La finale del Torneo d'Autunno
Nell’Arena del Castello, Kaan e Managerace si affrontano nella finale del Torneo d’Autunno. Tra acciaio, sangue e onore, il duello si conclude con la vittoria di Kaan e il rispetto dovuto a un valoroso avversario.
Il Cielo notturno nelle terre di Esperia e` completamente limpido e privo di nube alcuna, la luce della Luna Piena e le stelle aggiungono la loro luce argentea a quelle che sono le torce, bracieri e fiaccole accese attorno all`ARENA – e` su questo luogo che l`Occhio del Fato si apre andando ad osservare insistentemente KAAN e MANAGERACE, i due finalisti del Torneo. Essi si portano verso il CENTRO dell`ARENA fino a trovarsi a CINQUE METRI gli uni dagli altri e, nel mentre, gli spalti si riempiono in festa e pullulano di avventori con la tensione che si fa sentire nell`aria notturna. Una leggera brezza notturna soffia portando aria fresca e l`umore della serata e` alto e frizzante per l`ultima notte di conclusione del Torneo.
Arena Trib.Est Dall`alto della tribuna a est dell`arena, Maniakesh — il Mezzo,alto 180 cm, snello ma muscoloso, con la pelle bronzea e i capelli candidi sciolti, siede e scruta tutti gli ospiti e i contendenti, indossando la magnifica armatura in cuoio rinforzato di Huàng,con numerosi strati di cuoio finemente intrecciati, bracciali e spallacci rinforzati decorati con incisioni elaborate, e il falco dorato con le ali spiegate sui faldoni anteriori, con le iridi indaco che si accendono appena allorché individua le varie figure, portando al collo il Pendente, al dito l`Anello d`oro con incisa una M, e al polso destro il nastro rosso.
ManiakeshEquipaggiamento all'arrivo

arena <entrato nell`arena sposta lo sguardo dagli spalti gremiti al suo avversario, Managerace, distante circa cinque metri da lui, china le testa in un inchino appena accennato salutando l`alfo> Veritas et Sapientia vobis <quindi si tira su il camaglio sulla testa con la mano destra, il braccio sinistro tiene lo scudo allacciato dalle cinghie, la mano attaccata alla maniglia apposita, tenendolo all`altezza del petto, la mano destra si sposta al fianco sinistro andando a prendere l`elsa della spada soderandola con un gesto fluido, quindi allunga il piede destro distanziandolo dal sinistro di circa mezzo metro abbassando al tempo stesso il baricentro piegando le ginocchia mettendosi in guardia>
Arena Lo sguardo chiaro lascia la rossa e si concentra sul piazzale, nel mentre si muove per attraversarlo e dirigersi verso l`arena. La luce delle fiaccole lo attraversano, lui le attraversa e fa per raggiungere la base degli spalti facendo per costeggiare il laghetto, fino a quelli di Nord-Ovest visti dal ponte levatoio. Saluta chi incontra con un intimo muto sorriso, compreso l`Innominato seduto nella tribuna Est e quando il transito sarà completato e nel posto che ben conosce, cerca la sua collocazione per iniziare la sua parte nel torneo quando sarà chiamato a farlo. Scorge Kaan, il suo probabile avversario e si avvicina al centro dell`arena portandosi a circa cinque metri dalla sua posizione. Nel frattempo Urano all`esterno dorme letteralmente in piedi, con il muso a due metri scarsi dalla parete pietrosa <sono pronto, che vinca il migliore...> a Kaan. Gli angoli della bocca si piegano in un sorriso cortese, il secondo della serata
->spalti sta per giungere e fa segno che si inizia a chi indugia e quindi si porta verso a ritroso ma verso l`arena non lontana da lì a dire il vero.soffoca qualcosa in gola avendo mangiato di fretta.E il passo lungo ma lungo decisa a cercare un posto a sedere sugli spalti.Ultima notte e poi...nel mentre appena arriva agli spalti andrebbe a sedersi spostando la varia ferraglia e cercando di essere composta tutto sommato.Cenno a Maniakesh con la mano.Osserva se nel mentre li raggiunge LaRossa.
I due contendenti si pongono nelle loro posizioni, pestando la sabbia compatta dell`arena che e` asciutta e pressoche` perfetta, preparata saggiamente dai proprietari di casa per l`evento che sta per prendere piede. Sugli spalti diverse persone iniziano a muover, prendere i posti e posizionarsi, incitando i contendenti. E` un UOMO dalla barbetta grigia e a punta, con baffi a ricciolo chiaramente incerati che si pone – fuori dalla traiettoria dei due – al limitare dell`arena e alza entrambe le mani al cielo RICHIAMANDO l`attenzione di tutti [ BENVENUTI, SIGNORI E SIGNORE. ALLA FINALE DEL GRANDE TORNEO. QUESTA NOTTE GUSTEREMO E GIOIREMO DI UNA DIMOSTRAZIONE DI SCHERMA IN QUESTO DUELLO FRA I DUE FINALISTI. LE REGOLE SONO SEMPLICI...] Ed abbassa le mani lungo i fianchi [..SCONTRO AL SECONDO SANGUE O, PER SOTTOMISSIONE, O PER ABBANDONO. ESTRAETE LE VOSTRE ARMI.. POTETE INIZIARE LO SCONTRO E, COME SEMPRE, CHE VINCA IL MIGLIORE! ] La voce cristallina risuona alta e perfettamente udibile da tutti. [A: Managerace B: Kaan – 21,49]
Ingresso>Arena Rompe il silenzio solo quando le sagome dei due sfidanti sono ormai lontane. Si volta verso i Presidianti ai suoi fianchi. «Tenete gli occhi sul sentiero. Nessuno passa senza autorizzazione. Se vedete movimento anomalo, un cenno a me e non due.» Gli uomini annuiscono all’unisono. Lei non aggiunge altro. Ruota sui tacchi, il cuoio dell’armatura scricchiola appena, e attraversa il piazzale con passo calmo e regolare, come se nessuna fretta potesse appartenere al suo corpo. Il luccichio delle torce si riflette sulla sua armatura bianca, seguendola fino all’ingresso dell’Arena. I due contendenti sono già al centro, pronti a cominciare. Dal margine, lei scorge Brezza. Le concede un breve cenno del capo, essenziale, rispettoso… poi prosegue il suo cammino senza sedersi sui gradoni. Si posiziona nella parte ovest dell’Arena, in piedi, le mani dietro la schiena, lo sguardo vigile e immobile. È lì per osservare. Per controllare. Il silenzio cala, e mentre gli sfidanti si preparano, lo sguardo d’ambra della mezzelfa incrocia quello di Kaan. Un cenno del capo. Nulla di più. Poi gli occhi tornano a scorrere tra i due contendenti, alternando attenzione. Resta lì. In silenzio.
Arena Trib.Est Dalla sua posizione elevata e dominante, Maniakesh continua a guardare i presenti nell`Arena sottostante. Un muto saluto, composto e solenne, è rivolto ai due contendenti della finale, Kaan e Managerace, allorché li vede entrare sul terreno dell`Arena con la loro rispettiva aria di sfida.Infine, con un movimento quasi impercettibile, presta orecchio al Banditore la cui voce risuona per annunciare le regole del Duello. Ai suoi piedi, i premi della contesa, preziosi e scintillanti, sono avvolti con cura in morbidi panni di lana rossa, il colore che si abbina al nastro che porta al polso, in attesa del vincitore.
Arena Porta la mano destra sul codolo della bastarda e la lascia scivolare fuori dal fodero allargando di poco verso l`esterno il braccio sinistro a cui è assicurato lo scudo. Fa per muovere qualche passo in avanti solo per RAGGIUNGERE la distanza di ingaggio CIRCA DUE METRI dall`avversario e si posta in guardia. Il debole della lama sale verso l`alto sporgendosi in avanti con un`inclinazione di circa quarantacinque gradi. L`incavo della mano destra aderisce bene al baffo, la mano sinistra si porta al di sotto del pomolo per deviare la lama agilmente alla bisogna. Il ginocchio destro è avanzato e leggermente flesso, la gamba sinistra è arretrata <postatevi di grazia, che ci si diverte un po`...> a Kaan con l`espressione vagamente sorridente
spalti osserva l`inizio della contesa del torneo.Occhi blu intensi che fissano in egual misura i due contendenti.Gambe unite e posa i gomiti e le mani sostengono il viso.Silenziosa mentre con calma osserva i dettagli e le movenze dei due maschi in combattimento.

arena <annuisce al BANDITORE, un semplice gesto del capo, lo sguardo riporta su Managerace seguendone le mosse> speriamo di divertirsi <esclama di rimando, un sorriso appena accennato sul volto abbronzato mentre la mano destra va impugnare l`elsa della spada sfoderandola portando la lama parallela al terreno, la punta diretta verso il petto di Managerace, il gomito destro attaccato la fianco, lo scudo portato all`altezza del petto in guardia media a coprire collo e busto, le ginocchia leggermente flesse di modo che il baricentro del corpo sia spostato verso il basso, il piede destro avanti al gemello puntato verso l`avversario mentre il sinistro rimane perpendicolare al destro staccato di circa mezzo metro>>
Arena Ovest La voce del banditore si alza sopra il brusio dell’Arena come una lama che taglia l’aria. Annuncia i due contendenti, scandisce regole e oneri con un tono solenne che rimbalza sulle mura e vibra nelle torce. Lei resta immobile, con il profilo scolpito nella luce tremolante del fuoco. Lo sguardo d’ambra, affilato dal khol, scivola lentamente verso la tribuna orientale. Da lassù, Maniakesh domina la scena come un’ombra alta e severa. Lei gli rivolge un unico cenno del capo, un gesto breve, misurato, silenzioso. Un riconoscimento che non ha bisogno di parole. Poi il suo sguardo torna a terra, dove i due contendenti si preparano. Managerace estrae la bastarda, lo scudo che ruota e si piazza, il passo che lo porta preciso nei due metri di ingaggio. Kaan lo fronteggia, la postura quadrata, le intenzioni già chiare.Li studia entrambi. Il respiro dei due uomini, il modo in cui stringono l’arma, la tensione che scalda la sabbia sotto i piedi. La mezzelfa inclina appena il capo, mentre una ciocca rossa le scivola sulla guancia; la solleva dietro l’orecchio appuntito con un gesto lento, quasi assente, che lascia scoperta la linea dura della mandibola. Poi, senza una parola, torna ad alternare lo sguardo tra i due uomini al centro dell’Arena, pronta a cogliere ogni minimo segno, ogni inizio di movimento, ogni respiro che precede la scarica delle lame. Il Griso non parla.
MANAGERACE afferra la propria arma estraendola con la mano destra e, tenendola solo con quella mano, percepisce da subito il peso della lama lunga e piatta. Lo SCUDO IBRIDO dell`Elfo resta ancora addosso e NON imbracciato mentre si porta a DUE METRI da KAAN. Quest`ultimo e` pronto: ha SPADA LUNGA e SCUDO MEDIO in METALLO estratti, posizione di guardia e attende l`attacco che non arriva. Nel frattempo le voci e le incitazioni degli spettatori si fanno sempre piu` alte e sonore. [A: Kaan B: Managerace – 22,10 – max 11 min ad azione, grazie]
CORREZIONE: Managerace ha gia` anche lo scudo ESTRATTO, al braccio SINISTRO
Arena Trib.Est Dalla sua posizione elevata e dominante sulla tribuna, Maniakesh fissa i due contendenti, Kaan e Managerace, che si fronteggiano al centro dell`Arena, la tensione palpabile che sale tra i presenti. Mentre i due si piazzano, dalle sue iridi indaco gemono sinistri riflessi rubinei, un lampo di anticipazione e malevolenza che tradisce il suo interesse per lo scontro. Le armi sguainate dei contendenti riflettono la luce delle innumerevoli fiaccole che circondano l`Arena, mandando a loro volta bagliori sinistri e affilati, il tutto amplificato dalle voci roche e cariche di sfida dei due guerrieri che si affrontano nel preambolo verbale del Duello.
Arena Studia la posta di guardia di Kaan mentre il braccio sinistro si richiude portando lo scudo SCUDO IMBRACCIATO a coprire la guardia <ma come vi siete messo?> inarcando un sopracciglio e il sorriso si allarga <dovete andare a pesca?> ma poi avanza rapidamente di un passo avanzando la gamba sinistra e lo scudo viaggia verso IL DEBOLE DELLA SPADA AVVERSARIA, nel mentre completa l`attacco sollevando la lama della spada verso l`alto per farla calare in una parabola discendente verso sinistra che chiude MIRANDO il laterale della gamba avversaria in un ridoppio manco perché arriva da SINISTRA, MIRANDO ALLA GAMBA DESTRA AVVERSARIA
mastio>spalti Ovest Nurak si affanna in una corsa ridicola tirandosi su le braghe. Non vuole perdersi l`incontro. Corre fuori dal mastio e a grandi falcate - si fa per dire - raggiunge gli spalti dell`arena. Le gradinate gremite riempiono l`aria di grida e cori in direzione dei duellanti. Nurak si guarda attorno. Intravede LaRossa nella zona Ovest. Si fa spazio tra elfi, mezzelfe, nani, uomini, donne fino a raggiungere la gradinata sotto quella della mezzelfa. Nurak, porta i palmi aperti alla bocca e caccia un urlo che pare un tuono «ELFO, FALLO SECCO!».

arena <sorride alle parole di Managerace mentre sposta il piede destro all`indietro portandolo dietro al piede sinistro girando al tempo stesso il busto in maniera oraria abbassando appena il braccio sinistro cercando di IMPATTARE con lo SCUDO il FORTE DELLA SPADA di Menagerace e di abbassarne la traiettoria verso il basso>
NurakEquipaggiamento all'arrivo
spalti all`urlo di Nurak sobbalza la donna e lo guarda interdetta per qualche momento e sbatte le ciglia."orpola!mica devono ammazzarsi!"borbotta.
Arena Ovest Il duello inizia a prendere forma, e lo sguardo d’ambra segue i movimenti dei due sfidanti. Managerace avanza con la spada alta, un sorriso sfrontato che si avverte persino da quella distanza. Kaan risponde con una rotazione precisa, lo scudo che sale a incontrare l’impatto. Il metallo esplode in una scintilla. Alle parole provocatorie di Managerace, nitide e taglienti, che le arrivano dritte alle orecchie nonostante il rumore dell’Arena, l’angolo destro della bocca della mezzelfa si piega impercettibilmente. Solo per un istante. Un’ombra di sorriso che non raggiunge mai pienamente gli occhi. Poi torna seria. Marziale. Sposta il mento di pochi gradi verso l’ingresso del castello, scrutando i Presidianti posti davanti al cancello, assicurandosi che tutto sia sotto controllo. Un battito di ciglia, nient’altro. Poi lo sguardo torna dove deve stare. Sul duello. Poi un boato squarcia la tensione. Nurak e urla. Lei tringe appena gli occhi, il Khol che rende il gesto ancora più affilato. Scuote impercettibilmente il capo. Con un sospiro trattenuto tra i denti. La sua calma resta intatta, ma un filo di irritazione attraversa le iridi come un lampo nascosto. Raddrizza la postura. Rimette lo sguardo sui due duellanti.
L`ELFO, chiude la distanza ad un metro di distanza da KAAN, muovendo l`arma – KAAN di rimando recupera i due metri con lo spostamento del proprio piede che favorisce anche la discesa dello SCUDO MEDIO di metallo il quale si pone quasi perfettamente sulla traiettoria della Bastarda. Clangore metallico risuona nell`arena e sugli spalti, un DANNO LIEVE da TAGLIO scalfisce leggermente la superficie metallica della protezione dell`Umano e che, nel riverberare lungo il braccio di MANAGERACE, rende la sua presa sull`arma INSTABILE – cosa a cui deve provvedere. Distanza fra di DUE METRI, Kaan piegato con il braccio sinistro verso la propria destra per via della parata, Menagerace braccio destro verso la sinistra del proprio corpo, arma bassa e a contatto con lo scudo dell`avversario. [A: KAAN B: MANAGERACE – 22,26]
Arena Trib.Est dall`alto della tribuna, osserva con acuta attenzione lo scontro rapido. Prende atto della mossa fulminea dell`Elfo e della parata solida di Kaan. L`Elfo chiude la distanza, ma Kaan recupera terreno e intercetta la Bastarda con lo Scudo Medio di metallo. Il Clangore metallico risuona potente nell`Arena. Maniakesh nota il DANNO LIEVE da TAGLIO lasciato sulla superficie dello scudo e l`effetto della parata che rende la presa di Managerace INSTABILE. Ora i due contendenti sono fermi, distanti DUE METRI, Kaan piegato in parata e Managerace con l`arma bassa. Le sue iridi indaco registrano la tensione statica della scena e la necessità dell`Elfo di ristabilire la presa.
Arena La voce di Nurak giunge alle sue puntute nonostante la gente <vi riconoscerei tra mille, nano del mio cuore...> impossibilitato però a cercarlo con lo sguardo <farò del mio meglio è una promessa, di quelle da annegare nel vino, possibilmente elfico...>divertito ma poi torna serio e a concentrarsi su Kaan che nel mentre si destreggia per parare l`attacco che si è appena compiuto e che termina con il clangore dello scudo che impatta. TENTA semplicemente UN`AVANZATA SFRUTTANDO LA SUA AGILITA` ELFICA, cercando di PORRE LO SCUDO IN VERTICALE e USARLO COME SCUDO OFFENSIVO PER SPINGERE CON UNA BOTTA SECCA L`AVVERSARIO ALL`INDIETRO E sfilare la LAMA dalla sua parata. Stavolta è una mossa di ASSESTAMENTO per consegnargli il turno di attacco

arena <parato l`attacco dell`elfo cerca di riportarsi in posizione di attacco riportando il piede destro in avanti rispetto al sinistro girando il busto stavolta in maniera antioraria, da destra a sinistra, alzando e allargando verso l`esterno contemporaneamente il braccio sinistro cercando di allargare la guardia di Managerace, al tempo stesso allunga di scatto il braccio destro cercando di centrare con la punta IL PETTO DELL`ELFO>
spalti mette le mani davanti agli occhi ma le dita sono larghe per spiare il proseguo.E sempre così sbircia verso LaRossa ,Nurak e Maniakesh.chi vicino e chi più lontano ma li osserva.Occhi che scandagliano Kaan quanto Managerace.Silenziosa e composta,partecipe a maniera tutta sua.
spalti mette le mani davanti agli occhi ma le dita sono larghe per spiare il proseguo.E sempre così sbircia verso LaRossa ,Nurak e Maniakesh.chi vicino e chi più lontano ma li osserva.Occhi che scandagliano Kaan quanto Managerace.Silenziosa e composta,partecipe a maniera tutta sua.
spalti Ovest Nurak è perfettamente immerso nell`habitat dell`arena. Si affretta a comprare una pinta grande da un venditore ambulante, gli lancia cinque monete e senza nemmeno respirare, la tracanna tutta d`un fiato. Dopodiché lascia che le rune tatuate sul corpo risplendano in tutta la loro azzurra lucentezza. Sgancia la mazza dalle spalle, la porta tra le gambe, toglie la maglia in seta, la lega al cinturone, poi porta in alto le braccia, i palmi rivolti alla sabbia e ai duellanti e intona a voce piena «OH MAMA MAMA MAMA! OH MAMA MAMA MAMA! SAI CHE C`È MI BATTE IL CORAZÒN! HO VISTO SIR GERACE HO VISTO SIR GERACE E MAMÀ INNAMORATO SOY!». Il khaza TENTA di coinvolgere gli spalti Ovest nel canto. Alla fine del coro grida a squarcia gola «TI OFFRO UNA BOTTE DI VINO ELFICO! USATE QUELLA BASTARDA COME SI DEVE!»
Arena>Ingresso Inspira piano, poi ruota sui tacchi, il mantello sfiora la sabbia mentre si allontana dall’Arena. Il passo è lento, ma porta con sé un peso che nessuno osa ignorare. Raggiunge i due Presidianti davanti al cancello. Si ferma un battito esatto. Le mascelle si serrano, i tratti del volto si induriscono sotto la luce tremolante delle torce. Con la mano destra indica le merlate in alto, il gesto netto, chirurgico e sussurra loro qualcosa. Il tono è basso, privo di esitazioni. I due annuiscono senza una parola. La mezzelfa non aggiunge altro, si volta e riprende il cammino verso l’Arena, tornando al suo posto. Gli occhi contornati di Khol rendono lo sguardo affilato, il passo controllato, la presenza pesante. È di nuovo lì. A vigilare.
KAAN e` quello che muove l`attacco, raddrizza il corpo spostando anche l`arma dell`elfo completamente verso la propria sinistra per poi allungare la SPADA LUNGA in un affondo che, nonostante non abbia propriamente lo spazio per un allungo completo, trova il bersaglio con la punta della Spada che penetra prima il cuoio del`armatura di Managerace e poi penetra nelle carni causando all`Elfo un DANNO GRAVE da PERFORAZIONE al TORACE da cui sangue rapidamente inizia a fuoriuscire macchiando l`armatura e colando anche sulla sabbia dell`Arena. Il pubblico lancia all`unisono un [ WOOOOH! ] Di sorpresa e l`ARBITRO baffuto, mentre si accarezza il ricciolo destro, volta appena il capo cercando la figura di MANIAKESH [ Lord Teken`Duis, spero abbiate dei Cerusici pronti. Quella ferita peggiorera` molto rapidamente. ] E quindi riposta l`attenzione al duello. UN METRO di distanza fra i due al momento, MANAGRACE con scudo al fianco sinistro e Bastarda nella destra. Kaan arma estesa, ancora a contatto con il petto dell`avversario, scudo sulla sinistra [ ATTACCO MANAGRACE, DIFESA KAAN – 22,44]
Arena Trib.Est dall`alto della tribuna, osserva l`attacco risolutivo di Kaan. Registra il movimento potente dell`Umano che raddrizza il corpo, spostando l`arma di Managerace per aprire la linea, e poi l`affondo preciso. L`impatto e il DANNO GRAVE da PERFORAZIONE al TORACE subito dall`Elfo, con il sangue che macchia l`armatura e la sabbia, non suscitano in lui alcuna emozione visibile, ma le sue iridi indaco (con i riflessi rubinei) sono fisse sulla scena. Quando l`Arbitro baffuto si rivolge a lui, Maniakesh risponde con la sua voce roca, secca e autoritaria: "Sarà immediatamente accompagnato al lazzaretto dai Bravi, che avvertiranno prontamente i Cerusici." La sua attenzione torna subito al duello
Arena La scena si aggroviglia rapidamente e il debole della spada avversaria supera lo scudo e gli si pianta in petto facendolo retrocedere di qualche passo. Il dolore non arriva subito ma lentamente inesorabilmente e inesorabilmente comincia a impallidire, com`è pallido l`attacco che tenta di portare <avrete il lusso di finirmi, umano...> a Kaan. Così nel tentativo estremo si ABBASSA in una posta di cinghiale. Il ginocchio destro si PIEGA VERSO IL BASSO e la gamba sinistra retrocede con il piede piantato al suolo, quindi lo sgancia e con la punta della bastarda VERSO L`ALTO TENTA DI ARPIONARLO DAL BASSO in un montante che CERCA di VIAGGIARE DI PUNTA DALLO STOMACO ALLA GOLA AVVERSARIA
spalti Ovest Nurak applaude vigoroso, prima lentamente poi sempre più veloce fino a TENTARE di coinvolgere tutti i presenti «TE LO INVITO LO STESSO IL VINO, RAZZA DI BASTARDO!» Nonostante il sangue copioso che fuoriesce dal petto, Nurak è fiducioso. Poi si volta verso l`umano di fianco a lui «Ha la pelle dura come i cinghiali quell`elfo»
spalti ovest annuisce a Nurak (vero, ed è raro sentirvi complimentare un elfo!) conclude sorridendo.
spalti si corruccia da un certo linguaggio osservando Nurak.Tace e fa una smorfietta.E drizza la schiena e inarca un soppraciglio mentre fissa Nurak a lungo.

arena <tenta di estrarre completamente la lama della spada dal petto dell`elfo aiutato anche dal retrocedere di Managerace quindi cerca di riportarsi in posizione di difesa arretrando il piede destro riportandolo dietro al sinistro di circa mezzo metro, gira il petto da sinistra a destra mostrando il fianco sinistro all`elfo, contemporaneamente riporta il braccio sinistro accanto al petto abbassandolo contemporaneamente verso il basso cercando di IMPATTARE LA PUNTA DELLA BASTARDA E DEVIARLA DI LATO torcendo la mano sinistra appena verso l`esterno>
Arena Ovest La mezzelfa torna al bordo dell’Arena, nello stesso punto di prima. Le fiaccole illuminano l’armatura bianca con inserti dorati, rendendola quasi una lama nella notte. Incrocia le braccia al petto, il cuoio che scricchiola appena sotto il peso del gesto. Lo scontro cambia in un battito. La spada di Kaan devia quella dell’elfo, apre la guardia e affonda. La punta penetra il cuoio. Penetra la carne. E il sangue esplode in una macchia scura, troppo rapida, troppo calda. Lei serra le mascelle e i tratti si induriscono all’istante. Le braccia si sciolgono dal petto e scendono lungo i fianchi. Mentre i pugni si chiudono, le nocche sbiancano contro l’avorio dell’armatura. Non un suono. Solo quel momento sospeso in cui l’Arena trattiene il respiro, e lei con essa.
MANAGERACE subisce l`impatto e la punta dell`acciaio avversario e, arretrando, questa si estrae dalle sue carni con un fiotto di sangue che fuoriesce in seguito. Tenta un colpo ascendente e verticale con la Bastarda che si fa pesante nella mano dell`elfo e questo risulta in un colpo lento che KAAN riesce a fermare prima che raggiunga il bersaglio, ma non a spostarla lateralmente. Distanza fra i due di DUE METRI e MEZZO, KAAN con scudo basso in seguito alla parata, MANAGERACE che fatica a mantenersi in piedi al momento, con sangue che ancora copioso continua a sgorgare dalla ferita al petto, lordando il cuoio dell`armatura e creando una macchia di buona dimensione sulla sabbia ora tinta di rosso. L`ABRITRO guarda prima uno e poi l`altro contendente e la sua voce, cristallina, si fa sentire forte fra i partecipanti e tutti i presenti sugli spalti, rivolgendosi verso KAAN in particolar modo [A voi la scelta. Ma quella ferita avrebbe bisogno di attenzioni molto velocemente o non arrivera` a domani. L`incontro e` gia` praticamente deciso.. al Signore di questo Castello e a voi, finalisti, la scelta e verra` rispettata] [ ATTACCO KAAN, DIFESA MANAGERACE – 23,03]
Arena Trib.Est seduto sulla tribuna, osserva Managerace arretrare e la punta della spada di Kaan estrarre, il sangue che schizza. Nonostante la ferita grave, l`Elfo tenta un colpo ascendente e verticale. Maniakesh nota la lentezza del colpo dovuta al danno e il fatto che Kaan, pur parandolo, non riesce a spostare l`arma. La scena è chiara: Managerace fatica a mantenersi in piedi, il sangue che inonda la sabbia. Quando l`Arbitro baffuto si rivolge ai finalisti e al "Signore di questo Castello", il Mezzo, la cui figura è ammantata nell`armatura di Huàng, decretando la fine della contesa, si alza in piedi con autorità. La sua voce roca, forte e inequivocabile, tuona sopra il clamore dell`Arena: "Il vincitore è Kaan! L`incontro è terminato!" Immediatamente dopo, rivolge un ordine perentorio a LaRossa, che certamente è nelle vicinanze, o a chiunque si occupi della logistica: "LaRossa, provvedete immediatamente a far curare Managerace senza indugi!" Senza attendere l`esecuzione degli ordini, Maniakesh prende i due involucri di panno rosso, contenenti i premi della contesa, posti ai suoi piedi e prende a scendere dalle gradinate, pronto a raggiungere l`Arena per la premiazione.

arena <alza lo sguardo verso l`arbitro facendo un passo indietro portandosi a circa tre metri e mezzo di distanza da Managerace, lo scudo sempre a contatto con il petto, la punta della spada puntata verso terra, il braccio destro semiflesso> per me la sfida finisce qui, non sono venuto per prendermi una vita specialemnete se è quella di un valoroso <indica l`elfo chinando la testa in segno di rispetto prima di alzare il braccio portando la punta della spada verso la`lto in un segno di saluto e rispetto> spero di poter incrociare ancora la mia lama con voi quando vi sarete rimesso <esclama riportandosi in posizione eretta>
Arena I suoni giungono ovattati alle sue orecchie e la mente non regge più il carico. A colpo portato con le ultime forze, scende sulle ginocchia lasciando cadere la spada e porta l`avambraccio destro all`altezza dello stomaco, poco al di sotto del taglio. La fronte si abbassa tra i capelli al punto che il profilo potrebbe diventare invisibile. Comprende qualche parola ma i sensi sono sottili e la volontà non basta per fargli formulare una risposta. Resta così, immobile nella sua disfatta, poco conscio e in balia degli eventi, combattendo solo e intimamente, per non perdere la coscienza
Arena Ovest La voce di Maniakesh attraversa l’Arena come un colpo d’ascia, e lei reagisce nello stesso istante. Il corpo si muove prima ancora che la mente finisca di registrare l’ordine. Scatta avanti con passi rapidi, secchi, precisi. La sabbia si apre sotto gli stivali mentre attraversa metà dell’Arena. Raggiunge Managerace in un battito. Si piega accanto a lui, un ginocchio affonda nella sabbia, l’armatura bianca si sporca di rosso senza che lei ci faccia caso. Gli occhi adornati di khol lo studiano con una durezza che sa di urgenza, non di rabbia.«Mi sentite?» La voce è bassa, ferma, affilata come sempre. «Riuscite ad arrivare al mio cavallo?» La ferita è profonda, la respirazione dell’elfo irregolare. Lei stringe la mascella, lo guarda un secondo di troppo, come a misurare quanto tempo le rimane. Poi si volta verso il piazzale. Il tono della voce cambia: diventa un ordine, non una richiesta. «PALAFRENIERE! PORTATE PATIO, ORA!» L’urlo risuona sulle mura come se le stesse scuotendo una per una. Si rialza in un unico gesto duro, e senza distogliere lo sguardo dal volto pallido dell’elfo, aggiunge, gelida e tagliente «E qualcuno si muova ad aiutarmi a metterlo in sella!» cercando CORMORAN con lo sguardo
L`ARBITRO, alla voce di MANIAKESH prima e di KAAN poi – che si allontana arretrando a tre metri e mezzo da MANAGERACE – alza entrambe le mani voltandosi verso gli spalti da cui sopraggiungono ancora voci ed esclamazioni [ COSI` E` DECISO ALLORA !! IL VINCITORE DEL TORNEO D`AUTUNNO VIENE DICHIARATO NELLA PERSONA DI KAAN !! Onore al vinto e onore al vincitore !!] Le braccia si abbassano ed una folata di vento fa muovere i vari stendardi e le fiamme di torce e bracieri presenti che illuminano l`Arena. Una nuvola passeggera oscura la Luna Piena per qualche momento solo e, dietro essa, l`Occhio del Fato si chiude e si nasconde portandosi altrove.
->sabbia arena bravissimi, agguerritissimii!!!!<alzandosi in piedi elogiando entrambi e poi in singolo>congratulazioni Signore Kaan,Luce di historia!<batte le mani a entrambi.La macchia sulla sabbia le preoccupa pero`>`cipicchia!<a mezza voce scende un paio di gradoni portandosi sulla sabbia dell`arena.Nostalgia che ricaccia con un gesto gentile del capo e per fortuna che prontamente i soccorsi si attuano>
spalti Ovest Nurak si rimette la maglia «Quel maledetto elfo. Ora mi tocca offrirgli da bere..» Afferra la mazza, l`aggancia sulle spalle e senza indugiare scende verso Managerace. Affossa i piedi nella sabbia portandosi sull`elfo «Non andate a dormire! Quello potete farlo solo ed esclusivamente dopo i miei liquori!» Nurak aiuta LaRossa a portar l`elfo sui suoi piedi.
(scende dagli spalti in direzione di LaRossa) permettetemi, mia signora.. (si affianca a Managerace) brutta serata, eh? (Tenta di assistere l`elfo verso il cavallo)
Arena Voci vaganti, lontane, vicine, poi la domanda de LaRossa <sì...> mentendo spudoratamente e cerca anche di farsi leva per tornare in piedi ma i muscoli addominali rispondono poco ai comandi. Poi Nurak, Cormoran. Accetta gli appigli che gli vengono fisicamente offerti e s`impone l`ultimo sforzo per raggiungere il cavallo e aiutare il prossimo come può a farsi issare in groppa. Una volta compiuta l`ultima prodezza, sente la realtà scivolare via/
Arena Ovest Il nitrire di Patio arriva prima ancora del palafreniere. La sagoma scura del destriero compare di corsa dal piazzale, le briglie già strette tra le mani sudate del ragazzo. La mezzelfa gli va incontro con passi rapidi, il mantello di sabbia ancora addosso dagli ultimi movimenti. «Cormoran!» La voce è un ordine, non un richiamo. L’Umano si volta di scatto. «Passatemi l’elfo. Subito.» Il palafreniere sfila Patio fino al bordo dell’Arena, mentre i presidianti sulle merlate si muovono come un’unica creatura armata, l’argano stride, le catene scricchiano, il ponte levatoio comincia ad abbassarsi con un ruggito di legno e ferro. La mezzelfa afferra le briglie del cavallo, lo calma con un mormorio breve, quasi ferino, e poi, senza perdere tempo, si issa in sella con un gesto fluido e perfettamente controllato. L’armatura bianca si muove morbida sulle spalle, l’apertura sulla scollatura si solleva appena mentre lei si sistema sul cuoio, lasciando spazio davanti a sé. Si spinge leggermente indietro sulla sella, creando lo spazio necessario. Gli occhi d’ambra si fissano un istante su Cormoran, poi sul corpo dell’elfo che sta barcollando tra le sue braccia. «Passatemelo.» Due parole. Taglienti. Mentre protende le braccia verso di lui.
(osserva LaRosssa con sguardo fermo e scuro, non commenta, afferra Managerace sotto le ascelle e tenta di sospingere il peso elfico verso la donna) preoccupiamoci di lui, poi parleremo della vostra dialettica, griso
arena Nurak spinge Managerace dal sedere con le spalle. «Prendete»
Arena Trib.Est Portatosi al centro dell`Arena, la figura imponente di Maniakesh nell`armatura di Huàng domina lo spazio. Dapprima a LaRossa si rivolge in modo perentorio: "Tamponate con una stoffa quella ferita e con una benda tenete tutto ben stretto, in modo da rallentare al massimo l`emorragia." Lo sguardo, con le sue iridi indaco che si fanno intense, si sofferma su Managerace per più di un istante. "Questa sera due guerrieri di grande abilità e di simile Onore si sono scontrati in questa arena." La voce roca risuona, tagliando l`aria con solennità. Solleva i due involucri di panno rosso. "Queste due lame, dono del Barone Pan, di eguale valore e prestigio, Le consegno..." Cercando di porgere il primo involucro a Kaan, conclude l`elogio del vincitore: "...in memoria del primo Torneo di Autunno al Castello dei Bravi." Infine, rivolgendosi a Managerace, porge il secondo involucro a Larossa: "A Voi consegno una lama preziosa, fatene buon uso, così come penso sappiate fare." Ancora prolungato è lo sguardo alla volta dell`Elfo mentre, rivolgendosi ancora a LaRossa, riporta il suo pensiero con la massima urgenza: "Deve vivere. Fate in modo che ferito e premio siano al sicuro."
[Arena> Ponte Levatoio]La mezzelfa allunga entrambe le braccia, quelle mani segnate da chiazze di pelle nuova e ancora dure d’allenamento, e prende Managerace come si prende un ferito in guerra senza delicatezza inutile, ma senza lasciarlo cadere. Lo tira verso di sé in un gesto solo, uno strappo che fa tendere i muscoli sotto il cuoio bianco, e lo sistema davanti, contro la curvatura della sella. L’elfo geme appena, con il fiato corto e il sangue che colora il cuoio. Lei lo trattiene con un braccio, stabile come una cintura di ferro. «Respirate. E non svenite adesso.» Patio scalcia il terreno, avvertendo la tensione. Il ponte levatoio è ormai a metà, le catene sono un coro di metallo che scandisce la fuga verso il lazzaretto. Lei stringe le briglie, con gli occhi si sollevano verso il piazzale, dove avanza al passo, e quando il ponte è del tutto abbassato, aumenta in un galoppo verso la strada buia oltre il ponte. La mascella si serra e gli occhi si stringono,mentre avanza al galoppo per il sentiero, Stringendo Managerace per reggerlo in equilibrio con entrambe le braccia e il suo corpo.

arena <rinfodera la spada con un gesto fluido anche se un po` lento prima di alzare il braccio destro e abbassarsi il camaglio dietro la nuca quindi esegue un passo in avanti verso Managerace girando al tempo stesso la testa riccioluta a destra e a manca> che qualcuno venga ad aiutarmi, credo che il mio avversario abbia urgentemente bisogno di un cerusico <esclama con voce alta e stenorea rivolto agli spalti lo sguardo passa da LaRossa a Cormoran prima di appuntarsi su Maniakesh che gli si appressa> vi ringrazio mylord e naturalmente ringrazio anche il Barone Pan, è un onore ... faranno un figurone appese nel mio studio <aggiunge allungando la mano destra cercando di prendere l`involucro di panno rosso>
arena è andata,meno male,sta faccenda è stata stancante <commenta mentre osserva il cavallo portato da LaRossa con Managerace,ferito uscire man mano dal castello verso il buio del sentiero.sospira a lungo e si fa vicina all`Innominato,ai BRAVI presenti e a Kaan.sorride a Kaan in maniera pacata ,gentile>
(osserva LaRossa allontanarsi al galoppo e lui incrocia le braccia mentre il griso porta Managerace verso la salvezza, sospira poi si volta verso Nurak) una serata al castello senza almeno un ferito è una serata noiosa. Domani fatevi trovare, torniamo al lazzaretto a controllare le condizioni dell`esodo
arena>mastio «Va bene Stridio, verrò con voi» Nurak lancia uno sguardo al suo mentore. Poi si avvia verso il Mastio e scompare dietro la porta.
Arena->Mastio Consegnati i premi e assicurato l`ordine per la cura di Managerace, rivolge a Brezza un rapido cenno del capo, un gesto di congedo e gratitudine. Poi, con la sua voce roca che si fa sentire per l`ultima volta in quell`Arena, saluta i presenti con un`espressione di assoluta superiorità: "Pravus in Tenebris." Senza attendere risposte o applausi, abbandona l`arena con passo fermo, dirigendosi verso il Mastio del Castello per ritirarsi nei suoi appartamenti.

arena sicuramente la nostra intervista domani lo sarà meno <esclama rivolto a Brezza e a Maniakesh, un ampio sorriso si palesa sul volto abbronzato dell`umano mettendo vieppiù in risalto la cicatrice lunga circa sei centimetri alla guancia sinistra, quindi saluta a sua volta prima di avviarsi verso le stalle per riprendere il suo frisone> Veritas et Sapientia <esclama prima di scomparire>
arena <verso Kaan>fate domande facili eh?<divertita adesso>a domani allora e complimenti ancora!<a Kaan>Pravus in Tenebris<sguardo di intesa a Maniakesh.attende che chi deve andare vada e da ORDINE di alzare il ponte levatoio per la notte.Chi è di guardia farà il suo,stanotte ella dormirà al castello.Evidente> //