipende da quanto uno ama giocare con le spine.» Poi, una rapida occhiata alla frutta, al vino, alle sedute eleganti della sala. La sua attenzione le sfiora appena. Un soffio d’indifferenza tra le ciglia. «Bella sala. Troppo ordine per i miei gusti.» E quello sguardo brilla di una luce che sa di caos tenuto a freno solo per cortesia. Non aggiunge altro. Ruota su sé stessa con la precisione di un taglio chirurgico, la coda dei capelli che danza appena mentre si muove verso la soglia del corridoio. Poi si ferma. Un mezzo inchino, teatrale, teatrale come solo chi recita davvero il proprio ruolo può permettersi di fare senza sembrare ridicolo. Le labbra si piegano in quel ghigno di chi ha già capito tutto, e forse troppo. «Pravus in Tenebris, Astori.»
Sala R&S <Le efelidi si distendono appena, lo sguardo verde che si assesta su Cormoran senza deviazioni. LaRossa si allontana, ma Mhiriel non la segue. Non ne ha motivo. Il centro è già altrove.> Non da molto, no. Ma il tempo non stabilisce la precisione. Solo la frequenza. <Il tono è basso, diretto. La voce colma d’intento, non di necessità.> Sono Mhiriel, Astore da poco, si ma paziente da tutta la vita < fa spallucce poi i volta un poco, lo sguardo che si posa sul tavolo, ma non indugia.> La vostra osservazione è acuta. Ma state ancora misurando le lame. Attento a non confondere il metallo con lo sguardo. <Le dita dietro la schiena si muovono impercettibilmente. Non per tensione. Per lettura. Perché mentre la sala si svuota… Mhiriel resta per capire.>
Sala R&S
Sala R&S <accenna un inchino a LaRossa> Pravus a voi, mia signora. Un piacere avervi conosciuto, tutto mio. <infine si volta verso Mhiriel, fa alcuni passi al divanetto più vicino ed estende il braccio a mò di invito> Volete accomodarvi? Sono curioso di conoscere la vostra storia, Lady Mhiriel. Potremmo arrivare a lavorare insieme e una lama affilata è sempre utile. <conclude con un sorriso complice>
Corridoio > Scale La Mezzelfa, uscita dalla sala avanza nel corridoio con passo cadenzato, la camicia nera che si tende appena sul busto ad ogni movimento, il ciondolo d’argento che riprende a dondolare ritmicamente sul petto come un metronomo funebre. Le dita, ancora leggere del guanto della teatralità, si distendono accanto ai fianchi. Nulla nel suo incedere lascia spazio al dubbio: ha ottenuto ciò che voleva. Anche se nessuno, forse, ha ancora capito cosa fosse. Raggiunge le scale e inizia a salirle senza affanno, la soddisfazione che le si dipinge in volto con la precisione di una pennellata a olio. Il khol le incornicia gli occhi come un sigillo arcano, promessa di pericolo e desiderio. Le labbra sono curvate in un mezzo sorriso che sa di anticipo e condanna. E via, la figura della mezzelfa scompare nel corridoio come un refolo di vento caldo, lasciando dietro di sé solo il profumo del dubbio e un`irritazione in forma di promessa.
Sala R&S <Le efelidi si piegano appena, lo sguardo verde che si posa su Cormoran è lucido, tagliente, non per ferire, ma per intagliare la sostanza. Non si accomoda. Non ancora. Curioso che vi interessi la mia storia… Quando il mio mestiere è osservare quella degli altri. <La voce è modulata, la tonalità bassa, ironica ma non giocosa.> E comunque… non è diversa da quella di tanti. Un po’ di attesa, molta osservazione, scelte cucite con filo sottile, e qualche cicatrice che si tiene ben nascosta sotto la stoffa. <Fa un passo, lento, verso la seduta, ma non si siede, ancora no.> Se pensate che una lama sia utile solo per ciò che taglia… dovremo lavorare parecchio prima di affilarci bene insieme. <Le labbra si piegano in un sorriso sottile, non seducente, lucido.>
Sala R&S Mi interessano tutte le storie, tutti hanno qualcosa da raccontare. <annuisce alle parole di Mhiriel, le sorride con soddisfazione limpida sul suo volto> Parole molto giuste e molto ben accurate, Lady Mhiriel. <ruota per un istante il capo verso la soglia, osservando in silenzio l`uscita di scena di LaRossa, per poi ritornare sulla collega Astore> Anche vostra sorella dispone di una lingua molto tagliente, ma il mio istinto mi dice che serve uno scopo diverso. Non trovate? In quando a cicatrici... <si massaggia con discrezione il fianco, poi racoglie entrambe le mani dietro la schiena e cambia tono di voce> Avete già conosciuto gli altri Bravi?
Sala R&S <Lo sguardo resta fisso, le efelidi appena contratte, come a filtrare luce troppo piena. Mhiriel non corregge. Non smentisce. Valuta.> LaRossa non è mia sorella. Ma se lo fosse… sarebbe quella che gioca con le lame mentre io conto le ombre che proiettano. <Le labbra si curvano in una piega lenta, non gentile, ma assente di ostilità.> Lo scopo che serviamo, noi due, non si trova sulla stessa mappa. Ma talvolta… si combatte meglio su fronti divergenti. <Fa un mezzo passo, le mani ancora dietro la schiena. L’abito nero si assesta sulle pieghe del busto con grazia discreta.> Quanto ai Bravi… Li ho osservati. Ascoltati. Alcuni li ho anche provocati. E uno… l’ho scelto. <Lo sguardo verde resta su Cormoran, una lama che non vibra, ma attende la pressione giusta per fendere.> Ma, come avrete capito… non mi interessa contare le presenze. Mi interessa capire chi regge lo sguardo. <Un istante. Poi si siede. Senza rumore. Senza concessione. Solo per continuare.>
Sala R&S <la ascolta con attenzione mentre Mhiriel scandisce le sue parole, quando termina, inclina il capo in un`espressione riflessiva> Posso capire cosa intendete, o almeno mi illudo di averlo capito. <i suoi occhi blu incrociano quelli verdi di lei lanciando un`intesa smussata, poi accenna un sorriso> Ci vuole proprio un Bravo per provocare i Bravi, direi che avete trovato la vostra casa se ci avete portato oltre alla vostra persona e le vostre abilità, anche il vostro cuore! <scioglie l`intreccio delle sue mani dietro la schiena e prende posto anche lui sul divanetto, sul lato opposto, accavalla le gambe e appoggia la mano sul bracciolo. I suoi movimenti sono calmi e con un tono calmo conclude aggiungendo un sorriso> Era piuttosto evidente che non fosse vostra sorella.
Sala R&S <Le efelidi si sollevano appena, quasi per accogliere il concetto di “casa”, non con calore, ma con verifica. Il verde degli occhi si stringe un istante, poi si distende.> Il cuore…» ripete piano, una sillaba alla volta, come se fosse parola da soppesare, non da donare.> Non l’ho portato. È rimasto addosso. Un errore logistico, direi.<La voce si inclina verso una sagacia sottile, piegata in ironia lucida che non cerca risa, cerca conferme.> Provocare è il modo più rapido per testare le strutture. Non per minarle… ma per vedere se reggono il tempo, non solo la forma. <Porta una mano al ginocchio, l’altra resta sul bracciolo, e lo sguardo su Cormoran non si sposta, affila senza insistere.> E se vi illudete di capire… non siete da sottovalutare. È quando l’illusione sparisce che i più si perdono. <Fa una pausa breve. Poi, con tono più rotondo:> Ma posso concedervi il beneficio dell’accordo. Non serve somigliarsi, serve convergere dove conta. <Il Falco sul petto resta immobile>
Sala R&S <il suo sorriso non svanisce mentre ascolta le parole di Mhiriel, infine inspira mentre muove lievemente il capo, riflettendo su quanto detto. Poi con tono quasi teatrale> Vi ringrazio per la vostra gentile concessione! <le sorride genuinamente> Penso che sarà un piacere, almeno per me, avervi dalla nostra parte piuttosto che contro. State già lavorando su qualcosa? <si accarezza il mento con la mano prima di proseguire> Io ho archiviato da poco una ricerca di una sorella scomparsa, un caso piuttosto bislacco, ho avuto a che fare anche con pirateria e necromanzia. Ma alla fine l`Innominato ne ha perso l`interesse <solleva appena le spalle> Se avete bisogno di un paio d`occhi e braccia in più, sono al vostro servizio.
Sala R&S <Le parole dell’umano raggiungono Mhiriel, come invito da misurare. Le efelidi si tendono appena, poi si distendono come fossero pronte a cedere un lembo di tessuto. Lo sguardo verde resta su Cormoran, più morbido, ma non meno attento.> La vostra offerta è ricevuta. Non come favore, come disponibilità che conosce il suo peso. <Si inclina leggermente in avanti, le mani ora poggiate con grazia sulle ginocchia.> Al momento nulla di mio. Mi è stato chiesto di osservare, di valutare vie. Due linee ancora senza nome… ma con tratti che suggeriscono l’Astore o l’ombra che lo precede. <Fa una pausa, poi la voce si piega, più empatica, più accessibile.> Il vostro archivio parla di necromanzia e pirati. Strano binomio, ma utile a chi sa leggere oltre il rumore. <Un cenno con il capo, piccolo, ma non svuotato.> <«Se avrò bisogno di occhi e braccia… preferirò quelle che non cercano lo sguardo. Ma lo reggono. <accenna un sorriso obliquo, gli occhi si stringono> come il Vostro. Sono certa che non faticheremo a collaborare. <sospira ritirando appena il busto> Se entrambi capiremo come farlo <Il Falco non si muove. Ma concede silenzio. E lei, non spreca mai un silenzio offerto.>
Sala R&S <annuisce, il capo è rivolto verso Mhiriel, l`indice della mano accarezza distrattamente il suo mento. Poi scuote appena la testa> No, nessun favore, solo disponibilità e il mio desiderio sincero di essere parte della nostra missione. Non vorrei mai mettervi nella posizione di avere un debito nei miei confronti. <le lancia uno sguardo d`intesa> Non è proprio nelle mie corde.
Sala R&S <La risposta le giunge composta, e Mhiriel la accoglie con un sorriso lento, appena piegato sul lato destro, una curvatura che sa di precisione più che di cortesia.> Un debito, dite?» <Fa una pausa, breve, chirurgica.> Avrei saputo come restituirlo. Ma è più comodo non contrarre nulla. <Il tono è tagliente, ma infilato nel velluto, non graffia, accarezza il bordo del sarcasmo. Si solleva con eleganza, un solo movimento fluido che ricompone l’abito nero lungo le linee del corpo. Le mani tornano dietro la schiena, le efelidi strette, non per tensione, ma per sigillo.> Vi lascio alla frutta e al vostro desiderio di missione. <Un inchino misurato segue, non teatrale, funzionale.> Vi osservavo. Ora vi ricorderò. <Si volta, il passo che conduce alla soglia non è affrettato, ma chiude il momento come si chiuderebbe una porta ben oliata. Prima di uscire, lancia un ultimo sguardo obliquo, una scintilla che non è luce, è intesa.>
Sala R&S si solleva dal divanetto subito dopo che Mhiriel ha fatto altrettando, imitandone il gesto e per cavalleria. Ricambia l`inchino, solleva il capo a osservarla un`ultima volta con i suoi occhi blu, accenna un sorriso con finto imbarazzo e aggiunge con un tono ironico <Ricordi piacevoli, spero. Ma se doveste cercare una cavia per vedere quanto sono affilate le vostre lame, vi invito a ricordare qualcun`altro!> conclude con un sorriso divertito. Poi torna più serio e con un tono più scandito <Questa giornata è diventata molto più interessante ora che vi ho conosciuto, Lady Mhiriel, vi auguro un buon proseguimento in qualsiasi cosa voi facciate.> Rimane in piedi a osservarle la schiena mentre si allontana, poi quando rimarrà solo nella sala, si volterà a osservare qualcosa fuori dalla finestra.